Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 251 del 11 febbraio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 251/XVII - Interpellanza: "Mutuo prima casa gestito tramite Finaosta S.p.A.-funzione di politica familiare, accessibilità per giovani e giovani coppie e sistema delle garanzie".

Aggravi (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Punto n. 28 all'ordine del giorno.

Per l'illustrazione, la parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) - Quest'interpellanza nasce da una riflessione sul senso e sugli effetti concreti di una politica pubblica importante come il mutuo prima casa, gestito in questo caso tramite Finaosta. Nel corso degli anni, anche in precedenti ruoli istituzionali, questo tema è emerso più volte dal confronto politico, ho avuto modo di discuterne direttamente con il collega Marzi quando ricopriva l'incarico di Assessore al bilancio e, tra l'altro, di incrociare questa riflessione anche nel mio ruolo di ex Assessore al turismo e commercio interrogandomi e interessandomi circa le ricadute che il tema dell'abitare produce sulla capacità del territorio di attrarre e trattenere persone, lavoratori e famiglie. È una questione che poi non ho avuto l'occasione di approfondire di recente in modo sistematico, ma che resta, secondo me, un nervo scoperto e che oggi, dai banchi della minoranza, ritengo utile rimettere sul tavolo per aprire una discussione seria, penso anche franca e, se possibile, migliorativa.

La domanda che pongo è semplice, ma credo sia profondamente politica: questo strumento oggi aiuta davvero i giovani a costruire un progetto di vita oppure finisce per favorire soprattutto chi è già economicamente strutturato, chi può contare su solide garanzie familiari alle spalle? In Valle d'Aosta il tema dell'abitare non è neutro, lo sappiamo, il mercato degli affitti è sempre più ristretto e selettivo, le ragioni sono diverse, ne abbiamo parlato molte volte anche in quest'aula, una forte vocazione turistica che rende più attrattive le locazioni brevi, ad esempio, un quadro normativo che spesso scoraggia i piccoli proprietari dall'impegnarsi in contratti di lungo periodo, questo è oggettivo, una maggiore preferenza per formule percepite come più flessibili e meno vincolanti. Il risultato però è chiaro: sempre meno alloggi sono disponibili per affitti stabili e ancora meno sono accessibili a giovani coppie, ai giovani lavoratori, a persone che cercano di emanciparsi e di costruire magari un percorso autonomo.

In questo contesto l'accesso alla prima casa non è, colleghi, una scelta di comodità, ma una condizione di possibilità. Senza una casa è difficile restare sul territorio, è difficile immaginare una famiglia, progettare il futuro. Questo tema ha anche delle ricadute concrete ed economiche, perché la difficoltà di reperire alloggi stabili incide sulla capacità anche delle imprese di attrarre e trattenere i lavoratori non stagionali, ne abbiamo parlato lungamente anche con l'assessore Bertschy e con l'assessore Grosjacques, in particolare nei settori del turismo e dei servizi, che avrebbero invece bisogno di continuità e di professionalità che si radichino nel tempo e nel territorio. È proprio per rispondere a questa difficoltà che la Regione ha scelto da anni di investire risorse proprie in uno strumento dedicato, il mutuo prima casa, parliamo di soldi pubblici, di risorse del bilancio regionale e di condizioni economiche agevolate rispetto al mercato, perché la finalità non è il profitto, ma una funzione sociale, sostenere l'autonomia abitativa, favorire l'emancipazione e trattenere giovani e famiglie in Valle d'Aosta.

