Oggetto del Consiglio n. 306 del 25 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 306/XVII - Interpellanza: "Situazione frane e rischio alluvione nella nostra regione".
Aggravi (Président) - Point n° 33 à l'ordre du jour. Per l'illustrazione, la parola al collega Domanico.
Domanico (FdI) - Volevo portare alla sua attenzione e a quella dell'Aula la situazione nella quale ci troviamo in Valle d'Aosta per quanto riguarda le frane e il rischio alluvioni. Siamo tutti perfettamente a conoscenza di trovarci in una Regione ad alto, se non altissimo, rischio di dissesto idrologico, ma forse non abbiamo presenti i numeri di cui stiamo parlando. Io ho qui una rappresentazione della cartina tratta dall'ISPRA, adesso non so se in televisione si vede, ed è una situazione abbastanza delicata. In Italia i dati ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale), rilevano questi dati: popolazione a rischio frane quasi 1.300.000 persone, popolazione a rischio alluvione poco più di 6 milioni…
Presidente - Posso chiedere un po' di attenzione colleghi? Grazie. Prego collega.
Domanico (FdI) - …con un numero sul territorio nazionale di quasi 685.000 fenomeni franosi, di cui 1.251 monitorati, numeri che fanno accapponare la pelle, ma in Valle d'Aosta come stiamo? Sempre dai dati ISPRA possiamo vedere che in Valle d'Aosta abbiamo a rischio frane 15.330 abitanti. Gli abitanti invece a rischio alluvione sono 11.508 con un numero di eventi franosi di 5.812, di cui 13 monitorati. Sono numeri spaventosi, numeri che sappiamo benissimo essere impossibili da debellare, proprio per l'impossibilità di agire in maniera incisiva su tali situazioni. Molti di questi eventi franosi sono, per fortuna, destinati a svolgersi in ambienti non pericolosi per la popolazione.
Riporto una frase dell'ingegner Raffaele Rocco, attuale Sindaco di Aosta e coordinatore del Dipartimento programmazione, risorse idriche e territorio della Regione Valle d'Aosta: "La sua conformazione alpina, con valli strette e profonde, dominate da imponenti massicci montuosi la espone naturalmente a una vasta gamma di rischi idrogeologici, tra cui frane, piene torrentizie, colate detritiche e valanghe. La Valle d'Aosta si configura come un vero e proprio laboratorio naturale, per lo studio di tali fenomeni e per la sperimentazione di strategie di mitigazione e adattamento".
Detto questo, la Valle d'Aosta è un laboratorio naturale del rischio residuo a rischio accettabile, nuove prospettive nella gestione del rischio dal 16 maggio 2025 a Roma.
Porto ad esempio alcune situazioni ad alto rischio per la popolazione sul nostro territorio, non me ne vogliano se ho tralasciato qualcuno, ma è impossibile trattarle tutte in questo breve lasso di tempo che ho a disposizione, ma l'intervento va a voler significare ogni situazione di pericolo presente nella nostra regione. Non riporterò i numeri per non tediare e allarmare le persone, comunque alcune frane più significative possono essere quelle di Courmayeur, di Charvensod, la frana di Vollein a Nus e Donnas, che probabilmente è più interessata dal rischio idrogeologico.
Ora, rifacendoci alle parole dell'ingegner Rocco, siamo a chiederle: 1) se sono state attuate le migliori attrezzature a disposizione per la ricerca, prevenzione, mitigazione e adattamento a tali fenomeni; 2) se si sono aggravate oppure no le situazioni delle attività franose più a rischio in questi ultimi anni e che cosa si intende fare.
Président - Pour la réponse, la parole à l'assesseur Sapinet.
Sapinet (UV) - Ringrazio il collega Domanico che con quest'iniziativa ci permette di fare un po' una sintesi e un'illustrazione rispondendo ai suoi quesiti, citando anche nelle premesse gli eventi del 2024, del 2025, io aggiungerei anche il 2023. Del 2023 ne cito alcuni, gli eventi che hanno interessato i comuni di Bionaz e Oyace sul torrente Baudier e sul torrente Varère, altri interventi minori nella zona di Pontboset e di Perloz che hanno interessato strade comunali e viabilità regionali, per venire al 2024 con i noti eventi a Cogne e al Breuil. Il 2025 Fontainemore ma non solo, perché poi sappiamo bene che nell'aprile del 2025 i tanti eventi che hanno coinvolto circa l'80% delle viabilità regionali. Situazioni quindi critiche alle quali però poi hanno fatto seguito delle azioni e delle reazioni di un sistema che riteniamo stia funzionando ma di un sistema che funziona non solo nella fase emergenziale, ma anche in tutto quello che è l'aspetto dei monitoraggi e di altro che verrò a darvi conto, quindi l'iniziativa ci permette di fare un po', come dicevo, una sintesi.
