Oggetto del Consiglio n. 119 del 18 dicembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 119/XVII - D.L. n. 3: Bilancio di previsione finanziario della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste per il triennio 2026-2028.
Aggravi (Presidente) -Passiamo ora al D.L. n. 3, quello di bilancio, ovvero l'oggetto 6.03.
È stato depositato in questo caso un emendamento dei gruppi Lega e Renaissance Valdôtaine che verrà trattato in fondo agli articoli.
Articolo n. 1, la votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 24
Favorevoli: 21
Contrari: 3
Astenuti: 10 (Baccini, Bellora, Carrel, Centoz, Forcellati, Guichardaz, Manfrin, Minelli, Perron e Torrione).
L'articolo è approvato.
Articoli 2, 3, 4, 5, 6: stesso risultato.
Ora c'è l'emendamento n. 1 dei gruppi Lega e Renaissance. Ha chiesto la parola il collega Manfrin per l'illustrazione, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) -Con quest'emendamento abbiamo voluto anche qui dare seguito a un ordine del giorno che era stato discusso nella giornata di ieri, erano due elementi complementari.
Con quest'emendamento si va a introdurre un aumento della fascia Isee per i beneficiari del cosiddetto "Bando locazione" o "Bando affitti".
Come detto, il principio corretto che ci ha portato - l'abbiamo detto già durante la discussione generale nella giornata di martedì e l'abbiamo ribadito più volte, il nostro voto favorevole all'articolo 1 del D.L. 2 - oltre al netto della concordia nel sostenere la necessità di uno sgravio fiscale per le famiglie, è che in quell'articolo 1 si trova un elemento importante, cioè una deroga rispetto alla legge nazionale sulle fasce Isee - e si potrà fare ancora per poco tempo - che dice fondamentalmente che le famiglie che hanno necessità di un sostegno, quelle più fragili, sono individuate in quelle che hanno un Isee che è al di sotto dei 15 mila euro.
Ebbene, proprio per questo motivo, abbiamo semplicemente fatto una valutazione rispetto a quelli che oggi sono i criteri del bando di locazione. Il bando di locazione prevede che possano accedervi due tipologie di persone, due fasce. La seconda fascia, quella più alta, è quella che arriva a 12.500 di Isee massimo, il che significa escludere le famiglie che stanno fra 12.500 in su ma rispetto a quello che l'articolo 1 del D.L. 2 introduce, significa escludere quella fascia che viene da una parte ritenuta meritevole di attenzione perché si trova nelle parti più delicate, più sensibili del reddito, e dall'altra andare a non coprire un settore - e lo abbiamo detto più volte anche in questi ordini del giorno, e in questi giorni di dibattito è stato ribadito più volte - non andare a intervenire su un settore come quello dell'abitazione che è fortemente sotto attacco.
Ecco perché con quest'emendamento chiediamo che vengano stanziate ulteriori risorse per il bando di locazione e con questo andiamo a erogare una serie quasi di 5 milioni di risorse in più per coprire questi costi e ci auguriamo che quest'emendamento possa trovare accoglimento e possa sostenere davvero quelle famiglie che una volta erano considerate classe media e che oggi stanno scivolando verso la povertà, perché chiaramente il momento è sicuramente meritevole di attenzione.
Presidente -L'emendamento è stato illustrato. Procediamo con il voto sull'emendamento. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 10
Favorevoli: 10
Astenuti: 24 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent e Viérin Marco).
L'emendamento non è approvato.
Passiamo ora al voto del bilancio di previsione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 26
Favorevoli: 21
Contrari: 5
Astenuti: 8 (Baccini, Bellora, Carrel, Centoz, Forcellati, Guichardaz, Manfrin e Perron).
Il bilancio di previsione è approvato.
Passiamo ora al programma dei lavori pubblici. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 24
Favorevoli: 21
Contrari: 3
Astenuti: 10 (Baccini, Bellora, Carrel, Centoz, Forcellati, Guichardaz, Manfrin, Minelli, Perron e Torrione).
Il programma è approvato.
Prima di passare agli allegati, apriamo le dichiarazioni di voto. Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (AVS) -Abbiamo consumato il rito della discussione del DEFR e del bilancio, proprio un rito direi, in continuità con gli anni precedenti, senza cambiamenti significativi: pur essendo intervenuto un cambiamento rilevante di maggioranza e di collocazione politica, è una continuità che riguarda sia i contenuti, sia i documenti che approviamo, sia soprattutto il modo di discuterli e di approvarli.
