Oggetto del Consiglio n. 189 del 28 gennaio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 189/XVII - Interrogazione: "Lupo e stambecco come procede il lavoro avviato nella scorsa legislatura?".
Aggravi (Président) -Point n° 8 à l'ordre du jour. Pour la réponse, la parole à l'assesseur Girod.
Girod (UV) -Intanto ringrazio il collega Carrel per avermi dato l'opportunità di parlare di un argomento delicato quale il lupo, saprete tutti che stanno circolando proprio in questi giorni suisocialdelle foto sul cervo sbranato nel cimitero di Allein o le riprese del lupo malato in giro per Cogne.
Per quanto riguarda la prima questione posta, come lei ha già ricordato nelle premesse dell'interrogazione, la Giunta a luglio del 2025 ha approvato il protocollo sperimentale per la gestione del lupo in Valle d'Aosta, in attuazione della legge 11/2021. Tale protocollo ha definito le misure e le azioni che consentono di prevenire e, quando necessario, gestire efficacemente le situazioni critiche causate dalla presenza di lupo sul territorio regionale. Vorrei proprio precisare che si può intervenire laddove si parla di lupo dannoso o lupo confidente. Per lupo confidente si intende quei lupi che hanno perso la diffidenza verso l'uomo, quindi non è che possiamo decidere di andare ad abbattere il lupo se non sono dei lupi confidenti o dannosi. I tecnici di ISPRA, nelle varie interlocuzioni avute con gli uffici dell'Assessorato nel corso del 2025, hanno fornito informazioni e i modelli per lo scambio di dati, come previsto ovviamente da protocollo, dati che sono stati forniti a ISPRA in modo di essere tempestivi nella procedura quando ci sarà la possibilità di intervenire.
L'Italia ha ora aggiornato il DPR 357/97 che recepisce la direttiva Habitat, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo che sposta il lupo dalla specie di interesse comunitario e da proteggere, quindi dall'allegato D, a quelle in allegato E, che include le specie per cui possano essere previste misure di gestione e di prelievo.
È ora in fase di approvazione, ai sensi della legge Montagna, il decreto ministeriale che stabilisce il numero dei lupi abbattibili per ogni regione nel 2026. Per la nostra Regione sono previsti tre esemplari. Nel momento in cui sarà approvato anche questo documento, sarà possibile procedere alla gestione del lupo entro gli strumenti ordinari dell'articolo 19 della legge 157/1992, ovvero piano di controllo numerico annuale, motivati da validi motivi e a fronte dell'inefficacia dei metodi di prevenzione.
In relazione al secondo quesito riguardante la segnalazione dei lupi confidenti, al momento attuale non risultano casi in Valle d'Aosta di lupi che possano rientrare nella famosa definizione di lupi confidenti, così come previsti dal protocollo, però negli ultimi anni, lo sapete tutti, l'ufficio Flora e Fauna ha registrato diversi episodi puntuali di avvicinamento ai centri abitati, che non hanno però delineato comportamenti stabilmente problematici per essere inseriti appunto nella specie dei lupi confidenti.
Ci sono state diverse segnalazioni, non sto a elencarvele, in tantissimi comuni: Arvier, Valgrisenche, Challand-Saint-Anselme, La Magdeleine, Chamois, Gignod per arrivare ai primi di gennaio nel centro abitato di Gressoney-La-Trinité piuttosto che Cogne. Nel caso di Cogne oltretutto hanno provato a fare alcuni tentativi di cattura, purtroppo non riusciti. Vedremo in futuro che cosa riusciremo a fare e se ci sarà la possibilità di fare in modo che alcuni di questi lupi possano rientrare nei lupi confidenti e poter attivare il protocollo.
Per quanto riguarda il piano sullo stambecco, il tecnico incaricato, come previsto dal contratto, ha provveduto a consegnare agli uffici regionali a fine del 2025 il documento tecnico relativo alle azioni per una possibile gestione dello stambecco in Valle d'Aosta, oltre a monitorare la discussione attualmente in corso a livello parlamentare, che prevede alcune modifiche alla legge 157/1992, tra cui appunto l'introduzione dello stambecco tra le specie cacciabili. Abbiamo comunque provveduto a inviare all'ufficio competente la richiesta di valutare la realizzazione di una bozza di norma di attuazione da sottoporre all'attenzione della Commissione paritetica per inserire lo stambecco tra le specie cacciabili nella legge regionale 64/1994. L'iter quindi è avviato, ma non è possibile esprimere con precisione una tempistica definitiva.
