Oggetto del Consiglio n. 259 del 11 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 259/XVII - Interpellanza: "Cime Bianche e il Docfap secretato".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 36 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) - Portiamo all'attenzione di quest'Aula una questione che riguarda non soltanto un progetto specifico, ma il modo in cui in Valle d'Aosta si prendono delle decisioni su progetti che incidono profondamente sul nostro territorio, sulle nostre montagne e poi anche sulla credibilità delle Istituzioni. Parliamo di Cime Bianche e specificatamente del cosiddetto "Docfap, il documento di fattibilità relativo al collegamento funiviario tra i comprensori sciistici di Valtournenche-Cervinia e di Ayas-Monterosa Sky attraverso il Vallone di Cime Bianche. Il Docfap è stato approvato dalle società Monterosa e Cervino a febbraio 2025 direi in sordina, quello che era stato annunciato come un documento che sarebbe stato aggiornato e integrato in realtà non è affatto tale, perché risulta essere la riesumazione dello studio di fattibilità del 2023, travestito da aggiornamento tecnico, studio che, lo ricordo, era stato richiesto dal Consiglio regionale nel 2020 e su cui lo stesso Consiglio si sarebbe dovuto esprimere nel merito, cosa che poi non è mai stata fatta alla faccia delle dichiarazioni che sono state espresse anche dal Governo, per cui le decisioni sarebbero spettate a quest'Assemblea, ma il Consiglio regionale della Valle d'Aosta sullo studio preliminare non ha mai espresso un parere. In ogni caso il documento che oggi viene considerato Docfap non reca nessuna nuova analisi, nessun reale approfondimento e non è mai stato reso pubblico e qui sta il primo grande problema che è la trasparenza.
È trascorso un anno intero, era febbraio quando l'hanno approvato le società e questa scelta alla comunità valdostana non è stata comunicata. Si è svolta la vicenda in silenzio, come se un documento di tale portata, che è in sostanza il primo passo della progettazione vera e propria, precede infatti il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (il PFTE), possa essere trattato come una pratica amministrativa meno che ordinaria, eppure parliamo di uno studio che può condurre a un investimento pubblico di oltre 150 milioni di euro, anzi, credo che probabilmente adesso potrebbero essere molti di più visto che le cifre di cui noi disponiamo e che sappiamo risalgono a tre anni fa, uno studio che porta a impatti paesaggistici e ambientali enormi su un territorio, il Vallone delle Cime Bianche, che rappresenta uno degli ultimi spazi integri della nostra regione, sottoposto al regime di ZPS-ZSC, cioè le zone di massima protezione naturalistica previste dalle norme europee.
Per noi - lo abbiamo detto tante volte e lo ripeto - la montagna non è una vetrina da piegare a esigenze e convenienze momentanee, è un bene comune e la trasparenza, cioè la possibilità per i cittadini di sapere, di capire, di partecipare anche al processo che porta a certe scelte è un dovere che non ammette delle scorciatoie, però non è solo un problema di metodo, è anche un problema di merito, perché questo documento, il Docfap, si fonda su un'impostazione che è sbagliata, perché finge di comparare cinque diverse ipotesi di collegamento, ma la realtà è che le stesse VIncA di tre anni fa, le Valutazioni di Incidenza Ambientale, negative per tutte e cinque le ipotesi, alla conclusione dicono poi che soltanto una, la cosiddetta "ipotesi 5", Frachey-Gavine e il Crinale delle Cime Bianche, sarebbe solo teoricamente percorribile, tutte le altre sono state scartate. Allora ci si chiede: perché questo esercizio di equilibrio, questa apparenza di pluralità di soluzioni se la scelta era già obbligata in qualche modo per gli stessi fautori?