Sui contenuti abbiamo già detto, ma in estrema sintesi, ripeto, votiamo oggi un DEFR e un bilancio che sono stati redatti nell'estate, volutamente senza uno sguardo verso il futuro, perché si era a fine legislatura, quindi appariva problematico anticipare delle scelte che sarebbero dovute derivare dall'esito delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale. Questo è quello che si diceva, eppure ora, superate le elezioni con una nuova maggioranza, viene in sostanza confermato il diagramma piatto dell'estate, ma si poteva - e io direi si doveva - fare diversamente, come ho anche evidenziato nell'intervento che ho fatto due giorni fa in discussione generale in apertura, riepilogando appunto quello che era successo nel 2020 dopo le elezioni.
Sul metodo è risultato evidente a noi, ma credo a tutti - anche a chi ci ha ascoltati fuori di qua - che dopo tanto parlare di dialogo e di confronto è stato tirato su un muro: da una parte i 21, dall'altra i 14, eppure da parte della minoranza - e parlo di minoranze, non di opposizione questa volta non a caso, perché così è stato in questo momento - le proposte non sono certo mancate. 57 ordini del giorno e 5 emendamenti non rappresentano certo un rifiuto al confronto e al dialogo.
Io ho riguardato ieri sera tutti gli ordini del giorno che sono stati depositati dai vari gruppi e, cercando di fare un po' di analisi distaccata, non ne ho letto nemmeno uno che fosse davvero provocatorio o oppositivo rispetto ai vostri documenti, non uno solo!
Ebbene, di fronte a questa disponibilità a discutere in modo costruttivo, ed è stato anche evidenziato dagli Assessori o da chi ha risposto in aula, lo avete evidenziato anche voi che c'erano delle idee buone e positive - e ci aspettavamo quindi forse qualche cosa di diverso, almeno all'inizio - ci sono state complessivamente 62 richieste o di ritiro o, in alternativa, di voto di astensione su queste proposte della minoranza.
Neanche una piccola cosa è stata approvata, neppure quelle che erano di semplice buon senso e che non riguardavano certo i grandi sistemi, le grandi scelte di fondo su cui possono esserci ovviamente delle posizioni molto diverse, e noi su molte abbiamo proprio una posizione diversa.
Mi rivolgo al consigliere Sorbara e chiedo se sia questo il dialogo invocato con grande enfasi retorica nel suo intervento che ha aperto la discussione della manovra di bilancio. Avete fatto una scelta che probabilmente è di comodo per evitare di dover approfondire, selezionare e valutare, questo sì, quello lì no, meglio respingere tutto in blocco, ma non è un segnale di forza, questo, che magari voi basate sui numeri, di cui peraltro disponete, siete a 21; ma è piuttosto, a mio avviso, un segnale di debolezza e comunque di chiusura, e direi anche di chiusura ideologica, cioè basata su uno schema concettuale precostituito.
Faccio un breve commento sulla replica che c'è stata dopo tutti i nostri interventi da parte del presidente Testolin, che abbiamo ascoltato, non mi ricordo più se fosse ieri mattina o l'altro ieri. Lei ha detto che dalla discussione generale è emersa una discrasia tra le posizioni dei gruppi di minoranza sulle cifre delle risorse di bilancio.
Che ci sia non una discrasia, ma una diversa visione tra i gruppi di opposizione mi pare più che logico, altrimenti staremmo seduti non di fronte ma tutti dalla stessa parte.
Due parole poi brevemente sulla sua la chiamo provocazione, che a me è parsa un po' maligna, a proposito della presunta divergenza di idee in AVS sulle poltrone.
La questione non è nel non disdegnare le poltrone e le posizioni della maggioranza, come lei ha sostenuto, ma nell'essere consapevoli, e lo siamo entrambi, glielo assicuro, che chi decide è chi sta al Governo con la sua maggioranza, non c'è divergenza.
Io ricordo che in passato ho accettato con la mia forza politica di fare parte di un Governo sulla base di un preciso programma che era stato concordato, perché so bene che per poter incidere occorre essere al Governo - e se non lo sapevo l'ho capito in questi giorni - ma, ben inteso, se ci sono le condizioni. Non certo per stare al Governo a tutti i costi come è stato e come è per qualcuno, e soprattutto, per quanto mi riguarda, starci se c'è rispetto degli accordi che, nel caso di quella maggioranza di cui io ho fatto parte per poco tempo, sono stati disattesi quasi subito.
