Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 209 del 29 gennaio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 209/XVII - Interpellanza: "Percorsi abilitanti per il personale docente: criticità per i residenti in Valle d'Aosta".

Aggravi (Presidente) -Punto n. 28 all'ordine del giorno.Per l'illustrazione la parola alla collega Baccini.

Baccini (LRV) -Oggi portiamo in aula un tema già discusso più volte in passato e che penso abbia fatto venire un po' di incubi all'ex assessore Guichardaz. È un tema che riguarda direttamente il futuro della nostra scuola e, più in generale, il diritto dei docenti valdostani ad avere pari opportunità rispetto ai docenti del nostro Paese.

Com'è noto, i percorsi abilitanti per la formazione del personale docente rappresentano oggi un passaggio fondamentale per l'inserimento nella prima fascia nelle graduatorie per le supplenze e costituiscono requisito necessario per l'accesso ai concorsi pubblici per l'immissione in ruolo. In altre parole, senza l'abilitazione non c'è stabilizzazione, non c'è prospettiva professionale, non c'è continuità per le nostre scuole.

Tuttavia, a oggi questi percorsi non sono attivati sul territorio della Valle d'Aosta e sono concentrati presso università situate in altre regioni. L'accesso, inoltre, è regolato da un numero di posti contingentato, che rende ancora più difficile per i molti docenti frequentarli.

È vero che, grazie alla collaborazione con il Consorzio interuniversitario per la formazione degli insegnanti, l'Università della Valle d'Aosta ha potuto garantire una riserva di posti per i candidati valdostani. Questo è un risultato molto importante e che riconosciamo, ma non possiamo ignorare che nella pratica molti docenti sono costretti a iscriversi presso atenei situati a centinaia di chilometri di distanza, non per libera scelta, ma per cause di forza maggiore. E teniamo conto che i posti garantiti non sono assolutamente sufficienti a rispondere alle numerose richieste.

La Valle d'Aosta è una regione geograficamente periferica, con una rete di trasporti non adeguata, priva di collegamenti, a oggi, ferroviari, e con costi autostradali tra i più elevati a livello nazionale. Chiedere a un docente di spostarsi settimanalmente in Lombardia, Piemonte, o comunque in altre regioni, significa imporgli un sacrificio personale, economico e professionale enorme.

Ricordo, inoltre, che questi percorsi prevedono obbligatoriamente almeno il 50% delle attività formative in presenza. Questo comporta per i docenti in servizio la necessità di assentarsi dalle proprie classi, talvolta per periodi prolungati, con conseguenze negative sulla continuità scolastica. In alcuni casi i docenti sono costretti a trasferirsi temporaneamente fuori regione o a ricorrere ad aspettative non retribuite, rinunciando di fatto al lavoro per potersi formare.

Questo non è un problema individuale, è un problema del sistema scolastico regionale. La continuità didattica è un valore fondamentale per gli studenti, per le famiglie e per la qualità dell'insegnamento: se un docente è costretto a lasciare la classe per mesi per frequentare un corso obbligatorio, il danno ricade sugli alunni e sulla continuità scolastica.

Eppure, sul nostro territorio è presente un'università moderna, recentemente ristrutturata, dotata di strutture adeguate e potenzialmente idonee ad accogliere percorsi di formazione abilitante. È legittimo domandarsi perché la Valle d'Aosta non possa ospitare, almeno in parte, questi percorsi, soprattutto per le classi di concorso per le quali esiste un fabbisogno importante di personale nelle nostre scuole.

Per queste ragioni abbiamo presentato un'interpellanza, per conoscere in primo luogo "Se la Regione intenda attivarsi affinché l'Università della Valle d'Aosta promuova e garantisca l'attivazione dei percorsi abilitanti sul territorio regionale o quantomeno per le classi di concorso maggiormente richieste".

In secondo luogo, qualora ciò non fosse attuabile nel breve periodo, chiediamo "Se la Regione intenda adottare misure concrete di sostegno per i docenti valdostani costretti a frequentare i percorsi fuori regione". Penso, ad esempio, alla copertura delle assenze mediante supplenze temporanee nei giorni di frequenza obbligatoria in presenza, garantendo al contempo il pieno reintegro del docente titolare al termine delle attività formative.

Presidente -Per la risposta la parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) -Con riferimento ai percorsi di formazione iniziale e abilitazione degli insegnanti delle scuole secondarie, di cui al DPCM 4 agosto 2023, si ricorda che dal novembre 2023 è stato costituito - come la collega ha d'altronde ricordato in maniera puntuale - il Centro interregionale per la formazione degli insegnanti secondari in Piemonte e in Valle d'Aosta (CIFIS), cui aderiscono, ricordo, oltre all'Università della Valle d'Aosta, l'Università di Torino, l'Università del Piemonte orientale, il Politecnico di Torino, l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e l'Accademia di Belle Arti di Cuneo.

