Oggetto del Consiglio n. 268 del 12 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 268/XVII - Approvazione di mozione: "Un distaccamento del Corpo valdostano dei vigili del fuoco in Bassa Valle".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 44 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Discutiamo oggi un'iniziativa su un tema di assoluto interesse e di assoluta importanza per la sicurezza dei nostri cittadini, che è, come suggerisce anche ovviamente il titolo di quest'iniziativa, l'istituzione di un distaccamento dei vigili del fuoco professionisti in Bassa Valle. Ora, sicuramente questo Consiglio nella scorsa legislatura ha discusso, verso la fine della legislatura, un'iniziativa similare che aveva avuto un dibattito consiliare che abbiamo tenuto in buon conto quando abbiamo voluto riscrivere quest'iniziativa e desidero a questo punto anche inquadrare storicamente la questione, perché affonda le sue radici in eventi significativi che hanno segnato il nostro territorio.
L'alluvione dell'ottobre del 2000 mise drammaticamente in evidenza le difficoltà operative che sono legate alla distanza tra la Bassa Valle e la sede del distaccamento di Saint-Christophe. In quella circostanza, l'isolamento del territorio rese particolarmente complessi gli interventi del soccorso. Da allora il percorso istituzionale ha registrato diversi passaggi, cioè da quando ci si è resi conto che probabilmente in quella zona andava portato avanti un maggior presidio del territorio.
Nel 2003, la delibera n. 2734 del 14 luglio andò a prevedere l'acquisto di un immobile a Donnas destinato a ospitare un distaccamento. Nel 2004 venne appaltata la progettazione, nel 2011 vennero rilevate criticità sull'idoneità dell'immobile di Donnas e nel 2017 l'allora presidente Laurent Viérin richiamò l'attenzione sulla necessità di un presidio professionale in Bassa Valle e poi, come abbiamo detto, a novembre 2024 il Consiglio regionale, in occasione della discussione di una precedente mozione proprio su questo tema, chiese ulteriori approfondimenti e rinviò la decisione allegandola a un dibattito sulla riforma della legge regionale n. 37/2009.
Siamo quindi di fronte a una questione che attraverso ormai 25 anni di storia regionale merita, a nostro avviso, di essere affrontata in modo serio nell'ambito della revisione normativa attualmente in corso. Veniamo quindi ai dati che motivano quest'iniziativa. Il Corpo valdostano dei vigili del fuoco ha registrato un significativo aumento degli interventi, dai 2031 del 2024 si è passati ai 2886 del 2025, con un incremento direi assolutamente sostanzioso. Questo dato testimonia un crescente carico operativo sul territorio, che merita di essere analizzato, in particolare nella sua distribuzione geografica e tipologica.
È quindi opportuno richiamare, lo abbiamo fatto anche banalmente, soltanto per evidenziare plasticamente alcune necessità e alcune criticità, i dati, per esempio, sulle distanze: Pont-Saint-Martin dista circa 54 chilometri da Saint-Christophe, Gressoney-La-Trinité si trova a oltre 80 chilometri, Champorcher richiede percorsi di montagna con curve e dislivelli e anche Donnas, ovviamente dove si intendeva mettere il distaccamento, è molto lontana. In condizioni normali i tempi di percorrenza per i mezzi di soccorso variano tra i 45 e i 60 minuti, superando l'ora per le Valli laterali più distanti. Queste tempistiche possono aumentare significativamente in presenza di condizioni meteorologiche avverse, traffico intenso, criticità sulla viabilità, com'è capitato durante l'alluvione del 2000 e non soltanto.
