Oggetto del Consiglio n. 267 del 12 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 267/XVII - Reiezione di mozione: "Approvazione dello schema di norma di attuazione sulle concessioni di derivazione d'acqua".
Aggravi (Presidente) - Punto 42 all'ordine del giorno. La parole à la collègue Minelli.
Minelli (AVS) - Anche in questa legislatura, come nelle due precedenti per me, dobbiamo dedicare spazio e attenzione alla vicenda della norma di attuazione dello Statuto speciale per quanto riguarda le concessioni idroelettriche. Sono esattamente sette anni che aspettiamo questo provvedimento. Ricordo infatti che risalgono all'inizio del 2019 le due deliberazioni, rispettivamente del 19 marzo e poi del 2 luglio 2019, con cui il Consiglio regionale ha deciso di lavorare alla predisposizione di uno schema di norme di attuazione in materia di concessione delle acque a scopo di utilizzo idroelettrico. Era stata una scelta allora non semplice, perché c'era una parte della politica valdostana che preferiva seguire la strada della quotazione in Borsa di CVA e che era molto fredda, direi, nei confronti dell'opzione della norma di attuazione. Comunque, nonostante quelle tiepidezze, sulla base della sollecitazione consiliare fin dall'estate del 2019 la Commissione paritetica Stato-Regione aveva elaborato un primo organico schema di norma di attuazione. Schema che poi è arrivato praticamente fino all'anno scorso, fino ai giorni nostri, con piccole modifiche, ma il percorso è durato davvero troppi anni, con lunghi periodi di stasi all'interno di una Commissione paritetica, che ha sì subito delle variazioni nella sua composizione per vicende alterne che ci sono state, cambi di Governo statale, eccetera, ma non ha comunque brillato per dinamismo. Solo nell'autunno del 2024 la Commissione ha infine approvato uno schema di decreto legislativo contenente la norma e in data 30 ottobre 2024 questo schema è stato infine trasmesso al Presidente del Consiglio regionale della Valle d'Aosta. Il Consiglio, in data 28 gennaio 2025, quindi più di un anno fa, ha espresso parere favorevole all'unanimità su questo schema di decreto legislativo, che subito dopo è stato trasmesso dal Ministero degli affari regionali alla Presidenza del Consiglio dei ministri ai fini della sua definitiva approvazione, era il 15 febbraio, se non sbaglio. Nell'arco di poche settimane il testo doveva essere approvato dal Consiglio dei ministri e poi pubblicato. In realtà, le settimane sono diventate mesi, i mesi un anno e ora, a un anno dall'approvazione unanime, come dicevo, da parte del Consiglio regionale, il decreto è ancora fermo sulla scrivania della Presidenza del Consiglio nazionale. Si tratta di una vicenda paradossale e, dal nostro punto di vista, anche inaccettabile per una Regione autonoma come la nostra: paradossale perché tutte le Regioni italiane, sia quelle ordinarie, sia quelle a Statuto speciale, hanno già ora il potere di disciplinare con una loro legge regionale le modalità di rilascio delle concessioni d'acqua a uso idroelettrico e infatti varie Regioni italiane o stanno legiferando o hanno legiferato. Noi invece siamo fermi e abbiamo le mani legate, non possiamo scrivere una nostra legge, perché l'articolo 8 vigente del nostro Statuto speciale porta scritto, all'ultimo comma, che le concessioni idroelettriche saranno istruite secondo le procedure e le norme tecniche per le concessioni fatte dallo Stato, procedure e norme tecniche dello Stato che al momento non ci sono, perché lo Stato ha delegato con propria legge la materia alle Regioni. Alle altre Regioni, ma non a noi, perché noi abbiamo appunto una norma dello Statuto, che è legge costituzionale e che quindi non può essere superata da una legge ordinaria, che riserva allo Stato le procedure e le norme tecniche o si modifica lo Statuto con legge costituzionale, o si procede attraverso la norma di attuazione, che è la via che questo Consiglio ha imboccato nel 2019. Ora però credo che non si possa davvero più aspettare, perché tra tre anni, nel 2029, ben 29 delle 32 concessioni idroelettriche su cui si basa l'attività di CVA scadranno, verranno meno e noi al momento non sappiamo come si potrà procedere per il rinnovo di queste concessioni.
Mi pare che dovrebbe essere evidente a tutti l'importanza di concludere l'iter della norma di attuazione e di arrivare all'approvazione del decreto legislativo, dopodiché il Consiglio regionale dovrà procedere a elaborare una legge regionale che disciplini le modalità per il rilascio di tali concessioni. Si tratta di una legge complessa sicuramente in cui bisognerà fare delle scelte non di poco conto e su cui io sono convinta che ci saranno delle posizioni diverse all'interno del Consiglio, come è anche assolutamente normale che sia, poi, solo dopo la legge, si potrà avviare il percorso per il rinnovo, ma, per legiferare, ci vuole appunto quella norma. Siamo in notevole ritardo ed è grave, e secondo noi anche piuttosto incomprensibile, l'inerzia delle nostre istituzioni, dei Parlamentari e delle forze politiche rispetto a un tema che dovrebbe essere al primo punto delle preoccupazioni di una Regione autonoma.
Abbiamo sentito e letto, nei mesi e poi ancora nei giorni scorsi, di difficoltà che deriverebbero da pareri ministeriali mancanti, o non completamente positivi, sul merito del testo della norma. Abbiamo motivo di credere che sia una diceria inconsistente e anche priva di fondamento, perché più e più volte nel corso di questi anni ci è stato detto che, quando fossero giunti i pareri di tutti i Ministeri, il testo sarebbe stato approvato dalla Paritetica e che, se non fossero arrivati tutti questi pareri, non si sarebbe potuto fare. La norma di attuazione è rimasta oltre sei anni all'esame della Commissione Stato-Regione e su quella bozza ci avete detto che sono stati acquisiti tutti i necessari pareri di tutti i Ministeri competenti. Ci avete anche spiegato che, prima dell'approvazione, prima dell'arrivo dello schema, non si poteva fare altrimenti perché tutti quei pareri non c'erano. Poi l'iter si è sbloccato, si è concluso, in quel momento il presidente della Commissione paritetica era il professor Francesco Saverio Marini, che rivestiva in quel momento il ruolo anche di consigliere giuridico della presidente del Consiglio dei ministri, Meloni, e mi ricordo perfettamente che, quando avevamo fatto obiezione sulla scelta di questa persona come membro di parte regionale - e poi è diventato il presidente - della Paritetica, mi era stato detto: "Ma che cosa c'è di meglio di avere una persona che è nominata dalla Regione e che è al tempo stesso consulente del Primo Ministro?". Per me era un'anomalia, ho anche chiesto se era normale. Mi è stato detto che non solo era normale, ma era opportuno e che questo avrebbe portato dei frutti. Va da sé quindi che quello schema di norma, licenziato e poi approvato qui, deve avere tutti i crismi, perché vi immaginate voi una Commissione paritetica presieduta dal Consigliere giuridico della Presidente del Consiglio che approva un testo che però non va bene, a cui mancano dei pezzi, che ha qualcosa che non va? A me sembra una cosa impossibile. Ci avevate anche detto che quella figura sarebbe stata una garanzia e che si arrivava qui quando tutto era a posto. Ci siamo arrivati, abbiamo approvato il 28 gennaio dell'anno scorso lo schema di norma di attuazione licenziato da Roma, quindi quali verifiche ci sono ancora da fare? La Commissione paritetica Stato-Regione ha approvato il testo, il Consiglio regionale all'unanimità ha dato il parere favorevole, quindi ci vuole un atto definitivo, l'ultimo atto, come prevede la normativa, e questo atto è l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri. Ad ascoltare però oggi anche il dibattito che si è concluso poco fa sulla mozione precedente che è stata presentata dai colleghi, io non so se dalle cose che ho sentito dobbiamo aspettarci che questa questione della norma di attuazione diventi poi magari anche il tassello per cui si potranno fare altri tipi di accordi. Non vorrei che qualcuno poi si impuntasse e ci andasse di mezzo anche la norma di attuazione.
La mozione che sto illustrando è stata presentata congiuntamente dai gruppi di Alleanza Verdi e Sinistra, PD Federalisti e Autonomisti di Centro. L'abbiamo presentata insieme perché riteniamo che sia un atto di estrema importanza, che è fondamentale e propedeutico per le scelte successive, su cui siamo consapevoli che noi stessi firmatari, appartenenti a tre gruppi diversi, sulla formulazione della legge possiamo avere delle posizioni diverse, come è legittimo che sia, ma alla base di questo ci deve comunque essere questa norma, che al momento è lì da un anno, ancora in attesa di una definitiva approvazione.
Abbiamo anche rilevato un altro tema di cui si è discusso poco fa: che l'approvazione del documento è indicata espressamente come una priorità anche in quell'accordo politico sottoscritto il 4 novembre 2025 tra l'Union Valdôtaine, il Presidente dell'Union Valdôtaine e il Responsabile degli Enti locali di Forza Italia. Noi quindi, proprio perché questa è una questione che riguarda tutti e perché sappiamo che il Consiglio regionale ha approvato quella norma all'unanimità, auspichiamo un'ampia convergenza. Cosa chiede la mozione? La mozione, in buona sostanza, esprime preoccupazione per la mancata calendarizzazione e approvazione, nel corso del 2025, da parte del Governo italiano del decreto legislativo recante: "Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Regione autonoma Valle d'Aosta-Vallée d'Aoste in materia di concessioni di derivazione d'acqua"; "impegna il Presidente della Regione ad assumere le opportune iniziative presso la Presidente del Consiglio dei ministri per chiedere una sollecita approvazione del decreto" e infine "chiede al Presidente del Consiglio regionale di trasmettere copia della presente mozione alla Presidente del Consiglio dei ministri e ai Capigruppo della Camera dei deputati e del Senato".