Noi voteremo contro questa manovra di bilancio di cui il Documento di Economia e Finanza è la base, e, come ha ricordato il Vicepresidente, il DEFR è legge, perché la consideriamo inadeguata rispetto alla necessità di avere una visione di lungo periodo, perché in alcuni settori, in particolare nei settori dell'energia, dei trasporti e dell'ambiente, conferma delle impostazioni e delle scelte che non possiamo assolutamente condividere e che non sto a ripetere, le ho elencate nell'intervento di discussione generale, e anche perché i 62 no a tutte le proposte della minoranza evidenziano, secondo me, un metodo e un atteggiamento inaccettabile, che spero di veder cambiare nel corso di questa legislatura. Lo spero veramente, perché può avere un senso rimanere su posizioni diverse su alcune questioni fondamentali, ma anche cercare di venirsi incontro, soprattutto su alcune proposte che, come avete detto anche voi, possono avere un senso e possono essere anche valutate.
Vedremo che cosa succederà da qui in avanti.
Presidente -Grazie collega. Qualcun altro intende esprimere la sua dichiarazione di voto? La parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) -Anche noi diremo due cose, ovviamente molte cose le condivido, quelle che appena detto la collega Minelli, però arriviamo al voto finale con un senso di profonda delusione, non tanto per i contenuti di questo bilancio, che conosciamo bene, avendo contribuito a scriverli, ma per il metodo che questa nuova maggioranza ha deciso di inaugurare.
Avete bocciato, o meglio, vi siete astenuti su ben 16 nostri ordini del giorno, la motivazione: "Lo stiamo già facendo".
Ebbene, se lo state già facendo, cari colleghi, l'astensione è un atto di codardia politica, se un'idea è buona ed è in cantiere, la si approva e la si rivendica insieme.
Astenersi significa dire: "L'idea è giusta, ma siccome la proponete voi non vi diamo la soddisfazione di approvarla". È un atteggiamento che non fa onore a quest'Aula.
Ed è qui che la nostra posizione diventa, da questo punto di vista, speculare, anche noi oggi ci asterremo su questo bilancio, ci asterremo perché questo testo è figlio del nostro lavoro e votare conto sarebbe ovviamente schizofrenico, ma non possiamo votare a favore di una maggioranza che si astiene sulle nostre proposte per puro calcolo di parti.
Voi vi siete astenuti sulle nostre idee, noi ci asteniamo sulla vostra gestione, è un atto di reciprocità istituzionale. Tuttavia, Presidente, permetta una nota personale rivolta a lei: ho notato una curiosa intermittenza nella sua vocazione al dialogo.
In questi giorni, sulle gravi vicende che toccano il Casinò e le indagini per riciclaggio, lei è stato impeccabile, ha convocato la capigruppo, ha fatto riunioni informali, ha cercato la condivisione, ha voluto giustamente che l'informazione e la preoccupazione fossero patrimonio comune di tutta l'Aula.
Allora mi chiedo e le chiedo: la condivisione vale solo quando ci sono da spartire le preoccupazioni? Quando c'è da affrontare un'indagine delicata, lei cerca la sponda della minoranza, cerca la corresponsabilità, cerca l'abbraccio istituzionale, quando invece c'è da discutere le proposte migliorative del bilancio, quando c'è da costruire il futuro, e non solo da difendersi dal presente, allora vi chiudete a riccio, vi astenete, alzate il muro del "Lo stiamo già facendo".
Quest'atteggiamento ha un nome ben preciso: opportunismo istituzionale.
Non si può essere collegiali sulle emergenze giudiziarie e arroganti sulle proposte politiche. O si condivide il peso del Governo e della Regione sempre o non ci si può aspettare che le minoranze facciano da scudo quando il mare è in tempesta per poi essere trattate come irrilevanti quando torna il sereno.
Per questo il nostro voto è l'astensione, il bilancio è salvo perché è il nostro bilancio, ma la fiducia politica di questo metodo, Presidente, oggi è pari a zero.
Presidente -Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.
Perron (LEGA VDA) -Non farò quelle che potrei un po' definire le ramanzine che vengono fatte, che si sentono spesse volte, perché io penso che sia facile capire come in realtà il mondo sia fatto di rapporti di forza e la democrazia, in un certo modo, non è altro che la tirannia della maggioranza.
Una volta che la maggioranza ha i numeri, giustamente governa e va avanti per la sua strada. Io non ci trovo nulla di strano, non ho quel concetto naif della democrazia per cui bisogna trovare una sintesi a tutti i costi. È così, andiamo avanti.
