Oggetto del Consiglio n. 205 del 29 gennaio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 205/XVII - Interpellanza: "Equipaggi di elisoccorso: ci possiamo ragionare?".
Aggravi (Presidente) -Punto 24 all'ordine del giorno. Per la presentazione, la parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) -Il tema di questa interpellanza, l'elisoccorso, non è per noi nuovo, già nella scorsa legislatura è stato al centro di diverse iniziative ispettive, e anche di proposte, che il mio gruppo consiliare, e non solo il mio, aveva presentato, e che per noi in particolare aveva seguito, con attenzione, la collega Guichardaz.
Le recenti notizie apparse sugli organi di stampa, che hanno riportato la posizione dell'Ordine degli infermieri, non potevano quindi passare inosservate, proprio perché le tematiche sollevate sono importanti e interessano tutti noi, nessuno escluso.
Se le interessa, Presidente, vado avanti, sennò aspetto che abbia finito di chiacchierare... è difficile, molto bravo, ha una capacità molto apprezzabile. Bene, mi fa piacere.
Le dicevo che le recenti notizie apparse sugli organi di stampa, che hanno riportato la posizione dell'Ordine degli infermieri, non potevano passare inosservate, perché sono tematiche importanti e interessano tutti noi, nessuno escluso. È normale quindi che, quando ci sono delle esternazioni pubbliche, chi ha già avuto modo di occuparsi della tematica la riprenda alla luce di elementi nuovi che sopraggiungono.
Come è noto a tutti, esiste in Valle d'Aosta da tempo, un importante, valido e articolato sistema - proprio un sistema - di soccorso, che in tempi recenti si è arricchito, circa due anni fa, della possibilità di effettuare anche i voli di soccorso notturni, oltre a quelli diurni. Sappiamo tutti che si tratta di un esercizio fondamentale e che la stragrande maggioranza dei soccorsi con elicottero ha un carattere prettamente sanitario, come è normale che sia.
Attualmente fra gli operatori che compongono gli equipaggi per le attività di emergenza non è contemplata nel nostro sistema la regolare presenza dell'infermiere, infatti l'assistenza sanitaria pre-ospedaliera è garantita esclusivamente dal medico a bordo.
È doveroso qui da parte mia aprire una parentesi e fare una precisazione. Nel testo dell'interpellanza ho utilizzato un'espressione errata, di cui voglio scusarmi con gli interessati, perché le parole sono importanti, ne sono assolutamente convinta. Ho scritto infatti "Infermiere professionale", mentre avrei dovuto utilizzare infermiere, tout court perché quella è la denominazione appropriata. So bene che è così circa dal 1999, quando questo aggettivo è scomparso, perché per questa figura è richiesta una specifica laurea, e che lo status d'infermiere è diverso rispetto a quello del passato. È una semplificazione che ho fatto nell'intento di farmi capire meglio, come faccio spesso, anche quando definisco gli insegnanti di scuola media e non di scuola secondaria di primo grado, gli insegnanti di scuola superiore e non di secondaria di secondo grado. Faccio parte della categoria e non la ritengo unadiminutio.
Tornando alla figura dell'infermiere - e basta - essa è ovviamente prevista in interventi di eliambulanza a scopo sanitario non emergenziale, per esempio per i trasporti di pazienti che devono essere spostati con urgenza da un ospedale all'altro, come è successo recentemente per una ragazza ricoverata in Svizzera a seguito della tragedia di Crans-Montana e poi trasferita a Milano: in quell'occasione nell'equipaggio che ha effettuato il servizio c'era anche un'infermiera della nostra USL.
Abbiamo visto che in altre realtà regionali e nazionali l'infermiere è parte integrante dell'equipaggio che opera sia nelle situazioni di emergenza, sia nei trasporti programmati e nei trasferimenti di pazienti critici o potenzialmente instabili. È di tutta evidenza che il monitoraggio di questi pazienti elitrasportati, la gestione delle manovre di emergenza e la continuità assistenziale durante il volo sono aspetti importanti in entrambe le situazioni, che renderebbero ottimale l'organizzazione complessiva di un servizio che già si avvale di varie alte professionalità.
