Oggetto del Consiglio n. 264 del 12 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 264/XVII - Discussione generale sulla mozione: "Rendicontazione al Consiglio regionale sullo stato di attuazione dell'accordo politico-programmatico tra Union Valdôtaine e Forza Italia".
Petey (Presidente) - Passiamo alla trattazione del punto n. 41 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione la parola al consigliere Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) - Prima di entrare nel merito della mozione sullo stato di avanzamento dell'accordo tra Union Valdôtaine e Forza Italia, sento il bisogno di fare una premessa chiara e preventiva, anche per evitare che il dibattito scivoli, com'è accaduto in altre occasioni, su un piano che non rende giustizia né alla politica né al ruolo di quest'Aula.
Permettetemi quindi una breve digressione. A noi piace parlare di minoranza, non di opposizione. Non è una distinzione lessicale, ma politica. La minoranza non è chiamata a un'opposizione ideologico-pregiudiziale, ma svolge un ruolo utile e necessario: stimolare, chiarire, talvolta accelerare i processi decisionali, talvolta contribuire alla definizione degli indirizzi politici. Lo riconoscevo e lo riconoscevamo anche quando eravamo in maggioranza, e lo riconosciamo oggi che sediamo in minoranza. Per esperienza, so che stare da questa parte dell'aula non è né improprio né inutile.
Detto questo, diciamoci le cose come stanno una volta per tutte. Tutti noi facciamo politica per governare, presentiamo programmi, costruiamo alleanze, chiediamo consenso per assumerci responsabilità dirette. È quindi naturale, lo dico, preferire il governo alla minoranza, anche perché sappiamo bene che nella pratica la maggioranza raramente usa i propri numeri per dialogare con la minoranza. Non è di questa maggioranza, è nelle cose, diciamo, nelle cose della politica. Dire questo quindi non è nostalgia, ma penso che sia realismo politico.
Collega Baccega, io anticipo solo il consueto... siccome l'ha detto varie volte: "Rassegnatevi, non siete più in maggioranza...", eccetera, eccetera, "Rosicate...", è evidente che avremmo preferito proseguire un'esperienza di governo di segno autonomista e progressista, ma questo - lo voglio dire chiaro - non trasforma ogni nostra iniziativa in una rivendicazione o in una polemica. Trovo anzi strumentale che quest'argomento venga riproposto ogni volta che - adempiendo al nostro ruolo di minoranza - chiediamo conto di dinamiche che incidono sull'assetto politico e istituzionale della Regione.
Detto questo, vengo al punto. Questa mozione, lo dico in premessa, non è rivolta contro Forza Italia né contro i singoli colleghi. Non ci interessa il piano emotivo, diciamo così, non ci interessa il fastidio che può derivare dal fatto che qualcuno chieda conto di un accordo politico. La mozione è rivolta soprattutto al Presidente della Giunta perché è il Presidente che si è fatto portatore di una tesi che riteniamo singolare e politicamente problematica.
La tesi è questa: che l'accordo sottoscritto tra il Presidente dell'Union Valdôtaine e il responsabile nazionale degli enti locali di Forza Italia sia un accordo puramente partitico, interno alle segreterie, e che quindi il Consiglio regionale non sia titolato a conoscerne contenuti, avanzamento ed esiti. Questo è ciò che è stato ribadito più volte nel corso delle nostre iniziative.
Ovviamente noi contestiamo quest'impostazione. Se quell'accordo fosse davvero solo partitico, non conterrebbe indicazioni su tempi, obiettivi, azioni concrete e scadenze, non parlerebbe di risultati da raggiungere entro il 2027, non introdurrebbe clausole di verifica e, implicitamente, di possibile revisione dell'alleanza.
Quello che i due partiti in questione hanno sottoscritto è certamente un accordo politico, ma è anche un accordo che presuppone, colleghi, impegni amministrativi precisi, che incidono direttamente sull'azione di governo e, quindi, incidono sul bene pubblico.
È esattamente per questo che il Consiglio regionale ha pieno titolo di chiedere conto del suo stato di avanzamento, non vedo nulla di particolarmente strano in questo. Non è per fare polemica o per mettere in difficoltà qualcuno, ma perché quell'accordo, colleghi, se ben vi ricordate, è stato presentato come la base di un nuovo assetto di governo, come un passaggio che ha modificato in profondità il panorama politico valdostano. E non tanto per una questione di alleanze che vanno e vengono - questo lo sappiamo, siamo pragmatici anche noi - quanto per un'idea di politica che a nostro avviso è stata "modificata", diciamo così.
Qui non siamo di fronte a una convergenza ideale e valoriale, lasciatemelo dire, siamo di fronte a un accordo eminentemente interessato, costruito su scambi politici elettorali espliciti: "Io ti porto in maggioranza, tu mi risolvi una serie di dossier, se entro una certa data non arrivano i risultati, l'accordo si rimette in discussione", scritto nero su bianco; se elettoralmente non conviene più, si guarda altrove, guardiamo da qualche altra parte.
Un accordo che peraltro è stato presentato come risolutivo non dei problemi della maggioranza, pur essendo firmato da soli due partiti della maggioranza, ma addirittura dei problemi della Valle d'Aosta.
C'è però un ulteriore elemento che, secondo noi, merita di essere chiarito. Quest'accordo è stato sottoscritto ulteriormente da due forze politiche della maggioranza, l'Union Valdôtaine e Forza Italia, attraverso i rappresentanti dei rispettivi movimento e partito, senza il coinvolgimento di altri soggetti che compongono formalmente la maggioranza di governo, in particolare gli Autonomisti di Centro... non mi ricordo se vi chiamiate ancora così... ecco, il CA-CA, e Azione. Autonomisti di Centro, o CA-CA, e Azione. Non si tratta di una svista, credo, e né di un dettaglio tecnico, è una scelta politica precisa che appare quantomeno strampalata, per non dire indelicata, e che segnala questo, sì, uno slittamento, lasciatemelo dire, del luogo in cui si assumono le decisioni.
Non più quindi l'insieme della maggioranza, non la Giunta nella sua collegialità, collega Lotto, non il Consiglio come luogo di confronto, ma accordi ristretti tra alcune forze politiche, chiamati poi a valere come cornice dell'azione di governo per tutti, non solo per i due partiti che hanno stipulato quest'accordo.
È questo passaggio, forse ancora più del contenuto dell'accordo, che interroga il ruolo di chi? Il ruolo delle istituzioni, non dei partiti. Ognuno può fare quello che gli pare, per quanto mi riguarda. E rafforza la necessità di un chiarimento pubblico, non ci vedo niente di strano.
Prima di entrare nel dispositivo, credo sia utile chiarire, anche a beneficio di chi ci ascolta, cosa chiediamo concretamente con l'impegna. Non è che chiediamo chissà che cosa, o di rimettere in discussione... siamo assolutamente pacifici in questo.
L'impegna, infatti, che cosa introduce? Introduce non ulteriori giudizi, né forzature politiche rispetto all'accordo, come avrete potuto leggere. Chiede semplicemente che il Presidente della Giunta riferisca in modo puntuale e trasparente al Consiglio regionale sullo stato d'avanzamento dell'accordo politico tra Union Valdôtaine e Forza Italia, chiarendo quali impegni siano stati assunti - perché avete messo un cronoprogramma e una serie di impegni con i quali vi siete impegnati - quali siano stati di questi attuati - oramai sono passati più di tre mesi - quali siano in corso e quali eventualmente non abbiano trovato seguito; chiede inoltre, l'impegnativa, di esplicitare se e in che modo tale accordo stia incidendo sull'azione amministrativa della Regione, sulle priorità di governo e sulle scelte operative della Giunta.
Sono passati tre mesi e mezzo, quattro mesi, crediamo che sia anche corretto, siccome si tratta di un accordo costitutivo dell'attuale governo e dell'attuale maggioranza, che è quella che governa la nostra Regione, di avere delle informazioni molto semplici circa il prosieguo delle azioni che all'interno di quest'accordo sono declinate. Nulla di più, nulla di meno.
Informazione, trasparenza, responsabilità istituzionale, cose normali che vengono spessissimo declamate all'interno di questo Consiglio regionale e che non sono parte della maggioranza o della minoranza, è qualcosa che è dovuto, io credo, anche ai cittadini, che guardano con curiosità, e penso con aspettativa, a questa nuova esperienza di governo, a questo nuovo esperimento, legittimissimo perché avete i numeri, ma è un esperimento che si basa ovviamente su una serie di condizioni, di tempistiche, su un cronoprogramma e su una serie soprattutto di impegni che avete messo nell'accordo, e che ovviamente richiedono un iter che non può essere, a nostro modesto parere, né nascosto né occultato. Non ce n'è bisogno, basta avere dei dati.
È legittimo, penso e pensiamo, quantomeno noi del nostro gruppo, sul piano della realpolitik, ma non può essere quest'accordo sottratto al controllo democratico del Consiglio regionale, anche perché noi rappresentiamo i cittadini tutti e, di conseguenza, credo che non rappresentiamo né i nostri elettori, tanto meno non rappresentiamo gli iscritti ai nostri singoli partiti, ma nel momento in cui siamo qui, ognuno nella sua diversa collocazione, minoranza - a chi piace "opposizione", opposizione - e maggioranza, ma rappresentiamo l'intera comunità valdostana.
Per questo la mozione esiste e per questo credo che continueremo senza rancori, senza imbarazzi, a esercitare fino in fondo il ruolo di minoranza, che pensiamo sia un ruolo utile anche per voi e anche per la vostra maggioranza.
Présidente - La parole au conseiller Martinet.
Martinet (UV) - Je chercherai d'illustrer les motivations pour lesquelles cette initiative ne peut pas être approuvée par cette Assemblée.
Premetto, consigliere Guichardaz, che la deluderò perché io sostengo assolutamente quanto il Presidente della Regione nello scorso intervento ha fatto, perché la mozione presentata dal Partito Democratico solleva una questione che riguarda chiaramente le dinamiche e gli accordi politici tra forze legittimate dal voto.