Veniamo a dei punti, perché poi chiaramente ci sono visioni del mondo diverse che vengono declinate nella politica, nei programmi, nei DEFR, nei bilanci, eccetera, ma di base quello che farò io in questi pochi minuti è declinare la nostra visione, come noi ci muoveremmo al posto vostro su determinate questioni, e partirò da alcuni emendamenti che abbiamo fatto, ad esempio l'emendamento che abbiamo portato sulle OSS che non è stato accettato, come tutto il resto, con la motivazione tecnica, presidente Testolin, di dire: "Eh no, ma se li prendete da lì poi noi non li possiamo usare". È ovvio, è una risposta tecnica, la politica è proprio riallocare le risorse da altre parti.
Lì c'è un problema, ve lo segnaliamo, diamo una possibile alternativa a questo, voi non lo fate, è nel solco della vostra libertà in quanto maggioranza, ma poi chiaramente questo pesa, perché se abbiamo un problema di attrattività sulla sanità - ed è un fenomeno estremamente complesso, io me ne occupo poco del tema sanità, per interesse mio me ne sono interessato poco - ma è ovvio che se ci sono problemi di questo tipo e voi non li risolvete, questo a catena pesa sul sistema valdostano.
Noi quindi vediamo delle criticità, ve le portiamo, non le ascoltate, pagate poi le conseguenze di ciò, più di questo noi non possiamo fare.
Veniamo ad altri elementi che abbiamo portato sul tavolo, alla fine la Lega è un partito connotato, viva Dio che ha una forte identità, viva Dio anche questo, che ha il coraggio di dire certe cose dove gli altri tacciano, quindi noi portiamo altri elementi.
Il "Bon de Chauffage" è un'altra nostra vecchia battaglia - un cavallo di battaglia specialmente del collega Manfrin, che sono anni che lo riporta - chiaramente anche lì poi sentiamo i grandi progetti, già ne parlavo al collega:"Vedrai che verranno fuori grandi progetti sulle bollette del collega Marquis che già aveva espresso prima", aspettiamo di vedere questa grande rivoluzione che aveva già promesso con un tentativo di legge piuttosto confuso, se lo lasci dire, che aveva già portato nella scorsa legislatura, adesso stiamo a vedere, basta che non si riecheggino le bollette gratis per i Valdostani, perché quella è una presa per i fondelli colossale, penso che ormai l'abbiano capita tutti, ma si era sentito anche cose di questo tipo.
Vediamo allora a questo punto voi come riuscirete a dare dei soldi ai Valdostani, tangibili, subito da utilizzare per ristorare il caro delle bollette che, purtroppo, dipendono da dinamiche internazionali che vanno gestite ad altri livelli, quindi stiamo a vedere.
La Lega aveva proposto, ad esempio, i buoni di benzina che andavano esattamente in questo solco, cioè ristorare sui costi energetici in altro modo; se le bollette non si possono abbassare per certi motivi, comunque i Valdostani avranno un ristoro su altro, quando si spostano gli ritornano dei soldi, molto semplice.
È populismo questo? Forse, se populismo ha un'accezione negativa io direi di no, se ce l'ha positiva, nel senso che va incontro alle esigenze della popolazione, certamente sì.
Questione centri estivi, idem, abbiamo fatto la stessa cosa: la Regione ha risorse importanti, mettiamole lì, mettiamole sulle famiglie, mettiamole dove può incidere sul calo demografico, che è uno degli elementi più impattanti per la nostra società.
Muoviamoci in quella direzione, facciamo delle attività, tagliamo, chiudiamo i rubinetti da altre parti dove è improduttiva, e ci sarebbe un sacco di posti dove tagliare, un sacco di posti dove chiudere i rubinetti; ricordo nella scorsa legislatura quando lo dicemmo il collega che avevo davanti saltò su perché qualcuno se gli si toglie e gli si chiude i rubinetti pubblici, magari non riesce più a fare cultura, magari non riesce più a fare le sue attività, però, cari signori, c'è una popolazione attiva e produttiva che magari a volte è stufa di pagare privilegi ad altri che produttivi non sono, ma sono abituati a prendere in maniera anche parassitaria dalle risorse di tutti.
Noi andremo a intervenire lì e chiuderemo i rubinetti, ci faremo dei nemici, siamo abituati e devo dire che a volte ci fa anche piacere avere certi nemici, quindi andremo lì.
Anche qua quindi facciamo una proposta di un certo tipo per andare a ristorare la popolazione valdostana, per aiutare in certi settori.
Sulla questione commercio ci siamo mossi vari anni, qui c'era un emendamento di Renaissance, ma la stessa identica cosa, attenzione, questo vi dico, attenzione, perché riuscire a riattivare un commercio locale sui paesi significa ridare un'identità ai borghi, lo sappiamo, poi, come è complesso.
