Oggetto del Consiglio n. 150 del 14 gennaio 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 150/XVII - Interpellanza: "Sicurezza e prevenzione dei furti: sviluppi successivi alla precedente interpellanza e iniziative della Giunta dopo i recenti fatti di cronaca".
Aggravi (Presidente) -Punto n. 29 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione la parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) -Presidente, colleghi e colleghe, torno su questo tema con un senso di responsabilità istituzionale ma anche con una certa franchezza, perché quello che è accaduto ad Arnad e in altri comuni della Bassa Valle nel mese di dicembre non può essere archiviato come un semplice episodio di cronaca; non è solo una sequenza di furti, è un campanello d'allarme politico e lo dico subito, non per criminalizzare nessuno, non per fare processi sommari, ma perché quando una comunità reagisce come ha reagito ad Arnad significa che qualcosa, nel rapporto tra cittadini e Istituzioni, si è incrinato.
A novembre, in risposta a una mia precedente interpellanza, il Presidente ha fatto un intervento che voglio richiamare con correttezza. Ha chiarito, giustamente, che le competenze operative sono delle Forze dell'ordine, ha ricordato che la Regione non ha poteri sostitutivi e ha annunciato che la Regione si sarebbe fatta promotrice di tavoli di confronto con le Amministrazioni locali e le Forze dell'ordine per condividere le azioni in atto e informare la comunità su ciò che si stava facendo. Ha, inoltre, richiamato il supporto ai Comuni per l'accesso ai finanziamenti sulla videosorveglianza.
Ora, Presidente, io non contesto una sola parola di quella risposta, il problema è un altro: quella risposta oggi non basta più perché tra novembre e dicembre non è successo nulla, è successo qualcosa di peggio.
La percezione di insicurezza è cresciuta, i furti sono continuati e la popolazione è arrivata a organizzarsi autonomamente, sfiorando episodi che, diciamolo, hanno messo a rischio l'ordine pubblico e la sicurezza delle persone.
E qui dobbiamo dirci la verità, anche se è scomoda, quando i cittadini arrivano a cercare i ladri nei boschi, a bloccare le strade, a organizzare ronde improvvisate, non siamo più nel campo della semplice inefficacia, siamo nel campo della perdita di fiducia, e questo è un problema politico enorme.
A questo punto, permettetemi due considerazioni: se la risposta della Regione alla paura dei cittadini è: "Abbiamo fatto un tavolo, abbiamo spiegato cosa fanno le :orze dell'ordine, abbiamo aiutato a compilare dei bandi", allora abbiamo il dovere di dirci che stiamo confondendo il ruolo amministrativo con il ruolo politico, perché un tavolo di confronto non è un'azione di sicurezza, un comunicato rassicurante non è un presidio sul territorio, una domanda di finanziamento non è una risposta immediata. Sono tutte cose utili, ma sono azioni di supporto e non azioni di Governo di un problema.
Io credo che oggi il tema non sia più di chi è la competenza, il tema è: chi si assume la responsabilità politica di dare una risposta credibile ai cittadini?
Perché se la risposta è sempre e solo: "Non è competenza nostra", allora la domanda che dobbiamo porci è brutale ma legittima: a cosa serve la Regione in una situazione come questa?
Ve lo dico senza polemica, la Regione non è solo un ufficio di accompagnamento dei Comuni, è un livello di Governo anche quando non ha competenza diretta, ha il dovere di costruire risposte, di pretendere interventi, di coordinare, di rafforzare, di farsi carico del problema.
Non basta informare la comunità di ciò che le Forze dell'ordine stanno facendo, perché se la comunità arriva a reagire così significa che sapere non basta più, serve vedere, vedere una presenza rafforzata, un presidio più visibile, una risposta tempestiva, un messaggio chiaro che dica: "Qui le Istituzioni ci sono adesso".
