Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 231 del 11 febbraio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 231/XVII - Interrogazione a risposta immediata: "Criticità pausa mensa USL regionale".

Aggravi (Presidente) -Punto n. 7.02 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione la parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Alcuni sindacati il 6 febbraio scorso hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti dell'USL denunciando una situazione ritenuta insostenibile per quanto riguarda gli spazi per le pause pranzo e altre diverse criticità legate al servizio mensa o alle possibili alternative a questo servizio realmente fruibili.

Secondo i sindacati, a partire dalla fine dell'anno, dal 31 dicembre 2025, non si può più acquistare cibo da asporto nei locali convenzionati e viene così meno una situazione che è stata utilizzata spesso per sopperire a quelle carenze segnalate soprattutto da parte dei lavoratori che hanno una pausa molto corta, di 15 o 30 minuti, di una pausa corta avevamo parlato già in Consiglio in relazione al servizio dialisi quando ho presentato un'interrogazione su Saint-Vincent, un tempo che è limitato per consumare il pasto nei locali che sarebbero convenzionati.

Sembra che sia stato sollecitato più volte un confronto con l'azienda, però non ci sono degli effetti concreti. Le richieste avanzate sono circostanziate, riguardano la possibilità di avere per tutti i dipendenti, che sul territorio sono circa un migliaio, un servizio mensa adeguato o, in assenza dello stesso o anche in concomitanza, di disporre di spazi per consumare pasti portati da casa o da asporto.

Chiediamo, quindi, all'Assessore per sapere come e attraverso quali risposte verranno affrontate queste criticità e soprattutto capire come si vuole risolvere il problema segnalato per la pausa pranzo dai dipendenti dell'USL.

Presidente -Per la risposta la parola all'assessore Marzi.

Marzi (SA) -Lo stato di agitazione, come richiamato, nasce a seguito di un controllo fatto sul contratto mensa da parte del responsabile di quel servizio della ditta incaricata condotto a fine 2025.

Da tale controllo è emerso che molti punti di ristoro erogano anche pasti d'asporto e, quindi, diversi dipendenti prendono il pasto e lo consumano di fatto in ufficio.

A seguito delle rimostranze che hanno poi prodotto lo stato di agitazione, riferito essenzialmente ai dipendenti che lavorano presso le strutture di Via Guido Rey, il 27 gennaio scorso l'azienda ha incontrato le Organizzazioni sindacali delineando già i seguenti concreti impegni assunti rispetto a quanto richiesto dai lavoratori:

1) allestire in breve tempo un locale adeguato a poter consumare internamente i pasti al servizio dei dipendenti di Via Guido Rey;

2) l'azienda si è, poi, impegnata ad aumentare i punti convenzionati, chiedendo al fornitore del servizio ulteriori punti di ristoro nelle vicinanze dei presidi di Via Guido Rey;

3) la possibilità, a fronte del buono pasto, della cessione da parte del gestore al dipendente di alimenti consumabili senza necessità di seduta al tavolo;

4) l'attivazione di una Commissione mensa con componenti aziendali e sindacali ed è stata in tal senso già inoltrata alle Organizzazioni sindacali la relativa nota di richiesta di designazione dei relativi componenti;

5) l'attivazione di un tavolo tecnico che si occupi di tutto ciò che concerne le modalità applicative previste dal contratto collettivo nazionale del comparto in tema di pausa mensa, quindi aggiornare il relativo regolamento.

Rispetto, infatti, alla pausa pranzo la normativa in materia del personale del Comparto Sanità concede diritto alla mensa a tutti i dipendenti, compresi quelli che prestano la propria attività in posizione di comando, specificando però che il pasto va consumato al di fuori dell'orario di lavoro.

L'articolo 5 definisce la timbratura della pausa mensa in entrata e in uscita, con un abbattimento minimo quindi di un recupero in automatico di soli 15 minuti a carico del dipendente anche al personale operante sul territorio.

Resta ferma la competenza naturalmente del contratto nazionale nella definizione delle regole in merito alla punibilità e all'esercizio del diritto di mensa da parte dei lavoratori, mentre invece è di competenza delle leggi di settore la disciplina delle possibilità di somministrazione e asporto di cibi di attività ed esercizi pubblici.

A seguito del controllo succitato, che ha rilevato quindi prassi non corrette di consegna di pasti per asporto ai dipendenti, è infatti importante precisare che non è stata disposta alcuna sospensione del servizio di asporto in quanto lo stesso non è un servizio contrattualmente previsto, tenendo anche conto che è di competenza delle leggi di settore, come richiamato, la disciplina delle possibilità di somministrazione e asporto di cibi da attività a esercizi pubblici.

Di fatto, però, a oggi è già stata posta in essere tutta una serie di attività e ne è stata data comunicazione per le attività dell'incontro dopo il 27 di gennaio ai dipendenti coinvolti.

Presidente -Per la replica la parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Andrò a riascoltare tutti i punti perché ne ha citati cinque, ne ho sistemati quattro, me ne manca uno, credo che però la cosa più importante sia quella di allestire dei punti all'interno delle strutture per permettere alle persone di mangiare.

Lei ha citato la struttura di Via Guido Rey, sappiamo che questo problema c'è anche sul territorio, non parlo dei due presidi ospedalieri, ma parlo proprio del territorio, e anche aumentare dei punti ristoro accanto alle strutture, se poi i dipendenti hanno a disposizione 15 minuti credo che sia difficile, perché alle volte, considerato il numero di persone che devono mangiare più o meno nello stesso orario, si fanno code anche alle casse e in 15 minuti è difficile. Molti si portano il pranzo da casa, lo consumano tra un momento di lavoro e l'altro e gli spazi, soprattutto, dicevo, sul territorio, sono quelli che sono.

Ben venga, quindi, questa disponibilità, spero che si concretizzi in tempi brevi in modo che tutte queste persone possano godere di un diritto che è, come diceva lei, riconosciuto a tutti.