Come dicevo in apertura, proprio in occasione della vicenda di Crans-Montana, a inizio gennaio, l'Ordine delle professioni infermieristiche della Valle d'Aosta, attraverso la sua presidente, ha richiamato l'attenzione sulla visione strategica dell'emergenza territoriale - che può essere ulteriormente migliorata - e ha espresso l'auspicio, cito: "di poter avviare un confronto istituzionale sul possibile sviluppo di modelli organizzativi che valorizzino pienamente le competenze infermieristiche nell'ottica di un rafforzamento complessivo del sistema emergenza-urgenza e della sicurezza dei cittadini".
Abbiamo anche potuto leggere che a queste dichiarazioni hanno fatto seguito varie reazioni fra gli operatori che attualmente prestano a vario titolo servizio sull'elisoccorso, medici, tecnici, guide alpine. È stato correttamente ricordato l'alto livello del nostro sistema di soccorso, le competenze, la preparazione degli operatori, che penso tutti riconosciamo e apprezziamo.
Tra le tante cose dette è emerso anche, da parte sanitaria, con le dichiarazioni di un medico, l'auspicio per il futuro di poter avere, anche qui cito: "equipaggi completi costituiti da medico e infermiere anche su automediche e ambulanze, in modo da garantire uniformità negli standard di assistenza, maggiore sicurezza dei pazienti, maggiore efficacia del sistema emergenza-urgenza su tutto il territorio regionale"; un sistema che, ovviamente, comprende anche, e per fortuna, l'uso dell'eliambulanza.
Come dicevo, è un tema non nuovo che ci vede concordi, perché siamo persuasi che - partendo da una realtà di qualità come quella del nostro sistema di soccorso - sia possibile e auspicabile cercare di migliorare ulteriormente e di essere in futuro ancora più performanti, e forse anche di esempio, assicurando l'assistenza infermieristica non solo per i trasporti programmati.
Crediamo anche che questo costituirebbe un elemento di crescita e forse di attrattività per la professione infermieristica, i cui operatori dovrebbero ovviamente essere, questo va da sé, adeguatamente formati. Qui si apre ovviamente un altro capitolo complesso e articolato.
Alla luce di queste premesse, e nel pieno rispetto dell'Ordine che ha riportato all'attenzione di tutti noi un tema così importante, chiediamo di conoscere quali siano attualmente i criteri di composizione degli equipaggi di elisoccorso adottati nella nostra regione e come siano stati stabiliti; se tali equipaggi siano modulari, a seconda della tipologia d'intervento da effettuare in emergenza, oppure se abbiano una configurazione fissa standardizzata; se, alla luce della richiesta formulata dall'Ordine, ci sia l'intenzione di avviare un confronto concreto con l'organizzazione stessa e i soggetti a vario titolo coinvolti nel sistema dell'elisoccorso, al fine di rivedere e migliorare la gestione dell'emergenza territoriale sul nostro territorio regionale.
Presidente -Per la risposta, la parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) -Per quanto riguarda la prima domanda, la composizione dell'equipaggio di servizio attualmente adottata è frutto della comprovata esperienza maturata dal servizio di elisoccorso da parte di tutti i soggetti che lo compongono ed è finalizzata, sotto tutti i suoi aspetti - aeronautico, sanitario e tecnico - a garantire la massima sicurezza delle operazioni di soccorso, adeguandosi alla specifica situazione territoriale della Valle d'Aosta e nel rispetto dei limiti operativi e prestazionali degli elicotteri utilizzati.
Ricordo che la nostra regione è costituita da un territorio prevalentemente montuoso, con altitudine media superiore ai 2000 metri, e che una significativa parte di tutti gli interventi sanitari condotti con l'ausilio dell'elicottero avviene in ambiti ostili, impervi e a quote elevate, mediamente superiori di 1000 metri rispetto a tutto il resto d'Italia.
Una delle maggiori limitazioni, al fine di rispettare i livelli di sicurezza del volo, è strettamente legata alla quota a cui si vola, alle temperature e al peso operativo dell'elicottero, condizioni che si riflettono direttamente sul numero di persone e di materiali tecnici e sanitari trasportabili, tenendo conto ovviamente delle persone infortunate da caricare a bordo: una/due.