Il modello di erogazione delle attività didattiche adottato dal CIFIS per i percorsi in argomento prevede, in linea generale, l'erogazione per via telematica in sincrono, quindi senza necessità di spostamenti, delle attività trasversali comuni a tutte le classi di abilitazione e l'erogazione in presenza delle attività disciplinari e dei tirocini. L'Università di Torino - in qualità di ateneo capofila del CIFIS - eroga le attività trasversali, mentre a ogni istituzione del CIFIS che attiva i percorsi è demandata l'erogazione presso le proprie sedi delle attività disciplinari. Il tirocinio diretto dev'essere svolto in presenza anche presso le istituzioni scolastiche della Valle d'Aosta.

Nello scorso mese di ottobre, l'ateneo valdostano ha proposto per l'anno accademico 2025/2026 l'attivazione, presso il polo universitario di Aosta, dei percorsi abilitanti per la nuova classe accorpata A022A, cioè quella di lingue e culture straniere nell'istruzione secondaria di primo e secondo grado nella classe di francese, prevedendo una disponibilità di posti complessiva pari a 30 unità.

Inoltre, in relazione alle classi di concorso per le quali è stato rilevato da parte della Sovrintendenza agli Studi un fabbisogno di personale nelle istituzioni scolastiche regionali, ha richiesto - in analogia a quanto avvenuto nei due anni precedenti - una riserva di posti a favore dei candidati residenti in Valle d'Aosta nell'ambito dei percorsi che saranno attivati dalle istituzioni del CIFIS.

Relativamente ai candidati vincitori di concorso assunti per l'anno accademico 2025-26, tenuti alla frequenza dei percorsi ai fini del superamento dell'anno di prova, si evidenzia che gli stessi accedono ai percorsi in sovrannumero.

Per lo scorso anno accademico 2024-25, al fine di facilitare la conciliazione tra esigenze lavorative ed esigenze formative, era stato consentito alle università di definire, tramite appositi accordi, la possibilità di frequenza delle attività disciplinari presso la sede universitaria più vicina alla sede di servizio.

L'Università della Valle d'Aosta, in accordo con le altre istituzioni del CIFIS, si era attivata per garantire tale opportunità ai docenti valdostani e intende manifestare analoga disponibilità per l'anno accademico 2025-26 in caso di eventuale riproposizione delle citate disposizioni derogatorie.

Per la conferma dell'attivazione di percorsi abilitanti per l'anno accademico 2025-26, tutti gli atenei italiani sono ancora in attesa dell'adozione del decreto di autorizzazione del Ministero dell'Università e della Ricerca, all'interno del quale saranno definite le classi di concorso e i relativi posti per ciascuna istituzione, nonché le tempistiche di svolgimento.

Per quanto riguarda invece la seconda domanda, in via preliminare si precisa che qualora un docente già in servizio presso un'istituzione scolastica debba assentarsi per la frequenza in presenza dei percorsi abilitanti, la gestione della relativa supplenza temporanea dev'essere trattata naturalmente dal dirigente scolastico della scuola stessa. Si tratta pertanto di una competenza diretta ed esclusiva del dirigente scolastico e non degli uffici dell'Amministrazione regionale.

A riguardo, comunque, si richiama quanto da ultimo disposto sulla copertura delle assenze dei docenti dalla legge di bilancio 2026, la legge n. 199/2025, che ha introdotto per le supplenze brevi, fino a 10 giorni, l'obbligo per i dirigenti di utilizzare persone all'interno. Ne consegue che il dirigente scolastico è tenuto, prima di procedere alla nomina di un supplente, a verificare l'effettiva possibilità di utilizzo di tutto il personale interno disponibile.

Resta fermo, tuttavia, che - in presenza di motivate esigenze di natura didattica tali da rendere impossibile la copertura con il personale all'interno - è comunque consentito il ricorso a contratti di supplenza breve e saltuaria per assenze inferiori ai 10 giorni, inclusi i casi di sostituzione di docenti impegnati nella frequenza dei percorsi abilitanti.

Presidente -Per la replica la parola alla collega Baccini.

Baccini (LRV) -Ringrazio l'Assessore, che è sempre molto puntuale. Se, però, ho capito bene, di corsi attivi, qui all'Università, vi è solo quello sulla lingua e cultura francese. Diciamo quindi che il resto del fabbisogno non viene coperto e che il docente è costretto comunque a uscire dalla nostra regione.

Noi riteniamo che sia fattibile che l'Università della Valle d'Aosta possa fungere da ente coordinatore tra diversi poli universitari e che si stabiliscano delle convenzioni. Magari non c'è la possibilità di avere dei docenti qui in Valle, ma che possano venire da altri atenei, in modo che possano comunque fare questi corsi anche direttamente sul territorio.

Io penso che possa essere fattibile come questione. Più che altro mi sembra più una scelta politica di mettersi lì, coordinarsi, decidere insieme il da farsi e vedere il reale fabbisogno che c'è degli insegnanti.