Tuttavia, lo fa collocandola in una sede che secondo noi non è quella appropriata. Il Consiglio regionale è e deve restare il luogo di confronto democratico sulle scelte di governo, sull'attuazione di un programma che è stato presentato in quest'Aula, sugli atti amministrativi. Non è uno spazio in cui i gruppi consiliari o i partiti politici sono chiamati a spiegare o a giustificare gli accordi politici, perché per loro natura appartengono all'autonomia delle forze politiche e alla normale dialettica tra soggetti rappresentativi.
Vede, collega Guichardaz, lei si dice contrariato da quest'accordo politico, ma gli accordi nelle assemblee elettive ci sono sempre stati e ci saranno sempre. A meno che non si viva in uno stato di dittatura o che una forza politica abbia la maggioranza dei seggi. Peraltro mi piace anche ricordare che anche l'Union, quando aveva la maggioranza assoluta dei seggi, per governare ha fatto degli accordi politici, e guarda caso proprio con il PD.
Lei oggi condanna quest'intesa perché non la digerisce, sostenendo che non sia giustificabile un accordo tra Union Valdôtaine e un partito di centrodestra.
Ma allora mi fa piacere anche ricordare un poco il PD nel corso del tempo che tipo di accordi politici ha fatto. A livello nazionale, per esempio, chi è che sosteneva il Governo Monti? Lo ricordiamo, il Partito Democratico, il Popolo delle Libertà di Berlusconi, l'Unione di Centro di Casini, Futuro e Libertà di Gianfranco Fini...
Arrivate anche voi. Il Governo Draghi, proviamo a sentire chi: il Movimento 5 Stelle, il PD, la Lega, Forza Italia, Italia Viva, Liberi e Uguali, poi Coraggio Italia e +Europa.
Ma se vogliamo restringere il cerchio, possiamo anche rimanere in Valle d'Aosta. Ricordiamo l'accordo politico che sosteneva la lista Dolchi-Fosson, o chi sosteneva il governo della Giunta Bondaz, il periodo del ribaltone.
Ma tutto questo per dire che cosa? Che gli accordi politici sono in realtà il sale della democrazia, ci sono sempre stati e ci saranno sempre. Possono piacerci oppure no, ma sono il sale della democrazia, fanno parte della politica.
Utilizzare lo strumento consiliare per chiedere conto di accordi politici rischia di confondere il piano istituzionale con quello partitico, indebolendo il ruolo stesso del Consiglio e trasformandolo impropriamente in una sede di chiarimento tra forze politiche. Funzioni che non appartengono a quest'Assemblea.
È per queste motivazioni che noi non possiamo approvare questo tipo d'iniziativa, né oggi né in futuro se, come ha fatto capire, la ripresenterà.
Dalle ore 11:20 riassume la Presidenza il presidente Aggravi.
Aggravi (Presidente) - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Dall'inizio della legislatura sono già più occasioni che si è portato all'attenzione questo tema, l'accordo politico che è stato alla base di quest'accordo di legislatura tra Union Valdôtaine, Autonomisti di Centro e Forza Italia. Credo che bisogni fare chiarezza su questa questione, di modo che non ci sia poi ulteriore occasione di discutere di quest'argomento.
Vede, gli accordi politici, collega Guichardaz, sono scontati nell'ambito della politica, sono un mezzo per arrivare alla definizione di alleanze politiche e di programmi di legislatura, nel nostro caso. Se quindi lei si domanda il perché sia stato fatto un accordo, quali siano i contenuti, le risposte le ha già a quest'argomento. Le ha perché i temi che sono stati occasione di dibattito all'interno delle forze che hanno costituito l'alleanza sono temi che sono stati recepiti nel DEFR, che è il Documento di programmazione economico finanziaria regionale, e nel bilancio della Regione. È quello il documento entro il quale trova soddisfazione alle sue domande, se le domande sono svolte in buonafede.
Ci sono tutti gli strumenti a livello istituzionale per verificare qual è l'andamento del programma di legislatura. Attraverso quindi le iniziative ispettive, che possono essere interpellanze, mozioni, c'è tutto il modo durante l'anno di verificare gli argomenti oggetto di attenzione da parte della maggioranza regionale. Se lei si legge il DEFR con attenzione, troverà tutti gli argomenti che ci sono cari, tutti gli argomenti...
Troverà tutti gli argomenti, troverà nel bilancio regionale...
Intervento fuori microfono
...No, ma adesso vengo anche su questa considerazione. Certo che questi sono argomenti che sono sedimentati all'interno del DEFR da troppi anni. Sono dieci anni che voi facevate parte di una maggioranza regionale, al netto del periodo del 2018-2019.
Sono stati anni in cui i grandi temi che sono indicati oggi nel DEFR non hanno trovato soluzione, e questa è una delle ragioni per cui oggi c'è un'alleanza politica di natura diversa rispetto a quella passata, ma un'alleanza che nasce sulla condivisione di contenuti valoriali, innanzitutto, e questo ci tengo a specificarglielo, collega. Perché alla base delle alleanze, se si vogliono poi ottenere dei risultati, ci vanno dei valori comuni.
Purtroppo abbiamo visto in questi anni che ci sono state delle grosse difficoltà a condividere delle soluzioni sui grandi temi, ma non solo a condividerle, anche poi ad avere le giuste interlocuzioni a livello politico, a livello politico nazionale, perché qui non bisogna fare confusione sul ruolo istituzionale e sul ruolo politico dentro l'Aula. A livello istituzionale i rapporti tra lo Stato e la Regione sono disciplinati dalla Costituzione. Ci sono tutti, c'è tutto il modello di architettura istituzionale che consente di disciplinare il rapporto. A livello politico ci sono un sacco di vie possibili per riuscire a definire costruttivamente delle questioni.
Negli ultimi dieci anni ci sono stati dei grossi problemi, delle grosse difficoltà nei rapporti con lo Stato. Noi oggi speriamo che ci sia un contesto più favorevole perché la Valle d'Aosta, guardando a un orizzonte temporale più lungo, medio lungo, ha la necessità di affrontare delle tematiche che sono importantissime per il futuro e lo sviluppo della nostra Comunità, per garantire ai nostri giovani il benessere di cui ha beneficiato la nostra generazione.
Pertanto, credo che tutti questi temi che sono oggetto di dibattito oggi, che rientrano nelle norme di attuazione, i grandi temi che disciplinano la viabilità internazionale, a partire dai Trafori del Monte Bianco, del Gran San Bernardo, sono temi che ci stanno a cuore, che hanno bisogno di interessamento, che hanno bisogno di soluzioni. Sono temi su cui si sta lavorando e a livello amministrativo l'Aula verrà informata a momento debito quando ci saranno le evoluzioni necessarie.
L'alleanza è stata costituita quattro mesi fa, tre mesi fa. In tre mesi ogni Consiglio continua a fare domande sullo stato di attuazione, ma il bilancio della Regione, il rendiconto, si fa una volta all'anno. Credo quindi che sia anche strumentale porre ogni quindici giorni dentro quest'aula, all'attenzione, la discussione di questo tema e quali siano i risultati. Quali sono i risultati oggi? Quali sono i risultati domani? Lasciateci lavorare, i risultati verranno evidenziati quando verranno conseguiti, quando saranno chiuse le questioni da affrontare.
Pertanto crediamo... alla luce delle parole di oggi, lei dice "non è strumentale". Posso riconoscere magari la buonafede, però le assicuro che lei dà l'impressione di non riuscire a digerire questo passaggio dalla maggioranza alla minoranza. Facendo così, guardi, è del tutto evidente. Io mi auguro che col tempo si riesca a superare questa fase e si riescano ad affrontare le cose secondo i canoni e il modello che dovrebbe essere normale di discussione dentro quest'aula.
Pertanto, sotto il profilo dei temi, la vogliamo rassicurare: sono i temi contenuti nel bilancio della Regione e nel DEFR che non hanno trovato soluzione a oggi, quindi l'obiettivo è fare dei passi avanti e, a mano a mano che verranno fatti, ci sarà modo di informare l'Aula, così come qualcosa potrà venir detto nelle iniziative successive che riportano anche all'attenzione degli argomenti che sono di interesse tra Stato e Regione.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Minelli.
Minelli (AVS) - Al netto del fatto che forse il dettaglio delle richieste che ci sono in quest'impegnativa può anche essere considerato in parte un po' provocatorio - e ci può anche stare - noi comunque voteremo questa mozione e la voteremo perché crediamo che sia opportuno che il Consiglio sia informato sugli sviluppi di quest'accordo.
Voi dite: è un accordo che riguarda i partiti, se ne sono sempre fatti nel tempo e quindi non c'è niente di strano, di anomalo, e che la sfera partitica non deve interferire con il Consiglio, i lavori del Consiglio, le richieste che devono essere fatte. Io rilevo che quest'accordo ha avuto alcuni elementi un po' anomali. Se vi ricordate, noi ci siamo insediati il 28 di ottobre e il Consiglio, subito dopo la convalida, il giuramento, si è interrotto perché in quel momento non erano probabilmente definiti al dettaglio questi accordi, tant'è vero che non si è votato un governo, siamo stati rinviati al 5 di novembre e l'accordo di cui si sta parlando è stato siglato il giorno precedente, il 4 di novembre.
Che quest'accordo quindi non abbia uno strettissimo legame con tutto ciò che poi concerne le discussioni su dossier importantissimi che vengono fatte in Consiglio, non è vero, non è corretto, perché quell'accordo entra nel merito, li cita, entra nel merito di dossier che sono assolutamente importanti per la comunità valdostana. Capire quindi quanto quell'accordo pesi anche sul futuro della comunità credo che sia importante.
Non so se entrare nel dettaglio, chiedere che ci sia un momento di rendicontazione puntuale, però noi lo spirito della mozione lo condividiamo perché pensiamo che davvero ci siano delle cose che vanno esplicitate.
Aggiungo ancora una cosa. Abbiamo anche visto che quest'accordo è a tempo, perché si parla del marzo 2027. Dopodiché, o ci saranno dei cambiamenti, degli allargamenti, delle modificazioni, non lo sappiamo, però è un accordo da cui dipende anche un po', probabilmente, il futuro stesso di quest'assetto del Consiglio e del governo.
Il voto quindi sarà favorevole con queste motivazioni.
Presidente - La parola alla collega Forcellati.