Presidente - Siamo in discussione generale della mozione. La parola al collega Marquis.
Marquis (FI) - Grazie collega per aver presentato questa iniziativa, che ci consente di fare un po' di chiarezza sull'argomento. Le riconosco sicuramente la buona fede, ma, da così come è stato scritto il testo, evidentemente c'è una mancanza di conoscenza della procedura, perché, per riassumerla in breve, lo schema di norma di attuazione è stato licenziato il 29 luglio 2024 dalla Commissione paritetica Stato-Regioni, dopodiché è stato trasmesso al Consiglio regionale il 31 ottobre 2024 ed è stato approvato come schema nella seduta del 28 gennaio 2025. Da come è stato articolato il testo della mozione, sembra che, una volta che è stato approvato il testo, il Ministero abbia sostanzialmente avuto una leggerezza, perché non ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri lo schema per la sua approvazione. Dicevo poc'anzi che non c'è conoscenza di come funziona la procedura, perché manca un tassello: successivamente all'approvazione dello schema da parte della Regione viene trasmesso al Ministero competente, che sostanzialmente è quello degli affari regionali. C'è un secondo giro di espressione di pareri, perché possono essere espressi dai Ministeri pareri in seconda battuta, in seconda lettura e così è stato fatto: sono arrivati dei pareri con delle richieste di chiarimenti, tant'è che in questo momento il nostro collega Marguerettaz è assente perché è proprio impegnato nella riunione della Commissione paritetica che sta esaminando le richieste di modifiche che sono state portate avanti, istanza che è arrivata da un Ministero per affrontare le problematiche puntuali. Questo tipo di procedura è già avvenuta anche per quanto riguarda il Conservatoire, che viene iscritto nuovamente all'ordine del giorno del Consiglio regionale, nei prossimi Consigli regionali per la sua approvazione, dopo che era già stato portato una volta. Ci sono state delle piccole modifiche che sono state recepite dalla Commissione paritetica. Si tratta quindi di una procedura su cui c'è un attivismo, si sta lavorando. Il tema, come sapete, è sicuramente molto complesso per tutte le normative che vanno a interferire con questo settore, a partire dalla normativa comunitaria fino a quella nazionale, quindi c'è una lavorazione in atto e noi speriamo che nel più breve tempo possibile si possa trovare una soluzione. Riteniamo che sia pleonastica la richiesta di impegnativa di velocizzare le procedure quando si sta lavorando per risolvere la questione con determinazione.
Presidente - Ci sono altri colleghi che intendono intervenire in discussione generale? La parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) - Mi sembra interessante fare una valutazione sulle tempistiche. Discutiamo di queste norme di attuazione qui in generale non da parecchi mesi, ma ormai da parecchi anni. La necessità e l'urgenza con cui i gruppi hanno sottoscritto questa mozione è dettata dal fatto che la scadenza delle 29 concessioni è tra poco meno di tre anni. L'urgenza quindi è dettata dal fatto che abbiamo delle incombenze non banali, cioè le gare, se poi si deciderà di fare le gare, che interessano 29 concessioni di grandi derivazioni d'acqua, non sono gare banali.
La precondizione, cioè l'approvazione della norma di attuazione, consente solo e semplicemente poi al Consiglio di legiferare a sua volta le modalità di concessione, quindi abbiamo di fronte a noi un percorso ancora abbastanza lungo, con un tempo, tutto sommato, molto ristretto se pensiamo, chiaramente, di fare una discussione in Consiglio regionale, perché le ipotetiche gare sulle grandi derivazioni d'acqua hanno delle ripercussioni sulla Regione, ma ce l'hanno soprattutto sui territori, quei territori dove insistono le derivazioni d'acqua.
Io auspicherei che questo argomento venisse poi sviscerato e trattato in Consiglio, al CELVA, con i soggetti portatori di interesse, perché è un tema strategico per il futuro della Valle d'Aosta. Insistere nell'approvazione della norma di attuazione, che è in gestazione, lo ricordava la collega Minelli, dal 2019, non è pleonastico: è la richiesta corretta di avere il tempo necessario per questo Consiglio, per questa Regione di decidere qual è il modello di concessione che immaginiamo. A meno che - e la discussione di prima forse ce lo conferma - il modello ci sia già, la norma regionale ci sia già e si aspetti semplicemente l'approvazione della norma di attuazione e poi in quattro e quattr'otto il problema sarà risolto. Io mi augurerei invece che su un tema così importante ci sia non solo discussione adesso sulla necessità di accelerare per l'approvazione della norma di attuazione, ma ci sia poi un dibattito chiaro e ampio sulle modalità con cui andremo a costruire le gare sulle concessioni, se decideremo di fare le gare, perché lì si giocherà la partita più importante sul futuro energetico della Valle d'Aosta.
Per quanto, come ci ha ricordato il collega Marquis, la procedura abbia la necessità di avere alcuni passaggi ulteriori, è passato un anno da quando il Consiglio regionale all'unanimità - e, come abbiamo visto prima, l'unanimità non è proprio una di quelle votazioni che capitano tutti i giorni, quindi questo vuol dire che c'è una volontà chiara da parte del Consiglio - ha deciso di licenziare un testo condiviso da tutti. Ci si aspetterebbe che adesso tutto il Consiglio fosse favorevole ad accelerare il più possibile l'approvazione di questa norma di attuazione, perché, come dicevo prima, le tempistiche sono molto strette se vogliamo fare un lavoro di condivisione. Io credo che non sia né pleonastico, né superfluo immaginare di fare non una pressione, ma di indicare un indirizzo, spero anche in questo caso condiviso, del Consiglio in cui si sollecita la preoccupazione, perché siamo l'unica Regione che ancora non ha la possibilità di mettersi a discutere sulla legge che determinerà come verranno fatte le concessioni, perché sarà un passaggio successivo. Fintanto che non si approva la norma di attuazione, noi non potremo discutere della legge regionale e il 2029 è dietro l'angolo. È passato un anno e tra un anno ci sono le elezioni politiche: evidentemente la tempistica non è ininfluente da questo punto di vista.
Io non voglio tornare a quello di cui abbiamo discusso prima, perché non voglio riaprire dibattiti che poi non portano da nessuna parte, però l'intenzione di questa mozione non è di mettere in difficoltà nessuno, non è di creare contrapposizione, ma è stata approvata una norma di attuazione all'unanimità, io non c'ero, ma ho letto i resoconti e ho visto i passaggi, oggi io credo che tutto il Consiglio dovrebbe sentire l'urgenza di manifestare la necessità che questa norma venga approvata il prima possibile, perché poi il Consiglio ha la necessità di fare una sua valutazione interna su che tipo di concessione immagina, su che tipo di sviluppo energetico dare alla nostra Regione, o a quelle famose 29 concessioni che andranno in scadenza. Non è un passaggio banale, è un passaggio che determinerà la prospettiva, la traiettoria energetica della Valle d'Aosta nei prossimi venti-trent'anni, concessioni di quel genere hanno durata trentennale, quarantennale, quindi fare un dibattito serio non sulla norma di attuazione, su cui siamo tutti d'accordo, ma sulla legge che discenderà dalla norma di attuazione è tanto più urgente oggi che ci avviciniamo sempre di più alla scadenza delle 29 concessioni e di mezzo ci sono le elezioni. Allora ribadisco quello che ha già detto prima la collega: io credo sia importante invece che il Consiglio esprima in maniera chiara e possibilmente unanime la richiesta di urgenza nell'arrivare all'approvazione di questa norma di attuazione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Carrel.
Carrel (ADC) - Permettetemi veramente di ringraziare i colleghi di AVS per l'impostazione di questa mozione, un'impostazione condivisa anche con noi, un tema che la collega Minelli sa essere caro al nostro movimento sin dal 2020, ma anche prima per chi era già in quest'aula, un tema che ci ha visti prima dall'opposizione molto attenti e poi anche in maggioranza, questo credo che i colleghi dell'allora maggioranza possano riconoscerlo, un tema che ha sempre scaldato il nostro interesse, ma soprattutto ha visto sempre il nostro contributo in prima persona laddove è stato possibile e fintanto che è stato possibile, un tema che purtroppo non è così semplice da affrontare. Qui va il ringraziamento ai colleghi di AVS per l'impostazione di questa mozione, che è un'impostazione molto alta e molto ampia, quindi non cadiamo nel "come vogliamo risolvere il problema", ma andiamo a dirci chiaramente che abbiamo l'urgenza di poter discutere all'interno di questo Consiglio del come vogliamo risolvere questo problema. Questo è un passaggio politico molto importante proprio perché andiamo di fatto a ribadire la posizione che abbiamo preso tutti, come Consiglieri regionali della scorsa legislatura, un anno fa. Abbiamo una legge, apprendiamo oggi dalle parole del collega Marquis che forse ci sono delle osservazioni, è la prima notizia, ma sicuramente ci verrà detto qualcosa di più sul tipo di osservazioni di cui si tratta e su cosa stia succedendo all'iter di questa norma, perché ovviamente è interesse di quest'aula andare ad approvarla il prima possibile proprio per poi prendere ognuno con i propri movimenti e con i propri gruppi consiliari delle posizioni in merito.
Il 2029 è domani, perché per fare le gare ci va del tempo. Per fare delle gare così delicate, ci va del tempo e all'interno di questa legislatura il nodo va assolutamente sciolto e dobbiamo farlo perché da questi fondi dipende gran parte del bilancio regionale, forse questo dobbiamo anche dircelo chiaramente, perché l'oro più importante che abbiamo in Valle d'Aosta, oltre a quello della Brignone che abbiamo ben ricordato tutti, è sicuramente l'acqua e quella dobbiamo difendere: dobbiamo difenderla dagli interessi di tante altre aziende che lecitamente hanno interesse in casa nostra, ma noi, come Valdostani, dobbiamo assolutamente difendere l'importanza di questo settore su cui, come Valdostani e come Valle d'Aosta, abbiamo investito tanto in passato e vogliamo continuare a investire nel futuro.