Forse, questo è un suggerimento, l'ho visto ad esempio sul mio paese, Châtillon, alcune attività artigianali possono essere interessanti, a Châtillon c'è un liutaio adesso - c'è una piccola bottega in fondo - gli ho portato tutte le mie chitarre per fargliele sistemare, mi fa anche piacere, c'è un liutaio e quello funziona.
Le attività artigianali hanno un futuro, perché c'è la componente manuale, mentre le attività chiaramente di ampio cabotaggio e di bassa qualità è ovvio che abbiano la concorrenza online devastante.
Questo quindi è un auspicio e non trasformiamo i nostri borghi in non luoghi, se qualcuno ha mai letto l'antropologo Marc Augé parlava dei centri commerciali, di posti senza identità come "Non luoghi". Attenzione a non riempire i nostri borghi di non luoghi perché i centri commerciali sono non luoghi, non hanno un'identità, li trovi qua come in tutto il mondo.
I negozi valdostani sono soltanto qui e lì dobbiamo puntare, sul resto, se riusciamo, li lasciamo da altre parti.
Ci sono vari temi, la questione dei trasporti: vediamo che sono tre anni che siamo fermi con la ferrovia, lo sapevamo, conoscete le nostre posizioni, sull'Aosta-Pré-Saint-Didier riteniamo che o si trovano soluzioni alternative o non verrà mai riattivata come era prima, i costi in prospettiva di alcune progettualità li abbiamo visti, sono enormi, superano i 400 milioni, erano sogni, noi l'avevamo detto e ovviamente siamo quelli brutti e cattivi. Sono sogni e non verranno mai più rifatti, bisognerà trovare alternative.
Sul turismo, il turismo in Valle d'Aosta funziona, a mio avviso, e direi anche al di là della politica, non me ne vogliano gli Assessori, c'è certamente un grosso contributo regionale, io ve lo riconosco, però il turismo funziona.
Pongo una domanda: le code chilometriche viste all'Immacolata forse ci fanno pensare che nel futuro, nei decenni, forse un certo turismo di massa non lo potremo più implementare, su questo spezzo una lancia anche nei confronti di alcune battaglie ambientali della sinistra. Forse certe modalità dovremmo rivederle, anche se ci portano ovviamente i quattrini, è bene così ma forse dovremmo rivederle, non è un buon segnale.
Di fondo, per chiudere, la nostra visione, quella della Lega, è mettere al riparo la Valle d'Aosta da tutta una serie di fenomeni globali che sono negativi, redistribuire le ricchezze prodotte, soprattutto alla classe media, soprattutto alle famiglie, e spenderli in modi migliori rispetto a disperderli in tanti rivoli che ci sono e che noi invece, al posto vostro, andremmo a chiudere, intanto, però, liberalizzare altri settori, creare i segmenti di mercato, questo era l'esempio dei centri estivi: con un intervento pubblico si creerebbero opportunità di crearsi nuove attività.
Finché questo Governo si muoverà aderente alla nostra visione avrete in noi un atteggiamento collaborativo, l'abbiamo dimostrato varie volte: abbiamo proposto, proporremo ancora e non passa nulla, ma noi continueremo: parliamo chiaramente all'esterno, parliamo alle persone che ci sostengono, parliamo alle persone che hanno la stessa nostra visione del mondo e che vogliono che noi la portiamo su questo tavolo di discussione.
Al contrario, quando voi non le farete, vi faremo le nostre battaglie, saremo anche molto duri e andremo avanti in tutte le modalità possibili, però questo è quanto.
Chiaramente ci asterremo su tutto quanto perché è la vostra visione e ritengo sia normale che le cose si svolgano in questo modo, quindi non ci metteremo tanto a sentirci offesi perché non ci passate nulla, la scorsa legislatura è stato identico e purtroppo così funziona il mondo e quindi va anche in qualche modo digerita questa cosa.
Noi faremo le nostre battaglie, continueremo a mettervi i temi sul tavolo e quando invece troveremo che fate le cose sbagliate, come ben sapete, troverete in noi degli oppositori certamente a cui non manca l'energia.
Noi quindi ci asterremo su questo bilancio.
Presidente -Grazie collega. Ci sono altri interventi? Chiedo ai colleghi di prenotarsi.
La parola al collega Martinet.
Martinet (UV) -Avant tout, une prémisse : bilan technique, bilan politique, collègue Manfrin, bien sûr, les actes qui viennent approuvés par cette assemblée sont des actes politiques mais on ne doit pas se cacher derrière le fait que la première réunion de ce Conseil Régional a été faite le 28 d'octobre, donc ce document comptable est un peu l'héritage de la précédente administration. La vraie situation politique on la verra, à la suite, quand il y aura les variations de ce bilan.
