Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 265 del 12 febbraio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 265/XVII - Reiezione di mozione: "Rendicontazione al Consiglio regionale sullo stato di attuazione dell'accordo politico-programmatico tra Union Valdôtaine e Forza Italia".

Aggravi (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori alla presenza di 33 colleghi. Stiamo affrontando il punto 41 all'ordine del giorno. La discussione generale è ancora aperta. Chiedo ai colleghi se vogliono intervenire, altrimenti chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Per la replica, la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) - Questa è stata una mattina brillante per qualcuno e addirittura, per certi versi, ubriacante, poi abbiamo passato queste due ore di pausa dove ci siamo ubriacati della vittoria, come aveva anticipato il collega Viérin, e ci siamo ulteriormente ubriacati di qualcosa di molto positivo, che fa onore alla nostra Regione, per il quale abbiamo provveduto a inviare le felicitazioni, veramente di cuore, a una Brignone strepitosa, un esempio da seguire sicuramente.

Tornando invece alle nostre pochezze, alle nostre miserie, abbiamo scoperto questa mattina uno spumeggiante consigliere Guichardaz, che si è rivelato, oltre che prodigo di giudizi personali nei confronti di molti colleghi e delle nostre future iniziative all'interno e all'esterno di quest'aula, anche un ottimo stratega, perché ha tracciato le ipotesi più importanti della nascita di un Governo, con una sua visione particolare, che, pur essendo totalmente legittima, non coincide con quella di chi in quel momento doveva trovarsi a fare altre valutazioni. Per certi versi, scopriamo quindi un atteggiamento nuovo e propulsivo dal punto di vista delle volontà di risolvere i problemi in tempi molto brevi, quando anche le sue caratteristiche sulla velocità non è che siano mai state troppo percepite né all'interno, né all'esterno di quest'aula.

Pur avendo potuto condividere dei passaggi nel tempo, credo che la caratteristica della velocità non abbia mai fatto parte delle sue skill e questo ci permette oggi di apprezzare perlomeno l'impegno da parte dei nuovi alleati nel voler cercare di contribuire a dare delle risposte, che non sono delle risposte scritte su un accordo tra Union Valdôtaine e Forza Italia, solo squisitamente su quel rapporto, che peraltro non dovrebbe neanche essere di troppo interesse per quest'Amministrazione regionale, o comunque all'interno di questo Consiglio, ma dovrebbe essere interesse di chi l'ha firmato e delle personalità che all'interno di questo accordo sono coinvolte. Quello che invece interessa a questo Consiglio - ed è molto chiaro e molto trasparente - è il programma. Un programma di legislatura che, guarda guarda, ripercorre per certi versi, se non pedissequamente, le indicazioni di quello che i movimenti e i partiti hanno voluto sancire in un accordo che vuole dimostrare una sorta di collaborazione rafforzata in quello che deve essere un percorso di chiusura di alcune situazioni, che, come detto da più parti, avranno necessità di essere condivise anche con altri interlocutori, questo è fuor di dubbio. Nel momento in cui si fanno delle scelte, la prerogativa di poter esplicitare delle scelte da parte di chi ha avuto un maggior consenso elettorale prevede anche la possibilità di chiudere questi percorsi, facendo delle analisi molto pragmatiche sui possibili benefici o sui possibili svantaggi di avere qualcuno che ti accompagna in un viaggio e sulle situazioni invece a cui dovresti rinunciare, lasciando le cose come erano in precedenza.

In questo momento il fatto di essere un po' rancorosi - mi passi il termine, collega Guichardaz - rispetto a delle scelte di costruzione di questo nuovo Governo e di questa nuova maggioranza rappresenta un po' quello che in termini sportivi visto che siamo in periodo di Olimpiadi… vuol dire che uno skiman decide a un certo punto di cambiare sciolina perché quella che aveva lo rallenta invece di permettergli di avere delle performance migliori.

Detto questo, che può essere valutato e visto a suo modo e a modo di chi lo vuole sostenere in un certo modo, credo che invece rappresenti, da un punto di vista del lavoro, un approccio molto serio per chi deve governare e chi deve cercare di dare delle risposte.

Noi non ci nascondiamo e ogni volta che dobbiamo rispondere di quello che abbiamo scritto su un programma di governo lo facciamo e su quello rispondiamo in quest'aula, a qualcos'altro risponderemo, lo ha detto anche il collega Martinet, assieme agli altri membri di maggioranza che sono intervenuti. Lo faremo con chi invece ci ha dato la possibilità di essere qua a rappresentare anche noi, come voi, il popolo valdostano, e lo ha fatto dandoci anche la forza per poter prendere delle decisioni. Decisioni che si trasformano in progetti concreti, che si trasformano in volontà di dare anche quelle risposte che magari fino adesso non siamo riusciti a dare per tutta una serie di motivi e magari riusciremo a farlo grazie all'aiuto di tutti, o magari non riusciremo a farlo nonostante l'aiuto di molti. Questa è una cosa da mettere sul tavolo, perché non c'è bisogno di aver paura nel dire, o nel non dire, che in certe situazioni si possono anche scrivere delle cose che poi non si realizzano. Noi siamo assolutamente convinti che quello che mettiamo sul nostro programma vuole essere quello che portiamo a casa e daremo conto strada facendo sugli obiettivi raggiunti e su quelli non raggiunti.

Credo sia stato molto onesto anche il collega Baccega nel suo intervento quando ha detto che non tutte le situazioni positive vengono solo valorizzate, perché, se spiegate, anche quelle meno positive possono essere capite da chi deve giudicare l'operato di qualcun altro e possono essere apprezzate anche delle situazioni e dei momenti dove si portano magari con difficoltà e con non troppa facilità delle soluzioni, che non sempre sono quelle che uno vorrebbe sentirsi dire.

