Oggetto del Consiglio n. 246 del 11 febbraio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 246/XVII - Interpellanza: "Potenziamenti uffici aventi funzioni prefettizie".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 23 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al collega Zucchi.
Zucchi (FdI) - Vorrei subito chiarire a scanso di equivoci che l'oggetto di quest'interpellanza verte sull'esistente, non su un dibattito che presumibilmente noi abbiamo intenzione sicuramente… visto e considerato che la questione della riforma dello Statuto è stata posta in evidenza dallo stesso Presidente della Regione in seno alla I Commissione, dibattito nel corso del quale noi non faremo mancare il nostro apporto, ma non è questo l'oggetto di questa nostra iniziativa. Quello di cui si è parlato poc'anzi riguarda il prossimo futuro, un futuro che ci vedrà coinvolti anche non solo per il fatto che noi certe cose le abbiamo scritte nel nostro programma di partito all'atto della presentazione agli elettori, riguarda l'esistente, quindi non significa altro che andare a verificare lo stato dell'arte della situazione della gestione delle funzioni prefettizie allo stato attuale, a scanso di strumentalizzazione o di interventi che poi possiamo capire, che vediamo anche in senso positivo, perché, quando fioriscono dei dibattiti e dei confronti, sono sempre elementi positivi.
Per noi verificare come le competenze statali siano state esercitate in Valle d'Aosta fino ad ora ci sembra il minimo sindacale. In 80 anni forse non si è mai fatto, forse si è fatto nelle segrete stanze, ma in una maniera ufficiale non è mai stato fatto, quindi parlarne oggi anche in vista di quello che siamo chiamati a poter svolgere, così come quanto ci ha chiesto il Presidente della Regione e il Consiglio intero mi sembra il minimo.
Adesso che si parla di revisione dello Statuto speciale e dell'ordinamento valdostano crediamo sia venuto il momento di farlo senza paraventi, chiedendo conto a lei, Signor Presidente, che gestisce queste funzioni pro tempore e le gestisce non come prerogativa, ci tengo a sottolinearlo, della Regione Valle d'Aosta, ma le attribuisce una funzione che le è delegata dal Ministero dell'interno, ben cosa diversa rispetto alle prerogative della Regione Valle d'Aosta di cui lei assolve il suo compito in qualità di Presidente; lei svolge le attività delle funzioni prefettizie in quanto delegato dal Ministero dell'interno.
Noi quindi cerchiamo di capire se la situazione attuale, lo stato dell'arte delle funzioni che lei sovraintende sono adeguati, sono migliorabili e in qualche maniera si può comunque agire in attesa che possa succedere qualche cosa o forse anche no.
Noi non vogliamo certamente, come qualcuno ha detto, cancellare l'autonomia, noi siamo assolutamente per lavorare per l'autonomia, prova ne è che abbiamo depositato anche recentemente dei progetti di legge a livello nazionale in disparate materie, come l'abbassamento del quorum dei 25.000 voti per l'elezione del Parlamento europeo, una proposta di legge della zona franca, ma la vogliamo in effetti rafforzare e nel rafforzare vogliamo capire e spiegare ai Valdostani, se ce lo può dire o confermare, se attraverso le funzioni che lei sovraintende in qualità di Prefetto sono garantite la sicurezza, il rispetto delle regole elettorali, il buon rapporto e il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione nei rapporti fra Stato, Regione ed Enti locali, il presidio generale delle relazioni economiche sindacali, l'adeguata rappresentanza del Governo nazionale in Valle d'Aosta. Questo è lo spirito della nostra iniziativa, per cui noi le abbiamo formulato delle precise domande sulle quali attendiamo, se possibile, delle precise risposte e sulle quali noi faremo i dovuti approfondimenti.
Président - Pour la réplique, la parole au président Testolin.
Testolin (UV) - Intanto la rassicuro in merito al fatto che ho la capacità di scindere i momenti nei quali intervenire rispetto alle varie tematiche, soprattutto quando le tematiche hanno una certa delicatezza e stia sereno che, quando sarà il momento di rispondere a delle istanze che non ci vedono allineati, lo faremo con la dovuta decisione e con il dovuto piglio, spiegando anche le motivazioni che ci portano in determinate direzioni. Per il resto lei ha fatto una premessa iniziale per poi ricondursi… riprendo un attimino il pensiero del collega Bellora stamattina quando diceva che si parla di qualcosa, ma poi si fa riferimento a qualcos'altro: ecco, la sua volontà di scindere gli argomenti poi non è riuscito magari a trattenerla completamente nella sua illustrazione dell'iniziativa, ma tant'è.
