Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 152 del 14 gennaio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 152/XVII - Interpellanza: "Intendimenti della Giunta regionale in merito al coinvolgimento delle minoranze nelle prossime variazioni di bilancio e al rispetto degli impegni assunti in sede di approvazione del bilancio di previsione".

Aggravi (Presidente) -Punto n. 31 all'ordine del giorno.

Per l'illustrazione ha chiesto la parola, e ne ha facoltà, il collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Apro una piccola parentesi; grazie all'assessore Lotto, invito tutta la Giunta e tutta la maggioranza a prendere esempio dai giovani, quando ha detto: "Mi impegno con i colleghi a portare il dibattito nel Consiglio e a cercare di coinvolgere il Consiglio nelle decisioni" eccetera, sarebbe una bella cosa, sarebbe una novità per questa legislatura ma diciamo che potrebbe essere che per una volta i giovani possano dettare anche l'agenda.

Per quanto riguarda quest'interpellanza, questa nasce da una domanda molto semplice ma tutt'altro che marginale: quali sono oggi gli spazi reali di ascolto, di trasparenza e di confronto tra maggioranza e minoranza? Su che cosa in questo caso? Non sul vostro accordo tra Forza Italia e Union Valdôtaine ma sul bilancio, quindi rimaniamo a cose concrete non alla fuffa.

Lo dico con chiarezza, anche a beneficio di qualche collega che ci definisce "Nostalgici della maggioranza", non è una iniziativa nostalgica, non è una rivendicazione sul passato e, tra l'altro, dopo l'articolata risposta del Presidente alla mia precedente interpellanza ho chiaro quale sarà il luminoso futuro di questa maggioranza. Quindi, voglio togliere ogni dubbio rispetto a una volontà di rientrare a tempi brevi in maggioranza e vi lascio gestire queste dinamiche interne allegre.

È soltanto questa una richiesta di coerenza istituzionale rispetto a quanto è stato affermato pubblicamente in quest'Aula e mi spiego: durante la discussione sul bilancio di previsione nel mese di dicembre, le minoranze hanno presentato oltre 50 ordini del giorno, credo fossero 56 mi sembra.

Proposte diverse tra loro, certamente, ma nella gran parte dei casi non si trattava, ho ascoltato il lungo dibattito, di testi ideologici o provocatori. Erano proposte che chiedevano applicazioni concrete del bilancio, orientamenti, priorità, attenzioni specifiche. Nel nostro caso, ovviamente, e parlo a nome del nostro gruppo, alcuni ordini del giorno chiedevano anche una certa coerenza e continuità rispetto alle scelte dell'ultimo quinquennio, sulle quali mi si permetta un giudizio sostanzialmente positivo, ma la maggioranza a quelle proposte cosa fece? Scelse di respingerle tutte in blocco, rinviando tra l'altro poi la discussione a successivi appuntamenti.

Una scelta politicamente legittima ma a quella scelta è stata associata una motivazione altrettanto chiara. Ci è stato detto più volte, non so se vi ricordate, che quel bilancio aveva un carattere prettamente tecnico, si è detto tecnico ma è anche un bilancio politico, che l'urgenza era sostanzialmente di arrivare al bilancio per evitare l'esercizio provvisorio e che il vero spazio di confronto politico sarebbe arrivato con le variazioni di bilancio, con gli assestamenti, cioè con le manovre finanziarie in corso d'anno, e ci è stato anche detto a più riprese che le altre discussioni sarebbero state la sede di un "confronto franco e trasparente", riporto proprio le parole testuali, con le minoranze.

Non l'ha detto un Consigliere isolato, non l'ha detto un singolo Assessore, ma l'hanno detto praticamente tutti coloro che sono intervenuti, l'ha detto anche, nei suoi scarsi e brevi interventi, il Presidente della Regione, è stato detto in modo esplicito in Aula da tutti coloro che sono intervenuti a nome della maggioranza.

Ecco perché quest'interpellanza non nasce da sfiducia preventiva, diciamo così, ma da una domanda legittima e lineare.