Noi, tutto sommato, abbiamo anche il vizio di prenderci carico dei problemi, e lo faremo un po' in tutti i settori dell'Amministrazione, non solo quelli elencati all'interno di questa intesa che è uscita tra i due movimenti.

Credo che su questi argomenti, così come si è già iniziato a fare all'interno delle varie Commissioni, ci saranno le possibilità, le opportunità e i momenti, strada facendo, per analizzare quello che si è fatto, quello che non si è fatto, quello che si è raggiunto e quello che non si è raggiunto.

Il programma è molto chiaro. L'indipendenza, dal punto di vista dell'organizzazione dei lavori, per quanto riguarda le Commissioni competenti è molto chiara. Noi non abbiamo bisogno di farci dettare l'agenda della nostra attività politica da un gruppo che non è iscritto, per quanto mi concerne, all'Union Valdôtaine. Se volete sapere che cosa succede all'interno dell'Union Valdôtaine, prendete una tessera, se ve la danno, e venite in altri contesti ad analizzare queste cose, altrimenti qua parliamo, tramite delle indicazioni che sono molto chiare e molto precise, su un programma di governo, su questo noi rispondiamo e lo faremo nelle sedi dovute.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) - Francamente non ho capito niente di quello che ha detto, Presidente. Siccome a me dà del rancoroso, lei balbettava talmente era arrabbiato. Poi ha pure letto un incipit che qualcuno le ha scritto sul fatto che ero spumeggiante. Intanto, da quando in qua, a fronte delle critiche e delle richieste di un Consigliere, si cade così di stile? La velocità… io non sono veloce. Potrebbe essere visto da un altro punto di vista anche come un complimento, se proprio la vogliamo dire, però diciamo che, per quanto mi riguarda, la cosa è anche piuttosto offensiva, anche perché dopo tre anni evidentemente ha capito che noi rallentavamo quella macchina in corsa, che era alla sua guida.

Io non sono mai entrato e noi non siamo mai entrati in critiche personali nei suoi confronti rispetto alla sua azione politica. Per quanto mi riguarda, oggi il tema è di chiedere trasparenza e siccome, come mi pare di aver evidenziato, ma l'ho già evidenziato ed è inutile che facciamo teatrino, il teatrino a questo punto lo lascio fare a lei… ma siccome su quell'accordo, che è un accordo che lei ritiene essere cosa sua, o cosa vostra a questo punto, perché lei allarga a tutto il movimento… in quell'accordo come ho avuto modo di dire… poi, tra l'altro, io l'ho ascoltata anche con attenzione, lei ogni volta… non si vede, perché abbiamo oscurato lassù, probabilmente si punta anche poco e difficilmente… le televisioni o la tv guardano il Presidente, non c'è mai una volta che, quando si parla, il Presidente non è lì col suo telefonino probabilmente ad armeggiare, io non so con chi. Credo anche che il rispetto verso l'aula e verso i colleghi, al di là delle critiche postume, sia anche quello magari di ascoltare. Quando lei parla, noi siamo tutt'orecchie e tutt'occhi, poi lei faccia come le pare visto e considerato che, secondo lei, noi la rallentiamo, avrà tanto altro da fare col suo bel telefonino…

Le dicevo che non abbiamo capito. Non abbiamo capito assolutamente che cosa volesse dire. Non abbiamo capito il suo ragionamento sul rallentamento, sulla sciolina, cioè mi spieghi - e sarebbe interessante che lo spiegasse all'aula - la logica del suo ragionamento, la logica che sta dietro al fatto che, a fronte di una richiesta di trasparenza, la difesa è quella di dire: "probabilmente siete stati degli alleati inaffidabili, adesso il rancore vi porta a chiedere delle specifiche o delle precisazioni". Noi non abbiamo rancore, lo sappia, se ne faccia una ragione. Non appartiene a noi il rancore, rimaniamo sul livello della politica, alle volte è dura, lo scontro è duro, alle volte affrontiamo gli argomenti probabilmente anche con una certa verve e una certa dialettica, alla quale lei probabilmente non è abituato, perché è abituato evidentemente a un uditorio dove tutti le danno ragione, è abituato ai baci e agli abbracci permanenti. Noi non diamo baci e abbracci, ma rispettiamo le persone e per me… e l'ho ribadito all'inizio… guardi, sono anche in imbarazzo, perché questa cosa mi indispone piuttosto. Nel momento in cui abbiamo presentato questa iniziativa abbiamo detto che non è un problema né di Union Valdôtaine, né di Forza Italia. I partiti, gli schieramenti, hanno tutti una loro dignità, noi non siamo mai entrati nelle questioni dei partiti e non siamo mai entrati nelle questioni delle persone.

Qua l'unica cosa che chiediamo è che un accordo che voi avete sottoscritto in gran segreto a questo punto, perché quello che è emerso questa mattina è che evidentemente questo accordo non lo conoscevano le altre forze politiche… ma molti dei vostri, visto che poi ho avuto modo anche di confrontarmi, non conoscevano il contenuto dell'accordo e oggi tanti che mi hanno mandato dei messaggi hanno detto: "grazie per aver svelato qualcosa di cui non conoscevamo i contorni prima di tutto e poi non conoscevamo neanche gli impegni e il contenuto".

