Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 206 del 29 gennaio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 206/XVII - Interpellanza: "Attuazione regionale del D.lgs. 27 novembre 2025, n. 184 (Codice degli incentivi)".

Aggravi (Presidente) -Punto n. 25 all'ordine del giorno.Per l'illustrazione la parola al collega Centoz.

Centoz (PD-FP) -Con quest'interpellanza vorrei affrontare un tema che apparentemente sembra tecnico, ma che in realtà è molto politico, perché riguarda una cosa concreta: come la Regione sostiene le imprese, con quali strumenti garantisce trasparenza, efficacia e tracciabilità.

Dal 1° gennaio del 2026 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 184/2025, il cosiddetto Codice degli incentivi, che introduce un quadro organico per la gestione degli incentivi alle imprese e incide anche sulle procedure delle amministrazioni regionali.

Il codice nasce con un obiettivo chiaro: razionalizzare e armonizzare un sistema che negli anni è diventato frammentato, disomogeneo e spesso difficile da comprendere per chi deve usarlo (imprese, professionisti e associazioni). Il decreto punta sul coordinamento, standardizzazione procedurale, digitalizzazione, interoperabilità, rafforzamento di monitoraggio e valutazione; qui il punto è semplice: anche le Regioni e le Province autonome, nel rispetto delle competenze, sono chiamate ad adeguare strumenti e processi per garantire coerenza, trasparenza e tracciabilità degli aiuti.

Non è quindi una questione lontana, è una questione che impatta direttamente sui bandi regionali, sulle misure settoriali, sulle società in house, sugli enti strumentali e soprattutto sulla capacità di dare risposte rapide e leggibili al tessuto economico valdostano.

L'interpellanza non ha un intento polemico, ha un intento preventivo. Il rischio del 2026 è duplice: da un lato avviare bandi e misure senza un coordinamento chiaro, creando disomogeneità tra strutture, dall'altro, rallentare tutto in attesa dei modelli nazionali, con un danno concreto per le imprese. Ecco perché oggi chiediamo alla Giunta di dirci a che punto siamo con le risposte.

La prima domanda: "Se la Regione abbia già individuato una struttura responsabile o un referente unico per l'attuazione del decreto legislativo n. 184/2025, e se stia partecipando, con quale modalità e con quale mandato, ai meccanismi di coordinamento nazionale previsti dal codice, in particolare al tavolo permanente degli incentivi presso il MIMIT, indicando eventuali atti di organizzazione interna".

Seconda domanda: "Se la Regione abbia avviato una ricognizione completa delle misure regionali d'incentivo alle imprese, incluse quelle gestite dalla società in house o enti strumentali, perché se vogliamo davvero armonizzare, dobbiamo prima sapere con precisione quante misure esistano, chi le gestisce, con quali procedure e con quali criteri di valutazione e controllo".

Terza domanda: "Quali misure transitorie la Regione intenda adottare nel 2026 per garantire coerenza dei nuovi avvisi e bandi con i principi del codice, considerando che lo schema del bando tipo nazionale sarà emanato entro 180 giorni, e se la Giunta intenda predisporre linee guida regionali provvisorie per evitare rallentamenti o disomogeneità nelle strutture".

Quarta domanda: "Qual è lo stato di adeguamento dei sistemi regionali per l'alimentazione tempestiva e completa del Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) e per l'interoperabilità e visibilità delle misure regionali sul portale di incentivi.gov.it.".

Aggiungiamo un aspetto decisivo: "Quali strumenti/indicatori la Regione intenda adottare per il monitoraggio ex post dell'efficacia degli incentivi, output e outcome, anche in vista dei decreti attuativi previsti dal codice". Perché qui si gioca una partita importante, non basta spendere le risorse, bisogna capire cosa producano, quante imprese vengano raggiunte, quali investimenti attivati, quale impatto sull'occupazione e competitività, quali risultati nel tempo.

Concludo. Quest'interpellanza non chiede alla Giunta un adempimento formale, chiede un percorso di adeguamento che serve a semplificare la vita alle imprese, rendere più efficiente la macchina regionale, aumentare la trasparenza e tracciabilità e, soprattutto, migliorare la qualità della spesa pubblica. Se il Codice degli incentivi punta a standardizzazione, interoperabilità e valutazione, la Valle d'Aosta non può restare indietro. Non per obbedienza, ma per interesse della comunità economica e per il buon funzionamento della Regione.

Presidente -Per la risposta la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) -Per quanto riguarda la prima domanda "Se la Regione autonoma Valle d'Aosta abbia già individuato una struttura responsabile o un referente per l'attuazione del decreto legislativo n. 184/2025, e se stia partecipando, con quale modalità e con quale mandato, ai meccanismi di coordinamento nazionale previsti dal codice, indicando eventuali atti di organizzazione interna adottati", il tavolo permanente degli incentivi di cui all'articolo 5 del Codice degli incentivi non risulta ancora operativo e non si hanno indicazioni precise su chi sarà chiamato a parteciparvi in rappresentanza delle Regioni.

Il citato articolo 5 delinea la composizione del predetto tavolo per le Regioni, individua un membro designato dalla conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

Si segnala tuttavia che in sede di Commissione per lo Sviluppo economico e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, coordinata dalla Regione Marche e seguita dalla Regione per il tramite del Dipartimento Sviluppo economico ed energia, le Regioni si sono opposte - sin dalla predisposizione del disegno di legge di delega in materia di revisione del sistema degli incentivi, la legge 27 ottobre 2023, n. 160, e successivamente dalla redazione da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il MIMIT, delle bozze del Codice degli incentivi - a un'eccessiva caratterizzazione della disciplina relativa alla concessione delle agevolazioni pubbliche alle imprese.

