Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 260 del 12 febbraio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 260/XVII - Interpellanza: "Iniziative di sostegno alla mobilità ciclistica".

Aggravi (Président) - À la présence de 27 collègues on peut commencer.

Point 37 à l'ordre du jour. Pour l'illustration a demandé la parole le collègue Torrione.

Torrione (AVS) - Ovviamente torno su un tema che ho già trattato diverse volte, ormai l'assessore Sapinet sarà già stufo di sentirmi, quindi proseguo sul tema della mobilità ciclistica e riporto all'attenzione dell'Aula un tema appunto a me molto caro, un tema che è fondamentale - dal mio punto di vista e dal nostro punto di vista - per le nostre città e i nostri paesi: quello della mobilità dolce e sostenibile.

In particolare, con questa iniziativa voglio sottolineare alcune iniziative che sono state fatte - chiedo scusa per la ripetizione - che favoriscono l'uso della bicicletta e di percorsi casa-scuola. Parlo esattamente dei progetti "Boudza-tè" e "Bicibus".

La nostra interpellanza, infatti, nasce dal fatto che queste esperienze, pur essendo state attivate in alcuni Comuni valdostani, con risultati sembra interessanti, rischiano di restare episodiche e sembrano non essere più integrate nei principali strumenti di pianificazione regionale.

Infatti, nel Defr 2023-2025 e in quello 2024-2026 erano citate, e si citava la promozione della mobilità ciclistica, con riferimento esplicito a iniziative come Boudza-tè, mentre purtroppo nei documenti successivi queste iniziative non sono più menzionate.

Il progetto Bicibus, tra l'altro, attivo ad Aosta dal 2022, non compare nei Defr, né nel Piano regionale dei trasporti.

Inoltre, se abbiamo trovato le informazioni sufficienti, ci risulta che il Piano regionale della mobilità ciclistica sia ancora in fase di costituzione pur essendo già stato previsto come allegato al Piano regionale dei trasporti.

Questa situazione pone non solo un problema di coerenza programmatica, ma anche di visione strategica, perché noi crediamo che parlare di mobilità ciclistica non sia una scelta accessoria, ma sia una risposta concreta, fra le altre, alla necessità di contrastare l'inquinamento atmosferico, di promuovere stili di vita più sani, di ridurre il traffico automobilistico e di valorizzare i percorsi urbani quotidiani che, in molti casi, sono perfettamente compatibili con l'uso della bicicletta.

Cercando fra i vari documenti, ho trovato nel Piano regionale dei trasporti una tabella molto interessante, che evidenzia un dato significativo, ovvero che circa il 65% degli spostamenti in auto nella Plaine sono inferiori ai 5 chilometri, distanza che, secondo numerose evidenze anche internazionali, è perfettamente percorribile in bicicletta per molte persone, soprattutto se la rete infrastrutturale e le condizioni di sicurezza lo consentono.

Nel resto d'Italia ci sono esperienze e strumenti che possiamo guardare con attenzione. La rete Comuni ciclabili della Fiab ha raggiunto quasi 180 amministrazioni aderenti - con Aosta tra le new entry del 2024 - e tanti Comuni sono impegnati nella promozione di politiche e infrastrutture per la ciclabilità urbana e turistica; questo tipo d'iniziative dimostra come le amministrazioni di diverse dimensioni stiano lavorando per rendere più sicuro e attrattivo l'uso delle biciclette come mezzo quotidiano di spostamento.

Non solo: in Regioni come l'Alto Adige la mobilità ciclistica è sostenuta da investimenti importanti per le infrastrutture, con progetti da decine di milioni di euro e chilometri di piste ciclabili realizzate e in ampliamento, orientate anche a ridurre l'uso dell'auto e a creare alternative concrete alla mobilità privata.

A livello nazionale, inoltre, strumenti come il PNRR hanno previsto rilevanti risorse per la costruzione di ciclovie urbane e turistiche, riconoscendo il valore della mobilità ciclistica non solo per il clima e per la qualità dell'aria, ma anche per la coesione territoriale e l'intermodalità con il trasporto pubblico.

Vorrei poi sottolineare un altro aspetto, cioè che la mobilità ciclistica è una mobilità per tutte le età, non è solo un mezzo per giovani sportivi o cicloturisti, ma può diventare uno strumento quotidiano di spostamento per andare a scuola, al lavoro, per fare la spesa e per attività ricreative.