Finaosta, lo sappiamo, non è una banca commerciale, è una finanziaria regionale, sappiamo che è vigilata come intermediario finanziario con obblighi di sana e prudente gestione, ma anche con una mission precisa: dare attuazione alle politiche regionali. Questo è un punto centrale perché distingue questo strumento dal credito bancario ordinario; la vigilanza e la prudenza, lo dico subito, sono doverose ma non esauriscono la questione. Qui non stiamo parlando solo di rischio finanziario, ma di coerenza tra mezzi e obiettivi che ci si propone ed è proprio qui che emerge il nodo politico delle garanzie. Un mutuo prima casa è già assistito da ipoteca sull'immobile acquistato, l'ipoteca è una garanzia forte, reale e strutturale eppure, nella prassi, a questa garanzia si affiancano spesso garanzie personali ulteriori, quindi garanti, coobbligati, firme di familiari e questo produce un effetto molto chiaro: accede più facilmente, purtroppo, chi ha qualcuno alle spalle che può garantire per lui. Chi non ha alle spalle una famiglia economicamente solida, chi ha percorsi lavorativi autonomi, chi lavora, per esempio, con partita IVA, chi ha redditi buoni ma non standardizzati, non stabili, sostanzialmente chi non ha un posto fisso parte svantaggiato. In questo modo una politica pubblica rischia di diventare selettiva nei suoi effetti anche senza volerlo. Rischiamo così di trasmettere un'idea di affidabilità ancora ancorata, secondo me, a schemi anacronistici: posto fisso, come dicevo prima, storia reddituale lineare, garanzie familiari, ma questo, colleghi, non è più il mondo reale - lo sappiamo benissimo - del lavoro giovanile e soprattutto non è coerente con una politica finanziata con soldi pubblici, che dovrebbe ridurre le disuguaglianze di partenza, non cristallizzarle.

Metto lì un paio di elementi: esistono anche a livello nazionale modelli pubblici diversi, che affrontano lo stesso problema in modo alternativo. Il fondo di garanzia per la prima casa, per esempio, nasce proprio per sostituire la garanzia familiare, lei lo saprà meglio di me, con una garanzia pubblica, assumendo collettivamente una quota di rischio per favorire l'accesso dei giovani al credito. Quel modello opera attraverso il sistema bancario, lo sappiamo, e non è automaticamente - lo anticipo già subito - applicabile ai mutui regionali gestiti direttamente dalla nostra finanziaria regionale. Il punto, però, è che quel paradigma esiste, lo Stato ha ritenuto legittimo e necessario intervenire per evitare che l'accesso alla casa dipenda dalla disponibilità di un genitore garante, di un cofirmatario, di qualcuno che comunque garantisca per questi giovani che hanno voglia magari di farsi una famiglia e di mettere in piedi un progetto, anche attraverso l'acquisto di una casa.

C'è poi un secondo aspetto altrettanto rilevante che è il fattore tempo. Quando viene richiesto un garante, non è affatto chiaro se e quando quella garanzia possa venire meno, questo è un altro tema che pongo alla discussione, anche dopo anni di pagamenti regolari, anche dopo che il mutuatario ha dimostrato stabilità e affidabilità, magari con anni di reddito che può in qualche modo essere garanzia di restituzione del mutuo, la garanzia personale del garante resta spesso indefinita e indeterminata nel tempo. Questo, lo dico subito, non responsabilizza il giovane e lo mantiene dipendente soprattutto, trasmette, a mio modesto parere, un passaggio e un messaggio culturale sbagliato. L'autonomia dei giovani non è mai pienamente riconosciuta e questo è in contraddizione con l'idea stessa di emancipazione che dovrebbe stare alla base di una moderna politica familiare.

Con quest'interpellanza quindi non è che si chiedono scorciatoie, azzardi, sappiamo benissimo che Finaosta gestisce soldi pubblici, non stiamo chiedendo di eliminare ogni forma di garanzia, questo lo voglio dire in maniera chiara, però chiediamo di aprire una riflessione politica seria su come rendere questo strumento più coerente con i suoi obiettivi dichiarati, quelli di politica proprio familiare, di accesso alla prima casa, su come evitare che una misura pensata per i giovani agevoli e favorisca soprattutto chi è già avvantaggiato, cioè chi ha già una famiglia e una copertura alle spalle. Se vogliamo davvero trattenere i giovani in Valle d'Aosta, credo che si debbano offrire opportunità svincolate dalle condizioni di partenza, assumendoci come Istituzione una quota di responsabilità e anche di rischio, se vogliamo, collettivo, altrimenti rischiamo di fare buone politiche sulla casa che però poi nei fatti aiutano sempre gli stessi.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Baccega.