Nel Docfap, in un Docfap a tutti gli effetti considerato tale, si sarebbero dovuti comparare a quel punto altri tipi di soluzione, se quattro praticamente erano già state scartate e la quinta teoricamente era percorribile, però poi soprattutto io mi chiedo: ma dove è finita l'alternativa zero nel Docfap? Che poi è la più importante di tutte le alternative, quella che chiede e chiederebbe di valutare che cosa succederebbe se l'impianto non venisse costruito e se si puntasse invece, ad esempio, su un progetto di valorizzazione sostenibile di quel Vallone, un progetto che potrebbe mettere insieme turismo dolce, ricerca scientifica, educazione ambientale, valorizzazione storico-culturale-paesaggistica, tutela della biodiversità, come peraltro è stato anche proposto in un modo ampio e articolato all'opinione pubblica da parte del CAI, del Comitato "Ripartire dalla Cime Bianche" e da diversi operatori turistici. L'opzione zero non significa per noi escludere delle forme diverse di valorizzazione, però pensate e ideate senza l'impianto. Questa non viene approfondita, viene - in quello studio del 2023 - liquidata in poche righe, come se non costruire fosse un'opzione impossibile a priori, come se dire: "Fermiamoci un attimo, riflettiamo, valutiamo anche delle ipotesi realmente alternative" fosse vietato, invece questo dovrebbe essere l'elemento fondamentale di ogni pianificazione seria.
Nelle note che spiegano che cos'è il Docfap si dice che deve arrivare all'individuazione della soluzione che presenta il miglior rapporto costi/benefici per la collettività e per l'ambiente. Solo confrontando le alternative, compresa quella zero, si può parlare di una vera valutazione comparativa e di sostenibilità, quindi di Docfap. Questo non è stato fatto e non è stato fatto nemmeno con lo studio preliminare, perché dopo l'illustrazione sommaria al Consiglio nella primavera del 2023 non ci sono state per due anni e più altre occasioni di confronto e, quando poi i vertici delle società sono tornati in Commissione, non sono di certo arrivate delle risposte puntuali, articolate ed esaustive su tutti gli aspetti dello studio preliminare, studio che adesso magicamente diventa Docfap. Senza poi contare la questione fondamentale e dirimente che non è mai stata affrontata compiutamente, cioè quella della percorribilità giuridica di quest'opera, che non è ammissibile ai sensi del decreto ministeriale del 17 ottobre 2007 e delle sue stringenti prescrizioni per la tutela della biodiversità nel territorio italiano.
Questo Docfap presenta poi anche dei limiti evidenti in moltissimi altri aspetti. Noi sappiamo che l'ipotesi di collegamento è stata inserita nella bozza di PRT, una bozza che non è ancora approvata, ma questa bozza dovrà essere sottoposta alla VAS, quindi in questo momento noi non abbiamo nemmeno una valutazione ambientale strategica, che è il percorso che dovrebbe accompagnare qualsiasi decisione di questo genere. È un documento quello che abbiamo visto, che poi è lo studio del 2023, descrittivo, non ha una reale valutazione degli impatti cumulativi energetici, climatici, paesaggistici e sociali e poi i dati economici, che dovrebbero essere il cuore del documento, prima di tutto appaiono discutibili, ma poi non sono aggiornati, sono quelli del 2023. Lì si parla di previsioni di affluenza che sono amplificate, di costi di gestione sottostimati, di ricavi immaginari, è il tutto a sostegno di un investimento enorme a carico dei contribuenti valdostani.
Io credo sia giusto anche fare chiarezza su questa questione del Docfap e quindi la nostra interpellanza pone delle domande che sono molto precise: "quali sono le effettive variazioni e differenze tra gli "studi propedeutici e preliminari" del marzo 2023 e il Docfap approvato dalle due società nel febbraio del 2025" e lo chiediamo perché, nonostante ci siamo messi lì a spulciare questo Docfap, abbiamo visto che è lo studio di tre anni fa, quindi non riusciamo a capire quali sono le differenze e le integrazioni che erano state annunciate; "se la segretazione del cosiddetto "Docfap", tuttora in corso, sia una volontà delle due società oppure dell'Amministrazione regionale, o ancora di tutte le parti che vogliono proporre il collegamento di Cime Bianche; se ritenga che questo atteggiamento sia coerente con una corretta politica di trasparenza e di confronto democratico; se è intenzione della Regione, che è socio di maggioranza delle società che ho citato, rendere pubblico il suddetto Docfap e permettere ai vari portatori di interesse la possibilità di confronto e poi di espressione delle varie posizioni".
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Bertschy.
Bertschy (UV) - Non sto a commentare, come al solito, che le premesse non sono corrette, ognuno si assume la responsabilità di quello che scrive.
Per quello che riguarda le risposte: "quali sono le variazioni e le differenze tra gli studi…", i documenti indicati nell'interpellanza, studi propedeutici, preliminari e Docfap, non presentano sostanziali differenze, tant'è che il riferimento a due documenti è fuorviante. Gli studi propedeutici e preliminari presentano infatti tutte le caratteristiche e i requisiti per essere qualificati come Docfap ai sensi del decreto legislativo 3623, Codici dei contratti pubblici, vale a dire analisi corredate da elaborati grafici, dalle possibili soluzioni progettuali, incidenza sul contesto territoriale, ambientale, paesaggistico, culturale, archeologico e stima dei costi.
