Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 269 del 12 febbraio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 269/XVII - Approvazione di mozione: "Solidarietà alle Forze dell'ordine e condanna per ogni forma di violenza". (Decadenza di una risoluzione)

Aggravi (Presidente) - Come abbiamo anticipato, passiamo ora a trattare congiuntamente i punti n. 43 e n. 45. Ricordo che poi sui punti è stata presentata anche una risoluzione. Pour l'illustration de la motion n° 43, la parole au collègue Lattanzi.

Lattanzi (FdI) - Direi che già nel titolo della presentazione del nostro segretario Laurent Viérin c'è tutta la forza di quest'iniziativa. Viviamo momenti complessi, ne siamo tutti consapevoli. Sappiamo che in questi tempi il legittimo volere di manifestare si è purtroppo più volte scontrato con l'altrettanto legittimo dovere dell'ordine pubblico. In tale senso, recentemente, anche il Governo nazionale, ahimè, posso dirlo, purtroppo, ha dovuto intervenire con un decreto di cui avremmo fatto tutti volentieri a meno: il decreto "Sicurezza", questo per cercare di rimettere le Forze dell'ordine al centro di un'attenzione e di una serenità operativa che possa dare a loro la possibilità di lavorare e di svolgere il loro lavoro, di cui noi siamo assolutamente riconoscenti. A tutte le donne e gli uomini delle Forze dell'ordine va la nostra piena solidarietà. È in questo senso che siamo consapevoli che i decreti non bastino, serve anche una coscienza civile e la coscienza civile in qualche modo ha bisogno di gesti, anche simbolici, che non si limitino semplicemente alla solidarietà, ma che esprimano, come noi auspichiamo arrivi da quest'Aula, una condanna forte e chiara agli atti di violenza durante le legittime manifestazioni di protesta, di qualunque genere e tipo, ma che dimostrino e facciano sentire alle Forze dell'ordine la nostra vicinanza. In quella direzione va la nostra mozione, nella direzione, appunto, come dice l'impegnativa, di "esprimere solidarietà e vicinanza a tutti gli uomini e le donne delle Forze dell'ordine, impegnati quotidianamente nella tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza".

Naturalmente noi vogliamo anche condannare in modo chiaro e senza ambiguità ogni forma di violenza e aggressione nei confronti degli operatori della pubblica sicurezza, indipendentemente dal contesto in cui questo avviene, quindi non ci rivolgiamo soltanto agli atti di cronaca di cui abbiamo purtroppo visto le cronache sui media e ribadire che il diritto di manifestare, che è, ricordo, sancito dalla nostra Costituzione e lo vogliamo ribadire, non può mai - e ripetiamo mai - trasformarsi in pretesti per atti di violenza. In questo senso va la nostra mozione e in questo senso va la nostra richiesta al Consiglio di far arrivare da quest'Assemblea un messaggio forte e chiaro alle Forze dell'ordine, che in questo momento stanno veramente svolgendo un lavoro encomiabile.

Président - Pour l'illustration du point n° 45, la parole au collègue Bellora.

Bellora (LEGA VDA) - Io ovviamente faccio mie le parole di chi mi ha preceduto, perché è chiaro che queste iniziative hanno molti punti in comune.

Io devo dire che quello che è successo a Torino mi ha fatto male personalmente, perché io a Torino ho passato gli anni della mia gioventù, ho fatto l'università e ho fatto l'università in quel Palazzo Nuovo, Palazzo Nuovo non nel senso di aggettivo, ma nel senso di identificazione del palazzo, che all'epoca era la sede delle facoltà umanistiche, quindi Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, oggi chiaramente è una sede molto più limitata, perché la popolazione universitaria è aumentata, che era un luogo sicuramente di confronto e di pluralismo, ma che era un luogo di libertà. Io ho visto le immagini, ho letto le notizie su Palazzo Nuovo: mi è venuto francamente male, perché ho visto che addirittura Palazzo Nuovo era stato occupato nei giorni precedenti alla manifestazione per garantire un dormitorio ai manifestanti e perché, evidentemente, c'è stata tutta una regia all'interno di questa manifestazione che ha… vogliamo dire favorito? Direi di sì, che ha favorito poi gli sbocchi, gli sviluppi violenti di questa manifestazione.

Credo siano molto importanti le parole della dottoressa Musti, che è il procuratore generale presso la Corte d'appello di Torino, la quale ha evidenziato come non tanto e non solo questa manifestazione sia stata frutto del comportamento di alcuni violenti che se ne sono impadroniti, ma come in realtà… lei parla di una upper class, io non amo gli anglicismi, a differenza dell'amico Lattanzi, però diciamo di un'alta borghesia della città di Torino, che è stata connivente e complice di questi fatti.

Torniamo agli argomenti centrali del fatto. Evidentemente sono successe delle cose che sono estremamente gravi, anche perché io francamente sono un po' stufo di questo balletto che sento sempre dopo queste manifestazioni. Quando vengono indette queste manifestazioni, lo sanno anche i sassi che finirà con degli atti di violenza, poi succedono e poi naturalmente si dice: "eh, ma è colpa di pochi infiltrati". A parte il fatto che, per mettere a ferro e fuoco una città, non bastano pochi infiltrati, ma poi è incredibile che questi pochi infiltrati, che sono sempre gli stessi, non vengano mai isolati, non vengano mai messi da parte da chi organizza queste manifestazioni. Credo che si debba prendere una posizione ferma rispetto a questi fatti, perché io sono assolutamente convinto, come tutti in quest'aula, evidentemente, che il diritto di manifestazione garantito dalla nostra Costituzione sia e debba essere, appunto, salvaguardato e tutelato. È proprio per questo, è proprio per le persone che manifestano in maniera rispettosa della proprietà altrui, dell'incolumità altrui, che non vanno a manifestare per prendere a martellate i poliziotti o per sfasciare le vetrine o per danneggiare le città, che è doveroso prendere posizione contro quelli che, invece, trasformano queste manifestazioni in guerriglie, perché, ripeto, per fare una guerriglia come quella che abbiamo visto a Torino, non basta il gruppetto di facinorosi, ci vuole un'organizzazione militare. Bisogna occupare un'università per garantire un dormitorio alle persone che poi andranno a fare quegli atti. Bisogna porre in essere una sistematica attività di organizzazione di fronte alla quale noi, credo, come persone democratiche e rispettose delle idee di tutti, di tutti, abbiamo il dovere di prendere posizione. Abbiamo il dovere di prendere posizione visto che ne parlavamo ieri a proposito della Giornata del ricordo, senza" però", senza "ma", senza "sì" però, no, bisogna avere il coraggio di dire che episodi di questo tipo, comportamenti di questo tipo sono un danno per la democrazia, sono un danno per tutti noi.

Sentivo prima il collega Torrione a proposito di altra mozione dire: "Io mi chiedo come si possa votare contro questa mozione". Io no, non dirò mai una frase del genere, perché ho un profondo senso democratico, quindi rispetto l'opinione di tutti, però credo che, se si vuole dare un segnale di rispetto proprio verso le opinioni di tutti, questo tipo di degenerazione debba essere condannata in maniera ferma e unanime.

Presidente - I punti sono stati presentati, la trattazione è congiunta. La discussione generale è aperta. La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - Gli episodi di violenza che sono avvenuti a Torino il 31 gennaio scorso sono molto gravi e non possono essere in alcun modo giustificati. Le aggressioni alle Forze dell'ordine vanno condannate senza esitazioni e agli agenti feriti va la nostra piena solidarietà istituzionale. Su questo punto non ci possono essere delle ambiguità, né da parte nostra, né - come non ci sono state - da parte della forza politica che rappresentiamo. Infatti, la stessa ferma condanna è stata espressa da Alleanza Verdi e Sinistra a livello nazionale e in Consiglio regionale del Piemonte dalle consigliere Ravinale, Marro e Cera. Proprio per questo, però, perché non vogliamo che ci siano delle ambiguità di alcun tipo - e vorrei che mi lasciaste parlare magari senza cominciare con lazzi e motti -, proprio per questo, perché rifiutiamo le ambiguità, riteniamo sia doveroso distinguere con altrettanta chiarezza la condanna delle violenze, che, come ho detto, è una condanna senza "ma" e senza "se" riguardo alle violenze, dall'impostazione politica che si sceglie di dare a questa condanna. La mozione che è stata presentata dai colleghi di Fratelli d'Italia si limita, volutamente, a riaffermare dei principi generali, la condanna delle aggressioni e il sostegno alle Forze dell'ordine. Su questi elementi riteniamo che il terreno potrebbe anche essere condivisibile, senonché proprio la vostra forza politica, Fratelli d'Italia, nei giorni scorsi ha messo in campo un attacco violento e strumentale verso tutti coloro che hanno manifestato a Torino, ma soprattutto nei confronti della forza che rappresentiamo e di altri rappresentanti politici che erano presenti al corteo. Tra l'altro, sappiamo che molti hanno dichiarato che erano presenti a titolo personale. Un corteo a cui hanno preso parte decine di migliaia di persone, tantissime, forse 40.000-50.000, o forse, come ha affermato il ministro Piantedosi, "solo" 20.000, che per me sono sempre tantissime e che non possono essere completamente ignorate o, peggio ancora, considerate fiancheggiatrici dei violenti, a copertura, a ombrello, dei violenti.

Diversa, almeno nei toni, è la mozione presentata dalla Lega e da Renaissance Valdôtaine. Nel testo non ci si limita a condannare dei fatti specifici, ma si costruisce un racconto che tende a sovrapporre e a confondere livelli diversi: manifestanti, movimenti politici, singoli gravi episodi di violenza e responsabilità penali individuali. Questa è un'impostazione che noi non possiamo condividere e che riteniamo, anzi, pericolosa. Condannare le violenze è un conto, criminalizzare il diritto di manifestare è ben altro, ma purtroppo è quello che sta succedendo in questo Paese in queste settimane. Non si può equiparare chi partecipa a una manifestazione a chi pratica la violenza organizzata, con effetti anche, purtroppo, drammatici e tanto meno si può accusare di complicità, ma è quello che sta avvenendo.