Ripeto: visto che ho un po' di tempo, che il contenuto non è un contenuto, come lei dice, di "obiettivi raggiunti o non raggiunti"… ha detto un sacco di cose, non sono neanche riuscito a prendere appunti se devo dirlo francamente su cos'è che ci racconterà poi nel corso di questa legislatura.

I contenuti sono contenuti e ripeto, Presidente, che non hanno niente a che vedere con le dinamiche dei partiti. Lo dico anche per il collega Martinet, al quale questa mattina non ho risposto, ma perché non mi sembrava neanche il caso. Lei ha fatto su tutta una cosa sui Governi Monti, Draghi, ha parlato di accordi politici, di uno Stato di dittatura… non sono riuscito a capire neanche tanto stamattina la logica del suo intervento. La logica complessiva è che gli accordi politici, se si traducono in atti che impegnano il Governo regionale, la maggioranza, il Governo nazionale, devono avere evidentemente una base su cui poggiare, non è che possono riguardare due forze politiche e la finiamo lì, magari con i baci e gli abbracci.

Gli accordi sono accordi che determinano il destino della Valle d'Aosta. Quando si parla di concessioni idroelettriche, e lì lei accusa me di essere lento… sono stato cinque anni in maggioranza e devo dire che su questo tema non è che la si è vista molto a Roma, Presidente. Poi forse, se vogliamo entrare nel personale, se vogliamo entrare nella descrizione di chi è più veloce tra me e lei, forse possiamo mettere in fila le volte che lei è andato a Roma a - diciamo - onorare il suo ruolo ed è andato a Roma magari a chiedere. Non vuol dire "pietire", chiedere, pietire forse adesso che siete alleati con Forza Italia, ma prima si poteva anche chiedere. Si poteva chiedere dall'alto e dalla dignità di una Regione che non era schierata, non era sdraiata sulle logiche nazionali, tra l'altro, su un terzo del Governo nazionale. Si poteva andare, si chiedeva, si faceva un processo, lo si poteva fare su quello e lo si poteva fare su tanti argomenti che avete elencato qua. Visto che sono argomenti che doveva affrontare il Presidente, vogliamo metterci lì intorno a un tavolo, o in Commissione, io non so neanche più in quale consesso, e chiedere quante volte durante il suo mandato lei è si è preoccupato, nelle sedi opportune, di avanzare le richieste per l'approvazione della norma di attuazione dello Statuto speciale sulle zone franche montane e le zone produttive speciali? Quante volte lei l'ha portata sul tavolo del Governo e dei Ministri competenti? La norma di attuazione dello Statuto speciale concernente le istituzioni di alta formazione artistica e musicale, questa sì, glielo devo dire… è un lavoro che abbiamo cominciato ben prima, ma non penso che sia la sua velocità, la sua nota velocità, ad aver sbloccato questo unico percorso, così come tante altre questioni… la rappresentanza al Parlamento europeo. Visto che lei è stato Presidente per tre anni, ci dica, dall'alto della sua velocità d'azione e della sua velocità anche di interpretazione delle cose, se durante il suo mandato lei si è preoccupato di fare quello che deve fare un Presidente.

Poi io non ho mai criticato perché, personalmente, quello che si poteva fare, quello che si doveva fare è stato fatto, però non venga a fare la paternale agli altri sulla velocità, cominci a guardare la sua di velocità! Cominci a capire che cosa ha fatto e che cosa non ha fatto, dopodiché siete lì da 3 mesi e mezzo e in 30 giorni dovevate mettere in piedi una Commissione… non si sa niente. Dovevate perseguire tutta una serie di obiettivi, che inizialmente erano di carattere organizzativo, ma non è che coinvolgere il Deputato della Valle d'Aosta significhi un intrallazzo all'interno dell'Union Valdôtaine tra lei e che so io quale altro, che non abbiamo ancora capito chi sarà e chi è il referente di Forza Italia. Sono questioni che attengono alla politica, ma, se lei la politica la interpreta come una cosa personale, come una cosa che riguarda lei, come Presidente… perché lei non ha dato una risposta istituzionale, lei ha offeso, lei ha avuto una caduta di stile alla quale io personalmente non ero abituato, perché è vero che lei è un decisionista, probabilmente ha dei modelli che vorrebbe imitare - le dico che sono inimitabili certi modelli -, ma in ogni caso si rimane sul politico. Allora noi le poniamo un problema politico, abbiamo detto all'inizio che non è una questione né di Forza Italia, né dell'Union Valdôtaine, anzi, è un tentativo di allargare a tutta la maggioranza, di dare una mano anche alla maggioranza, perché stia tranquillo che anche all'interno della sua maggioranza certe cose non sono note.

Allora non mi parli di velocità, per favore, perché, se vogliamo fare un confronto di velocità, ci mettiamo lì e poi vediamo chi è più veloce tra i due. Porca miseria, ma che modalità! Dopodiché, io penso che a questo punto probabilmente il dibattito, per quanto mi concerne, è finito, tanto da quello che vedo proprio lei non si smuove su quello.

