Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 146 del 14 gennaio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 146/XVII - Interpellanza: "Crescente insicurezza dei cittadini".

Aggravi (Presidente) -Punto n. 25 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione la parola al collega Domanico.

Domanico (FdI) -"O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare cattivo".

Questa citazione descrive con grande efficacia una dinamica che le Istituzioni conoscono bene. Quando lo Stato arretra, quando le regole non vengono fatte rispettare con chiarezza e continuità, il disagio si trasforma in devianza e la devianza in microcriminalità diffusa.

La microcriminalità non nasce dal nulla, nasce spesso da piccoli comportamenti illegali che vengono tollerati, giustificati o minimizzati, ed è proprio qui che si colloca il confine più pericoloso, quello tra comprensione e lassismo, tra inclusione e assenza di regole, dove per l'esasperazione che si viene a creare si manifestano episodi di giustizia privata, come nel recente caso di Arnad.

Una società che rinuncia a far rispettare la legge, anche nelle sue forme più elementari, finisce per abbandonare i cittadini onesti e favorire chi vive nell'illegalità.

La forza politica di centrodestra crede che la sicurezza sia un diritto fondamentale, non un privilegio, senza sicurezza non c'è libertà, non c'è sviluppo economico, non c'è coesione sociale. Le famiglie, i lavoratori, gli anziani e i commercianti hanno il diritto di vivere territori ordinati, controllati e protetti.

Colleghi, ci è stato confessato, in un incontro con la popolazione di Verrès, che la gente ha paura di girare in centro quando fa buio, di portare fuori il cane se una donna non è accompagnata e la stessa cosa si ripete a Pont-Saint-Martin.

Il problema si è amplificato in maniera esponenziale da quando si è creato il polo scolastico di Verrès, che ha fatto sì che numerosi studenti, spesso accompagnati dalle famiglie di molteplici nazionalità, si siano insediati a Verrès e paesi limitrofi.

Premesso che né la Regione né i cittadini si debbano sostituire alle Forze dell'ordine, la Regione ha un ruolo chiave: nel sostenere politiche educative che insegnino il rispetto delle regole fin da giovani, nel promuovere formazione professionale e lavoro, soprattutto nei territori più fragili, nel rafforzare la collaborazione tra Enti locali, scuole, famiglie e Forze dell'ordine e cogliamo ancora una volta l'occasione per ringraziarle.

L'obiettivo è chiaro, intervenire prima, senza ambiguità e senza ideologie, per impedire che piccoli reati diventino abitudine e che l'abitudine diventi criminalità strutturata.

Tornando alla citazione iniziale, il rischio è evidente; se lo Stato rinuncia al suo ruolo, se lascia passare troppo tempo, non ci sono eroi, ma solo vittime.

Vittime sono i cittadini onesti, vittime sono i quartieri abbandonati, vittime sono anche quei giovani che, senza una guida ferma e senza regole chiare, scivolano nell'illegalità.

Governare significa scegliere e noi scegliamo responsabilità, sicurezza e futuro, perché solo una Regione forte, giusta e presente può garantire libertà vera e sviluppo duraturo.

Chiediamo, quindi, se si ritiene di potenziare personale scolastico di controllo atto a mitigare tali fenomeni all'interno o, ove possibile, in prossimità del plesso scolastico, se si intende potenziare al massimo i sistemi di videosorveglianza, programmare politiche educative specifiche, riorganizzare la scuola prevedendo progetti di prevenzione in tal senso.

Presidente -Risponde, a differenza di quello che trovate sull'ordine del giorno, l'assessore Lavevaz e non la Presidenza. La parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) -Rispondo io, anche perché ci siamo confrontati con il Presidente e in effetti, nelle premesse dell'interpellanza, si fece riferimento, come nella sua corretta illustrazione, anche ad avvenimenti esterni alla scuola, il fatto di cronaca di Arnad piuttosto che altre situazioni non legate alla scuola, però poi le domande sono puntuali, legate al mondo scolastico, quindi giustamente rispondo io.

Per quanto riguarda il personale scolastico è evidente che ovviamente questo possa intervenire soltanto all'interno dell'ambito prettamente scolastico, quindi tutto quello che avviene all'esterno del contesto scolastico, è interesse ovviamente di altre Forze dell'ordine o comunque altri enti preposti al controllo, quindi su questo la scuola e anche noi siamo già stati coinvolti come Sovrintendenza riguardo a situazioni legate al polo di Verrès che è diventato un polo molto importante, che io peraltro conosco anche da genitore, mia figlia ha finito l'anno scorso, quindi negli ultimi cinque anni ho vissuto quel contesto anche da genitore, quindi il contesto lo conosco.

