Oggetto del Consiglio n. 203 del 29 gennaio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 203/XVII - Interpellanza: "Ulteriori fatti di criminalità comune intercorsi nel centro di Aosta".
Aggravi (Presidente) -Grazie collega. Punto 22 all'ordine del giorno.
Per l'illustrazione ha chiesto la parola il collega Bellora, ne ha facoltà.
Bellora (LEGA VDA) -Signor Presidente, oggi vengo in pace, nel senso che evidentemente io credo che l'opposizione - oltre a un ruolo polemico, nei limiti e nei confini della funzione legislativa di questo Consiglio - abbia anche un dovere di segnalazione di problematiche che sono necessariamente comuni e che vanno messe sul tavolo per essere affrontate in un'ottica che può spesso accomunare la maggioranza e l'opposizione, a fronte appunto di problemi seri che riguardano la collettività.
Questo è il motivo per il quale noi abbiamo iscritto questa interpellanza che, lo sappiamo bene, è già stata oggetto di una mozione nel Consiglio scorso, ma credo che, se vogliamo usare un'espressione forse un po' eccessiva, il precipitare degli eventi ci metta nelle condizioni di ritornarci. Io ho citato un episodio di cronaca, perché, ahimè, se ne trovano finché ne vogliamo, di questa portata e di questo tenore, ma l'ultimo episodio di cronaca, che è quello di un'aggressione al parcheggio di via Carrel ai danni di un extracomunitario da parte di altri tre cittadini extracomunitari, non è che è l'ennesimo episodio di questo tipo di - chiamiamola così - microcriminalità, che evidentemente attiene non più solo alla città di Aosta, sennò evidentemente sarebbe competenza più del Consiglio comunale che di quello regionale, ma all'intera regione Valle d'Aosta.
Abbiamo visto appunto l'oggetto della mozione del Consiglio scorso, presentata a prima firma del collega Perron, relativa a una serie di episodi avvenuti sulla ciclabile tra Gressan e Aosta; abbiamo questo episodio occorso in pieno centro di Aosta; abbiamo numerosi episodi che si verificano, per esempio, in bassa Valle. Io non amo gli anglicismi, ma la problematica legata alle baby gang è sicuramente importante.
È chiaro che il Presidente della Regione, nella nostra regione, appunto, ha delle mansioni ulteriori rispetto a quelle già molto importanti e molto ampie di un Presidente della Regione. In principalità partecipa al Comitato sulla sicurezza pubblica e altro, e soprattutto riveste funzioni prefettizie, quindi, evidentemente - senza togliere competenze ad altri soggetti più direttamente versati e più completamente deputati a queste tematiche - ha sicuramente un ruolo di supporto e di controllo su questa attività.
Ho detto nello scorso Consiglio, quindi non lo ripeto in questa sede, che sicuramente, da qualunque lato noi guardiamo, vediamo degli esempi preoccupanti. Ho fatto l'esempio della Francia, con una criminalità ormai molto molto sviluppata e molto preoccupante proprio per l'ordine pubblico; ho fatto l'esempio di Torino, tra l'altro fra pochi giorni ci sarà una manifestazione relativa alla chiusura del centro sociale Askatasuna, che preoccupa, molto, sotto il profilo dell'ordine pubblico, con buona pace di un Assessore che invece la definiva un'occasione di dialogo.
Ma al di là di questo, e tornando evidentemente alla tematica centrale di questa mia interpellanza, credo che le soluzioni a lungo termine, quelle che, con un'immagine medica, potremmo chiamare le terapie, sono sicuramente quelle di un'attenzione... magari su questo alcune parti di questo Consiglio, in particolare quelle che siedono a sinistra, non si troveranno d'accordo con me, ma sicuramente una regolamentazione dell'immigrazione e un'attenzione al fatto che chi viene nel nostro Paese sia disposto a uniformarsi alle nostre regole...
Ma credo che sulle soluzioni sul breve periodo ci troviamo tutti d'accordo, quindi sicuramente ci occorrono delle soluzioni che ci permettano un maggiore controllo del territorio. Penso a due aspetti: cioè il primo a una videosorveglianza, visto che oggi la tecnologia ci permette di farlo, quindi a una moltiplicazione del numero delle telecamere, o comunque dei dispositivi di controllo remoto che permettono appunto di dare anche una disincentivazione a questo tipo di attività. Penso a una maggior presenza delle forze dell'ordine sul territorio. Devo dire che le modeste limitazioni alla privacy e alla libertà di movimento che questi accorgimenti possono apportare sono decisamente accettabili e sopportabili rispetto al guadagno che ne abbiamo in termini di sicurezza. Io personalmente non mi sento minimamente a disagio o in difficoltà sapendo che magari dove sto passeggiando con un amico ci sono delle telecamere, oppure nel vedere una pattuglia che gira per il centro della città o per la periferia, o addirittura che mi chiede i documenti. Non è assolutamente un problema, anzi, credo che se questo garantisce una maggiore sicurezza sia una cosa assolutamente opportuna.
I tre quesiti che noi abbiamo fatto... il primo è addirittura pleonastico, me ne rendo conto, perché è chiaro che il Presidente della Regione è a conoscenza di questa situazione, però credo che un certo tipo d'interventi sia ormai necessario alla luce del fatto che la situazione è sempre più preoccupante da un lato, dall'altro lato fortunatamente non è ancora preoccupante come quella per esempio che vediamo a Torino, o che vediamo in Francia, quindi forse prima di arrivarci sarebbe opportuno prevenire.