La cosa che posso anticiparle è che, per quanto ci riguarda, non perché noi vogliamo essere rancorosi e perché vogliamo ribattere - quindi mandi pure tutte le letterine che vuole al Presidente del Consiglio sul fatto che sarà la quarta, la quinta, la sesta, la settima mozione -, magari cambieremo anche le virgole… ma questo è un tema che lei non può affossare dicendo che per Regolamento l'argomento è stato affrontato tre volte, quindi lei non si sente e non vuole rispondere. Questo non è un problema legato al Regolamento, questo è un problema politico, noi la incalziamo sui risultati, questo è un tema che prescinde a questo punto dalle alleanze. Siccome fra un anno ci sono le elezioni, probabilmente tutta questa fantasia che avete scritto qua dentro difficilmente sarà realizzabile, a meno che lei non si accontenti di quello che la settimana prossima il collega Marquis ci ha annunciato come un grande successo, cioè l'approvazione della norma di attuazione concernente le istituzioni di alta formazione artistica e musicale… poi spiegherete che cosa vuol dire, qual è il grande risultato di quest'approvazione della norma di attuazione e che cosa cambia fondamentalmente rispetto a prima e rispetto ad adesso. Fondamentalmente non cambia niente, colleghi, è che formalizzeremo semplicemente che questo è un Conservatoire a tutti gli effetti. Ci saranno probabilmente dei passaggi che saranno chiariti, che saranno definiti, ma a noi interessa anche tutto il resto, interessano le questioni fondamentali.

Voi qua parlate di cambiare lo Statuto speciale. Su cosa? Quali sono i temi? Secondo lei, sono temi che riguardano Testolin, Gasparri e Farcoz, ma le sembra che questi non siano temi che possano riguardare l'intera collettività e l'intera comunità?

Le concessioni idriche sono temi che riguardano Testolin, Farcoz e che ne so io, magari la referente del partito di Forza Italia? No, questi sono temi che riguardano la Valle d'Aosta, se lo metta in testa! Dopodiché, se vuole, io rallento, perché non è lei che deve rallentare, io rallento, ho pazienza, posso stare dietro ai suoi ritmi visto che ha un sacco di cose da fare, ma le posso assicurare e le posso garantire che questa roba non è finita qua. Si aspetti pure non rancore, né la richiesta motivata dalla nostalgia o da chissà che cosa, non mi interessa e credo che non siamo qua a blandirla o a lusingarla. Non siamo quelli, perché, se avessimo voluto aspettare il prossimo treno, probabilmente avremmo aspettato il 2027 in silenzio, zitti zitti, magari senza offendere il manovratore, non ci interessa non offendere il manovratore. Oggi noi stiamo facendo questo mestiere e facciamo la minoranza. Non facciamo l'opposizione, facciamo la minoranza, ma voi dovete fare la maggioranza e lei, Presidente, è il Presidente di una Giunta e rappresenta in questo contesto la maggioranza e tutti insieme noi rappresentiamo il popolo valdostano, che ha la necessità di sapere quali sono i percorsi che lei intende mettere in atto sui temi più delicati, perché poi sul programma di governo ci sono scritte tante belle cose. Quello alla fine, come diceva il collega Baccega, probabilmente verrà misurato, per essere rieletto dovrà cambiare un altro partito probabilmente.

Presidente - Qualcuno per dichiarazione di voto? La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - Io in apertura del dibattito, quando ho preso la parola, ho detto che avremmo votato la mozione, al netto forse di qualche elemento di questa mozione che poteva apparire provocatorio. Adesso, dopo aver ascoltato tutto il dibattito, il nostro voto a questa mozione sarà più convinto ancora, perché sono emerse tante sottolineature, sono emersi tanti elementi che ci portano a pensare che davvero è necessario che ci sia un'esposizione in qualche modo, una possibilità per la comunità valdostana di essere messa a parte di quello che succede nelle segrete stanze, perché questo accordo sottintende a questioni che riguardano direttamente la comunità valdostana.

Devo poi dire che si è percepito assolutamente il nervosismo da parte di molti e mi riferisco in particolare anche a certe esternazioni che ha fatto il presidente Testolin nella sua replica. L'ex assessore Guichardaz, ora consigliere capogruppo del PD, dice che è un po' stupito di questo atteggiamento, che non lo conosceva; io purtroppo lo conosco molto bene per aver sperimentato più e più volte questo atteggiamento, anche molto scostante, che c'è nel momento in cui si parla, sembra di non essere ascoltati, ma poi si è ascoltati, perché lo sappiamo bene. Mi sembra davvero che l'atteggiamento sia stato poco istituzionale, come la risposta, e ribadisco che votiamo più convintamente di prima questa mozione.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marguerettaz, ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Il palinsesto di questo Consiglio si è lanciato su una serie di interventi che fanno invidia a una soap opera, perché tra tradimenti e incomprensioni siamo finiti in una situazione abbastanza imbarazzante, alleanze che si costruiscono, si distruggono…

Io vorrei fare due o tre precisazioni. Qualcuno ha parlato di segrete stanze, qualcuno ha parlato di conoscenza parziale da parte, addirittura, degli aderenti all'Union Valdôtaine. Se c'è una cosa che l'Union Valdôtaine dà sempre ha, è la condivisione. Noi abbiamo un "parlamentino", la definizione di "ino" la evidenzio, però noi, per fare queste riunioni, abbiamo bisogno di sale che ospitano almeno 100 persone, invece ci sono soggetti che, quando da 2 passano a 3, fanno giubilo. Da noi almeno 100 persone partecipano alle riunioni e almeno 100 persone ascoltano e leggono i documenti e li approvano e, se non li approvano, alzano la mano e i giornali il giorno dopo dicono: "non è approvata all'unanimità, si è astenuto Tizio, Caio, Sempronio". Si informi meglio quindi, questi documenti sono passati dai nostri organi e i nostri organi, torno a dire, non si riuniscono nella cabina del telefono, ma hanno bisogno di spazio, così come hanno bisogno di spazio gli eletti dell'Union Valdôtaine, che entrano con un consenso popolare importante.

