Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 232 del 11 febbraio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 232/XVII - Interrogazione: "Premi di risultato, valutazione dei dirigenti e rotazione degli incarichi".

Aggravi (Presidente) -Punto n. 8 all'ordine del giorno. Pour la réponse la parole au président Testolin.

Testolin (UV) -I Consiglieri chiedono l'ammontare complessivo dei premi di risultato che sono stati erogati ai dirigenti regionali negli anni dal 2022 al 2025 e quali criteri di valutazione sono stati applicati.

L'ammontare complessivo dei premi di risultato liquidati negli anni 2022-2025 ammonta a: nel 2022 € 660.660, nel 2023 € 696.473, nel 2024 € 699.561, nel 2025 € 723.272.

I criteri di valutazione applicati sono quelli previsti dal sistema di misurazione e valutazione della performance dell'Amministrazione regionale approvato ogni anno, unitamente al PIAO, che prevede che la valutazione della performance individuale del personale dirigenziale sia il risultato della somma del punteggio ottenuto in base al grado di raggiungimento degli obiettivi assegnati e del punteggio ottenuto dalla valutazione dei comportamenti organizzativi.

Il peso attribuito alla prima componente è pari al 70%, mentre quello attribuito al secondo è pari al 30%, quindi il punteggio totale è individuale del personale dirigenziale.

Ancora, per quanto riguarda la prima componente, il raggiungimento degli obiettivi è graduato in tre target: pienamente raggiunto, parzialmente raggiunto e obiettivo non raggiunto e la verifica viene effettuata dalla Commissione indipendente di valutazione della performance che, per ogni obiettivo assegnato, verifica il rispetto o meno dell'indicatore di raggiungimento dei valori soglia fissati per il piano, il parziale o mancato raggiungimento.

Per la seconda componente, la valutazione dei comportamenti organizzativi viene effettuata dal superiore gerarchico del valutato.

Infine, la retribuzione di risultato determinata in funzione delle valutazioni della performance conseguita è proporzionata alla durata del periodo di incarico e alla presenza in servizio.

Secondo quesito: se siano stati premiati anche i dirigenti responsabili di strutture oggettivamente ed eventualmente in ritardo sul PNRR, fondi europei e grandi opere.

Negli anni dal 2021 al 2024 ad alcuni dei dirigenti regionali responsabili dei progetti finanziati con fondi europei e PNRR sono stati assegnati obiettivi dirigenziali riferiti alla realizzazione di tali progetti nell'ambito delle linee guida dell'efficientamento della capacità di spesa dell'Amministrazione regionale mediante ricorso ai fondi disponibili sui programmi europei, rigoroso rispetto dei tempi da essi previsti, in una logica di massimizzazione delle risorse di bilancio e loro tempestivo utilizzo.

Gli obiettivi di questa tipologia, assegnati negli anni dal 2021 al 2024, sono stati complessivamente 38, di cui il 13,15% solo parzialmente raggiunto o non raggiunto.

Ai dirigenti regionali che non hanno raggiunto il target o lo hanno solo parzialmente raggiunto la retribuzione di risultato è stata conseguentemente e proporzionalmente ridotta sulla base di quanto previsto dal vigente sistema di misurazione e valutazione della performance.

Si precisa, a tale proposito, che il nuovo sistema di misurazione e valutazione della performance, al quale l'Amministrazione regionale sta lavorando e che dovrà essere approvata nel corso dell'anno 2026 per essere applicata a partire dall'anno 2027, prevede che il premio di risultato sia legato al solo raggiungimento degli obiettivi e non anche ai comportamenti organizzativi la cui valutazione almeno sufficiente diventerà una precondizione abilitante per l'accesso al premio.

Sulla base del nuovo sistema, pertanto, il mancato o il parziale raggiungimento degli obiettivi assegnati comporterà una penalizzazione economica più significativa per il dirigente in caso di parziale o mancato raggiungimento fino all'azzeramento del premio stesso.

Terzo quesito: se e come sia stata applicata la rotazione degli incarichi dirigenziali e in quali eventuali dipartimenti dell'Amministrazione regionale i dirigenti a essi riferiti ricoprono lo stesso incarico e per quali motivi.

Si richiama, innanzitutto, la disposizione di cui all'articolo 20, "Criteri generali per il conferimento degli incarichi dirigenziali", comma 2 della legge regionale 22/2010, che così recita: "L'attribuzione degli incarichi è assicurata mediante l'applicazione di criteri che favoriscono la mobilità trasversale e lo sviluppo professionale, tenuto conto delle esigenze di continuità e funzionalità delle strutture e delle competenze specialistiche richieste in relazione ai singoli incarichi da conferire".

