Oggetto del Consiglio n. 363 del 25 marzo 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 363/XVII - Interpellanze: "Servizio antincendio all'interno del Traforo del Monte Bianco e Servizi antincendio e di primo soccorso al Traforo del Monte Bianco: garanzie occupazionali, continuità del personale specializzato e impatto sulla sicurezza dell'infrastruttura".
Aggravi (Presidente) - I prossimi due punti verranno trattati congiuntamente. Punto n. 28 e punto n. 29 all'ordine del giorno. Per la prima illustrazione, la parola al consigliere Domanico.
Domanico (FdI) - Ci ricordiamo tutti quel maledetto 24 marzo 1999 ore 10:30: il camionista belga Gilbert Degrave entrò nel Traforo del Monte Bianco dal versante francese, alla guida del suo autoarticolato, un Volvo FH12, refrigerato, carico di farina e margarina diretto in Italia. Ore 10:47: il camion prese improvvisamente fuoco, costringendo Degrave a fermarsi dentro al Tunnel, creando un ingorgo. Ore 10:51: fu dato un primo allarme. Il Tunnel venne chiuso dal lato francese alle ore 10:55 e dal lato italiano alle ore 10:56. Ore 10:58: vennero allertati i primi soccorsi e giunsero sul posto alle ore 11:09. 22: sono i minuti che impiegarono i soccorsi per intervenire. 53: invece furono le ore, 53 ore, 53 per domare il mostro. Fu sconfitto alle ore 16:00 del 26 marzo, poiché le fiamme, a causa dell'effetto forno, superarono i 1.000 gradi centigradi di temperatura. Da quel giorno tutto cambiò.
Fu creato, tramite la GEIE-TMB, un gruppo di professionisti altamente specializzati nell'antincendio e nel primo soccorso proprio per interventi all'interno del Tunnel, professionisti che ci sono invidiati da tutta Europa, se non di più, professionisti che mettono in pericolo quotidianamente la loro vita per quella degli altri e qui permettetemi un ricordo per l'eroe di quel giorno, Pierlucio Tinazzi, meglio conosciuto come "Spadino", che quel maledetto giorno con la sua moto provò a mettere in salvo più persone possibili, perse la vita anche lui. 22, ve li ricordo, furono i minuti che ci misero i soccorsi. Questi ragazzi ora non ce ne mettono più di 5 o 6 per intervenire e probabilmente non ci sarebbero stati tutti quei morti. Questi ragazzi, questi professionisti oggi rischiano il posto di lavoro in quanto con la nuova gara d'appalto europea si prefigura una significativa riduzione del personale, data principalmente dall'applicazione del diritto del lavoro francese essendo la sede della GEIE in Francia.
Ora, i Consiglieri di Fratelli d'Italia interpellano la Giunta regionale per chiedere: "se si intendono porre in atto misure o azioni compatibili con la gestione paritetica del GEIE per tutelare i lavoratori italiani" e "se si intendono porre in atto misure o azioni per mantenere il trattamento economico e normativo almeno pari a quello attuale, riconoscendo così la professionalità acquisita".
Presidente - Per la seconda illustrazione, la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Con quest'interpellanza portiamo all'attenzione del Consiglio regionale una questione che tocca insieme ben tre piani distinti, ma che sono profondamente intrecciati: il lavoro, la sicurezza pubblica e la credibilità delle Istituzioni.
Al centro c'è il futuro degli addetti al servizio antincendi di primo soccorso del Traforo del Monte Bianco, lavoratori che da oltre 20 anni presidiano uno dei corridoi infrastrutturali più delicati d'Europa, parliamo di persone altamente specializzate, formate per operare in un contesto che, come sappiamo, è straordinariamente complesso e che, come hanno riconosciuto le stesse organizzazioni sindacali in un comunicato congiunto, rappresenta un unicum nel panorama europeo della safety infrastrutturale. Ebbene, oggi in relazione alla nuova gara d'appalto internazionale indetta dalla GEIE-TMB, le organizzazioni sindacali hanno lanciato un allarme pubblico: esiste il rischio concreto di un drastico ridimensionamento occupazionale. Non lo diciamo noi, lo dicono, come abbiamo detto, i sindacati di cinque sigle diverse che si sono trovati uniti nel denunciare una situazione che ritengono incompatibile con gli impegni assunti in sede istituzionale. Il punto di frizione è preciso e circoscritto: l'articolo 15.3 del capitolato speciale d'appalto.