Forcellati (PD-FP) - Io inizio il mio intervento su questa mozione forse rispondendo o portando il mio contributo all'intervento del collega Martinet.
Collega Martinet, lei ha parlato del Governo Monti, o di altri governi, ma parliamo del Governo Monti: un governo di unità nazionale, con, mi viene da dire, la troika a Chamonix per commissariarci praticamente, commissariare l'Italia, con uno spread a 500 punti e con il Governo, con l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che diceva: "Ma quale crisi? I ristoranti sono pieni".
Se noi diciamo queste cose, dobbiamo anche essere consapevoli che poi la situazione era un pelino diversa e soprattutto necessitava di unirci, di unire le forze politiche, in modo tale da venir fuori da quell'impasse pericolosissima. La riforma Fornero, che è stata osteggiata da tutti i partiti - ricordo l'attuale ministro Salvini: "La prima cosa che noi diremo è che la riforma Fornero è da eliminare" - adesso è stata peggiorata.
Ma veniamo alla mozione. Dobbiamo quindi anche un attimo contestualizzare alcuni aspetti che sono sufficientemente importanti, però veniamo a questa mozione.
Io penso che il principio della trasparenza sia un dovere istituzionale. Ma qual è il problema? Perché noi chiediamo e, invece di dire "Sì, rendiconteremo, ve ne renderemo edotti quando sarà il momento", si dice "No, non dobbiamo". Perché il punto centrale di questa mozione, io voglio essere molto chiara, non è sindacare la legittimità delle alleanze politiche. Le alleanze politiche sono legittime. Com'è stata legittima l'alleanza con il Partito Democratico, i progressisti, è legittima l'alleanza con Forza Italia. Legittima, ci mancherebbe, ed è il partito di maggioranza relativa che ha fatto le consultazioni e ha preso delle decisioni.
A me sembra che tutto questo sia un percorso istituzionale che nulla toglie alla democrazia, ma è importante riaffermare che ogni accordo che funge da riporto, fondamento della maggioranza, abbia dei riflessi diretti sulla vita dei cittadini e, di conseguenza, dev'essere oggetto di rendicontazione in quest'aula, perché è qui che si prendono le decisioni. È qui. Non dimentichiamolo mai che il Consiglio è principe nel portare avanti le politiche della Regione, perché delle volte dimentichiamo i ruoli, l'esecutivo, la Giunta, dal Consiglio, ma questa è un'abitudine che anche il nostro Parlamento purtroppo ha, e molto spesso anche i Consigli comunali, dimenticando che il vero organo di decisione è il Consiglio, così com'è il Parlamento.
La trasparenza quindi non è un optional, è un presupposto di correttezza verso i cittadini valdostani.
Si dice: "Questo è un accordo di natura politica e non istituzionale", ma quando un patto tra partiti determina l'indirizzo politico di un'intera Regione e l'assetto del governo esso cessa di essere una questione privata tra partiti e diventa un tema d'interesse pubblico e consiliare. Qual è il problema? Si dice però: "Stiamo già lavorando, riferiremo nelle sedi opportune". Ma scusate, ma quali sono le sedi opportune? Il Consiglio, le commissioni, il bar qui di fronte? L'unica sede opportuna è il Consiglio regionale e la mozione serve proprio a definire quali possano essere queste sedi, ma anche quali scadenze debbano essere rispettate per evitare che la trasparenza rimanga una promessa vaga.
Ricordiamoci che c'è un termine, anche noi quindi siamo molto attenti a che questo termine sia rispettato, è importantissimo. Mettiamo allora delle scadenze, ogni sei mesi, perché il 2027, marzo, arriva presto, prestissimo. Oltretutto arriva presto proprio perché il 2027... da maggio-giugno-luglio 2026 nulla andrà più avanti, quasi nulla. Il Governo nazionale sarà occupato a fare una legge di bilancio, con fuochi d'artificio, non si sa prendendo i soldi dove, ma con fuochi d'artificio per essere correttamente rieletto.
Ora, i tempi servono proprio per toccare il tempo e andare avanti.
La mozione dice: "Rallenta l'azione di governo con degli adempimenti burocratici". Mi sembra che sia un rafforzamento, invece, del ruolo istituzionale. Conoscere lo stato dei dossier strategici e l'attività della Commissione di monitoraggio...
Presidente - Colleghi, per favore.
Forcellati (PD-FP) - ...Permette a tutto il Consiglio di valutare se gli interessi della Valle d'Aosta siano effettivamente tutelati nei rapporti con lo Stato. Io quindi dico serenamente: nessun desiderio, anche se non nego che la presenza in maggioranza per noi sarebbe stata un'occasione di continuità, ma le scelte noi siamo consapevoli che quando si possono fare si fanno, quando non si possono fare si subiscono, quindi per noi la questione, almeno al momento, io vorrei essere molto chiara, è chiusa. Ma questo non impedisce, anzi è d'obbligo, d'obbligo, rendicontare, discutere, portare all'attenzione di questo Consiglio la discussione sui temi strategici, importanti, che noi tutti auspichiamo, l'ho già detto, auspichiamo che siano affrontati e risolti.
Se questo avverrà, sarà un merito non solo degli Autonomisti, delle forze autonomiste, ma anche della forza di governo. Se questo non avverrà, è chiaro che saremo dei giudici, forse, saremo delle forze politiche che in maniera costante, continua, continueranno a sollecitare...
Presidente - Colleghi, per favore.
Forcellati (PD-FP) - ...Perché siamo qui per fare questo, perché ce l'hanno chiesto i cittadini e le cittadine, i Valdostani e le Valdostane.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Io credo che non ringrazierò mai abbastanza i colleghi del Partito Democratico. Penso che quest'Aula possa essere testimone del fatto che non li ringrazierò mai abbastanza per aver presentato quest'iniziativa. Perché quest'Aula deve sapere che io, che noi, noi, purtroppo non avevamo la minima cognizione di quale fosse la natura di quest'accordo.
Se non si fosse discussa questa iniziativa, noi non avremmo mai saputo qual era il contenuto! Invece, abbiamo avuto finalmente il testo. Ce l'abbiamo! Abbiamo il testo, finalmente! E possiamo verificare punto per punto le cose che sono state promesse, che sono state ventilate, le cose su cui per fiducia si è detto: "Noi faremo questo".
Qualcuno in quest'aula potrebbe immaginare che se noi, che siamo ovviamente il riferimento della Lega in Valle d'Aosta, così come i colleghi di Fratelli d'Italia per Fratelli d'Italia, se noi che ci sentiamo quotidianamente con i nostri riferimenti e coi Ministeri di cui abbiamo la gestione a livello nazionale non abbiamo la minima cognizione di quello che era scritto all'interno di quest'accordo, e, potete immaginare... Vi leggerò un pezzo perché è fantastico: nella prima pagina di quest'accordo (e non ho difficoltà a immaginare che sia quello perché ci sono le firme dei due rappresentanti che hanno firmato a livello nazionale, a livello locale e a livello nazionale, quindi il Senatore Gasparri e il Segretario dell'Union Joël Farcoz) si dice che: "Sono stati individuati i dossier prioritari e le tematiche d'interesse regionale sui quali Forza Italia, con l'impegno a ottenere la condivisione delle altre componenti del Governo nazionale, ha assicurato porre la massima attenzione a livello nazionale".
La domanda che voglio porre agli amici di Forza Italia è: ma siete sicuri di aver ottenuto la condivisione delle altre componenti del Governo nazionale? Mi piacerebbe che qualcuno si alzasse a dare una risposta. Voi siete sicuri di questo? O avete venduto la pelle dell'orso prima ancora di averlo preso?
Perché, sa, il collega Sammaritani raccontava una barzelletta bellissima. Raccontava di uno che invitava un suo amico a caccia e gli diceva di stare fermo dentro la casa, perché andavano a cacciare l'orso, e che non avrebbe dovuto fare nient'altro. Quando questi si avvicinava alla casa gli diceva "Apri la porta", con un orso che lo inseguiva, poi conduceva l'orso dentro la casa, chiudeva la porta e diceva al suo amico: "Spella questo che te ne porto un altro".
Qua a me sembra che l'accordo abbia lo stesso effetto, cioè firma questo, spellate quest'accordo qua, che poi eventualmente facciamo altro.
Io chiedo ai colleghi di Forza Italia, che peraltro, prima... Ringrazio anche il collega Marquis per essere intervenuto e aver detto che il Governo si esprime coi documenti fondamentali, cioè il DEFR e il bilancio. Ma lei forse non si ricorda che il DEFR e il bilancio non li avete fatti voi, li ha fatti il governo precedente, e quindi voi avete votato il bilancio e il DEFR che ha scritto il PD, oltre che il governo precedente. Io peraltro l'ho già detto anche ieri, non so se l'ha sentito, penso di sì, il collega Baccega, che ha detto una cosa giustissima, cioè l'unica cosa che mi sono stupito è che non abbia votato il PD quel bilancio lì. Questo effettivamente è vero, non voglio togliere... questo l'avete fatto voi, sia il DEFR che il bilancio, potevate votarlo...
Va benissimo, non è un problema, però effettivamente quello era il bilancio e il DEFR del PD, quindi questa è l'unica cosa curiosa.
Mi chiedo però davvero, e sarei interessato, perché ho letto delle cose magiche all'interno di questo dossier, cose che competono a Ministeri che non sono nella gestione di Forza Italia e che si promettono si realizzeranno. Ma questo è un libro... è meraviglioso! Questo me lo leggerò la sera, tra le favole, non per addormentarmi, forse per avere gli incubi, ma me lo leggerò la sera per cullarmi nel sonno e dire: "Guarda cosa succede quando non siamo presenti ai tavoli e qualcuno si vende le cose che non sono sue, immaginando che ci sia un accordo a livello nazionale!".
Non c'è stato nessun accordo. Non c'è stato nessun accordo, nessuno ha detto niente e ha ottenuto nulla. Qualcuno si è seduto e ha detto: "Sì, sì, non vi preoccupate, il Governo: sì, sì, fa quello che diciamo noi, le altre componenti: sì, sì. Noi siamo in maggioranza, governiamo e gli altri fanno quello che diciamo noi, sia qua sia a Roma".