Baccega (FI) - Ringrazio i colleghi per la presentazione di quest'interpellanza che in qualche modo ci permette di entrare nel vivo di una misura prevista dalla legge 3/2013, che, come è noto, necessita di una revisione totale e che è stata a suo tempo correttamente definita la legge quadro sull'edilizia abitativa con le sue differenti sfaccettature che partivano dall'edilizia residenziale pubblica, l'edilizia convenzionata, l'emergenza abitativa per andare poi al recupero patrimonio edilizio e al sostegno per la prima abitazione.

Nel caso che ci occupa il perseguimento della finalità dichiarata di agevolare l'acquisto della prima abitazione prevede la concessione appunto di mutui a tasso agevolato a valere sul fondo di rotazione a ciò specificatamente destinato; uno strumento che, grazie alla sua rotatività data dalla regolare ricostruzione del fondo alimentato dai periodici rimborsi dei mutuatari, garantisce continuità nel tempo e consente a una platea numericamente indeterminabile di persone o soggetti di beneficiare negli anni dell'agevolazione, un meccanismo certamente virtuoso che presuppone che i mutui vengano concessi a soggetti effettivamente dotati di un'adeguata capacità di rimborso, ovvero che i singoli beneficiari degli stessi, che si avvantaggiano di un tasso favorevole rispetto a quello di mercato, dimostrino ragionevolmente di essere in grado, anche in prospettiva, di rimborsare nel tempo le somme ricevute a beneficio di chi li seguirà nella richiesta di accesso alla misura. La certezza dei rimborsi quindi alimenta e sostiene nuovi finanziamenti per i mutui e c'è anche in questo periodo, negli ultimi due anni e mezzo, una certa effervescenza con una ripresa nel mercato immobiliare, adesso non ho dei dati, però in qualche modo sarò in grado nei prossimi giorni di estrapolarli… quindi una capacità di rimborso che deve peraltro essere mantenuta nel tempo e quindi presidiata e monitorata nel corso del rapporto di credito tenuto conto che la durata dell'ammortamento dei mutui concessi può arrivare fino a trent'anni. Finaosta si occupa principalmente di valutare la capacità di rimborso delle persone richiedenti i mutui e di presidiare e proseguire a monitorare la stessa nel corso dell'ammortamento, quindi c'è un percorso e un controllo che deve essere costante. Una valutazione è condotta dalla finanziaria regionale con rigore tecnico, in conformità alla normativa primaria e regolamentare di riferimento, sia per garantire la tenuta del sistema economico-finanziario, sia per assicurare un utilizzo delle risorse pubbliche improntato al canone della sana gestione finanziaria delle stesse sotto l'occhio vigile rispettivamente della Banca d'Italia e della Corte dei conti, oltre che per raggiungere ovviamente le finalità che la legge 3 ci impone.

I beneficiari dei mutui prima casa devono dunque essere dotati di una solida capacità di rimborso. Quando la solidità di tali capacità non è dimostrata, ad esempio, come ha evidenziato anche lei, perché il soggetto richiedente il mutuo non presenta una storia creditizia favorevole o, sempre a titolo esemplificativo, non dispone di una prospettiva reddituale e stabile nel tempo, parliamo di lavoratore autonomo con redditi discontinui, un neo assunto, chi è assunto con contratti a termine o persone che sono rientrate da lunghi periodi di inattività, credo che Finaosta non per prassi - questo lo voglio sottolineare, non è una prassi - ma in esito a un'attenta valutazione del singolo caso concreto richiede garanzie ulteriori a tutela del credito di rimborso, altrimenti il circolo virtuoso che si innesta in questo percorso viene meno, a un certo punto si può interrompere e questo non è possibile perché va a discapito di altri che ne hanno bisogno. Le fideiussioni quindi sono richieste nell'interesse dello stesso mutuatario, specie se giovane, con una finalità diversa dall'ipoteca. La fideiussione interviene a monte e permane nel corso del rapporto attenuando il rischio di credito assunto dalla Finaosta, mentre l'ipoteca opera a valle proteggendo il valore del credito nell'eventualità sfavorevole che la posizione vada in default e si debba ricorrere, ahimè, all'estrema ratio dell'esclusione con la vendita all'asta dello stesso bene primario acquistato con il mutuo.

