Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 131 del 14 gennaio 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 131/XVII - Interrogazione: "Informazioni sulla cerimonia di commemorazione delle libere elezioni di Valsavarenche del 1944".

Aggravi (Président) -Point n° 8 à l'ordre du jour. Pour la réponse, la parole au président Testolin.

Testolin (UV) -La richiedente chiede: "da chi è stata organizzata la cerimonia di sabato 20 dicembre a Valsavarenche e a chi sono stati inviati gli inviti di partecipazione; per quale motivo nell'organizzazione della cerimonia non sono stati coinvolti, come in occasione del 70esimo, la Presidenza del Consiglio regionale e l'Istituto storico della Resistenza della Valle d'Aosta, che, oltretutto, ha dedicato studi approfonditi e varie pubblicazioni alla figura di Chabod; se la figura di Federico Chabod sia infine entrata a far parte del Pantheon dei padri della patria della Nuova Union Valdôtaine" e "se il desiderio di rosso manifestato dal Presidente della Regione sia espressione di una propensione estetica o politica".

La cerimonia di sabato 20 dicembre a Valsavarenche è stata organizzata dall'Amministrazione comunale, pertanto, come Amministrazione regionale, non abbiamo altre informazioni in merito a quanto richiesto dai primi due quesiti dell'istanza.

Per quanto riguarda la terza domanda, Federico Chabod, oltre a essere stato uno dei maggiori storici del Novecento, è stato indiscutibilmente uno dei protagonisti della storia della Valle d'Aosta e in particolare di quel periodo in cui 80 anni fa è nata l'autonomia della Valle d'Aosta stessa, a prescindere da presunti Pantheon dell'Union Valdôtaine.

Per quanto, infine, riguarda il quarto quesito, la mia esternazione era legata al fatto che nel momento della consegna della pergamena il sindaco Georgy, vestito con una maglia nera, e l'ex Sindaco di Pont, vestito con una maglia rossa, creavano un accostamento cromatico particolarmente apprezzabile.

Président -Pour la réplique, la parole à la collègue Minelli.

Minelli (AVS) -Presidente Testolin, non credo che lei possa ignorare che in questa vicenda ci sono state varie cose strane. Ricordare degli avvenimenti storici è certamente utile e importante, e ne sono assolutamente convinta, però bisogna farlo nel momento giusto e nel modo giusto.

Le libere elezioni di Valsavarenche, organizzate su suggerimento di Chabod il 3 settembre del 1944, sono state a lungo trascurate nel dopoguerra e solo tardivamente ci sono state alcune celebrazioni in occasione dei decennali, ricordo in particolare la cerimonia del 70esimo nel 2014; e basta cercare su Internet, si vede che per quell'anniversario era stata organizzata una cerimonia importante: da chi? Dalla Presidenza del Consiglio e dal Comune, con interventi del Sindaco, del Presidente del Consiglio, del Presidente della Regione, dell'Istituto Storico della Resistenza. In questo caso non si trattava di un decennale, perché sarebbe stato l'anno scorso, e neanche la data del mese coincide, perché era settembre, e invece qui è stato a dicembre. Non riconoscere quindi che c'è qualche stranezza non mi sembra tanto normale.

Lei ha detto: "È stato organizzato dal Comune, non abbiamo altre informazioni, quindi non si può rispondere ai primi due quesiti"; ora, io non credo che il Comune organizzi tutto da solo senza concertazione con la Regione, almeno per quello che riguarda le date e gli interventi, concertazione che, in particolare, deve esserci con la Presidenza della Giunta, che non a caso, lo sappiamo tutti, ha un ufficio che si occupa del cerimoniale, quindi anche di come organizzare gli eventi a cui partecipa la Regione e il suo Presidente.

Qual è stato il risultato di questo modo di operare? È stato anche che tutti noi Consiglieri siamo stati indicati dal principale quotidiano e dal principale settimanale valdostano come delle persone che hanno snobbato una ricorrenza importante e significativa. Era lei l'unico presente, quindi l'unico interprete oggi per le lotte, per la libertà e per la democrazia che ci sono state 80 anni fa. Ma in realtà i Consiglieri non sono stati invitati, quindi non è che si sono sottratti tutti in blocco alla partecipazione. Non va bene, credo che non sia corretto da un punto di vista istituzionale.

Poi nelle premesse dell'interrogazione io ho anche riportato una sua affermazione che, per un Presidente di Regione, mi permetta, appare abbastanza sconcertante. Lei ha affermato, riporto quello che è scritto sul giornale, che "Occorre ricordare la profondità del pensiero di Chanoux e Chabod, che è presente ancora oggi, come si è visto nelle ultime elezioni". Che cosa significa questo? Lei non era a Valsavarenche come un semplice cittadino, lei era lì come Presidente della Regione, in un ruolo istituzionale, quindi in che cosa le ultime elezioni evidenziano l'attualità del pensiero di Chanoux e di Chabod? Nel senso che quasi metà della popolazione non è andata a votare o perché ha prevalso l'Union Valdôtaine?

Non si tratta comunque di questioni banali, perché è un fatto storico ed evidente che Federico Chabod non è mai stato adeguatamente valorizzato, eppure lo meriterebbe certamente; per questo ho chiesto se le cose sono cambiate, per questo ho chiesto se nel vero o presunto Pantheon della nuova Union Valdôtaine c'è anche Federico Chabod, e non è una domanda banale, ma la risposta in questo senso non è arrivata.

Sulla questione del colore rosso lei chiarisce una cosa che non c'era sul quotidiano che ha riportato l'evento e cioè che le maglie erano due: una nera e una rossa. La domanda che abbiamo posto, che può essere considerata provocatoria, ha un senso, perché lei si trova in una posizione fortemente contraddittoria: due mesi fa ha fatto la scelta di cambiare la maggioranza regionale, chiudendo la porta a una forza di Sinistra e aprendo la porta a una forza di Destra. Non ha dimostrato un gran desiderio di rosso: ecco perché questo "finalmente qualcosa di rosso" ci aveva incuriosito; comprendiamo che era invece un rosso nero.