Ce lo dicano i rappresentanti di Forza Italia. L'avete ottenuta questa condivisione oppure no? Siamo curiosi. Ditecelo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente Lattanzi, ne ha facoltà.
Lattanzi (FdI) - Anche io mi unisco ai ringraziamenti del collega Manfrin per i colleghi del PD. Non l'aveste fatto voi, l'avremmo fatto noi.
Comprendo anche che non è rituale portare in quest'aula accordi politici, e qui capisco il collega Marquis che dice: "Ma guardate che gli accordi politici si estrinsecano attraverso gli atti, le norme, le leggi, quindi guardate quello che facciamo e capirete se quest'accordo procederà".
Vero, però lei ci consentirà di portare all'attenzione di quest'Aula, e soprattutto agli elettori del centrodestra unito, che avevano in campagna elettorale auspicato un percorso unito, di chiedervi conto, amministrativamente parlando, istituzionalmente parlando, politicamente parlando, di quest'accordo che prevede addirittura una Commissione che entro trenta giorni dalla sua istituzione, cioè dalla firma di quest'accordo, che è datato 4 novembre 2025, avrebbe dovuto, e credo si sarà riunita per monitorare il work in progress dei punti sottoscritti da Joël Farcoz e Maurizio Gasparri.
Lo stato dell'arte circa la ripresa del percorso di revisione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, non è una cosa che può rimanere fuori da quest'Aula. L'approvazione delle norme d'attuazione dello Statuto speciale riguardanti il trattamento pensionistico e previdenziale degli appartenenti al Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale della Val d'Aosta non può rimanere nelle vostre stanze. Così come non possiamo stare in attesa di capire quando voi approverete le norme di attuazione dello Statuto speciale in materia di concessioni di derivazione dell'acqua, l'approvazione delle norme di attuazione dello Statuto speciale concernenti le istituzioni di alta formazione artistica e musicale, l'approvazione delle norme di attuazione, per le quali ci siamo tanto battuti, collega Marquis, dello Statuto speciale relative all'attuazione della zona franca montana, delle zone produttive speciali all'interno del territorio regionale, e della disamina della proposta di legge.
Poi tante altre cose: il Parlamentare europeo, il Tunnel del Monte Bianco, il suo raddoppio, tutte cose su cui con gli amici della Lega e di Forza Italia abbiamo lavorato, speso delle notti intere, insieme a voi, per costruire questo percorso.
Credo quindi che sia legittimo che l'intero Consiglio sia interessato a comprendere, non ad attendere, a comprendere qual è il percorso che state portando avanti, con tempi e modi. Non credo che chiediamo nulla, a parte ringraziare i colleghi per averci dato per la prima volta il documento, perché noi non l'avevamo mai visto. Mai. Prima volta oggi. Credo quindi che non ci sia nulla di così scandaloso.
Poi io capisco, capisco l'imbarazzo politico, capisco che in qualche modo bisogni rispondere, però capisco anche che qui sono state scritte delle cose a nome del Governo che così non sono. Vi do conferma perché noi questa mattina alle 08:30, avrete notato che il gruppo di Fratelli d'Italia è entrato in aula con un leggero ritardo, eravamo proprio coi vertici del nostro partito per monitorare lo stato avanzamento lavori, che è pari a zero. Zero. Semplicemente perché né gli amici della Lega né gli amici di Fratelli d'Italia sanno quali siano le interlocuzioni di Forza Italia Valle d'Aosta con Gasparri, con Tajani e con chi si è preso l'impegno di portare avanti, a nome dei Valdostani, delle riforme così profonde e importanti.
Io quindi credo che non ci si debba scandalizzare. Poi, insomma, parlo a colleghi che hanno decenni di esperienza politica, sapranno certamente rispondere a questa richiesta. Noi attendiamo veramente con ansia, da cittadini valdostani e da chi a questo programma ha anche lavorato per costituirlo, e siamo contenti che ne abbiate portato una grande parte nel programma di maggioranza. Guardate, noi non nutriamo nessun senso di invidia, noi siamo interessati alla Valle d'Aosta e, come abbiamo detto nel dibattito d'insediamento di questa maggioranza, a noi di Fratelli d'Italia, ma credo di poter parlare anche per la Lega perché espresse lo stesso sentimento, a noi interessa la Valle d'Aosta.
Se quindi voi riuscite a fare quello che il PD non è riuscito, e cioè portare, insieme alle forze autonomiste, maggiore autonomia, più libertà, più riconoscimento delle norme statutarie a questa Regione, noi ne saremo felici. Nutriamo un dubbio, perché sappiamo che su quei tavoli bisogna essere in tre, mentre voi vi presentate da soli.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis.
Marquis (FI) - Una breve replica alle considerazioni che ho avuto modo di ascoltare dai colleghi che sono intervenuti. Vi assicuro che non abbiamo nessun imbarazzo rispetto alla questione che è stata posta all'ordine del giorno, perché è un diritto legittimo avanzare delle iniziative, così come offrire le risposte da parte nostra.
Guardi, è del tutto evidente che a livello statale c'è stata grossa soddisfazione per avere creato il cambio di modello in Valle d'Aosta, col passaggio della sinistra all'opposizione. Ovviamente, ci fosse stato tutto il centrodestra, ci sarebbe stata ancora più soddisfazione. Le possiamo quindi garantire che c'è la massima collaborazione, collega Lattanzi, tra le forze del Governo nazionale per affrontare e definire le questioni che porta la Valle d'Aosta sul tavolo.
Anche al punto successivo, dove si parlerà di norme di attuazione, avremo modo di mettere a disposizione dell'Aula gli aggiornamenti su un paio di temi che sono in itinere e sui quali verrà chiamato anche a breve il Consiglio regionale a esprimersi, e posso anche garantirvi che in quest'occasione qui c'è anche la massima collaborazione da parte del ministro Calderoli, da parte di tutti i tecnici del Ministero delle Riforme istituzionali e regionali, quindi c'è una sinergia di lavoro per affrontare le questioni della Valle d'Aosta.
Poi capiamo che qui c'è una situazione diversa - voi siete all'opposizione e noi siamo in maggioranza - che caratterizza anche un po' il rapporto, quindi non sempre poi c'è anche una comunicazione diretta con Roma, ci sono le interlocuzioni sempre che tengono aggiornati tutti sull'evoluzione dei vari dossier.
Noi avremo modo nel punto successivo all'ordine del giorno di aggiornarvi sulle norme tecniche di attuazione, che sono un paio di temi di cui avete dato lettura e, come su questi, su tutti gli altri, man mano che ci saranno delle innovazioni, verranno messe a disposizione e verrete informati.
Voglio anche rassicurare che non è che si tratta, come qualcuno dice, di accordi a scadenza. Anche raccontare queste storie... non c'è nessuna scadenza, guarda, la scadenza è la legislatura...
Una verifica non è una scadenza, attenzione.
Per una questione di serietà, poi, ci si organizza anche le modalità di lavoro, ci si dà dei tempi, ci si danno delle priorità. Questo serve per valutare l'evolvere dei vari dossier. Credo quindi che questo sia anche un approccio caratterizzato dalla serietà, perché non basta fare delle parole, ma bisogna poi anche dare delle soluzioni ai problemi.
Quanto al fatto che - da qualcuno è stato detto, è vero - il DEFR esprimeva già questi contenuti, ma il problema che ha oggi la Valle d'Aosta è che troppe cose sono state scritte e non sono state poi attuate. Noi siamo qui oggi per dare attuazione a quelle cose che sono state scritte da quattro, cinque, sei, sette anni, per le quali, però, purtroppo non si è avuta la forza, attraverso degli adeguati rapporti con lo Stato, di poter dare delle soluzioni.
È questa la vera sfida a cui ci troviamo tutti insieme come maggioranza oggi a dover lavorare, per dare delle soluzioni ai grandi temi che rappresentano delle opportunità, come dicevo prima, per poter garantire che il nostro territorio possa avere un grado di sviluppo che sia consono alle aspettative della cittadinanza valdostana.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Centoz.
Centoz (PD-FP) - Intervengo con un po' di delusione, perché mi tocca essere d'accordo col collega Manfrin e, come ben noto, non è facile. Non ci sono più certezze, come dice il collega Bellora.
Credo che sia necessario tornare su un tema che ormai arriva ciclicamente, e cioè il fatto che quest'accordo politico non possa essere in qualche modo discusso nell'aula del Consiglio regionale. Mi pare un'affermazione priva di contenuto serio, perché è chiaro che un accordo politico tra due forze politiche è un fatto privato di due forze politiche, ma gli effetti di quell'accordo politico si ripercuotono su delle scelte di cui il Consiglio regionale dev'essere messo a conoscenza e deve poter dire la sua.
Se quindi un accordo politico interviene su come orientare l'azione di governo, io credo che il Consiglio debba essere messo nelle condizioni di poter esercitare il suo ruolo di controllo, altrimenti non ha senso fare un accordo politico che rimane confinato a una valutazione meramente politica.
Ma qui c'è un altro elemento che secondo me non è stato abbastanza, evidentemente, evidenziato, e cioè che l'accordo politico, che è assolutamente legittimo, non è tra una maggioranza a tre, è un accordo politico a due, cioè tra l'Union Valdôtaine e Forza Italia.
Sembra allora quasi che ci siano due maggioranze: una maggioranza che governa la sanità, che governa i trasporti, che governa la scuola, che governa le attività quotidiane, e c'è una maggioranza diversa, non so se migliore, peggiore, più importante, meno importante, che invece si preoccupa solo dei rapporti tra Aosta e Roma.
Normalmente, un accordo politico è un accordo che prevede il governo della Regione. Il governo della Regione prevede una serie di cose importanti: si governa l'agricoltura, si governa la sanità, si governano i trasporti e si governano anche quegli elementi che necessariamente hanno bisogno di un'interlocuzione con lo Stato.
È questa la grossa differenza che c'era negli accordi precedenti tra le forze di centrosinistra e le forze autonomiste. Noi abbiamo sempre fatto degli accordi complessivi per governare la Val d'Aosta. Poi è chiaro che una forza nazionale ha in qualche modo anche l'onere di tenere dei rapporti corretti con le forze di governo, ma qui si è costruita una macchina con due forze, con due maggioranze: una che si occupa di una cosa e un'altra che si occupa… quasi come se ci fossero dei componenti della maggioranza meno importanti di altri o più importanti di altri, che è una cosa che oggettivamente non si capisce molto bene.