Confidiamo quindi in una risposta positiva a questa mozione, ma soprattutto in tempi i più celeri possibili, al di là degli accordi politici affinché diano la possibilità a questo Consiglio di esprimersi e di prendere una direzione chiara e definitiva.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Perron.
Perron (LEGA VDA) - Esprimerò alcune considerazioni di ordine generale, anche dopo aver sentito alcune cose dai colleghi. In primo luogo vorrei sottolineare giustamente che, se i Padri costituenti hanno scritto quell'articolo dello Statuto, significa che avevano certamente le loro motivazioni ed era una classe politica con un livello, quanto meno per qualcuno, decisamente alto e probabilmente molto più alto dell'attuale.
Le concessioni idroelettriche furono una delle armi più grandi della nostra Regione per ottenere l'autonomia dallo Stato italiano. Questo è un punto che dobbiamo capire, servivano le nostre risorse energetiche per far ripartire l'economia post bellica. Sì, dopo la guerra c'era giustamente la questione per cui le nostre risorse energetiche idroelettriche, ancora più pregiate probabilmente all'epoca, erano così importanti, questo fu messo certamente sul tavolo per coloro che volevano ottenere la maggiore autonomia, queste risorse facevano gola anche ad altri, specie alla Francia. Era un caso per cui abbiamo giocato una carta importante per favorire la reindustrializzazione, la ripartenza del dopoguerra, per dare la nostra energia a tutte le industrie del Nord Italia, questo fu fondamentale. Coloro che si mossero in quella posizione, penso a Chabod, chiaramente considerato uno dei più grandi intellettuali europei, probabilmente il più grande intellettuale che abbiamo avuto in Valle… e queste cose penso le avessero capite molto bene. Era quindi una questione strategica quella energetica e lo è sempre. Era un tema di rilevanza strategica nazionale ed ecco perché penso ci sia quel punto nello Statuto. Oggi il problema è estremamente complesso. Ho sentito alcune cose che non mi tornano dagli interventi dei miei colleghi, ma poi ci torno sopra. Devo dire che è un po' che non guardo il dossier, sono un po' arrugginito pure io.
Per quanto noi possiamo fare, questo è il punto che mi pare non venga sottolineato abbastanza, c'è un problema a livello europeo su questo tema, perché sappiamo che per aver avuto i fondi del PNRR sono stati messi sul tavolo… fondi del PNRR che, tra l'altro, il nostro partito ha sempre criticato in quanto in grossa parte a debito, in quanto in grossa parte pieni di condizionalità, per cui gli Stati possono accedere loro stessi a un debito e muoversi senza ricorrere poi a fondi vincolati strettamente sotto molti punti di vista, questa è sempre stata la nostra critica. In questo caso, per ottenere il PNRR, sono state messe sul tavolo alcune questioni importanti, tra cui il fatto che lo Stato italiano mettesse a gara le concessioni, perché chiaramente l'Unione europea ragiona con un meccanismo di mercato libero all'interno dei suoi territori, ma anche all'esterno. In questo caso quindi una concessione, proprio per andare a gara, però che è un tema che noi dovremmo scongiurare. Sento qualcuno dire che noi dovremmo andare a gara con le concessioni. Scusate, ma mi pare che il problema sia ben diverso: noi dovremmo cercare una riassegnazione senza andare a gara, sarebbe stata la modalità migliore se ci fossimo riusciti e se ci potessimo riuscire. Se si può, si dovrebbe evitare di andare a gara, lì sta il punto, perché ovviamente a gara a quel punto non sai più chi può arrivare, ci sono competitor enormi che possono arrivare sul nostro territorio e chiaramente intervenire, questo è un punto estremamente delicato della questione.
Su questo punto, tra l'altro, si va a sommare un'altra battaglia e qui, collega Minelli, su questo sa benissimo tutte le critiche che le ho fatto, voi siete i primi a dire che dobbiamo riuscire a riavere in qualche modo… perché qui c'è un tema di chi possiede le concessioni, cioè la Regione ha una società interamente pubblica e ovviamente chi ha le concessioni le concede a sé stesso ed è ovvio che c'è un problema. In questo caso, anche qualora non si riuscisse a intervenire - e speriamo di no -, qualora si dovesse andare a gara, ci sono chiaramente tutti dei meccanismi per cui dobbiamo provare a rientrare nella competizione e cercare di vincerla. Il problema è che se noi, come è stato fatto dal gruppo… adesso non so più come si chiami… dalla collega Minelli e tutto il suo gruppo… la battaglia, a nostro avviso folle, per determinare e per sostenere che l'azienda CVA sia sotto direzione e coordinamento della Regione, il che metterebbe a gravissimo rischio il fatto che, se si andasse a gara e in qualche modo la società CVA vincesse le concessioni… ci si esporrebbe in qualche modo a dei ricorsi da altre aziende, perché ovviamente qualcuno potrebbe dire: "i vostri meccanismi non ci tornano", perché, se la Regione ha un controllo diretto con la direzione e il coordinamento, è chiaro che sulle gare forse c'è qualcosa che non può funzionare. Noi abbiamo detto mille volte, e lo ripetiamo ancora questa volta, che la Regione non ha direzione e coordinamento sulla società CVA, il che ci tutela nel caso in cui ci fossero le gare - posso dire: speriamo di no - appunto tutelando l'interesse regionale. Mi sembra un po' strano che si facciano delle battaglie, per certi versi, schizofreniche su questi punti. Tra l'altro, siete gli stessi, a Sinistra, che volete più Europa. Siete voi che volete lo Stato federale europeo, siete voi che volete più Europa, invece noi diciamo più Stato nazionale, che si fa i suoi interessi. Francia e Germania sulle concessioni se li sono fatti i loro interessi, perché, se li fanno tutti, non sono mica stupidi! Cercano sugli asset strategici, quali quelli energetici, in un mondo che va verso un drenaggio enorme dell'energia, con i problemi dell'energia che sappiamo, che ogni Stato riesca a gestirseli da sé. Siete voi che volete più Europa. Ecco, ce l'avete in questo caso più Europa, col rischio che, saltando lo Stato nazionale, altro che la Regione! Cosa volete che faccia una Regione su questo tema da sola, quando non c'è l'ombrello dello Stato nazionale? Lì sta il punto, lì sono le considerazioni che volevo fare. Mi pare che ci siano dei ragionamenti un po' schizofrenici e su questo volevamo mettere ordine.
Per chiudere, a questo punto è ragionevole pensare che, siccome c'era la questione del PNRR sul tavolo, questa questione si potrà dipanare quando i fondi del PNRR saranno stati erogati tutti, sarà finita questa tranche, quindi 2026. A quel punto probabilmente riusciremo a muoverci e speriamo in qualche modo di ottenere i risultati migliori per la Valle, appunto senza passare dalla gara, perché la gara sarebbe estremamente pericolosa e tutti lo sappiamo, poi chiaramente, se ci si dovrà andare, si attueranno i meccanismi che si devono attuare. Queste erano le considerazioni che mi sono venute in mente a sentire la discussione, poi siamo anche curiosi di sentire il Governo che cosa ha da dire su questo tema.
Presidente - La parola al collega Zucchi.
Zucchi (FdI) - Intervengo a compendio di quanto ha detto due minuti fa il collega Perron per specificare le informazioni in mio possesso su questa materia. Il Consigliere ha detto giustamente che questa è una situazione che deriva da un impegno preciso, ascritto dal Governo Draghi, perché bisogna anche ricordare che fu il Governo Draghi a prendere questo tipo di impegno e per l'esattezza per la terza rata del PNRR, di 18,5 miliardi, che è stata in qualche modo condizionata - anche, non solo - da questo tipo di impegno, di fronte al quale un cambio del Governo, come poi è avvenuto, non può certamente disattenderlo.
Io personalmente su questo argomento ho avuto modo di interloquire con i Ministri competenti che si sono succeduti per quanto riguarda la mia parte politica - mi riferisco al ministro Fitto e successivamente al ministro Foti - e vi posso garantire che su questo argomento c'è la massima attenzione, pur tenendo conto che - così mi fu detto, in termini molto semplici ma facilmente comprensibili - per quanto un Governo e la parte politica che lo rappresenta possano essere contrari a quanto è avvenuto… e tengo a specificare che Fratelli d'Italia prima del 2022 era ferocemente contrario a questo tipo di iscrizione, a questo tipo di svendita e in qualche modo alla non reciprocità rispetto agli altri Paesi più importanti, che sono usciti dalla logica delle gare, posticipando al 2042 certi effetti, ma fu il Governo Draghi a prendere questo tipo di impegno. È bene che tutti quanti lo ricordino, che ne siano consapevoli, perché diversamente si esce da una verità, da una logica dei fatti.
Consigliere Perron, lei ha usato l'interesse regionale, ma io sono a conoscenza che si tratta di un interesse nazionale… ho capito regionale. È un interesse nazionale quello per cui i nostri esponenti di Governo sono molto, ma molto attenti a questo dossier e sul quale in questo momento sono anche indaffarati nel cercare di trovare delle soluzioni, che anche qui non sono di facile attuazione, perché, quando si prendono degli impegni di quel tipo, uscirne diventa difficile. Devono passare determinati schemi per poter pensare di arrivare a una soluzione, che, come è stato detto un po' da tutti, è di vitale importanza per il bilancio della nostra Regione, per tutto quello che consegue al mantenimento della concessione delle acque in capo alla nostra Regione.
Io credo che il senso di questa mozione, cioè il fatto di sollecitare qualcosa che in questo momento… io sono a conoscenza, voi potete credermi oppure no, ma io vi posso garantire che plurime interlocuzioni sono state fatte, anche da me personalmente e da quelli che del mio partito se ne stanno occupando, se ne sono occupati prima e se ne stanno occupando adesso ai massimi livelli, in Europa e anche a livello governativo. C'è la massima attenzione.