Alcune considerazioni su questo Documento Economico: è stato riconosciuto anche dalla minoranza che è un bilancio sano, solido, con i conti a posto, però mentre a qualcuno piace il concetto di bulimia e anoressia, a me non piace proprio per niente, e mi fa strano che l'abbia fatto uno che è stato Sindaco, che ha toccato con mano le difficoltà, a volte, di gestione di un bilancio.
Il fatto di avere un fondo pluriennale vincolato importante è un segno di dinamicità, nel senso che si progetta per il futuro, a volte però non si riesce a mettere o a fare le opere che si sono programmate per delle situazioni che non dipendono dall'Amministrazione, e questo un Sindaco lo sa bene.
La collega Minelli dice che abbiamo un sacco di soldi, 16 mila euro pro capite, in confronto ai 4 mila per esempio, mi pare, del Piemonte.
È vero, poi ha anche sottolineato il fatto che qui noi dobbiamo pagare la scuola e la sanità pubblica, è vero; ma vediamo quali sono i servizi che vengono erogati in Valle d'Aosta in confronto al Piemonte, proviamo andare dall'altra parte del Gran Paradiso a vedere le strade che ci sono, che sono ancora in uno stato pietoso dall'alluvione del 2000. Lo riconosceva il collega Bellora ieri: noi abbiamo un Ospedale per un bacino di utenza di circa 1 milione o più di abitanti.
Ho apprezzato molto l'intervento dell'Assessore che ha difeso tutta una situazione della sanità valdostana, ponendo in evidenza tutte le specialità, tutti i reparti che con eccellenza vengono esauriti in regione.
Il collega Centoz poi diceva: "Ma guardate che noi qui potremmo avere dei problemi perché il riparto che ci viene dato è dato su delle situazioni finanziarie sulle quali non operiamo noi, non siamo noi gli attori principali ma è lo Stato".
Con tutta onestà, collega Centoz, a me non pare che - quando eravate in maggioranza o quando al Governo c'era il Presidente del Consiglio del PD o qualche Ministro delle finanze del PD - lei abbia mai fatto un qualche cosa per dire: "Rendiamo la Regione autosufficiente o garantiamo delle finanze di riparto".
Devo ricordare che il riparto fiscale della Valle d'Aosta è stato - grazie a una lungimiranza e a un grande lavoro - fatto già dal 1981 dal presidente Andrione.
Per quanto riguarda la contribuzione della finanza pubblica, il collega Lattanzi ieri diceva: "Potrebbe essere necessario che, visti i conti disastrati dello Stato, noi si possa dover intervenire".
Noi l'abbiamo già fatto - io ricordo, e chi è stato Sindaco se lo ricorda bene il Patto di stabilità con il Governo Monti - abbiamo dovuto sudare non poco per chiudere i nostri bilanci, solo che il Governo Monti era sostenuto dal PD, dal Popolo della libertà e dall'UDC.
Io, al contrario di chi ha parlato prima, sostengo fortemente questo bilancio, forse è anche dovuto dalla mia attività precedente di amministratore locale. Io vedo che i soldi che sono stati destinati in generale alla Protezione Civile per la protezione del territorio, per la garanzia del nostro territorio, sono strategici e sono molto importanti.
In questa sala abbiamo due colleghe Sindache che hanno vissuto sulla propria pelle quello che vuol dire avere un'alluvione e per il Comune di Aymavilles anche un incendio, perché ci mancava anche questo, quindi il fatto di poter garantire una certa sicurezza sul territorio e la possibilità di ripristinare immediatamente - come è successo a Cogne e a Cervinia - le situazioni di emergenza è una situazione che dà garanzia di sicurezza ai residenti e agli ospiti.
Apprezzo molto, e lo apprezzo anche qui perché ho toccato con mano, cosa voglia dire avere il soccorso con l'elicottero notturno, quindi interventi molto importanti, ripeto, che danno proprio sicurezza ai nostri cittadini.
Altra situazione che ci vede molto favorevoli sono gli interventi che vengono fatti in campo turistico, perché gli interventi che vengono fatti in campo turistico, nel senso, come ieri sottolineava l'Assessore, non solamente per le situazioni turistiche, ma nel suo complesso... e potrei dire gli interventi che vengono fatti sugli impianti sportivi che hanno una valenza regionale o sulle manifestazioni sportive di livello internazionale... E soprattutto anche per quanto riguarda gli impianti a fune, io vorrei sgomberare il campo: noi siamo assolutamente favorevoli a uno sviluppo degli impianti a fune, a uno sviluppo dei nostri comprensori sciistici, evidentemente con il rispetto della natura, dell'ambiente, perché siamo i primi noi, amministratori locali, a voler mantenere questo tipo d'iniziativa.