Forse allora avrebbe avuto più senso fare una maggioranza autonomista e dare alla Presidenza del Consiglio un ruolo istituzionale, di rapporto con il Governo di Roma. Invece, si è costruito questo ibrido in cui ci sono delle maggioranze che si occupano di certe cose e delle maggioranze che si occupano delle altre.
Continuare allora a nascondersi dietro la scusa che l'accordo politico riguarda le forze politiche e non riguarda il Consiglio regionale è una scusa che francamente non regge più. Non regge più per quello che è stato detto dai colleghi dell'altra parte dell'Aula, perché oggettivamente tocca argomenti di cui il Consiglio deve in qualche modo essere messo a conoscenza e deve poter discutere.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Noi sapevamo che in questa giornata, e su questa mozione, saremmo stati al centro dell'attenzione. Al centro dell'attenzione, da sinistra e da destra.
Ma non ci vogliamo sottrarre a questo confronto, perché, vedete, voi avete ripercorso anni indietro di politiche nazionali. Io mi fermerei al 2025, al 2025, quando il segretario del Partito Democratico ha chiesto ufficialmente all'Union Valdôtaine di continuare l'accordo che era in atto. Questo non lo potete smentire.
Volevate un accordo a due anche voi! E noi abbiamo detto che secondo noi la direzione della popolazione valdostana non guardava più a sinistra e i risultati elettorali lo determinano in modo chiaro. Dei cinque consiglieri che erano presenti a sostenere il PD ne è rimasto uno solo. Ci sono altri due che sono entrati e che hanno la compiacenza di essere attenti, ma siete sempre stati in qualche modo penalizzati dall'elettorato.
Non che il centrodestra abbia avuto quel grande risultato, amico Massimo Lattanzi. Il centrodestra disunito, centrodestra disunito, come ho più volte sottolineato, non ha avuto quei risultati. C'era chi diceva "noi prendiamo 12 consiglieri", c'è chi ne aveva 11 ed è calato a 3. Anche qui, del risultato elettorale in qualche modo va tenuto conto, o no?
Esatto, noi siamo lieti che voi siate entrati. Ma nel 2025, nel 2024, c'è stato un percorso politico di opposizione che noi in qualche modo abbiamo condotto con un metodo che era differente da altre forze del centrodestra, e questo non possono negarlo. Differente, completamente differente. Ecco perché nell'anno 2025 noi abbiamo cercato con le nostre azioni, sì, anche di pungolamento nei confronti dell'allora maggioranza, ma l'abbiamo fatto con la consapevolezza che il nostro è un ruolo di governo, che sia chiaro. Siamo un partito di centro che guarda al centrodestra, ma il nostro ruolo è di un partito di centro che è a governare e ha gli attributi per governare. Questo che sia chiaro per tutti.
L'accordo politico è un accordo politico che Forza Italia ha sottoscritto con l'Union Valdôtaine mettendo insieme dei dossier che certo che sono all'attenzione di tutto il Consiglio regionale, e strada facendo andremo a rendicontare. A meno che i colleghi del centrodestra, della Lega e di Fratelli d'Italia non decidano di mettersi di traverso.
Ma io so, io so, sono sicuro che non lo faranno e sono sicuro che i loro Ministri, che sono già stati coinvolti, già stati coinvolti... e lo diremo con chiarezza, lo ha detto Marquis poco fa, in qualche modo i risultati verranno fuori.
Siamo qui da tre mesi e volete che risolviamo quello che in cinque anni non siete riusciti a fare? Ma abbiate pazienza! Voi di sinistra, abbiate pazienza. E così mi fermo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) - Vedo che si è vivacizzata la seduta, ci stavamo addormentando in questa due giorni, e sono contento, siamo contenti di avere sollecitato questo dibattito così interessante. Anche perché, non lo sapevo, ma leggo ora una nota che il presidente Testolin... Presidente mi sembra che replichi un po' le dinamiche nazionali, la vedo molto impegnato in questioni più, così, di scarsa sostanza che non nei dossier che avete rappresentato nel vostro accordo.
Lei comunica al Presidente del Consiglio che, avendo già fatto noi tre iniziative, non risponderà alla richiesta di risposta scritta di interrogazione che le abbiamo fatto. Come se ci fosse un diritto di decidere che cosa può il Presidente della Giunta: oltre a sostenere un accordo tra due partiti che escludono CA-CA più Azione, si prende anche la libertà individualmente, quindi restringe ulteriormente. Passiamo dall'Union Valdôtaine nel suo complesso, che è tutta, da com'è stato detto, solidale nel sostenere la segretezza di queste informazioni, così, da renseignement, e si prende la libertà addirittura di scrivere al Presidente del Consiglio - ma neanche a me o a noi, magari anche un minimo per conoscenza - che lei non risponderà all'interrogazione con risposta scritta.
Boh, vabbè. Comunque, tolto questo, credo che questo dimostri ancora di più una certa agitazione e una certa ansia, probabilmente, che la sta attanagliando, nell'attesa forse di altri eventi o di altre situazioni. Guardi, non scarichi però la sua ansia su questo Consiglio, perché qua ovviamente noi facciamo il nostro mestiere, poi adesso siamo in minoranza, prima eravamo in maggioranza, tiriamo sempre fuori questa questione. Oramai credo che dopo tre mesi e mezzo siano ben chiari e siano ben definiti i posizionamenti.
Parto dal collega Baccega, Solo perché lei ha un po' l'ossessione della sinistra, è sempre lì che... Io francamente, guardi, quest'idea destra-sinistra la gioco sui temi, spesso e volentieri ciò che ci divide con i colleghi della Lega, alle volte con i colleghi di Fratelli d'Italia e con altri, sono i temi, non sono i posizionamenti, necessariamente. Sono temi che ci dividono, non condividiamo quasi niente su determinati argomenti, come possono essere l'educazione sesso-affettiva, il ruolo della scuola, eccetera, però io penso in questi anni di aver sempre condotto una dialettica più che sul posizionamento sui temi. Anche in questi tre mesi e mezzo dove avrei potuto togliermi qualche sassolino, essendo di qua, ho sempre comunque cercato di mirare sui temi.
Lei ha l'ossessione di sta sinistra. Dopodiché lei, io guardo il suo curriculum sterminato, sterminato, sul sito del Consiglio regionale, ha fatto tutti i passaggi possibili e immaginabili. Lei ha 72 anni, è in politica da quando aveva i pantaloni corti, li ha passati tutti i partiti, tutti. Ma non venga a dire a noi, non venga a fare a noi le lezioni di coerenza, la prego!
Perché noi saremo rimasti in tre, i tre sfortunati, qua confinati, eccetera, eccetera, ma sempre quelli siamo e sempre nello stesso partito siamo. Poi che si sia fatta un'alleanza prima con PCP, eccetera, eccetera, ma, voglio dire, non siamo passati dai Repubblicani, Liberali, alla Stella Alpina, a Uva, Iva e tutte le cose possibili e immaginabili, Epav… poi non mi ricordo neanche più le sue sigle, le sigle in cui lei si è... nell'Union, ah già, che lei è stato anche unionista. E oggi lei è in Forza Italia.
Voglio dire, quindi, un gran successone. Siete stati eletti in tre, mi permetta, tre che militavano ovunque, tranne che in Forza Italia, quindi il fatto di parlare anche di coerenza rispetto alle radici, il pensiero, eccetera, avete fatto dall'Union Valdôtaine alla Stella Alpina e siete finiti in Forza Italia. Abbiate pazienza, almeno questa parte risparmiatevela, non veniteci a raccontare o a insegnare la vita a noi, perché la vostra è già sufficientemente variegata e vivace.
Tenetevi quindi questa questione della sinistra, perché sta diventando anche stucchevole, cioè va bene tutto. Come se questa questione, che oggi ha innescato un dibattito anche interessante, perché io non sapevo, tra l'altro, che voi non aveste l'accordo. Pensavamo che per lo meno quello fosse stato rappresentato urbi et orbi e fosse stato raccontato alla popolazione. Invece, guardate, abbiamo fatto un servizio oggi di trasparenza.
Per venire all'accordo - dopodiché magari dico qualcosa anche a Marquis - per venire all'accordo, visto e considerato che ho scoperto oggi che la popolazione non lo conosce, perché probabilmente è infilato dentro le casseforti dei rispettivi movimenti quest'accordo, il collega Lattanzi ha letto alcune cose, sarebbe bello leggerlo proprio bene bene. Dopodiché, se questo è un accordo tra due forze, tra due parti... ah, poi do una copia anche a voi, CA-CA e Azione, darò una copia anche a voi perché ho scoperto che non ce l'avete, per cui è buona cosa probabilmente che anche voi leggiate ciò per cui siete stati impegnati.
Perché si dice: "Ha assicurato porre la massima attenzione a livello nazionale". Urca! Avete proprio posto la massima attenzione a livello nazionale, oggi l'abbiamo visto. Manco i vostri partner di Governo sapevano, quindi voi, che a livello nazionale siete una forza importante e potente all'interno della maggioranza nazionale e del Governo, avete posto... l'avete letto? "Affinché si possano trovare delle soluzioni o, in ogni caso, possa essere fornito un sostegno nella prosecuzione dei relativi iter". Non è che si parla di Forza Italia e basta, si parla della maggioranza nazionale.
Voi quindi vi siete impegnati probabilmente per altri e mi stupisce oggi rilevare il fatto che vi siate impegnati, come si dice, "Si fa... con quello degli altri". A me piace dire si fa beneficenza coi soldi degli altri, in questo caso.
"Convenuto come risulti necessario"… tra l'altro anche questa, scusate, "necessario". Urca, è proprio necessario! non l'avete ancora fatto. "Istituire entro 30 giorni dalla sottoscrizione del presente accordo una commissione di monitoraggio - quindi vuol dire che state monitorando con una speciale commissione - costituita da rappresentanti di entrambi i movimenti politici, che possa seguire costantemente lo stato di avanzamento dei dossier".