Quelle affermazioni, fatte da tutta la maggioranza senza eccezioni, rappresentavano un impegno politico reale o erano semplicemente funzionali a superare la fase del bilancio? Il punto credo che sia tutto qui.

Nessuno chiede alla maggioranza, sia ben chiaro, di delegare le proprie scelte alla minoranza, sarebbe assurdo chiederle perché la responsabilità politica resta vostra, come d'altronde è giusto che sia, ma se si afferma che le prossime manovre di bilancio saranno uno spazio di confronto allora quel confronto deve essere reso possibile nelle sue condizioni concrete.

Le condizioni sono molto semplici: accesso tempestivo alla documentazione perché altrimenti è inutile fare le affermazioni di principio; trasparenza sugli spazi finanziari effettivamente disponibili, cioè bisogna avere i dati prima, non dopo; condivisione delle linee di priorità prima che le decisioni siano già definite, non dopo; possibilità per tutto il Consiglio - come avvenne, peraltro, nella prima legislatura di cui ho avuto l'onore di partecipare, perché lì, malgrado si dicesse o si facessero tante illazioni su un certo autoritarismo, però avevamo sempre dati, confronti nell'ultimo quinquennio, avevamo un po' di tutto - di discutere nel merito, non soltanto di ratificare testi già confezionati.

Questo lo dico e lo ribadisco non è un modo per cambiare i rapporti di forza politici, si tratta di qualità democratica del processo decisionale e lo dico con franchezza ma senza alcuna polemica personale. Chi ha esperienza di meccanismi di costruzione delle manovre di bilancio, come il sottoscritto, per esempio sa che spesso le decisioni si concentrano in pochissime sedi e arrivano come? Arrivano in Aula - lo dico per i colleghi neo insediati - quando i margini di intervento sono già molto ridotti, almeno così, ripeto, è avvenuto nel quinquennio precedente.

Proprio per questo, quando in Aula si afferma la volontà di inaugurare una fase nuova, più trasparente, più partecipata e più rispettosa del ruolo del Consiglio, quelle dichiarazioni assumono un valore politico preciso, che credo sia utile, e lo dico proprio avendo partecipato nello scorso quinquennio alla maggioranza in qualità di Assessore, anche per i colleghi di maggioranza che sono normalmente confinati a un ruolo marginale nelle strategie sottese alle manovre di bilancio e, posso dirlo, anche di alcuni componenti della Giunta.

Con questa iniziativa vi stiamo facendo un favore sostanzialmente che, per quello che ho potuto vedere io, si trovano quasi sempre a doversi confrontare sui propri bilancini dei Dipartimenti di competenza senza sapere nulla dei bilanci dei colleghi, perché questa è la realtà, e senza sapere chi ha materialmente poi il boccino della situazione; non so se sarà il neo Assessore alle finanze o continuerà a essere il Presidente della Giunta, che cosa ha deciso, di ammettere, di non ammettere, di negoziare, di non negoziare, cioè quel teatrino che generalmente si fa con i soldi pubblici per decidere dove spostare i finanziamenti.

Non ci interessa, quindi, in questa fase l'esito finale delle prossime variazioni di bilancio; per il momento con quest'iniziativa ci accontentiamo di sapere il metodo, di conoscere il metodo, ci interessa capire se davvero ci sarà, rispetto al quinquennio precedente, quindi mi assumo anche la colpa essendoci stato, di un cambio di paradigma e di un cambio di metodo, cioè se il confronto avverrà prima che le decisioni siano cristallizzate, se il Consiglio cioè sarà coinvolto nel percorso, non solo nel momento del voto finale.

Richiamo e faccio mio anche ciò che il collega Jordan ha rappresentato, poi, in sede di discussione del bilancio, quando lui per primo, a nome credo dalla maggioranza o di se stesso, ha richiamato a un nuovo ruolo del Consiglio.