Un elemento recente che riteniamo significativo è costituito dagli eventi meteorologici estremi che hanno interessato la Bassa Valle nell'aprile del 2025. I comuni di Donnas, Pont-Saint-Martin, Arnad, Montjovet e Hône sono stati colpiti da fenomeni di particolare intensità, caratterizzati da esondazione e allagamenti diffusi e dalla chiusura temporanea dell'autostrada A5 nel tratto Pont-Saint-Martin/Quincinetto. Questi eventi hanno comportato un numero elevato di interventi simultanei, mettendo sotto pressione il sistema di soccorso ed evidenziando le difficoltà operative legate alla distanza dal distaccamento professionale. Desidero qui sottolineare però il lavoro straordinario svolto dai vigili del fuoco volontari in quell'occasione, che hanno dimostrato ancora una volta dedizione e competenza. Tuttavia, la complessità e la simultaneità degli interventi hanno fatto emergere rischi strutturali del sistema attuale. Il panorama delle emergenze è quindi significativamente mutato negli ultimi anni, introducendo nuove complessità operative. Innanzitutto, la crescente diffusione dei veicoli elettrici e ibridi, che comporta nuove esigenze in caso di incidente. Il manuale operativo "Incidenti stradali" versione 2.0 2024 del Corpo nazionale dei vigili del fuoco evidenzia che gli interventi sui veicoli con batterie agli ioni di litio richiedono la formazione specialistica continua, procedure specifiche di messa in sicurezza, dotazioni tecniche particolari, qualità rilevanti di risorse idriche e tempi di intervento prolungati. L'autostrada A5 che attraversa la Bassa Valle vede un traffico significativo di questi veicoli, rendendo questa tipologia di intervento sempre più frequente. Le esigenze contemporanee presentano caratteristiche di crescente complessità. Abbiamo preso atto, anche durante appunto gli eventi alluvionali, del rischio dei dissesti idrogeologici, gli interventi in strutture produttive e complesse, che sono, tra l'altro, particolarmente numerose proprio in Bassa Valle, soccorsi in ambienti impervi e gestione di sostanze pericolose. Queste situazioni richiedono competenze specialistiche, attrezzature specifiche e capacità di coordinamento che richiedono la presenza di personale professionista, adeguatamente formato e costantemente aggiornato. Questo ovviamente non prescinde dalla presenza dei vigili del fuoco volontari, anzi, desidero esprimere il massimo riconoscimento per il lavoro svolto dai vigili del fuoco volontari della Bassa Valle e delle Valli laterali, ovviamente allargando il ringraziamento a tutti i vigili del fuoco volontari, ma, siccome parlavamo nello specifico di quest'iniziativa dedicata alla Bassa Valle, ho ritenuto di fare un passaggio di questo tipo, perché sappiamo benissimo che si tratta di cittadini che, con spirito di servizio encomiabile, garantiscono un presidio fondamentale del territorio, spesso conciliando quest'impegno con le proprie attività lavorative e familiari. Tuttavia, va anche qui riconosciuta una serie di criticità oggettive: la crescente difficoltà di reclutamento di nuovi volontari, fenomeno che purtroppo è comune a molte realtà alpine; i limiti operativi inevitabili per un servizio basato sulla disponibilità volontaria; la necessità di formazione continua sempre più specialistica e le dotazioni tecniche che richiedono investimenti significativi. Il distaccamento professionale non si pone in alternativa al sistema di volontariato, ma come complemento e supporto in un'ottica di integrazione e valorizzazione reciproca.
Vorrei a questo punto e a questo proposito richiamare un principio che ritengo fondamentale: la parità di accesso ai servizi essenziali su tutto il territorio regionale. La sicurezza e la tempestività dei soccorsi sono diritti fondamentali che non dovrebbero dipendere dalla collocazione geografica. Pur comprendendo le complessità orografiche del nostro territorio, ritengo che l'istituzione abbia il compito di ridurre quanto più possibile le disparità dei tempi di intervento tra le diverse aree della Regione. La revisione della legge regionale n. 37/2009, attualmente in corso, rappresenta un'occasione importante per affrontare strutturalmente questa tematica. Non chiediamo quindi decisioni affrettate o scelte non ponderate, chiediamo invece che, nell'ambito di questo processo di riforma, venga incluso un percorso di approfondimento finalizzato all'istituzione del distaccamento professionale e quindi con quest'iniziativa andiamo a individuare alcuni ambiti.