Dalla lettura di quel documento emergono, secondo i sindacati, elementi di forte criticità, l'assenza di un vincolo numerico obbligatorio per l'assunzione del personale uscente dall'attuale appalto gestito da GSA, la facoltà per il nuovo aggiudicatario di determinare autonomamente la composizione dell'organico e una riduzione stimata della forza lavoro che metterebbe a rischio la continuità occupazionale per decine di famiglie valdostane.
Oltre che il mantenimento delle condizioni economiche e normative maturate negli anni, inclusa l'indennità speciale TMB, gli accordi di secondo livello e il welfare aziendale costruito nel tempo, c'è un aspetto che rende questa vicenda particolarmente grave sul piano istituzionale ed è questo: il 5 dicembre 2025, presso la Presidenza della Regione, si è tenuto un incontro al quale il GEIE-TMB aveva fornito rassicurazioni sul riassorbimento del personale. I sindacati erano presenti e quegli impegni sono stati registrati, eppure, nel momento in cui si leggono gli atti di gara, quelle rassicurazioni non trovano riscontro. Non c'è traccia di vincoli cogenti di tutele esplicite, di garanzie giuridicamente rilevanti per i lavoratori, è un cortocircuito istituzionale che non può essere ignorato, o quegli impegni erano stati mal presi, oppure non sono stati tradotti in atti concreti. In entrambi i casi il Consiglio ha il diritto e il dovere di sapere che cosa è successo.
Vi è poi un secondo profilo che riguarda direttamente la sicurezza pubblica: il Traforo del Monte Bianco non è un'infrastruttura qualunque. Tutti ricordiamo - lo abbiamo ricordato anche questa mattina - il tragico incendio, ben descritto dal collega Domanico prima di me, che costò la vita a 39 persone, da allora il sistema di sicurezza è stato completamente ripensato con la predisposizione di un piano di intervento immediato per la sicurezza e un piano di soccorso binazionale concordato con la Francia. Questi strumenti presuppongono un organico specifico, formato, collaudato, capace di operare in condizioni estreme, una riduzione strutturale del personale specializzato non è una questione amministrativa, è una questione di sicurezza e su questo la Regione Valle d'Aosta ha non solo un interesse, ma una responsabilità precisa in quanto parte attiva dei meccanismi di governance del Traforo.
È per queste ragioni occupazionali, istituzionali e di sicurezza pubblica che con quest'interpellanza chiediamo alla Giunta di rispondere alle domande che abbiamo formulato, ovvero la prima: "se e in quali termini il GEIE-TMB abbia formalmente confermato alla Regione le rassicurazioni forniteci il 5 dicembre 2025 in merito al riassorbimento del personale, se tali impegni siano stati recepiti nel capitolato speciale d'appalto"; seconda domanda: "quale sia la valutazione della Giunta circa l'assenza degli atti di gara di un vincolo numerico obbligatorio per l'assunzione del personale specializzato attualmente in servizio e se ciò sia ritenuto compatibile con le esigenze di continuità operativa e di mantenimento delle competenze maturate nel Traforo"; terza domanda: "se la Giunta intende attivarsi anche in sede di Commissione intergovernativa italo-francese, o direttamente presso il GEIE-TMB per ottenere garanzie vincolanti sul mantenimento dei livelli occupazionali, delle condizioni economiche, degli accordi di secondo livello e del welfare aziendale per gli addetti al servizio antincendio e primo soccorso". Quarta domanda: "quali iniziative urgenti la Giunta intenda intraprendere per verificare preventivamente che la futura composizione dell'organico garantisca la piena attuazione del piano di intervento immediato per la sicurezza e del piano di soccorso binazionale, scongiurando qualsiasi riduzione che possa incidere negativamente sulla sicurezza degli utenti del Traforo del Monte Bianco".