Se lo ha richiamato un componente della maggioranza, credo che lo possiamo richiamare anche noi, magari spostando l'asse anche sulla minoranza, perché poi alla fine qua si tratta semplicemente di spostare l'asse tra ciò che si dice in Aula e ciò che si pratica.

Ripeto, e concludo, credo che se la risposta sarà una risposta di accoglimento rispetto a questa richiesta, che è una richiesta semplicissima, e il fatto di farla probabilmente già dice il clima che si respira qua dentro, ne avranno vantaggio non tanto quelli della minoranza ma penso in primis quelli della maggioranza e anche i componenti della Giunta.

Presidente -Per la replica la parola all'assessore Baccega.

Baccega (FI) -Collega Guichardaz, lei proprio non lo manda giù il fatto che ci sia stato un cambio di paradigma sostanziale e voluto fortemente dagli elettori e credo che non mandi giù neanche il fatto che in questa maggioranza ci siano dei rappresentanti di Forza Italia.

La sua interpellanza mi porta a dover andare un po' a ritroso e proprio per chi ci ascolta, per chi non conosce i percorsi che si devono sviluppare all'interno di questo contesto, è necessario dover fare un minimo di storia.

Proprio il 10 gennaio scorso, e ringrazio il Presidente del Consiglio e l'Ufficio di Presidenza, abbiamo celebrato gli 80 anni trascorsi dalla prima riunione del Consiglio regionale nominato dal Comitato di Liberazione Nazionale.

Da quel giovedì 10 gennaio 1946 va sottolineato che è stato avviato un importante percorso per rendere più partecipata, sempre più condivisa, sempre più trasparente l'attività dell'Assemblea legislativa della Regione autonoma della Valle d'Aosta. Pertanto, a tutti coloro che hanno partecipato e contribuito a rendere quest'attività politica e amministrativa trasparente e condivisa negli anni va il ringraziamento nostro e di tutti i valdostani.

Vorrei, quindi, evidenziare che l'opposizione all'interno del Consiglio regionale della Valle d'Aosta dispone di strumenti che garantiscono il pluralismo, il controllo dell'operato della maggioranza e la partecipazione, strumenti che lei conosce sicuramente bene, ma va ribadito, proprio per chi ci ascolta, quali siano gli strumenti a disposizione dei Consiglieri e che derivano dallo Statuto speciale e dal Regolamento del Consiglio regionale che, sulla base delle esperienze del lavoro sviluppato nelle 16 legislature trascorse, trova anche il modo di aggiornarsi, certamente di migliorarsi, con l'obiettivo di dare l'opportunità al Consiglio tutto di maggioranza o minoranza di lavorare serenamente.

Lo dimostra l'ordine del giorno odierno in discussione, interrogazioni e interpellanze, con le quali si possono richiedere chiarimenti e chiedere al Governo di motivare le proprie scelte e le proprie intenzioni. Sono mezzi di forte pressione dell'opposizione e sono usati in modo molto incisivo.

Inoltre, un altro importante strumento a disposizione è rappresentato dalle mozioni, dove il dibattito politico è certamente più ampio e il confronto aiuta a chiarire le scelte politiche di indirizzo e di dipanare dubbi riguardanti i temi prettamente amministrativi che talvolta impegnano anche il Governo, qualora vi sia condivisione, a intraprendere e magari marcare percorsi su temi politici rilevanti.

Ci sono numerosi esempi che evidenziano quanto sto dicendo, io li ho vissuti nei cinque anni passati, e poi, facendo cenno a dibattiti o comunicazioni, il Consigliere, che sia di maggioranza o di opposizione, ha a propria disposizione altri strumenti, le risoluzioni, gli ordini del giorno, che permettono di marcare un tema e in alcuni casi diventano - ed è stato fatto - occasioni di convergenza, non di fronte a 53 ordini del giorno ma in passato ci sono stati momenti di questo tipo.