Presidente -Per la risposta, la parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) -Intanto apprezzo l'entrée del collega Bellora, ma siamo sempre in pace, al di là delle posizioni e magari della verve che si mette all'interno di una proposta o di una risposta. Gli argomenti affrontati, se posti nella giusta misura, sono sempre oggetto di attenzioni e di riflessione, al di là delle posizioni politiche.
Solo, in premessa, due valutazioni: una rispetto alle funzioni prefettizie che, come già esplicitato in altre situazioni, non sono sindacabili all'interno di questo Consiglio e non possono essere evidentemente oggetto di atti ispettivi o di indicazioni varie. Sono comunque parte di un ruolo che vede in primis l'interlocuzione con le forze dell'ordine, e sulle forze dell'ordine bisogna fare conto - e a ragione, io direi - perché proprio la notizia di stampa da cui prende spunto quest'interrogazione è l'occasione per dare il giusto rilievo all'operato delle forze di polizia, perché - considerato che appunto l'aggressione in argomento non è di questi giorni, ma è avvenuta circa tre mesi fa - l'operato delle forze di polizia ha dato un risultato positivo, la notizia appunto fa riferimento e dà conto dei percorsi che sono stati effettuati dalla squadra mobile della Polizia di Stato di Aosta e della conclusione delle indagini, grazie anche alla presenza delle telecamere interne nel parcheggio di via Carrel, che ha permesso di ricostruire i fatti che poi hanno portato alla soluzione del caso.
L'altra valutazione è invece relativa alla programmazione, citata dal collega, dei fenomeni migratori, che noi per certi versi subiamo, in senso generale. Non è una questione che abbiamo la forza di regolare in autonomia, ma della quale siamo un po' attori immobili, rispetto alle dinamiche nazionali e internazionali che ci passano sopra.
Per quanto riguarda invece la situazione generale, come già comunicato in altre occasioni, il confronto e il dialogo con le forze di polizia è continuo sicuramente e coinvolge anche i Comuni valdostani - evidentemente non solo la città di Aosta, ma in particolare la città di Aosta per dimensioni e tipologie di situazioni - per analizzare con loro e concordare gli interventi da realizzare al fine di migliorare la sicurezza nelle zone di maggiore criticità, dato che la competenza, soprattutto in merito a situazioni anche di illuminazione (quindi di maggior sicurezza e di videosorveglianza in particolare) è propria delle amministrazioni locali.
Da parte nostra, quindi, c'è un'azione di coordinamento, un'azione di trait d'union, di fil rouge rispetto alle attività delle forze dell'ordine. L'ho accennato la volta scorsa e lo riaffermo in questa risposta: sono sempre più importanti i momenti di confronto tra le forze dell'ordine e gli enti locali, che possono esprimere in situazioni di confronto e di dialogo anche elementi che magari sfuggono all'attenzione anche delle stesse forze dell'ordine nel momento in cui non si abbia un rapporto continuativo e costante, che penso sia la cosa migliore per approcciare questo tipo di tematiche.
Presidente -Per la replica, la parola al consigliere Bellora.
Bellora (LEGA VDA) -Evidentemente mi sono dilungato nell'illustrazione, sarò quindi molto più sintetico in replica, anche perché sicuramente le risposte sono risposte che condivido.
Con riferimento alla battuta iniziale, sul fatto che io venissi in pace, era legata al fatto che mi riconosco - perché è una delle mie caratteristiche, non so se sia un pregio o un difetto - una certa vis polemica in molti dei miei interventi, quindi sicuramente in questo caso non c'è, e lo volevo sottolineare.
Giustissimo quello che diceva, ed è fondamentale secondo me la collaborazione con le forze dell'ordine, anche perché, fortunatamente, in Valle d'Aosta mi pare che funzionino molto bene, lo dico anche per la mia esperienza professionale. Io non faccio più molto penale di tipo criminale però, per quello che vedo, comunque un minimo di controllo del territorio c'è.
Sul discorso delle telecamere nel parcheggio di via Carrel, condivido in pieno, effettivamente. C'è da dire che appunto il parcheggio di via Carrel è a 200-300 metri, credo, dal cuore della città, da piazza Chanoux, ed è vicinissimo, per esempio, ai giardini Lussu, che sono davanti al tribunale e nei quali invece c'è una situazione... anche qui, non amo le iperboli, ma è una situazione abbastanza simile a un Far West, quindi tutto sommato magari qualche telecamera in più lì sarebbe opportuna.
Ripeto: so benissimo che sono di competenza comunale, so anche però che le funzioni prefettizie danno sicuramente degli spazi in più.
Quanto poi alla problematica legata all'immigrazione, anche qui, Presidente, lei sfonda una porta aperta, non perché ci siano delle preclusioni rispetto a questo fenomeno, ma perché sicuramente questo è un fenomeno, come giustamente dice lei, che subiamo, e sul quale evidentemente come Regione non possiamo intervenire. È per questo che io ho scisso i due tipi d'interventi e ho parlato di soluzioni strutturali, o a lungo periodo, le quali evidentemente purtroppo non spettano a un organo regionale; e invece le soluzioni più contingenti, più a breve periodo, come appunto sorveglianza e presenza sul territorio delle forze dell'ordine, sulle quali invece noi possiamo incidere.
Visto che ho usato un paragone sanitario, lo uso anche in replica: è un po' la distinzione tra la terapia e il pronto soccorso, la terapia magari non la possiamo impostare noi, ma gli interventi di pronto soccorso li possiamo porre in essere.
La ringrazio quindi per la risposta, prendo atto di una comunanza di valutazioni tra maggioranza e opposizione, per una volta non guasta, e mi auguro evidentemente che si continui su questa strada.