Presidente - Per la risposta, la parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Le due interpellanze intervengono su un argomento di sicura rilevanza per la Valle d'Aosta, intesa come territorio e come comunità ma sulla quale le competenze dell'Ente Regione incontra molti limiti e sovente molto precisi. La risposta ai quesiti cercherà pertanto di riscontrare tutti i punti sollevati e allo stesso tempo di dare una cronistoria di quanto è successo e di quanto è stato messo in atto come Presidenza della Regione, dicendo fin da subito che abbiamo intrapreso le iniziative possibili sulla base delle nostre competenze, che nulla hanno a che vedere con la partecipazione di assoluta minoranza, pari al 10% del capitale sociale della Società italiana per il Traforo del Monte Bianco.
In merito al rinnovo dell'appalto del servizio di lotta antincendio e di primo soccorso al Traforo del Monte Bianco per tre anni, a partire indicativamente dal 1° ottobre 2026, va intanto evidenziato come la Presidenza della Regione sia intervenuta sulla questione fin dal 2024. Il 19 settembre 2024, a seguito di una segnalazione delle organizzazioni sindacali, abbiamo infatti rappresentato al GEIE-TMB la necessità di attribuire all'inserimento della clausola sociale la massima attenzione e ciò ritenendola necessaria per conseguire l'obiettivo di avere un servizio qualificato per le esigenze della sicurezza del Traforo grazie al mantenimento e alla valorizzazione dell'esperienza degli organici, che per anni hanno svolto il servizio di antincendio, formandosi e lavorando in un ambiente unico, caratterizzato da dotazioni e organizzazione del tutto particolari.
Il 30 aprile del 2025 il GEIE-TMB ha riscontrato la segnalazione comunicando che era in corso di redazione il capitolato d'appalto per il rinnovo del contratto e che era previsto l'inserimento di una clausola sociale con la quale l'aggiudicatario sarà tenuto a riprendere il personale dell'impresa uscente in base ai contratti italiani e francesi nell'ambito degli obblighi legali in materia. La Presidenza della Regione ha pertanto portato a conoscenza le organizzazioni sindacali di questa comunicazione il 7 maggio 2025. Più recentemente la Presidenza della Regione, il 24 novembre 2025, ha ricevuto una nota dall'Associazione Nazionale delle Imprese di Sorveglianza e Antincendio (ANISA) che richiedeva l'apertura di un confronto istituzionale con la partecipazione del GEIE-TMB e delle organizzazioni sindacali, ugualmente destinatarie della nota, unitamente alla società italiana e francese concessionaria del Traforo e al Ministero del lavoro, in previsione dell'imminente indizione da parte del GEIE di una nuova gara di appalto per il servizio antincendio e di primo soccorso.
