Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 244 del 11 febbraio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 244/XVII - Interpellanza: "Stato di attuazione della legge regionale 26 luglio 2021, n. 19 in materia di equo compenso e tutela delle libere professioni".

Aggravi (Président) - Point n° 21 à l'ordre du jour. Pour l'illustration, la parole au collègue Zucchi.

Zucchi (FdI) - Diamo per acquisite e per lette le premesse della nostra interpellanza, un'interpellanza che non nasce da una valutazione astratta, ma da una valutazione concreta che ci viene segnalata, sempre con maggiore frequenza, dagli Ordini e Collegi professionali del territorio e dalle numerose categorie dei lavoratori coinvolti. Sono tanti, ne cito alcuni, con il rischio di dimenticarne altri: ingegneri, architetti, geometri, geologi, periti industriali, periti agrari, dottori agronomi e forestali, chimici, fisici e così via, quindi sono numerosi i soggetti che sono interessati dall'applicazione della norma dell'equo compenso, una norma di cui nel 2021 questa Regione ha approvato una legge chiara: la legge regionale n. 19, che tutela il principio dell'equo compenso e impegna la Giunta ad adottare atti di indirizzo, monitorare l'attuazione e confrontarsi stabilmente con le professioni. Nel frattempo il quadro nazionale si è ulteriormente rafforzato con la legge 49/2023 avente per prima firma l'attuale presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e con il nuovo Codice dei contratti pubblici, decreto legislativo 36/2023, Codice degli appalti, che non lascia spazi interpretativi su alcuni punti fondamentali. Eppure ciò che noi registriamo è una distanza preoccupante dal dettato normativo e la prassi applicativa, ciò ci viene segnalato da alcune di quelle professioni che ho citato in premessa e che segnalano, appunto, la difficoltà di giungere a una piena applicazione di questa norma.

Il punto quindi politico e istituzionale è semplice: cosa sta facendo la Giunta per garantire che le norme regionali e nazionali vengano rispettate in modo uniforme da tutti? Noi non possiamo accettare un sistema nel quale il rispetto dell'equo compenso diventi opzionale o, peggio, modulabile a seconda delle occasioni, non stiamo difendendo una o più categorie, stiamo difendendo la legalità amministrativa, la trasparenza dei bandi pubblici e la credibilità della Regione nel rapporto con i professionisti.

Quest'interpellanza chiede atti, numeri, convocazioni… Presidente, mi scusi, la vedo un po' distratto, non so se ascolta quello che le sto dicendo… quindi noi ci attendiamo delle rendicontazioni con delle semplici domande e più in generale chiediamo se la legge è stata realmente attuata o se è rimasta di fatto una dichiarazione di principio. Su questo noi attendiamo delle risposte chiare.

Président - Pour la réponse, la parole au président Testolin.

Testolin (UV) - Quesito 1: "quali atti di indirizzo e comunicazione siano stati adottati ai sensi dell'articolo 2, comma 2, della legge regionale n. 19/2021". In attuazione dei principi in materia di equo compenso, sanciti dalla legge regionale 26 luglio 2021 n. 19, e nell'ambito delle competenze di indirizzo e coordinamento dell'Amministrazione regionale, sono stati adottati specifici atti di indirizzo e comunicazioni finalizzate a garantire un'applicazione uniforme della normativa vigente da parte delle strutture regionali dei soggetti coinvolti. In particolare si informa che il Tavolo tecnico del decreto legislativo 36/2023, istituzionalizzato ai sensi della deliberazione della Giunta regionale 286/2024, ha ulteriormente approfondito la tematica relativa all'applicazione della legge 49/2023 in materia di equo compenso agli appalti dei servizi di ingegneria e architettura disciplinati dal decreto legislativo 36/2023, questione assai dibattuta a livello istituzionale nella ricerca di argomenti giuridici per avvalorare le opposte tesi sulla sua legittima applicabilità alla predetta fattispecie. Sono infatti recentemente intervenuti pronunciamenti giurisprudenziali, in ultimo la sentenza del TAR Lazio n. 8580 in data 30 aprile 2024, che hanno sancito la natura imperativa e l'integrale applicabilità della disciplina dell'equo compenso ai contratti pubblici e alla sua piena compatibilità con la Costituzione e con il diritto eurounitario. Il Tavolo ha assunto pertanto le motivazioni esplicitate dal Giudice amministrativo quale valida ragione per l'applicabilità dell'equo compenso ai servizi di ingegneria e architettura affidati ai sensi del decreto legislativo 36/2023, specie in relazione all'aumento del rischio di soccombenza, che potrebbe derivare da eventuali contenziosi laddove si propendesse al contrario per la non applicazione della legge 49/2023 ai contratti pubblici. Ne consegue quindi che, fatti salvi i pronunciamenti giurisprudenziali o interventi normativi di segno opposto che dovessero sopravvivere, per assicurare omogeneità di comportamento all'interno dell'ente, è opportuno negli affidamenti in parola consentire il ribasso sulla sola quota "Spese e oneri accessori", di cui all'articolo 5 del decreto ministeriale 17 giugno 2016 e applicare l'equo compenso per determinare la voce "compenso" da corrispondere al professionista.

