Oggetto del Consiglio n. 261 del 12 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 261/XVII - Interpellanza: "Iniziative regionali per il riconoscimento del caregiver familiare alla luce della DGR 1418/2025 e delle evoluzioni normative nazionali".
Aggravi (Presidente) - Punto 38 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione ha chiesto la parola la consigliera Forcellati.
Forcellati (PD-FP) - Questa interpellanza ha come fondamento e come destinatarie tutte quelle persone che - in Valle d'Aosta, così come in Italia, e sempre di più - si occupano di familiari con difficoltà importanti, cioè quelli che sono chiamati i caregiver, coloro che si prendono cura di un familiare o di una persona in difficoltà; in difficoltà perché hanno una disabilità, in difficoltà rispetto a un momento della vita difficile e importante, in difficoltà perché l'età porta...
Ricordo che noi siamo la regione con l'indice di vecchiaia più elevato rispetto all'Italia, indice di vecchiaia che rapporta gli ultrasessantacinquenni ai ragazzi 0-14: su 100 ragazzi 0-14, abbiamo 215 ultrasessantacinquenni.
Parto riconoscendo all'Assessorato e all'Assessore un lavoro fatto. Noi non partiamo da zero, ma c'è un'urgenza di una normativa solida e importante che accolga anche la tutela di queste persone, non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista giuridico.
Con la recente delibera di Giunta regionale, la 1418 del 2025 - ne abbiamo discusso ampiamente anche nel Consiglio precedente- questa amministrazione in realtà ha mosso un passo avanti importante nell'avvio della sperimentazione della riforma della disabilità, inserendo il caregiver all'interno della definizione del progetto di vita. Un riconoscimento formale che noi accogliamo positivamente, ma che non può considerarsi un punto d'arrivo. A oggi nella nostra regione il caregiver è inquadrato principalmente come un terminale di procedure amministrative. Manca ancora una legge regionale organica che ne definisca lo status giuridico autonomo, i diritti non economici, le tutele previdenziali. Senza una legge restiamo nel campo della precarietà delle delibere che, in quanto delibere, sono appunto molto facilmente modificabili, mentre le famiglie chiedono certezza.
Il contesto nazionale, anche questo, deve essere per noi un punto di riferimento. Il contesto nazionale è cambiato con il disegno di legge del gennaio 2026. Finalmente da una parte si parla di registro nazionale Inps, ma dall'altra si rischia di escludere la stragrande maggioranza delle famiglie, a causa di soglie Isee che sono estremamente riduttive, fissate ai 15.000 euro a livello nazionale.
È importante per noi sapere se questa Giunta voglia proteggere in qualche modo il modello Valle d'Aosta, incrementando le risorse regionali - ripeto: c'è un'attenzione e la delibera di Giunta già dimostra questa attenzione - affinché poi i nostri contributi restino superiori e più inclusivi rispetto ai criteri nazionali che, devo dire la verità, rischiano di trasformare un diritto in una misura assistenziale per pochissimi.
C'è poi un'altra parte importante, anche questa è già stata affrontata, ma va implementata: non solo la burocrazia, ma anche un supporto psicologico.
C'è una patologia che si chiama "Stress del caregiver", è una vera e propria patologia - è stata anche documentata ampiamente dal punto di vista clinico - che coglie i caregiver, soprattutto coloro che non solo non hanno un ricambio rispetto all'assistenza, ma che sono in qualche modo ingabbiati nell'assistenza. Tutto questo porta a patologie depressive, a patologie importanti dal punto di vista umorale, che rischiano di aggravare anche la persona di cui ci si prende cura.
Va fatta quindi una riflessione ancora più profonda. Il progetto di vita non può e non deve diventare l'ennesimo carico burocratico sulle spalle dei familiari e chiediamo quali strumenti concreti di supporto psicologico e di sollievo strutturato siano stati previsti, perché prevenire il burnout e prevenire l'isolamento sociale - perché parliamo d'isolamento sociale - non è un optional, ma è l'unico modo per garantire che il caregiver non diventi a sua volta un paziente del nostro sistema sanitario per sfinimento fisico e mentale.
