Oggetto del Consiglio n. 202 del 29 gennaio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 202/XVII - Interpellanza: "Presidi di controllo e procedure di compliance del Casinò de la Vallée - stato attuale e iniziative della Regione per il rafforzamento dei controlli".
Aggravi (Presidente) -Punto 21 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) -Signor Presidente, colleghi consiglieri, oggi presento un'interpellanza che, a volerla dire tutta, non dovrebbe nemmeno essere controversa, perché riguarda un tema che in qualunque amministrazione moderna dovrebbe essere considerato normale: controlli, presidi, compliance, trasparenza organizzativa. Invece, quando si parla di Casinò succede spesso una cosa curiosa: tutti dicono che è un asset strategico, tutti ricordano quanto pesa per l'economia e l'occupazione, però poi appena si entra nel merito dei controlli si alza una specie di nebbia per cui tutto è complicato.
Io oggi vorrei fare una cosa molto semplice: fare delle domande chiare e, se possibile, pretendere delle risposte chiare. Perché il Casinò de la Vallée è un asset strategico regionale e la sua credibilità dipende anche dalla solidità dei presidi di controllo interno, di compliance, di prevenzione del rischio di riciclaggio.
Nel corso del 2025 sono emerse criticità e interrogativi pubblici sull'efficacia delle procedure di controllo, anche a seguito di un'inchiesta penale in corso.
Lo voglio dire subito, così evitiamo l'equivoco: quest'interpellanza non è un processo, l'accertamento di eventuali responsabilità penali compete all'autorità giudiziaria, noi non abbiamo né titolo, né interesse, a sovrapporci a quel lavoro.
Ma alla Regione, e quindi alla politica, spetta un'altra responsabilità molto più concreta: garantire la correttezza della governance e l'efficacia dei controlli amministrativi e organizzativi. Perché se una partecipata pubblica ha un problema serio di reputazione, quel problema non resta confinato in un bilancio, si porta dietro la credibilità delle istituzioni; e la tutela della legalità, della reputazione delle istituzioni e la corretta gestione delle partecipate regionali impongono un rafforzamento immediato e verificabile dei presidi di controllo.
A questo punto, Presidente, permettetemi una puntualizzazione, perché non vorrei che qualcuno provasse a trasformare quest'interpellanza nella solita caricatura secondo la quale tutto è da criminalizzare. No, secondo noi non esiste un automatismo per cui "contante uguale riciclaggio". Sarebbe una semplificazione comoda, ma sbagliata.
Anzi, chi conosce bene le dinamiche operative di una casa da gioco lo dice chiaramente: molti clienti usano il contante per ragioni del tutto normali, riservatezza, opportunità, perfino per non avere tracce bancarie che possono complicare i rapporti con istituti di credito, con la famiglia, o anche solo per discrezione personale.
Se vogliamo essere sinceri fino in fondo, c'è anche un dato strutturale: una casa da gioco vive di un flusso dove entra contante e ne esce meno, perché altrimenti sarebbe un suicidio economico.
Nessuna demonizzazione del contante, quindi, però - e qui invece viene la parte seria: proprio perché non vogliamo criminalizzare nessuno dobbiamo avere un sistema capace di distinguere la normalità dall'abuso, perché il problema non nasce dal contante in sé, il problema nasce quando si incrociano le modalità, quando entrano titoli ed esce contante, o viceversa. È lì che un flusso può cambiare natura.
Questa interpellanza parte da un principio molto semplice: indipendentemente dalle future scelte sulla governance della Casa da gioco (esternalizzazione, gestione pubblica, gestione mista) appare indispensabile aumentare e rendere più efficaci i controlli della Regione sul Casinò, perché un sistema di controllo serio è fatto di cose precise, procedure, responsabilità chiare, frequenze di verifica, rendicontazione periodiche, audit, tracciabilità e soprattutto capacità di correggere.
Ed è esattamente per questo che oggi facciamo quattro domande molto semplici.
La prima: "Quali sono, allo stato attuale, i presidi di controllo e di compliance attivati presso il Casinò de la Vallée?". Non chiediamo un romanzo, semplicemente chiediamo un elenco.
La seconda è quella che spesso separa la realtà dalle buone intenzioni: "Quali sono i soggetti responsabili del livello di presidio, interni ed esterni, oggi incaricati delle attività di controllo e verifica e con quale frequenza vengono svolte le principali attività di monitoraggio e rendicontazione?" Perché "controlliamo" è una parola molto comoda e bella, ma senza sapere chi, come e quando, è soltanto una formula.
La terza domanda è politica, ma è anche la più logica: "Se la Giunta ritenga tali presidi complessivamente sufficienti e adeguati rispetto al livello di rischio e alle criticità emerse; e, in caso contrario, quali interventi di rafforzamento intenda adottare con indicazioni di tempi e priorità". Qui non esistono vie di mezzo: o ci sono oppure non ci sono.
Arriviamo alla quarta domanda, che secondo me è la più importante: "Se la Giunta intenda attivare una verifica esterna indipendente, cioè l'audit, sui presidi di controllo e sulle procedure di compliance finalizzate esclusivamente alla valutazione dell'assetto organizzativo e dei flussi di controllo, senza interferire nell'inchiesta penale in corso e senza accesso agli atti coperti da segreto istruttorio".