Il 1° dicembre del 2025 abbiamo quindi convocato per venerdì 5 dicembre 2025 un incontro tra le parti coinvolte, con l'obiettivo di garantire, attraverso la più ampia circolazione possibile delle informazioni e la piena collaborazione istituzionale, i più elevati standard di sicurezza per l'infrastruttura, l'utenza e il personale che vi opera. Il 4 dicembre 2025 il GEIE-TMB ha comunicato che, alla luce della natura degli argomenti trattati e della presenza di un sindacato professionale rappresentante di un operatore economico candidato, o potenzialmente tale, nella procedura in corso di pubblicazione, riteneva di non poter partecipare senza rischiare di compromettere il principio di parità di trattamento tra i candidati per l'imparzialità che deve essere garantita in tutte le fasi della procedura. Il 5 dicembre abbiamo formalmente espresso al GEIE il nostro rammarico per la decisione di non partecipare all'incontro, che non intendeva in nessun modo entrare in merito della procedura di gara, ma promuovere un dialogo costruttivo, rispettando ruoli e prerogative dei soggetti interessati, finalizzato a prevenire eventuali tensioni e criticità, ritenendo istituzionalmente doveroso, come Presidente della Regione, operare a tutela della pace sociale e della piena operatività di un'infrastruttura strategica per la Valle d'Aosta e per l'Italia. Nella stessa data, il 5 dicembre 2025, pur in assenza del GEIE-TMB, si è poi svolto l'incontro in esito al quale ANISA e le organizzazioni sindacali hanno consegnato un documento come contributo al rinnovo dell'appalto in oggetto, documentazione che il Presidente della Regione ha trasmesso in data 9 dicembre 2025 al GEIE-TMB. Il 18 febbraio 2026 ANISA, con una nota indirizzata anche al GEIE, ritenendo che la procedura di gara pubblicata il 10 dicembre 2025 disattendesse le aspettative e le assicurazioni verbali ottenute dal GEIE, con particolare riferimento all'efficacia della clausola sociale inserita nella disciplina di gara, ha chiesto un nuovo incontro al fine di individuare soluzioni concrete e vincolanti da inserire negli atti di gara. Il 23 febbraio 2026 il GEIE-TMB ha riscontrato la nota di ANISA rilevando che la procedura di gara era già avviata e ancora in corso. Il termine per la presentazione dell'offerta è scaduto il 6 marzo scorso e che pertanto la stazione appaltante, tenuta al rigoroso rispetto del principio di parità di trattamento tra gli operatori economici non poteva intrattenere interlocuzioni, né fornire chiarimenti o giustificazioni sul contenuto dei documenti di gara a soggetti terzi.
Il successivo 27 febbraio 2026 la Presidenza della Regione ha pertanto informato ANISA e, per conoscenza, le organizzazioni sindacali, la Società italiana per il Traforo del Monte Bianco e il Ministero del lavoro di quanto comunicato dal GEIE-TMB, confermando l'attenzione e la piena collaborazione istituzionale sull'argomento.
Fatta questa ricostruzione dei fatti e della corrispondenza intercorsa tra la Presidenza della Regione e i soggetti coinvolti, rispetto ai quesiti delle due interpellanze, va evidenziato come siano state messe in atto le iniziative possibili alla luce delle norme e delle nostre competenze. Abbiamo operato per favorire il confronto e lo scambio di informazioni tra GEIE-TMB, ANISA e organizzazioni sindacali in vista dell'indizione della gara di appalto e poi per la circolazione tra i soggetti interessati di tutte le informazioni e delle rispettive posizioni.
Così come abbiamo rappresentato al GEIE, coinvolgendo anche la Società italiana del Traforo del Monte Bianco, l'importanza risiede nel fatto che, nell'affidamento del servizio antincendio e di primo soccorso al Monte Bianco, siano considerati anche i temi della sicurezza dell'utenza del personale, nonché la collaborazione istituzionale e il mantenimento della pace sociale sul territorio.
Rispetto ai temi della clausola sociale, che ANISA e le organizzazioni sindacali ritengono critici, il GEIE-TMB - la cui gestione, ricordo, essere di competenza delle due società concessionarie italiana e francese - ha rilevato che il suo inserimento non costituisce un obbligo per la stazione appaltante, ma che è stato ritenuto opportuno reiterarla in analogia con il precedente appalto del 2019.
Il GEIE ha altresì comunicato, per quanto riguarda le condizioni economiche e normative, che il bando di gara riporta tutti gli elementi qualificanti delle risorse attualmente impiegate - tipo di contratto collettivo, costo economico, eccetera - della massa salariale attualmente impiegata e prescrive la professionalità, le qualifiche, le relative formazioni e certificazioni del personale necessario per lo svolgimento del servizio antincendio in appalto. Inoltre il GEIE ha evidenziato che la procedura di appalto in corso richiede esattamente gli attuali livelli del servizio antincendio, in coerenza con l'attuale piano interno di intervento di sicurezza, il PS, precisando esplicitamente il numero di risorse e le impostazioni delle squadre necessarie 24 ore su 24, 7 giorni su 7, modalità che sino ad oggi hanno pienamente garantito elevati standard in termini di sicurezza e di gestione degli eventi all'interno del Traforo. Il GEIE ha poi sottolineato come la gara di appalto del servizio antincendio sia stata avviata e come attualmente sia in corso la valutazione delle offerte pervenute, non potendo dunque essere introdotte delle modifiche al bando e ai documenti di gara.