Io cercherò di darle delle indicazioni molto puntuali rispetto alle domande che avete fatto rassicurandola in primis sul fatto che vi sia attenzione e dovizia nei comportamenti puntuali che quotidianamente coinvolgono tutte le strutture dell'Amministrazione, perché le funzioni prefettizie non è che si condensano nella figura del Presidente, ma sono delle deleghe che il Presidente va ad assegnare su tutta una serie di servizi e di verifiche, di controlli e di istanze che richiedono, all'interno delle varie strutture, delle questioni puntuali sulle quali bisogna rendicontare, attenzionare e svolgere le attività che le funzioni prefettizie esigono.
Tanto per arrivare alle questioni, per rispondere alla prima domanda, si può dire che l'attuale distribuzione delle funzioni prefettizie nell'ambito dell'organizzazione regionale ha una storia ultradecennale e prevede il riparto delle stesse, come dicevo, su diverse strutture dell'Amministrazione regionale. La struttura organizzativa Affari di Prefettura raccoglie una parte importante delle funzioni prefettizie, ma evidentemente non tutte. Sono sempre e senz'altro possibili i modelli organizzativi alternativi, che devono essere adeguatamente analizzati nei pro e nei contro per pervenire a un'eventuale soluzione organizzativa differente, se ritenuta più efficace ed efficiente di quella attuale. Con la DGR 61/2026, concernente l'approvazione del nuovo assetto organizzativo dell'Amministrazione regionale, a decorrere dal 1° aprile 2026, non siamo intervenuti sulle funzioni prefettizie, vale a dire che la loro ripartizione e il loro svolgimento sono conformi, in continuità rispetto a quello che veniva svolto fino ad oggi. Abbiamo confermato l'attuale organizzazione prevedendo comunque, come per tutte le altre strutture, una verifica intermedia a un anno dall'approvazione della delibera.
Secondo quesito: "se ritiene che il personale impiegato per il miglior esercizio delle funzioni prefettizie sia sufficiente, adeguato e opportunamente valorizzato". Per quanto concerne la sufficienza numerica e l'adeguatezza del personale attualmente impiegato nelle funzioni prefettizie, occorre evidenziare che nessun settore dell'Amministrazione regionale, più in generale nessuno degli enti operanti sul territorio regionale può purtroppo oggi contare su una composizione che possa definirsi ottimale del personale preposto ai vari servizi. Vale la pena ricordare quello che abbiamo dibattuto questa mattina anche sugli organi periferici dello Stato, che hanno delle carenze importanti dal punto di vista anche professionale, e molte volte è addirittura la Regione che va a sopperire in qualche modo a queste carenze. Le difficoltà di reclutamento del personale sono note e il continuo turnover, figlio di un mercato del lavoro dove l'offerta supera la domanda moltiplicando le opportunità e del dinamismo che caratterizza le nuove generazioni, non favorisce senz'altro lo sviluppo e il consolidamento nel tempo di competenze professionali e specialistiche. La problematica sistemica e strutturale colpisce i servizi di Prefettura come gli altri uffici regionali, così come gli uffici periferici dello Stato per i quali, come dicevo prima, anche la Regione si è attivata in più occasioni, ad esempio, oltre che negli uffici giudiziari, anche verso l'INAIL, l'INPS e l'Agenzia delle Dogane, per cercare di sostenere il reperimento di figure professionali adeguate e stabili. Rispetto alla valorizzazione del personale impiegato invece presso i servizi di Prefettura, il rinnovo contrattuale del personale appartenente alle categorie per il triennio 2022-2024, sottoscritto il 6 dicembre del 2024, ha introdotto una specifica indennità per la funzione prefettizia da riconoscere al personale di categoria D che svolge compiti di funzione prefettizia con delega di firma conferita con decreto del Presidente della Regione, indennità attualmente corrisposte ai funzionari impiegati presso le strutture organizzative degli Affari di Prefettura e sanzioni amministrative. Certamente questo è un concreto segnale di valorizzazione e di attrattività, oltre che un forte elemento di responsabilizzazione del ruolo assolto.