Dopodiché, scrivete che "entro 30 giorni dalla sottoscrizione del presente accordo risulti necessario individuare un referente di Forza Italia". Chi è? Questo nome così segreto, questa Mata Hari del "non si sa che cosa". Chi "cavolo" è questo referente di Forza Italia?
Sappiamo però "unitamente al deputato della Valle d'Aosta", non al deputato dell'Union Valdôtaine. Perché tra l'altro questo signore abbiamo contribuito pure noi a votarlo, ci siamo consumati le suole a dire quanto era bravo e abbiamo pure messo dei soldi. Questo Partito Democratico tanto "sfigato", che oggi viene trattato come se fosse... Noi eravamo parte anche di quell'alleanza che il deputato della Valle d'Aosta, unionista e non solo, ha contribuito a eleggere.
Dicono: "Il deputato della Valle d'Aosta possa assumere la veste di interlocutore al quale sarà possibile rivolgersi" - chi è che si rivolge? Fatemi capire chi! - anche per garantire un continuo dialogo istituzionale - non tra Forza Italia, no - fra il governo regionale e il Governo nazionale". Vi siete impegnati per il governo regionale, CA-CA e Azione, vi siete impegnati per questo. Si è impegnata l'Union Valdôtaine, si è impegnato il signor Farcoz con il signor Gasparri per questa cosa.
"Individuare un termine di verifica dei percorsi intrapresi e dei risultati ottenuti in relazione al presente accordo nel mese di marzo del 2027". Ma guarda caso, un mese così, l'abbiamo buttato così. Ma guarda caso è il mese delle prossime elezioni. Ma guarda un po'. E facciamo una verifica nel mese delle prossime elezioni. No, le verifiche si fan prima se voi impegnate anche il Governo, perché chi saprà ad aprile dell'anno prossimo chi c'è?
Questo allora è il solito giochetto, è il giochetto non del "Ni droite ni gauche", perché quella era una conformazione ideologica, ideale, che poteva reggere, poteva non reggere, perché era sempre abbinata pour le bien de la Vallée d'Aoste, e lì tutta questa ideologia che costruivamo intorno a questo disimpegno, destra e sinistra. No, questa roba qua è peggio, perché impegnate persone che, poverette, non c'entrano niente.
Il Governo nazionale è una SAS, una SNC, cioè è una roba in nome collettivo, ma anche la serietà dell'Union Valdôtaine che mi sembra, rispetto a quella che ho conosciuto io, leggermente un po' retrogradata... Ma scusate, voi impegnate Forza Italia che impegni il proprio Governo nazionale, cioè i propri soci di maggioranza, perché poi sono i soci di maggioranza, perché voi, senza nulla togliere, visto che ci fate sempre le pulci sui numeri, contate piuttosto poco a livello nazionale, se proprio andiamo a guardare le percentuali anche dei posti di rilievo che ricoprite a livello nazionale.
Sì, sì, avete il Ministero dell'Università, tra l'altro stendiamo un velo pietoso anche su certe uscite. Ballate, fate i balletti, Tajani, eccetera, eccetera. Non è che ricopriate proprio dei ruoli che si possano dire così fondamentali.
A proposito di questo, tra l'altro, e lo leggo a beneficio di chi non conosce... cioè tutti, evidentemente, tranne qualcuno dell'Union Valdôtaine, perché ho scoperto che anche dentro l'Union Valdôtaine, pure dentro gli organi direttivi, la gente non sa assolutamente cosa ci sia scritto in quest'accordo. Non lo sanno! Cioè, capisco CA-CA e Azione, ma neanche all'interno dell'Union Valdôtaine sanno che cosa ci sia scritto dentro quest'accordo.
Beh, ve lo dico. Interessante: "Ripresa del percorso di revisione dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta partendo dall'affermazione del principio dell'intesa". Chi è che riprende sto accordo? Mata Hari, il deputato e... come si chiama il Ministro dell'Università? Vogliamo capire chi è che riprende quest'accordo senza i soci di maggioranza?
"Approvazione delle norme di attuazione dello Statuto speciale": qua siamo addirittura all'evoluzione, qua è l'approvazione delle norme di attuazione, non la ripresa del percorso di revisione.
"Approvazione delle norme di attuazione dello Statuto speciale riguardante il trattamento pensionistico e previdenziale degli appartenenti al Corpo dei Vigili del Fuoco e della Forestale della Valle d'Aosta": io fossi in loro, i sindacalisti che ci chiedono di sentirli, mi toccherei, perché questa roba qua vuol dire che nel momento in cui io addirittura non faccio la ripresa, umilmente, cioè non mi metto lì e interloquisco sull'approvazione delle norme, non "Interlocuzione sull'approvazione", no, proprio "Approvazione". Cioè, voi approverete con Forza Italia, sono tutti lì in paritetica, disponibili ad approvare, perché Baccega, Sorbara, Marquis e non so chi, e non so chi, hanno firmato un accordo, sono in questa famosa cabina di regia.
Poi questa è fantastica: "Approvazione della norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di concessione di derivazione d'acqua". Ma a cosa servono le nostre mozioni? Collega Minelli, già approvano, è già approvata! È già approvata! Sorbara, Baccega e Marquis ci hanno già garantito che approveranno, approveranno entro il 2027. Perché è solo una verifica il 2027, poi lunga vita a questo governo.
Poi andiamo avanti, c'è addirittura "l'approvazione concernente le istituzioni della formazione artistica e musicale". Qua c'è anche...
Benissimo, avete un gran risultato, un grandissimo risultato. Tra l'altro, sta roba qua arriva dal governo precedente, se proprio la vogliamo dire.
Poi la cosa fantastica è "L'approvazione della norma di attuazione dello Statuto speciale" - relativa a cosa? - "all'istituzione delle zone franche montane e di zone produttive speciali all'interno del territorio regionale e disamina della proposta di legge relativa alla medesima materia". Ma calate, calate! Calate! Cosa fate? Tutto in un anno, tutto sto popò di cose? Limitatevi a quello che già era stato messo in pista nella scorsa legislatura. Cioè, la formazione artistica e musicale magari ce l'avete nella bandierina Forza Italia e Conservatoire. Magari lei non sa che era già tutto un percorso, e glielo può dire il collega Marguerettaz, che era già in itinere, perché non è che richiede dei grandi impegni questa roba qua.
Poi la cosa bellissima l'ha citata il collega Lattanzi: avremo un rappresentante nel Parlamento europeo. Vi annuncio che avremo un rappresentante nel Parlamento europeo. "Individuazione di un percorso politico e normativo che possa - non... voglio dire... - garantire - garantire! - alla Valle d'Aosta una rappresentanza al Parlamento europeo".
Dopodiché, "sostegno - da parte di Mata Hari, probabilmente, della Bernini e di Tajani - anche a livello internazionale - del potenziamento del Tunnel del Monte Bianco, mediante la realizzazione di una seconda canna per il tramite di soluzioni tecnologiche alternative per aumentare la sicurezza e la fluidità del traffico senza aumentare... sostegno anche a livello internazionale, ai fini della modernizzazione del Tunnel del Gran San Bernardo, della prosecuzione degli indispensabili lavori di ammodernamento con la garanzia - la garanzia! - dell'ottenimento del prolungamento delle concessioni".
Tra l'altro, fatemelo dire, non avete manco i Ministri che su questo potrebbero intervenire, perché forse il Ministro sulle Infrastrutture lo aveva un'altra forza, che in questo momento è all'opposizione. Tra l'altro non è una cosa così secondaria il fatto che all'interno di quest'Aula ci sia una maggioranza dove un pezzo, un pezzo, è all'interno del Governo nazionale e gli altri due pezzi - che sono quelli che contano, perché sono quelli che contano - sono nel Governo nazionale ma sono all'opposizione. Avete fatto un gran casino, un gran casino. Dopodiché potevate prendere il PD, potevate prendere AVS, non me ne "frega" niente, potevate anche tentare di fare un'impresa solo con gli autonomisti, magari senza buttare fuori il collega Carrel, come avete fatto voi di CA-CA. Tra l'altro, non è che l'avete buttato fuori proprio elegantemente il vostro collega. Eravate in 18, all'epoca eravate in 18, anzi in 19, potevate addirittura garantirvi una maggioranza senza far arrabbiare 1.860 elettori del collega Carrel. Quella forse sarebbe stata, se vogliamo, proprio una formula dignitosa, perché avrebbe significato non mettervi contro le altre forze della destra, perché poi, strategicamente, magari in una dialettica anche minoranza-maggioranza, è per quello che io non parlo mai di opposizione, i temi che interessano la Valle d'Aosta forse riuscivate anche a metterli nel carnet degli accordi, diciamo, anche se in minoranza. Non mi sembrano dei cattivoni che per una questione, anzi, da quando sono qua ce l'hanno con la sinistra, non mi pare di capire che ci sia una particolare predisposizione ad avercela con l'Union Valdôtaine. Se facevate un'alleanza di quel genere, probabilmente vi portava meglio.
Poi non vado oltre, perché vi risparmio. Poi "entro trenta giorni dalla sottoscrizione" leggetevelo, perché questo è proprio l'apoteosi, quindi ve lo risparmio, lascio la sorpresa per i giornalisti per la prossima volta.
Ma il tema qua è che questa roba non è roba tra partiti, abbiate pazienza, ce la potete raccontar finché volete. Potete evitare di fare le risposte scritte perché siamo troppo insistenti, ma noi siamo insistenti... Sappiamo benissimo che non siamo più in maggioranza, ma ce ne siamo fatti una ragione, ci sarebbe piaciuto tantissimo proseguire quest'esperienza di governo progressista, eccetera, eccetera, ma non ci siamo, punto. Non lo facciamo perché siamo nostalgici della maggioranza, se proponiamo questa cosa, e proponiamo questo tipo di verifica, è semplicemente perché la comunità valdostana crediamo abbia il diritto di sapere.
Presidente - Solo a scanso di equivoci riguardo all'interrogazione scritta, la Presidenza del Consiglio trasmette, come lei ha potuto vedere, l'interrogazione scritta anche a tutti i Capigruppo, quindi in realtà non è anormale.