Contrariamente a quanto affermato nell'interpellanza, entrambi i documenti si soffermano, per loro natura e finalità, sulle diverse possibili soluzioni progettuali, compresa l'ipotesi di non realizzazione, quella del tunnel stradale, i cui costi sono risultati tuttavia molto più elevati rispetto a quelli stimati per l'opzione del collegamento funiviario.
Come indicato nell'interpellanza e come anche comunicato alla competente Commissione consiliare, la soluzione deliberata dal Consiglio di amministrazione dalle società e per le quali è stata richiesta l'attivazione di una conferenza di programma è quella indicata sub5, ritenuta la migliore dal punto di vista tecnico, funzionale, ambientale e di minore interferenza con gli habitat e le specie faunistiche.
La seconda domanda è: "se la segretazione del cosiddetto "Docfap", tuttora in corso, sia volontà della società Cervino e Monterosa oppure dell'Amministrazione regionale o ancora di tutte le parti proponenti il collegamento Cime Bianche". La risposta è che il documento denominato "Studi propedeutici" è stato trasmesso a tutti i Consiglieri regionali dopo che lo stesso è stato inoltrato dalla società all'Assessorato competente. In aggiunta però, proprio per dare evidenza, pur non essendoci un obbligo e proprio considerato che non vi è nessuna intenzione di celare documenti ampiamente diffusi e discussi, le società dal 10 maggio 2025 hanno anche messo a disposizione il documento sui propri siti su cui chiunque può accedere previa richiesta di credenziali di accesso, che ad oggi sono state rilasciate a tutti quelli che ne hanno fatto richiesta. Sono più di 200 le persone che hanno fatto richiesta. La messa a disposizione del documento è stata decisa dalle società, in accordo con la Regione, proprio in considerazione delle richieste di piena accessibilità e di trasparenza più volte evocate.
" Se ritenga che tale atteggiamento sia coerente con una corretta politica di trasparenza di confronto democratico": come detto in precedenza, i documenti sono stati messi a disposizione di chiunque ne avesse interesse e i suoi contenuti hanno inoltre formato oggetto di numerosi confronti, non solo nelle sedi istituzionali, ma anche con le popolazioni interessate in appositi incontri pubblici.
"Se è intenzione della Regione, socio di maggioranza delle società sopracitate, rendere pubblico il suddetto Docfap e permettere ai vari portatori di interesse le possibilità di confronto e di espressione delle varie posizioni": il Docfap è disponibile sul sito di Monterosa e chi intende scaricarlo può farlo richiedendo alle società le credenziali per accedere alla corposa documentazione correlata.
Per quello che ci riguarda, siamo sicuramente a disposizione di un confronto trasparente, di un lavoro sul territorio, ci saranno altri momenti di dibattito, ma quello che è iniziato è un lavoro di analisi che permetterà a tutti di portare il proprio contributo, anche perché oggi è iniziato un percorso.
Concludo dicendo che tra le cose che non vengono mai citate, ma credo sia corretto, tra il prima e il dopo elezioni ci sono delle differenze, parlo dell'Union Valdôtaine e quindi non coinvolgo gli altri. Noi siamo stati molto chiari nel dire sul territorio che il collegamento di Cime Bianche lo vogliamo fare. Nella Mont-Rose, nell'Evançon e nella Monte Cervino abbiamo raccolto più di 7.700 preferenze, voi siete stati altrettanto chiari nel dire che non lo volete fare, nella Mont-Rose, nell'Evançon e nella Monte Cervino avete raccolto 1.260 preferenze. Rispettiamo i vostri elettori, voi rispettate i nostri, credo che le elezioni servano anche correttamente a portare avanti dei programmi, degli obiettivi e dei progetti.
Presidente - Per la replica, la parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) - Rilevo per prima cosa che è diventata ormai un'abitudine su qualsiasi argomento si discuta in quest'aula fare riferimento al numero di preferenze e di voti che avete ottenuto nelle varie Unités, o comunque sul territorio valdostano rispetto a quello che hanno ottenuto gli altri. Mi sembra francamente una cosa molto "tirata per i capelli", Assessore, e da lei, e per rispetto della sua intelligenza, mi aspetterei qualche cosa di più e qualche riflessione un pochino più articolata, perché questa è bassa propaganda per quello che mi riguarda.