Certo, come è stato detto, ci sono degli schemi, dei meccanismi, non di facile attuazione, per cui non tutto quello che sembra di facile risoluzione effettivamente poi lo è. Occorre molta attenzione, molto equilibrio, molta prudenza per arrivare comunque a una soluzione che tutti quanti, io credo, auspichiamo venga attuata.
Ripeto: questo impegno è stato preso dal Governo Draghi per la terza rata, di 18,5 miliardi, del PNRR. Disattenderlo, mi è stato detto, non possiamo fare la figura degli italiani "pizza, baffi e mandolino". Non possiamo disattendere gli accordi presi dagli altri, perché un Governo è serio anche se si trova a gestire degli impegni che sono stati presi dai predecessori.
Presidente - Chiudo la discussione generale. Vuole intervenire in discussione generale, collega Torrione? Prego.
Torrione (AVS) - Aspettavo un po' perché mi sarebbe piaciuto sentire, oltre al collega Marquis, qualche altro collega della maggioranza su questo tema, perché mi sembra un tema che dovrebbe essere di interesse comune. Anche qui esordisco dicendo: lo ammetto, io non sono super competente in materia, eccetera, però l'affermazione che il collega Marquis ha fatto oggi di queste richieste, di queste osservazioni che sono arrivate e alle quali bisogna rispondere mi risulta che sia una novità abbastanza importante e anche a me sconosciuta.
Faccio io la parte di quello poco competente, nel senso che sapevo che la norma è arrivata a Roma, alla Presidenza del Consiglio di Roma, parliamo di più di un anno fa e questa aspettava semplicemente un decreto da parte del Governo di Roma in tal senso, poteva esserci o negare questo tipo di possibilità. Il fatto che ci potesse essere una cosa intermedia di osservazioni alle quali bisogna rispondere… e poi vorrei capire a questo punto se ricominciamo il giro di valzer oppure no, ma questo lo chiedo ovviamente a chi ne sa più di me e guardo ovviamente il nostro Governo, che sicuramente ha la competenza per poter rispondere. Questo è un tema che mi aspetto sia di interesse di tutti quanti noi, cioè 35 Consiglieri tutti quanti d'accordo su un tema che non può essere divisivo, perché credo sia di buon senso e buon senso civico sostenere questo aspetto. Credo che nessuno di noi possa essere contrario. C'è però una sorta di alone e di silenzio che non capisco tanto, di cosa stiamo parlando? Io non mi ripeto sulle tempistiche, ma stiamo parlando di un tema che ha un'importanza strategica per la nostra Regione.
Mi riferisco anche al collega Perron, ovviamente lo dico anche qui da parziale incompetente: la gara non la vuole nessuno. Quello che si vuole è avere il decreto, perché poi, quando arriva il decreto, come ha detto il collega Centoz, c'è da lavorare un sacco per poter predisporre tutto quanto per evitare - ed è una possibilità - la gara. C'erano ipotesi di ragionare su società in house o non in house, eccetera, sono possibilità, però, una volta che arriva il decreto, c'è da lavorare, quindi i tempi diventano ancora più stretti, per come la vedo io, di logica. È chiaro quindi che la tempistica non può essere una cosa marginale. Le 29 concessioni che scadono… e la norma di attuazione non serve in astratto, ma serve per consentire alla Regione di governare con propri strumenti una fase delicatissima, evitando contenziosi, incertezze, eccetera.
Quello che mi stupisce è che non manca nulla, cioè questa norma, per arrivare all'ultimo atto, che è di un anno e qualche giorno fa, ha passato tutti i pareri, non manca nulla, non i pareri dati dal nostro Consiglio, ma dati dagli organi competenti, eccetera.
Anche che ci siano delle osservazioni dopo che i pareri sono tutti positivi mi stupisce e chiedo ovviamente lumi al collega Marquis, molto più esperto di me. Questo è un tema che però tocca fortemente, secondo me, l'autonomia valdostana, che noi dobbiamo in qualche modo valorizzare.
Con il beneficio di inventario, mi sono andato a cercare un po' di dati. L'ha detto il collega Centoz: ci sono tante Regioni che hanno già fatto e stanno già lavorando. Cito: Provincia autonoma di Bolzano: "Norme di attuazioni già vigenti, la competenza è pienamente esercitata, gestione diretta delle concessioni, forte controllo pubblico"; Provincia autonoma di Trento: "Norma di attuazione già vigente, competenza pienamente esercitata, modelli pubblici e misti già operativi"; Friuli-Venezia Giulia: "Norma di attuazione parziale, competenza ampia, una forte interlocuzione fra Stato e Regione. Regione Sardegna: "Competenze limitate, ma in esercizio"; Regione Sicilia: "Una gestione regionale prevalente e un forte ruolo della Regione"; in Lombardia hanno le gare in corso. Piemonte: "Una gestione tramite gare e nessun problema di blocchi statali"; il Veneto ha una situazione un po' più complessa, sembra, perché ci sono diversi conflitti tra gli operatori - una tabella che tutti possono in realtà consultare - eccetera.
Io mi ricordo anche che in sede di consultazioni - per me è stato un momento interessante, dove abbiamo capito, l'ho già detto più volte, che noi di AVS eravamo gli unici che ci meritavamo l'opposizione per una contrarietà rispetto ad alcuni temi con la maggioranza - sul tema della norma di attuazione mi era sembrato di capire, in quella riunione, in cui c'erano il presidente Testolin e anche il senatore Manes, che ci fosse un forte interesse da parte dell'Union Valdôtaine in tal senso.
Pardon, chiedo scusa. Errori ne farò tanti, non ci sono dubbi, peraltro ci siamo già corretti più volte, anche reciprocamente, quindi il giochino può andare avanti, ma non è tanto importante, era solo per sottolineare il fatto che anche da parte del Deputato c'era un interesse forte in tal senso, tanto che lo stesso Deputato ha firmato un'iniziativa in Parlamento per capire a che punto stavamo. Peraltro, prima che il Senatore presentasse l'iniziativa, AVS insieme ai 5 Stelle ha presentato un'iniziativa simile, chiedendo, come peraltro ci era stato consigliato - magari il presidente Testolin mi aiuta a ricordare le parole esatte… in una sorta di collaborazione AVS a livello nazionale e i 5 Stelle hanno chiesto anche al deputato Manes di firmare congiuntamente l'iniziativa e il deputato ha rifiutato questa possibilità per poi farne una sua specifica, da solo. Sarebbe interessante capire quali sono i motivi per cui non l'abbiamo fatta congiuntamente, potrei avere qualche supposizione, ma non ho voglia di pensare male, eccetera, però mi farebbe piacere saperlo, peraltro tristemente, perché poi anche il Parlamento ha i suoi limiti di funzionamento, non se ne sa nulla, nessuna risposta, un silenzio assordante rispetto a delle iniziative di atti di un anno prima per me sono tempistiche che faccio veramente fatica a capire.
C'è quindi un silenzio del Governo nazionale su una norma di attuazione dello Statuto speciale, un silenzio che pesa, ma pesa in questo Consiglio ancora di più, perché in realtà io devo girarmi un po' da una parte e un po' dall'altra, perché devo guardare a Destra, devo guardare a Sinistra, devo guardare in minoranza, devo guardare in maggioranza, perché ovviamente a Roma ci sono delle forze che qui sono in minoranza e dalle quali mi farebbe piacere che ci fosse un conforto in tal senso. Chiedo ai miei colleghi dirimpettai se sanno qualcosa di più di quello che posso sapere io da umile cittadino.
L'aspetto più di carattere generale che mi preoccupa è che io non vedo questo interesse. Sulla carta sì, c'è nell'accordo fra l'Union, e non voglio ritornare lì, c'è nel DEFR, però poi io non vedo questa passione su un tema che veramente è di interesse pubblico non indifferente. Dov'è questa passione? Io sinceramente non la vedo. È per quello che mi sarebbe piaciuto sentire anche qualcun altro della maggioranza, perché è un tema che dovrebbe interessare a tutti. La domanda che mi faccio io è: è veramente così?
In tutto questo, così cito anche una considerazione che è stata fatta dal collega Perron, qual è l'interesse di CVA? Io non lo so, faccio fatica… se faccio dei collegamenti, magari un po' arzigogolati, e penso a come si è strutturata CVA in questi anni, che la rende indipendente dalla necessità di ottenere questo tipo di gara, non lo so, è un dubbio. Potrei sbagliarmi, magari non c'entra niente, però vorrei sapere qual è l'interesse reale di CVA in tutto questo, perché anche lì grande passione non ne vedo da nessuna parte.
In buona sostanza, e chiudo, io chiedo in maniera anche qui di nuovo ingenua: se è un interesse di tutti, dichiariamolo e, se è un interesse di tutti, ognuno nel proprio piccolo o grande… noi di AVS nel nostro piccolo, perché siamo in minoranza qui e siamo in minoranza anche a Roma, qualcuno ha "muscoli" più importanti dei nostri e, per quanto noi siamo comunque felici, come è stato detto prima, esultiamo per avere un terzo seggio qui in Consiglio, perché nel nostro piccolo vale tanto. Io chiedo però a tutti quanti di fare uno sforzo di senso di responsabilità e, primo, dichiarare in maniera esplicita: c'è interesse o non c'è interesse? Secondo: se sì, fare tutti insieme il possibile, qui e a Roma, soprattutto a Roma, perché qui mi sembra di capire che non ci sono tante possibilità… se non forse alzare il telefono, ma capisco benissimo che non funziona così, per dire: "Scusate, ma come mai è un anno che questa norma è ferma lì, senza nessun tipo di riscontro?". Per come sono fatto io, io forse avrei telefonato tutti i mesi, però sono io e magari sono anche un novizio dell'ambito, però sono un testone e quindi probabilmente io avrei chiamato tutti i mesi. Magari non la telefonata del nostro Presidente, ma magari la telefonata del Deputato forse sarebbe anche più interessante: è a Roma, li incontra quasi tutti i giorni, quindi potrebbe fare qualcosina di più.