No, glielo dico solo per correttezza. Noi la trasmettiamo a chi ha posto la domanda e a tutti i Capigruppo. Questo avviene per tutte le interrogazioni scritte, quindi è la Presidenza del Consiglio…
No, no, non tutte. Capita a volte...
No, ma lo dico solo per tutela della procedura: non è una questione politica, è un percorso, ecco. Capita che chi risponde metta in conoscenza il primo firmatario, a volte no, ma comunque la Presidenza del Consiglio la trasmette a tutti i Capigruppo.
Questo solo per dare contezza di quello che avviene. Ha chiesto la parola al collega Bellora.
Bellora (LEGA VDA) - Vedo con piacere che oggi il clima si è ravvivato e questo non può che rallegrarmi.
Permettetemi una premessa, anche per portare un po' di leggerezza, che ha già tentato di fare il collega che mi ha preceduto: cambiate quel nome del vostro gruppo. Perché io tra l'altro mi rivendico il copyright, visto che da appassionato di enigmistica, quando ho visto Centre Autonomiste-Centro Autonomista, ho fatto l'acronimo ed è venuto fuori quello. Poi è stato utilizzato, però cambiatelo perché così è brutto. Chiusa la parentesi... Come?
Eh, ho capito, però è brutta. Dai, su, potete fare di meglio, dai!
Detto questo, altra piccola premessa. Anche qui, io sono sicuramente noioso perché torno sempre sugli stessi argomenti, che possono essere il casinò, può essere la scuola alberghiera e torno ancora su un argomento che era il mio primo argomento quando sono entrato qui dentro, ed è la legge elettorale. Perché se siamo qui ad accapigliarci sul fatto di Forza Italia che si è presentata alle elezioni in coalizione con Lega e Fratelli d'Italia e adesso, con un salto mortale degno di Houdini, si è spostato ed è un grande sostenitore del Governo Union-Centre Autonomiste-Centro Autonomista, scusatemi, non mi piace quell'acronimo, forse è perché c'è un problema di legge elettorale che andrebbe affrontato e andrà affrontato. Questo solo così, per amor di verità, diciamo.
Poi io tornerei però all'argomento del nostro confronto di oggi, e cioè a questa mozione proposta dal PD, e anche qui sono costretto a citare il collega Centoz per dire che è proprio vero, non ci sono più certezze, cioè il mondo è al contrario, come disse qualcuno che di defezioni è esperto, come lo è Forza Italia, perché mi trovo a essere d'accordo con il PD. È una roba che mi mette anche un po' a disagio, se devo essere sincero. Però è così, però è così.
Anche perché io ho un'impressione. Io ho visto quest'accordo, anche qui meraviglioso perché io non lo conoscevo, non lo conoscevano i nostri vertici a Roma, quindi boh, non lo so, un accordo carbonaro, non so come definirlo. Ma io ho un po' la sensazione, per seguire una metafora che ho sentito poco fa, che voi stiate vendendo della merce che non avete in magazzino. Cioè si può vendere a credito, me l'insegna il collega Lattanzi, che è un esperto di borsa, però i crediti li devi avere, cioè non è che uno possa vendere dei crediti che non ha. Voi questo state facendo.
Perché se io leggo questo mirabolante e meraviglioso programma, bellissimo, ci mancherebbe, ci manca la pace nel mondo e la fame nel mondo e poi abbiam risolto tutti i problemi, però io vedo che sui primi argomenti, ripresa dal percorso di revisione eccetera, il Ministro di riferimento è Calderoli, che non mi risulta essere di Forza Italia. La norma di attuazione dello Statuto speciale, Istituto musicale, eccetera, eccetera, il Ministro di riferimento è il Ministro della Cultura, che non mi risulta essere di Forza Italia. Vabbè, il Parlamento europeo… ripeto, manca la pace nel mondo e poi le abbiamo fatte tutte. Il Tunnel del Monte Bianco e il Tunnel Gran San Bernardo, il Ministro dei Trasporti è Salvini, che non è di Forza Italia.
È vero, io sono da poco in questo Consiglio - copyright Mauro Baccega che me lo ha ricordato, simpaticamente o meno - ma io penso che uno per vendere qualcosa non dico che lo debba avere in magazzino, ma debba avere almeno la possibilità un giorno o l'altro di possederlo, mentre qui io ho la sensazione che stiamo parlando... non mi piace l'espressione "Libro dei sogni", però alla fine di questo stiamo parlando.
Detto questo, entro nel merito - ma brevissimamente, il mio sarà un intervento molto breve - della mozione per dire che forse è una mozione un po', consentitemelo, colleghi del PD, ridondante, un po' eccessiva, perché qui si chiede il controllo e la cabina di regia e le commissioni... Cioè, c'è un po' il rischio forse di ingessare questo processo, ammesso che esista questo processo, permettetemi dei dubbi, visto che lo conoscete solo voi.
Al di là di questo, credo che tutto ciò che contribuisce a dare trasparenza a ciò che accade in quest'aula, o fuori da quest'aula, perché poi il problema sta anche lì, io assolutamente lo approvo. Tutto sommato quindi parliamo di un dovere di trasparenza su un programma elettorale che - ma credo che sia un dato oggettivo, non è una polemica la mia - si fa fuori da quest'aula, perché è firmato Farcoz-Gasparri, quindi tutto sommato se magari vi capita di raccontare anche a noi cosa volete fare, visto che noi saremmo il Consiglio regionale, potrebbe essere una buona cosa.
In quest'ottica io credo che questa mozione sia una mozione, al di là, ripeto, di una certa ridondanza, che forse io semplificherei e sfoltirei, assolutamente sensata, anche per capire se e quanta merce di quella che vendete avete in magazzino. Perché io ho la sensazione che non ne abbiate proprio per niente.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Zucchi.
Zucchi (FdI) - Intervengo brevemente su questa mozione, che ha scaldato l'Aula in quest'ultima ora, per fare alcune puntualizzazioni in modo molto sereno.
Abbiamo avuto modo di leggere questa mattina, pochi minuti fa, i contenuti integrali dell'accordo, di cui avevamo avuto soltanto alcuni stralci da parte della stampa, e francamente mi rivolgo agli amici, perché li continuo a considerare tali, gli amici di Forza Italia, per dire loro: state tranquilli. Ma per dire anche a tutta l'Aula: Fratelli d'Italia non si metterà di traverso, non ha intenzione di mettersi di traverso rispetto alle iniziative, l'abbiamo testimoniato anche questa mattina ai nostri vertici e abbiamo sentito una conference call. Ma è di tutta evidenza che bisognerebbe essere un po' sciocchini nel pensare che il partito di maggioranza relativa del governo e di maggioranza relativa anche all'interno del centrodestra, possa abdicare al proprio ruolo nel non dire delle cose, non essere partecipe di alcuni dossier, alcuni dei quali sono stati già oggetto d'iniziative legislative, come il principio dell'abbassamento del quorum, che è stato depositato nella proposta di legge dagli onorevoli Urzi e Amich, così come anche la questione della zona franca.
Questi sono argomenti che sono elemento di discussione positiva per il futuro della Valle d'Aosta e quindi è un lavoro a cui noi non ci sottraiamo. Pertanto non è una questione di mettersi contro, però credo che - cito proprio il tratto che ho letto poc'anzi, che mi ha fatto un po' sobbalzare - pensare di "consolidare e rafforzare il dialogo istituzionale fra il governo regionale e il Governo nazionale, con la finalità di risolvere alcune problematiche e di seguire costantemente i dossier che necessitano di un'interlocuzione con lo Stato italiano, al fine di portare risultati concreti e soluzioni di vantaggio per l'intera Comunità valdostana", consentitemi, non può essere soltanto un vostro copyright, ma dev'essere gioco forza un'azione congiunta di chi vuole raggiungere certi risultati.
Io credo che questo concetto lo sappia anche il presidente Testolin, lo sappiano gli esponenti di maggioranza, e sappiano che non è possibile avviare delle interlocuzioni senza le forze, oltretutto di maggioranza, scusate se lo ripeto, del Governo, e anche che è stato elettoralmente, comunque, votato qui, e pertanto credo che tutto questo si riconduca, non abbiatene a male, più che altro a un ballon d'essai per giustificare la tenuta di una maggioranza, ma che su questi punti, su cui, ripeto, noi non faremo mancare il nostro apporto, perché noi lavoriamo per la Valle d'Aosta, non lavoriamo per gli interessi del partito di maggioranza relativa, né per il mantenimento del suo governo attraverso queste cose.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Sono stati tanti gli interventi quest'oggi su quest'argomento, in riferimento a questa mozione. Vi sono degli aspetti che sono di carattere personale, che mi piace rimarcare, ma non solo, parlerò anche della questione politica.
Vede, collega Guichardaz, quando ho fatto l'imprenditore nella mia vita a un certo punto, era il 2004, mi hanno suggerito: ma perché non fai politica? Nel 2005 per la prima volta mi sono candidato e per nove volte, nove volte, indipendentemente dallo scudetto che avevo in testa, sono stato eletto.
Vuol dire che gli elettori confidano nel mio lavoro, nel mio impegno e in tutto quello che sono riuscito a dare a questa collettività valdostana, prima quando facevo l'imprenditore e successivamente nel mondo della politica, e adesso come Assessore alle Finanze di questa maggioranza.
Se lo metta bene in testa, perché io non ho nessuna ossessione della sinistra, con la sinistra ho anche lavorato nel Comune di Aosta. Ho lavorato con persone con le quali si lavorava bene, si lavorava nell'interesse dei cittadini. Io sono stato il primo Assessore alle Finanze a mettere la tassa addizionale, il primo Assessore e, nonostante questo, sono stato rieletto. Perché? Perché le casse non funzionavano, perché bisognava dare delle risposte alla collettività e alla città. Era il 2006.
Quello che voglio dire è che la politica inevitabilmente ci porta a condividere dei percorsi e a volte ci porta a dire: dobbiamo lasciare questa strada per interpretarne un'altra. Ed è quello che è successo nel 2025, quando c'era la consapevolezza, nell'aria, che le cose non potevano funzionare in quella direzione, cari colleghi.
Il documento che lei ha esaminato in modo chiaro, inequivocabile, che ha suscitato tutta una serie di perplessità, è un documento che ha sicuramente la forza e l'energia per dare delle responsabilità a noi che lo vogliamo portare avanti.
