Oggetto del Consiglio n. 358 del 25 marzo 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 358/XVII - Interpellanza: "Difendiamo le nostre competenze primarie? Se sì, fino a che punto".
Aggravi (Président) - Point n° 23 à l'ordre du jour. Pour l'illustration, la parole au collègue Carrel.
Carrel (ADC) - Quest'interpellanza nasce dalla sentenza della Corte costituzionale n. 16 del 24 febbraio 2026, di cui abbiamo preso notizia dai giornali e poi ci è stata correttamente data notizia dal presidente Testolin nel primo Consiglio utile entrando nel merito di quanto appunto prevedeva questa sentenza.
Partendo dal presupposto che ovviamente le sentenze si rispettano, dall'altra parte questa sentenza si contrappone, almeno dal nostro punto di vista, con le competenze primarie del nostro ordinamento, quindi del nostro Statuto speciale che, all'articolo 2, lettera b), cita proprio l'ordinamento degli Enti locali e le relative circoscrizioni come materia di competenza primaria.
Quello che stiamo a chiedere, preso atto di questa sentenza, è cosa il Governo stia facendo in merito a questa materia. Così è e così sarà oppure approfondiamo il tema e capiamo se vi sono dei margini per poter nuovamente legiferare in materia? Non credo sia una questione di numero di mandati o di ottenere la legge così com'era, bensì una questione meramente politica e di difesa della nostra autonomia. Fino a dove possiamo spingerci? Cosa stiamo facendo? Abbiamo dato numerosi incarichi per tante altre questioni, su questo tema invece come ci stiamo muovendo? Questo è l'intento della domanda di quest'interpellanza.
Président - Pour la réponse, la parole au collègue Testolin.
Testolin (UV) - Le domande sono: "se vi siano in corso approfondimenti sulla sopracitata sentenza della Corte costituzionale e a chi siano stati affidati". Il contenuto della sentenza della Corte costituzionale n. 16/2026 e i suoi effetti sulla legislazione regionale sono stati analizzati dalle strutture regionali a ciò deputate e sintetizzati nella comunicazione resa al Consiglio regionale della scorsa seduta, che, se si ricorda, era articolata sulle dinamiche.
Per quanto riguarda la seconda domanda, cioè "se la Giunta regionale e la maggioranza hanno intenzione di riproporre un testo che tenga in considerazione le volontà del Consiglio regionale per esercitare le competenze previste dal nostro Statuto", vede, ai sensi dell'articolo 136 della Costituzione, le sentenze che dichiarano l'illegittimità costituzionale di una norma di legge causano la cessazione dell'efficacia della stessa dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione della Corte costituzionale nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana avvenuta, in questo caso, lo scorso 25 febbraio 2026. Gli effetti di tali sentenze retroagiscono generalmente dalla data dell'entrata in vigore della norma censurata. Ciò posto, risulta evidente che la riproposizione di una norma analoga, o dal contenuto equivalente, costituirebbe un'evidente violazione del giudicato costituzionale avendo la Corte, in relazione ai quesiti e a quei contenuti normativi il limite dei mandati e l'accesso alle cariche della Giunta comunale, esclusa la possibilità di una disciplina regionale diversa da quella contenuta dal Testo unico degli Enti locali. Al netto quindi di valutazioni politiche o intendimenti vari, non ci sono concretamente spazi quando una sentenza va a fare giurisprudenza e quindi va, gioco forza, rispettata.
Président - Pour la réplique, la parole au collègue Carrel.
Carrel (ADC) - Sì, sicuramente la sentenza - l'ho detto anche nelle premesse - che debba essere rispettata ed è ovviamente efficace dal giorno in cui è stata emessa, di questo non vi è dubbio; dall'altro canto, secondo il nostro punto di vista, l'ordinamento degli Enti locali è competenza primaria della nostra Regione, quindi dover sottostare in qualche modo, o comunque doversi allineare al Testo unico degli Enti locali non lo trovo corretto nel rispetto del nostro Statuto.
Quello che era l'intento di quest'iniziativa, che prendiamo atto non è stata valutata invece dalla maggioranza e dal Governo, era proprio quello di andare ad approfondire la sentenza per capire dove realmente abbiamo competenza primaria, perché, vede, lo Statuto, ce lo siamo detti più e più volte, è un testo vivo, quindi vive di norme di attuazione ma vive anche di sentenze.
Nel momento in cui accettiamo questo tipo di sentenze senza andare ad approfondirle e senza andare a riproporre o comunque a modificare il nostro atteggiamento, credo che rischiamo di perdere determinate competenze. Questo è quello che assolutamente non vogliamo. Se è vero che cambiare lo Statuto - e su questo sicuramente affronteremo il tema - è un tema che affronteremo ormai nella prossima legislatura nazionale, è altrettanto vero che quello che abbiamo dobbiamo renderlo vivo e dobbiamo in qualche modo difenderlo laddove è possibile. Questo poteva essere un atteggiamento propositivo per poter provare a tentare di difendere le nostre peculiarità, ma soprattutto le nostre competenze primarie. Da autonomista non posso che dirmi dispiaciuto di questo atteggiamento di questa maggioranza e di questo Governo.