Per esempio sulla videosorveglianza, anche qui consentitemi un po' di realismo, la videosorveglianza è uno strumento, non è una politica di sicurezza, le telecamere non inseguono nessuno, non fermano i ladri, non tranquillizzano la comunità in tensione se non sono accompagnate da interventi rapidi e visibili.
Se la risposta della Regione si ferma al "Vi aiuteremo a mettere le telecamere", allora stiamo spostando il problema in avanti scaricando sui Sindaci e sulle comunità locali e questo, francamente, non è accettabile.
La mia interpellanza, quindi, nasce da qui, dalla sensazione che la Regione stia esercitando un ruolo notarile mentre i cittadini chiedono un ruolo politico.
Io non chiedo alla Regione di fare il lavoro della Polizia o dei Carabinieri, chiedo alla Regione di fare il lavoro della Regione e significa molto concretamente: chiedere e ottenere i rafforzamenti temporanei dove serve, pretendere una presenza visibile nelle fasi di maggiore criticità, coordinare davvero le azioni dei Comuni e non soltanto informarle, comunicare ai cittadini non solo che stiamo facendo, ma cosa cambia realmente da oggi, perché la vera domanda che arriva dalla comunità non è "Di chi è la competenza?" ma "Posso dormire tranquillo questa notte?", e su questo, possiamo dircelo, le rassicurazioni generiche non funzionano più.
Chiudo con una riflessione politica che credo riguardi tutti, maggioranza e minoranza: la sicurezza non è solo un tema di ordine pubblico, è un tema di tenuta democratica.
Quando lo Stato appare distante, quando le Istituzioni sembrano rifugiarsi dietro le competenze, quando la risposta è sempre "Stiamo monitorando", allora lo spazio viene occupato da altri, dalla paura, dalla rabbia, dalla giustizia privata e quella è una strada pericolosa che va fermata prima e non dopo.
Quest'interpellanza non chiede, quindi, i colpevoli, chiede un cambio di passo e chiede al Presidente di dirci se ritiene ancora sufficiente l'approccio messo in campo finora, quali azioni concrete e aggiuntive verificabili intende promuovere e soprattutto come intenda ricostruire la fiducia delle comunità prima che il problema non sia più solo la sicurezza ma la convivenza civile.
Presidente -Per la risposta la parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) -Inizierò con il ribadire un concetto che abbiamo già espresso la volta scorsa, perché sono concetti che vanno a identificare delle questioni che non sono opinabili; ci sono delle situazioni che nascono per essere gestite in un certo modo ed è bene che, come dice qualcuno di voi, le cose si sappiano per come sono nella realtà.
Inizio, quindi, con il ribadire che l'ordine pubblico e la sicurezza non sono materie incardinate nelle funzioni di questo Consiglio, bensì compiti prioritari delle Forze dell'ordine che agiscono, forti della loro competenza, con iniziative di prevenzione, dissuasione e informazione nei diversi contesti di pericolo oltre che repressione, laddove se ne manifesti il bisogno. Poniamo nuovamente l'attenzione del Consigliere Centoz rispetto alla circostanza che le attività del COSP, attivate dal Presidente della Regione nell'esercizio delle attribuzioni prefettizie, esulano dal concetto ispettivo riservato alle attività svolte dal Governo regionale e dai suoi componenti.
Ciò detto, rassicuriamo peraltro il Consigliere stesso in merito alla continua attività delle Forze dell'ordine e al continuo e rafforzato confronto con le comunità locali attraverso le interlocuzioni con i primi cittadini e nei confronti dei quali è stata garantita la piena disponibilità dei presidi territoriali su tutto il territorio regionale, con un aumento che è partito già dal mese di settembre dello scorso anno di quelli che sono i presidi sul territorio. Quindi, quando si enfatizza o si approcciano tematiche delle quali non si conosce o non si ha voglia di vedere l'ampiezza di quello che sono gli interventi, probabilmente bisognerebbe approcciarle con un po' più di cautela, perché qualche affermazione mi sembra un po' troppo colorita, un po' troppo forte da parte della presentazione di quest'istanza rispetto a quelli che sono gli sforzi che sono stati fatti dalla collettività, quindi Amministrazione regionale, Sindaci sul territorio e le Forze dell'ordine che, voglio rassicurarla, hanno continuato a perorare la causa di avere sufficiente personale per presidiare in maniera adeguata quelle che sono le situazioni a rischio.