Non c'è nessuna invasione di campo, non c'è nessun rischio di intralcio, noi non vogliamo assolutamente entrare, lo abbiamo già detto, in indagini in corso. Non stiamo chiedendo documenti coperti da segreto, stiamo chiedendo una cosa molto più normale: una verifica indipendente sui processi.
Qui mi permetto un'immagine semplice: un audit esterno non è un'accusa, è una cintura di sicurezza; in un settore dove il rischio non è teorico e dove la reputazione può accollare in un attimo, una cintura di sicurezza non è un optional.
Aggiungo un punto che trovo particolarmente rilevante. Chi conosce davvero le dinamiche del gioco sa che certi comportamenti non li intercetti con la singola operazione, perché possono essere frazionati, distribuiti e invisibili nella serata. Serve una capacità di lettura nel tempo, serve esperienza, serve metodo, e un audit esterno serve a capire se quel metodo esista davvero.
In altre parole, il riciclaggio seriale non lo intercetti con una fotografia, ma lo intercetti con un film.
Qui non si tratta di attaccare nessuno, né il Casinò, né tanto meno chi ci lavora. Anzi, questa interpellanza dovrebbe essere letta come un atto di tutela. Tutela per i lavoratori: perché nessuno merita di lavorare in un contesto in cui, se qualcosa va storto, la prima reazione è il silenzio o lo scaricabarile; tutela per la Regione: perché non possiamo permetterci che un asset strategico diventi un problema permanente; tutela anche per la stragrande maggioranza dei clienti, che non meritano di essere confusi con poche persone di malaffare.
Presidente -Per la risposta, la parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) -Per quanto riguarda le prime due domande, il Casinò de la Vallée comunica che l'azienda è dotata di un sistema di governance e di controllo interno articolato, in conformità al quadro normativo applicabile. La gestione è affidata all'organo amministrativo responsabile dell'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile. Il Collegio sindacale esercita le funzioni di vigilanza previste dalla legge, garantendo la legittimità, la correttezza amministrativa e l'adeguatezza dell'assetto organizzativo.
La revisione legale dei conti e la garanzia dell'affidabilità delle informazioni economico-finanziarie è svolta da una società di revisione indipendente ed effettua controlli periodici e la revisione annuale del bilancio.
La società ha adottato un modello di organizzazione e gestione del controllo ai sensi del decreto legislativo 231/2001, volto alla prevenzione dei reati rilevanti per l'attività svolta, e ha istituito un organismo di vigilanza dotato di autonomi poteri d'iniziativa e di controllo, incaricato di vigilare sull'efficace attuazione del modello e di proporne l'aggiornamento.
Sono inoltre attivi presidi di compliance normativa e un codice etico, che definisce i principi di legalità, correttezza e trasparenza, cui devono attenersi amministratori, dipendenti e collaboratori.
L'organismo di vigilanza svolge verifiche periodiche sull'attuazione del modello di organizzazione, gestione e controllo e presenta relazioni trimestrali all'organo amministrativo, segnalando eventuali criticità e proposte di miglioramento.
La Casa da gioco informa inoltre che, in relazione agli obblighi in materia di prevenzione del riciclaggio, vengono applicate le disposizioni di cui al decreto legislativo 231/2007, attraverso procedure di adeguata verifica della clientela, sistemi di tracciabilità delle operazioni di gioco e finanziarie, attività di monitoraggio delle operazioni sospette e adempimento degli obblighi di segnalazione alle autorità competenti, integrate nei controlli operativi e nei sistemi di sicurezza.
Per verificare che le procedure interne siano effettivamente rispettate e che i presidi di compliance operino in maniera efficace, vengono regolarmente svolti audit sia programmati, sia a campione, attraverso l'area "Procedure interne, auditing e organizzazione aziendale".
Nel 2024, anno di avvio di tale progetto strutturato, l'attività è stata svolta con il supporto della società esterna AD inoltre, 179 dipendenti hanno partecipato all'attività formativa whistleblowing nell'ottobre del 2025.
Per quanto riguarda le ultime due domande, infine, come già precisato in altre occasioni non è compito del governo regionale sostituirsi all'organo amministrativo della società, il quale opera nell'autonomia gestionale e decisionale riconosciutagli dalle leggi e dallo statuto societario. Ogni attività di gestione e controllo rientra pertanto nella responsabilità degli organi della stessa Casa da gioco.
Presidente -Per la replica, ha chiesto la parola il collega Centoz.
Centoz (PD-FP) -Grazie, signor Presidente, anche per la dettagliata elencazione di tutto ciò che è stato fatto. Mi prenderò la briga di andarla a riascoltare perché ha dato una serie d'informazioni, anche molto dettagliate.
Sono ovviamente contento che ci siano stati tutti questi controlli, formazione e tutti questi dati, evidentemente sorge un problema: se ci sono tutti questi controlli, se tutto funziona bene, non dovrebbe succedere quello che leggiamo sui giornali. Però può darsi che, pur facendo le cose benissimo, anche oltre il bene, ci siano dei punti che vanno rivisti.
Mi prendo la briga di riascoltare il suo intervento in maniera puntuale, così cercherò di capire meglio.