Seguendo questo ragionamento, che si sta diffondendo a livello generale con tutti i mezzi, allora mi chiedo se anche la consigliera regionale piemontese leghista Gianna Gancia, moglie del ministro Calderoli, che era presente il 31 gennaio alla manifestazione, è connivente e ha delle responsabilità politiche. Immagino proprio di no. Non si può trasformare una mozione istituzionale in uno strumento di delegittimazione politica, richiamando esplicitamente, come fate, la presenza di esponenti di forze politiche per suggerire una corresponsabilità che non esiste…

Presidente - Colleghi, per favore.

Minelli (AVS) - …dico di più: la presenza di alcune figure come quelle, in qualche modo ha potuto anche forse fare da deterrente a certe cose. È in atto una demonizzazione di Alleanza Verdi e Sinistra, con degli attacchi di una gravità inaudita da parte di esponenti politici, ma anche, come abbiamo visto, da parte di altri soggetti, com'è successo in tv con l'intervento di Bruno Vespa nei confronti dell'onorevole Bonelli, che ha respinto con grande compostezza le accuse che gli sono state rivolte, o, purtroppo, come anche le minacce che sono state rivolte alla capogruppo di AVF in Piemonte, Alice Ravinale, e addirittura a suo figlio.

Le responsabilità penali sono sempre individuali, vanno accertate dalla Magistratura, vanno severamente punite. Ogni altra scorciatoia, ogni generalizzazione, ogni allusione a complicità politiche o sociali rischia di scivolare su un terreno che non ha nulla a che vedere con la tutela dell'ordine pubblico e molto, molto con la propaganda ed è quello che, ripeto, sta succedendo.

Cito un altro esempio: il vergognoso manifesto con la foto del vigliacco pestaggio all'agente di Torino e sotto la scritta: "Questi votano no". È una cosa disgustosa, a mio avviso, una strumentalizzazione bieca e inaccettabile, offensiva delle migliaia di persone che hanno diritto di manifestare liberamente e di esprimere le loro opinioni politiche, in questo caso sul referendum, senza rischiare di essere bollati come dei criminali Ma stiamo scherzando?! Non viviamo in un regime, per fortuna, e non ci arriveremo perché questo è un Paese che ha ancora in sé gli anticorpi per evitarlo.

Come gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra ribadiamo una posizione chiara: condanna netta di ogni violenza, solidarietà alle Forze dell'ordine oggetto di aggressioni, difesa convinta del diritto costituzionale a manifestare, che non può essere cancellato o messo sotto accusa per responsabilità dei delinquenti, rifiuto di qualsiasi equiparazione tra i manifestanti e i soggetti che sono stati autori di gravi violenze e di vandalismi inaccettabili e di qualsiasi tentativo di colpevolizzazione politica collettiva.

Le istituzioni dovrebbero contribuire a riportare complessità, equilibrio e senso delle proporzioni nel dibattito pubblico, non alimentare semplificazioni che dividono e inaspriscono il clima: è questo il motivo per cui, come gruppo, abbiamo depositato una risoluzione, che verrà illustrata in maniera compiuta dal collega Torrione nel suo intervento. È una risoluzione che vuole esprimere in maniera molto chiara la condanna inequivocabile ai gravi fatti di violenza di cui sappiamo, vuole esprimere solidarietà e vicinanza alle Forze dell'ordine, ma anche a tutte le altre persone che in qualche modo sono state coinvolte, alla città di Torino e a tutta la Comunità, ma al contempo si vuole anche con questa risoluzione opporsi a delle strumentalizzazioni politiche che, purtroppo, ci sono. Ovviamente quindi noi queste due mozioni che sono state presentate non le voteremo e voteremo invece la risoluzione che è stata depositata, che avete visto e che verrà illustrata più tardi dal collega.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) - Interverrò nella mozione per dare un po' di elementi anche storici, un po' di quadro più ampio, anche perché ci sono delle attinenze storiche a quanto sta succedendo e non tutte le mozioni, anche tipo quella, che in quel caso era una risoluzione, sull'Iran, possono essere messe sul tavolo senza uno straccio di data o di contestualizzazione, com'è stato fatto in precedenza. Questo ovviamente è riferito a lei, assessore Lotto, poi mi è toccato votarla per quieto vivere, ma giustamente, questo glielo ricordo, si poteva fare di meglio, cerchi di fare un po' meglio.

La cosa più incredibile, a mio avviso, della Sinistra è che abbiamo gruppi politici come AVS e PD e molti altri, io mi perdo qualche pezzo della vostra galassia, portate pazienza, mi piace l'astronomia, ma le vostre galassie mi piacciono un po' meno, le trovo un po' meno interessanti, che parlano di minaccia del Fascismo e fanno finta di non vedere che l'unica vera minaccia un po' in tutto l'Occidente, in realtà, e anche in questo Paese, è l'eversione legata a gruppi di estrema Sinistra, Comunisti, anarchici in questo caso, qui abbiamo centri sociali, eccetera, che almeno hanno, secondo me, l'onestà intellettuale di dichiararsi. Askatasuna ha tutto il diritto, quanto meno gli riconosco uno status, mentre c'è tutta una politica grigia della Sinistra, che, come sempre, fa il doppiopesismo.

Abbiamo quindi gruppi di estrema Sinistra, a loro volta spesso con matrici internazionali, un tempo erano legati al castrismo, ad esempio, ai Paesi comunisti dichiarati: ad esempio, anche in Valle, nel mondo antifascismo, avevamo almeno un personaggio legato alla figura di Fidel Castro, non so se lo sapete, vicino al mondo delle BR, ad esempio. Basta leggere il libro su Feltrinelli, altro personaggio molto, molto ambiguo, sul quale sarebbe bello leggere qualche libro, io l'ho fatto e in questo caso ho letto il libro su Feltrinelli del giornalista Ferruccio Pinotti. Anche la Valle quindi - non sto a fare nomi, ma prima o poi giustamente li farò - sono temi storici, ha avuto storicamente contatti con questi mondi, il dorato mondo dell'antifascismo valdostano ha dei contatti con questi mondi, o quanto meno li ha avuti. In questo momento invece abbiamo una simbiosi della Sinistra, che può essere legata a gruppi legati al fondamentalismo islamico, come i Fratelli Musulmani, Al Qaeda, Hamas, Hezbollah, alcuni dei quali emersi, nella sinergia della Sinistra, con i movimenti pro-Pal, anche nella regione quindi ci sono grandi sostenitori di questi movimenti. Poi, per la verità, ci sono fondamentalismi in ogni monoteismo, anche nel mondo ebraico e anche nel mondo cristiano, ma oggi noi abbiamo seri problemi con l'immigrazione di un certo tipo, soprattutto islamica, voluta e sostenuta chiaramente per destabilizzare l'Europa, che si trova ad affrontare problemi enormi, forse i più gravi che l'Europa affronta dall'epoca della tentata invasione persiana, poi sventata dai greci. Apriamo qualche libro di storia e leggiamo, è bellissima la storia greca. Uno dei motivi per cui la saldatura estrema Sinistra e islamismo è così pericolosa… e prova ne sono i Sindaci di Londra e, ora, di New York, che qualcosa non sta funzionando… ecco quindi un po' la galassia della Sinistra, che ha sempre il doppiopesismo, cioè minaccia fascismo incombente e poi, quando tocca a loro sull'eversione, giustamente dicono: "sì, ma, però".

In Italia mi dite quante manifestazioni considerate di Destra hanno creato problemi negli ultimi anni? Qualcuno me lo dice? A me ne viene in mente una, magari ce ne sono altre, è possibile: l'unica che viene in mente è l'attacco della sede CGIL del 9 ottobre 2021, che era legata anche al movimento "No Green Pass", che non aveva un grande colore politico. A me viene in mente quella, poi, se qualcuno ne ha altre, le porti fuori. A Sinistra invece abbiamo tutta una serie di eventi che qualcuno nemmeno ricorda, perché chiaramente la storia va studiata. L'intelligenza artificiale è una bella cosa, ma io sono per i cari vecchi libri: ad esempio, omicidi politici in Italia: chi li ha fatti negli ultimi decenni? Sono stati a Destra gli omicidi politici? Li avete visti? Onestamente non mi pare, invece abbiamo nel 1999 l'omicidio D'Antona, abbiamo l'omicidio Biagi nel marzo del 2001 - me lo ricordo molto bene, ero giovane, per mia fortuna - rivendicato dalle Nuove BR, il 2003 sparatoria sul treno Roma/Firenze, 25 settembre 2026 attentato dinamitardo effettuato ai danni della caserma Vannucci di Livorno, tanto per dire. Ora, in Italia in questo momento cosa stiamo vedendo? Vediamo dei movimenti di questi gruppi, diciamo antagonisti, insurrezionali, che esistono in tutta la storia, basta riconoscerli e vediamo all'opera la sinergia della galassia di Sinistra rivoluzionaria con attacchi ai treni, non so se li avete visti, o se ve li siete persi, ci sono attacchi ai treni, tentativi di sabotaggio ai treni, gruppi dei centri sociali, anarchici, gruppi che arrivano da altri Stati europei, perché in questa manifestazione sono arrivati da altre parti d'Europa e non mi pare fossero dei Fascisti, ovviamente, tutta una serie di personaggi legati a una sorta di internazionale del caos. Ovviamente, ripeto, il pericolo del Fascismo, la remigrazione di gente che delinque invece di integrarsi e ringraziare il Paese che li ospita. Infatti, a Sinistra cosa abbiamo? Abbiamo la Boldrini, Ricciardi, Fratoianni, che cosa fanno? Alla Camera bloccano un convegno che era stato fatto, che riguarda una legittima conferenza del Comitato Remigrazione cantando "Bella ciao" e dicendo che il Fascismo sta arrivando. A me pare che i problemi siano dati dalla Sinistra, di questo tipo e poi sono lieto di essere smentito dai vostri numeri e dai vostri fatti. In ultimo, a livello europeo come funziona la cosa? Anche in questo caso c'è la Destra che fa manifestazioni e fa danni e tenta di istituire Stati totalitari o autoritari? Beh, più o meno. Se voi andate a guardarvi i dati Europol del 2025, ci sono un totale di 58 attacchi nel 2025 riportati da 14 Stati membri dell'UE, 34 completati, 5 falliti e 19 per fortuna sventati. Il maggior numero di attentati è stato attribuito al terrorismo jihadista, 24, coccolato da un sacco di Sinistra, seguito dalla Sinistra e dagli anarchici, 21 atti terroristici in Europa, invece il separatismo ne ha fatti 8 e la Destra ne ha fatto uno. Questo nel 2025 e questi sono dati Europol, perché chiaramente ci sono i dati, basta andare a prenderseli. Mi quindi pare che ci sia un problema di doppiopesismo a Sinistra, che inevitabilmente viene fuori su queste questioni. La grande minaccia fascista, quindi, anche qui in Valle viene sventata, ricordo qualche anno fa qualcuno che provava a bloccare una conferenza di filosofia, vergognosa conferenza di filosofia a Gressoney sul filosofo Julius Evola. Ricordo qualcuno che ha tentato col suo partito di rientrare in questo Consiglio ed è un piacere vederli fuori, ma ex Consiglieri che definivano "topi di fogna" delle persone che andavano a fare una conferenza di filosofia. La grande minaccia fascista viene…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…no, non è lui, è un altro. È quello che aveva uno splendido legame col mondo della Turchia, lo vedevo sui social, eccetera. Questa grande minaccia fascista che a Sinistra vedono sempre, quando poi tocca a loro e bisogna fare i conti con la loro eversione, che mi pare nei fatti essere l'unica sul tavolo, chiaramente hanno amnesie. Tutto questo è veramente splendido e queste mozioni sono un momento per cui si fanno un po' i conti, giustamente, con le proprie idee e con la propria coerenza, sono quindi curioso di sentire. Certamente non mi stupisce che le condanne delle violenze e delle rivoluzioni a Sinistra avvengano sempre a targhe alterne.