Attualmente, quindi, sono le condizioni aeronautiche di sicurezza, le necessità operative, nonché l'ottimizzazione delle risorse umane e professionali disponibili, a determinare la composizione dell'equipaggio di servizio.
Ricordo, inoltre, che vi sono anche alcuni vincoli che derivano dai contenuti della convenzione tra l'azienda USL e la Regione, attraverso il dipartimento Protezione civile e vigili del fuoco, convenzione approvata da ultimo con deliberazione della Giunta regionale del 2025, avente scadenza il 28 aprile 2028. La convenzione in questione, oltre a definire i mezzi aerei disponibili per il servizio e il conseguente equipaggio aeronautico - ricordo che occorrono due piloti in orario notturno e un operatore al verricello di soccorso - indica la composizione dell'equipaggio tecnico-sanitario, richiamando il contratto di pubblico servizio tra Regione e Soccorso alpino valdostano, che garantisce due tecnici specializzati di soccorso alpino e un tecnico di soccorso alpino cinofilo, con cane brevettato per ricerca in valanga da dicembre a maggio, per operatività diurna, a integrazione dell'equipaggio.
Questi tecnici devono obbligatoriamente seguire un apposito percorso formativo certificato dall'azienda USL, al fine di acquisire adeguate conoscenze che permettano sia la collaborazione fattiva con la componente sanitaria dell'equipaggio di elisoccorso nelle operazioni di stabilizzazione e trattamento dei pazienti, sia l'esecuzione in autonomia di alcune specifiche valutazioni e azioni.
Infine, l'equipaggio si completa con la parte prettamente sanitaria di cui l'USL garantisce la copertura del servizio con proprio personale sanitario, adeguatamente preparato all'operatività in ambiente alpino, del Soccorso alpino valdostano, per scelta inquadrato con il medico.
L'insieme dell'equipe di elisoccorso (pilota, operatore al verricello, tecnici specializzati del soccorso alpino, unità cinofila e medico) si uniforma al criterio dell'operatività interdisciplinare, nel rispetto delle specifiche competenze.
Per quanto riguarda la seconda domanda, cioè "Se tali equipaggi siano modulari a seconda della tipologia d'intervento da effettuare in emergenza, oppure se abbiano una configurazione fissa standardizzata", il capitolato speciale dell'appalto per l'elisoccorso, che è stato richiamato in precedenza, permette la composizione di equipaggi diversi per specifiche esigenze di carattere operativo. La rimodulazione è prevista in particolare nei casi d'intervento su valanga, e comprende: l'integrazione dell'equipaggio con tecnici cinofili e unità cinofile; il trasporto della squadra taglio, ovvero il trasporto di unità di personale dei Vigili del fuoco valdostani nei casi in cui il loro rapido intervento sia ritenuto di primaria importanza per la messa in sicurezza dei luoghi e per consentire alla componente sanitaria di operare in condizioni di sicurezza; i trasporti secondari, nel caso di attivazione di un secondo elicottero per interventi sanitari secondari programmati in cui, ove possibile, l'equipaggio è integrato anche con un infermiere, oltre al medico rianimatore.
Per quanto riguarda la terza domanda, per rispondere è necessario fare due premesse. La prima è che la questione non è nuova; anzi, è già stata affrontata in più occasioni, da ultimo nel 2021. La seconda è che il sistema dell'elisoccorso valdostano è riconosciuto - come anche accennato dalla collega Minelli -, in ambito italiano e internazionale, quale contesto organizzativo di riferimento per il modello HEMS.
La nostra realtà territoriale, sicuramente piccola per estensione ma molto complessa sotto il profilo dell'operatività e della logistica del soccorso, vede un utilizzo significativo dell'elicottero. Se guardiamo alla vicina realtà del Piemonte, il dato più interessante - al di là del numero di missioni - e che caratterizza il servizio in Valle d'Aosta riguarda le tempistiche. Da noi entro un massimo di 15 minuti dal recupero il paziente arriva in base, mentre in Piemonte, date le distanze, i tempi sono più che doppi. Questo, per esempio, è un dato significativo su cui si può sviluppare un approfondimento in merito all'integrazione dell'equipaggio.