Innanzitutto, l'analisi degli interventi. Riteniamo necessaria un'analisi dettagliata degli interventi del Corpo valdostano nella Bassa Valle e nelle Valli laterali negli ultimi cinque anni, con particolare riferimento, riteniamo, ovviamente finalizzato all'istituzione di un distaccamento in Bassa Valle come numero e tipologia di interventi, tempi medi di arrivo sul posto, criticità operative riscontrate e distribuzione temporale e geografica. Quest'analisi sicuramente ci fornirà degli elementi utili su cui basare le decisioni future. Poi l'individuazione della sede: qualora si decidesse e qualora i numeri, i dati, ci indicassero appunto la volontà di andare in quella direzione, sarà necessario identificare con criteri tecnici oggettivi la localizzazione più idonea, considerando la baricentricità rispetto all'area da servire, i collegamenti stradali e l'accessibilità, la disponibilità di strutture o aree edificabili, le sinergie con i servizi esistenti e i tempi di percorrenza verso le diverse località. Anche il dimensionamento del distaccamento è un elemento importante, anche qui da verificare, da connettere ai dati sugli interventi; poi ancora la sostenibilità economica ovviamente dell'intero processo che dovrebbe realizzare questo distaccamento. È quindi chiaro che tutti questi elementi dovranno essere approfonditi, dovranno essere elementi che rientrano in questa valutazione, che a questo punto debba appunto comprendere questi dati per poter arrivare a una scelta.
La mozione che quindi sottoponiamo è costruita con un approccio graduale e responsabile. Abbiamo preso buona nota, presidente Testolin, dei rilievi che lei fece al collega Lavy nella scorsa legislatura, evidenziando appunto come non si potesse prendere e dire facciamo un distaccamento tout court ed erano assolutamente corretti. Proprio su questo suo rilievo abbiamo deciso di fare questo elenco, questo percorso, diciamo così, di approfondimento. Non si richiedono quindi decisioni immediate ma un percorso che possa appunto approfondire quei dati che abbiamo evidenziato, inserendolo nella riforma in corso della n. 37/2009, un'analisi tecnica dettagliata basata sui dati oggettivi, un rispetto delle competenze della Giunta, che ovviamente può essere e sarà destinata a individuare le soluzioni operative e una valorizzazione dell'integrazione fra la componente dei professionisti e invece la componente dei volontari, di cui abbiamo parlato prima. L'obiettivo è arrivare a una decisione che sia informata e condivisa, basata su evidenze concrete su una valutazione complessiva delle esigenze del territorio.
Questa mozione ovviamente - glielo dico fin da subito, Presidente - non vuole essere né divisiva, né assolutamente polemica. Spero che lei abbia potuto apprezzare il tono e le modalità con cui abbiamo voluto, appunto, predisporre l'iniziativa. Vogliamo semplicemente riportare l'attenzione su un tema importante per una parte significativa del territorio regionale. La discussione lo scorso novembre ha evidenziato la necessità di approfondimenti e con questa mozione proponiamo un metodo concreto per realizzarli nell'ambito del processo di riforma già avviato.
Riconosciamo che ci possono essere delle sensibilità diverse su questo tema e rispettiamo ovviamente tutte le posizioni. Chiediamo però che, al di là di tutto, si valuti la proposta nel suo merito, ovvero nell'interesse dei cittadini che rappresentiamo.
Alla luce quindi di quanto abbiamo evidenziato, non chiediamo di stravolgere bilanci o prendere decisioni improvvisate, ma chiediamo di analizzare con metodo i dati disponibili, valutare tecnicamente le soluzioni possibili, decidere sulla base di evidenze oggettive e pianificare un eventuale percorso realizzabile. La nostra Regione, i cittadini della Bassa Valle, i cittadini delle valli laterali meritano che questa questione, aperta da 25 anni, trovi finalmente una risposta definitiva, qualunque essa sia, purché fondata su analisi serie e condivise.
Presidente - La parola al collega Martinet.
Martinet (UV) - Solo per chiedere una sospensione per una riunione in maggioranza.
Presidente - La sospensione è accordata.
La seduta è sospesa dalle 18:11 alle 18:40.
Aggravi (Presidente) - Riprendiamo i lavori. Ha chiesto la parola il presidente Testolin.