Vi è anche un altro momento efficace per condividere, certamente il più efficace sotto il profilo della condivisione e del confronto, ovvero le riunioni delle Commissioni, Commissioni consiliari competenti per materia, dove l'opposizione è sempre rappresentata in ogni Commissione e in ogni Commissione è possibile prevedere la partecipazione esterna di enti, associazioni o comunemente strutture interessate al dibattito sui temi che vengono affrontati.

Cito brevemente altri strumenti, le interrogazioni a risposta immediata, le interpellanze, comunque sono proprio le Commissioni consiliari il vero teatro di confronto, dove si possono chiedere audizioni, dove si possono appunto coinvolgere soggetti esterni, approfondire i temi, ed è lì che i bilanci vanno in qualche modo valutati. Quando si discute di leggi importanti come l'approvazione dei bilanci di previsione, il rendiconto, l'assestamento di bilancio, l'opposizione spesso si propone con una relazione di minoranza, che non sempre tende a stravolgere quanto proposto dalla maggioranza o per sottolineare il dissenso, ma anche per definire o migliorare gli atti.

Perché ho voluto passare in rassegna alcuni strumenti significativi previsti dal nostro Regolamento, che sono certo lei, Consigliere, conosce già molto bene avendo vissuto cinque anni di maggioranza? Perché posso affermare che la Valle d'Aosta si distingue per un utilizzo molto intenso e incisivo degli strumenti a disposizione dell'opposizione, per delineare eventualmente nuove politiche oppure modificare atti o leggi con un uso degli stessi molto alto rispetto a una tabella comparativa che mi sono preoccupato di sviluppare, dove ha visto le Regioni a Statuto speciale tutte e vede la Valle d'Aosta con l'uso delle mozioni alto, con l'uso delle interrogazioni e interpellanze molto alto eccetera eccetera, quindi siamo all'avanguardia da questo punto di vista.

Ciò detto, per quanto riguarda le variazioni di bilancio che saranno presentate, così rispondo ad alcuni suoi quesiti, certamente rispecchieranno il sostegno al programma di Governo che questa maggioranza ha portato all'attenzione del Consiglio regionale e che è stato votato, tutti provvedimenti che di norma andranno in Commissione e sui quali l'opposizione potrà certamente esprimere la propria opinione e la maggioranza, dal canto suo, potrà eventualmente accogliere o meno le suggestioni che perverranno.

Resta inteso che, qualora non si tratti di interventi di estrema urgenza, ovvero quelli che sono determinati da eventi calamitosi, purtroppo ne abbiamo vissuti, le variazioni di bilancio si potranno definire come strumenti di indirizzo politico a sostegno del programma di Governo che questa maggioranza intende portare a compimento, ma soprattutto sulla base delle esigenze dei valdostani e a valutare le priorità.

In sintesi, e chiudo, tirando anche un po' le somme a conclusione di quest'intervento rispetto ai quesiti della sua interpellanza, le opportunità per il vostro coinvolgimento sono ampiamente garantite da quanto il Regolamento ci mette a disposizione come dati numerici, tempistiche, risorse e modalità.

Per fortuna siamo in democrazia e sono lo Statuto speciale e il Regolamento a dare la garanzia per il coinvolgimento di tutti i Consiglieri.

Ribadisco che questo confronto avverrà nelle sedi opportune, ad esempio in Commissione, e certamente in Consiglio regionale.

Mi consenta, però, di ricordare che il bilancio di previsione è stato scaricato in tempi sicuramente ragionevoli e la Commissione competente ha avuto più di un mese a disposizione per gli eventuali approfondimenti.

Ad ogni modo, come avevo detto a dicembre scorso, al momento debito saremo qui a presentare i nostri provvedimenti di variazione con la massima disponibilità all'ascolto ed eventualmente all'accoglimento e alla condivisione di tematiche utili alla collettività.

La nostramissionnon è fare le polemiche, vogliamo evitarle per quanto possibile, vogliamo dare risposte alle esigenze dei valdostani e delle valdostane, non siamo qui insieme e attaccati con i cerotti perché condividiamo in modo chiaro e netto i contenuti.