Infine il GEIE ha ribadito come all'interno del capitolato sia stata inserita una clausola sociale subordinando la sua applicazione alle vigenti norme in materia, evidenziando come pertanto siano a queste ultime che si debba fare riferimento in generale e che quindi anche in Italia l'applicazione della clausola sociale deve attenersi al rispetto dei principi dell'Unione europea.
La Presidenza della Regione conferma la massima attenzione ai temi della sicurezza dell'infrastruttura, dell'utenza del personale, nonché delle condizioni economiche e contrattuali di quest'ultimo e seguirà con attenzione gli esiti della gara, potendone essere interessata per procedure di raffreddamento nell'ambito di eventuali azioni sindacali, oppure indirettamente nei lavori del Comitato di sicurezza e della Commissione intergovernativa, ai quali parteciperà attraverso i propri rappresentanti.
Presidente - Per la prima replica, la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Presidente per la sua risposta. Ho seguito con molta attenzione i dati che ci ha fornito e non le nascondo, Presidente, che, nonostante si sia voluta dare una parvenza di partecipazione e di inserimento nelle procedure (cioè, rispetto a quello che ci ha riferito, sono stati fatti numerosi incontri e state vigilando sul tutto), nonostante questo, traspare una sorta di scoramento per non essere riusciti a incidere a fronte del fatto che, quando avete fatto le richieste di incontro, vi è stato detto: "Eh, ma c'è la procedura e quindi non possiamo incontrare i terzi". Sulla questione dei terzi penso che potremo discutere successivamente, lei stesso ha detto, appunto, che si è fatto, per quanto la competenza regionale è il 10%, quello che si poteva fare, ma la competenza c'è, quindi da qui a definire terzi mi sembra un po' un volo pindarico, ma, al netto di questo, il principio era: ma tutte queste interlocuzioni e incontri non potevano essere fatti preventivamente, quando ancora non c'era la procedura, per chiedere delle garanzie? Perché se è vero quello che ci dice, cioè che avete dato tutta l'attenzione possibile alla necessità di tutela, da una parte, della sicurezza e dall'altra parte dell'occupazione, quello che però traspare e che dicono i sindacati è invece di segno opposto.
Le vorrei dire semplicemente quello che era scritto e che è stato detto nero su bianco, le dichiarazioni dei sindacati, che sono: "Il rischio di un drastico ridimensionamento occupazionale", che non pare far trasparire notizie positive per il futuro, se un sindacato parla di drastico ridimensionamento occupazionale, e anche qui sempre virgolettato: "Le organizzazioni ricordano come il precedente del 2013, quando il cambio d'appalto garantì il riassorbimento del 100% degli addetti, modello che oggi risulta inspiegabilmente disatteso". Io, se fossi una persona che ha partecipato a tutti i tavoli e che si è mosso per tempo, queste dichiarazioni probabilmente non le leggerei.
Credo che ci sia stato un po' di ritardo nell'attivarsi, molto ritardo nell'attivarsi e che oggi si sia quasi impotenti ad assistere a quello che sarà il futuro. Io credo e spero che per il futuro ci possano essere delle novità positive, ma sinceramente, a vedere le premesse, sono molto, molto preoccupato e purtroppo la sua risposta non ha fugato queste preoccupazioni.
Presidente - Per la seconda replica, la parola al collega Domanico.
Domanico (FdI) - La ringrazio anch'io, Presidente, per la risposta che ci ha dato. Fondamentalmente concordo con il collega Manfrin, anche perché le domande erano praticamente le stesse, simili. Chiedo sostanzialmente di continuare a vigilare e magari provare a fare un po' il pugno duro con la GEIE fin quanto è possibile, perché i lavoratori valdostani sono estremamente preoccupati per la situazione, dopodiché, ripeto, concordo con quanto ha detto il collega Manfrin e ringrazio.