Testolin (UV) - In risposta a quella che è stata una presentazione del consigliere Manfrin, del quale apprezziamo soprattutto il tenore della proposta e anche di aver ripreso nel suo percorso, al netto di qualche emendamento che abbiamo verificato assieme, alcuni dati che non sono corretti rispetto agli interventi e l'aumento degli interventi durante quest'anno, vediamo però che è una valutazione seria, così come avevamo ribadito la volta scorsa, rispetto a un'analisi di quelli che possono essere i parametri e le opportunità e le possibilità anche di poter aprire un distaccamento in Bassa Valle, così come di potenziarne e di mantenerne uno in Alta Valle alla luce di quella che sarà la nuova normativa, alla luce anche dei numeri operativi che potranno essere utilizzati all'interno del Corpo, anche in funzione di un'esternalizzazione dei lavori di soccorso attualmente svolti dai vigili del fuoco presso l'aeroporto di Aosta, quindi con un risparmio di risorse, con le nuove assunzioni e con il coinvolgimento anche delle unità operative dei volontari, che evidentemente possono rappresentare un ulteriore rafforzamento del presidio delle sedi distaccate rispetto ad Aosta.
Abbiamo concordato, posso dirlo, con i proponenti un emendamento nell'impegnativa che ci veda lavorare assieme alle Commissioni II e III e al Governo regionale, e approfittando anche delle indicazioni che possono arrivarci dal distaccamento dei vigili stessi, per definire all'interno di un ordine del giorno che si discuterà in occasione della discussione del nuovo disegno di legge sui vigili del fuoco, quindi il n. 4 della XVII legislatura, in modo da definire con chiarezza quello che dovrà essere un percorso che l'Amministrazione dovrà mettere in piedi per capire quali sono le opportunità, appunto, e i numeri necessari.
Do breve lettura dell'impegnativa, mentre cancelliamo il primo "visto" rispetto alle premesse e nell'ultimo "ritenuto" facciamo alcune modifiche, ma non sostanziali. Nell'impegnativa, "impegniamo le Commissioni II e III, di concerto con il Governo regionale e i proponenti la presente mozione, a predisporre un ordine del giorno al disegno di legge "vigili del fuoco" n. 4/XVII che delinei puntualmente il percorso di valutazione più consono alla possibile creazione di un distaccamento dei vigili del fuoco anche in Bassa Valle". Questo è quanto proponiamo e abbiamo concordato.
Presidente - Stiamo predisponendo la trasmissione. Chiedo solo ai colleghi: se volete attendere il testo… attendiamo il testo. Il testo è stato trasmesso, quindi, se qualcuno vuole intervenire, altrimenti… la parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) - Semplicemente, abbiamo visto il testo, abbiamo visto l'impegnativa così com'è stata modificata. Al netto del fatto che siamo convinti che debba essere fatta una riflessione su questo tema molto importante che i colleghi hanno portato, quello che vorremmo capire è se da un punto di vista meramente tecnico e formale, semplicemente perché non l'ho mai visto, funziona il percorso per cui siano le Commissioni a scrivere un ordine del giorno da presentare poi nella discussione della legge, immagino, e se questo significa che l'impegno che possiamo prendere adesso in qualche modo, visto che facciamo parte della Commissione, impegna anche poi lì a concordare su quello che viene proposto, o se c'è la possibilità anche, qualora non si fosse concordi sul percorso che viene codificato nell'ordine del giorno, di esprimersi poi diversamente, cioè l'impegno che adesso si prende si vota positivamente, ma è un impegno al lavoro delle Commissioni, non condizionato a quello che sarà il testo prodotto, giusto? Voglio solo capire tecnicamente.
Presidente - Se può essere d'aiuto, posto il fatto che il mandato imperativo non c'è, questo in senso lato, però formalmente, in caso di approvazione della mozione, la Presidenza trasmetterà ai due Presidenti di Commissione e al Governo regionale il testo della mozione, quindi l'impegnativa. In quel caso quindi, nell'ambito della definizione del testo di legge, le Commissioni, quindi i Presidenti, si faranno promotori di un testo, poi è ovvio che all'interno della Commissione ognuno si esprime come ritiene più opportuno, però sostanzialmente il lavoro di tessitura dovrebbe essere fatto dalle Commissioni. Questo è il percorso, diciamo la procedura che nasce dall'eventuale approvazione di quest'ordine del giorno.
Se siamo stati utili ai chiarimenti, passerei - lo dicevo in senso lato - alla fase di voto. La votazione è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 34
Il nuovo testo della mozione è approvato all'unanimità.