Président - Le collègue Domanico a demandé la parole.

Domanico (FdI) - Mi dispiace che la collega Minelli non sia presente, ma sentirà la registrazione. Lei ha detto che alcuni…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…come? La collega Minelli ha detto che alcuni esponenti di AVS avrebbero partecipato alla manifestazione a livello personale…

(intervento della consigliera Minelli fuori microfono)

…buongiorno collega… ma le ricordo che il presidente Aggravi al sottoscritto ha ricordato che si è Consiglieri 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e credo che la stessa cosa valga per i Parlamentari: rappresentano un'istituzione.

Quello che è accaduto a Torino non è un semplice episodio di cronaca, non è un fatto isolato, è un segnale, un segnale che dobbiamo avere il coraggio di leggere fino in fondo, senza sconti, senza ambiguità e senza giustificazionismi.

A Torino, uomini e donne in divisa sono stati feriti mentre svolgevano il loro dovere. Non stavano provocando, non stavano opprimendo, stavano garantendo l'ordine pubblico, la sicurezza dei cittadini, il diritto di tutti a vivere in una società civile, eppure sono stati aggrediti da gruppi che si definiscono antagonisti, ma che nei fatti si comportano come minoranze violente, organizzate e determinate a sostituire il confronto democratico con lo scontro fisico. Partiamo da un principio semplice: in uno Stato di diritto, la forza è monopolio delle istituzioni legittime. Chi rompe questo patto rompe la convivenza civile. Non esiste causa politica, sociale o ideologica che giustifichi l'aggressione a chi indossa una divisa, non esiste rabbia che possa trasformare la violenza in legittima protesta, non esiste narrazione romantica che possa coprire il volto reale di questi atti: sono atti criminali. Difendere le Forze dell'ordine non significa essere repressivi, significa essere democratici, perché senza ordine non esiste libertà, senza sicurezza non esistono diritti, senza legalità non esiste futuro, una società libera non è una società senza regole, è una società con regole chiare, uguali per tutti e fatte rispettare. Oggi dobbiamo dirlo con forza: chi attacca la Polizia sta attaccando lo Stato, sta attaccando ciascuno di noi, sta attaccando l'idea stessa di convivenza civile.

C'è una parte della politica e dell'opinione pubblica che continua a cercare attenuanti, che parla di disagio, di contesto e di tensione sociale. Tutte parole che possono aiutare a comprendere i fenomeni, ma che non possono diventare alibi. Comprendere non significa giustificare, analizzare non significa assolvere. Quando una molotov viene lanciata, non è disagio, è violenza. Quando un martello colpisce un agente a terra, non è protesta, è aggressione. Quando si organizza uno scontro, non è militanza, è criminalità, occorre garantire i diritti delle persone oneste, non l'impunità dei violenti.

Oggi voglio esprimere, a nome di tutti coloro che credono in un'Italia libera e ordinata, insieme ai miei colleghi, solidarietà piena agli agenti feriti, alle loro famiglie, ai loro colleghi, a chi ogni giorno esce di casa senza sapere se tornerà sano e salvo. Non sono numeri, non sono ingranaggi, sono persone, persone che scelgono una professione difficile, spesso mal pagata, spesso poco riconosciuta, sempre esposta e lo fanno per senso del dovere, non per privilegio, a loro dobbiamo rispetto, protezione, sostegno politico e morale.

Presidente - La parola al collega Centoz.

Centoz (PD-FP) - Presidente, colleghi e colleghe, oggi discutiamo di due mozioni che nascono dallo stesso fatto: le violenze di Torino del 31 gennaio, ma che hanno un'impostazione molto diversa. Credo sia importante per chi ascolta e per noi stessi essere precisi su questa differenza, perché le parole che scegliamo dicono molto su come intendiamo la politica e le istituzioni.

Permettetemi di iniziare da un punto fermo, da una convinzione che non è di parte, ma che è il fondamento stesso della nostra convivenza civile: la legalità non è una bandiera da agitare, è l'infrastruttura invisibile che tiene insieme una comunità, è ciò che permette ai più deboli di non avere paura, ai commercianti di aprire la saracinesca al mattino e ai genitori di lasciare che i figli tornino a casa da soli. È ciò che distingue una democrazia dalla giungla e le Forze dell'ordine sono custodi quotidiani di queste infrastrutture, spesso invisibili e sempre necessari.

Presidente, difendere le Forze dell'ordine non è un gesto identitario, è un dovere repubblicano. Non appartiene a una parte politica, a un'ideologia o a una coalizione, appartiene a chiunque creda nello stato di diritto, appartiene a chiunque pensi che in una democrazia il monopolio della forza legittima spetti solo allo Stato, non alla piazza, non ai gruppi organizzati, non a chi chiede che le sue ragioni valgano più delle leggi, per questo - e lo dico guardando soprattutto i colleghi di Fratelli d'Italia - è pienamente condivisibile l'esigenza di esprimere solidarietà chiara e senza ambiguità agli agenti aggrediti. Chi indossa una divisa e viene colpito mentre fa il proprio dovere merita il sostegno delle istituzioni, di tutte, senza "se" e senza "ma".

Voglio dire qualcosa che forse non è scontato e che, proprio per questo, va detto: la solidarietà non basta o, meglio, non può essere l'unica cosa che facciamo. Il modo più serio per stare accanto a chi garantisce la nostra sicurezza è metterlo nelle condizioni di lavorare bene e questo significa fare scelte concrete, non solo dichiarazioni; significa investire nella formazione continua, perché gestire l'ordine pubblico in una democrazia richiede professionalità sempre più alta, capacità di de-escalation, equilibrio tra fermezza e proporzionalità e significa rafforzare la prevenzione, perché la sicurezza si costruisce prima che scoppi il problema, non dopo. Si costruisce con le politiche sociali, con la presenza sul territorio, con la capacità di leggere i segnali prima che degenerino, significa migliorare l'organizzazione e la dotazione, perché chi lavora per proteggere noi ha il diritto di essere protetto a sua volta, ha diritto a mezzi adeguati, a turni sostenibili, a condizioni di lavoro dignitose. Questo è il lavoro degli amministratori, questo è il lavoro delle istituzioni serie. Le mozioni sono importanti, ma non possono sostituire le politiche.

Torno alla differenza tra le due mozioni che oggi ci vengono proposte. La mozione di Fratelli d'Italia, cioè l'oggetto n. 43, si concentra sui fatti, sulla condanna alla violenza, sulla solidarietà alle Forze dell'ordine, è sobria, istituzionale e, io dico, votabile. La mozione invece dei colleghi della Lega e di Renaissance fa cose molto diverse, evoca guerriglie urbane, cita esponenti politici di estrema Sinistra, richiama posizioni sfumate di un Assessore regionale, parla di complicità della borghesia benestante. Questo Consiglio regionale non è il luogo per fare processi politici su scala nazionale, non è il luogo per costruire narrazioni di contrapposizione ideologica, non è il luogo per richiamare Assessori su loro presunte posizioni in merito a fatti che nulla hanno a che fare con le competenze di questa Regione. Se vogliamo essere credibili quando difendiamo le istituzioni, dobbiamo prima rispettare il ruolo delle istituzioni stesse.

Voglio dire un'altra cosa, con estrema chiarezza: non accetto che chi condanna la violenza con parole sobrie venga messo sullo stesso piano di chi non le condanna affatto. Non accetto che la richiesta di un linguaggio istituzionale venga scambiata per ambiguità. C'è una differenza enorme tra ambiguità e misura: l'ambiguità è non prendere posizione; la misura è prenderla con parole giuste, senza trasformare ogni fatto di cronaca in una battaglia identitaria. Proprio per questo credo profondamente nel valore della misura, proprio perché credo che le istituzioni debbano unire e non dividere. Penso che sia importante scegliere con precisione quale, eventualmente, delle due mozioni sostenere. La sicurezza non appartiene a una parte politica, appartiene ai cittadini e i cittadini si aspettano da noi non la gara a chi grida più forte, non la competizione su chi è più duro, ma la capacità di tradurre i principi in azioni concrete.

Si aspettano che, quando condanniamo la violenza, lo facciamo davvero, non per costruire una narrazione, ma perché crediamo che nessuno debba essere picchiato mentre fa il proprio lavoro. Si aspettano che, quando esprimiamo solidarietà alle Forze dell'ordine non ci fermiamo lì, ma ci chiediamo cosa possiamo fare concretamente per supportarle. Si aspettano che usiamo le parole con responsabilità, consapevoli che ogni parola detta in quest'aula ha un peso. Queste sono le ragioni per cui noi abbiamo deciso di sottoscrivere la risoluzione insieme ai colleghi di AVS, perché la mozione presentata dai colleghi di Fratelli d'Italia, che è condivisibile, come ho detto, manca, secondo noi, di un pezzo, cioè della necessità di garantire la possibilità per tutti di manifestare in piena libertà. Questo è un principio costituzionale su cui noi siamo veramente molto attenti. È quindi condivisibile, ma noi ritenevamo che fosse più corretto fare una risoluzione che comprendesse entrambe le posizioni, sia il fermo sostegno alle Forze dell'ordine, sia il diritto sacrosanto di manifestare e di non essere tutti inglobati in una condanna che non aiuta a capire quali sono le responsabilità.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Parto dalla fine del mio intervento, dal concetto del mio intervento per, prima della chiusura della discussione generale, chiedere una sospensione per vedere se vi è la possibilità di trovare delle convergenze sulle mozioni che ci sono state presentate.