Chiudo semplicemente come ho iniziato, cioè io credo che su un tema del genere dovremmo essere tutti d'accordo e insieme star qui a discutere non del perché e del per come, ma del come portarci a casa un risultato. Purtroppo questa enfasi rispetto al tema non la vedo e spero di sentirla nei prossimi interventi, se ci saranno.
Presidente - Chiudo la discussione generale. La parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Approccerò questa mozione su due aspetti: uno, dicendo innanzitutto che il tema è caro a tutti, non c'è una paternità su questi temi, penso che sia stato evidente sin dall'inizio e il fatto che ci siano state delle norme approvate a 35 non è che sia una cosa da sottovalutare, quindi, da quel punto di vista, credo che ci siano dei temi che più di altri accomunano le nostre intenzioni.
Poi volevo approcciare il discorso che è stato imbastito dalla parte destra dell'aula, che è un discorso che noi condividiamo nel momento in cui ci siano delle opportunità, ma penso sia condivisibile da tutti, di non arrivare al momento della concessione, ma di trovare delle soluzioni che possano agevolarci nel continuare un percorso che è un percorso che ci ha contraddistinto in questi decenni per l'efficienza e soprattutto per la possibilità di gestione, chiamiamola interna, di questa risorsa così importante.
Da quel punto di vista, quindi sfondiamo una porta aperta, io dico, con delle interlocuzioni che ci sono state a tutti i livelli. Va dato atto a anche ai Ministri competenti che qualcosa si è mosso già nella normativa nazionale della legge di stabilità del 2024, con l'inserimento di un articolo specifico che possa aprire le porte a un percorso di rilancio degli affidamenti già in essere. Su questo si innesca una situazione che tutti ormai conosciamo e che è dettata dai fondi del PNRR, senza entrare nel merito dell'utilizzo o del non utilizzo, del piacere di utilizzarli o meno, queste sono situazioni che ci troviamo gioco forza a dover gestire a tutti i livelli, perché poi, anche a livello nazionale, anche le forze di governo stanno andando avanti in quella direzione. Ognuno quindi, per quello che gli compete, ha cercato comunque di trarre beneficio da queste situazioni. Adesso c'è un'interlocuzione a livello ministeriale con le competenti strutture europee, vediamo lo sviluppo di questi aspetti.
Questa tematica però insiste poco rispetto alla richiesta di impegno che viene rappresentata all'interno di questa mozione. Su questa diciamo che io vado a riprendere un attimino un percorso che già nella scorsa legislatura era stato sollecitato e messo a disposizione, insomma, con una certa frequenza da parte soprattutto della collega Minelli e sul quale si lamentava in qualche caso una mancata proattività da parte dell'Amministrazione regionale nel sollecitare. Io, a differenza sua, sono testone anch'io, collega Torrione, ma il fatto probabilmente di alzare il telefono, cosa che peraltro è stata fatta, non è che non è stata fatta, qualche volta si rivela anche controproducente magari la troppa insistenza in certi contesti, quando ti spiegano delle cose. Le cose che sono da mettere a fattor comune sono cose che magari non contemplavamo o delle quali non siamo a conoscenza. È una cosa che io ho già a suo tempo cercato di spiegare, ma viene rifiutata a piè pari. Capisco anche magari le motivazioni però, se così sono certi passaggi, vanno capiti per quello che sono.
La legge che giustamente è stata oggetto di una lunga gestazione all'interno della Paritetica ha trovato uno sviluppo molto rapido a un certo punto, proprio per la presenza, anche come Presidente all'interno della stessa, del dottor Marini, che si è fatto carico di mettere insieme i pezzi che da anni erano oggetto di discussione all'interno di questa Paritetica, ed è stata licenziata una norma che è poi stata consegnata al Ministero degli affari regionali, che l'ha inviata all'Amministrazione regionale tramite il Presidente del Consiglio per la sua approvazione da parte di quest'Aula, cosa che è stata fatta, è stato chiuso un percorso e la norma è stata inviata, così come approvata, al Ministero competente, che fa da tramite verso la Presidenza del Consiglio dei ministri, norma che peraltro, così come rappresentato nella stessa bozza di decreto che era stata inviata, è una norma che viene approvata o dovrebbe essere approvata dal Consiglio dei ministri di concerto con i Ministri dell'ambiente, della sicurezza energetica, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze e degli affari europei del Sud, delle politiche di coesione e del PNRR, perché così prevede l'iter autorizzativo. Questa norma dunque dal Ministero degli affari regionali è stata inviata per la sua approvazione tramite il DAGL, che ha provveduto ad acquisire nuovamente dei pareri. Io posso essere stupito quanto lei, ma questo è l'iter che è stato iniziato, evidenziato ed è stato seguito per avere contezza di quello che si poteva fare, questo quindi è il meccanismo. A valle di questa richiesta del DAGL sono arrivati dei pareri che io personalmente non ho visto, ma dei quali sono certo e quindi confermo quello che anche il collega Marquis ha voluto esplicitare nel suo intervento, che al momento fanno parte di un confronto politico sul quale, ognuno per quello che può, sta cercando di operare per fare in modo che questi pareri possano dare il via libera all'approvazione della norma.
Se mi si chiede banalmente… perché adesso faccio anch'io come fa il collega Torrione ogni tanto, casco un po' "dal pero", ma anch'io, che non sono un fine giurista, davo abbastanza come assodato che alla fine del percorso di passaggio in Paritetica passasse in Consiglio, poi pensare che fosse un mero pro forma il fatto che il Consiglio dei ministri me l'approvasse forse è un po' troppo ingenuo, quindi qualche passaggio di attenzionamento o politico o tecnico me l'aspettavo. Sono situazioni che si verificano soprattutto su delle tematiche così complesse, molto sovente, quindi io concepisco il fatto che ci possano essere ulteriori pareri anche alla luce di cambiamenti che sono à la une, cioè con frequenza si sovrappongono anche delle visioni, non soltanto a livello nazionale, ma anche a livello europeo, che possono determinare, soprattutto visto il coinvolgimento e il concerto previsto su questa norma dal Ministero degli affari europei del Sud, della coesione e del PNRR, che ci possano essere delle iniziative di richiesta di parere, al momento quindi la situazione è questa.
Venendo invece alla richiesta, sembra di dire che uno si alza al mattino per partito preso e dice: a tutto quello che mi chiedete, io dico di no, ma sembrano delle richieste che nel condividere un percorso, come il collega Torrione ha fatto il suo compitino, l'ho fatto anch'io, perché, quando ci siamo trovati, si lamentava il fatto che non si scrivesse o comunque non si alzasse il telefono e quant'altro. Solo quindi per metterlo a fattor comune, a partire dal mese di novembre noi abbiamo fatto un sollecito di queste situazioni, quindi, appena siamo entrati in carica, abbiamo provveduto a coinvolgere sia l'onorevole Manes, sia la senatrice Spelgatti rispetto a quest'argomento, con la richiesta di sostenere l'invio della norma di attuazione, così come l'avevamo licenziata da questo Consiglio, dopodiché a fine del mese di novembre abbiamo mandato una nota al ministro Calderoli, perché tramite lui quest'impulso doveva avvenire per rappresentare quelle che dovevano essere le ultime fasi per arrivare all'approvazione da parte del Consiglio dei ministri. Ci è stato indicato come fossero stati chiesti questi pareri e che di questi pareri alcuni erano già arrivati, alcuni erano ancora in forma di bozza. Si è anche assunto un po' l'impegno di sollecitare questo tipo di passaggi, dopodiché ci siamo anche rivolti ai Ministri competenti rispetto a questi pareri e dopodiché, ancora, abbiamo rinnovato le nostre richieste di informazioni al ministro Calderoli nel mese di dicembre. Dopodiché, credo che le interlocuzioni siano state sostanzialmente mensili nel cercare di capire, nel cercare di muovere anche quei tasselli che all'interno di questo meccanismo possono aiutarci a risolvere una questione che, purtroppo, dipende da noi in maniera marginale, se non nel momento in cui siamo chiamati a esprimere un voto rispetto a quella che era. Se quindi vogliamo condividere il fatto di voler lavorare tutti nella stessa direzione, noi questo lo stiamo facendo e lo dimostriamo con l'attività periodica che è stata svolta e il fatto di astenerci su questa mozione non vuol dire che non siamo d'accordo, vuol dire che quello che potevamo fare l'abbiamo fatto, lo stiamo facendo e lo faremo ancora, ma, quando ci sono queste mozioni, anche a livello generale, sembra che siano degli stimoli per voler sollecitare qualcuno a fare qualcosa che non ha fatto. In questo caso io dico non è così, quello che potevamo abbiamo cercato di farlo, lo continuiamo a fare, stiamo collaborando con tutte le forze, anche con quelle di minoranza, di opposizione, chiamiamole come vogliamo, dove c'è un interesse per portare a casa questo tipo di ragionamento. Il nostro voto quindi lo giustifichiamo con quest'aspetto e non con una contrarietà al meccanismo.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Minelli.
Minelli (AVS) - Io devo dire che sono basita per una questione…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…no, ma non mi sto riferendo a lei in questo momento: sono basita per tutta questa questione, perché sappiamo benissimo che, nel momento in cui avevamo, un anno e qualche giorno fa, approvato questo schema di norma di attuazione… che, lo ricordo, ha fatto un iter lunghissimo, perché ci sono stati sei anni di istruttoria per poi arrivare - se mettiamo a raffronto la bozza che era stata elaborata dalla Paritetica, non approvata, elaborata dalla Paritetica nel 2019 e quella che poi ci è arrivata e che abbiamo votato all'unanimità - a una differenza - io vi invito ad andarle a vedere - minima: ci sono voluti sei anni pieni per cambiare sostanzialmente una frase!
