Oggetto del Consiglio n. 220 del 29 gennaio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 220/XVII - Interpellanza: "Maison de la Montagne, la storia infinita".
Aggravi (Presidente) -Punto n. 41 all'ordine del giorno.Per l'illustrazione, la parola al collega Torrione.
Torrione (AVS) -È il mio primo titolo che ha una leggerissima vena polemica, è il primo di tutti quelli che ho fatto.
Con quest'interpellanza torniamo, anche se io non c'ero, però è stato fatto nella precedente legislatura, a occuparci del progetto "Maison de la Montagne", un progetto che fin dalla sua comparsa nel dibattito pubblico ha sollevato numerose perplessità e che oggi, a distanza di quasi tre anni dalle prime decisioni politiche, presenta ancora più domande che risposte. Ricordo brevemente di cosa stiamo parlando: una nuova costruzione da realizzarsiex novoin un'area ex industriale nei pressi della torre piezometrica, a ridosso della Cogne Acciai Speciali, destinata a ospitare la sede unica dell'Associazione valdostana maestri di sci e dell'Unione valdostana guide di alta montagna, un progetto che compare per la prima volta nel maggio 2023 con una richiesta di contributo alla Regione, a luglio 2023 il progetto viene illustrato in modo estremamente sommario in II Commissione, ad agosto 2023 entra quasi senza dibattito pubblico nella legge di assestamento di bilancio, con un primo finanziamento di 3 milioni, nel giugno 2024 quel contributo viene portato a 4.850.000 euro e nel novembre-dicembre 2024 la Giunta approva le disposizioni attuative e concede formalmente il contributo. Questo è stato l'iter, peraltro un iter che è stato estremamente fulmineo, perché è avvenuto tutto nel giro di pochi mesi, talmente fulmineo che molte delle questioni di merito, cioè la localizzazione, l'eventualità di possibili dislocazioni alternative, di dimensionamento, di sostenibilità non sono state affrontate in quest'aula.
Qui emerge una prima evidente contraddizione, cioè una rapidità estrema quando si tratta di stanziare quasi 5 milioni di euro di risorse pubbliche e una lentezza, incertezza e silenzio quando si tratta poi di realizzare l'opera. Dal dicembre 2024 in avanti, nonostante l'annuncio pubblico dell'avvio dei lavori nella tarda primavera del 2025, che è stato fatto in un'occasione pubblica, non risultano evidenze chiare sullo stato di avanzamento del progetto, sappiamo solo che il progetto è passato più volte in Commissione edilizia e che recentemente il Comune di Aosta ha chiesto delle integrazioni, in particolare di carattere ambientale. È proprio in questo senso che si innestano le nostre preoccupazioni, che non sono nuove, ma che vengono rafforzate dagli ultimi eventi.
La prima considerazione è quella di consumo di suolo pubblico. Nel 2023 l'Assessore competente ha dichiarato esplicitamente che non erano state valutate alternative basate sul recupero di immobili regionali dismessi, a domanda fatta allora non mi ricordo se dalla collega Minelli o Guichardaz. Eppure sappiamo bene che in Valle d'Aosta esistono numerosi edifici pubblici sottoutilizzati o addirittura non utilizzati per niente. In un'epoca in cui tutti, almeno a parole, parlano di consumo di suolo zero, scegliere di costruireex novoappare una scelta politicamente e ambientalmente almeno discutibile.
La seconda considerazione riguarda la sproporzione dei costi e delle dimensioni di questa struttura, stiamo parlando di quasi 5 milioni di euro per una sede associativa, una cifra molto elevata comunque, ma ancor più elevata se la rapportiamo alle funzioni dichiarate che si devono svolgere all'interno di questa sede e quindi all'effettivo utilizzo previsto, soprattutto se pensiamo - ma questo potrebbe essere perché adesso sono sottodimensionate - agli spazi in cui sono adesso le due associazioni, la nuova sede diventa il paradiso dei bimbi, insomma. Va bene quindi ampliare, rendere più confortevoli le sedi delle due associazioni, ma francamente il progetto sembra presentare degli spazi e delle volumetrie assolutamente sovradimensionati.