Possiamo tranquillamente affermare che la nostra Regione, proprio per la frequenza e la diffusione di questi fenomeni franosi che investono il nostro territorio, è una delle Amministrazioni italiane più avanzate nella previsione e nella prevenzione del rischio frane. Le strutture preposte al monitoraggio di tale fenomeno attuano da anni un sistema di veglia tecnologica per sperimentare, quindi impiegare operativamente, le più avanzate tecnologie nel campo dei monitoraggi e dei fenomeni franosi: parliamo di strutture al plurale, perché, come sapete, sono diverse le strutture regionali che si occupano di ricerca, di monitoraggio e prevenzione dei dissesti idrogeologici. La Struttura opere idrauliche, per quel che riguarda le aste torrentizie, la Struttura attività geologiche per quel che riguarda i fenomeni franosi, che fanno parte del Dipartimento programmazione, risorse idriche e territorio, ma anche il Dipartimento Ambiente con ARPA Valle d'Aosta, il Dipartimento Protezione civile, vigili del fuoco con il Centro funzionale e pianificazione; senza dimenticare il ruolo di Fondazione Montagna Sicura su temi quali rischi della montagna, il monitoraggio dei ghiacciai che è ormai un Centro di ricerca internazionalmente riconosciuto.
Un aspetto particolare su una collaborazione tra le attività geologiche la Fondazione ha permesso di ridurre notevolmente le chiusure, ad esempio, della Val Ferret, nell'estate del 2025, rispetto già solo all'estate degli anni precedenti, quindi risultati concreti. La nostra Regione ha ottenuto e continua a riscuotere riconoscimenti del proprio livello di eccellenza nel campo del monitoraggio e della prevenzione dei fenomeni di frana; a riprova di quanto affermato citiamo alcuni esempi: la Regione Valle d'Aosta Ente di validazione del sistema di monitoraggio satellitare europeo per le deformazioni del terreno dovuto a fenomeni franosi.
In una recente intervista a Radio 24, in merito alla prevenzione dei fenomeni franosi, in Italia il professor Nicola Casagli, membro della Commissione nazionale "Grandi rischi" e consulente del Governo per la frana di Niscemi, ha dichiarato che la Regione Valle d'Aosta, insieme alla Regione Toscana, sono le uniche Regioni italiane a utilizzare un sistema di monitoraggio così avanzato.
La Regione Valle d'Aosta ha partecipato alla stesura di alcuni dei più importanti capitoli delle linee guida per il monitoraggio delle frane pubblicati dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ISPRA, nel 2021. A ciò è stata chiamata per l'esperienza maturata nel corso degli anni dai propri tecnici nel campo del monitoraggio e della prevenzione del rischio delle frane. La Regione, infine, è stata coinvolta in ambito continentale in specifici progetti atti a supportare il meccanismo europeo di protezione civile. In particolare, la Regione impiega ormai da circa dieci anni un sistema di monitoraggio satellitare delle deformazioni del terreno che garantisce un vero e proprio screening dei movimenti di terreno e che copre ormai più del 90% del territorio regionale, mettendo in grado le autorità di controllare l'evoluzione del territorio con cadenza quindicinale.
Qualora venissero identificati fenomeni di deformazione del terreno di nuova attivazione, vengono approfonditi i monitoraggi e, se del caso, tali fenomeni sono inseriti in un sistema di allertamento collegato all'attivazione dei relativi piani di protezione civile. Attualmente i fenomeni franosi, caratterizzati da elevata criticità e gestiti con questo criterio, sono sei, con volumi di materiale mobilizzabile superiore al milione di metri cubi. Per la gestione e la risoluzione dei casi più complessi, la Regione inoltre mantiene attivo un continuo e proficuo scambio scientifico con l'Università e i centri di ricerca italiani, quindi la Bicocca di Milano, il Politecnico di Torino, La Sapienza di Roma e altre Università ancora, avvalendosi del supporto degli esperti di settore.