Sappiamo che è complicato, sappiamo che ci devono essere delle interlocuzioni, sappiamo che ci sono tanti pareri, lo avete detto voi più e più volte che non si poteva arrivare alla definizione della norma di attuazione perché mancavano dei pareri. Gli ultimi, lo ricordo benissimo, erano il parere del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica e il Ministero dell'economia, erano gli ultimi che mancavano. Ci era stato detto anche nelle audizioni che avevamo avuto… ricordo che una delle spiegazioni era arrivata dalla professoressa Randazzo… nel momento in cui quello schema di norma di attuazione è stato approvato, il 28 gennaio dell'anno scorso, poi sappiamo che è stato trasmesso il 15 di febbraio al Ministro per gli affari regionali e da quel momento in poi le aspettative di tutti erano che si arrivasse a un'approvazione.
Noi, lo ricordo bene, nel corso del 2025 abbiamo sollecitato più volte un'azione del Governo, un'azione dei Parlamentari- non soltanto dei Parlamentari valdostani, ma anche di altri - perché si arrivasse alla definizione. Adesso ci viene detto - ho sentito il primo degli interventi, che era quello del collega Marquis, che evidentemente ha delle informazioni, poi anche il Presidente - che i Ministeri, e poi sono stati elencati, richiedono di nuovo delle modifiche, dei cambiamenti, insomma, c'è un problema d'istruttoria. Questo significa che - avendo la Paritetica approvato quello schema di norme di attuazione, approvato, fatto arrivare dal Ministro, approvato qui - adesso quello schema decade e si riapre un'istruttoria, cioè la Paritetica ricomincerà un'altra istruttoria, perché quella è chiusa, hanno approvato. Tra l'altro, anche sulle date, io lo continuo a dire qua, questa volta ne ha data un'altra il consigliere Marquis, perché l'anno scorso lei Presidente ci ha detto che il 30 settembre è stata approvata la norma di attuazione ed è stata mandata; adesso lui ci parla del 29 luglio, che è un'altra delle date che sono girate in quel periodo: 29 luglio, 30 settembre, 8 ottobre, abbiamo di tutto e di più! Avevamo un testo che era stato inviato dal Ministro, un testo su cui ci siamo espressi. Sul percorso successivo, lo sappiamo, abbiamo delle idee diverse, ma sulla necessità di avere la norma di attuazione approvata c'eravamo tutti.
Adesso siamo a febbraio del 2026, siamo partiti nel 2019, a marzo. Ricominciamo, perché questo è il significato della questione. Se la Paritetica ha licenziato, Paritetica Stato-Regione, approvato dalle due componenti, con un Presidente che era di parte regionale ed era allo stesso tempo Consigliere giuridico della Meloni, io non posso credere che una persona come l'avvocato Francesco Saverio Marini abbia licenziato uno schema di norma di attuazione su cui non aveva certezza che fosse stato tutto fatto per bene, che fosse completo!
Io fatico a credere, veramente - ma proprio perché mi avete spiegato voi e abbiamo avuto modo di riscontrare negli anni le competenze di questa persona, il dubbio era sul suo doppio ruolo, ma non sulle competenze, l'abbiamo detto più e più volte - che abbia commesso, a questo punto, quella che può essere una leggerezza, un errore? Come si fa dopo tutti quegli anni, dopo tutti quegli anni, a licenziare, ad approvare uno schema di norma di attuazione se non si è certi e più che certi che tutto sia a posto? Mi viene da dire che è perché c'era una fretta in quel momento, questa persona doveva chiudere perché sapevamo che in quei giorni c'era una nomina alla Corte costituzionale e allora bisognava chiudere, lo abbiamo detto! Credevo anche di aver fatto un pensiero cattivo, ma mi viene da pensare così a questo punto. Chi ci rimette, però? Chi ci rimette? Ci rimette la Regione Valle d'Aosta! Se poi è così, abbiate pazienza, se è così e se bisogna rifare tutto, io credo che manchi un pezzo. Penso che ci voglia un atto ufficiale in cui si dice praticamente che la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Consiglio dei ministri non ratificano, non approvano quel testo e deve arrivare una lettera, un testo… non lo so, un decreto in cui si dice: "non possiamo approvare la vostra norma di attuazione perché manca questo, questo, questo e quest'altro. Rifiutiamo, chiediamo di ripartire daccapo". Ma questo c'è? È arrivata una richiesta in questo senso? C'è qualche cosa? Noi non lo sappiamo. Adesso lei ci dice: "Abbiamo scritto a novembre, abbiamo parlato a dicembre con qualcuno". Io mi ricordo anche che qui, di nuovo all'unanimità, di nuovo all'unanimità, era stata approvata una mozione - ed era stata emendata dalla maggioranza - in cui noi avevamo chiesto che a ogni riunione della I Commissione si dessero ai Consiglieri, quindi ai componenti della Commissione, quindi al Consiglio tutto, delle informazioni puntuali, continue sullo stato di avanzamento della norma di attuazione; non era stato accettato che si facesse a ogni riunione di commissione, ma era stato detto: "ogni qualvolta ci sarà uno step, ci sarà un passaggio, ci saranno delle notizie, si dirà, si dirà". Avete visto qualcosa voi? Chi c'era l'ha vista questa cosa? Una volta quando l'abbiamo sollecitato e basta ed era stata votata all'unanimità. Le cose che vengono votate anche all'unanimità, e non solo a maggioranza, allora che valore hanno? Che valore hanno, se poi le informazioni non arrivano? Poi ci si dice che non bisogna insistere, che bisogna lasciare che la Paritetica lavori tranquilla, che non bisogna mettere i bastoni tra le ruote, che non bisogna fare pressione perché non si ha senso istituzionale, perché non si sa come funzionano le cose.
Adesso, dopo praticamente sette anni, perché sei anni di istruttoria e un anno in cui tutto sembrava essere in dirittura d'arrivo, mese dopo mese, perché è approvato qui, arriverà dal Consiglio dei ministri, ma non è che in questo anno non abbiamo fatto delle sollecitazioni, adesso si dovrà ripartire daccapo.
Ma vi sembra normale? Io non lo so! A me veramente questa sembra una cosa assurda. Credo anche che, in assenza di una comunicazione ufficiale in cui da Roma ci dicono: "non possiamo approvare quel testo perché manca questo, manca quest'altro", Dio solo sa che cosa, la parte regionale della Paritetica dovrebbe rifiutarsi di prendere in esame delle altre cose, in assenza di una presa di posizione specifica dello Stato, che dice: "no, avete fatto un'approvazione in Consiglio regionale che non serve a niente, perché noi quel testo non lo possiamo approvare così com'è, dobbiamo fare delle modifiche, il Ministero tal dei tali e il Ministero tal dei tali chiedono delle altre modifiche". Dov'erano i ministeri Tizio, Caio e Sempronio quando l'approvazione è arrivata e avevamo un Presidente della Commissione paritetica che era espressione della parte regionale, ma allo stesso tempo era in stretto collegamento con il Governo? E ci è stato detto che, quando il testo è stato licenziato, è arrivato qui, era perché erano arrivati tutti i pareri, compresi quei due che mancavano, ci avete anche specificato quali, ma io non lo so!… non è un'accusa che si fa in particolare a qualcuno, però questa è una situazione kafkiana, perché il Consiglio regionale allora, che ha lavorato, ha sollecitato, ci sono state un sacco di discussioni su questa cosa, ne abbiamo parlato nello scorso anno tantissimo, adesso probabilmente si vedrà a ricominciare tutto daccapo. Siamo nel 2026 e le scadenze delle concessioni sono dietro l'angolo, nel 2029.
Senza contare, ma lo sappiamo tutti, che, per arrivare alla questione della messa anche a gara delle concessioni, se ci si dovrà arrivare, deve essere fatto tutto un report, che non è mai stato fatto perché ci vuole del tempo. Che cosa succede quindi? Ma veramente, non è una… vorrei anche che fosse chiaro che questo non è un modo di voler fare della polemica, ma è una preoccupazione che è sentita, ma che è sentita fuori da quest'aula, anche dalle persone che si occupano un po' di questa questione e che sanno benissimo che sulla questione delle acque e delle concessioni si gioca il futuro di questa Regione, ma lo sappiamo tutti, ne siamo tutti consapevoli. Sono passati praticamente inutilmente sette anni, ma sette anni non sono pochi, sono tantissimi. E adesso? E adesso ne mancano tre, ma cosa succederà? Io veramente, non lo so, sono molto preoccupata. Io aspetto che arrivi a questo punto un atto da parte dello Stato, un atto ufficiale in cui sia scritto nero su bianco: "questo non verrà approvato", perché altrimenti di che cosa parliamo? Altrimenti è tutto aleatorio. La Commissione paritetica ha chiuso un'istruttoria, cosa fa? Oggi si riunisce, dopodomani di nuovo? Ma come, se ha approvato un testo che è stato portato qui?! Ci abbiamo discusso, l'abbiamo tutti approvato, è un Consiglio regionale di una Regione autonoma che approva una cosa che riguarda il suo avvenire e adesso? Adesso è tutto per aria!!
Presidente - La parola al collega Perron.
Perron (LEGA VDA) - Intervengo adesso così poi non dichiareremo più il nostro voto, lo dichiariamo adesso: ci asterremo.