Continuando nella disamina delle questioni poste, a tal proposito sono stati previsti ulteriori momenti di interlocuzione e di disamina delle nuove situazioni, proprio per approfondire e combattere, in maniera collegiale, quelle che sono le criticità che sono state sollevate e che sono sotto gli occhi anche del Governo, non solo del Consigliere che ha presentato l'istanza.
La dinamica delle situazioni riguardante gli eventi predatori sul territorio, peraltro, non è statica ma ha subìto negli ultimi tempi delle dinamiche diverse sia in termini numerici sia in termini geografici. Quindi, pensare che il rafforzamento solo in determinate zone possa essere risolutivo è un po' riduttivo così come la tipologia delle situazioni di disagio per la popolazione.
Le iniziative, però, messe sinora in campo hanno sicuramente sortito degli effetti positivi, condivisi dagli interlocutori che agiscono sul territorio e che devono comunque trovare una continuità di attenzione; quello sì, è ciò che possiamo garantire, una continuità di attenzione che viene attraverso il confronto quotidiano e istituzionale tra le varie componenti che costituiscono la macchina dell'attenzione sul territorio e che devono lavorare e dialogare con il territorio al fine di far percepire l'effettivo presidio per il quale le Forze dell'ordine si adoperano quotidianamente, così come devono proseguire le collaborazioni e le azioni comuni e armonizzate dalle stesse con gli Enti locali e gli Enti locali non sono demandati a intervenire o ad assumersi e prendersi in carico delle competenze che non sono loro, ma sono sicuramente gli interlocutori privilegiati all'interno di un contesto dove sono a conoscenza di fatti, di situazioni, di momenti che possono essere utili per la chiusura del cerchio, e sono gli Enti locali e i loro rappresentanti che costituiscono questo tassello essenziale della sicurezza del territorio.
Io non approccerei sempre con un aspetto disfattista quello che è il lavoro altrui a meno che non lo si conosca meglio di chi, all'interno di questo meccanismo, si trova a confrontarsi con le Forze dell'ordine in maniera assidua, continua e sicuramente cosciente di quello che sta succedendo con il territorio.
Io, quindi, posso replicare alla sua interpellanza solo nel dirle che la questione è molto seria ed è affrontata con l'attenzione dovuta, con le forze che sono state implementate da parte degli organi di Polizia competenti sul territorio e con un presidio anche attraverso l'interlocuzione delle pubbliche Amministrazioni, delle Amministrazioni locali, che è sicuramente essenziale e fondamentale nel dialogo complessivo.
Presidente -Per la replica, la parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) -Non ho capito a cosa si riferisse sulla modalità o sul tenore della mia interpellanza, però è sotto gli occhi di tutti che questo tema sia alquanto sentito dalla popolazione sia da quelli direttamente interessati sia, più in generale, dalla popolazione valdostana.
Mi fa piacere che in questo frangente, rispetto a prima, la collegialità sia molto più importante, prima si è rifiutato di dare delle risposte liquidando l'interpellanza del collega in cinque secondi, invece in questo caso si è prodigato nel richiamare la collegialità come metodo di lavoro. Ne prendiamo atto.
Ho notato che si parla semplicemente di interlocuzione con gli Enti locali e con i Comuni, stiamo sempre parlando di interlocuzioni, ma di fatti concreti non li vediamo.
Speriamo che queste interlocuzioni producano dei risultati e vedremo se effettivamente nel prosieguo ci saranno dei risultati.
Presidente -Se siete d'accordo, colleghi, farei una pausa di 15 minuti, riprendiamo il Consiglio alle ore 17:15. Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 16:59 alle ore 17:25.
