Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 148 del 14 gennaio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 148/XVII - Interpellanza: "Azioni riparatorie per espropri per pubblica utilità su terreni in località Plan Praz nel Comune di Gressan".

Aggravi (Presidente) -Punto n. 27 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione la parola al collega Zucchi.

Zucchi (FdI) -Correva l'anno 2011, sono stati quindi 15 anni circa dall'allora presentazione della relazione del capogruppo Diego Empereur, nonché Presidente della quarta Commissione, che diede ilde profundisal collegamento ferroviario Cogne-Plan Praz-Charemoz, insomma il famoso trenino di Cogne, che naufragò dietro una corposa relazione che ammise tutta una serie di errori e che portarono praticamente alla decadenza di quest'opera.

Questa nostra iniziativa si innesta a margine di questo discorso più ampio, di cui abbiamo avuto modo di parlare a più riprese, e che riguarda degli espropri, delle iniziative che l'Amministrazione regionale, addirittura prima del naufragio dell'opera nel 2011, se non ricordo male nel 2000, compì nei confronti di alcuni proprietari nelle aree adiacenti all'opera per fare degli espropri di pubblica utilità, appunto per poter realizzare quest'opera.

L'opera, come ho ricordato, non si è poi fatta, non si è realizzata, addirittura si è provveduto alla dismissione di gran parte del materiale rotabile, ci sono ancora delle infrastrutture che danno il segno di quello che è avvenuto, ma evidentemente l'opera per la quale l'esproprio era stato praticamente compiuto non si è fatta.

Sono giunto a conoscenza che alcuni dei proprietari che sono stati interessati da questi espropri hanno nel tempo più volte scritto all'Amministrazione regionale, questo soprattutto negli ultimi anni, dove essendo conclamata ormai l'impossibilità di giungere al compimento dell'opera, anche secondo quello che dispone la legge, hanno chiesto all'Amministrazione delle due l'una: o di rientrare in possesso di quella che era e che è la proprietà che è stata espropriata oppure di arrivare a un'equa composizione con le parti interessate per giungere a una soluzione che si possa definire vincente o quantomeno positiva per tutte le parti in causa.

Non si riferisce soltanto il concetto all'Amministrazione regionale e ai proprietari bensì anche ad altre società, nella fattispecie la società Pila S.p.A. e il Comune di Gressan. Guardo adesso il collega Martinet che so perfettamente che è stato anche molto attento e ha seguito questo dossier nel momento in cui è stato Sindaco di Gressan, per cui sono stato informato che c'era proprio anche l'interesse del Comune di Gressan nonché della società Pila di arrivare a una soluzione che salvasse in buona sostanza capra e cavoli.

Cari colleghi, io vi devo dire una cosa: innanzitutto prima di entrare nel contenuto - e spero che il Presidente, perché sarà il Presidente, ho visto che si è prenotato, che mi risponderà, in quanto responsabile del patrimonio - una cosa che mi è balzata all'occhio che mi ha destato sorpresa, ma neanche più di tanto, è la lunghezza attraverso la quale gli uffici della Regione rispondono alle istanze dei semplici cittadini.

Qui io ho potuto esaminare le varie lettere che si sono succedute nel tempo, soprattutto negli ultimi due o tre anni, e a una velocità con la quale giustamente i proprietari chiedono, richiedono, sollecitano da parte dell'Amministrazione delle risposte; ci sono dei tempi secondo me non opportuni, sicuramente molto ma molto trascinati con i quali l'Amministrazione, e qui mi riferisco sicuramente non alla parte politica ma alla parte dirigenziale, risponde a codesti cittadini.

Questo è un fatto nella cartina di tornasole che non riguarda soltanto quest'aspetto, ma riguarda più in generale quello che è il rapporto che ci deve essere, a nostro parere, tra la macchina regionale, quindi l'apparato, e i cittadini che hanno il diritto di poter avere delle risposte in tempi che siano sicuramente più consoni rispetto ai loro interessi.

Anzi, vedendo le interlocuzioni che sono intervenute io ritengo che i proprietari che sono stati espropriati nel 2000 abbiano avuto fin troppa pazienza nell'aspettare quelle che sono delle situazioni che, senza dover asserire io un avvocato amministrativista o civilista, ritengo essere sicuramente foriere di una situazione di contenzioso tra i proprietari e l'Amministrazione medesima.

Presidente Testolin, senza voler fare il processo alle intenzioni, io con quest'iniziativa vorrei capire se è sua intenzione, intenzione dell'Amministrazione, quindi lei in qualità di massimo garante non solo della Regione ma proprio anche del patrimonio, finalmente dare corso a una risposta che se non è quella di andare a restituire i terreni che sono stati espropriati, a dare delle risposte che tutto sommato possono essere anche di interesse del comune di Gressan, della società Pila perché gli interpellanti, cioè i proprietari interessati, hanno formalmente proprio richiesto che, di fronte a questa situazione che perdura da tanto tempo, si possa arrivare alla costruzione di una strada, quindi previa la rimozione del materiale ferrabile, tra Charemoz e Plan Praz in modo tale che si vada a trovare un'equa composizione, senza con questo arrivare al pericolo di giungere a un contenzioso che potrebbe aggiungere ulteriori danni a quelli che già cospicui sono stati effettuati con l'abbandono dell'opera che ha causato un naufragio di tantissimi soldi pubblici.

Presidente -Per la risposta la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) -Per rispondere a quest'interpellanza, le competenti strutture dell'Amministrazione regionale ritengono necessario premettere, come riportato nelle premesse della stessa, che l'articolo 46 del DPR 327/2001 prevede la restituzione del bene espropriato nell'ipotesi in cui l'opera pubblica o di pubblica utilità non sia stata realizzata o cominciata entro il termine di dieci anni decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, con conseguente decadenza della dichiarazione di pubblica utilità.