Noi abbiamo visto i documenti che sono stati presentati, da cui emerge un edificio imponente sia per volumi che per superficie, che appare però, come abbiamo detto, sovradimensionato rispetto alle attività che dovrebbe ospitare. Qui innestiamo la terza considerazione, cioè la localizzazione, l'area scelta è a ridosso di un importante sito industriale. In un articolo di "AostaSera" del 2024 sono state avanzate delle criticità ambientali… no, del 2025, chiedo scusa… legate alla presenza di nichel nell'aria, oltre a problematiche acustiche legate ai valori di decibel emessi dalla Cogne Acciai Speciali. Non parliamo di dettagli secondari, ma di aspetti che incidono sulla salubrità, sulla sicurezza e sulla compatibilità complessiva dell'intervento, poi se il Comune stesso di Aosta ha chiesto integrazioni progettuali, è evidente che le criticità non sono state valutate a monte. Questo non è tanto un problema tecnico, sembrerebbe più un problema politico, oltre che tecnico.
Quarto punto: una mancanza di visione integrata, già in precedenti iniziative del Consiglio abbiamo avanzato un'ipotesi alternativa, cioè utilizzare parte dei volumi e delle risorse per realizzare una struttura di arrampicataindooreoutdoordi livello internazionale per sfruttare comunque spazi estremamente grandi, perché sia gli spazi interni che gli spazi esterni sono veramente giganteschi, da quello che abbiamo potuto vedere, poi lei mi dirà se sto esagerando io, poi non sono solo io che esagero ma… Pensare quindi di almeno fare una cosa che non esista ad Aosta, perché è vero che ci sono diverse palestre di arrampicata in Valle d'Aosta e ce n'è anche una ad Aosta, che però - mia figlia arrampica, io no - non è una palestra che è completa da quel punto di vista e non è neanche una palestra in cui si possono fare delle manifestazioni di un certo rilievo, cosa che in Valle d'Aosta, ad esempio, manca, essendo una regione montana in cui c'è tanta gente che arrampica e peraltro adesso l'arrampicata sta anche diventando particolarmente di moda, come lei sa sicuramente bene, e io sono contento che ciò accada, è una moda positiva in questo senso, avere una palestra di arrampicata indoor e outdoor avrebbe ampliato l'offerta sportiva regionale, attratto eventi e competizioni internazionali, generato ricadute turistiche ed economiche, dato un senso più forte a un investimento effettivamente molto rilevante.
Questa proposta non è mai stata realmente discussa e probabilmente non è neanche mai stata valutata nel merito, quindi con quest'interpellanza non mettiamo in discussione il valore delle professioni dei maestri di sci e delle guide alpine, che nessuno intende sminuire. Mettiamo in discussione le scelte politiche e amministrative che hanno portato a questo progetto così come oggi è configurato, o perlomeno per quello che si sa, perché poi ovviamente sappiamo che è passato in Commissione edilizia, ma non sappiamo neanche quali sono i pareri che la Commissione edilizia ha fatto. Casualmente forse dopo i pareri della Commissione edilizia il Comune di Aosta ha avanzato delle richieste di integrazione, quindi presupponiamo che anche la Commissione edilizia non abbia dato unokaycompleto a questa cosa.
Noi quindi fondamentalmente chiediamo: quali sono i pareri espressi dalla Commissione edilizia o dai diversi incontri della Commissione edilizia; quali integrazioni siano state richieste dal Comune di Aosta e perché; quali siano le nuove tempistiche e soprattutto, forse la cosa che ci interessa di più, se la Giunta, alla luce di tutte le criticità, delle tempistiche, eccetera, non intenda a questo punto rivalutare l'impianto complessivo dell'opera, compresa la localizzazione e la progettazione. Quando si spendono 5 milioni di euro di risorse pubbliche, il minimo che si può pretendere è trasparenza, nel senso che diamo informazioni, quindi nessuno dice che non si è stati trasparenti, però a questo punto noi chiediamo delle informazioni, una certa proporzionalità e una visione d'interesse generale.
Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Grosjacques.
Grosjacques (UV) -In premessa mi consenta una battuta, collega Torrione: non lamentiamoci se una volta ogni tanto l'Amministrazione fa le cose con velocità, quindi credo che questo vada a merito di chi ha sostenuto fin da subito quest'idea, che rimane comunque un'idea progettuale di competenza esclusiva delle due, e adesso sono diventate tre, tra le professioni nel campo turistico con maggiore competenza e professionalità. Io credo che lei ne sappia anche qualche cosa dal punto di vista personale relativamente a una di queste professioni turistiche.