Detto questo, io credo che, mutuando l'atteggiamento di qualcuno che viene in aula e vuole sempre fare il professore o la professoressa, su un tema del genere ci sarebbe "non classificato", "fuori tema", perché questo è un accordo di natura politica dove si definiscono degli obiettivi. Se in quest'aula, nei vari interventi, qualcuno avesse detto che questi obiettivi non sono condivisibili perché bisogna fare altro, ci sarebbe una logica, ma, se gli obiettivi sono condivisi, sono obiettivi, potremo raggiungerli, come no. Dopodiché qualcuno di voi sa e in particolare gli amici del PD lo sanno perché, quando erano in maggioranza con noi, avevamo degli obiettivi comuni e, quando andavate a Roma, non riuscivate… ma non per colpa, ma perché l'apparato centrale non necessariamente ti dà quello che tu chiedi, cioè io faccio parte della Commissione paritetica e in Commissione paritetica sapete che cosa c'è? Che molte volte, dal punto di vista politico, c'è una visione comune, poi si va dall'apparato e l'apparato continua a dire: "questo non si può". Paradossalmente quindi anche i Ministri hanno le mani legate.

Dopodiché, amici anche dalla parte Destra, io vorrei riportare, come si suol dire, la pendule à l'heure, cioè qua non è una merce. Si è detto: "avete venduto una merce che non avete", ma cosa stiamo dicendo? Stiamo mettendo degli obiettivi, perché, se facessimo l'accordo anche con quella parte che non ha fatto l'accordo della Destra, l'obiettivo sarebbe raggiunto? Ma scherzate? Cioè pensate voi di essere depositari di quella merce, che dite a quella parte della Destra che non hanno? Signori, non l'avete neanche voi, non ce l'ha nessuno! Da questo punto di vista, ci sono degli obiettivi, cerchiamo di raggiungerli. Da questo punto di vista, è un accordo politico, tutti gli atti che genereranno questi accordi politici ovviamente saranno portati nelle Commissioni e in Consiglio e ci sarà la discussione. Io direi che potremmo guardare "Un posto al sole" e non la soap opera in Consiglio regionale.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis.

Marquis (FI) - A conclusione del dibattito siamo arrivati alla dichiarazione del voto. È del tutto evidente che, dal nostro punto di vista, c'è piena contrarietà rispetto all'impegnativa e a tutto il testo di questa mozione per tutte le ragioni che abbiamo già evidenziato negli interventi questa mattina e anche per le considerazioni che sono state appena fatte adesso dal collega Marguerettaz.

Evidentemente riteniamo che ci sia anche una caduta di stile da parte dei colleghi dell'opposizione, perché un argomento come questo, soprattutto da chi ha rivestito ruoli di governo, a nostro avviso, dovrebbe essere trattato diversamente. Sentir dire dall'ex Assessore all'istruzione che anche la norma di attuazione sul Conservatoire servirà a poco o nulla credo che non sia un esempio di grande conoscenza della materia che è stata gestita. Così come abbiamo avuto anche modo di accorgerci quest'estate, dove abbiamo anche apprezzato, da parte del collega Carrel, quello che ha detto nel suo intervento, che, quando arrivano i Ministri, li si ricevono. Devo dire che abbiamo avuto anche invece delle esperienze che, nonostante il prodigarsi a portare dei Ministri per cercare di affrontare e risolvere dei problemi, caro collega Guichardaz, degli Assessori si sono lamentati con le strutture per aver ricevuto il Ministro che era qui in un'occasione per poter cercare di risolvere un problema, anche quello del Conservatoire in particolare.

Detto questo, riteniamo che ci siano cadute di stile personali, perché lei si è permesso di fare tutta una serie di osservazioni personali sui suoi colleghi stamattina, sui loro percorsi politici. Io le posso garantire, e rispondo per me stesso, di avere un curriculum credo molto più lineare del suo sotto il profilo politico, perché nella mia vita l'evoluzione mi ha portato una volta a cambiare partito, mentre io non so qual è l'elenco tra DS, Margherita, PCP, Riformisti, PD che lei ha percorso. Ognuno guardi a casa sua e non dia delle lezioni agli altri, questo sia fondamentale. Qui cerchiamo di parlare di politica e dei temi. Questo è un tema che rappresenta un accordo politico che si è poi esplicitato nel programma di governo, quindi c'è tutto lo spazio per fare tutte le azioni politiche, andare a fare le analisi, punto per punto, di quando verranno raggiunti gli obiettivi. È vero che l'avete scritto voi, ma credo sia emerso nell'ambito di questa discussione quali sono poi le ragioni che hanno portato a un cambio di maggioranza. Evidentemente il rallentamento che davate all'azione dell'Amministrazione regionale noi l'avevamo già percepito, perché tutto quello che c'era scritto e su cui ci si aspettava che ci potesse essere un contributo da parte vostra in quel di Roma non ha mai avuto delle evoluzioni. Veniva riportato anno per anno e ancora adesso sono situazioni difficili da affrontare.

Da parte nostra non c'è la garanzia di risoluzione dei problemi, ma c'è la garanzia di impegno quotidiano per cercare di affrontare le questioni complicate e cercare tutti insieme di dare delle soluzioni, così come crediamo che anche da parte delle altre forze che riferiscono al Centro-Destra, la Lega e Fratelli d'Italia ci sarà a Roma tutta la disponibilità per portare avanti i dossier di interesse della Valle d'Aosta, anche a livello locale immagino che i colleghi non esiteranno a collaborare a nonostante si trovino in un ruolo di opposizione.