Sono lieto, sono lieto di quello che ci ha detto il collega Zucchi, sono lieto perché c'è la giusta attenzione anche da parte loro e credo che non ci sarà nessun motivo per non rendere edotti coloro che sono interessati a quei percorsi, perché sono quei percorsi che inevitabilmente entreranno in questo Consiglio regionale, inevitabilmente anche nella fase di proposizione potranno essere definiti e concordati.
Questo è quanto. Io credo che la Comunità valdostana, com'è stato detto dal collega, vuole risultati, vuole efficienza, vuole efficienza amministrativa, vuole capacità e allora noi siamo a disposizione e ci siamo messi a disposizione in questa logica. Che cosa succederà qualora le cose non vadano a buon fine? Succederà quello che succede nella politica, che la gente non ti vota più e non ti sostiene più e guarderà da un'altra parte.
È il percorso della politica, inevitabile. Stiamo quindi sereni, stiamo calmi, lasciateci lavorare, sono tre mesi che siam lì che mettiamo in campo tutte le energie per poter dare dei risultati alla Valle d'Aosta. Lavoriamo anche a livello nazionale, abbiamo sicuramente contezza che anche a livello nazionale ci sarà la giusta attenzione per la nostra regione.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Carrel.
Carrel (ADC) - Solo per, appunto, intervenire alla luce di quanto già ben rappresentato da tutti i colleghi che mi hanno preceduto.
Io credo che una cosa sia la politica e una cosa siano le istituzioni. Questo è il Consiglio regionale e quello che abbiamo in mano, e che ovviamente abbiamo letto tutti, è un accordo politico, ma gli accordi politici hanno poi delle ricadute sulle istituzioni, soprattutto. Mi soffermo, più che sui temi, su un aspetto di principio, sul pezzo in cui si dice che ci sia una persona che assume una veste di interlocutore al quale sarà possibile rivolgersi per garantire un continuo dialogo istituzionale tra il governo regionale e il Governo nazionale.
Ovviamente non ho firmato io quest'accordo, ma respingo fermamente questo tipo di approccio. I governi regionali e i governi nazionali, al di là delle bandiere, al di là dei colori e dei partiti, devono interloquire.
Io sono stato un Assessore all'Agricoltura che nel mese di luglio, se non erro... aprile, mi sono recato a trovare il ministro Lollobrigida a La Thuile perché era il Ministro all'Agricoltura. Non perché io condividessi in toto le idee di Fratelli d'Italia, ma perché il Ministro all'Agricoltura della Repubblica italiana è stato a La Thuile, ha chiesto d'incontrarmi e io sono andato appunto a incontrarlo per affrontare alcune tematiche, ma avrei fatto la stessa identica cosa se il Governo fosse stato del PD, al di là degli accordi politici.
Gli accordi politici invece devono, giustamente, interessare dei punti. Ovviamente in tre mesi non si risolvere tutto, ma sui punti aspettiamo delle risposte, perché i punti che sono qui rappresentati sono dei punti importanti.
Ma non vorrei che passasse un messaggio, che secondo me è sbagliato, e che è il fatto che dobbiamo avere un accordo con le forze politiche che governano a Roma per poter avere un'interlocuzione tra i due governi, perché questo è un concetto che dal mio punto di vista, da autonomista, ripudio e assolutamente non condivido affatto. I governi si parlano perché quando si governa si rappresenta una comunità e non esclusivamente un partito o un movimento, e questo vale sia a livello nazionale che a livello locale. Io credo che questa sia l'impostazione più corretta.
Dopodiché, ovviamente, i colleghi del PD, Partito Democratico, chiedono di renderli edotti di quello che stiamo facendo e del come lo stiamo facendo, e io credo che da parte dell'opposizione sia anche corretto. Sicuramente tutta la maggioranza è ben edotta di quanto sta succedendo, l'opposizione invece no, e credo che sia una domanda lecita. È anche altrettanto lecito rispondere di no, però è anche corretto cercare di avere tutti gli elementi necessari per capire a che punto siano questi dossier e come pensiamo di arrivarci entro le scadenze che sono state definite.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Torrione.
Torrione (AVS) - Anch'io intervengo molto, molto brevemente e tra l'altro, come ha detto il collega Carrel, gli interventi sono stati tanti e quindi è difficile toccare punti che non siano già stati toccati. Provo però a sottolineare solo un aspetto e provo a farlo con l'occhio più del cittadino che del Consigliere regionale.
La questione dell'accordo ha due aspetti importanti: uno, mi vien da dire, di logica politica e uno di logica che afferisce più specificatamente alla mozione che il PD ha fatto.
Questo accordo, dobbiamo ricordarcelo, io l'ho detto, credo, nel mio primo intervento e oggi il collega Guichardaz l'ha ricordato, è un accordo che ha alcune... non so come dire... come se fosse un ingranaggio che fa un po' fatica a funzionare perché ha alcune contraddizioni interne logiche, che sono state ben chiarite. Cioè un accordo fatto solo fra due forze politiche della maggioranza, una delle quali era precedentemente in una coalizione, poi ne è uscita, una è una forza politica di governo nazionale. Le due forze di opposizione all'interno del Consiglio regionale sono in opposizione... in minoranza, perché anche a me non piace il termine "in opposizione", in minoranza qui, ma al Governo nazionale. Peraltro oggi ho scoperto che, se ho capito bene, dai colleghi della Lega e di Fratelli d'Italia non c'era grande conoscenza neanche a livello nazionale di quest'accordo, e quindi forse, come ha detto anche il collega Bellora, stiamo trattando una merce che forse non c'è neanche. Cos'è che stiamo vendendo, quindi?
Il ragionamento, invece, più da cittadino è questo: ma qual è il problema della mozione che il PD ha fatto? Qual è il problema? Perché c'è questa preoccupazione di rispondere a questa mozione? Addurre il fatto che siano questioni partitiche, non istituzionali, ome ha detto giustamente il collega -. giustamente, dal suo punto di vista chiaramente - il collega Martinet, non è una motivazione, perché qui si tratta semplicemente di dare delle informazioni, non sullo specifico accordo, che è legittimo, come ha detto lei ce ne sono stati mille, è legittimo. Peccato che sia un accordo che contiene dei punti che non afferiscono soltanto ai rapporti partitici tra questi due, movimento e partito, ma afferiscono a un DEFR, perché ci sono elementi di questo accordo che sono scritti nel DEFR, e quindi forse anche solo per quest'elemento basterebbe dire: allora è di interesse di tutti.
Allora dateci le informazioni. Poi io sono d'accordo, l'ha detto la mia collega Minelli, l'ha detto anche il collega Bellora, forse la mozione del PD è un po' troppo pretenziosa, mettiamola così, di dettaglio, eccetera, eccetera, però il termine "generali" è semplicemente: dateci informazioni sulle cose, punto. Io non voglio fare l'ingenuo -perché non lo sono, e quindi non posso neanche farlo, l'ho già detto un sacco di volte, non sono ingenuo - però qual è il problema? Dateci solo delle informazioni, non è che stiamo facendo polemica o si stia facendo polemica. Dateci delle informazioni su un accordo che ha dei riflessi, potenzialmente, perché al momento, giustamente, come ha detto anche l'assessore Baccega, sono passati solo tre mesi, quindi non possiamo pretendere più di tanto, però l'elenco.
Peraltro, ringrazio il collega Guichardaz, perché ha espresso in maniera estremamente brillante il suo intervento, è stato, anche dal punto di vista retorico e della dialettica, estremamente piacevole e gradevole, e ha destato sicuramente le attenzioni maggiori di tutti.
Io, molto banalmente, sottolineo, e lo ripeto forse per la terza volta: qual è il problema? Dateci solo delle informazioni. Non si sta chiedendo altro, non è che chiediamo di entrare nei meandri delle questioni politiche fra due partiti, eccetera, eccetera. No, dateci delle informazioni. Anche perché, come ho detto prima e chiudo, dal punto di vista logico quest'accordo ha delle carenze che rendono questo potenziale ingranaggio molto difficile che si possa muovere agevolmente e in maniera oliata.
Presidente - La parola al collega Viérin Marco.
Viérin M. (CA) - Il mio intervento sarà molto breve, perché penso che si sia detto già di tutto e di più. Solo per dire al PD che è chiaro che nulla vieta di fare queste proposte al Consiglio regionale, ma di politica si tratta, quindi, tanto per essere chiari, dalla politica poi discendono scelte amministrative che possono essere raggiunte o appieno o meno, comunque la strada della politica in tutti gli ambiti, da quello europeo, statale e regionale, è quella. Non è che ci siano altre strade.
Oltretutto condivido anche quanto ha detto il collega Carrel, che quei governi, a prescindere dalle etichette o dalle magliette, debbano avere un confronto serio, pacato, ma anche, diciamo, trasparente, se vogliamo. Questo noi lo condividiamo appieno.
Prendo atto poi con piacere che anche le forze che oggi sono all'opposizione, ma che sono al Governo nazionale, hanno detto con fermezza, l'avevano già detto, onestamente, nella prima seduta del Consiglio, che non si sarebbero mai messe di traverso agli interessi della Valle, che per loro... poi lo vedremo nei fatti anche con loro, però è stato detto allora, è stato ribadito oggi e, quindi, quest'iniziativa serve anche per prendere atto di questo.
Il primo interesse per noi deve essere la Valle: cercare nei momenti di difficoltà di uscirne, ricercare una soluzione che ci porti a raggiungere quello che è possibile. Su queste mie parole, permettetemi, la Brignone ci farà esempio. Oggi la Brignone ha vinto l'oro, con tutto quello che è successo, con tutto quello che ha dovuto patire, con la grinta e la volontà è riuscita a fare una cosa impensabile. A tutto questo Consiglio io auguro che noi siamo lì a fare una fotocopia di quello che è successo oggi nel campo dello sport.
Presidente - Cerchiamo di essere più scaramantici delle agenzie stampa...
Vista l'ora, io non so se altri colleghi vogliano intervenire, altrimenti chiudo la discussione generale e ci riaggiorniamo alle ore 15:00.
Va bene, riprendiamo i lavori alle 15:00.
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La seduta termina alle ore 12:02.