Il successivo articolo 47 dello stesso DPR prevede, invece, la restituzione del bene espropriato o di parte di esso nell'ipotesi in cui l'opera pubblica o di pubblica utilità sia stata realizzata ma il bene o parte di esso non sia stata utilizzato.

In questo caso il presupposto per la retrocessione è che intervenga una dichiarazione formale di inservibilità da parte dell'Amministrazione che attesti che il bene, o parte di esso, non serva più per l'opera pubblica.

In entrambe le ipotesi, peraltro, è previsto dall'articolo 48 del DPR 327/2001 un diritto di prelazione in favore del Comune territorialmente competente sull'acquisto delle aree oggetto di retrocessione.

Il caso di specie è del tutto peculiare: l'opera pubblica, il collegamento tramviario intercomunale Cogne-Eaux-Froides-Plan Praz, trenino Pila-Cogne, è stato, infatti. realizzato e la trasformazione fisica delle aree ha riguardato, almeno in parte, anche i terreni adiacenti alla stazione di Plan Praz.

Come è noto, tuttavia, l'opera non è stata completata e messa in servizio e con deliberazione n. 1628 del 10 agosto 2012 la Giunta regionale ha dichiarato inservibile, ai fini di un sistema di trasporto pubblico, i beni costituenti la tramvia, le gallerie, il materiale rotabile e gli apparati tecnologici autorizzandone l'alienazione nei soli casi in cui non fosse configurabile una riconversione per finalità pubbliche.

Avuto riguardo alle aree adiacenti alla stazione di Plan Praz, la deliberazione non ne ha previsto l'alienazione o retrocessione ma ha dato mandato alla struttura competente in materia di opere stradali, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, di progettare e realizzare, di concerto con il Comune di Gressan e coordinandosi con il soggetto gestore dell'infrastruttura, la conversione delle relative aree in un nuovo collegamento stradale con il villaggio di Plan Praz per un successivo trasferimento al Comune stesso.

Gli stessi proprietari delle aree, nel formulare a fine 2023 l'istanza di retrocessione ritenuta, per quanto sopra evidenziato, non accoglibile si sono dichiarati disponibili a rinunciare al loro diritto, a condizione che la Regione provveda in tempi ragionevoli a trasformare le aree con una destinazione coerente con quella prevista nella deliberazione.

A tale riguardo si evidenzia che, con deliberazione del Consiglio comunale n. 41 del 29 settembre 2023, il comune di Gressan ha approvato la variante non sostanziale n. 22, con inclusione delle aree all'interno della zona FB4 destinata ai servizi di rilevanza comunale.

Sono in corso, pertanto, le interlocuzioni anche tramite i vari uffici preposti all'attività di progettazione, al fine di individuare le modalità per la realizzazione del nuovo collegamento stradale.

In questo momento non sappiamo indicare una tempistica puntuale e precisa, ma l'intenzione è quella di dare un via a questo tipo di intervento considerando anche che, per quanto riguarda la zona di interesse che è stata citata poc'anzi, sono stati svolti sulla strada alternativa, nel corso della scorsa stagione, degli interventi di messa a norma, anche quelli concordati con il Comune e la popolazione che risiede, o comunque che ha delle abitazioni in loco, proprio per iniziare a garantire, con un intervento più veloce, quella che è la transitabilità e la percorribilità almeno di un tratto della stessa.

Presidente -Per la replica la parola al collega Zucchi.

Zucchi (FdI) -Io non so, Presidente, che definizione ha lei del tempo ragionevole, perché le lettere che lei ha citato le ho anch'io, le ho qui in mano e le dico che l'ultima data maggio 2024, proprio quella a cui faceva riferimento, per cui confermo che i richiedenti si sono dichiarati disponibili a trovare una soluzione che andasse in quella direzione però sono passati quasi di nuovo due anni rispetto a una situazione ancestrale. Io mi chiedo come sia possibile che ci voglia tutto questo tempo senza che nessuno si arrabbi sulle questioni che ci stanno a cuore sulla logica del tempo che serve spesso e volentieri in queste Regioni per poter arrivare alla definizione delle opere, non si tratta soltanto di questa, ma di tante altre in generale.

Tra l'altro questo è un concetto che lei ha espresso nell'atto dell'insediamento di questa legislatura, signor Presidente, cioè il fatto di voler essere più concreto, più puntuale, più preciso nel compimento dei progetti.

Questa è una questione che si tramanda ormai da tanti anni, credo che due anni dall'ultima comunicazione sia un tempo più che ragionevole, anzi, secondo me irragionevole per non arrivare a una definizione di quella che dovrebbe essere una soluzione che mi sembra anche facile che venga trovata, perché ci sono i riferimenti legislativi, c'è l'interesse da parte di tutte le parti in causa. Mi domando cosa serva ancora per arrivare alla definizione in tempi immediati alla costruzione di questa strada o quello che comunque viene richiesto dai proprietari che sono stati espropriati nel 2000 e che, tutto sommato, sono stati lesi nei loro interessi e che richiedono, come è stato citato, di poter trovare una soluzione senza dover perdere ulteriore tempo.

Signor Presidente, io mi auguro che dopo quest'iniziativa lei possa in qualche modo sollecitare gli uffici che sono preposti alla definizione di questavexata quaestioe di arrivare assolutamente in tempi brevissimi, nei tempi brevissimi che intendiamo noi, sicuramente entro quest'anno, alla definizione di quest'opera con la soddisfazione di tutte le parti in causa e senza soprattutto avere una spada di Damocle e un rischio che questi signori fino a un certo punto perdono la pazienza e facciano la causa alla Regione.