Ecco le domande: "Come armonizzeremo la nostra DGR con le nuove norme nazionali, senza perdere autonomia e qualità nei servizi?"; "Quando passeremo dalle delibere a una legge regionale organica?"; "Quali tutele psicologiche reali stiamo mettendo in campo per evitare l'isolamento di queste persone?".
Vedo l'Assessore che già scalpita per la risposta, quindi lo ringrazio.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.
Marzi (CA) - Come appena richiamato dall'iniziativa della collega Forcellati, il tema del caregiver familiare rappresenta un pilastro importante nell'ambito della riforma e, naturalmente, necessita pertanto, oltre alle opportune strategie solide e condivise, di interpretazioni normative chiare e ben definite.
Per questi motivi riteniamo innanzitutto opportuno chiarire - ma questo per evitare ulteriori e dannosi fraintendimenti - che la delibera 1418 del 2025 non incide specificatamente sulla figura del caregiver. I contenuti di questa, infatti, sono finalizzati a rendere possibile la fase di sperimentazione della riforma prevista dal decreto legislativo 62 del 2024, quindi il decreto che di fatto riavvia in maniera completamente diversa la trattazione del tema della disabilità in generale nel nostro Stato serve quindi a garantire la prima necessità di rivedere provvedimenti, individuare responsabilità, delineare i percorsi per poter giungere, a seguito della prevista valutazione multidimensionale, all'elaborazione dei singoli progetti di vita, come richiamato nella sua presentazione.
La delibera 1418 non interviene su servizi, supporti, sostegni e forme di progettazione personale già esistenti. La stessa è indispensabile per la preliminare ridefinizione di un modello organizzativo che risulti sostenibile anche rispetto al procedimento amministrativo e alla composizione delle nuove unità di valutazione multidimensionale, le cosiddette UVM, previste dalla nuova normativa sperimentale nazionale, che hanno sostituito la UVMDI.
È certamente condivisibile da parte nostra il fatto di orientarsi su una legge organica, e lo dimostra il fatto che perseguiamo questa strategia già in altri ambiti sui quali stiamo lavorando. È proprio nel senso di una legge quadro sulla disabilità ad ampio spettro che stiamo portando avanti la revisione della legge 14 del 2008, che ricomprende anche la valorizzazione della figura del caregiver familiare.
Mentre eravamo impegnati con la riforma della 14 del 2008 di nostra sponte, nel frattempo nel 2024 è uscito il 62 del 2024 stesso, quindi la normativa nazionale di rivoluzione sulla disabilità, abbiamo scelto la via di partire con una concertazione e una condivisione di un processo di revisione della n. 14 sia ai sensi del 62/2024, sia ai sensi di una normativa regionale quadro che ai tempi era stata comunque all'avanguardia.
Nei testi in via di elaborazione che saranno presentati prossimamente alla cabina di regia sulla riforma della n. 14, vi sono riferimenti precisi e solidi ai caregiver familiari, al riconoscimento del loro ruolo e alla loro partecipazione alla definizione del progetto di vita dei congiunti che quotidianamente supportano.
La revisione della legge sulla disabilità, tracciata in un percorso di condivisione con le associazioni - ieri si è tenuto l'ultimo incontro - è coerente sia con la recente legge di riforma sul tema della disabilità che con la necessità di recepire a livello regionale le molte disposizioni intervenute nel tempo in vari ambiti di accessibilità nei vari settori e contesti di vita, quali, ad esempio, il lavoro, la scuola, la sicurezza, i trasporti, la cultura e lo sport.
Ricordiamo anche che tutta la nuova normativa sulla disabilità in genere non prevede che esista un ambito di riferimento dedicato alla disabilità, ma prevede che ogni singola delega si occupi di eliminare le barriere che di volta in volta la persona con disabilità vive a seconda dell'ambito in cui deve vivere, per cui se si tratta di viaggiare, se si tratta di fare sport, se si tratta di lavoro, eccetera.