Sulla questione invece di quello che le abbiamo chiesto, lei ha iniziato dicendo: "Le premesse non sono corrette, non c'è il tempo" e lei stesso non ha voluto approfondire quelle che non sono corrette come premesse. Ci sarà magari la possibilità di confrontarsi e di capire, ma credo che anche su questo non riusciremo a trovare un punto di incontro.
Lei dice: "Gli studi propedeutici sono classificabili come Docfap", allora io le dico che questo è uno studio, anzi, sono studi, perché poi sono migliaia e migliaia di pagine, perché, se qualcuno ha avuto la voglia, la pazienza e l'interesse di andare a guardarselo tutto, ha visto che tipo di documento è e mi risulta che normalmente i Docfap non siano fatti così, ma qui si è voluta fare una forzatura, è chiarissimo a tutti e questo è diventato il Docfap. Lei dice: "Si configura e non ci sono problemi dal punto di vista della definizione e della normativa di un Docfap", peccato che in un Docfap l'aggiornamento economico è obbligatorio e noi qui ragioniamo come Docfap su uno studio del 2023, anzi, no, siamo precisi, perché ad aprile 2023 è quando lo studio è stato consegnato al Consiglio regionale, ma lo studio è di novembre 2022, dove mancava un'opzione, la quinta, perché, se si va a guardare bene lo studio, tutte le altre opzioni sono datate nello studio novembre 2022 e poi ce n'è una che è datata marzo 2023, mi sembra addirittura l'11, non so se mi ricordo male la data, quindi è stata fatta dopo, perché è stata fatta dopo? Perché tutte le altre quattro erano tabula rasa, non si poteva fare niente. Allora adesso venirci a dire che quello si configura a tutti gli effetti come un Docfap, dal punto di vista della costruzione tecnica, può anche darsi, dal punto di vista dell'aggiornamento dei costi, è una bufala, perché non è così. Non solo, poi lei dice: "Non è vero che non è stata presa in considerazione l'opzione zero, l'opzione zero nello studio preliminare c'è", nello studio preliminare, lo chiamo proprio con il suo nome, peccato che è liquidata in quattro e quattr'otto e non si prende in considerazione quello che può voler dire un'opzione zero.
Poi lei dice: "Il Docfap è stato trasmesso a tutti i Consiglieri regionali dopo che è arrivato alla Regione; le società a maggio - se ho capito bene - hanno messo sui siti il Docfap, chi vuole vederlo può richiedere le credenziali", ma come mai su questo bisogna fare questo passaggio e, quando invece avete dovuto fare la presentazione degli studi preliminari, che poi sono sempre la stessa cosa del Docfap, avete fatto le presentazioni a destra e a manca nelle testate di Valle, nelle varie cose, avete chiamato a raccolta, a sostegno di questa cosa i Sindaci di tutti quasi i Comuni, anche quelli che erano distanti non so quanto dai comprensori che ne sarebbero stati interessati?
Poi lei dice che c'è la disponibilità al confronto: "Si è a disposizione per organizzare il confronto sui territori", allora vedremo, siamo in attesa tutti quanti di vedere quando, come e con quali modalità verranno organizzati questi momenti pubblici ed è interessante capire come verranno fatti, perché il principio della trasparenza e della responsabilità, anche in questo caso amministrativa, per noi è importante. Non vorremmo che quel percorso che adesso abbiamo già visto replicare anche per altri tipi di collegamento, cioè quei tavoli di lavoro che abbiamo visto per altre cose, che sono stati fatti anche quando c'era lo studio preliminare del 2023, sono stati poi considerati come la parte unica, perché poi non ce ne sono stati altri, di percorso partecipato. Se questo è un percorso partecipato e se poi si va avanti facendo delle forzature senza rendere pubblica alla comunità il percorso, io non so che cosa dire.
Concludo poi dicendo che ancora oggi, ma tanto lei ha detto che ci si arriverà a marzo, mi riesce impossibile comprendere come un collegamento intervallivo di questo tipo rientri in un piano del trasporto pubblico locale.
Presidente - Su questo punto chiudiamo i lavori del Consiglio questa sera, ci rivediamo domani mattina alle ore 09:00.
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La seduta termina alle ore 20:02.
