Oggetto del Consiglio n. 257 del 11 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 257/XVII - Interpellanza: "Criticità e prospettive future delle carrozzerie e delle officine meccaniche della Valle d'Aosta".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 34 all'ordine del giorno. Per la presentazione, la parola al collega Tuccari.
Tuccari (FdI) - Quest'interpellanza nasce da un'esigenza reale, non teorica, riguarda centinaia di imprese artigiane valdostane e di riflesso migliaia di cittadini che ogni giorno dipendono dal loro lavoro. Le carrozzerie e le officine meccaniche non sono un residuo del passato, ma un presidio economico, sociale e ambientale del nostro territorio. In una Regione come la Valle d'Aosta, caratterizzata da una mobilità necessariamente privata, da distanze importanti, da condizioni climatiche spesso complesse, queste attività garantiscono sicurezza, continuità e accessibilità, senza retorica.
Il primo nodo evidente è quello del ricambio generazionale. Oggi molte imprese rischiano di chiudere non per mancanza di lavoro, ma per assenza di giovani formati e motivati, il futuro insomma. Questo va detto con chiarezza, non è un fallimento dell'imprenditore, è un fallimento del sistema. La Regione ha competenze precise in materia di formazione professionale e apprendistato e quindi è legittimo e doveroso chiedere se esista una strategia concreta per accompagnare i giovani verso i mestieri che oggi richiedono competenze tecniche elevate e che offrono reale occupazione. Il modello attuale con un solo polo formativo principale concentrato a Châtillon non è adeguato a un territorio lungo oltre 80 chilometri. Pensare che uno studente - c'è da dire anche molto impigrito rispetto alle leve del passato - debba spostarsi ogni giorno da Courmayeur, da Pont-Saint-Martin per recarsi a Châtillon significa di fatto rendere quel percorso poco praticabile e poco appetibile, infatti il sistema non funziona. Se funzionasse, oggi non avremmo questa carenza strutturale di personale, come ci è stato ampiamente segnalato a più riprese. Per questo riteniamo necessario valutare seriamente una formazione maggiormente diffusa sul territorio, utilizzando strumenti già previsti dalla normativa, come la formazione duale e l'apprendistato di primo livello, coinvolgendo carrozzerie e officine accreditate come unità formative operative, cioè vere e proprie succursali, non scorciatoie, ma soluzioni concrete, legali e coerenti con la nostra autonomia. Accanto alla formazione servono incentivi mirati, non sussidi a pioggia, aiuti per l'assunzione di apprendisti, contributi per il tutoraggio, premialità nei bandi regionali per chi investe davvero sui giovani.
Il secondo grande tema è quello delle incombenze burocratiche, nessuno chiede deregulation o scorciatoie illegittime, si chiede proporzionalità. Oggi le stesse regole pensate per grandi strutture industriali vengono spesso applicate a piccole imprese artigiane, con costi e tempi che sottraggono risorse al lavoro vero. La Regione ha piena facoltà di intervenire sul piano della semplificazione amministrativa e del supporto operativo, ignorarlo significa una lenta desertificazione produttiva.
C'è poi la questione ambientale che va affrontata senza ipocrisie. Le carrozzerie e le officine non sono il problema, sono parte della soluzione. Riparare un veicolo, allungarne la vita utile, mantenerlo efficiente e sicuro significa ridurre la produzione di nuovi mezzi, l'uso di materie prime e l'impatto complessivo sull'ambiente. Questa è sostenibilità reale, non dichiarata. Applicare le normative ambientali senza accompagnamento tecnico ed economico non tutela l'ambiente, mette solo in difficoltà chi lavora correttamente; anche qui la Regione può e deve intervenire con supporto tecnico, linee guida chiare e incentive per l'adeguamento tecnologico.
Infine va riconosciuto il ruolo sociale di queste attività. Le officine e le carrozzerie valdostane spesso suppliscono alle carenze del sistema, offrendo auto sostitutive, soluzioni di pagamento e supporto concreto a famiglie e lavoratori che non possono permettersi di restare senza mezzo. In un territorio come il nostro non è un servizio accessorio, è una necessità.
Quest'interpellanza quindi non chiede privilegi, né sussidi a pioggia, chiede visione, equità normativa e coerenza tra obiettivi dichiarati e politiche attuate.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Bertschy.
Bertschy (UV) - Grazie collega Tuccari. Come è corretto, io cercherò di rispondere a una serie di quesiti che poi nelle sue premesse si sono allungati ad altri temi, ma è corretto che sia così, nella relazione di presentazione di un'interpellanza si tengono insieme molti elementi ai quali cercherò anche di dare una risposta.