Punto primo, il nostro movimento ha approvato giustamente lo schema della norma di attuazione, quindi riteniamo di aver fatto ciò che ci competeva. Tra l'altro, ci eravamo già mossi qualche anno fa e all'epoca ci lavorai col collega Aggravi, quando eravamo colleghi di partito, sulla necessità di una norma regionale, anni fa, perché ci risultava fosse necessaria. Ci eravamo mossi all'epoca, avevamo sollecitato, quindi posso dire che dalla nostra parte ciò che dovevamo fare, i compiti a casa nell'interesse regionale riteniamo di averli fatti. Due, abbiamo sempre dato la massima disponibilità dei nostri livelli nazionali, compresa ovviamente la senatrice Spelgatti e siamo stati sempre molto attenti su questi temi, appunto, a non fare dichiarazioni avventate, ma sempre a tutelare, ripeto, l'interesse regionale e anche l'interesse della società interamente pubblica, che è CVA. Tre, collega Torrione, io l'ho sentita fare una macedonia davvero ben assortita, con frutti tropicali di ogni genere. Porti pazienza, ci sono Regioni che vogliono la gara perché vogliono fare esattamente come la Valle, cioè poterla portare a casa con società che siano regionalizzate. È il caso, ad esempio, notorio, in Lombardia, era ciò che volevano, chiaramente portare a casa per fare come la Valle d'Aosta. A loro interessa fare le gare, giustamente, per poter prendere chiaramente le concessioni. Altre Regioni, come la Valle, si sono mosse bene, onore a chi si è mosso anni fa, ma ovviamente l'interesse è contrario, noi dobbiamo cercare in tutti i modi di favorire in qualche modo la nostra situazione. La nostra impressione quindi è che, se avessimo una norma di attuazione di quel tipo, sicuramente potrebbe essere impugnata a livello europeo per le motivazioni di cui abbiamo parlato prima, sicuramente sarebbe impugnata. Se quindi ci sono probabilmente anche dei ritardi, in qualche modo alcune questioni che sembrano non essere attenzionate in realtà lo sono per motivazioni ben precise.
Poi, ripeto, la Lega ha avuto una situazione variegata, la Lega anche nazionale si ritrova in una posizione per cui alcune Regioni hanno convenienza alle gare, hanno spinto e quelle come la nostra invece si muovono diversamente. È quindi un panorama molto variegato, anche la nostra forza politica ha delle differenze, perché siamo una forza politica nazionale, abbiamo tante Regioni e quindi non abbiamo il lusso di poter essere una forza più locale, che può essere perfettamente coerente. Abbiamo delle situazioni diverse, ma sulla Valle d'Aosta siamo sempre stati molto, molto attenti. Ci asterremo quindi su questa proposta. Ripeto: abbiamo fatto il nostro dovere in tutte le sedi e penso che sia impossibile da dire il contrario. Per quanto riguarda la soluzione futura, è assai probabile che la soluzione migliore sarebbe che i concessionari uscenti possano in qualche modo avere delle riassegnazioni a fronte di piani di investimenti, questa pare sia una delle possibili modalità che potrebbero essere funzionali, oppure il project financing, con vari dettagli tecnici dei quali io non sono nemmeno un grande conoscitore, quindi li lascio lì.
Mi interessa che la linea del nostro partito sia coerente a grandi linee e soprattutto non solo coerente con noi, ma coerente con l'interesse regionale, che vengo al collega Zucchi, che lo diceva prima, in questo caso l'interesse regionale è esattamente coincidente con l'interesse nazionale, perché l'energia è un punto strategico, non è solo energetico ma anche fa parte dell'indipendenza che una Nazione ha rispetto all'esterno. La questione della Russia ci ha chiaramente dimostrato che, quando perdi l'indipendenza energetica, hai dei grossi problemi, perché poi gli altri ti tengono letteralmente per il guinzaglio. Quando quindi noi possiamo crearci l'energia da noi, in questo caso ben venga, soprattutto l'idroelettrico. Noi siamo a Destra e a volte veniamo accusati di non volere la transizione energetica: la vogliamo quando serve, nelle modalità opportune. Sul produrre energia la Valle d'Aosta meglio di così non può fare, ne esportiamo gran parte, quindi ben venga tutto. Dove possiamo la implementiamo, se riusciamo a non riempire il nostro territorio di pannelli solari, però, è una cosa molto intelligente, quindi, se possiamo farlo anche su altri territori dove l'impatto è minore, benissimo, facciamolo, tanto l'azienda è nostra e ne gioviamo a livello economico: questa è la nostra linea, un bel sano sovranismo energetico valdostano.
Poi sento qualcun altro che invece è pro Europa e poi vuole il sovranismo valdostano. Signori, fatevene una ragione, quanto meno noi siamo estremamente coerenti e la coerenza è un qualcosa che, secondo noi, è molto importante…
(intervento della consigliera Minelli fuori microfono)
…collega Minelli, intervenga pure se vuole, non l'ho sentita.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Zucchi.
Zucchi (FdI) - Dall'inizio di questa legislatura mi trovo oggi chiaramente nelle stesse condizioni in cui il partito di maggioranza relativa della maggioranza usualmente si comporta nel motivare i propri voti di astensione. Noi ci asterremo su questa mozione per i motivi che abbiamo detto in premessa perché, così come i colleghi della maggioranza abitualmente dicono quando si astengono, che sono dei dossier in cui stanno lavorando, noi riteniamo che su questo dossier ci sia veramente in atto un'azione, un dossier veramente complicato, non è un dossier che possa essere definito un dossier di semplice attuazione. Sono subentrati, come ha detto il Presidente, dei problemi, certamente non voluti. Questo è uno dei casi in cui, così come nella mozione precedente, occorre la massima partecipazione da parte di tutti, ognuno nel proprio ruolo, sui problemi rilevanti e questo sicuramente è un problema rilevante.
Il nostro voto di astensione è dato dal fatto che le impegnative che sono su questa mozione non ci possano vedere d'accordo perché noi sappiamo quanto il Governo, perché, se c'è un'impegnativa, un'esortazione al Governo di agire in una determinata direzione, noi sappiamo quanto il Governo in questo momento sia impegnato, sono problemi di natura tecnica, non di natura politica quelli che sono emersi nel frattempo dopo l'approvazione della norma di attuazione. Ci sono delle istituzioni difficili, devono essere sicuramente acclarate, quindi il fatto di andare a chiedere al Governo di fare delle cose per cui si sta già adoperando ci sembra un'attività e una richiesta che assolutamente non ci sentiamo di dover condividere, pertanto noi esprimiamo il voto di astensione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Innanzitutto, una considerazione. È veramente interessante come tutta una serie di interventi che vengono fatti hanno una premessa: io non voglio far polemica, ma in realtà poi faccio polemica, è tipico, poi c'è chi lo dice in modo diciamo più pacato, come il collega Torrione, chi in modo più acuto, ma l'incipit è lo stesso: non voglio far polemica, ma faccio polemica. Da questo punto di vista, allora facciamo due ragionamenti: la Commissione paritetica è un organo tecnico che prepara uno schema di decreto legislativo e lavora in modo tale da raccogliere le istanze, che provengono dalla Regione o dallo Stato, per definire che cosa? Una norma di attuazione che sostanzialmente supera una sovrapposizione di norme e un approccio pattizio. Se uno dei due dice no, lei può telefonare ogni cinque minuti e non si risolve nulla, perché le norme di attuazione superano che cosa? Una sovrapposizione di competenze.
Da questo punto di vista, allora non è che in sette anni, pare, dice, è stato tutto lì, fermo, perché in quei sette anni si è cercato di portare a casa delle soluzioni che fossero utili alla Regione, perché, se noi dobbiamo approvare una norma di attuazione che non porta nessun beneficio alla Regione, non ha senso approvarla, quindi tutto il percorso precedente va nella direzione del collega Perron, che ha detto: "cerchiamo di trovare una soluzione per avere una riassegnazione" e lì, ovviamente, con l'accordo del PNRR. Non c'è stato verso, tutti gli sforzi che sono stati fatti non hanno portato a nulla. Oggi, prima dell'approvazione nel Consiglio dei ministri, cosa accade? Che la Presidenza del Consiglio dei ministri ha richiesto una serie di valutazioni ai vari Ministeri e i vari Ministeri hanno sollevato delle osservazioni, non hanno bocciato. Tutto questo vostro intervento allora è per voler dimostrare che la Commissione paritetica, che il professor Marini, che tutti sono degli incompetenti? Vuole dire che quelli che amministrano oggi la maggioranza sono degli incompetenti? Se questo è l'obiettivo, ditelo! Ma, se l'obiettivo è quello che abbiamo noi, ovvero di portare a casa una norma di attuazione, cosa bisogna fare? Diplomazia! Bisogna fare dei ragionamenti per poter trovare delle soluzioni che siano coerenti non solo con l'ordinamento statale, perché in questo caso c'è l'ordinamento europeo. Un argomento per tutti: da nessuna parte c'è scritto che il problema dell'in house è compatibile con l'ordinamento europeo. Dobbiamo vestirla in modo tale che l'in house, per la specificità della Valle d'Aosta, è compatibile: ecco perché, oggi come oggi, voi avete fatto tutto un discorso che aveva un obiettivo solo: noi siamo puri e duri e porteremo a casa, ma voi non portate a casa nulla, fate solo chiasso!
L'attività che sta facendo il Governo regionale… e devo dire la verità, la Commissione paritetica, che ha dei rappresentanti di tutte le forze della maggioranza nazionale, sta cercando di lavorare, tant'è che le norme di attuazione, la bozza è stata approvata da tutti. Oggi come oggi, c'è quest'interlocuzione per cui non c'è nessuna bocciatura, l'Amministrazione regionale non ha ricevuto nessuna bocciatura, né la riceverà e c'è un lavoro continuo per trovare delle soluzioni a delle osservazioni che noi vorremmo superare. Ci asteniamo quindi.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Centoz.
Centoz (PD-FP) - Rimango un po' basito da questa discussione, perché onestamente, dopo la discussione che abbiamo fatto nella mozione precedente mi immaginavo che uscisse il coniglio dal cappello e si dicesse tra un mese viene approvata la norma di attuazione, questo è un primo risultato che portiamo a casa. Mi rendo conto invece che effettivamente questo risultato, che io mi immaginavo che qualcuno si vendesse oggi qui così, non arriva, non c'è ancora e siamo ancora in una fase in cui bisogna fare degli approfondimenti.