Sono stati avviati diversi confronti, sia con l'Amministrazione comunale sia soprattutto anche con le Forze dell'ordine. Questo posso confermarlo, anche quando avevo un altro ruolo, che anche con il COSP ci si è confrontati a lungo negli anni scorsi, e lo si sta facendo ancora adesso, per il controllo generale della situazione intorno a quel plesso scolastico.

Le Forze dell'ordine ovviamente pongono e hanno posto un'attenzione specifica a quel contesto, facendo le proprie valutazioni, con l'intento che è il loro intento ovviamente fondamentale, cioè quello di garantire la sicurezza di tutti i soggetti interessati, quindi sia i ragazzi sia più in generale la comunità che orbita intorno al plesso scolastico in maniera molto generale.

Quanto alla questione videosorveglianza, anche questa è una questione che la scuola può attivare in casi specifici dopo una valutazione molto attenta, perché ovviamente capite molto bene che la videosorveglianza sulla scuola è molto delicata perché ci sono le questioni di privacy, ci sono i minori che vivono in quei luoghi; quindi la situazione è molto delicata, ma anche su questo è già stato attivato un confronto con gli uffici della Sovrintendenza per sviluppare un percorso che tenga nella giusta considerazione le due questioni che dicevo, cioè quella di garantire la sicurezza e quella di garantire invece la tutela della riservatezza, soprattutto ai ragazzi.

Su questo le valutazioni si stanno facendo e già da qualche tempo.

Sulle questioni, invece, legate alle politiche educative queste sono già attivate e queste, invece, ho avuto modo di approfondirle più negli ultimi mesi, devo dire anche con una sorpresa molto positiva, forse l'avevo già citato per un'altra iniziativa, che è stata quella in particolare di scoprire un contesto molto vivace e proattivo nell'ambito del tavolo della legalità, tavolo della legalità che ovviamente coinvolge anche i rappresentanti dei ragazzi, i rappresentanti degli insegnanti, tutte le forze dell'ordine; quindi è un tavolo veramente molto vivace, dove si portano veramente i problemi e si discutono in maniera molto aperta, molto sincera, portando anche delle idee di miglioria, in senso generale della situazione.

Il contesto di Verrès, quindi, è già stato sfiorato e ovviamente è sempre oggetto di confronto.

Ai ragazzi e alle ragazze viene proposto un percorso che cerca di creare gli strumenti necessari a sviluppare questo senso civico critico rispetto alle situazioni e si insiste molto sul fatto di segnalare qualsiasi tipo di anomalia o qualsiasi situazione che non sia prettamente normale.

In conclusione possiamo dire che l'azione che è messa in campo è sostanzialmente duplice, da una parte quella che riguarda le forze dell'ordine, dove abbiamo una parte che riguarda il sollecitare l'intervento delle forze dell'ordine laddove ovviamente ci siano delle situazioni di criticità e anche, come dicevo prima, l'insistere sul fatto, questo soprattutto ai ragazzi, di segnalare qualsiasi tipo di anomalia; questo è importante e non banale.

Dall'altra, invece, la scuola che appunto ha aderito in modo convinto alle iniziative di educazione civica di cui parlavo e si sta anche strutturando sulla questione della videosorveglianza.

È chiaro, però, che, e di questo ne sono convinto, l'azione che la scuola è chiamata a fare sia un'azione lenta e a lungo termine, perché si tratta di creare i cittadini del futuro, quindi creare un senso civico, creare una responsabilità civica. È un lavoro lungo che ovviamente richiede un impegno molto importante da parte di tutti, però credo che sia veramente una delle sfide più importanti che la scuola ha, oltre ovviamente all'insegnamento nozionistico che è una parte soltanto del compito che la scuola ha verso le nostre nuove generazioni.

Presidente -Per la replica la parola al collega Domanico.

Domanico (FdI) -Noi ci riteniamo soddisfatti, sento anche però la stessa preoccupazione sua, vostra, la stessa che abbiamo noi.

Se poteste fornirci gli esiti delle vostre valutazioni, che al momento comunque non sono esiti positivi, altrimenti non ci sarebbero state segnalate queste situazioni di insicurezza generale.

Chiediamo sinceramente controlli più immediati perché la popolazione ha bisogno di tranquillità e di situazioni che vengano gestite nell'immediatezza.

Le comunico che terremo monitorata la situazione e più avanti ci faremo risentire nel caso.