Mi ha colpito una frase che sabato scorso, in occasione della Coppa del mondo di Cervinia, è stata messa dove verrà realizzata la nuova la nuova funivia che da Cervinia arriverà a Plateau: "Investiamo per le prossime generazioni e non per il prossimo trimestre".
Ecco, questo è proprio l'interesse e la mission che abbiamo noi come Amministrazione: dovremo prendere delle decisioni delicate, che sono da studiare, da approfondire, magari non sempre popolari, ma che serviranno al bene per le nostre future generazioni.
Ho letto questa mattina la Stampa e si dice che è un bilancio un po' socialista, mi fa piacere però leggere due frasi dall'intervento che ha fatto Confindustria, perché forse sono quelli che hanno un po'più veramente la mano e, diciamo così, il termometro della situazione.
Leggo dal loro resoconto: "Per quanto riguarda l'andamento dell'economia regionale, i dati che emergono dalla nostra ultima indagine confermano gli indici di metà anno, attestando un miglioramento del clima di fiducia tra le imprese valdostane".
Ancora: "È fondamentale proseguire nel rafforzamento degli strumenti di supporto alle imprese che investono in innovazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e apertura ai mercati esteri. In questo quadro riteniamo molto positivo l'importante impegno finanziario dalla legge 84/93, accompagnato dalla recente pubblicazione di un nuovo bando che auspichiamo possa ottenere risultati analoghi, se non superiori a quelli della precedente edizione".
E per terminare, in conclusione Confindustria Valle d'Aosta esprime un sostanziale apprezzamento per i contenuti della manovra in esame, le misure contenute nei documenti dimostrano una profonda comprensione delle sfide che il tessuto imprenditoriale locale deve affrontare e un forte impegno a sostenere la crescita.
Questo solamente perché qualcuno forse ha un po' una situazione più sottomano dell'economia valdostana.
Infine una battuta al collega Perron: noi siamo autonomisti, siamo autonomisti sinceri con il cuore e non ci facciamo influenzare troppo, come ieri ci ha chiesto di non essere troppo influenzati.
Presidente -Grazie collega. Ha chiesto la parola il collega Tuccari, ne ha facoltà.
Tuccari (FdI) -Il voto contrario che esprimerò su questo bilancio non nasce da una posizione pregiudiziale, ma da una valutazione politica e sostanziale.
Questo Documento contabile si colloca in piena continuità con l'Amministrazione precedente, guidata da Union e Partito Democratico. Oggi assistiamo a un cambio di alleanze con l'ingresso di Forza Italia al posto del Partito Democratico, ma il bilancio resta lo stesso, sia nelle sue impostazioni che nelle priorità e nelle sue scelte.
È legittimo che una nuova maggioranza presenti un proprio bilancio, è meno comprensibile che si voti un bilancio costruito politicamente da altri, senza alcuna reale discontinuità.
In questo senso il voto favorevole di chi oggi siede in maggioranza su un bilancio elaborato dal Partito Democratico rappresenta una contraddizione politica evidente, ma il punto centrale è la struttura stessa di questo bilancio, di cui il 76,80, cioè circa l'80% delle risorse, è assorbito dalla spesa corrente, mentre il solo 20% circa viene effettivamente destinato alla comunità sottoforma d'investimenti e d'interventi capaci di generare sviluppo, servizi e futuro.
Una simile impostazione non consente alcuna vera programmazione. Si gestisce l'esistente, ma non si costruisce nulla di nuovo.
Senza investimenti non c'è programmazione, e senza programmazione non c'è futuro.
In un contesto di sanità in difficoltà, infrastrutture carenti, isolamento crescente e imprese che chiedono risposte, la Valle d'Aosta avrebbe bisogno di scelte coraggiose e di una visione strategica chiara. Tutto questo, purtroppo, non emerge da questo bilancio.
Per queste ragioni, con senso di responsabilità e coerenza politica, annuncio il mio voto contrario al bilancio regionale.
Non è un voto contro la Valle d'Aosta, ma è un voto contro il modello di gestione che privilegia la spesa corrente, rinuncia agli investimenti e non offre una prospettiva concreta di sviluppo alla nostra comunità.
Presidente -Grazie collega. Ci sono altre dichiarazioni di voto? Ha chiesto la parola il collega Sorbara.