Riferendosi ora al livello nazionale, a oggi non è naturalmente terminato l'iter di approvazione della nuova legge sui caregiver. Gli indirizzi e i contenuti di legge anticipati dal Ministro per la Disabilità che ha fatto, come anche in questo caso, un ottimo lavoro, seppur di primario interesse non sono a oggi norme su cui poter basare al momento un adeguamento delle disposizioni regionali. La norma di riferimento che a oggi di fatto ha rilievo è la legge 199 del 2025, cioè la legge di bilancio 2026.
Però è importante darle una connotazione in termini di dimensionamento: tale legge, al comma 227, ha istituito un fondo per il finanziamento a sostegno del ruolo di caregiver e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione di 1,15 milioni di euro per l'anno 2026 e di circa 207 milioni per il 2027.
Se dovessimo trasportare nella normale logica di trasferimento alla Regione autonoma Valle d'Aosta questi importi, vorrebbe dire che per il 2026 ci verrebbero dati 24 centesimi di euro per tutti i nostri caregiver, non "a caregiver" ma per tutti i nostri caregiver, e circa 44 euro sul 2027 per tutti i nostri caregiver. Questo per far capire perché, sia nell'iniziativa di ieri del collega Manfrin, sia nello scorso Consiglio, quando parliamo del fatto che questa Regione investe su questo tema oggi cifre rilevanti, è assolutamente fuor di norma un paragone possibile perché noi a oggi, con quello che è previsto nella 23 del 2010, stanziamo 872.000 euro che, se vengono rapportati a 24 centesimi o a 44 euro... il numero racconta tutto da solo.
È in ogni caso ragionevole prevedere che tale fondo, a valle dell'approvazione della specifica norma, non sarà reso disponibile alla Regione prima del 2027. Per cui, anche se nella legge di bilancio dello Stato si parla di 2026 e 2027, è possibile che ciò arrivi dal 2027, perché sappiamo che ci sono problemi generali in termini di finanza, a partire dallo Stato, su tutte quante le regioni valdostane.
L'iter della norma soggiace al livello nazionale e a un iter articolato. Il testo del disegno di legge approvato in Consiglio dei Ministri il 12 gennaio scorso deve infatti essere sottoposto alla preventiva valutazione dell'amministrazione competente, come la Ragioneria dello Stato, nonché alla verifica da parte del MEF, ai fini della redazione della relazione tecnica e finanziaria - mi viene da dire "auguri" - ne seguirà poi la definitiva approvazione in Consiglio dei Ministri e solo a quel punto il disegno di legge, statale, approda come atto del Governo alle Camere per la discussione di eventuali modifiche, emendamenti, integrazioni nelle Commissioni parlamentari e poi in Aula. I tempi di approvazione in entrambe le Camere non sono quindi prevedibili.
A oggi, quindi, la normativa nazionale che soggiace non ha un atterraggio previsto.
Tra le principali novità del decreto legge anticipate dal Ministro Locatelli, vi è un contributo economico erogato dall'Inps fino a un massimo di 400 euro mensili ogni tre o sei mesi, destinato però solo a chi è caregiver convivente, presta assistenza a persone con disabilità gravissima per 91 ore settimanali e versa in condizioni di disagio economico, con un reddito inferiore a 3.000 euro anno annui e Isee non superiore ai 15.000, quindi un ambito assolutamente ristretto.
Da parte dell'amministrazione regionale i contributi economici a favore dei caregiver familiari, invece, sono già in essere e lo sono in maniera molto più estensiva. Infatti, la delibera di Giunta regionale 830 dell'anno scorso, in attuazione alla legge regionale 23 del 2020, prevede l'erogazione di un contributo mensile da un minimo di 440 euro - quindi un minimo che è più alto del massimo nazionale - a un massimo di 2.000 euro, sulla base del bisogno di assistenza della persona con disabilità. La soglia Isee nella nostra regione è pari o inferiore a 70.000 euro, quindi notevolmente più alta e includente rispetto ai 15.000 euro prospettati a livello nazionale, dando maggiore attenzione al carico assistenziale.
Nel corso dell'anno scorso sono stati quindi erogati, come richiamato poc'anzi, 862.000 euro, soddisfacendo 71 richieste. Possiamo pertanto affermare che la Valle d'Aosta è stata anticipatoria e sensibile nel riconoscere l'impegno reso da questa figura che, come richiamato, è centrale nel nostro sistema di welfare.
