Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 242 del 11 febbraio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 242/XVII - Interrogazione: "Quale servizio per l'Ospedale di Comunità?".

Lattanzi (Presidente) -Passiamo all'ordine del giorno n. 19, l'ultimo della mattinata.

Ha chiesto la parola l'assessore Marzi, ne ha facoltà.

Marzi (CA) -Dal 1° febbraio scorso il personale dell'azienda J.B. Festaz, temporaneamente assegnato all'Azienda USL, unitamente alle altre figure professionali momentaneamente impiegate in altri nuclei del J.B. Festaz, è rientrato per dare avvio al nuovo servizio sanitario territoriale dell'Ospedale di comunità.

Dopo una settimana di allestimenti, da questo lunedì, il 9 febbraio, con l'entrata in servizio anche dei medici di medicina generale destinati all'Azienda USL, l'Ospedale di comunità, inaugurato a gennaio 2026, è entrato in attività ospitando i primi pazienti.

In questi giorni si è, altresì, conclusa la verifica dell'organismo indipendente di valutazione, il quale ha rilasciato il suo parere favorevole che attesta il rispetto di tutti i requisiti richiesti dal PNRR in anticipo rispetto alle scadenze previste.

Come abbiamo più volte spiegato, diversamente da quanto la stessa denominazione porta a pensare in merito naturalmente all'ospedale di comunità, non si tratta di un ospedale tradizionale, ma di strutture dedicate in particolare alle persone con patologie croniche che, in dimissione ospedaliera, necessitano ancora, per qualche tempo, di un'assistenza primaria prima di poter rientrare al proprio domicilio o in una struttura residenziale oppure a pazienti che risiedono sul vicino territorio e che necessitano di un'assistenza temporanea ma importante.

Proprio il progetto di interesse specifico che voi richiamate ha sancito, con l'approvazione delle Organizzazioni sindacali, la proficua collaborazione consolidatasi tra l'Azienda J.B. Festaz e l'Azienda USL, che ha consistito durante i lavori dell'Ospedale di comunità di raggiungere i seguenti importanti risultati che ripercorriamo e che sono anticipatori alle risposte specifiche:

1) di mantenere la continuità occupazionale lavorativa di infermieri e OSS del J.B. Festaz durante i lavori di realizzazione dell'Ospedale di comunità, senza dover ricorrere a misure di temporanea sospensione lavorativa;

2) di riaprire il reparto di neurologia presso l'Ospedale Parini, risultato di fondamentale importanza per garantire assistenza ed esigenze di cure anche urgenti, naturalmente con l'utilizzo delle preziosissime professionalità del J.B. Festaz;

3) di continuare a garantire la necessaria assistenza ai pazienti che erano ospiti presso il nucleo dedicato al J.B. Festaz in una struttura dedicata;

4) di valorizzare le competenze del personale temporaneamente assegnato al Parini che hanno di fatto acquisito un valore aggiunto in ambito ospedaliero da poter adesso utilizzare al rientro al J.B. Festaz.

L'esperienza presso il Parini vissuta dagli operatori dello stesso è stata, infatti, molto positiva, tanto da essere riconosciuta sia dalla stessa Azienda USL sia dal Comitato di monitoraggio per l'accordo di collaborazione, al quale hanno sempre partecipato tutte le rappresentanze sindacali dei lavoratori.

Gli stessi operatori sono ora molto soddisfatti di vivere questa nuova esperienza che li vede protagonisti dell'avvio del nuovo Ospedale.

Tutti gli aspetti organizzativi, tecnici, clinici, assistenziali ed economici dell'Ospedale di comunità sono disciplinati dalla Convenzione per la gestione della struttura che è stata approvata con la deliberazione del Direttore generale della USL 679/25.

Relativamente al primo quesito, la dotazione iniziale di personale infermieristico dell'Ospedale di comunità, come espressamente previsto dall'articolo 16 della Convenzione che ho appena richiamato, è composta da nove infermieri dell'Azienda J.B. Festaz che assicurano l'assistenza infermieristica su 24 ore e sette giorni su sette; un coordinatore infermieristico che è individuato nel coordinatore infermieristico dell'intera struttura, comprendente anche la Casa di riposo e il Nucleo demenze.

Tale dotazione risulta coerente con gli standard previsti dalla normativa vigente per gli Ospedali di comunità che prevedono nove infermieri, compreso il coordinatore infermieristico.