Per rispondere alla sua domanda, è opportuna in premessa una cronistoria della vicenda. Lei ha già dato alcuni dati, ha citato alcuni passaggi, io entrerò un po' nel dettaglio della procedura e il confronto con il Comune di Aosta, che è deputato poi al rilascio del permesso di costruire. In data 13 dicembre 2024 era stata presentata al Comune di Aosta da parte del legale rappresentante dell'Associazione Valdostana Maestri di Sci, quindi acronimo AVMS, per delega anche del Presidente dell'Unione valdostana guide di alta montagna, la prima richiesta di rilascio del permesso di costruire un edificio in via Lavoratori Vittime del Col du Mont da destinare a sede dei maestri di sci e delle guide alpine. Con comunicazione di inizio del procedimento l'Ufficio edilizia, con lettera del 31 dicembre 2024, aveva richiesto delle integrazioni della documentazione progettuale architettonica e di quella tecnica. Il progetto era stato esaminato dalla Commissione edilizia e urbanistica, che, con parere espresso con lettera del 17 febbraio 2025, aveva richiesto che la progettazione dal punto di vista architettonico fosse rivalutata nel suo insieme. La mancata integrazione della documentazione richiesta dall'Ufficio edilizia nei termini previsti di 90 giorni dalla notifica dell'avvio del procedimento aveva peraltro comportato il decadimento della domanda. In data 28 luglio 2025 è stata presentata, con le stesse modalità e finalità della prima, quindi con l'obiettivo di costruire in quella sede la costruzione per queste due associazioni, una seconda domanda di permesso di costruire, la cui documentazione ha recepito le indicazioni di cui alla citata nota comunale del 17 febbraio 2025. In data 18 agosto 2025 l'Ufficio edilizia del Comune di Aosta ha provveduto all'avvio del procedimento amministrativo richiedendo delle integrazioni a completamento della domanda, tra le quali la richiesta della valutazione di compatibilità dell'intervento rispetto all'articolo 242-ter, quindi interventi e opere nei siti oggetto di bonifica, del decreto legislativo n. 152/2006, recante le norme in materia ambientale da presentare entro 90 giorni dalla richiesta, quindi entro il 16 novembre 2025. Nell'ambito di tale procedimento, il progetto è stato sottoposto alla Commissione edilizia e urbanistica due volte. Nella seduta del 4 settembre 2025 la Commissione, pur accogliendo positivamente numerose variazioni del progetto iniziale, ha in un primo momento rilevato che, sebbene l'area scelta per il progetto fosse caratterizzata dalla presenza di grandi capannoni, le volumetrie proposte risultavano fuori scala rispetto al reale utilizzo previsto. La Commissione aveva evidenziato inoltre il principio per cui il corretto inserimento paesaggistico e l'efficacia complessiva del progetto sono legati anche alla qualità degli spazi esterni, in particolare delle sistemazioni a verde. A questo proposito aggiungo che di questa palestra di arrampicataoutdoorsi era già parlato e a memoria ricordo la risposta che avevo dato alla collega Minelli: in quel retino, appositamente inserito all'interno dell'area, non era possibile costruire una palestra per arrampicata. Questa è una risposta che ricordo dalla passata legislatura.
La Commissione, quindi, dopo aver esaminato la questione, ha sospeso il parere invitando il progettista e la committenza a recepire nella progettazione alcuni aspetti: la riduzione o motivazione puntuale delle volumetrie in relazione agli effettivi usi e funzioni e la presentazione di un progetto integrato degli spazi esterni con particolare attenzione al verde e alle mitigazioni paesaggistiche. In risposta a tali osservazioni, i professionisti incaricati del progetto hanno presentato delle integrazioni in cui è stato in particolare evidenziato il significato funzionale dell'edificio. Lo scopo del progetto di costruzione della Maison è quello di avere un centro di coordinamento dei professionisti della montagna, ad oggi mancante, anche per quanto riguarda la formazione e l'aggiornamento professionale degli stessi. La Maison de la Montagne, inizialmente prevista come sede dei soli maestri di sci e delle guide alpine, ospiterà anche gli accompagnatori di media montagna, ampliando il numero dei fruitori della stessa. Tenuto conto di queste necessità e del fatto che la Maison rappresenterà la sede di oltre 2.300 professionisti, i progettisti hanno dimostrato che il dimensionamento è da considerare ottimale e rispondente pienamente alle esigenze di queste professioni.
