Oggetto del Consiglio n. 255 del 11 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 255/XVII - Interpellanza: "Iniziative di monitoraggio dell'orientamento politico dei docenti in alcune scuole italiane. Situazione nelle istituzioni scolastiche della Valle d'Aosta".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 32 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola la collega Forcellati, ne ha facoltà.
Forcellati (PD-FP) - Oggi molti di noi sono intervenuti nella "Giornata del Ricordo" e lo scorso Consiglio altrettante e altrettanti di noi sono intervenuti per fare il proprio intervento rispetto alla "Giornata della Memoria", due momenti bui per una democrazia, e lo sappiamo, momenti bui che hanno minato, che hanno distrutto, che hanno fatto soffrire uomini e donne. Lo dico subito ai colleghi, e li guardo attentamente, di Centro-Destra e di Destra che siedono di fronte: quello che sto per dire l'avrei detto ugualmente se ci fossero stati episodi contrari, e cerco di spiegarmi, perché voglio essere molto chiara. Sappiamo che la democrazia non è che dall'oggi al domani crolla, non crolla, ce l'ha insegnato la storia, qui ci sono persone che sono sicuramente più titolate di me a capire e ad approfondire fenomeni storici di questa portata, però la democrazia si consuma lentamente, comunque da una parte e dall'altra, con la normalizzazione di atti che sono atti di intolleranza che possono o che, anzi, scavano nel solco dei diritti. Noi quindi - e dico noi tutti e noi tutte, perché abbiamo un compito, essendo eletti in questo Consiglio regionale - abbiamo il compito di vigilare, di capire e di intervenire.
In questo caso io mi sono fatta delle domande rispetto a quanto è successo in alcune scuole - e oggi di scuola si parla in maniera importante - e siamo venuti a conoscenza da quotidiani nazionali, da programmi televisivi di un'iniziativa per la quale io sono rimasta basita, un'iniziativa che è stata portata avanti dal Movimento Azione Studentesca, Movimento Studentesco di riferimento di Fratelli d'Italia. Ripeto: questo è quello di cui discutiamo oggi, potremmo discutere di cose opposte, ma vorrei che stessimo sul significato. Collegata quindi direttamente a Gioventù nazionale, organizzazione giovanile del partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, un'iniziativa volta a diffondere questionari tra gli studenti per segnalare i docenti che durante le loro lezioni esprimerebbero - e uso il condizionale - orientamenti di Sinistra o farebbero quella che viene definita "propaganda". Questo mi sembra un comportamento e un atteggiamento assolutamente non rispettoso della nostra democrazia, è un attacco ad alcuni articoli della nostra Costituzione, all'articolo 33, che recita: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento", ma anche all'articolo 21 sulla libertà di espressione. Quando spingiamo o chiediamo ai ragazzi di monitorare le opinioni dei loro maestri, non stiamo certo promuovendo il senso critico, stiamo seminando un germe: il germe del sospetto e rischiamo di indurre i nostri docenti, tutti i docenti, all'autocensura su temi fondamentali come la storia del Novecento, l'educazione civica, i valori che sono alla base della nostra Costituzione e una scuola che ha paura di discutere è una scuola che ha smesso di educare.
Quasi certa della risposta che l'Assessore vorrà darmi, però, come gruppo, abbiamo sentito il bisogno di essere confortati rispetto al fatto che l'Amministrazione regionale è al corrente della diffusione di tali questionari. I questionari sono facilmente scaricabili, c'è un QR Code e quindi molto semplicemente le domande sono: "Se l'Amministrazione è a conoscenza della diffusione di tali questionari o di simili iniziative di monitoraggio nelle scuole del nostro territorio"; se sì - ma penso che la risposta sarà negativa -, quali azioni si intendono intraprendere, d'intesa con la Sovrintendenza agli studi, per garantire un clima che deve essere un clima sereno, un clima scolastico improntato al pluralismo e lontano da logiche ispettive" e "se si intende ribadire con fermezza che la scuola è e deve rimanere un luogo di formazione democratica protetto da ogni forma di intimidazione politica", quindi difendere la libertà di insegnamento dei docenti, qualunque docente esso sia, significa difendere il futuro, a nostro parere critico e libero, dei nostri figli.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Come ha giustamente previsto la collega Forcellati, la mia risposta sarà abbastanza rapida, perché, rispetto alla prima domanda, quindi "se l'Amministrazione è a conoscenza della diffusione di questi questionari", la risposta è no, non ci sono rimandi a questionari diffusi nelle nostre scuole o iniziative di monitoraggio o segnalazione all'interno delle nostre scuole.
Di conseguenza anche sulla domanda 2: "quali sono le azioni che intendiamo intraprendere" la risposta è altrettanto negativa, perché ovviamente, essendo negativa la prima, è negativa anche la seconda, si ritiene di proseguire nelle solite modalità adottate fino ad oggi in questi anni, ovviamente di lasciare la più ampia libertà di insegnamento e dove non si ravvisano, come oggi è allo stato, rischi legati a minare questa libertà.
Va anche ricordato che il Ministero ha ribadito nei mesi scorsi ai dirigenti scolastici l'importanza di garantire un'offerta formativa equilibrata e imparziale, questo va detto, quindi l'organizzazione anche delle attività scolastiche deve essere sempre ispirata ai principi che sono anche sanciti da una legge: la legge 92/2019, che richiama i principi dell'educazione civica, promuovendo la responsabilità e soprattutto la partecipazione attiva degli studenti nei dibattiti, anche laddove ci siano interventi su temi politici che è bene che ci siano comunque, anche e soprattutto ovviamente nelle scuole secondarie, perché queste comunque in qualche modo attivano anche un dibattito all'interno della scuola, creano curiosità, creano domande all'interno dei ragazzi e, ripeto, parlo dei ragazzi più grandi. Il fatto di porsi delle domande credo che poi sia il motore principale affinché gli stessi ragazzi creino quello spirito critico autonomo che è quello che la scuola fondamentalmente deve insegnare loro, oltre alle questioni più didascaliche delle materie scolastiche.
Sulla terza domanda non voglio citare di nuovo l'epitaffio di Jacques La Palice, come la volta scorsa, ma è evidente che riteniamo che la scuola debba rimanere luogo di formazione democratica, ci mancherebbe altro.
Presidente - Per la replica, la parola alla collega Forcellati.
Forcellati (PD-FP) - Grazie Assessore perché io immaginavo questa risposta, questo ci rassicura e ancora una volta ci fa dire che la scuola valdostana ha la possibilità di formare ragazzi e ragazze nel pluralismo del pensiero e nella democrazia. Faccio un esempio personale: al liceo classico di allora io ho avuto insegnanti schieratamente di Destra, schieratamente di Sinistra e tra questi la professoressa Maria Ida Viglino. Questo è quello che io mi aspetto dalla scuola.