Pertanto, crediamo che ci sia tutto il diritto di fare delle azioni ispettive, quello che ci spiace, collega Guichardaz, è che pare che dalle sue conclusioni non abbia ancora capito come stanno le cose e ha detto che ritornerà in aula, ce lo ha già annunciato, con i medesimi argomenti. Io credo dobbiate farvene una ragione, pensate a fare questi cinque anni in minoranza, all'opposizione nel migliore dei modi ed esprimerete i giudizi sull'azione della maggioranza quando ce ne sarà l'occasione e soprattutto quando si arriverà a esaminare il rendiconto del bilancio e quindi l'attuazione delle azioni programmatiche.

Presidente - Ha chiesto la parola la collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) - Il mio collega, non quello rancoroso, l'altro, quello saggio, perché qui ognuno ha un ruolo, mi ha chiesto: "Senti, tu che hai un po' di competenze psicologiche che cos'è questa roba?". Io non ho saputo rispondere. C'è del nervosismo e, devo dire la verità, c'è anche amarezza, ma un'amarezza politica. Poi io penso che - lo dico al collega Marquis che adesso è distratto - che forse non ha neanche tanto capito quello che è stato detto, però questo è un problema suo, non è certo un problema mio. Se il mio collega Guichardaz, Presidente…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…no, ma io mi fermo, poi recupero però. Mi interessa, perché, se io dico una cosa al Presidente, spero che il Presidente mi ascolti. Se il mio collega è rancoroso, come lei ha detto, ed è lento, o è stato lento negli anni precedenti, guardi, io non c'ero, non saprei dire, ma il suo compito qual era? Era quello di pungolare, quello di fermare, quello di cambiare? Cosa che lei si è ben guardato però dal fare. Se il mio collega - e veramente io oggi ho assistito a una caduta di stile in un Consiglio regionale che raramente avevo visto - è rancoroso, però lei, Signor Presidente, forse per la meravigliosa vittoria di Federica Brignone, è ubriaco…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…talmente ubriaco di felicità che si è arrampicato sugli specchi, maldestramente andando a toccare le persone, ma non dicendo nulla di politico, nulla.

Intanto volevo dire: se ne faccia una ragione, noi continueremo a chiedere. Continueremo perché il nostro diritto è chiedere, il vostro dovere è rispondere, questo ancora non è chiaro. Siamo in una democrazia e nella democrazia funziona così: che la minoranza, qualunque essa sia, chiede e la maggioranza, perché la maggioranza porta avanti un programma, risponde. Bisogna farsene una ragione: ognuno deve avere il proprio ruolo, deve stare nel proprio ruolo e non è possibile dire: "è un accordo politico tra due forze politiche", peraltro escludendone delle altre, più o meno anche qui maldestramente, ma non è un accordo politico, questo è un programma che coinvolge tutti i Valdostani e tutte le Valdostane. Capiamo il nervosismo, non capisco la maleducazione. Lo dico a livello personale: il rasentare l'insulto e la maleducazione non lo capisco: non lo capisco perché noi siamo l'esempio, dovremmo essere l'esempio, il Presidente ce lo ricorda ogni tanto, quindi se ne faccia una ragione. Glielo ripeto: noi continueremo a chiedere e lei potrà trincerarsi dietro una non risposta, ma noi questo lo diremo a tutti i Valdostani.

Presidente - La parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Credo che in chiusura sia utile dire qualche parola, a cominciare da quello che credo sia stato un misunderstanding da parte del collega Marguerettaz, che di solito è molto attento su queste cose.

Vede, nessuno ha parlato di merci di scambio, si è fatta una cosa che si chiama metafora. Probabilmente è un elemento che a lei sfugge, ma vorrei evidenziarle cosa significa utilizzare delle metafore: significa che, per esempio, per utilizzarne un'altra così non immagina cose differenti, se voglio andare a cena con quattro amici e mi accordo con uno solo di questi, fondamentalmente escludendo gli altri, dicendo: "ma no, ho già parlato con loro, siamo d'accordo sia sull'orario, sia sul ristorante", potrebbe darsi che gli altri due non apprezzino né l'orario, né il menù che viene proposto. Ma siamo sempre amici, non c'è dubbio, è stato detto peraltro dai colleghi: "Ma siamo sempre amici", questo è stato ricordato. È evidente quindi che il tentativo di svilire l'elemento che si vuole trattare, come abbiamo sempre fatto, rispetto a una questione delicata, come alcune riforme e alcuni punti importanti, fondamentali per la nostra autonomia, immaginando che qualcuno li tratti come merce di scambio… assolutamente non è così.

Proprio perché lei ha puntato sul fatto che qualcuno possa aver immaginato di trattare questo tema come merce, mi fa però saltare a un'altra delle cose che ha detto e cioè che nessuno ha i collegamenti. Lei ha detto che senza una o quell'altra componente in realtà non succede niente, perché nessuno ha i veri collegamenti, perché si arriva a un certo punto e poi lì ci si blocca e ha preso in causa la sua esperienza all'interno della Paritetica. Se così fosse, all'interno di questo accordo, che, ripeto, non ringrazierò mai abbastanza i colleghi del PD per averci regalato, visto che oggi abbiamo messo a conoscenza anche i nostri referenti nazionali e i Ministri interessati del contenuto di questo accordo… se effettivamente come lei descrive, cioè che alla fine in realtà siamo qui in un grande teatro, ma poi quello che ci diciamo rimane qui, probabilmente lei, non voglio mancarle di rispetto, ma ha avuto un'eccessiva frequentazione e stagnazione in maggioranza con i colleghi del PD, che sicuramente avranno questo limitato orizzonte. Ecco, per quanto ci riguarda, non è così, ma, a prescindere dai maggiori o minori - io conosco i miei, non conosco quelli degli altri - contatti o connessioni con i propri rappresentanti a livello nazionale, posso immaginare che, se si fosse scritto un accordo sulla base del fatto che non ci sono collegamenti, non c'era bisogno di scrivere: "sarebbe stato individuato un referente di Forza Italia che, unitamente al Deputato della Valle d'Aosta, possa assumere la veste di interlocutore al quale sarà possibile rivolgersi anche per garantire un continuo dialogo istituzionale tra Governo regionale e Governo nazionale". Se effettivamente non ci fossero questi collegamenti, questo sarebbe inutile, perché tanto, anche se non c'è un referente, non ci si ascolta lo stesso. Dall'altra parte, se effettivamente non ci fosse bisogno di una connessione, di un collegamento, di un dialogo con le altre forze, non ci sarebbe stato bisogno di scrivere l'elemento fondamentale di cui abbiamo discusso oggi, cioè l'impegno a ottenere la condivisione delle altre componenti al Governo nazionale, perché, se non possono avere questa condivisione i colleghi che rappresentano le forze nazionali in Consiglio, non la possono avere neanche i colleghi che rappresentano altre forze in Consiglio, nella maniera più assoluta.