Il disposto normativo impone un giusto comportamento e un contemperamento tra due esigenze contrapposte: da una parte la rotazione degli incarichi e la mobilità trasversale dei dirigenti, dall'altra la continuità e la funzionalità delle strutture, in considerazione anche delle competenze specialistiche richieste, specie per alcune delle strutture organizzative dell'Amministrazione.

Questa seconda esigenza, in un contesto organizzativo come quello attuale, caratterizzato da carenze di organico, assume particolare rilievo in quanto i dirigenti devono spesso compensare le assenze di funzionari specializzati della materia nell'ambito delle proprie strutture organizzative e vicariare le funzioni tecnico specialistiche professionali mancanti.

In questo quadro, il tempo di cinque anni è il tempo utile necessario per sviluppare e maturare, da parte anche del dirigente, l'adeguata conoscenza del settore alla cui guida è preposto, da consolidare e mettere al servizio dell'Amministrazione nei successivi cinque anni di incarico.

Una rotazione ordinaria ogni cinque anni risulterebbe, quindi, controproducente per il buon funzionamento della macchina.

Ciò posto, la rotazione degli incarichi dirigenziali all'interno dell'Amministrazione regionale ha una natura fisiologica a ogni cambio di legislatura.

Gli avvicendamenti in quelle occasioni sono, infatti, sempre piuttosto numerosi, i Dipartimenti dove i dirigenti ricoprono lo stesso incarico da più tempo sono il Consiglio regionale e il Dipartimento Bilancio e Finanze.

Presidente -Per la replica la parola al collega Zucchi.

Zucchi (FdI) -La ringrazio, signor Presidente, per le esaustive risposte che lei ha fornito in merito ai quesiti della nostra interrogazione, in modo particolare per il punto 1 e per il punto 2, mentre invece sul punto 3, che è quello che in qualche modo riguarda il concetto della rotazione, abbiamo appreso che si tratta del mantenimento degli incarichi dirigenziali solamente per due settori, cioè quello del bilancio e finanza. Infatti, è un dato di fatto che il dirigente bravissimo che si occupa di questo settore è in tale posizione non mi ricordo neanche più da quanti anni, sta di fatto che credo che il concetto della rotazione in tutti i consessi, privati e pubblici, sia un bene perché la cristallizzazione degli incarichi in capo sempre alla medesima persona per più anni, direi in certi casi per lustri, non è mai una cosa buona.

Ci rendiamo conto anche che per l'individuazione degli incarichi di questa rilevanza debba essere tenuta in conto l'esperienza, però sta di fatto che se in una Regione così piccola, quindi con la conseguente mancanza di risorse professionali che possano adempiere a determinati ruoli e favorendo quindi una rotazione, diventa difficile; credo che debba essere in qualche modo valutata anche la possibilità di aprire il più possibile il novero del comparto utile anche ad altre entità esterne alla Regione medesima, in modo tale che quantomeno si possa pensare ad arrivare a un avvicendamento anche in settori dove in questo momento non c'è la possibilità di effettuare questa rotazione.

A seguito della presentazione della nostra interrogazione, signor Presidente, noi abbiamo avuto modo di esaminare anche il complesso mondo delle posizioni di particolare responsabilità, è un mondo particolarmente complesso, che abbiamo avuto modo di esaminare soltanto in parte, che abbiamo intenzione di visionare, perché riteniamo che anche in quel settore debba essere fatta una dovuta analisi.

È un intendimento che noi vogliamo compiere perché anche in quel settore, che è di vitale importanza, credo che sia possibile effettuare dei miglioramenti.

Per quanto riguarda, infine, la sua risposta al punto 2, il fatto che sia soltanto una percentuale esigua, mi sembra di ricordare che lei ha parlato del 13% del non raggiungimento degli obiettivi per quanto riguarda il discorso dei fondi europei, sia sicuramente per certi versi fisiologico, quindi non è che vada tutto bene. Noi sappiamo che anche quel mondo è stato interessato, giustamente da parte dell'Amministrazione, a un rafforzamento di tutte quelle che sono i possibili sforzi per poter giungere a un miglioramento per centrare questo tipo di obiettivi, mi auguro che il 13% nel prosieguo dei prossimi anni, a cominciare da quest'anno, possa migliorare perché attraverso il centrare questi obiettivi, sicuramente ne troverà giovamento tutta la nostra Amministrazione.