Oggetto del Consiglio n. 253 del 11 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 253/XVII - Interpellanza: "Utilizzo di metaldetector".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 30 all'ordine del giorno. Per la presentazione, la parola al collega Domanico.
Domanico (FdI) - Negare o minimizzare il problema della microcriminalità non è prudenza istituzionale, è rimozione della realtà. Quando, di fronte a episodi di violenza, intimidazione o degrado, la risposta pubblica si riduce a "qualche problematica" o a "un polverone mediatico", il messaggio che passa è pericoloso: lo Stato arretra mentre l'illegalità avanza.
Riconoscere il problema non significa criminalizzare un'intera comunità scolastica, ma assumersi la responsabilità di prevenire il peggio prima che accada. Dire che è prematuro intervenire equivale spesso ad agire solo dopo che i fatti diventano irreversibili. La prevenzione richiede presenza, regole chiare, sanzioni proporzionate ma certe, collaborazione tra scuola, famiglia e Forze dell'ordine, senza questo ogni richiamo educativo resta astratto. Un approccio serio non è ideologico, né emergenziale, è concreto, tolleranza zero verso questo degrado, sostegno a chi rispetta le regole, strumenti adeguati per chi è chiamato a farle rispettare. Negare il problema non è neutralità, è una scelta politica che scarica i costi dell'inerzia sui cittadini. In una società libera lo Stato non chiude gli occhi, agisce, previene e tutela, tutto il resto è retorica. Il copione è sempre lo stesso, finché la situazione è tranquilla, non serve intervenire, quando non lo è più, allora diventa improvvisamente imprevedibile, nel frattempo però studenti, famiglie e docenti imparano una grande lezione civica: la sicurezza è importante, ma non quanto evitare di ammettere che esista un problema. Così funziona, si minimizza oggi, si rincorre domani e ci si stupisce dopodomani, nel frattempo la realtà fa il suo corso, indipendentemente dalle dichiarazioni rassicuranti, perché i problemi negati non spariscono, crescono, ma almeno, fino a quel momento, la situazione resta tranquilla.
Ringrazio l'assessore Lavevaz per il lavoro svolto sino ad ora, è un ottimo lavoro, Assessore, ma non è sufficiente. Le preoccupazioni e le testimonianze che la popolazione di Verrès ci riportano dopo la nostra interpellanza del gennaio 2026 si moltiplicano di giorno in giorno e si uniscono alle segnalazioni di altri plessi scolastici, Aosta e Morgex, con situazioni critiche già riferite, da quanto mi viene detto, al precedente assessore Guichardaz, dove esistono situazioni di minacce con coltelli tra ragazzi delle scuole medie dove, come mi viene riportato, ci sono stati interventi del reparto cinofilo delle Forze dell'ordine a Verrès, a Morgex e ad Aosta.
Porto ad esempio un fatto accaduto a Luni, in provincia di La Spezia, pubblicato dall'Ansa giovedì 29 gennaio, dove un ragazzino di 13 anni ha portato un coltello da cucina a scuola e l'ha mostrato ai compagni di classe. E ancora, sempre Ansa del 29 gennaio, Varese: "Giocano con un coltello a scuola, uno dei due ragazzi, entrambi minorenni, finisce in Questura, l'altro si ferisce lievemente a un dito". Per fortuna, non è successo nulla di grave, ma questo dimostra come lo spirito di emulazione possa portare a situazioni potenzialmente pericolose.
Collega Lavevaz, lei conosce la stima che ho nei suoi confronti, ma questo non mi impedisce di accendere un faro su determinate situazioni, tanto più che anche il sostituto procuratore D'Ambrosi ammette, come riportato nei quotidiani locali: "Allarme per i reati giovanili". Come sempre faccio un grandissimo ringraziamento alle Forze dell'ordine per il loro incessante e delicato lavoro. Devo chiedere o, meglio, la popolazione chiede alle Forze dell'ordine stesse di usare particolare attenzione nel rivolgere qualche sguardo in più nelle cosiddette "zone a rischio" o "zone sensibili", quali, ad esempio, parchi giochi dove per molti ragazzini e ragazzine è diventato impossibile giocare perché è ormai territorio di altri, nei dintorni delle scuole, nelle zone più buie e isolate. Facciamo presto, Signori, facciamo qualcosa prima che si arrivi ai casi di cronaca che abbiamo sentito nei giorni e nelle settimane passate. La sovrintendente Fey ha ammesso in un'intervista - riporto integralmente le parole della Sovrintendente -: "Possono esserci episodi, anche gravi, che richiedono attenzione e misure specifiche". Colleghi, agiamo in maniera rapida, non aspettiamo sempre che succeda qualcosa, proviamo qualcosa di diverso. Vanno benissimo, Assessore, tutte le misure adottate, ma sono misure a lungo termine, ora ci serve qualcosa di immediato.
Per questo noi di Fratelli d'Italia chiediamo: 1) se si ritiene di applicare, su indicazione del ministro Valditara, l'uso dei metaldetector o strumenti simili atti a verificare l'esistenza e il trasporto di armi all'interno della scuola; 2) identificare il polo più a rischio e introdurre in maniera sperimentale tecniche o pratiche per debellare tali situazioni.