Poiché ho sentito colleghi che hanno preconizzato: "vedrete, sulla prossima mozione vi facciamo venire i capelli bianchi, vi spieghiamo noi a livello nazionale cosa stiamo facendo, che qua abbiamo rivoluzionato la baracca", io spero che sulla prossima mozione, ma ne prenderemo atto, gli elementi di novità che vengono forniti non siano le questioni delle norme di attuazione che sono relative alla scorsa legislatura, perché se viene presentato questo come elemento a testimonianza del fatto che c'è un dialogo continuo a livello nazionale, obiettivamente sarei un po' deluso. Come è già stato detto per altre forze politiche, anche la Lega ha sempre lavorato nell'interesse della Valle d'Aosta e continuerà a farlo, ma è evidente, lo abbiamo detto nella prima seduta, che per parlare con la Lega c'è bisogno che la Lega ci sia e che venga coinvolta, mi sembra un elemento minimo indispensabile che ad oggi non c'è stato.

Presidente - Ha chiesto la parola per dichiarazione di voto il collega Zucchi.

Zucchi (FdI) - Mi dispiace francamente che il collega Capogruppo, il collega Marguerettaz stia per uscire, o stia uscendo per partecipare, guarda caso, alla riunione della Commissione paritetica, perché una parte del mio intervento in dichiarazione di voto, che, come al solito, sarà molto breve, riguarda le sue affermazioni.

Noi rifuggiamo da quello che è stato detto nel far intendere in qualche modo che questo argomento che è stato posto all'attenzione di questo Consiglio da parte di questa mozione posta in evidenza dai colleghi del PD sia riconducibile a una soap opera o uno charaban, perché in tutti i modi si può definire questo argomento tranne che charaban e soap opera. Gli argomenti, che posso anche comprendere possano essere, per certi versi, anche provocatori e che possano andare in certe direzioni, sono di grande importanza e non è un caso che siamo qui dalle 11 a parlare, almeno per chi vuole parlare di questi argomenti, con un certo tipo di attenzione e tensione, perché gli argomenti di cui si tratta sono molto, ma molto importanti.

Mi scuserà - lo riporterà al consigliere Marguerettaz -, magari verrò smentito, ma sulla questione del "parlamentino" per cui loro sono abituati a decidere e a leggere i documenti a me sembra di ricordare che quel famoso giorno in cui è stato evidenziato l'accordo tra il mio amico Maurizio Gasparri e il Presidente dell'Union Valdôtaine agli organi della stampa l'accordo sia stato diffuso prima della riunione che è stata fatta nel pomeriggio, quindi io mi chiedo come sia possibile, a scanso di miei errori, che il concetto espresso dal collega Marguerettaz sia effettivamente veritiero. Se fosse così, il Parlamentino dell'Union Valdôtaine si è trovato a vidimare, a ratificare un accordo preso quanto meno qualche ora prima, quindi dobbiamo ricondurre anche a dei meccanismi di verità certi tipi di affermazioni.

Quello che a noi più preme sottolineare è il fatto che invece sì il collega Marguerettaz ha evidenziato: ci sono talmente tanti ostacoli, è vero, di fronte all'approvazione, alla messa a terra di questi argomenti, per cui noi riteniamo, non noi di Fratelli d'Italia di avere la verità in tasca, perché ci rendiamo conto che anche noi non siamo sufficienti per poter portare avanti certe iniziative… e noi riteniamo che queste iniziative sia proprio all'interno del Consiglio Valle, non nei partiti, che debbano trovare la propria evidenza e collaborazione da parte di tutte le forze che vogliono arrivare a un certo tipo di definizione. Questo è un argomento molto, ma molto importante, che deve essere posto all'attenzione di tutti i Consiglieri, senza che nessuno abbia la bacchetta magica o abbia il copyright.

Poi permettetemi in chiusura, oltre a dichiarare il nostro voto favorevole a questa mozione, che io vorrei che ci fosse un maggiore senso di rispetto nei confronti di tutti i colleghi che intervengono in quest'aula, nel modo in cui ci si comporta e nel modo in cui ci si guarda, perché è attraverso il rispetto che si connota la serietà di una classe politica.

Presidente - La parola al collega Carrel.