Io mi trovo abbastanza d'accordo con il collega Centoz rispetto alla valutazione complessiva delle due mozioni, anche se, se noi andiamo a vedere, troviamo delle cose condivisibili in entrambe. Mi perdoneranno gli amici della Lega, la mozione presentata è una mozione che è più una difesa di parte o, meglio, un manifesto contro la Sinistra e in parte anche contro una parte di questa maggioranza ed è ovviamente per noi non condivisibile.

Noi dobbiamo guardare un po' se questi atti e queste nostre attività servono a qualcosa. Intanto, la sobrietà con la quale viene espressa la mozione di Fratelli d'Italia, lo ha detto il responsabile, il rappresentante del PD, è sobria. Noi avremmo piacere di inserire alcuni concetti all'interno di questa mozione: prima di tutto - e credo che una parte la ritroviamo anche nella risoluzione presentata dalla componente di Sinistra - la gestione dell'ordine pubblico deve sempre tendere all'equilibrio tra la tutela della sicurezza e il rispetto delle libertà civili, questo è fondamentale.

Non credo che vi sia sfuggito quello che è accaduto in America con l'ICE, cioè con il pretesto dell'ordine pubblico abbiamo fatto delle prevaricazioni, abbiamo fatto dei disastri, adesso addirittura… attenzione, attenzione! A volte queste situazioni sono generate da un permissivismo esagerato. Io mi interrogo come persona - e credo di essere non un estremista - e mi chiedo: ma com'è possibile che una realtà come l'America abbia una persona come Trump al comando? Probabilmente tutta una serie di atteggiamenti hanno generato nell'opinione pubblica una reazione contraria, perché? Perché non si rispettavano i fondamentali… L'equilibrio allora è poi un qualcosa che garantisce l'ordine pubblico, ecco perché è corretto dire che bisogna trovare un equilibrio. Non possiamo fare delle prevaricazioni. Oggi come oggi, abbiamo visto la condanna di tutta una serie di persone che appartengono a CasaPound, che hanno fatto delle aggressioni, e anche la condanna nei confronti di soggetti appartenenti alle Forze dell'ordine che sono andati fuori dal seminato. È quindi importante tenere la barra dritta.

Dopodiché una cosa che ci interessa inserire all'interno di questa mozione - abbiamo cercato di lavorare su questa mozione ed è per questo che chiedo una sospensione per vedere se c'è la possibilità di creare una convergenza - è l'autoresponsabilità. La collega prima ha detto: "io non ho ancora 60 anni", io li ho già superati. Abbiamo vissuto dei momenti particolarmente tesi, manifestazioni importanti, ma io mi ricordo che la CGIL aveva un servizio d'ordine, all'interno delle manifestazioni c'era un servizio d'ordine.

Prima dialogavo con il collega Torrione, che ha detto: "no, ma queste sono iniziative che vengono prese da liberi cittadini". Ma come? Da liberi cittadini che mettono 20.000, 30.000, 40.000 persone? Ma non scherziamo. È un'organizzazione capillare e il fatto dell'autocontrollo è indispensabile. Se io vedo 1.000 black block che si vestono di nero, che si mettono il cappuccio, che prendono bastoni, devo isolarli, devo scappare, devo farli vedere, non aprire gli ombrelli e coprirli. Da questo punto di vista, quindi ci deve essere da parte di coloro che partecipano la denuncia e l'immediato isolamento dei partecipanti che commettono delle illegalità. Non posso dire: ma io non ho fatto niente; ma come? Sei ugualmente responsabile, devi allontanarti, devi fare in modo… non puoi creare uno scudo. La sensibilizzazione quindi di coloro che partecipano dev'essere evidente.

L'ultimo punto che riteniamo di dover inserire, qualcosa è stato fatto, ma crediamo che debba essere implementato il fatto dell'assunzione delle Forze dell'ordine, il fatto di riconoscere dei riconoscimenti salariali. Questi qua sono dei giovani di 18-20 anni che rischiano la vita, un giusto riconoscimento e i mezzi… insomma, io credo che anche qualcuno di voi abbia delle relazioni dove le Forze dell'ordine hanno bisogno di avere un sostegno e di avere dei mezzi. Un'esortazione quindi anche al Governo, mentre esprimiamo solidarietà, eccetera, anche un invito a implementare quello che è stato avviato, cioè avere… Se quindi avete un cenno sul fatto che possiamo trovare delle convergenze su questa mozione, vale la pena aderire alla sospensione che chiedo. Se non ci sono possibilità, ovviamente noi senza questi elementi non votiamo.

Presidente - Basta un gesto. Se mi dite, sospendiamo e teniamo valida la prenotazione… i lavori consiliari allora sono sospesi.

La seduta è sospesa dalle 19:38 alle 19:53.

Aggravi (Presidente) - Guardo chi ha chiesto la sospensione: possiamo riprendere la discussione? La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Intervengo sulle due mozioni congiuntamente, anche se in realtà ci sono dei distinguo importanti tra una e l'altra. Abbrevierò un po' il mio intervento perché voglio presentare la risoluzione, a questo punto che leggerò, e quindi perderò un po' di tempo.

Le due mozioni, l'ha già detto il collega Centoz, a una lettura superficiale sono estremamente condivisibili nella parte finale dell'impegno, esprimere, eccetera, eccetera. A una lettura più attenta e forse a una lettura anche dietro alle parole che le due mozioni significano, in realtà sono per noi, e lo anticipo, non condivisibili, in maniera molto netta quella della Lega, in maniera più sfumata, tanto che ci asterremo, quella di Fratelli d'Italia. Poi, se arriveremo a una mozione congiunta, quindi, quello che sto dicendo decade, ma non ho il testo, quindi non posso parlare di quello che non conosco. Quella di Fratelli d'Italia non è completamente condivisibile perché tocca soltanto un punto, sul quale siamo perfettamente d'accordo, ma non tocca quello che noi abbiamo cercato poi di mettere nella nostra risoluzione, cioè affrontare la questione in maniera più organica e completa, affrontando tutti i punti e non soltanto quello della ferma condanna alle Forze dell'ordine, sulla quale siamo d'accordo, non si può non essere d'accordo. L'abbiamo detto qui, l'ha detto la mia collega Minelli, l'abbiamo detto a livello nazionale in maniera ferma, anche se si è cercato in tutti i modi di farci passare per quelli che difendevano i violenti: no, il nostro è un punto fermissimo ed è chiarissimo in questo senso.

Noi vogliamo con la risoluzione completare, come dicevo prima, perché? Perché vogliamo aggiungere un elemento importante, cioè il diritto di migliaia di persone di manifestare.

Ho apprezzato una parte dell'intervento del collega Marguerettaz, non condivido semplicemente un aspetto: non si può chiedere l'autocontrollo alle persone che partecipano a una manifestazione, non sono Forze dell'ordine. La manifestazione di Torino era una manifestazione di quartiere, era una manifestazione popolare in cui sono intervenute da tutta Italia persone, ma fondamentalmente chi conosce la realtà, la realtà del quartiere di Torino in cui Askatasuna c'è, è una realtà di quartiere. C'erano donne, bambini, persone anziane, gente che faceva la maglia alla manifestazione. Non possiamo allora chiedere, ma mi sembra evidente, alle persone di autoeliminare le mele marce di una manifestazione, non possiamo, non è nelle loro competenze e nelle loro capacità di farlo.

Il punto fermo, come ho detto prima, è ogni aggressione alle Forze dell'ordine è un fatto grave, inaccettabile, che va condannato senza esitazioni e, come ha detto il collega Bellora, senza "ma" e senza "se". Le donne e gli uomini della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e le altre Forze dell'ordine svolgono quotidianamente un lavoro complesso, delicato e spesso rischioso. Quando vengono aggrediti e feriti mentre sono in servizio, la solidarietà delle istituzioni deve essere piena, sincera e non strumentale, su questo non ci deve essere nessuna ambiguità. Proprio per questo noi riteniamo doveroso dire che è molto importante il modo in cui questi fatti vengono raccontati, cioè la comunicazione e la narrazione che è stata fatta di questi fatti. I fatti di Torino sono gravissimi, sono anche complessi però, soprattutto in quello che è accaduto dopo, nella lettura di quello che è accaduto dopo.

Come ho detto prima, queste migliaia di persone sono le prime penalizzate dagli atti di violenza, perché si è distolta l'attenzione sul tema sul quale loro manifestavano, in maniera pacifica, per concentrarsi sugli atti di violenza ed è scientifico, cioè questi gruppi violenti lo fanno in maniera scientifica. Le prime persone penalizzate quindi sono quelle che hanno manifestato, okay? Non sono conniventi e non dovevano neanche essere quelle che provvedevano al controllo, okay? Non è possibile, non si può chiedere a donne e bambini di controllare un violento. Mi sembra paradossale, okay? Quello che purtroppo è accaduto dopo è la narrazione pubblica che ha costruito una rappresentazione distorta della realtà, che oscura il carattere pacifico della mobilitazione, mette in secondo piano il diritto di manifestare e, come ho detto prima, finisce per penalizzare le stesse persone che hanno manifestato.

Un altro elemento importante che noi riteniamo è il contesto. Io posso anche capire che non vi interessa molto quello che dico, però, siccome commento la vostra mozione, almeno ascoltare mi sembra il minimo della buona creanza, come diceva mio papà, come termine un po' antico e obsoleto.

