Oggetto del Consiglio n. 192 del 28 gennaio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 192/XVII - Interrogazione: "Sanzioni nelle aree del Parco del Mont Avic: forse stiamo esagerando?".
Aggravi (Président) -Point n° 11 à l'ordre du jour. Pour la réponse, la parole à l'assesseur Sapinet.
Sapinet (UV) -Il collega chiede quante siano le sanzioni disposte a escursionisti che si sono allontanati per più di 20 metri dal sentiero segnalato.
Prima di dare risposta l'iniziativa del collega mette in evidenza fatti accaduti negli ultimi mesi sui quali non abbiamo ricevuto segnalazioni ufficiali, ma credo che tuttavia sia importante assolutamente approfondire i fatti ricordando l'importanza di mantenere un comportamento rispettoso delle regole all'interno di un'area protetta, ma allo stesso modo anche quello di riuscire a far rispettare tali regole con buon senso e con un rigore che va calibrato nella modalità più corretta, quindi tradotto applicando quello che chiamiamo il buon senso.
L'Ente Parco ci trasmette la risposta al primo quesito con i dati, gli approfondimenti fatti e ci dicono che nel corso del 2025, nel territorio del Parco naturale del Mont Avic, sono state elevate complessivamente 114 sanzioni amministrative, che, riferite al numero di fruitori stimato in circa 50 mila presenze annue, rappresentano lo 0,2% dei visitatori.
Rispetto al dettaglio delle sanzioni amministrative comminate, su 114 sanzioni, l'Ente Parco ci dice che la violazione specifica oggetto dell'interrogazione, ovvero il transito fuori dal sentiero, ha riguardato 19 casi, quindi pari all'1,5% degli interventi di Polizia e vigilanza sulle regole e di 16,7 del totale delle sanzioni. Si ricorda che il divieto di lasciare e uscire dal sentiero è misura necessaria per non disturbare la fauna, non danneggiare la vegetazione prevista dall'articolo 15 del regolamento del Parco, che, tuttavia, prevede deroghe: ad esempio, una deroga dove è tollerato il passaggio entro 20 metri dal sentiero.
Va detto che l'attività dell'Ente Parco e il servizio del guardiaparco, a fronte del notevole afflusso turistico che ci indicano in 50 mila presenze annue, ma è un numero cautelativo che riteniamo sottostimato, l'Ente Parco e il suo servizio di sorveglianza, sono impegnati in un complesso lavoro di gestione, di educazione, di tutela del territorio e la stragrande maggioranza dei fruitori ha un rispetto delle regole e adotta le buone pratiche di fruizione, una fruizione consapevole. Il 70% delle attività dei guardiaparco riguarda la sorveglianza preventiva, la deterrenza, la fase informativa all'utenza, mentre le azioni di contrasto agli illeciti e di polizia incidono circa il 7,8% sulla totale attività, a dimostrazione quindi di un approccio prevalentemente educativo e preventivo supportato da una capillare attività di divulgazione tramite segnaletica, tramite dépliant, tramite i canalisocialche viene intensificata fin dall'approvazione del piano di gestione del 2018.
In merito alle lamentele citate nell'interrogazione, abbiamo chiesto anche su queste informazioni all'ente, che ha ricevuto lo scorso anno otto segnalazioni, tra queste ci hanno sottolineato un caso che si è distinto per un atteggiamento estremamente aggressivo e irrispettoso da parte del trasgressore nei confronti del personale di sorveglianza e da configurare potenziali reati quali oltraggio a pubblico ufficiale.
Secondo quesito: "cosa sia stato fatto dall'Amministrazione regionale dopo aver ricevuto le segnalazioni degli escursionisti", come dicevo, alcuna segnalazione è pervenuta alla struttura competente da parte di escursionisti. L'Ente Parco, va detto, non è tenuto a trasmettere le sanzioni come atto, il contenzioso, a seguito di eventuali opposizioni presentate ai sensi della legge 689/1981, viene gestito dagli uffici regionali competenti e ad oggi non risultano pervenute all'Ente Parco richieste di controdeduzioni da parte di agenti accertatori.