Rispetto al quesito 2 informiamo che il servizio è svolto con la dotazione attuale, nel rispetto della disciplina regionale, che non prevede un'assegnazione notturna esclusiva per i servizi diversi rispetto a quella dell'Ospedale di comunità. L'assistenza infermieristica notturna è, quindi, assicurata attraverso le risorse complessive che operano in tutti i setting presenti all'interno della struttura del J.B. Festaz, perché dobbiamo ricordare che i setting di servizio vengono prestati nel complesso della struttura stessa, fermo restando che già ora la dotazione di personale infermieristico destinato all'Ospedale di comunità è superiore alla disciplina regionale e che, a seguito della fase organizzativa di avvio dell'attività, l'Azienda potrà dedicare personale specifico notturno anche per gli altri servizi, oltre all'Ospedale di comunità, anche attingendo nel frattempo da specifica graduatoria di concorso appena conclusasi.

Riguardo al terzo squisito, la responsabilità clinica dei pazienti dell'Ospedale di comunità è attribuita, ai sensi dell'articolo 19 della Convenzione di cui sopra, a un medico incaricato dall'Azienda USL cui competono anche il coordinamento clinico e la garanzia della continuità assistenziale.

L'articolo citato disciplina, altresì, le modalità dell'assistenza medica prevedendo che la stessa sia garantita dal medico incaricato in turno diurno dalle ore 08:00 alle ore 20:00 per 4.5 ore giornaliere sei giorni su sette, nelle fasce notturne tra le ore 20:00 e le ore 08:00, nonché nei giorni festivi e prefestivi in orario diurno, in forma di pronta disponibilità, anche organizzata su più strutture dallo stesso territorio, con tempi di intervento conformi alla normativa vigente; ulteriormente in notturna, in caso di necessità, dai medici della continuità assistenziale sulla base di specifici accordi locali ovvero da medici operanti nella struttura nell'ambito dell'aggregazione funzionale territoriale, quelle che tecnicamente vengono definite AFT, in riferimento con oneri a carico dell'Azienda USL.

Con riferimento, invece, all'individuazione del medico incaricato, la disciplina dell'attività medica presso l'Ospedale di comunità è stata definita nell'ambito dell'accordo integrativo regionale dello stesso, approvato con delibera di Giunta regionale n. 10/2026, in applicazione dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale.

A seguito dell'approvazione dell'accordo integrativo regionale, quello appena citato del 2026, l'Azienda ha garantito ampia pubblicità e comunicazione a tutti gli aventi diritto mediante la pubblicazione di un avviso.

Alla scadenza del termine previsto per la manifestazione di interesse è stata stilata una graduatoria secondo i criteri stabiliti dall'accordo stesso. Dalla graduatoria sono stati individuati cinque medici, tra i quali è stato selezionato un professionista con funzione di referente per gli aspetti organizzativi dell'attività presso l'Ospedale di comunità.

Relativamente all'ultimo quesito è da precisare che l'intero percorso assistenziale è orientato alla stabilizzazione clinica, al recupero funzionale, all'educazione terapeutica del paziente e del caregiver e alla programmazione anche anticipata della dimissione verso il setting più appropriato, quindi si può uscire prima dei trenta giorni dall'ODC, che avviene naturalmente tutto in stretto raccordo con la Centrale Operativa Territoriale, altra struttura inserita all'interno della medicina territoriale tramite un'altra programmazione PNRR rispettata.

Come richiamato, la durata della degenza non può superare i trenta giorni, come previsto dall'articolo 11 della Convenzione, con data ipotizzata per la dimissione del paziente stabilita al momento del suo inserimento nella struttura.

Se al termine della degenza le problematiche cliniche del paziente non si sono risolte, la Centrale Operativa Territoriale si occupa di orientare la continuità del percorso di presa in carico del paziente verso un setting assistenziale più appropriato e personalizzato sulla base dei suoi contingenti bisogni clinici, assistenziali e sociali.

Tale percorso, formalizzato nella Convenzione, si inserisce nella logica di continuità assistenziale di appropriatezza nel setting di cura che vede nella valutazione dei bisogni dello stato clinico del paziente il punto di riferimento per le decisioni assistenziali.

A seconda della necessità, il percorso personalizzato può prevedere il rientro al domicilio con attivazione o rimodulazione delle cure domiciliari, l'inserimento in strutture residenziali o semi residenziali oppure, in caso di sopravvenuta stabilità clinica, il ritorno in ambito ospedaliero.

Già nel 2024 il Consiglio approvava una significativa modifica dell'articolo 12 della legge 34/2004, la legge che regola il J.B. Festaz, a conferma della grande attenzione ai servizi sanitari presenti nella struttura che, per la prima volta, hanno previsto un finanziamento espressamente dedicato e strutturale.

Con tale intervento legislativo, oltre ad aver consolidato l'impegno finanziario a favore del Festaz, per sostenere i maggiori costi derivanti dai rinnovi contrattuali del proprio personale, si è rafforzata l'integrazione tra i servizi prettamente sociali con quella appunto di natura sanitaria, come previsto dal Piano della salute e del benessere sociale e, come da tutti noi auspicato, per giungere a una sanità territoriale sempre più prevista e sicuramente rafforzata con il primo Ospedale di comunità.