Oggi il collega Marguerettaz ci dice che la Presidenza del Consiglio dei ministri ha fatto delle osservazioni, giustamente bisogna fare…
(intervento del consigliere Marguerettaz fuori microfono)
…"Avrei chiesto dei pareri in più", perfetto. Giustamente bisogna fare opere di mediazione, io sono perfettamente d'accordo, l'obiettivo di tutti è arrivare ad approvare una norma di attuazione.
La necessità di superare le gare è un elemento che credo interessi tutti, ma la necessità di superare le gare o lo si fa come Stato italiano, oppure la vedo difficile che la possa ottenere soltanto la Valle d'Aosta. Se allora il tema è vogliamo ottenere la proroga delle concessioni perché vogliamo tutto ciò che ha detto prima il collega Perron, che in parte condivido, allora, se quello è l'obiettivo, è un obiettivo dello Stato, non può essere… cioè noi possiamo spingere come Regione perché siamo interessati alla stessa finalità, ma quell'obiettivo così lo può ottenere soltanto lo Stato, ma, come sappiamo, lo Stato ha ottenuto il PNRR mettendoci dentro anche le necessità di andare a gara, ma le ricordo, collega Perron, che la sua forza politica, al pari della mia, sosteneva il Governo Draghi. Se allora l'obiettivo è forzare la mano per andare verso la proroga delle concessioni, su cui potremmo essere tutti d'accordo, perché non si fa come con i balneari, che è vent'anni che si fanno proroghe, al di là di qualsiasi tipo di norma o di valutazione dell'Unione europea? Perché non si fa come con i balneari? Balneari sì e le concessioni no? Perché?
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Torrione.
Torrione (AVS) - Intervengo molto rapidamente. Vabbè, la macedonia a me piace anche, quindi sono felice che mi sia stata attribuita come alimentazione, poi in realtà sono più da birra e salcicce, ma questo è un altro discorso.
Citare le altre Regioni non era per dire nulla di particolare, anche perché, come ho detto, io non sono competente. Era solo per dire che ci abbiamo messo setti anni per… e, nel momento in cui arrivasse il decreto, abbiamo ancora da lavorare per arrivare a quello che dovrebbe essere un obiettivo comune. Era quindi semplicemente per citare che in altri posti ci sono già arrivati e l'hanno già anche fatto.
Io ho apprezzato e lo dico sinceramente, peraltro, poi risponderò al collega Marguerettaz, le parole del presidente Testolin, perché comunque sono state chiare. Ha fatto anche un elenco di quello che il Governo… è stato chiaro nel dire che è interesse della maggioranza questo tema ed è stato anche chiaro nel dire quello che ha fatto da novembre in avanti per… diciamo quindi che ho apprezzato assolutamente le sue parole e anche l'impegno che ha dimostrato nel portare avanti un tema d'interesse comune.
Noi siamo rimasti spiazzati e, come ha espresso la mia collega Minelli, in realtà siamo molto preoccupati dall'affermazione… non so come dire… anche con una semplicità, cioè se ne parla da un anno, sono sette anni che… e il collega Marquis, tranquillo, tranquillo, arriva a dire, dopo che tutti stavamo aspettando da tempo mozioni, non mozioni, eccetera… sono arrivate delle osservazioni, poi il collega Marquis ha parlato di osservazioni, il Presidente ha parlato di pareri. Io semplicemente chiedo… Allora, così rispondo anche al collega Marguerettaz. Non dovete leggere dietro le mie parole, io non dico delle cose per fare polemica o perché voi leggiate dietro la polemica, non è così, io non sono fatto così e quindi non mi attribuite frasi. Ho semplicemente detto e citato, non per citare una contraddizione, è perché a questo punto siamo tutti molto interessati a capire, il collega Marguerettaz credo che l'abbia spiegato e ha detto una cosa che ci rende felici, perché la preoccupazione della collega Minelli era anche la nostra. Non è stata bocciata, così ha detto il collega Marguerettaz, e di questo siamo felici, questo significa che non deve ripartire tutto l'ambaradan, se è così…
Io prendo le parole, quindi io ascolto, ascolto, ascolto e, come ho ascoltato le parole del Presidente e mi fido delle parole del Presidente, ascolto le parole del collega Marguerettaz, che dice che non è stata bocciata e che quindi non si deve ricominciare da capo, ma semplicemente bisogna fornire integrazioni, eccetera.
Adesso non entro nel merito, io spero che sia così. Ovviamente io non posso fare altro che sperarlo e chiarire che la nostra non è polemica, ma è semplicemente preoccupazione, quindi interpretatela anche nel modo corretto, perché è inutile che il collega Marguerettaz si scaldi e se la prenda. Non stiamo facendo polemica, stiamo semplicemente esprimendo una preoccupazione e io personalmente sto cercando di capire un meccanismo che magari non conosco bene, eccetera. Semplicemente quindi vorremmo avere, se possibile, in qualche altra dichiarazione di voto, la conferma che quello che ha detto il collega Marguerettaz è così e che quindi non dobbiamo preoccuparci più di tanto.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Minelli.
Minelli (AVS) - Non sto a replicare al collega Marguerettaz, perché sarebbe del tempo perso, perché sappiamo benissimo come vanno a finire queste cose. I puri e duri sono di ormai sessantottesca memoria, io ho quasi 60 anni e avevo 2 anni allora, quindi non ho molto a che fare con quello, ma non me ne importa proprio niente. Neanche l'accusa di fare della polemica, perché ormai è trita e ritrita e sappiamo benissimo che, se in quest'aula abbiamo parlato per setti anni di norma di attuazione, ci siamo tornati su tanto, è perché è stato fatto un lavoro sensato, a partire dalla Commissione speciale su CVA che è stata istituita nel 2019 in cui diverse persone che sono qui hanno lavorato e sanno benissimo l'impegno che è stato messo da parte di tutti, e dalla sottoscritta in particolare, senza volontà di fare polemica, per cui di questa storia adesso, abbia pazienza, ne ho piene le scatole!
Detto ciò, non è vero che tutto è normale, che basta fare delle osservazioni e ritornare in Paritetica, perché, se così fosse, è come se stessimo dicendo che io vado al mercato, mi vendono un chilo di mele, una di queste mele è guasta, non va bene, allora io vado al mercato e cerco di farmela cambiare e modifico qualche cosa. Qua stiamo parlando di atti che sono stati votati, che sono stati inviati in forma ufficiale.
La Commissione paritetica Stato-Regione non è la riunione del condominio, è qualche cosa di molto importante e quella Commissione paritetica, che ha le due parti, statale e regionale, ha licenziato uno schema di bozza di norma di attuazione, che è stato inviato da un Ministro al Presidente del Consiglio della Regione Valle d'Aosta. Il Presidente del Consiglio lo ha mandato all'Aula, quest'Aula ha votato un atto, quindi c'è un atto ufficiale, che poi è tornato a Roma, come prevede l'iter, e il Consiglio dei Ministri avrebbe dovuto approvarlo. Ora, questo non è accaduto. Ci dite che ci devono essere osservazioni, pareri, non mi importa tanto la definizione, però, di fatto, quello che viene fuori è che ci sono delle correzioni da fare, delle modifiche, chiamiamole come vogliamo, ma adesso viene fuori il clou di tutto. Qual è la modifica? Qual è il punto su cui si concentra l'attenzione? La lettera d) dell'articolo 3, comma 3, di quella bozza… non è più bozza perché qui è stata approvata e anche dalla Paritetica… di quello schema di norma di attuazione. Se allora va modificato lo schema, non è che ritorna indietro così, come appunto la mia sporta di mele che va al mercato e me la ridanno con quella bella… invece di quella brutta. Eh no, non credo proprio che funzioni così perché, se funzionasse così, allora veramente tutto si può fare. Io credo che ci debbano essere degli atti formali; se non ci sono degli atti formali, la cosa è ancora più preoccupante dal mio punto di vista.
Torno a dire che, di fondo, la preoccupazione non è di certo quella di apparire come coloro che sanno, non sanno, sono capaci, non sono capaci, di questo a me non importa un fico secco!! Quello che importa è arrivare ad avere questa norma di attuazione, che a parole è quello che importa a tutti, nei fatti, scusatemi, mi dispiace, sbaglierò, ma mi permetto di dubitare: mi permetto di dubitare che la volontà sia unanime e granitica da parte di tutti, da parte di chi è qui, da parte di chi fa parte delle forze politiche, anche da parte di chi opera nel settore. Io ho dei dubbi, me li tengo, me li porto a casa, voglio però vedere quale sarà da adesso in poi la situazione. Chiedo - lo faremo probabilmente - di venire aggiornati puntualmente sui prossimi passaggi: lo chiederemo perché credo sia una questione di rispetto, ma non per noi che siamo Consiglieri qui e che rappresentiamo una parte minima, o una parte massima degli elettori valdostani non ha importanza, ogni cittadino ha dignità, questa è una comunità che ha dei rappresentanti, che possono avere il 30% dei voti, l'1% no perché non c'è questa cosa, ma non è questo, ognuno qui rappresenta dei cittadini valdostani.
La questione delle acque, la questione delle concessioni e la questione di CVA sono tutti argomenti che riguardano strettamente la Comunità valdostana. Per favore, allora, non per noi ma per rispetto alla Comunità, dateci tutte le informazioni e non costringeteci ogni volta a doverci ritornare su, datele voi spontaneamente!
Presidente - Passerei alla fase di voto. La votazione è aperta. Invito i colleghi a votare. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 27 (Aggravi, Baccega, Baccini, Bellora, Bertschy, Borre, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Lotto, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Perron, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi)
La mozione non è approvata.
Passiamo ora a trattare il punto n. 44 in quanto il punto n. 43 verrà trattato congiuntamente con il punto n. 45.