Dunque il supporto di altri soccorritori, che siano la parte sanitaria o quella tecnica, va certamente approfondito, ma analizzandone tutti gli aspetti, sanitari, tecnici e operativi e di sostenibilità economica, anche con riferimento al numero degli operatori disponibili e necessari per garantire l'operatività stessa.
Pertanto, per venire alla domanda, le posso comunicare che l'Assessorato alla Sanità ha già programmato uno specifico incontro con l'Ordine delle professioni infermieristiche (OPI) e con gli altri attori del sistema, con l'obiettivo di affrontare in maniera condivisa le situazioni segnalate e d'individuare soluzioni concrete volte al rafforzamento dell'efficacia, della sicurezza e della qualità del servizio di emergenza territoriale sull'intero territorio regionale.
Peraltro occorre rilevare, così come evidenziato nelle stesse premesse dell'iniziativa in discussione, come l'OPI abbia correttamente richiesto l'avvio di un confronto istituzionale al fine di valutare e approfondire eventuali possibili sviluppi di modelli organizzativi che possano valorizzare le competenze infermieristiche, ciò senza in alcun modo alimentare polemiche o strumentalizzazioni.
Presidente -Per la replica, la parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) -Sì, credo che non ci sia da parte di nessuno l'intenzione di alimentare delle polemiche o di fare delle strumentalizzazioni, ma di prendere in carico, come è giusto che sia, anche a livello di quest'Aula e delle persone che ci lavorano, un'esigenza che è sicuramente sentita e nella fattispecie è stata portata avanti ed è stata resa nota di nuovo dall'Ordine degli infermieri, ma è un'esigenza che si sente anche ad altri livelli. Penso anche a interlocuzioni che ci sono state con persone che hanno avuto esperienza di essere trasportati per necessità sanitarie e che hanno fatto notare quest'assenza di un infermiere nel momento in cui il medico doveva occuparsi del paziente.
Lei ha detto giustamente che l'elisoccorso è stato attivato e tutti devono aver fatto un percorso formativo per collaborare con il medico - mi riferisco ai tecnici del soccorso che sono sull'elicottero - e credo che un'analoga formazione dovrebbe e potrebbe essere fatta per gli infermieri, che di base hanno comunque delle competenze di tipo sanitario che credo una guida alpina, un pilota o chiunque altro - ad esempio se c'è un vigile che viene trasportato come squadra taglio - non abbiano.
Lei ha ricordato le caratteristiche e anche il livello del nostro sistema di soccorso, cosa che avevo fatto. Io credo che, partendo da una realtà così importante e riconosciuta anche fuori dai confini regionali, si possa - e forse si debba anche - interrogarsi se avviare almeno una sperimentazione introducendo la figura dell'infermiere nell'equipaggio per i trasporti emergenziali; forse proprio perché, come lei ha detto, noi siamo presi anche un po' ad esempio e a modello.
Colgo quindi con favore questa parte finale della sua risposta, dove lei ha detto che "Si può fare un approfondimento", analizzandone ovviamente tutte le varie criticità o positività e i vari aspetti.
Bene che sia stato programmato già un incontro da parte dell'Assessorato alla Sanità con l'Ordine e con gli altri soggetti interessati. Quello che noi auspichiamo è che davvero per il futuro... Lei ha parlato anche di una convenzione che scade, se ho capito bene, nell'aprile del 2028, una convenzione che pone attualmente dei vincoli per quello che riguarda in particolare tutta una serie di questioni, ci ha citato anche i livelli di sicurezza del volo, la questione delle temperature, il peso... ecco, sono tutti elementi tecnici che hanno sicuramente una loro importanza, credo che valga la pena, nei protocolli e nelle convenzioni, riflettere sulla possibilità d'integrare questi equipaggi, perché, se altrove lo fanno, penso che non sia impossibile.
Forti della grande esperienza che effettivamente c'è e che possiamo vantare, potremmo anche andare nella direzione di fare un sistema ancora più performante di quello che già abbiamo.