Il secondo quesito chiede: "quante volte dalla data di entrata in vigore della legge sia stata convocata la Commissione consiliare competente per l'esame delle rendicontazioni previste all'articolo 4 e quante volte sia stata convocata la Conferenza valdostana delle professioni di cui all'articolo 5 della legge regionale 19/2021". Sull'argomento delle relazioni e delle clausole valutative tornerò nella risposta alla terza domanda, ma intanto va precisato che l'articolo 4 della legge regionale 19/2021 prevede che la Giunta regionale riferisca alla Commissione consiliare competente, cosa che in altri casi analoghi comporta normalmente l'invio di una relazione in Commissione. Nel caso specifico ciò non è ancora avvenuto essenzialmente a causa della sovrapposizione normativa, la legge regionale, la legge statale, le modifiche al Codice dei contratti pubblici, le linee guida dell'ANAC e anche perché non sono state segnalate e pervenute all'Amministrazione regionale criticità particolari.

Per quanto riguarda invece la Conferenza valdostana delle professioni, la Chambre ci ha comunicato che nella corrente consiliatura camerale, cioè dal 2023 al 2028, la Conferenza finora si è riunita tre volte, affrontando il tema dell'equo compenso solamente in un'occasione.

Il terzo quesito chiede "quali ulteriori leggi regionali vigenti prevedono clausole valutative, obblighi di monitoraggio periodico o rendicontazione in sede consiliare o presso tavoli esterni istituiti e con quali modalità la Regione assicura il controllo effettivo dell'adempimento di tali obblighi". È difficile rispondere in modo esaustivo a questa domanda considerando il numero e la stratificazione delle leggi regionali vigenti e delle relative discipline di attuazione. La questione della valutazione della qualità della normazione e degli effetti delle politiche regionali peraltro è sicuramente di grande importanza ed è esattamente la funzione del Comitato paritetico di controllo e valutazione delle politiche regionali e della qualità della normazione istituito presso il Consiglio regionale all'articolo 3-bis della legge regionale 3/2011, del quale fa parte anche lei, consigliere Zucchi, e che in passato ha effettuato delle ricognizioni delle clausole valutative contenute nelle leggi regionali e delle relative relazioni fornite dalle strutture dell'Amministrazione regionale. Il Comitato paritetico di controllo costituisce quindi la sede in cui approfondire gli argomenti di questa domanda, aggiungo l'intenzione da parte del Governo regionale, con l'avvio di questa legislatura e l'entrata a regime della riorganizzazione, è di dare seguito a quanto necessario per la costituzione del Tavolo tecnico interistituzionale sullo studio e l'applicazione delle clausole valutative, concretizzando il percorso già avviato alla fine della legislatura scorsa.