Presidente -La parola al collega interrogante, consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Credo sia utile andare con ordine. Rispetto alla prima e alla seconda domanda a cui lei ha risposto, rispetto alla questione della copertura del personale e dell'assistenza infermieristica, direi che, dopo che si era annunciata una serie di tagli, adesso si è corso ai ripari, tant'è vero che, come lei saprà, c'è stata una riunione con tutti gli operatori sia della Casa di riposo che dell'Ospedale di comunità che è avvenuta il 4 febbraio, cioè dopo l'inaugurazione, con all'ordine del giorno proprio la nuova turnistica e l'assistenza infermieristica notturna.

Inaugurazione, peraltro, mi permetto anche di ricordare, che è avvenuta, ma mancano per esempio i pali con i triangoli per alzarsi ed è stato dato, da quello che sappiamo, un incarico per il target finale, a un ingegnere solo il 23 di gennaio e c'è anche il problema con l'ossigeno.

Lei tutte queste criticità le conosce, però credo che prima di fare un'inaugurazione forse ad alcuni elementi si sarebbe dovuto pensare per tempo.

Lei ci conferma che all'Ospedale di comunità ci sono nove infermieri, ed è effettivamente vero, ma si dimentica forse di ricordare che due sono part-time, quindi ovviamente possono contare come teste ma come servizio evidentemente non siamo a questo tipo di livello.

Invece, per quanto riguarda la Casa di riposo si passa da tredici a dieci, anche questo lei lo sa bene, perché si è in attesa dell'esito del concorso che però, come anche questo lei sa, prevede una sola assunzione e a oggi ancora non è concluso, quindi perché si è aspettato fino a oggi per andare poi a porre rimedio a questa criticità?

Per garantire la notte alla Casa di riposo non vorrei che si andasse a tagliare sull'orario facendo lavorare gli infermieri magari sei o sette ore al giorno e poi, proprio per la presenza dell'infermiere in orario notturno alla Casa di riposo, si erano presi gli ospiti che sono quelli più gravi, gli N3plus.

Io credo, quindi, che sia utile garantire che si manterrà comunque il totale dei tredici infermieri eventualmente avvalendosi anche di liberi professionisti, come peraltro sta avvenendo già in questo momento.

Per quanto riguarda, invece, la questione della gestione, quindi del medico, prendo atto del fatto che ci sia una presenza di personale medico che si occupa di queste responsabilità, però lei sa che la convenzione prevede un responsabile clinico perché devono essere ovviamente garantiti anche i piani assistenziali individuali integrati e il collegamento con gli specialisti ospedalieri, il territorio e la responsabilità del reparto.

Se la logica è questa, cioè avere questo tipo di responsabile come previsto dalla convenzione, ovviamente ci dovremmo chiedere se invece mettiamo un solo referente, se a questo punto perché abbiamo i primari sulla parte dell'Ospedale, perché ovviamente dobbiamo ricordarci che l'Ospedale di comunità è Ospedale e non è territorio.

Infine, sull'ultimo quesito prendo atto del fatto che lei ci dice che questi pazienti possono essere dimessi anche prima dei trenta giorni, e questo è evidente, ma la nostra preoccupazione è cosa accade per quanto riguarda i pazienti dell'Ospedale di comunità che superano i trenta giorni. Lei ci dice che c'è un percorso che prevede questo tipo di inserimento, e la ringrazio, però mi permetto umilmente di sollevare una criticità anche qui, cioè il problema del fatto che ci sono delle liste d'attesa lunghissime e a questo punto non so e non capisco se dopo i trenta giorni queste persone, che ancora non hanno avuto una cosiddetta stabilizzazione, troveranno una loro collocazione o se siamo poi nelle liste d'attesa dove, alla fine, ovviamente una collocazione non la si trova.

Su questo noi terremo da una parte sotto osservazione il numero di pazienti ricoverati presso la struttura, visto che c'è il rimborso al J.B. Festaz solo per il corrispettivo dei posti letto occupati, e dall'altra parte cercheremo di fare in modo che ci sia un'attenzione e che non si sia semplicemente voluto fare, come purtroppo è successo anche da altre parti fuori dalla Valle d'Aosta, una grande inaugurazione dicendo che il territorio ha acquisito un nuovo servizio, ma in realtà questo servizio sia soltanto un guscio vuoto.

La nostra attenzione c'è e ci sarà e, quindi, ovviamente su questo sa che ha la nostra grande attenzione.

Presidente -Con quest'ultimo ordine del giorno chiudiamo la mattinata dei lavori, ringrazio tutti i colleghi per la disponibilità e la comprensione di questo esordio e auguro a tutti una buona pausa. Ci rivediamo alle ore 15:00.

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La seduta termina alle ore 13:02.