Carrel (ADC) - Riparto anch'io dall'ultimo pezzo del discorso del collega. Non era mia intenzione intervenire, e lo dico non a mo' di rito, perché spesso e volentieri lo si dice in quest'aula, ma intervengo alla luce di un atteggiamento che credo non sia rispettoso di quest'aula e del lavoro di ognuno di noi e dei Consiglieri che hanno il dovere di trattare dei temi politici. Dopodiché capisco la posizione del PD, che è una posizione del tutto politica e ha portato un tema prettamente politico da discutere in quest'aula. Comprendo anche dall'altra parte chi sta in maggioranza, che possa anche lecitamente dire: "queste sono cose nostre e a voi le diremo quando sarà il momento", ma i modi credo che siano da sottolineare e soprattutto da evitare. Questa è la politica basata sulle persone che noi combattiamo e che assolutamente non vogliamo.

Vogliamo discutere dei contenuti di questi accordi, vogliamo discutere dei contenuti che andremo ad affrontare in quest'aula, perché qui rappresentiamo tutti i Valdostani, ognuno con il suo ruolo e credo che il rispetto del ruolo di ognuno, soprattutto se si è fatto un pezzo di percorso insieme, perché questo credo sia anche un atto dovuto, sia importante e identifichi anche certi momenti e certe scelte politiche.

Io credo che non ci sia null'altro da dire, perché la politica ci insegna che possiamo fare tutto e metterci d'accordo con tutti e in ogni momento possiamo anche cambiare certi accordi, è la politica. Non siamo nuovi e sicuramente non gridiamo allo scandalo per questo, ma nello stesso tempo il rispetto deve esserci e soprattutto non si deve mai cadere, come si è caduti quest'oggi in quest'aula, a un livello personale, perché, nel momento in cui cadiamo a un livello personale, al di là della velocità o non velocità e della sciolina o non sciolina - io ho fatto i bastoncini per due anni, perché di fatto servivano anche i bastoncini per muoversi -, abbiamo fatto una bellissima gara di sci di fondo, ci siamo mossi, lo abbiamo fatto nel meglio, ognuno nel suo. Andiamo avanti, oggi abbiamo passato la staffetta ad altri, andiamo avanti ma concentriamoci su quello che dobbiamo fare, ognuno nel suo ruolo.

Presidente - La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) - Mi riallaccio anch'io agli ultimi due interventi ed esordisco dicendo che sono un po' amareggiato perché io credo che questo Consiglio… io sono rimasto fermo ancora al primo giorno in cui mi sono seduto qua, con un senso di responsabilità, schiacciato forse anche da questo senso, con l'idea di essere in un posto dove poter fare il bene della collettività e ragionare su contenuti, oggetti, non deviare su altri aspetti, personali, o di partito, o di strategie politiche e partitiche. Noi dobbiamo ragionare sugli oggetti che sono il bene dei nostri cittadini. Sembra un po' ingenua e un po' naïf questa cosa, ma io ci credo fermamente. Penso che sia la vera natura della politica e il vero motivo per cui noi siamo qua e siamo stati eletti dai nostri cittadini.

Un'altra cosa che ho trovato estremamente sgradevole - poi torno sull'aspetto del rispetto - è questa continua dimostrazione muscolare da parte in particolare dell'Union Valdôtaine in cui ogni due per tre ci sbatte davanti i risultati elettorali.

Prima cosa: non ne avete nessun bisogno, sono evidenti a tutti, sono chiari, perché deve esserci un accanimento terapeutico? Nei confronti di chi? Di chi comunque ha perso, siamo in minoranza. Allora dovete per forza, in maniera anche sgarbata a volte, sbatterci in faccia che voi avete i numeri e la potenza dei numeri? Questo lo trovo sgradevole. Trovo sgradevole e sbagliato però che quest'associazione che fate fra successo elettorale e programmi venga anche questa continuamente rimarcata. Peccato che è una lettura sbagliata. Se pensate che tutte le persone che hanno votato l'Union Valdôtaine lo abbiano fatto in base ai vostri programmi, secondo me, sbagliate, non è così, ma vale per tutti, non vale solo per voi, vale anche per noi. Trovo spiacevole però questo continuo rimarcare questi aspetti, oltre al fatto che la lettura è sbagliata.

Torno sull'aspetto che è stato citato dai miei colleghi. Se si parla di contenuti, non bisogna fare ragionamenti o utilizzare quest'aula per fare attacchi personali, o usare dei toni che non convengono a quest'aula. Ovviamente la mia formazione è quella dell'educatore e io sono abituato che in ogni caso, quando si parla con qualcuno, lo si guarda in faccia. Io ho assistito a decine e decine di interventi rivolti a persone specifiche con la persona interpellata che non guardava neanche in faccia chi parlava, io lo trovo oltre la maleducazione. Peraltro sta accadendo in questo esatto momento, perché ovviamente uno dei riferimenti era anche quello del Presidente, che ovviamente è impegnato in questioni importanti di lavoro e non mi può ascoltare, però io lo trovo scortese, lo trovo maleducato. Peraltro è anche fatto in maniera un po' scientifica, perché ho notato che dipende anche da chi parla: a seconda di chi parla, c'è un atteggiamento diverso di chi ascolta e di chi poi risponde, anche qui faccio l'apoteosi della mia ingenuità da educatore: io lo trovo scortese. La collega Forcellati ha citato l'esempio, io l'ho citato nel mio primo intervento in questo Consiglio: noi siamo un grande esempio e, per essere degli esempi, bisogna esserne anche degni e comportarsi di conseguenza, non mi sembra che stia avvenendo con così grande frequenza. Ripeto: fondamentalmente io sono amareggiato, molto amareggiato per questa cosa.

Presidente - Possiamo chiudere la discussione e passare al voto della mozione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 32

Favorevoli: 15

Contrari: 17

Astenuti: 1 (Sorbara)

La mozione non è approvata.