L'altra cosa che ci preoccupa è che la focalizzazione solo sul tema e la lettura distorta dei fatti accaduti è una cosa che sta accadendo, purtroppo, a livello nazionale in maniera molto evidente e ci preoccupa che, come ha detto bene il collega Marguerettaz, non venga utilizzata in maniera strumentale per giustificare - e la citazione dell'ICE mi sembra quanto meno perfetta, okay? - o legittimare in questo modo episodi di violenza delle stesse Forze dell'ordine, okay? Questo è importante. Possiamo citare accadimenti, ma non è importante questo, l'importante è non creare un clima in cui, per reprimere persone violente e condannabili, si giustifichino interventi securitari, che noi non condividiamo.

Tra l'altro, noi abbiamo avuto accesso ad alcuni atti della Regione Umbria e della Regione Piemonte in cui sono stati approvati degli ordini del giorno e delle mozioni molto chiari, tutti completi, okay? La nostra critica alla mozione di Fratelli d'Italia è proprio che manca la completezza nell'affrontare il tema. Gli ordini del giorno, appunto, e le mozioni di Umbria e Piemonte invece sono in linea con quello che poi leggerò sulla nostra mozione.

Siccome devo tagliare e leggere la risoluzione, intendevo soltanto fare una piccola precisazione. Io ringrazio il collega Perron per la lezione di storia, ma mi permetto di dire che, se io sono bravo a fare la macedonia, dico anche che la macedonia si fa tutta con la frutta e, quindi, almeno un unico elemento alimentare. Il collega Perron ha fatto un pentolone in cui ha buttato dentro di tutto e di più, ma il problema è che ha buttato dentro solo quello che gli interessava buttare dentro; peraltro, io so che lei è anche laureato in storia e credo che qualche storico potrebbe rabbrividire all'illustrazione che lei ha fatto, perché una delle prime regole dello storico è la neutralità e non portare in maniera faziosa soltanto una parte degli episodi, però… Questa quindi è un'aggravante, cioè il fatto che lei sia un laureato è un'aggravante a quello che sto dicendo.

Vado a leggere la risoluzione, che peraltro, come ha anticipato il collega Marguerettaz, noi abbiamo ritenuto, anche su stimolo a quello che ci è arrivato in Consigli passati, di presentare a tutti, a tutte le forze. Ovviamente non l'abbiamo fatto a chi ha presentato una mozione, ma per una questione anche di logica. Ci era stato detto di presentare le risoluzioni a tutti quanti e noi puntualmente siamo andati da tutte le forze di maggioranza e dal collega Carrel a presentare la nostra risoluzione.

La risoluzione dice: "Premesso che: in data 31 gennaio 2026 si è svolta a Torino una manifestazione di protesta successiva allo sgombero dell'immobile sito in corso Regina Margherita n. 47, e che il corteo ha visto la partecipazione di decine, migliaia di cittadini, che hanno legittimamente esercitato il diritto costituzionale di manifestare il proprio dissenso; che la manifestazione si è svolta pacificamente fino a quando, nella parte finale - abbiamo precisato questo perché la manifestazione ha avuto uno svolgimento pacificissimo fino a un certo punto - soltanto nella parte finale del percorso un gruppo di persone si è staccato dal corteo e ha dato luogo a una vera e propria azione di guerriglia urbana, devastando gli arredi urbani, alcuni esercizi commerciali, alcune macchine parcheggiate e attaccando le Forze dell'ordine, con il ferimento di vari agenti delle Forze dell'ordine, nonché di alcuni giornalisti. Considerato che il diritto di manifestare pacificamente il proprio pensiero costituisce un principio fondamentale dell'ordinamento democratico ed è tutelato dalla Costituzione italiana, dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalle principali Carte internazionali sui diritti civili; tale diritto non può essere in alcun modo confuso, né sovrapposto ad atti di violenza che rappresentano una grave violazione della legalità democratica e colpiscono l'intera Comunità; le Forze dell'ordine rappresentano lo Stato italiano - come ha ben precisato il collega Domanico - e svolgono un ruolo essenziale nella tutela della sicurezza pubblica e nella difesa dei diritti e dei cittadini tutti; conseguentemente, ogni azione violenta messa in atto contro di esse - inteso le Forze dell'ordine - colpisce i cittadini stessi, i principi della democrazia e deve essere condannata senza esitazione. Rilevato che i gravi fatti di Torino non possono essere ridotti a una lettura parziale o semplificata, né utilizzati per attribuire responsabilità collettive a decine di migliaia di manifestanti pacifici; risulta fondamentale distinguere con chiarezza fra l'esercizio legittimo del diritto di manifestazione e le azioni violente compiute da gruppi ristretti che si pongono al di fuori e contro lo Stato democratico; la gestione dell'ordine pubblico deve sempre tendere all'equilibrio - come ha precisato peraltro il collega Marguerettaz - tra la tutela della sicurezza e il rispetto delle libertà civili, evitando strumentalizzazioni politiche, con il rischio che singoli episodi censurabili diventino il pretesto per l'introduzione di misure finalizzate a comprimere gli stessi diritti e le libertà costituzionali. Evidenziato che la gestione dell'ordine pubblico richiede equilibrio, professionalità e capacità di prevenzione, al fine di garantire la sicurezza sia degli operatori delle Forze dell'ordine, sia dei manifestanti pacifici e della cittadinanza; politiche esclusivamente repressive o emergenziali rischierebbero di irrigidire ulteriormente il conflitto sociale senza affrontare le cause profonde; la sicurezza democratica si fonda anche su adeguate dotazioni di organico, riconoscimenti salariali e strumenti di supporto per le Forze dell'ordine, nonché su politiche sociali capaci di prevenire disagio e marginalità. Si chiede che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta esprima - cinque punti - ferma e inequivocabile condanna per i gravi episodi di violenza verificatisi a Torino il 31 gennaio 2026; piena solidarietà e riconoscenza alle donne e agli uomini delle Forze dell'ordine rimasti feriti e a tutti coloro che operano quotidianamente per garantire la sicurezza pubblica; solidarietà ai giornalisti coinvolti negli scontri e ai cittadini e alle cittadine che hanno partecipato pacificamente alla manifestazione, rimanendo incolpevolmente coinvolti o penalizzati dagli atti violenti; vicinanza alle istituzioni locali e alla Comunità torinese colpita dai gravi fatti; ferma opposizione a qualsiasi strumentalizzazione politica di questi gravissimi episodi, finalizzata a comprimere libertà e diritti costituzionali fondamentali quali il diritto di manifestare pacificamente e il diritto di cronaca per i giornalisti".

Come chi mi ha ascoltato, ovviamente, può aver inteso, abbiamo cercato di fare una risoluzione che tenesse insieme più elementi e non si concentrasse solo su alcuni. Ovviamente c'è una parte in più rispetto alla bozza che ho visto girare della nuova mozione, che è anche quella nella quale noi crediamo molto, ovvero il fatto che non si debba strumentalizzare un fatto grave come quello di Torino, ma ci si debba limitare a una lettura neutra e onesta, mi viene da dire, rispetto a tutto quello che è accaduto, senza aggiungerci niente e senza soprattutto cadere in possibili derive securitarie, che a noi spaventano e preoccupano tantissimo.

Presidente - Faccio notare ai colleghi che è stato trasmesso un nuovo testo che è sostitutivo delle mozioni n. 43 e n. 45, quindi tecnicamente, essendoci un nuovo testo, la risoluzione decade, perché è un nuovo testo. Giustamente la discussione era in essere, però faccio notare che, a fronte di un nuovo testo, ovviamente la risoluzione presentata decade. È cambiato il testo. Ha chiesto la parola il collega Centoz.

Centoz (PD-FP) - Grazie Signor Presidente, anche per avere spiegato questo tecnicismo. Mi dispiace un po', nel senso che francamente era più votabile la mozione originale dei colleghi di Fratelli d'Italia che, come ho cercato di dire all'inizio, era molto neutra, molto istituzionale e non entrava in elementi che poi, come abbiamo visto nel dibattito, avrebbero scatenato valutazioni diverse.

Vista quindi la situazione, ci vediamo in qualche modo costretti, almeno per quanto ci riguarda, ad astenerci su questa mozione, perché il tentativo che abbiamo provato a portare avanti era quello di rimanere su un livello istituzionale, su un livello che riconoscesse giustamente che bisognava dare piena solidarietà alle Forze dell'ordine e, per quanto ci riguarda, sottolineare la necessità per i cittadini di poter manifestare liberamente, come prescrive la nostra Costituzione. Ovviamente, se cominciamo a inserirci tutta una serie di elementi, in particolare invitare le associazioni ad autocontrollarsi, come se in qualche modo il controllo dell'ordine fosse demandato a delle associazioni, usciamo da quel seminato più istituzionale che avevamo cercato di costruire prima.

Soprattutto, colgo una piccola contraddizione, perché le forze di Destra stanno in qualche modo dicendo che il loro Governo non mette abbastanza risorse sulle Forze dell'ordine…

Presidente - Colleghi, per favore.

Centoz (PD-FP) - …si invita il Governo a "proseguire l'implementazione dell'organico delle Forze dell'ordine riconoscendo un adeguato riconoscimento". Siete voi che state governando in questo momento e probabilmente è una cosa che potete fare senza necessariamente fare un ordine del giorno qui.

Presidente - Ci sono altri interventi? La parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Rispondo alla chiamata del collega Torrione, che giustamente ci ha richiamato all'ordine perché anelava un nostro ingresso nel dibattito, con l'attenzione che lui ha dedicato alle iniziative ispettive dell'opposizione durante tutto il pomeriggio. Con grande piacere quindi intervengo nel dibattito visto il suo grande richiamo.

Vede, collega Torrione, forse il collega avrà fatto un pentolone con tutto dentro, io la ascolto e la osservo da quando è entrato all'interno di quest'aula, ascolto con attenzione quello che dice e ho colto due elementi che lei ha messo a disposizione in questo dibattito. Ha detto una cosa interessantissima, cioè gli storici devono essere scevri da condizionamenti politici.

Fondamentalmente quindi dice un po' quello che, peraltro, mi ha detto anche il mio Ordine dei giornalisti, dicendo che non posso scrivere tutto quello che voglio sui social. Questo me lo ricordo molto bene, perché ci sono norme deontologiche che non prevedono che io possa avere la libertà di poter scrivere quello che voglio in barba all'articolo 21 della Costituzione, ma va bene.