Intanto siamo nei giorni di "VDA Orienta", una grande iniziativa che negli ultimi tre anni si sta sempre più strutturando a favore proprio dell'orientamento dei nostri giovani per qualsiasi tipo di percorso scolastico di formazione. È un'iniziativa che prima con l'assessore Guichardaz, adesso con l'assessore Lavevaz, utilizzando il fondo sociale, da quest'anno si propone di creare quelle condizioni per le quali ci sia pari dignità, stesso livello di proposta, di comunicazione di proposta e attenzione comunicativa rispetto ai percorsi dei giovani; un'iniziativa che nei primi due giorni è stata rivolta alle seconde medie proprio perché si possano determinare quelle scelte consapevoli da parte di ragazzi e famiglie nel percorso dell'ultimo anno che poi li porterà a fare la scelta per le scuole superiori, per la parte più importante della loro formazione: lo dico perché ha citato il tema della formazione diffusa, ha citato il tema del fatto che, essendo i luoghi della formazione concentrati, in questo momento in particolare in Media Valle questo non crea le condizioni per poterli rendere fruibili a tutti.
Nel dire questo però in maniera molto onesta si deve anche raccontare - e credo che lei lo sappia e ne sia consapevole - che con i nati attuali in Valle d'Aosta diffondere la formazione vuol dire non renderla sostenibile. Più percorsi facciamo meno iscritti abbiamo, meno riusciamo a mantenere questi percorsi sul territorio. Sono 646 i nati lo scorso anno e questo è proprio un tema prima di tutto di regole che noi abbiamo abbassato, oggi ci vanno almeno 12 iscritti in formazione professionale per poter mettere insieme un primo livello di scuola che si deve appunto accompagnare a tutte le altre proposte. Con grande piacere quindi proporremmo anche altri percorsi, il problema è renderli sostenibili. Lo vedrà adesso da come si iscriveranno i ragazzi nei vari istituti e quali saranno le risposte. Sta crescendo, per fortuna, anche l'attenzione verso i percorsi di formazione professionale.
L'altro tema è l'apprendistato di primo livello, è tutto strutturato, le manderò i documenti, le misure che sono già attive, i sostegni che ci sono per le imprese, coloro che si attivano per formare i giovani, l'impresa formativa è la scelta del futuro, ma ci devono credere le imprese.
C'è un lungo percorso di accompagnamento che è stato fatto nell'attività del Consiglio politiche del lavoro, che, tra l'altro, a breve riprenderà la sua funzione, dove c'è un confronto importante con le categorie, proprio quelle categorie che ci portano quegli elementi di miglioramento dei servizi, ma anche la loro precisa volontà di impegnarsi per formare i giovani.
Per andare alle risposte rispetto a quale iniziativa intenda assumere per favorire il ricambio generazionale, le iniziative sono gli strumenti legislativi che possiamo mettere a disposizione. La legge 26/2025: "Disposizioni in materia di competitività, dinamicità e internazionalizzazione delle imprese industriali e artigiane", che è di recente approvazione, prevede il sostegno a progetti di sviluppo e innovazione delle imprese industriali e artigiane mediante il finanziamento di consulenze di alta gamma per accompagnare processi di riorganizzazione e trasferimento di competenze legati al ricambio generazionale, includendo in tale ambito anche il settore delle carrozzerie e delle officine meccaniche. Era una sottolineatura che fece nella discussione di questa legge l'allora consigliere Aggravi e che abbiamo fatto nostra nella delibera applicativa.
Ci sono poi i percorsi formativi, non sto a elencare gli atti perché altrimenti nella risposta non riesco a essere completo ed esaustivo, comunque dal 2017 in avanti sono 113 le persone formate in questi percorsi formativi, formati nel campo della meccatronica con le qualifiche o di meccanico, o di carrozziere, o di gommista; sono le persone evidentemente che hanno avuto la volontà di iscriversi a questi percorsi.
Per quanto riguarda il punto 2… ed è la formazione professionale organizzata attraverso le nostre competenze… "se si ritenga necessario intervenire per lo snellimento delle incombenze amministrative e burocratiche che gravano sulle imprese", come le dicevo, a breve riprenderà anche il lavoro del Consiglio delle politiche del lavoro, un lavoro che si fa proprio con le associazioni in categoria per creare quelle condizioni di conoscenza anche di quello che può essere modificato. Su queste leggi però grande competenza ce l'ha lo Stato e molte volte sono competenze che discendono dalle direttive europee, quindi anche il nostro Governo fa quello che può. Per quello che ci riguarda, siamo a disposizione, lo abbiamo detto appunto nei luoghi in cui si parla di lavoro, con il mondo del lavoro, per intervenire sulle norme che possono rivenire nella Regione, ma le posso assicurare che gran parte di queste norme sono riferite al contesto legislativo, anche perché difficilmente si possono gestire in maniera differenziata alcune leggi e le autorizzazioni generali, comunque ben vengano degli stimoli, li raccoglierò volentieri.