Per quanto riguarda la terza domanda: "se intenda potenziare tale organico e riconoscere gli specifici compiti, professionalità e incombenze anche attraverso attività formativa condotta in raccordo con le scuole nazionali di amministrazione", per il potenziamento dell'organico valgono le considerazioni che sono appena state rappresentate in ordine alla difficoltà di copertura dei posti, oltre al limite finanziario delle facoltà funzionali recato dalla legge di stabilità regionale. Rispetto alla specifica attività formativa da condurre in raccordo con le scuole nazionali di amministrazione, così come con altre organizzazioni similari e attraverso iniziative ministeriali, come peraltro già avviene, concordiamo sull'opportunità di una sua continuità e di un suo sviluppo, ai quali sarà dato seguito nell'ambito del piano di formazione professionale per il triennio 2026-2028, tenuto conto del fatto che la formazione è uno degli asset strategici sui quali l'Amministrazione regionale intende continuare a investire per il potenziamento e la crescita professionale delle proprie risorse umane e la loro fidelizzazione.
Président - Pour la réplique, la parole au collègue Zucchi.
Zucchi (FdI) - Signor Presidente, vedo che lei ce l'ha fatta meno di me nell'evitare di utilizzare tre dei dieci minuti che le sono stati concessi per parlare di altro, quindi non si è trattenuto di anticipare le posizioni che io blandamente ho espresso e che non sono oggetto di quest'interpellanza, sarà sicuramente motivo di confronto.
Guardi, Signor Presidente, certe volte lei dà l'impressione che gli argomenti che vengono trattati in quest'aula siano esclusivamente un po' una questione di carattere personale, ma così non è. Lei oggi rappresenta la Regione, in quanto tale esercita le funzioni, non si deve sentir toccato perché oggi è lei, siamo tutti pro tempore, è una questione che va oltre le persone, quindi non si senta toccato da delle iniziative che vanno oltre le persone. Le dico che sulle sue risposte… se vuole, parto dall'unica cosa positiva che ha detto che è alla fine, che mi rinfranca: che lei concorda sulla necessità di andare verso una formazione, di raccordo con gli uffici ministeriali, ed è l'unica cosa che mi conforta, perché per il resto, Signor Presidente, lei ha risposto poco, anzi, non ha risposto per niente al punto 1 e ha risposto negativamente al punto 2. Adesso io andrò anche qua a risentire, perché è difficile sentire nel dettaglio le risposte che io non posso sapere che cosa lei dice, ma mi è sembrato di capire che lei ha parlato a un certo momento anche di carenze professionali riferite a degli uffici, se così fosse, sarebbe veramente molto, molto grave, forse ho capito male e me lo andrò a risentire. La domanda al punto 1: "se ritiene che l'attuale organizzazione della Regione sia corrispondente alle aspettative della Comunità valdostana e del Governo" è una domanda semplice, non mi è sembrato di sentire una risposta chiara e inequivocabile, la domanda era molto semplice.
Sul punto 2, ridurre il tutto al fatto: "Funziona così dappertutto e siamo scarsi dappertutto, c'è penuria di personale su tutto il comparto" non mi sembra una buona giustificazione, è una giustificazione più di resa che dichiarazione di intenti. Se voi ci tenete così tanto al mantenimento di queste funzioni prefettizie in capo alla stessa persona, che è anche il Capo del Governo, diamine, esercitate e datele la dovuta attenzione, non potete dire: "È tutto così" e pertanto anche le funzioni prefettizie devono seguire la logica della carenza del personale. Se ci tenete così tanto, aumentate e date la maggiore attenzione a questo settore, in modo tale che gli uffici preposti a queste funzioni, perché lei giustamente ha ricordato che le funzioni non sono avocate a lei in quanto persona, ma a una serie di uffici, se lei ci viene a dire in aula che la situazione è delicata ed è carente non è una gran bella risposta che depone a favore del mantenimento di questo tipo di funzioni che lei esercita in nome e per conto dello Stato. Io credo quindi che, se ci deve essere una scelta di potenziamento dell'organico in un determinato settore, questa deve essere compiuta nei confronti di chi svolge le funzioni prefettizie. Ridursi a dire: "Tutto è così" e dobbiamo prenderne atto non ci sembra una risposta opportuna. Io spero che, al di là di quelli che saranno i dibattiti e i confronti che avverranno su questo tema, che sono di altra natura, sulle attuali situazioni e le funzioni di cui noi disponiamo si possa operare in una maniera più attiva, più concreta, operando un maggiore sforzo nel dare un maggiore supporto alle attività degli uffici che sono preposti a queste funzioni, evitando di equiparare una con l'altra, perché, andando verso il ribasso, sicuramente non si dà un buon servizio ai principi che ho enunciato in premessa.