Credo che questo però non sia un qualcosa che si possa estendere anche agli storici, perlomeno se noi prendiamo ad esempio tutti quegli storici che in ottant'anni di storia del nostro Paese, per esempio, lo abbiamo fatto nella giornata di ieri, hanno volutamente nascosto la storia delle foibe e tutto quello che a questo era collegato. Gli storici quindi non sono scevri da condizionamenti, non lo sono mai stati e questo perché, per esempio, per citare uno storico che si è sempre dichiarato orgogliosamente comunista, ogni regime che è andato a governare non ha mai cambiato né un libro di geografia, né un libro di algebra, né un libro di chimica, ma i libri di storia li ha sempre cambiati: questo è il principio per il quale gli storici non sono scevri da condizionamenti e per il quale, ovviamente, anche chi è laureato in storia può entrare in quest'aula e dire quello che ritiene più opportuno.

Quello che lei ha detto rispetto all'iniziativa che è stata presentata e quello che un po' arriva dalla narrazione dalla parte sinistra di quest'aula, su una lettura parziale o semplificata, mi ricorda quello che ho sentito, invece, da una collega che sedeva esattamente dove adesso siede il collega Campotaro, che si chiamava Daria Pulz, in occasione del dibattito sempre, peraltro, sulla questione delle foibe.

Mi ricordo distintamente qualche anno fa quando si parlò, per esempio, di un bellissimo documentario che si chiamava "Foiba Rossa", era un documentario che era stato trasmesso in un cinema di Aosta ed era in imminenza di trasmissione. Quel documentario raccontava di una storia terribile, della storia di Norma Cossetto, che venne prelevata dai partigiani comunisti di Tito, venne torturata, seviziata e poi uccisa perché era la figlia del Questore. Ovviamente gravissima colpa, non doveva nascere figlia del Questore, doveva nascere figlia di qualcun altro.

Rispetto a questo documentario che raccontava questa storia, la collega Pulz fece un amplissimo invito alle persone a non andare a vedere quel film, perché si rischiava di uscirne ancora più confusi rispetto a quello che si conosceva quando si era entrati, cioè sapere che c'era una matrice politica ben delineata dietro quel tipo di omicidio era uscire più confusi o, esattamente come ci dice oggi, dire che è stata commessa una violenza politica con un intento preciso da parte di chi ha sostenuto quel tipo di manifestazione è una lettura parziale o semplificata. Questa lettura parziale o semplificata in realtà si scontra con dei fatti, perché quando, per esempio, mi spiace tediare i colleghi ma credo che sia importante, si sono andati ad analizzare e una parte della Sinistra ha cercato di dire: "no, ma guardate che sono pochi infiltrati che hanno voluto fare…", era tutto pacifico, era tutto bello, era tutto fatto bene, eccetera, poi, a un certo punto, forse due persone cattivissime che covavano nel loro covo sotterraneo e sono riemerse così alla luce hanno deciso di scatenare questo putiferio.

Si dimentica in primis che c'è stata una parte molto consistente di quella manifestazione, che, come ha ricordato bene il collega Marguerettaz, ha aperto gli ombrelli per consentire a queste persone di travisarsi e poi lanciarsi all'attacco, ma non a lanciarsi all'attacco così, allo sbaraglio, in maniera molto ben organizzata, lo abbiamo visto, con tanto di martelli, con tanto di lanciarazzi, quelli pirotecnici, scudi, bastoni e quant'altro. Con un armamento militare e, tra l'altro, lo hanno evidenziato molte inchieste nei giorni successivi, con organizzazioni che di per sé prevedono, per esempio, al pari delle manifestazioni che sono avvenute per la TAV, dei telefoni dedicati che vengono utilizzati solo per quelle occasioni. Vengono tenuti lì, da una parte, acquistati da persone che ovviamente li cedono senza dover presentare i documenti, utilizzati per quelle occasioni lì per coordinarsi e poi rimessi da una parte in attesa della prossima manifestazione. Ora, capisce che immaginare che tutto questo sia successo per caso, perché qualche limitato, isolato facinoroso non sapeva cosa fare quel giorno è un po' curioso.

A questo va aggiunto un altro elemento: che, quando una certa parte di Sinistra ha detto: "ma no, Askatasuna non voleva fare, chi sostiene Askatasuna non voleva arrivare a quell'obiettivo", la stessa Askatasuna ha risposto sui giornali facendo un comunicato dicendo: "Sì, sì, noi siamo andati esattamente in quella direzione perché volevamo causare le violenze", perché Askatasuna ha una sua desinenza nel nome. Lo sa che Askatasuna, quel nome, significa libertà, ma viene utilizzato, ovviamente dai separatisti, per intendere la libertà di picchiare la Polizia? È esattamente quello e nasce per quello quel tipo di organizzazione. Capisce allora, come ha giustamente detto il collega Bellora, che è impossibile immaginare che venga organizzata un tipo di manifestazione come quella e immaginare che non succeda nulla.

Qui sta un altro elemento, che è stato aggiunto nel dibattito, cioè il collega Centoz che ci ha detto che prima di tutto, prima della sicurezza, prima della risposta delle Forze dell'ordine bisogna garantire il diritto a manifestare. Lei ha ragione, collega Centoz, il problema è che questo è già un diritto costituzionalmente garantito e che, se noi aggiungiamo questo, come dice giustamente il collega Marguerettaz, dovremmo anche aggiungere che vogliamo bene alla mamma, perché così abbiamo detto tutte le cose ovvie che si possono riassumere all'interno di un'iniziativa. Siccome del diritto di manifestare non viene privato nessuno e tutti sono liberi di poter dire quello che si ritiene più opportuno, è evidente che a questo punto non c'è bisogno di ribadirlo, è un diritto ed è un qualcosa che ovviamente questo Consiglio regionale, inoltre, non è che abbia grande facoltà di poter garantire.

Bene, invece, andare a sostenere una serie di posizioni, che sono quelle che sono state riassunte nell'iniziativa, che dicono che vanno nella direzione invece di innanzitutto offrire e sostenere le Forze dell'ordine, perché in realtà - ed è proprio per questo che la Lega ha sempre dedicato il suo impegno a sostegno delle Forze dell'ordine - sono proprio loro, purtroppo, al centro di un attacco che è inverecondo, perché rappresentano l'autorità dello Stato e l'autorità dello Stato che può utilizzare anche la forza per impedire un certo tipo di manifestazioni e un certo tipo di violenza. È una forza autorizzata da parte dello Stato e il ricorso a quella forza è limitata ad alcune limitate occasioni, ma è fondamentale per mantenere l'ordine pubblico. Quelle Forze dell'ordine che oggi sono sotto attacco, abbiamo visto i fatti di Torino e giustamente è stato proposto di inserire anche quelli di Milano, che sono stati scientificamente organizzati per andare a contrastare una manifestazione internazionale che sta dando grande lustro al nostro Paese, ma che purtroppo si esplicita anche in piccoli atti, forse che passano più sotto silenzio a livello nazionale, ma che qui conosciamo bene, come, se ci ricordiamo, quello che è accaduto a dicembre al Carabiniere, che, purtroppo, è stato investito e ha perso l'uso di una gamba, ce lo ricordiamo bene quell'evento. A questo serve sostenere le nostre Forze dell'ordine, a questo serve il nostro impegno oggi, a questo serve quest'iniziativa: a ribadire che le istituzioni sono con loro, sono da quella parte, non si schierano con chi fa della violenza la propria cifra di manifestazione, ma le istruzioni sono qui per garantire che la vita democratica non venga turbata da chi quest'ordine lo vuole sovvertire.

Presidente - Ha chiesto la parola la collega Minelli.

Minelli (AVS) - Non sono stata a eliminare la prenotazione, ho visto la manovra del collega Perron, che evidentemente vuole parlare dopo di me, ma non facciamo questi giochetti, sennò domani mattina siamo ancora qui. Molto brevemente…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…collega, però mi lasci parlare, poi avrà lei la parola… vogliamo spiegare il perché del nostro voto a questo testo che ha fuso in qualche maniera le due mozioni e ha recepito le proposte che sono venute dalla maggioranza, o dall'Union Valdôtaine, non so bene. Noi voteremo contro a questa mozione e spiego perché…

(intervento di alcuni Consiglieri fuori microfono)

…posso? Poi parlate voi. Votiamo contro in particolare per una questione che riguarda il punto 4. Non sto a concentrare l'attenzione sul resto, perché abbiamo detto che in partenza la mozione di Fratelli d'Italia avrebbe potuto essere anche condivisibile. Prima della formulazione del testo, che poi ci è stato inoltrato, era girata una bozza, poi curiosamente… curiosamente no, giustamente viste le interlocuzioni che ci sono state, è stata ancora modificata. Che cosa dice questo punto? "Invita le associazioni, i sindacati, i movimenti politici e i cittadini a evitare la promozione di manifestazioni provocatorie che inneggiano a fenomeni" prima c'era "terroristici, fascisti, nazisti, anarchico-insurrezionalisti, o comunque violenti", adesso sono scomparsi perlomeno i "Fascisti" e i "Nazisti", ma non è tanto questo il punto. Il punto è che si invitano le associazioni e si parla di movimenti politici, di sindacati, di cittadini "a evitare la promozione di manifestazioni provocatorie". Implicitamente quindi significa che la manifestazione organizzata, o comunque a cui hanno partecipato associazioni, sindacati, movimenti politici e cittadini, era una manifestazione che inneggiava a questi fenomeni, ma così non è. È quindi una cosa che non corrisponde nemmeno alla realtà dei fatti.

Poi si dice: "a promuovere a livello organizzativo - e parliamo di cittadini anche, tra i soggetti che sono citati prima - forme di autocontrollo che assicurino la denuncia e l'immediato isolamento dei partecipanti". Quello che ha già detto il collega Torrione, cioè i cittadini devono in qualche maniera sopperire a quello che dovrebbero fare invece le persone, gli enti che sono deputati alla sicurezza.

Non possiamo quindi assolutamente votare una mozione del genere. Una mozione che tra l'altro, pur dicendo che esiste una libertà di manifestazione del pensiero, che è un diritto costituzionalmente garantito, non pone l'accento su altri elementi che invece erano contenuti nella nostra risoluzione, che condannava senza "ma" e senza "se" gli attacchi alle Forze dell'ordine - vedo che mettete addirittura prima i giornalisti delle Forze dell'ordine, è curiosa questa cosa -, ma diceva anche tutta una cosa che riguardava chi pacificamente ha aderito a quella manifestazione. Scusate, se ci sono 50.000 persone che sono scese in piazza, o anche solo 20.000, solo 20.000, non credo davvero che si possa pensare che l'intenzione di quella gente fosse quella di promuovere manifestazioni provocatorie, eccetera. Non la farei più lunga, noi votiamo contro.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bellora.