Tale lavoro di tutela di un più ampio margine di autonomia da parte delle Regioni nella predisposizione delle proprie misure di aiuto sta ora proseguendo nell'ambito della Commissione per lo sviluppo economico, in relazione alla predisposizione del bando tipo previsto dall'articolo 6 del Codice. Il coordinamento tecnico della Commissione per lo sviluppo economico ha infatti elaborato e trasmesso al MIMIT un primo documento di osservazioni sullo schema di decreto ministeriale concernente il bando tipo, nel quale sono evidenziati dubbi riguardo al rispetto del riparto delle competenze tra Stato e Regioni, in particolare in merito al rischio che il decreto attuativo e i relativi allegati assumano una funzione regolatoria non prevista dal Codice, indicando ambiti organizzativi e procedimentali rimessi all'autonomia delle amministrazioni responsabili.

Per quanto riguarda la seconda domanda, il Codice degli incentivi prevede che le Regioni condividano la ricognizione degli incentivi riconducibili alle proprie politiche con le altre amministrazioni responsabili e ne garantiscano la pubblicità tramite il sistema Incentivi Italia e nell'ambito del tavolo permanente degli incentivi, che però, come detto, non è ancora operativo. Si osserva che il format per la ricognizione degli incentivi regionali potrà essere adottato solo in un momento successivo, quando sarà emanato il decreto dal MIMIT, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, da adottare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del Codice degli incentivi e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano.

Per quanto riguarda la terza domanda, cioè "Quali siano le misure transitorie che la Regione intenda adottare nel 2026 per garantire la coerenza dei nuovi avvisi/bandi con i principi del codice, considerato che lo schema di bando tipo nazionale sarà emanato entro 180 giorni dall'entrata in vigore del decreto, e se la Giunta intenda predisporre linee guida regionali provvisorie per evitare rallentamenti e disomogeneità tra dipartimenti e strutture", una chiosa è dettata dal fatto che i nostri avvisi sono evidentemente già rispettosi dei principi del codice, anche perché devono andare a rispettare i principi delle direttive europee. Sarà comunque importante assicurare una piena omogeneità di azione tra i diversi dipartimenti regionali nel dare attuazione ai principi del Codice degli incentivi, anche a beneficio dei destinatari finali delle misure di aiuto. Vi è sicuramente l'intenzione di dotarsi al più presto di linee guida a livello di Amministrazione regionale.

Nell'ambito dei coordinamenti tecnici interregionali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, alcune Regioni hanno altresì manifestato l'auspicio di dotarsi di linee guida comuni.

Per quanto riguarda infine la quarta domanda, non è stato necessario adeguare alcun sistema regionale in quanto il Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) - la cui compilazione è obbligatoria ai sensi dell'articolo 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234 - è implementato fin dal suo avvio direttamente dalle strutture regionali responsabili delle misure di aiuto. Al fine di assicurare il rispetto dell'obbligo di caricamento in RNA, è stato introdotto nell'applicativo, tra gli atti, un campo obbligatorio da compilarsi qualora l'atto preveda la concessione di un aiuto di Stato per l'indicazione del codice rilasciato da RNA, cosiddetto RNA COR, a seguito del caricamento dell'aiuto, codice che deve essere apposto sull'atto stesso ai fini della sua efficacia.

Tra l'altro, va anche segnalato che chiunque può consultare la sezione pubblica di RNA per verificare la presenza dei regimi di competenza regionale e degli aiuti individuali concessi alle singole imprese.

La piattaforma incentivi.gov, invece, è attualmente alimentata attraverso l'interoperabilità con RNA COR, che consente alle amministrazioni di effettuare un'unica operazione funzionale ad assolvere sia gli adempimenti connessi alla registrazione delle misure di agevolazione in RNA, sia la loro pubblicazione sulla piattaforma incentivi.gov.it; come RNA, anche la piattaforma incentivi.gov è accessibile liberamente da chiunque per finalità di consultazione delle informazioni pubblicate.

Per quanto concerne il monitoraggio ex post dell'efficacia degli incentivi, non è ancora chiuso il ragionamento in merito, ma anche tale importante aspetto sarà adeguatamente affrontato nell'ambito della più ampia questione relativa all'attuazione a livello regionale del Codice degli incentivi stessi.

Presidente -Per la replica la parola al collega Centoz.

Centoz (PD-FP) -Grazie per le risposte molto puntuali e dettagliate. Immaginavo che una disciplina nuova ovviamente avesse necessità di un po' di tempo per entrare a regime, quindi immaginavo che ovviamente non fosse tutto pronto. Mi fa piacere però che in qualche modo l'Amministrazione si stia attivando da questo punto di vista.

È importante che i sistemi informatici già funzionino, parlo per esperienza personale, perché poi sono quelli che fanno funzionare effettivamente le cose, quindi da quel punto di vista è molto importante. Credo che sia anche molto importante garantire, come ha ricordato lei, le corrette competenze tra lo Stato e le Regioni e per cui fare una valutazione compiuta anche da quel punto di vista. La ringrazio per le risposte.

Presidente -Colleghi, io farei una pausa di 15 minuti, riprenderei quindi alle 11:30.

Il Consiglio è sospeso dalle 11:12 alle 11:36.