Infine il quarto quesito chiede "quali iniziative la Giunta regionale intenda assumere per garantire il pieno rispetto della normativa regionale e nazionale in materia di equo compenso da parte di tutti i soggetti controllati e partecipati". La Giunta ha già assunto specifiche iniziative finalizzate a garantire il rispetto della normativa regionale e nazionale in materia di equo compenso mediante l'attività del Tavolo tecnico sui contratti pubblici e l'adozione di indicazioni operative vincolanti per le strutture regionali e per i soggetti coinvolti nelle procedure di affidamento, quindi nel pieno solco delle indicazioni fornite in senso generale.

Président - Pour la réplique, la parole au collègue Zucchi.

Zucchi (FdI) - Grazie Presidente, anche per avermi ricordato che, in qualità di facente parte della Commissione per la Consulta paritetica, io posso prendere per spunto questa nostra interpellanza per stimolare la convocazione della prossima Commissione affinché quest'argomento, che non è certamente di poco conto, venga affrontato. Per quanto attiene l'attuale legislatura che si è avviata da tre mesi, ho avuto modo di partecipare soltanto a una seduta di Commissione nel corso della quale abbiamo esaminato la materia di affitti brevi esaminati insieme all'assessore Grosjacques, null'altro ci risulta essere messo in questo momento in agenda. Ben venga quindi la sua precisazione, sarà sicuramente mio scrupolo fare in modo con il Presidente di poter andare in questa direzione.

Sul resto, Presidente, che dire? Anche in questo caso cinque anni, entriamo nel sesto anno dall'entrata in vigore della legge 2021, e dalla sua vivavoce abbiamo appreso che praticamente quasi nulla, al di là delle difficoltà… si nota e si percepisce una certa difficoltà nell'interpretazione delle leggi che rendono tutto quanto più difficile, comunque farraginoso, di lunga applicazione. Francamente sentire che dal 2021 ad oggi, per effetto di quelle difficoltà di interpretazioni giuridiche, certe attività non siano state poste ci lascia molto più che perplessi perché evidentemente una situazione, che peraltro fa il paio con tanti altri argomenti, non può essere lasciata così a scorrere in una logica di rimando. Mi auguro che queste iniziative, da noi poste oggi ma anche da altri colleghi, possano essere da sprono, di stimolo su questa materia in questo caso, affinché si prenda di petto quello che è oltretutto un dettato legislativo che impone determinati tipi di attività che soltanto in minima parte sono state svolte dal 2021 ad oggi.

Io ho preso brevemente appunti, perché poi nel corso della risposta si fa fatica, quindi mi preoccuperò di andare a vedere più nel dettaglio a sentire la registrazione del suo intervento per meglio capire e catalogare le sue risposte e i contenuti delle stesse. Dalle sue risposte si evince proprio veramente una difficoltà che non imputo a lei, Signor Presidente, in qualche modo la vedo che scuote la testa… però sta di fatto che ci sono delle difficoltà per cui lei ci viene a dire oggi che la Commissione competente consiliare non è mai stata riunita perché dall'entrata in vigore della legge nel 2021 la Commissione competente non è mai stata riunita e tutto ciò nonostante un obbligo preciso di legge. Mi è sembrato di capire anche che la Conferenza valdostana delle professioni si sia riunita in tutto questo periodo soltanto tre volte. A me sembra un po' pochino su questa che è una materia di carattere prima regionale e poi nazionale, molto sentita dai nostri professionisti, che non a caso ci hanno segnalato la mancata applicazione, o quanto meno le difficoltà di giungere a una piena applicazione.

Sono lieto di sentire che sul quarto quesito lei ha posto in qualche maniera l'attenzione anche immagino all'assessore Sapinet per quanto riguarda le argomentazioni che riguardano i lavori pubblici e che, almeno da quel punto di vista, questa materia sia portata avanti, però, diamine, signor Presidente, non possiamo aspettare tutto questo tempo affinché le norme vengano comunque attuate, diamo un cenno di incoraggiamento al nostro apparato, ai nostri dirigenti affinché queste cose vengano portate avanti senza arrivare a ulteriori indugi. Mi auguro quindi che quest'interpellanza possa servire come stimolo affinché sull'equo compenso si diano le risposte a tutti quei soggetti che da tempo lamentano la mancata applicazione dei dettati di legge.