Non credo e non penso che ci si possa costruire il solito ulteriore tavolo di confronto, ci sono le Commissioni deputate e le decisioni si concentreranno e avverranno sulla base delle reali esigenze delle diverse strutture e dei diversi Assessorati.

Presidente -Per la replica ha chiesto la parola il collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Mi viene difficile rispondere a questa sua replica, anche perché l'ho capita poco sinceramente, ma temo di avere io dei limiti.

L'unica cosa che le posso dire, mentre lei parlava, quando ha esordito dicendo che mi devo rassegnare, guardi che io sono molto rassegnato, anzi, sono proprio contento di servire da pungolo, se può servire, perché ho sempre detto che il ruolo della minoranza è un ruolo importante nei processi democratici. Però, lei non ha visto i sorrisi dei suoi colleghi quando ha detto che gli elettori hanno voluto questo indirizzo perché c'era qualcuno che non se la rideva neanche sotto i baffi, proprio smaccatamente, quindi immagino se qualche suo collega rideva o sorrideva, gli elettori che hanno votato per il nuovo corso dopo cinque anni diversi, e senza nessun preannuncio rispetto a questo, se sono così contenti di questo cambio di maggioranza ma, ripeto, lo vedremo negli atti, ed è per questo che vi stiamo un po' con il fiato sul collo, anche perché vogliamo proprio che questi atti siano non solo delle belle parole ma siano poi anche degli atti concreti.

Lei ha scomodato addirittura l'80esimo, gli 80 anni di storia della Valle d'Aosta, la trasparenza e il controllo. Guardi, eviti di fare le lezioni di storia sull'autonomia perché quando si imbarca e si infogna in lezioni sulla storia dell'autonomia poi, alla fine, rischia di fare delle brutte figure. Lasci che siano i suoi colleghi di maggioranza, i veri autonomisti, a parlare dell'autonomia anche perché dopo la risposta del suo collega e presidente Testolin non credo che le sue lezioni sulla storia dell'autonomia, sulla democrazia, la trasparenza e tutto quanto trovino una buona risposta negli atteggiamenti e nei comportamenti.

Quello a cui abbiamo assistito oggi credo sia tutto il contrario della disponibilità a un franco controllo e a un franco confronto con le minoranze e, glielo ripeto, se ne accorgerà rimanendo dentro penso in questi prossimi cinque anni di grandi risultati per la nostra Valle d'Aosta, si accorgerà che, poi alla fine, con ogni probabilità lei fondamentalmente sarà un po' non dico una pedina ma rientrerà dentro un meccanismo che fintanto che da dentro non provvederete a scalzare, cioè un meccanismo per cui c'è un decisore che fa e disfa e decide poi sulla base anche - come abbiamo potuto vedere prima - dei suoi umori giornalieri, non ci sarà mai questa condivisione così auspicabile che lei evoca facendoci la lezioncina sugli strumenti a disposizione del Consiglio. Non ci sono strumenti validi se, poi, questi strumenti non vengono praticati correttamente.

Voi avete detto in sede di discussione di bilancio che tutti gli ordini del giorno, 56 su 56, rigettati, non uno accettato, due accettati, cioè neanche ilbon gestedi dire: "Va beh, non sono tutte cavolate, magari un paio", avete detto: "Siccome ve li rigettiamo tutti, non rinunciamo alla discussione", siete stati anche generosi nel discutere alle volte ed entrare un po' sul merito, "ma ne discuteremo successivamente perché questo non è il vero bilancio, quindi daremo modo alle opposizioni di intervenire e di dire la loro". Guardi Assessore che con l'aria che tira e con il metodo che è stato instaurato, e che credo sia stato in qualche modo rappresentato prima dal Presidente, questa grande trasparenza non ci sarà né prima né dopo né durante, perché altro che discutere durante, voi scaricherete i vostri bilancini di Dipartimento, arriverà il prodotto preconfezionato in Commissione e su quello dovremo discutere, ma voi avrete già deciso.