Per quanto riguarda la domanda 3: "quali azioni intenda promuovere per rendere più sostenibile e proporzionata l'applicazione delle normative ambientali alle carrozzerie e alle officine", un po' come le ho detto prima la legge 26/2025 prevede il sostegno alle imprese che realizzino progetti di investimento finalizzati al miglioramento delle prestazioni ambientali attraverso interventi di sostenibilità, utilizzo, efficienza dell'energia, delle risorse naturali, riduzione dell'impiego di combustibili fossili e introduzione di fonti rinnovabili in coerenza con il piano energetico ambientale e regionale. Tale legge riconosce inoltre una maggiorazione dei contributi concessi alle imprese che adottano sistemi certificati di gestione ambientale, energetica e di qualità quali ISO 14001, ISO 50001 e EMAS, valorizzando così gli operatori che intraprendono percorsi strutturati di miglioramento continuo delle proprie performances ambientali. Si tratta di contributi a fondo perduto ovviamente per quelle misure che possono creare le condizioni affinché ci sia una maggiore sostenibilità e, come tutti sappiamo, anche per inseguire un miglioramento generale delle condizioni che riguardano il mondo del lavoro e anche le persone che lavorano in certi settori.
Infine "come la Regione intenda riconoscere e valorizzare il ruolo dell'attività di riparazione nella riduzione dell'impatto ambientale nel sostegno all'utenza valutando misure di supporto ai servizi accessori che contribuiscono alla mobilità e all'acquisizione sociale", rispetto a questo, io vedo qualche limite nella possibilità di intervento da parte dell'Ente pubblico, Regione o servizi pubblici, di Enti pubblici, perché si tratta di attività che generalmente sono riferite ai servizi accessori, delle concessionarie di automobili oppure dell'attività di impresa.
Noi quello che abbiamo messo a disposizione sono misure a favore della mobilità sostenibile che prevedono contributi all'acquisto di automezzi a basso impatto ambientale che contribuiscono a favorire una mobilità sostenibile alla Valle d'Aosta. Anche qui siamo qui da pochi mesi, quindi ben vengano suggerimenti se saranno sostenibili attraverso le norme appunto che regolano l'utilizzo delle risorse pubbliche.
Più in generale ritengo quest'interpellanza giusta e dovuta rispetto a settori, immagino che potremmo farne una per ogni settore artigianale, perché ci sono carenze di risorse e anche di vocazione al lavoro di impresa un po' in tutti i settori, quindi ben venga parlare di imprese in Consiglio regionale, ben venga anche provare a costruire dei percorsi al loro sostegno, ma soprattutto al loro sviluppo futuro, che non può essere quello di un tempo, ma deve essere qualcosa di nuovo, di innovativo, che renda queste imprese sostenibili all'interno di una comunità come la nostra nella quale ce n'è estrema necessità per i servizi che rendono e per quello che creano in termini di sviluppo.
Presidente - Per la replica, la parola al collega Tuccari.
Tuccari (FdI) - Intanto la ringrazio, le risposte me le aspettavo perché il tema è un tema che bene o male conosciamo tutti quanti.
Mi sono focalizzato sulle carrozzerie e officine meccaniche perché ovviamente abbiamo dei problemi a monte, qui apriamo un altro capitolo che sono i nostri trasporti, quindi siamo partiti da là, ma è ovvio che tutto il settore artigianato, tutto il settore commercio avrebbe un focus particolare per ogni tipo di settore da puntargli l'obiettivo, questo è palese. Accetto tutto quello che mi ha detto perché è assolutamente in linea e corretto già con quello che pensavo. Mi dispiace una cosa: mi dispiace il fatto che ci sia un solo polo e che possa catalizzare troppi pochi studenti; probabilmente, se fossero dislocati in diversi punti, potremmo avere più ricambio generazionale, mentre, avendone uno solo, vuol dire che siamo tanto destinati in futuro a dover chiudere qualche tipo di attività proprio perché c'è la mancanza di ricambio.
Io mi fermo qua dicendole che torneremo indubbiamente sul tema, magari approfondiremo anche gli altri. La ringrazio.