Come sempre e come ho citato spesso anche nella mia campagna per il Comune di Aosta, avendo avuto due figli che hanno vissuto ad Amsterdam per tanti anni - e uno di loro vive ancora lì - è chiaro che stiamo parlando di una realtà completamente diversa, di una città da 700.000 abitanti, ma è la cultura che c'è dietro che è partita da lontano e ha fatto sì che ormai in Olanda non si costruisca più una strada per le macchine senza che di fianco ci sia una strada per le biciclette.

Non solo, ma i veri padroni della strada in Olanda sono le biciclette, perché hanno la precedenza praticamente su tutti gli altri mezzi di spostamento, compresi anche i pedoni.

La mobilità attiva - che appunto include bici e anche, per certi aspetti, il progetto "Pedibus", che non ho citato precedentemente - aiuta a ridurre appunto il traffico urbano e l'inquinamento, fattori che incidono profondamente sulla qualità della vita dei nostri centri abitati e sulla salute dei nostri cittadini.

Ci sono alcune domande che ho presentato nell'interpellanza, perché crediamo che dare risposte a questi bisogni della nostra cittadinanza sia un grande atto di responsabilità e, soprattutto, un grande investimento sulla salute e, come ho detto prima, sulla coesione sociale e sulla qualità della vita.

Sappiamo benissimo che la Regione Valle d'Aosta ha fatto molto in questo senso e che ha stanziato anche molte risorse in tal senso. La ciclovia che dovrebbe attraversare tutta la Plaine ne è un esempio: l'Assessore ci ha già presentato le varie proposte di ampliamento e anche le difficoltà che in alcuni punti di questa ciclovia sono presenti, quindi la nostra interpellanza non è assolutamente polemica, ma semplicemente vuole capire perché alcuni di questi progetti che sono stati sperimentati in Val d'Aosta non hanno avuto il dovuto seguito e, soprattutto, vuole avere alcuni dati, se ci sono, su queste esperienze.

Président - Pour la réponse, la parole à l'assesseur Bertschy.

Bertschy (UV) - L'interpellanza pone un tema interessante, di prospettiva e anche già dibattuto a lungo nel corso della scorsa legislatura; oggetto di grandi dibattiti anche in Consiglio comunale d'Aosta nella scorsa legislatura. Direi che l'ha presentato esattamente per quello che si pone oggi, come progetto d'investimento.

Da un lato abbiamo investimenti importanti sulle infrastrutture che vanno avanti, gestiti dall'assessore Sapinet. Tra l'altro nel prossimo triennio s'interverrà anche in quelle zone di territorio dove le infrastrutture si devono sviluppare. Ci sono alcuni nodi critici dove dobbiamo capire come intervenire, uno per esempio in bassa Valle tra Hône e Donnas o nel Bard-Donnas, ma anche il tema che ci sta tra la Evançon e la Monte Cervino e alcuni altri problemi.

Ci sono problemi di gestione delle infrastrutture, perché uno dei temi che rimangono da valutare - sui quali bisognerà anche fare ancora degli approfondimenti - è il tema che riviene agli enti locali, in particolare alle Unités che si trovano a gestire queste infrastrutture, con tutte le responsabilità che ne divengono.

Il tema della promozione e degli investimenti realizzati. L'assessore Grosjacques su questo sta lavorando.

E poi anche, questo è un tema più di mobilità che riviene alla delega ai Trasporti: come utilizzare sempre più questi investimenti per migliorare la mobilità, in particolare la mobilità casa-lavoro ma non solo, diciamo l'utilizzo del trasporto per qualsiasi tipo di movimento all'interno delle città, ma anche all'interno dei territori. I cinque anni che avremo davanti ci permetteranno di continuare ad agire su tutte queste leve, cercando d'implementare gli investimenti e allo stesso tempo di metterli a frutto.

Citerò un investimento importante, che è un esempio di come su questo tema si ponga attenzione, che è quello che si sta sviluppando alla stazione di Nus.

Unisco la prima e la seconda domanda, perché chiedono dei dati.

La prima è "Quali sono a oggi i Comuni che hanno attivato le iniziative e se sono state fatte delle raccolte dati sull'utilizzo di tali iniziative". Per quanto riguarda la raccolta dati, nel tempo di un interpello non si riesce a raggiungere tutta la raccolta dati che è necessaria, noi abbiamo chiesto al Celva già in passato - ma lo abbiamo richiesto in questo periodo - di tenerci aggiornati sulle iniziative, però i dati che io le citerò sono quelli che riguardano la gestione dell'app "Boudza-tè", che è utilizzata in questo momento da cinque Comuni (Fénis, Gressan, Quart, Saint-Christophe e Saint-Marcel), ma - ripeto - ci sono anche altri Comuni che hanno sviluppato delle iniziative, magari ci torneremo o avremo modo anche di fornirle le informazioni che abbiamo.

