Oggetto del Consiglio n. 262 del 12 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 262/XVII - Interpellanza: "Verifiche delle molestie negli alloggi di edilizia residenziale pubblica".
Aggravi (Président) - Punto 39 all'ordine del giorno. Pour l'illustration, la parole au collègue Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Con questa iniziativa torniamo su un tema che avevamo già trattato precedentemente, che sembrava si fosse concluso ma che in realtà concluso non è. Siccome le segnalazioni sono molteplici, riteniamo che sia opportuno andarle a esaminare tutte.
Di quello che le dirò adesso, Assessore, poi le darò ovviamente copia e documentazione. Non gliel'ho allegata prima, sennò ci avrebbero secretato la seduta e mi avrebbero censurato l'iniziativa, per cui adesso possiamo parlarne liberamente.
Della segnalazione degli eventi di cui abbiamo parlato la volta scorsa lei si ricorderà che un soggetto, secondo quello che ci ha riferito lei, che non era assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, che abusivamente viveva all'interno della sua abitazione, che era assegnata a un suo parente, si era prodotto in una serie di aggressioni e di molestie nei confronti delle persone che vivevano nello stesso stabile, aveva aggredito più volte verbalmente, ma non solo, le persone che ivi passavano e poi era stato finalmente fermato, perché aveva aggredito la persona sbagliata, cioè un poliziotto fuori servizio all'interno di un bar.
Dopo l'arresto sembrava che questa persona avesse finito di fare il suo ciclo di violenze, di molestie, chiamiamole come vogliamo. La notizia però è che - dopo che abbiamo fatto quel passaggio e per il quale, si ricorderà, avevo anche espresso la mia soddisfazione rispetto alla risposta che ci aveva dato - questo soggetto è tornato in quell'alloggio - abusivamente, secondo quello che lei ci ha detto, perché non è assegnatario di quell'alloggio - e non soltanto ha proseguito con l'opera che aveva già iniziato, ma ha pensato bene di continuare a infastidire le persone che oggi sono ancora più preoccupate perché, avendo accolto con sollievo il fatto che questa persona fosse stata resa inoffensiva, oggi, essendosi espresse anche pubblicamente con soddisfazione rispetto a quelle scelte che erano state fatte, sono molto preoccupate rispetto alle possibili vendette che possono arrivare. Le assicuro che sicuramente i comportamenti che purtroppo ha tenuto non sono dei migliori.
A seguire però - le devo dire: io sono convinto che i suoi uffici l'abbiano ricevuto -siccome ho verificato ieri che i suoi uffici purtroppo non le trasmettono le segnalazioni, o probabilmente e giustamente questa non era oggetto d'iniziativa e quindi sicuramente non ha potuto chiedere informazioni, quindi non le hanno potuto mentire dicendo che non era arrivato nulla, c'è una raccolta firme che riguarda un condominio che è situato di fronte a quello di cui parliamo, dove c'era questo soggetto, dove due assegnatari continuano con molestie inquietanti, tant'è vero che qui ho una raccolta firme che è stata consegnata ai carabinieri, ma è stata consegnata anche all'Arer, dove si segnala proprio - qui ci sono gli indirizzi e i nomi, non glieli sto a leggere - che questi soggetti si producono in molestie diurne, notturne, urla, grida, aggressioni, danneggiamento di porte e di oggetti, insulti, insomma di tutto, al punto da convincere tutti i condomini, ovviamente tranne loro due, che abitano in questo alloggio, a firmare questa raccolta firme che poi le consegnerò.
Questa situazione è stata segnalata più volte all'Arer, ma questi due soggetti continuano a rimanere all'interno dell'alloggio.
In ultimo, lo avevamo scritto e se lei ha buona memoria... Purtroppo mi rendo conto che sono molteplici le iniziative che presento e soprattutto che è passato molto tempo e che lei ha probabilmente anche tutt'altro da fare, altri impegni quotidiani, che occuparsi delle segnalazioni delle persone, che purtroppo però vivono sulla propria pelle condizioni di criticità, ma a Pont-Saint-Martin c'è una situazione che da anni preoccupa gli abitanti di un condominio.