Nella successiva seduta del 23 ottobre 2025 la Commissione ha valutato con favore tali integrazioni e le soluzioni progettuali presentate e ha quindi espresso, con lettera del 28 ottobre 2025, parere favorevole all'intervento, condizionando lo stesso alla realizzazione di spogliatoi e di servizi igienici dedicati agli utenti della parete di roccia all'interno della struttura, non potendola fare esternamente è stata comunque fatta una piccola palestra… sarà realizzata, meglio, una piccola palestra dimostrativa.
Il gruppo di progettazione ha preso quindi contatto con l'Ufficio bonifica siti contaminati del Dipartimento Ambiente dell'Amministrazione regionale, che a sua volta ha richiesto degli approfondimenti riguardo al rapporto tra le fondazioni dell'edificio e la membrana di protezione. I progettisti hanno quindi provveduto a elaborare una risposta alle integrazioni richieste, in modo da corrispondere alle osservazioni formulate dall'Ufficio stesso, ma i conseguenti approfondimenti hanno comportato un allungamento dei tempi, con la conseguenza che le integrazioni sono state presentate in data 20 novembre 2025. Il procedimento relativo alla richiesta di permesso di costruire si è quindi inevitabilmente concluso con esito negativo in data 19 novembre 2025, in quanto non tutte le integrazioni richieste dall'Ufficio edilizia del Comune di Aosta sono pervenute allo stesso entro i termini indicati, ovvero, come le ho già detto, entro il 16 novembre 2025. Solo quindi per decorrenza dei termini, non nel merito della fattibilità del progetto. I proponenti, unitamente alteamdi progettisti incaricati, ci hanno comunicato nei giorni scorsi di aver completato la progettazione, completa di tutte le integrazioni tecniche e delle relative autorizzazioni, così come richiesto dal Comune di Aosta e dalle varie strutture, e di essere in grado di ripresentare l'istanza per ottenere il permesso di costruire nelle prossime settimane. Con riferimento al punto n. 2…
Presidente -Colleghi, per favore.
Grosjacques (UV) -…l'Ufficio edilizia del Comune di Aosta, con nota del 18 agosto 2025, aveva richiesto i seguenti documenti: particolari architettonici, planimetria, indicazioni delle distanze del fabbricato, indicazione della pendenza media, relazione tecnica, proprietà dei terreni attraversati - non le cito tutte per questioni di tempo, ma le darò, se le serve, la relazione del Comune di Aosta - e una relazione tecnica completa attestante il rispetto dei requisiti e prescrizioni, di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 272/2016, "la relazione di cui sopra dovrà dimostrare che l'edificio è classificato edificio a energia quasi zero", cito testualmente dal Comune di Aosta… il titolo di proprietà necessario, una copia cartacea degli elaborati grafici, la dichiarazione di conformità del progetto. Tali richieste di integrazione non derivano dai pareri della Commissione edilizia, si tratta infatti di integrazioni richieste dagli uffici ai fini della necessaria completezza della domanda. Alla luce delle precedenti affermazioni, allo stato attuale è quindi prematuro ipotizzare un aggiornamento del cronoprogramma presentato con il progetto.
Quanto alla domanda n. 3, come si evince dalle risposte che le ho dato alle precedenti domande, le perplessità e le problematiche a cui lei, collega, fa riferimento hanno già trovato soluzione, per cui non vi è da parte dei maestri di sci, delle guide alpine e degli accompagnatori di montagna nessuna intenzione di rivalutare o ripensare né la progettazione complessiva, né la sua dislocazione. Confidiamo quindi che in tempi brevissimi la domanda di permesso di costruire, come le ho già detto, sia ripresentata e ottenga risposta positiva, permettendo di passare all'attuazione del progetto con avvio dei lavori nel più breve tempo possibile, compatibilmente con i tempi tecnici delle procedure per l'affidamento di lavori e l'acquisizione di servizi e forniture.
Concludo - qualche secondo, Presidente… - dicendo che in ogni caso il finanziamento concesso per la realizzazione della Maison de la Montagne di 4.850.000 euro, così come è ricordato nelle premesse dell'interpellanza, non è ancora stato liquidato nemmeno per quanto riguarda l'anticipazione prevista dalla legge n. 7/2024 e, qualora non fosse ancora sufficientemente chiarita la questione, preciso una volta di più che la scelta del luogo sul quale costruire la Maison de la Montagne è stata effettuata in piena autonomia dall'Associazione maestri di sci e dall'Unione valdostana guide di alta montagna, per cui l'Amministrazione su questa scelta si è limitata a prendere atto e, sulla base delle richieste delle due associazioni, ad approvare il necessario finanziamento.