Il fatto di stare già lavorando alla revisione della legge 14 del 2008 (che ricomprende anche la valorizzazione della figura del caregiver familiare) e che l'iter della nuova legge nazionale non sia ancora prevedibile impone responsabilmente di attendere prima di approvare una norma regionale, anche in ragione di nuove risorse e misure che potrebbero emergere.
Come abbiamo evidenziato, esiste a oggi uno schema del disegno di legge senza un testo formale, ancora ben lungi dal rappresentare un riferimento normativo a cui adeguarsi o ispirarsi.
Ci teniamo anche a dire che questa non è una critica, ma è una presa d'atto di un meraviglioso lavoro che il ministro Locatelli - o la ministra Locatelli - sta portando in essere rispetto a questo tema. Però, come si dice? In ogni ente, compreso lo Stato, esistono equilibri complessi, soprattutto quelli finanziari, in un momento storico come questo.
Naturalmente all'approvazione del testo finale della legge in Parlamento saranno valutate tutte le modalità e le possibilità d'implementare gli interventi a livello regionale, con l'obiettivo di mantenere il livello raggiunto in questo ambito, che ci è riconosciuto a livello nazionale, per garantire sempre maggiore dignità alla persona con disabilità e ai propri familiari.
Presidente - Per la replica, la parola alla collega Forcellati.
Forcellati (PD-FP) - Mi chiedo se poi posso avere questi dati, cortesemente, perché lei giustamente vuol dire tante cose, parla anche velocemente, non si può certo prendere appunti su tutto. Quindi la ringrazio già sin da ora.
Non ho dubbi, e l'ho detto anche nella mia esposizione, che la nostra Regione sia più avanti dello Stato, come spesso capita, e io lo riconosco quando c'è da riconoscerlo. Il problema è sempre un problema politico, perché noi qui di questo ci occupiamo.
Noi sappiamo che nella legge finanziaria, nella legge di stabilità ultima, non solo non è stata confermata, ma nel tempo la parte relativa a questa misura è stata ulteriormente tagliata.
Noi sappiamo, e lo diciamo, di non poter contare sullo Stato, perché dei 24 centesimi e/o dei 40 euro giustamente non ce ne facciamo niente, e meno male che siamo in grado di allocare delle risorse nella nostra legge di stabilità per poter dare delle risposte. Risposte che giustamente sono, Assessore, risposte economiche, e va benissimo, ma quello che io chiedo, che noi chiediamo, non sono solo risposte economiche. Va benissimo che ci sia una revisione organica della legge 14 del 2008, molto bene, ma noi chiediamo che ci sia anche un riconoscimento che vada al di là dell'aspetto economico, un riconoscimento della fatica, quindi un riconoscimento anche previdenziale, di uno status giuridico importante del caregiver.
Tutti noi sappiamo che ci sono persone che dedicano la loro vita, rinunciando a lavorare, rinunciando a una propria vita anche familiare personale, e questa figura non va solo - e benissimo che lo sia - sostenuta economicamente, ma va anche riconosciuta dal punto di vista previdenziale.
Ringrazio l'Assessore, ringraziamo l'Assessore, perché siamo consapevoli che la nostra Regione si sta muovendo, si muove e si è già mossa rispetto non solo alla delibera 1418. Sono assolutamente consapevole, anche perché l'ho letta in maniera dettagliata questa delibera, che non si occupa in maniera specifica del caregiver, ed è proprio per questo... Perché va benissimo riconoscere un aspetto economico, già così risolviamo, affrontiamo un sacco di problemi, ma non basta. Noi potremmo essere una Regione pilota non solo nella sperimentazione, ma una Regione pilota anche nel riconoscimento.
Non ci aspettiamo che questo riconoscimento venga fatto a livello nazionale, lo dico con tutta serenità, non solo perché non siamo al Governo, che è un dato di fatto, ma in questo momento, con alle porte le elezioni politiche e con una legge di bilancio che sarà relativamente praticabile, non penso che vedremo i fuochi d'artificio in questo ambito.