Non se lo ricorderà, ma io le rinfrescherò la memoria, perché su questo era accaduto un fatto molto strano, cioè il condominio dove queste persone vivono - e poi le consegnerò tutto, ripeto, così avrà anche modo di recuperare memoria - aveva fatto una raccolta firme contro queste persone, dicendo che queste persone, oltre a spostare mobili di notte, fare rumore - ma queste sono le classiche liti condominiali che si hanno quando si convive insieme nello stesso stabile... - avevano aggredito le persone, le insultavano quotidianamente, danneggiavano l'automobile di chi li criticava, ospitavano abusivamente persone all'interno dell'alloggio, non utilizzavano l'alloggio perché vivevano in Svizzera, lavoravano in Svizzera e utilizzavano l'alloggio della casa popolare esattamente come un alloggio per le vacanze, in maniera da svernare in tempi più freschi... ecco, a fronte di tutto questo era stata fatta una raccolta firme. Questa raccolta firme era stata depositata all'Arer e i due responsabili dell'Arer avevano chiamato gli assegnatari dicendogli: "Scusate, è stata fatta una raccolta firme che ci dice tutta una serie di cose: è vero?". E il soggetto in questione cosa aveva fatto? Era andato a bussare a ogni porta dicendo: "Guarda che se tu non ritiri la firma da quella raccolta firme, io qua ti faccio passare dei bei guai". Risparmio i particolari.
Indovini cosa è successo? Tutti quelli che avevano presentato quella raccolta firme avevano ritirato la firma da quella petizione, e l'Arer non si era chiesta come mai c'era un intero condominio che prima firmava, dicendo: "Guardi che quelle persone ci stanno molestando in tutte le maniere", e poi ritirava le firme dopo una verifica. Non se l'era chiesto. Aveva detto: "Vabbè, hanno tutti ritirato la firma, quindi è chiusa così". Condizione molto strana, ma va bene.
Questi casi singoli, di cui spero si potrà occupare a breve, in realtà però, al netto del caso singolo, evidenziano tutti un tratto distintivo, cioè ci sono purtroppo persone che vengono collocate - e questo fa parte della normalità delle cose, ma succede - negli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma non riescono a convivere con gli altri.
Siccome queste persone non riescono a convivere con gli altri e sono fonte di disturbo importante - qui non parliamo del gatto che ha mangiato il basilico sul balcone del vicino, ma parliamo appunto di insulti reiterati, di aggressioni fisiche, di minacce, di danneggiamenti - il problema è che queste persone devono essere messe nella condizione di non nuocere agli altri, perché quando si occupa un alloggio di edilizia residenziale pubblica ovviamente lo si occupa perché se ne ha diritto, perché si è in una condizione di fragilità.
Se a questa condizione di fragilità si aggiunge il fatto che ci sono persone che non sono in grado di condividere uno spazio pubblico che gli è stato generosamente assegnato, pagato coi soldi di tutti, allora queste persone devono essere private di quel diritto, se non sono in grado di fruirne senza disturbare gli altri.
A questo proposito c'è l'articolo 42 della legge 3/2013. Questo articolo 42 prevede le cause di decadenza. Tra queste, al di là della questione dell'adibire l'alloggio ad attività penalmente rilevanti, dell'avere un comportamento pericoloso per l'incolumità pubblica, c'è anche il reiterato mancato rispetto dei regolamenti stabiliti dall'ente gestore.
Abbiamo l'impressione che, nonostante le segnalazioni, però, i controlli su questo non vengano effettuati e, a fronte dei mancati controlli, le persone si sentano particolarmente sole. Perché si immagini di vivere in una condizione di fragilità, senza disponibilità economica, senza possibilità di migliorare la propria condizione, e avere un vicino di casa che arriva, ti minaccia, ti molesta, ti spacca la macchina, ti spacca la porta, ti insulta ogni volta che ti vede: questo ovviamente non fa che aumentare il carico, quotidiano, di problemi che tu hai.