Ci sono 331 iscritti, sono stati creati 338 itinerari. Cito alcuni numeri velocemente, ma le posso lasciare poi questi dati che abbiamo raccolto. Nel 2025 sono stati percorsi 33.000 chilometri, per un valore economico di euro calcolato di 6.400 euro; nel 2024 47.000 chilometri, euro calcolati 9.500,85; nel 2023 50.000 chilometri, più o meno per lo stesso valore.

I periodi in cui vengono utilizzati generalmente sono fine primavera e inizio autunno, tra metà marzo e fine ottobre, primi di novembre. Per sviluppare questi progetti più o meno si tratta per quasi tutti degli stessi periodi, alcuni partono un po' più tardi, ad aprile, alcuni partono un po' prima, a marzo.

Il totale di CO2 risparmiata è di 29.389 chilogrammi e il tempo di percorrenza in secondi è 54.940... glielo faccio raccolto in giorni, che viene comodo: 626 giorni o 15.026 ore di percorrenze.

Questo per citare alcuni dati, altri li stiamo raccogliendo, altri ancora fanno parte del Piano sulla mobilità ciclistica.

La terza domanda è quella un po' più politica: "Se è intenzione dell'amministrazione regionale promuovere e incentivare tali iniziative specifiche, o misure simili, per sostenere la mobilità ciclistica nella nostra regione" Si. Lo stiamo facendo, abbiamo da tempo impegnato le attività sulla mobilità ciclistica e abbiamo ottenuto dal MASE un finanziamento per riprendere l'iniziativa Boudza-tè ed estenderla a tutta la regione.

Se ne parla nella DGR 614 del 2025. L'iniziativa prevede l'erogazione, per tutti gli iscritti, di un incentivo a chilometro percorso in bicicletta nel tragitto casa-lavoro o casa-scuola. La misura sarà accompagnata da una campagna di comunicazione volta a illustrare le ricadute positive sulla qualità dell'aria e sulla salute connesse alla mobilità attiva e potranno accedere all'iniziativa tutti i cittadini residenti nel territorio regionale di età superiore ai 16 anni. Ma sono scelte che poi potremo ancora valutare.

Il credito accumulato a fine mese potrà essere utilizzato per fare acquisti negli esercizi convenzionati.

Il monitoraggio degli spostamenti, il calcolo e l'erogazione del credito avverranno mediante un'app unica per tutti gli utenti valdostani.

La misura si pone inoltre in sinergia con le recenti iniziative volte alle realizzazioni di piste ciclabili da parte delle amministrazioni regionale e comunali. Ho citato questo per dire che avevamo anche necessità di continuare, nella programmazione, a reperire finanziamenti, ma anche di strutturare all'interno dell'Assessorato ai Trasporti le risorse umane necessarie per organizzare i progetti, perché poi c'è un tema che tutti conosciamo e che è anche legato ad avere sufficienti risorse per gestire i progetti.

Citavo il progetto della stazione di Nus, che è un progetto estremamente interessante perché nell'ambito dei lavori di elettrificazione la stazione viene risistemata e soprattutto vengono finalmente realizzati lavori per superare i problemi di accessibilità. Nel frattempo abbiamo finanziato - con le misure che abbiamo messo a disposizione sulla legge 16 del 2019 - un investimento infrastrutturale importante per collegare la stazione al centro del paese, ma soprattutto per completare il collegamento della pista ciclabile e il collegamento tra Nus, Fénis e Saint-Marcel, che avverrà attraverso un ponte che attraverserà la Dora in quel tratto, per permettere di collegare la stazione con un servizio di mobilità ciclabile ai tre paesi, così da fornire un collegamento ulteriore alla stazione e migliorare, speriamo, con una buona frequentazione anche degli studenti e dei pendolari, la fruizione della stazione non più con l'auto o il movimento dell'auto privata, ma - almeno in primavera, estate e autunno - con la bicicletta, se poi diventeremo come i Paesi del Nord, magari anche d'inverno.

Questo è un esempio che sarebbe importante replicare anche in altri punti, così da creare una vera intermodalità tra trasporto su gomma, ferro, ma anche con la mobilità più dolce.

"A che punto è la stesura del Piano regionale della mobilità ciclistica e quando si prevede venga approvato?": la bozza è stata trasmessa ai componenti della Consulta sulla mobilità ciclistica per una prima discussione il 16 dicembre 2025. Sono stati raccolti dei suggerimenti ed è in corso l'aggiornamento al documento. Questo potrà essere sottoposto all'approvazione non appena concluso l'iter del PRT (documento programmatorio), che ovviamente è sovraordinato rispetto al PRMC.