Bellora (LEGA VDA) - Molto brevemente, anche perché l'ora mi sembra decisamente tarda. Visto che la nostra mozione, che è decaduta, era quella incriminata, io vorrei solo rispondere, non sulla mozione perché, a differenza del collega Torrione, io non parlo di mozioni ritirate, perché penso che il tempo di tutti qua sia prezioso, ma cerco di parlare di argomenti attuali, à la une, come direbbero probabilmente i membri della maggioranza, ma due considerazioni fatemele fare.

La collega Minelli ci dice… io glielo confesso, mentre lei parlava al suo primo intervento, ho fatto partire il cronometro. Il suo "però" è arrivato dopo 36 secondi, cioè noi condanniamo senza "se" e senza "ma", poi tutta una serie di cose, il primo "però" è arrivato dopo 36 secondi. Insomma, credo che non ci sia bisogno a questo punto di dirle altro, perché non ha fatto altro che confermare quello che io ho avuto occasione di dire in altri contesti. Quando lei, venendo ad argomenti di attualità, mi dice che non voterà la mozione per il punto 4, perché inviterebbe le associazioni a non manifestare, sostanzialmente, io mi chiedo quale mozione lei abbia letto, perché sulla mozione c'è scritto: "a evitare la promozione di manifestazioni provocatorie". Le manifestazioni quindi - mi passi il termine - normali, non provocatorie, non le tocca nessuno. Io questa la chiamo coda di paglia, ma si può chiamare in mille altri modi, magari più eleganti, a me non ne vengono in mente altri…

(intervento della consigliera Minelli fuori microfono)

…cosa? Ma sì… Lei quindi - e vedo con piacere, perché non le nascondo che la cosa mi fa piacere - voterà contro a chi esprime solidarietà e vicinanza ai giornalisti e agli agenti della Polizia di Stato, lei voterà contro a chi condanna in modo chiaro, senza ambiguità, ogni forma di violenza e aggressione, lei voterà contro a chi ribadisce che il diritto di manifestare non può mai trasformarsi in pretesto per atti violenti (incomprensibile), lei voterà contro a chi invita le associazioni, i sindacati, i movimenti politici e i cittadini a evitare la promozione di manifestazioni provocatorie che inneggiano a fenomeni terroristici, eccetera, lei voterà contro a un invito al Governo nazionale a proseguire l'implementazione dell'organico delle Forze dell'ordine. Ci mancherebbe, ognuno di noi si assume la responsabilità dei suoi voti, lei si assumerà la responsabilità di questo.

Consigliere Centoz, lei mi dice che nella nostra mozione abbiamo detto che c'è una parte della borghesia torinese che si schiera a favore, eccetera. No, non l'abbiamo detto noi, l'ha detto il Procuratore generale presso la Corte d'appello di Torino. Se la prenda con lei, non con noi… virgolettato eh… Lei quindi, tanto non è lontana Torino, va dalla dottoressa Musti e le dice: "lei ha detto una fesseria", non l'abbiamo detta noi, noi l'abbiamo riportata.

Poi, consigliere Torrione, è meraviglioso, perché lei la volta scorsa è riuscito a dire che la mozione sul referendum non avrebbe dovuto neanche essere accettata e si è preso una lavata di capo dal Presidente del Consiglio, al quale poi lei ha pure chiesto scusa. Oggi dice al consigliere Perron, che potrà esserle antipatico, ci mancherebbe, nessuno pretende che sia simpatico, ma, se c'è una cosa che ha, è una certa cultura storica e gli dice che essere laureato in storia è un'aggravante… va bene, l'ignoranza al potere, va bene, va bene tutto. Poi dice - e questa è meravigliosa - che non si può chiedere - lo ha detto, io non ci credevo, me lo sono scritto - a dei manifestanti di autolimitarsi, cioè lei ha detto questo. Lei ha detto che non si può chiedere a dei manifestanti di autolimitarsi, cioè che queste persone devono essere libere di spaccare tutto, di fare danni, di fare tutto quello che gli pare, perché non gli puoi chiedere di autolimitarsi…

(intervento del consigliere Torrione fuori microfono)

…ma come no? Lo ha detto! Ci sono le registrazioni! Si ascolti domani, ha detto - l'ho annotato -: "Non si può chiedere ai manifestanti di autolimitarsi". Poi, vabbè, ha passato anche non so quanto di un intervento a parlare di una mozione che era ritirata. Io mi chiedo: ma non è un po' stufo di far figuracce? Perché veramente, cioè dopo le mozioni che non devono essere accettate, dopo i manifestanti che non possono essere limitati, dopo il…

Presidente - Collega, solo per correttezza. Non è stata ritirata, la sua mozione, è decaduta.

Bellora (LEGA VDA) - …sì, decaduta. Chiedo scusa, non ritirata, decaduta. Non credo cambi molto, è sempre parlare di un cadavere comunque. Voglio dire, cioè, poi che sia morto di morte naturale o che sia stato ucciso, cadavere resta. Posso? Ma che differenza c'è? Non c'è più. Lei ha parlato di una roba che non esiste, se non è in grado di capirlo… ma, davvero, i regolamenti ce li danno gratis, ce li abbiamo nel cassetto. Li legga per cortesia, perché non può andare avanti così. È divertentissimo, però diventa difficile. Cosa vuoi? Mi applaude? Grazie, gentile! Ora, voglio dire, va bene tutto, però la gente che dà lezioni di storia a Perron, dà… cioè no, un attimo, perché va bene tutto.

In ogni caso, passando ai lati positivi, ovviamente apprezzo l'attività di mediazione del consigliere Marguerettaz, che, se mi consente un'espressione confidenziale che è giustificata anche da allora, è un po' una vecchia volpe di quest'Aula e quindi è riuscito a riportare…

(intervento del consigliere Marguerettaz fuori microfono)

…eh? No, anche perché ha la mia età, quindi non è vecchio per forza… a riportare a ragion comune e a buon senso, perché poi di questo stiamo parlando, perché la mozione che abbiamo scritto e che voi non voterete, ma non avevo dubbi, che voi non voterete, è una mozione di buon senso. Di questo va sicuramente dato atto al consigliere Marguerettaz, al consigliere Viérin Marco e a tutti quelli che hanno contribuito a questa mozione.

Evidentemente noi quindi voteremo convintamente questa mozione nella sua versione, diciamo compromissoria? Benissimo, la politica è fatta di compromessi ed esprimiamo, permettetemelo, perplessità e disdoro - usiamo un termine desueto - nei confronti di chi addirittura voterà contro a coloro che condannano le violenze alle Forze dell'ordine.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Perron.

Perron (LEGA VDA) - Non mi dilungherò moltissimo vista l'ora chiaramente. Certo è che, quando faccio un errore, lo riconosco senza problemi. Temo che, quando ho parlato di minutaggio, qualcuno, come il collega Torrione, abbia preso forse un po' troppo alla lettera il tema e intervenga in continuazione e in qualche modo sempre aggiungendo degli elementi nuovi, che poi lo inguaiano. Stia tranquillo magari e non succederà nulla, anche se prende parola qualche volta di meno. Vedrà, glielo prometto.

Grazie, non so nemmeno se posso definirmi storico, sono laureato in storia. Gli storici hanno le pubblicazioni, io ne ho una, in parte, tra l'altro, fatta dalla Fondazione Chanoux, veda che gran fascistone che sono. Dopo la mia laurea la Fondazione Chanoux ha pubblicato una parte della mia tesi "Tra baita e bunker" del 2007, mi pare ci fosse l'assessore Viérin. Si immagini quindi un po' quanto io possa distorcere tanto la realtà da essere un facinoroso fascista.

Una cosa è certa: io, a differenza di altri, quando avrò finito con la politica, non finirò all'Istituto storico della resistenza, come molti altri. Su questo io me ne sono già fatto una ragione da tempo, non finirò nemmeno alla Fondazione Chanoux probabilmente e anche su questo me ne sono fatto chiaramente una… lo so già, a meno che, non so, mi metterò a dieta drastica alle prossime elezioni, finendo diciamo fuori, allora magari avrò delle possibilità in più, perché pare che le diete drastiche influiscano su pessimi risultati elettorali, ma poi a ruoli di rilievo.

Finito con le battute, quello che posso dire è che io sono contento a questo punto di votare la mozione così come sarà, mi pare veramente equilibrata. Posso dire però ai colleghi della Sinistra, in particolare AVS, che giustamente almeno sono coerenti, glielo dico sinceramente, perché come hanno detto, e questa volta sono d'accordo col collega Torrione, voi non tollerate i violenti, è verissimo, voi li candidate, perché è esattamente quello che avete fatto, avete candidato Ilaria Salis, che in Valle d'Aosta ha preso 1.008 preferenze. Vero o no? AVS, Ilaria Salis, il cui grande curriculum mi pare sia l'essere andata a menarsi in Ungheria con qualcuno e al Parlamento europeo è stata salvata. Era con voi, quindi non li tollerate ma li candidate e vi sfido a dire il contrario. Complimenti quindi a voi, a qualcuno piace gente che ha quell'afflato insurrezionale, io lo rispetto pure, ma non venite poi a dare lezioni e, giustamente, siate coerenti. Ilaria Salis parla per tutti voi.

Presidente - Ha chiesto la parola la collega Minelli, per dichiarazione di voto? Espliciti il fatto personale.

Minelli (AVS) - "Coda di paglia", Presidente. Abbia pazienza… no, collega Bellora, guardi, lei è nuovo di quest'aula. Avremo davanti, penso, un po' di tempo per imparare a conoscerci, quello che le posso assicurare è che di sicuro - e forse qui può esserne testimone anche chi non sta proprio dalla mia parte - io avrò mille difetti, mille, diecimila, ma la coda di paglia proprio no e le dico di più: per me venire in qualche modo accusata di avere la coda di paglia - glielo dico perché, se ritornerà a utilizzare questo termine, glielo ricorderò un'altra volta - è estremamente offensivo. Mi spiace quindi, ho chiesto la parola proprio per questo.