Siccome la legge però prevede sia le cause di decadenza, sia anche la possibilità, per esempio, di ispezionare l'alloggio, anche soltanto per vedere che cosa fanno questi nelle loro abitazioni, io credo che sia necessario fare un passo avanti e fare in modo che queste persone sappiano che non possono fare quello che vogliono. Fare i dovuti controlli e, se la situazione lo richiede, privarli dell'alloggio di edilizia residenziale pubblica. Perché, se non sai condividere degli spazi, allora quegli spazi non li devi usare.
Ecco perché con quest'interpellanza, Assessore, le chiediamo se sia intenzione di predisporre un piano di verifica di tutte le segnalazioni concernenti i comportamenti descritti, per evitare condotte contrarie alle norme, e di allontanare dagli alloggi chi integra le summenzionate fattispecie.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.
Marzi (CA) - Naturalmente noi, come il collega Manfrin sa, perché ha volutamente scritto l'iniziativa in termini generici, daremo una risposta generica che volendo potrei anche distribuirle senza leggerla, perché non aggiunge e non toglie nulla all'importante presentazione dell'iniziativa che lei ha fatto su casi assolutamente specifici e un po' fuori dall'ordinario.
Arer, in quanto ente gestore, ha già attive e strutturate procedure e attività di controllo inerenti alle segnalazioni di comportamenti molesti o contrari alle norme negli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Arer protocolla naturalmente tutte le segnalazioni ricevute e procede a verifiche puntuali che comprendono, a seconda dei casi, colloqui con gli assegnatari coinvolti, sopralluoghi, acquisizioni di eventuali verbali delle forze dell'ordine e, naturalmente, confronti con i servizi sociali o con altri soggetti competenti. Per cui, rispetto alla segnalazione specifica che lei adesso mi darà, verificheremo poi l'iter di riferimento che Arer applicherà.
Solo a seguito di accertamenti oggettivi e documentati, Arer adotta i provvedimenti conseguenti, emettendo il richiamo formale. Al raggiungimento del terzo richiamo formale, viene avviata la procedura di decadenza dall'assegnazione dell'alloggio, ai sensi dell'articolo 42 della legge regionale vigente.
A dimostrazione dell'applicazione concreta delle previsioni di legge, Arer evidenzia di avere anche disposto sgomberi forzosi in alcuni casi gravi o in casi di reiterazione dei comportamenti anomali.
Nel caso specifico richiamato, Arer ha comunicato di aver già avviato la procedura di decadenza per le irregolarità accertate. La commissione competente ha esaminato la situazione e ha disposto un rinvio della valutazione finale in attesa della conclusione degli ulteriori accertamenti in corso. Nelle more di tale valutazione finale, il rientro temporaneo dell'assegnatario dell'alloggio è pertanto legittimo. Ricordiamo che la commissione è sovrana ed è presieduta da un magistrato.
Attualmente le condizioni sono completamente mutate e sono considerate tali da non creare pregiudizio agli altri residenti, non essendo stati evidenziati comportamenti violenti o provocatori successivi al rientro dell'assegnatario nell'alloggio. Accanto agli strumenti sanzionatori, è importante ricordare che l'azione dell'ente gestore non si limita alla repressione delle condotte scorrette, ma comprende anche attività di prevenzione e mediazione, e Arer promuove colloqui individuali e incontri collettivi nei fabbricati, con l'obiettivo appunto di rafforzare il rispetto delle regole di convivenza e, allo stesso tempo, di intervenire eventualmente in via anticipata nelle situazioni di conflittualità.
In conclusione, il sistema di gestione dell'edilizia residenziale pubblica prevede già un insieme strutturato di controlli e l'amministrazione regionale continuerà a mantenere l'attenzione su questo tema, naturalmente in un'ottica di prevenzione e tutela della quiete degli assegnatari, ma anche di tenuta del sistema, perché spesso tutto quello che porta a decadenze apre la strada a una serie di conseguenze che sempre in capo al pubblico giustamente ricadono.