Sulla base dei vostri quesiti, la richiesta di garanzie personali, parlando del primo quesito, ai fini della concessione di mutuo prima casa certamente non è una prassi, ma viene formulata all'esito di un rigoroso giudizio preventivo sulla sostenibilità nel tempo di rientrare da parte del singolo richiedente, formulato dopo una valutazione analitica nel caso di specie e nel rispetto appunto della normativa tecnica di riferimento e delle disposizioni di vigilanza della banca.

Per quanto riguarda il quesito n. 2, posso affermare che i mutui prima casa continuano ad avere un ottimo riscontro e a costituire una misura prioritaria a favore dei nuclei familiari del territorio regionale. Dalla data di riavvio della misura, parlo del mese di luglio 2022, risultano ammesse a finanziamento 190 domande da luglio a dicembre 2022 per oltre 28 milioni di euro, 457 domande nel 2023 per oltre 68 milioni di euro, 333 domande nel 2024 per circa 49 milioni di euro, 370 domande nel 2025 per oltre 55 milioni di euro, per un totale di 1.350 domande ammesse a finanziamento per complessivi euro 200 milioni in tre anni e mezzo. Negli anni 2020 e 2021 la misura era stata sospesa per mancanza di risorse, sicuramente causata dal periodo della pandemia. Aggiungo che le domande presentate da giovani under 35 sono state 71 nel 2022, 195 nel 2023, 143 nel 2024 e 171 nel 2025, per un totale di 580 domande nel periodo considerato, quindi diciamo pari al 43% delle domande presentate. Ecco che dai numeri richiamati si può affermare l'importanza e l'apprezzamento per i mutui regionali che favoriscono indistintamente i nuclei familiari.

Ci sono alcune novità su cui stiamo lavorando, così anticipo delle cose, una per quanto concerne i giovani: sono in corso di valutazione delle specifiche misure volte a consentire l'accesso ai mutui prima casa per i giovani residenti all'estero iscritti all'AIRE che abbiano intenzione di rientrare in Valle d'Aosta.

È altresì in corso di realizzazione un'area clienti per la presentazione online delle domande di mutuo e per la gestione congiunta e simultanea Regione-Finaosta in modo da semplificare ed efficientare il processo di erogazione dei mutui; questo andrebbe a ridurre enormemente i tempi per l'erogazione.

Si sta altresì valutando l'introduzione di uno strumento di rinegoziazione dei mutui a valere sulla futura nuova legge 3, che andrà a modificare la legge 3/2013, una misura che rappresenterebbe un intervento strategico per rispondere alle esigenze dei cittadini che si trovano in condizioni di difficoltà finanziaria, come nel caso, direi frequente, di separazione di soggetti titolari di mutui contestati e tenuto conto che le Autorità di vigilanza nazionali ed europee hanno emanato linee guida e migliori pratiche per consentire agli intermediari finanziari di gestire in modo tempestivo posizioni creditizie deteriorate.

La richiesta al punto 3 di garanzie personali è correlata alla valutazione tecnica del merito creditizio? Il fideiussore può in qualsiasi momento richiedere a Finaosta la liberazione dal proprio impegno fideiussorio, fermo restando che tale liberazione - finisco, Presidente - è subordinata agli esiti di una rinnovata e favorevole valutazione creditizia del mutuatario. Il fideiussore non ha un diritto soggettivo in tal senso, la liberazione è necessariamente rimessa alla prudente valutazione del rischio di credito condotto da Finaosta, una sana e prudente gestione.