Direi che ci saranno nei prossimi mesi dei documenti di programmazione molto interessanti sui quali confrontarci. Il documento che abbiamo inviato alla Consulta è volutamente stato fatto con un'attività preparatoria per quei soggetti che dovrebbero avere competenze da mettere a disposizione per migliorare ancora il documento che presto arriverà in aula.

Président - Pour la réplique, la parole au collègue Torrione.

Torrione (AVS) - Ovviamente mi fa molto piacere, ma devo dire che sapevo che questo è un tema che alla Giunta interessa molto.

Il ragionamento che ho fatto sui Paesi del Nord, e in particolare sull'Olanda e su Amsterdam, è chiaro che sembra non calzare sulla nostra regione. Quello che però invece possiamo prendere da quei Paesi e trasportare qui è un approccio di tipo culturale diverso, che poi si deve tradurre in azioni assolutamente concrete: la scelta della mobilità ciclistica è una scelta di campo: bisogna decidere che si vuole puntare verso quel tipo di mobilità, perché i tempi non sono brevi, sono lunghi, non solo perché le infrastrutture richiedono tempo per essere realizzate, ma perché purtroppo, lo dico da utilizzatore della bici da sempre - io ho ancora una vecchia Leri dell'82, che non so se sia più vecchia di quella del collega Manfrin, ma forse potrebbero essere simili...

Intervento fuori microfono

...Vabbè, ma questo non ti fa onore.

Dicevo che è una questione culturale, perché il problema è che viviamo in una società in cui per prime le persone hanno una sorta di pigrizia culturale, la chiamo così, sull'uso della bicicletta.

La tabella che c'è nel Piano regionale trasporti è veramente interessante e chiedo a tutti di dare a questa tabella un'occhiata. Parliamo della Plaine, perché ovviamente non possiamo ragionare sulle vallate laterali, dove ci sono difficoltà maggiori, anche se, almeno nella collina della Plaine, ormai anche con le biciclette elettriche ci si può spostare in maniera agevole. Però non andiamo troppo oltre, accontentiamoci della Plaine: molti spostamenti sono compatibili con l'uso della bicicletta.

Aggiungo un elemento, quando lei parlava giustamente dell'inverno: ad Amsterdam, che è un paese che ha un clima decisamente peggiore del nostro, anche se nevica poco - ma anche qua ormai sta nevicando poco, nella Plaine - d'inverno e d'estate non c'è differenza di utilizzo di biciclette: lo stesso numero di persone che usa la bicicletta d'inverno la usa d'estate. Questo vuol dire che è proprio radicato. D'inverno si bardano, hanno i poncho, i guanti, bambini compresi. Hanno queste biciclette, non so se le avete viste, con il porta-bambini davanti, cioè una roba meravigliosa. Vanno a delle velocità che per noi sono impensabili, ma questo è un altro discorso.

Il ragionamento, secondo me, è che la Regione deve fare da stimolo e pungolo anche alla cittadinanza per favorire l'uso. La scelta deve essere fatta a livello infrastrutturale e chiaramente con investimenti in tal senso e, come credo ha detto anche lei, un'operazione di comunicazione alla gente per far capire che ci si può spostare in bicicletta, o a piedi in alcuni casi, senza utilizzare la macchina. Bisogna agevolare le cose.

Faccio l'esempio: ho ricevuto un sacco di critiche quando ho parlato delle ciclabili di Aosta, ma soprattutto da parte di commercianti, eccetera. È indubbio che i commercianti abbiano bisogno di arrivare in centro per poter scaricare le merci. Si potenziano i punti di carico e scarico e poi si allontanano dalla città con la macchina e ci tornano o a piedi o in bicicletta, che è assolutamente compatibile. Bisogna definire gli orari...

Anche il tema della raccolta differenziata è un tema collegato, è un ragionamento ampio che bisogna fare, però è una scelta sulla quale a monte purtroppo la politica... parlo di una sorta di Illuminismo, in questo senso, perché non arriva dal basso, dalla gente, purtroppo, ma sono la politica e l'amministrazione che devono spingere in tal senso.

Volevo solo aggiungere due cose. Una non c'entra quasi nulla: volevo chiedere, ma mi risponderà poi ovviamente in un'altra occasione, se comunque con l'apertura della tratta ferroviaria sono stati previsti per i treni appositi spazi per le biciclette, perché chiaramente l'investimento sui treni sarà già stato fatto, spero che questa cosa sia stata pensata, perché effettivamente è estremamente utile ed è potenzialmente utilizzabile dalla gente.