Presidente - Per la risposta, la parola al collega Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Collega, cito esattamente quello che lei dice: "Tolleranza zero verso questo degrado". Io non voglio minimizzare perché non bisogna minimizzare ovviamente situazioni critiche, o soprattutto casi di cronaca che lei ha citato, però credo che tutto vada portato nelle giuste dimensioni e nelle giuste proporzioni.
Senza anche qui voler tornare nella retorica, magari passata, dove si diceva che la Valle d'Aosta, un po' per tutto, è un'isola felice, è un'isola dove siamo inattaccabili su tanti aspetti, non è così, questo lo dobbiamo dire, non dobbiamo nasconderci dietro un dito; dall'altro lato però non possiamo neanche generalizzare.
Dal nostro punto di vista, abbiamo dalla nostra il fatto di avere delle scuole piccole, perché sono tutte scuole piccole, anche la scuola più grande, Maria Adelaide, piuttosto che il Manzetti o l'Isiltep, per parlare delle scuole superiori, sono scuole che su una scala nazionale sono ritenute scuole piccole, perché tutte le scuole sotto mille studenti sono scuole medio-piccole. Questo ovviamente facilita da un certo punto di vista il controllo puntuale di quello che avviene e anche un ridimensionamento di questi casi; questo non vuol dire che non deve esserci un controllo o che bisogna abbassare la guardia.
Solo la settimana scorsa, grazie al Presidente che ha invitato il sottoscritto e la Sovrintendente alla seduta del COSP, questo il 6 febbraio, quindi la settimana scorsa, abbiamo avuto l'occasione di confrontarci con tutte le Forze dell'ordine proprio sulla situazione all'interno delle scuole e anche relativamente alla direttiva congiunta del Ministero dell'interno e dell'istruzione e del merito che è arrivata nei giorni precedenti. In quest'analisi, che è stata condivisa con le Forze dell'ordine, è emerso che allo stato attuale non si rilevano delle situazioni tali da dover disporre di sistemi di controllo, tipo metaldetector o cose di questo tipo, questa è l'analisi che è venuta fuori dal COSP.
Dall'altro lato, come dicevo prima, c'è la disponibilità da parte sia delle Forze dell'ordine che ovviamente della Sovrintendenza a monitorare e a creare un flusso di informazioni in particolare con il Presidente nelle sue competenze prefettizie tra la Sovrintendente, che monitora e che chiederà a tutti i dirigenti un monitoraggio più puntuale su tutte le situazioni anche potenzialmente critiche, non per forza già critiche, in modo da poter intervenire, ovviamente attraverso la disponibilità delle Forze dell'ordine affinché queste non diventino critiche.
Credo quindi che dobbiamo sfruttare il fatto che siamo piccoli e che i nostri numeri permettono un controllo molto più puntuale rispetto a realtà più grandi, credo sia questa la strada, non installare metaldetector o cose anche più invasive e credo anche che questo monitoraggio che verrà fatto, o già in corso, in queste settimane permetterà in qualche modo anche di valorizzare le buone pratiche, perché ci sono anche delle buone pratiche all'interno delle nostre scuole, in modo che si possa in qualche modo anche rafforzare questa capacità di prevenzione attraverso delle iniziative puntuali condivise tra la scuola, le Forze dell'ordine, i servizi competenti, eccetera.
Proprio in questi giorni, peraltro, si stanno svolgendo in Bassa Valle presso il Polo dell'Isiltep di cui si è parlato anche nel corso di una passata iniziativa, le Settimane della legalità, che sono volte proprio a sensibilizzare i ragazzi su tutto quanto attiene alla legalità, a un atteggiamento più corretto e costruttivo rispetto ai contesti che loro vivono tutti i giorni, quindi il fatto di imparare a non voltarsi dall'altra parte quando vedono qualcosa che non funziona. Mi viene in mente l'interessante convegno del presidente Grasso al quale alcune nostre classi hanno partecipato la scorsa settimana, che ovviamente ha evidenziato soprattutto quest'atteggiamento verso la legalità, il fatto di essere attenti e non girarsi dall'altra parte quando si vede qualcosa di anomalo. Questa è un po' la cosa che mi piacerebbe portasse i risultati, il fatto di educare innanzitutto i ragazzi a questa forma di sensibilità e dall'altro lato, come dicevo prima, un controllo puntuale da parte dei dirigenti scolastici su quello che avviene nelle scuole, anche osservando, quindi cercando di prevenire criticità, soltanto evidenziando alla Sovrintendenza che si fa da catalizzatore di queste situazioni e poi da tramite presso il Presidente delle Forze dell'ordine in modo da evitare che queste possibili criticità diventino criticità un domani.
Presidente - Per la replica, la parola al collega Domanico.
Domanico (FdI) - Grazie Assessore. Sono contento di queste iniziative che avete messo in atto e che sicuramente funzioneranno, sono iniziative molto interessanti ma, come ho detto prima, sono iniziative a lungo raggio, a lungo termine. Lei non ha rilevato o non le è stato fatto giungere nessun problema nelle scuole, io affronto questo problema non perché me lo sia inventato, ma soprattutto perché arrivano comunicazioni di situazioni di grosso disagio e situazioni di pericolosità. Io spero che rimanga tutto nell'ambito di grosse situazioni di disagio e nulla più; aspetteremo, vigileremo e vi faremo sapere.