Presidente - Per la replica, la parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) - Grazie Assessore per le risposte, probabilmente aveva ancora qualcosa da finire di leggere, poi magari riprendiamo il tema, perché è un tema che anche dalla sua risposta mi pare sia in itinere, nel senso che è in valutazione. I numeri che ci ha dato sono numeri importanti, però, come sospettavo, ci dicono che i giovani, rispetto a questa misura, sono il 40%, poco più di un terzo, di coloro che accedono al mutuo prima casa e poi facilmente devono avere dietro, come dicevo prima, delle famiglie che hanno una solidità economica e permetta loro di poter sostenere magari il proprio mutuo e il mutuo dei figli, quindi attraverso gli strumenti che sappiamo.

Lei alla fine ha detto: "una sana e corretta gestione", è vero, l'ho detto più di una volta, l'ho anticipato proprio nella presentazione, siccome gestiamo soldi pubblici e si gestiscono soldi pubblici che, per il principio della rotazione, dovrebbero rientrare, quindi di fatto sono soldi che magari vengono immediatamente riversati dentro i fondi di rotazione, ma nei 30-20 anni o quello che è, dovrebbero ritornare… però quello che volevo dire - e credo sia qualcosa che probabilmente dovrebbe essere ragionato - è che Finaosta non è una banca e non è neanche una finanziaria, nel senso che questo lavoro, seppur fatto con tassi di interesse agevolati, parliamo dello 0,5%, 0,7%, 1%, insomma tassi piuttosto contenuti e convenienti… però alla fine fa il lavoro di una banca e di una finanziaria, chiede le stesse garanzie, anzi, alle volte ne chiede anche di più proprio per questa cautela che lei diceva, governando e gestendo soldi pubblici.

Le banche, a differenza delle finanziarie e degli intermediari, come lei anticipava, hanno il fondo di garanzia, ma il fondo di garanzia, come cercavo di spiegare nella mia premessa, è una misura che lo Stato mette proprio sapendo che questo tipo di prestito e questo tipo di agevolazione è un'agevolazione che può avere dei margini di rischio. Allora la Regione, secondo me proprio perché interviene direttamente e ha l'interesse… come dicevo prima, noi abbiamo l'interesse da una parte ad agevolare probabilmente le nuove coppie e le nuove famiglie, parliamo tanto di famiglie, parliamo tanto di agevolazioni di politiche familiari, ma poi in Valle d'Aosta abbiamo un problema che magari altre Regioni non hanno. Ci sono dei posti che sono totalmente disabitati, lei vada a vedere nel Novarese, vada a vedere nella Pianura Padana, lì faticano a riempire le case, anzi, chi eredita una casa è maledetto tante volte. Qua da noi invece c'è il tema delle locazioni brevi, le case e gli appartamenti costano l'ira di Dio, gli affitti sono inavvicinabili e quindi è un problema sociale, nuove famiglie, giovani, eccetera, che non riescono né ad accedere agli affitti, ma tanto meno accedere magari all'acquisto di una prima casa ed è un problema anche di ordine economico. Le misure che sono state fatte per cercare di aiutare, per esempio, per le case dei dipendenti, dell'industria del turismo, eccetera, sono misure che dicono di un problema e il problema è reale, cioè noi non riusciamo ad assicurare… e glielo dico anche in sanità, ci sono medici che verrebbero qui, ma faticano a trovare un appartamento in affitto, non ci vengono, figuriamoci i professionisti sanitari a 1.600-1.700 euro al mese, non ce la fanno proprio, studenti che magari vorrebbero venire qua e che poi oggi pagano 500 euro al mese per una camera con bagno, perché queste sono le cifre.

Allora io dico: se vogliamo fare una politica familiare, lo possiamo fare perché siamo una Regione economicamente forte, siamo una Regione che ha dei numeri bassi, che può anche sperimentare, può inventarsi un fondo di garanzia, cercare di capire se possiamo accedere anche noi al fondo di garanzia e non solo gli istituti bancari… secondo me, deve aprire un ragionamento serio. Va bene l'ARER, va bene tutto il tema delle abitazioni agevolate, eccetera, ma anche questo è un tema che, secondo me, va affrontato.