Presidente -Per la replica, la parola al proponente Torrione.
Torrione (AVS) -Aiuto, in cinque minuti faccio veramente fatica anche in questo caso a rispondere, quindi ci riserviamo ovviamente di ritornare. Vabbè, poco carinamente magari, ma dico che le risposte non è che mi piacciono molto, né mi soddisfano, né sono state così esaustive, nel senso che essere felici della tempistica così veloce va benissimo, peccato che è stata velocissima in un tempo molto breve e poi si è fermata per un tempo molto lungo. Non solo, ma la velocità non è sempre motivo di pregio, nel senso che purtroppo allora si è deciso di fare in fretta, ma non è stata fatta nessuna valutazione ed è stata lasciata completa autonomia di scelta alle associazioni, come lei ha precisato peraltro alla fine, dicendo: piena autonomia alle associazioni. Peccato che però 5 milioni li tira fuori la Pubblica Amministrazione, quindi forse un pochino di attenzione, di controllo, eccetera, io l'avrei messa, però lo dico molto, molto umilmente.
Vado su un elemento. Ho saputo che è stata aggiunta l'Associazione degli accompagnatori di media montagna, ma non sono state aggiunte le guide escursionistiche, per una scelta? Ovviamente lei non mi può rispondere, quindi sarà poi oggetto magari di un'altra domanda, però visto che le caratteristiche non sono poi…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…come? No, è chiaro che… no, chiedevo perché effettivamente è una realtà molto viva in Valle d'Aosta, peraltro opera in ambiti molto simili alle altre associazioni, per cui mi sembrerebbe… poi ho tanti amici. Non so se era quella l'associazione a cui si riferiva quando ha detto che conosco una delle tre. In realtà, conosco meglio la realtà delle guide escursionistiche. A un certo punto lei dice che in quel posto non si poteva fare, se ho capito bene, però le chiedo, la palestra di arrampicata. Non lo chiedo polemicamente: non si poteva o non si voleva? Okay, magari poi in separata sede mi spiega i motivi, che probabilmente saranno tecnici…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…ah, per piano regolatore, okay. benissimo. Ripeto: sull'autonomia abbiamo già detto.
Quando il Comune ha chiesto una serie di documenti, c'è stato un sacco di tempo e non sono stati dati nei tempi, cioè non sono state rispettate neanche le tempistiche. A noi quindi spiace perché, effettivamente, poi lei ha detto giustamente alla fine: "non abbiamo ancora tirato fuori 1 euro" e va bene, quindi non c'è stato esborso dalla Pubblica Amministrazione, però una cosa così importante, che va avanti da tre anni, che è stata approvata in fretta e furia, a noi fa un pochettino specie che si sia ancora qui a parlarne. Non solo, ma in realtà il cronoprogramma deve essere ridefinito e non sappiamo… se non c'è, ovviamente lei non può darmi delle tempistiche e quindi la preoccupazione nostra è che, se ci abbiamo messo tre anni per arrivare a zero, ci metteremo magari altri tre anni, ed è una preoccupazione, perché comunque immagino che le associazioni abbiano bisogno di questa sede e i soldi sono lì e vanno spesi.
Il nostro auspicio quindi è che purtroppo prendiamo atto che si è deciso di farla lì e si farà lì perché le associazioni hanno deciso di farla lì. Mi piacerebbe sapere il suo parere come Assessore sul fatto che in completa autonomia hanno deciso di farla lì, spendono i soldi pubblici facendo esattamente quello che vogliono fare. E lei come Assessore? Mi piacerebbe che come mio Assessore - adesso la dico in maniera un po' esagerata e pomposa - lei ci mettesse un pochettino il naso dentro per vedere che le cose vengano fatte nella maniera più corretta e forse che venga fatta questa struttura nel posto anche più giusto possibile.
Peraltro, vabbè, dico una baggianata, ma, per quello che ho saputo, la struttura è veramente imponente. Peraltro riprende, con una scelta architettonica interessante, il profilo delle montagne e perché è lì? Perché le associazioni hanno detto: "così si vede dall'autostrada", peccato che dall'autostrada si vede il retro, non si vede neanche la parte davanti del profilo, che è quella più bella. Quella dietro non si vede neanche.
Chiedo scusa, non ho avuto tempo di dire tutto quanto, però grazie.