Per quanto riguarda l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, si deve tener conto che le potenzialità di tali tecnologie devono essere contemperate con le attuali esigenze di tutela e di sicurezza collegate al trattamento dei dati; ciò fa sì che l'introduzione degli strumenti di intelligenza artificiale nel campo del monitoraggio frane stia avvenendo in maniera graduale, ma senza ritardi rispetto al processo di veglia tecnologica di cui si è parlato poc'anzi. Se per intelligenza artificiale si intendono le tecnologie cosiddette "machine learning", queste sono già ampiamente impiegate, in particolare, l'utilizzo di specifici algoritmi permette l'analisi di dati interferometrici provenienti da rilevazioni satellitari e consente l'individuazione di spostamenti millimetrici del terreno anche per aree remote, superando la copertura nuvolosa.
Se per intelligenza artificiale si intende il ricorso ai LLM (Large Language Models) si evidenzia che tali metodiche stanno emergendo come strumenti innovativi nella gestione dei rischi, permettendo di analizzare rapidamente grandi quantità di dati testuali e non strutturati per migliorarne la prevenzione e la risposta alle emergenze. In particolare in Italia la Fondazione CIMA, che collabora fattivamente con la Regione ormai da numerosi anni, sta esplorando l'integrazione degli LLM nei flussi operativi di protezione civile per generare messaggi di allertamento e analizzare scenari di rischio. Sempre a livello di metodiche d'avanguardia, inoltre, a livello regionale è stato avviato un progetto per sperimentare l'applicazione di un gemello digitale in un contesto territoriale molto sfidante, al fine di monitorare e prevedere il comportamento del suo corrispettivo fisico nell'ottica di disporre un'analisi predittiva di eventuali situazioni emergenziali.
In merito all'ultimo quesito si evidenzia che, per quanto riguarda le sei frane monitorate di cui si è detto in precedenza, allo stato attuale non si sono riscontrati incrementi dello stato di criticità dei fenomeni; tuttavia, quanto accaduto di recente in Svizzera, con la frana di Blatten, in considerazione degli scenari in evoluzione del clima e l'occorrenza storica di eventi analoghi in Valle d'Aosta, ha attirato l'attenzione della Regione sulla necessità di monitorare versanti dove, pur in assenza di indizi di instabilità attuali, potrebbero verificarsi fenomeni noti come "Ice-rock avalanches", ovvero di fenomeni caratterizzati dal collasso improvviso e dal rapido scivolamento a valle di grandi volumi di roccia, ghiaccio, neve e detriti. Si tratta di fenomeni non nuovi in senso assoluto, ma che il cambiamento climatico rende inevitabilmente più probabili e più frequenti. A tal fine la Regione sta avviando un'attività di approfondimento geologico strutturale sulla Val Ferret, che citavo poc'anzi, per individuare condizioni instabilizzanti della roccia che possano coinvolgere anche la copertura glaciale, per procedere quindi all'individuazione delle relative condizioni di rischio e delle conseguenti misure di mitigazione. La ringrazio ancora, sono tematiche che sicuramente avremo poi la possibilità di approfondire e sviluppare anche all'interno della Commissione consiliare competente con appunto tutti i partner, in particolare, oltre alle strutture regionali, un ruolo da protagonisti l'hanno sicuramente l'ARPA e Fondazione Montagna Sicura che ringrazio della collaborazione.
Président - Pour la réplique, la parole au collègue Domanico.
Domanico (FdI) - Grazie Assessore. Non possiamo che farle i complimenti, ci riteniamo estremamente soddisfatti della sua risposta e pensiamo anche che magari potrebbe diventare una facoltà dell'Università di ricerca, di programmazione e monitoraggio. Cerchiamo di essere magari il fiore all'occhiello dell'Europa, manteniamo alto questo vantaggio che abbiamo rispetto all'Italia e all'Europa stessa. La ringraziamo ancora una volta e cogliamo l'occasione per ringraziare anche la Protezione civile, le Forze dell'ordine, i vigili del fuoco e tutti i soccorsi in ogni loro forma.