Sul resto, visto che questo è un fatto personale, non intervengo ulteriormente, ma devo dire che in quanto a strumentalizzazioni e anche, direi, a dichiarazioni manipolatorie ne abbiamo sentite abbastanza.

Presidente - La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Aumento il minutaggio. Passata la questione del cognome Centoz-Sentoz, quella del minutaggio diventa il secondo tormentone di questo Consiglio, credo.

Comunque, ha già espresso la nostra intenzione di voto, che è contro. Poi spiegherò anche due cose in tal senso. I motivi li ha ben espressi la mia collega in maniera dettagliata, quindi non mi dilungo.

Volevo solo dire due cose al collega Marguerettaz. Ho apprezzato molto il suo intervento, perché ha sottolineato alcune cose che io condivido pienamente. Devo dire che il risultato successivo della mediazione mi piace meno delle sue parole iniziali e anche meno della prima bozza, però non posso fare altro.

Una seconda cosa, invece, un pochettino più precisa. Chi è intervenuto alla manifestazione di Torino e chi ha fatto quegli atti violenti, assolutamente organizzato, nessuno lo mette in dubbio, okay? Non è la prima volta in Italia, l'abbiamo visto in moltissime manifestazioni, di Destra, di Sinistra, eccetera. Questi violenti sono estremamente organizzati. La copertura degli ombrelli che lei ha citato non è stata fatta dai bambini o dalle donne che erano alla manifestazione, è stata fatta da loro, perché sono organizzati, questo è abbastanza evidente, era quindi solo una precisazione.

Una cosa velocissima, ne ho un po' per tutti, anche per il collega Manfrin, banalissima, ha parlato di cose ovvie. Beh, io sono felice di aver detto delle cose ovvie, le cose ovvie hanno un pregio però: che sono chiare e significano esattamente quello che emerge, non hanno retro letture o retro interpretazioni.

Mi dilungo un pochettino di più sul mio perfetto collega, perché siamo in terza posizione entrambi, diciamo, un po' di fronte, il mio collega Bellora. Detto da lei, se ho fatto delle figuracce, lo prendo come un complimento, quindi non posso dire altro. È chiaro che lei ha un grande vantaggio rispetto a me - e io poi sono assolutamente l'ultimo arrivato qui dentro -: fa un lavoro in cui la capacità di andare a interpretare e a trovare le parole giuste per portare le persone a sostenere quello che lei intende ce l'ha ed è un merito che io le riconosco assolutamente, peccato che ha detto una serie di cose che non sono esatte, a parte che io abbia ritirato la mozione, io stavo parlando mentre è stata presentata quindi… cioè non possiamo dire niente.

Io non ho assolutamente sminuito il fatto che il collega Perron sia laureato in storia, non ho detto quello: io ho detto che, essendo laureato in storia, quella che ha portato, dal mio punto di vista, come elenco di cose però parziali, cioè soltanto a voler dimostrare una tesi e una cosa, lo trovo parziale. Poi sono d'accordo col collega Perron che la storia, purtroppo, e gli storici, e io ho avuto a che fare anche, non sono mai obiettivi e neutri. Io, collega Bellora, ho parlato di neutralità, non ho detto altro. Sull'autolimitarsi io non ho detto questo. Io ho detto semplicemente che non si può chiedere…

(intervento del consigliere Bellora fuori microfono)

…collega Bellora, io non ho parlato di autolimitarsi: ho detto che non si può chiedere a delle donne e a dei bambini, a delle donne e a dei bambini, quindi…

(intervento del consigliere Bellora fuori microfono)

…eh, se però lei mi dice che io faccio figuracce e lei cita delle cose che non sono esatte, io devo riportargliele, no? Io ho detto semplicemente che non si può chiedere a delle donne e a dei bambini di controllare dei violenti, ho detto solo questo.

La chiusa migliore però l'ha fatta quando ha detto, giustamente, ma lo sapevamo, che noi votiamo contro alla condanna delle Forze dell'ordine. È falso e lo sa benissimo, perché noi abbiamo dichiarato in tutti i modi che è il primo elemento che abbiamo portato e nella nostra risoluzione era chiarissimo, eccetera. Non ci dica quindi… questo è un uso strumentale, da degno mago del Foro, quale lei è, per portare a criticare la nostra tesi.

L'ultima cosa è: non abbiamo fatto una cosa… cioè la manifestazione provocatoria, spiegatemi, solo di logica, come si fa a sapere prima che è provocatoria? E soprattutto chi è che lo decide? Cioè io organizzo una manifestazione e dico: la mia è una manifestazione provocatoria. Spiegatemi la logica, perché io non ho capito, come si fa a sapere prima? E chi è che decide quella lì è provocatoria e quell'altra no? Ho finito.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marguerettaz per dichiarazione di voto.

Marguerettaz (UV) - Le frasi generalmente bisogna leggerle tutte, perché dice: "manifestazione provocatoria che inneggia a terrorismo…", fascista, nazista… cioè il termine che racchiude un po' tutto è "estremisti". Lì c'è un refuso che mi ha fatto…

Presidente - Abbiamo corretto in coordinamento formale.

Marguerettaz (UV) - …mi ha fatto notare giustamente. La provocatorietà quindi è legata a quella frase, non può essere che… cioè, è chiaro che, se io manifesto, per definizione voglio provocare, per definizione creo una situazione dove rivendico delle cose, perché, se mi vengono date, non le rivendico, ma c'è la continuità, atti terroristici. Insomma, non credo che in una manifestazione dove coloro che vogliono sostenere la Palestina emettono un manifesto pro Hamas sia un qualche cosa di tollerabile, perché è un'organizzazione terroristica. Queste allora sono le cose.

Dopodiché io vorrei segnalare che l'autocontrollo va indicato nel senso che il Procuratore di Torino - è stato indicato questo nella mozione della Lega - ha detto: "qua c'è un substrato di pseudo-intellettuali che sostiene…", sostiene come? Con il suo silenzio. Avrete allora letto le dichiarazioni di tutta una parte di universitari a Torino, che hanno denunciato, hanno detto: "qua hanno occupato semplicemente per permettere a tutta una serie di soggetti terroristici di dormire gratuitamente all'università e il risultato finale è che hanno devastato l'università". Lì allora gli studenti normali, le persone normali non è che dovevano prendere a botte quelli che occupavano l'università, ma perlomeno evitare di andare a far festa, evitare di riempirsi il muso, tanto per essere brutali. Quando uno parla di autocontrollo, vuol dire che deve prendere le distanze. Nessuno ha detto che l'autocontrollo deve essere una manifestazione di forza nei confronti di coloro che fanno illeciti, perché questa è una versione che travisa quello che è scritto; da questo punto di vista, allora bisogna semplicemente allontanarsi.

Nel momento in cui 20.000 persone vanno… e chi organizza la manifestazione? Askatasuna. Askatasuna mi sembra che sia stata riconosciuta da tutti come un'organizzazione che è vocata al disordine, quindi questo vuol dire. Se io voglio rivendicare dei momenti di confronto, se voglio fare delle cose, diciamo, dialoganti, non aderisco a queste manifestazioni, questo è autocontrollo. Nessuno chiede ai bambini di prendere per il collo i black block, perché sarebbe sciocco. Lì devo dire che date una rappresentazione che non è quella della mozione condivisa: questo è il ragionamento.

Quando allora le cose le dice il Procuratore generale di Torino, mi pare che, siccome siete dei grandi sostenitori delle Istituzioni e della Magistratura, prendetele per buone.

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Zucchi.

Zucchi (FdI) - Per dichiarazione di voto. Noi, quando abbiamo presentato questa mozione, l'abbiamo presentata sull'onda dello sdegno nel vedere certe immagini che hanno fatto il giro del mondo, perché così si è trattato, nel vedere un nostro ragazzo delle Forze di Polizia che è stato aggredito e martellato. Quelle martellate, al di là della violenza fisica che lui ha subito, significano per noi una martellata allo Stato, che lui in quel momento rappresentava.

Lo scopo di questa mozione era quello di portare in una maniera molto schietta la solidarietà, perché ritenevamo che la nostra istituzione, la massima istituzione della Valle d'Aosta, dovesse portare il più possibile in termini ampi la solidarietà alle Forze dell'ordine, condannando quello che il Capogruppo dell'Union Valdôtaine ha definito "il male", cioè l'esercizio del male. Il fatto che siano state fatte delle modifiche, degli emendamenti alla nostra mozione, che aveva solamente lo scopo di testimoniare come Aula questo sentimento, noi lo consideriamo un fatto rafforzativo, perché i punti che sono stati delineati ci hanno trovato assolutamente d'accordo e in questo senso noi li abbiamo considerati appunto rafforzativi rispetto a quello che noi volevamo intendere. Pertanto noi siamo lieti che comunque quest'Aula, pur con i distinguo… ci spiace vedere che anche di fronte a queste iniziative ci siano dei distinguo del perché, del per come, che ci impegnano qui da tanto tempo, da tante ore, perché credo che il succo del discorso fosse ben altro e fosse magari molto meglio andare in un'unica direzione.

Una cosa sola la voglio dire, collega Centoz, perché non è che siamo proprio degli sprovveduti. Lei ha detto che noi stiamo governando come forza nazionale, però non le sfuggirà che nella parte finale dell'impegnativa il fatto di proseguire l'implementazione non vuol dire implementare, significa che è stata riconosciuta un'azione da parte di questo Governo, che ha compiuto degli sforzi, come giustamente è stato detto, nel dotare gli agenti di Polizia, le donne e gli uomini che, giovani, si trovano ad affrontare questo pericoloso mestiere per garantire la sicurezza di tutti quanti noi. Anche noi pertanto siamo convinti che qualcosa, molto è stato fatto, ma molto di più deve essere ancora fatto, quindi abbiamo accettato ben volentieri quella che è stata anche l'indicazione che è giunta nell'emendamento che ci è stato proposto, proprio perché riteniamo che alle Forze di Polizia debba essere data ulteriore attenzione, ma non per questo il Governo, che noi rappresentiamo, non l'abbia consentita.

Presidente - Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione la mozione. La votazione è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.

Presenti 31

Votanti: 29

Favorevoli: 26

Contrari: 3

Astenuti: 2 (Centoz, Forcellati)

La mozione è approvata.