I dati sopra forniti permettono di escludere esagerazioni, di affermare che le sanzioni restano uno strumento residuale, questo ci dicono i numeri, che viene applicato quando l'attività di prevenzione e il buon senso non sono sufficienti a garantire la tutela di un patrimonio naturale, che, di fatto, appartiene a tutti. Va detto che sempre più si riscontra un aumento nella frequentazione della montagna e su questo ovviamente non possiamo che essere soddisfatti, è uno dei nostri obiettivi; con l'aumento delle presenze aumentano inevitabilmente anche le varie criticità, le varie problematiche che si possono tradurre in diverse situazioni, a volte anche impegnative, che vengono affrontate e risolte grazie al contributo all'attività, in questo caso dei guardiaparco, ma di vari e diversi enti che permettono ai turisti e ai residenti una serena e sicura fruizione del territorio montano. È con questi attori che il Governo regionale continuerà a lavorare per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.
Presidente -Per la replica, la parola al collega Carrel.
Carrel (ADC) -Grazie Assessore per i dati che ci ha illustrato, che sono sicuramente utili a capire l'azione dei guardiaparco, che è un'azione sicuramente fondamentale e, dai numeri che ci ha evidenziato, è un'azione in minima parte dedicata all'attività sanzionatoria, bensì la maggior parte del tempo e delle risorse umane sono dedicate, giustamente ribadisco, a un'attività invece di informazione e di illustrazione delle giuste regole da tenersi all'interno del Parco.
Io ho fatto quest'interrogazione dal titolo anche un po' provocatorio perché ci sono arrivate delle segnalazioni a livello personale, ma soprattutto perché il CAI, sezione Rivarolo, suisocialha appositamente fatto unpostad hoc dove ha segnalato, per alcuni soci del CAI appunto, degli atteggiamenti che riteneva non consoni o, meglio, eccessivi da parte dei guardiaparco. Io credo che questo sia un aspetto da attenzionare per l'immagine del Parco e dei parchi, perché, se vogliamo, da un certo punto di vista, incrementare il numero dei turisti che frequentano i nostri parchi è ovvio che è una cattiva pubblicità di cui dobbiamo sicuramente fare attenzione.
Inoltre ho avuto modo di contattare alcune delle persone che sono state sanzionate, io non so se si riferisce a una di queste otto segnalazioni o se si riferisce, come lei ha detto, al Signore che è stato più violento o comunque ha avuto degli atteggiamenti poco consoni. Quello che so è che però ho qui unamail, e non sono solito assolutamente né leggere le mail, né portare il caso singolo, che è stata mandata al presidente della Regione e al vice presidente Luigi Bertschy il 21 agosto 2025, ovviamente è sulle mail personali e alla Presidenza, quindi non al Dipartimento, ma è comunque una segnalazione che è pervenuta e, se vorrà, gliela inoltrerò in modo che si possa dare un riscontro anche a questa casistica. Io credo che il buon senso sia la regola n. 1 di ogni legge e di ogni norma che possiamo adottare e che è corretto adottare all'interno dei parchi naturali. Talvolta il buon senso non sempre viene rispettato, e questo vale da ambo le parti, e perdere il buon senso poi rischia di essere pericoloso sia per il turista che per chi invece è chiamato a far rispettare le regole.
Quest'iniziativa quindi aveva proprio questa finalità, se mi permette, le inoltrerò questa segnalazione e le chiedo gentilmente di attivarsi tramite il Parco, perché so che questa segnalazione è già stata inviata anche al Parco, semplicemente per dare una risposta chiara e corretta dell'accaduto e andare a identificare quali sono le responsabilità del singolo e, oserei anche spingermi oltre, evitare che organismi importanti come il CAI sezione Rivarolo o altre associazioni scrivano sui propri profili delle cattive pubblicità di fatto dei nostri parchi a cui noi teniamo ma che, dall'altra parte, vogliamo essere frequentati dai turisti.