Presidente -Per la replica, la parola al consigliere Carrel.
Carrel (ADC) -Grazie Assessore. Quest'interrogazione vuole capire le azioni che abbiamo posto in essere nella scorsa legislatura, come stanno avanzando e partiamo dalla legge regionale 11/2021, che è stata approvata quando all'Assessorato vi era il collega Sapinet, su proposta del primo firmatario Rollandin e insieme ai colleghi della Lega avevamo fatto una proposta che poi è stata emendata e avevamo messo il primo tassello di questa lunga storia della gestione del lupo in Valle d'Aosta, permettendo con legge una gestione del lupo e già lì fu un passo avanti, un passo avanti non utile e definitivo sicuramente, ma un passo che ci ha permesso di lavorare con anticipo rispetto ai tempi che invece sono stati utilizzati dalla legislazione nazionale e dai tavoli interregionali e nazionali. Questo perché il piano lupo poi è stato un tema che ha affrontato sia l'assessore Sapinet prima e poi io direttamente, un piano che a livello nazionale non trovava mai l'unanimità necessaria per diventare a tutti gli effetti reale e utile a un'attuazione, quindi cosa abbiamo fatto come Regione Valle d'Aosta? Abbiamo incaricato un tecnico, questo tecnico, insieme all'Ufficio Fauna, ha elaborato il piano di gestione del lupo che siamo riusciti a discutere con il Tavolo tecnico lupo il 4 aprile del 2025 e il 23 luglio del 2025. ISPRA ci ha dato un parere positivo il 24 luglio del 2025 e il 28 luglio abbiamo approvato la delibera.
L'iter che lei ha ben rappresentato a livello nazionale coincideva all'incirca su questo termine, quindi la legge che abbiamo approvato nel 2021 ci ha permesso di portarci avanti notevolmente con i tempi per approvare il piano lupo. So che in diverse interlocuzioni, che giustamente lei ha tenuto con varie associazioni di categoria, il tema lupo è un tema su cui ha insistito molto e le dico che gli strumenti ce li ha già, ce li ha sulla scrivania, dobbiamo cercare di attuarli. Come attuarli? Ebbene, la distanza di 30 metri dagli abitati e dalle persone credo sia sufficiente un po' di monitoraggio per verificarlo, non basta comunicare a ISPRA, abbiamo bisogno delle relazioni, perché, se noi non monitoriamo almeno una zona e non trasformiamo i Comuni in Comunihotspot, secondo il piano di gestione del lupo, non potremo mai dare delle risposte concrete al territorio. Sono solo tre? Sì, attualmente nel piano di gestione sono solo tre, ma iniziamo a gestire queste tre, iniziamo a dare delle risposte concrete. Gli strumenti ce li ha, glieli abbiamo predisposti nella scorsa legislatura, ora spetta a lei, attraverso l'Ufficio Fauna e il Corpo forestale, con la loro professionalità, a cercare di tradurre il tutto in relazioni da mandare a ISPRA. Senza questo tassello ovviamente il piano lupo rimane un documento importante e utile, ma non attuale e attuabile ed è questo che noi ci auspichiamo.
Per quanto riguarda lo stambecco, apprendo dalle sue parole una buona notizia, la maggioranza è compatta e la maggioranza tutta assieme vuole andare a richiedere una gestione dello stambecco. Nella scorsa legislatura avevamo lasciato una frase aperta all'interno del piano faunistico dando la possibilità e avevamo affidato al tecnico l'incarico di elaborare il piano di gestione dello stambecco. Avevamo preso anche l'impegno di relazionare in Commissione in merito a questo piano dello stambecco, se ne avrà la volontà, sicuramente la Commissione sarà lieta di ascoltare gli studi, ma lei ci ha detto che già come maggioranza vi state spingendo oltre, quindi state andando a chiedere la modifica delle leggi per poter andare nella direzione di aprire la caccia allo stambecco. Mi auguro che questo sia possibile, ovviamente prima di tutto tecnicamente,quando avevo i dati… era una possibilità concreta e sicuramente non creavamo nessun tipo di danno, sicuramente su questo tema continueremo a insistere e la invitiamo a venire in Commissione a relazionare in merito anche al piano di gestione dello stambecco.