Presidente - Per la replica, la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Io parto dalla risposta alla segnalazione che lei ha dato, dicendo una cosa abbastanza curiosa, cioè il fatto che - mi rendo conto che non dipende da lei, ma penso che questo sia sufficiente per evidenziare la situazione di follia in cui viviamo - la persona in questione, cioè quella che si è prodotta in violenze... vorrei solo leggerle un articolo di giornale che riguarda questa persona: "Sabato 11 ottobre. L'escalation è iniziata il 20 settembre con atti di vandalismo e intimidazioni, tra cui la rottura di un portone condominiale e danni ad alcune auto. In quella stessa giornata, nonostante l'intervento dei carabinieri, l'uomo ha continuato con le minacce in presenza dei militari, dimostrando totale spregio per l'autorità dello Stato. Da allora gli episodi sarebbero moltiplicati. 28 settembre: un passante è stato aggredito con mano armata di punteruolo. La polizia è intervenuta dopo aver identificato l'aggressore e lo ha ricondotto alla sua abitazione. Il 2 ottobre un nuovo intervento dei carabinieri presso l'abitazione del giovane avrebbe evidenziato una situazione di manifesto disagio del soggetto, trovando l'Aostano solo e in evidente stato di alterazione".
Ora, noi ci troviamo in presenza di una persona che è evidente che ha dei problemi, però non è che se questa viene arrestata perché ha aggredito un poliziotto, e poi viene rilasciata perché sono decorsi i termini, si può dire "Vabbè, ha soltanto aggredito le persone con un punteruolo, ha danneggiato le macchine, ha spaccato le porte, le ha insultate, le ha molestate in tutte le maniere... però la Commissione politiche abitative dice che c'è un supplemento d'indagini in atto, quindi è legittimo che stia lì".
Non è legittimo. E sa perché non è legittimo? Perché quella persona non è assegnataria di quell'alloggio. Non essendo assegnataria di quell'alloggio, ma essendo di un suo parente, non è legittimo che stia lì. È questo il problema. Al di là del caso di specie, è questo il problema che evidenzia che c'è qualcosa che non funziona. Perché io non posso dover dipendere dalla Commissione politiche abitative, che parla di tutt'altro tranne dell'analisi di quello che succede.
Se una persona è violenta, se una persona addirittura aggredisce gli altri, non si può immaginare che si dica "Vabbè, ma stiamo facendo un supplemento, vediamo". Sarebbe come dire: "Vabbè, c'è una persona che è indagata per pedofilia, io ogni tanto gli lascio mio figlio, gli fa da babysitter, poi vediamo come andrà il caso". Non funziona così, bisogna mettere in atto delle azioni preventive.
Capisce che, se queste prese di posizione non funzionano, forse è il caso d'intervenire.
Questo caso lo conosce bene e spero che potrà prenderlo in carico, io adesso le fornirò le altre due segnalazioni, con tanto di firme e quant'altro: spero che su questo, invece che come ha detto l'Arer: "Noi mettiamo attenzione, verifichiamo, facciamo..."
Intervento fuori microfono
...No, gliel'ho già dimostrato, come nel caso di Pont-Saint-Martin, dove, a fronte di una raccolta firme, il comportamento da bolso funzionario dell'Arer è stato: "Ma siete sicuri che sia successo quello che dite? Chiediamolo al diretto interessato", il diretto interessato sicuramente dirà: "Sì, sì, sono io che faccio un sacco di casino e disturbo gli altri". No, è andato a minacciare tutti quanti e tutti quanti hanno ritirato la firma dalla loro petizione; e ad Arer è andata bene così, ha detto: "Beh, l'hanno ritirata tutti, non può essere successo niente se prima un intero condominio firma una petizione, dicendo che questa persona disturba tutti quanti, distrugge, minaccia e insulta... se tutti ritirano la firma deve essere a posto così, allora si sono chiariti".
Capisce che è un sistema che non funziona. È su questo che la esorto a intervenire, altrimenti, se noi aggiungiamo al disagio altro disagio, questa condizione non si risolverà mai, ed è invece la direzione opposta a quella che vogliamo: che questa situazione venga risolta e venga risolta radicalmente, in maniera che si colpisca uno per educare tutti gli altri.
Ti comporti male? Perdi la casa. A quel punto tutti gli altri, che magari sono in bilico, capiranno che forse è il caso di comportarsi bene e di evitare di disturbare gli altri.