Sorbara (FI) -Intervengo anche per fare una serie di precisazioni rispetto a quanto è stato affermato ieri e oggi sulla mia relazione.
Nella relazione che ho presentato e nelle parole che ho utilizzato ho fatto più volte riferimento al concetto di dialogo e di confronto. Ritengo doveroso chiarire che tali espressioni vanno lette innanzitutto alla luce del fatto che sono appena arrivato, come tanti di voi, in questo ruolo, e che il mio approccio iniziale è necessariamente improntato all'ascolto, alla comprensione dei dossier e alla volontà di costruire un quadro il più possibile completo delle situazioni che ci troviamo e ci troveremo ad affrontare.
Il richiamo al dialogo non intende in alcun modo mettere in discussione le dinamiche politiche tra maggioranza e minoranza, né tantomeno creare ambiguità rispetto ai ruoli. Forza Italia è, a pieno titolo, una forza di maggioranza, e ne condivide responsabilità, scelte e indirizzo politico.
Questo è un dato politico chiaro e non contestabile.
Allo stesso tempo, credo che, soprattutto su temi complessi e delicati, il confronto istituzionale non sia un segno di debolezza ma uno strumento di serietà e di rispetto verso le istituzioni e verso i cittadini in particolar modo.
Parlare di dialogo significa riconoscere che il confronto può migliorare la qualità delle decisioni, senza, con questi comportamenti, rinunciare alle prerogative della maggioranza. In questo contesto si colloca anche la mia scelta di astenermi sugli emendamenti presentati dalla minoranza.
Desidero chiarire che tale astensione non rappresenta né una condivisione politica delle proposte né, al contrario, una chiusura pregiudiziale, ma è una scelta di responsabilità coerente con il fatto che mi trovo in una fase iniziale del mio mandato e che ritengo corretto non assumere posizione definitive su singoli emendamenti senza avere completato un necessario percorso di approfondimento tecnico e politico.
L'astensione è stata quindi una forma di rispetto istituzionale, rispetto verso il lavoro della minoranza, ma ancora di più rispetto verso la maggioranza, di cui Forza Italia fa parte, e rispetto verso l'Aula che merita decisioni ponderate e non affrettate.
È stata una scelta che tiene insieme il metodo del dialogo e la coerenza nel ruolo che ricopro.
E poi, per quanto riguarda alcune mie affermazioni nella mia relazione, in particolar modo a Sant'Antonio e a Toniolo, desidero precisare che si tratta di richiami culturali e valoriali, utilizzati per richiamare concetti come la responsabilità, la centralità della persona e il senso di comunità.
Non erano né vogliono essere prese di posizioni politiche o ideologiche, ma riferimenti che appartengono a una tradizione di pensiero che invita all'impegno, al rispetto e al servizio del bene comune.
Mi preme inoltre sottolineare che le mie dichiarazioni non vanno estrapolate dal contesto complessivo della relazione, che è una relazione introduttiva, di impostazione, e non di un bilancio o di un giudizio sull'operato precedente, assolutamente, è una relazione che riflette un approccio iniziale, consapevole del fatto che il lavoro richiede tempo, approfondimento e confronto.
Noi ricordo che siamo qua neanche da due mesi.
Ribadisco quindi quanto detto e perfettamente coerente con il ruolo che ricopro, con l'appartenenza a Forza Italia, alla maggioranza e con la volontà di svolgere il mio incarico in modo serio, responsabile e corretto.
Il dialogo resta per me un metodo di lavoro, non una posizione politica, e l'astensione sugli emendamenti va letta in questa chiave: come una scelta di prudenza, di rispetto e di coerenza, non come ambiguità o indecisione.
Concludo con un mio pensiero personale, che va oltre il confronto politico e che riguarda il senso più profondo del mio stare qui.
Ogni scelta che compiamo, ogni parola che pronunciamo in quest'Aula ha un impatto che spesso non colpisce chi ha già strumenti, voce e tutele, ma chi è più fragile, chi è più solo, chi fa a fatica e molte volte non può neanche farsi ascoltare.
Gli ultimi non hanno emendamenti, non hanno interventi a microfoni, non hanno la possibilità di difendersi nel dibattito politico, dipendono interamente dalla qualità e dalle nostre decisioni. È a loro che sento di dover rispondere per primi: a chi vive ai margini, a chi ha perso fiducia nelle istituzioni, a chi chiede non favori ma dignità, attenzione e rispetto.
È pensando a loro che credo nel dialogo come metodo, non per indecisione ma per responsabilità, perché decidere bene quando in gioco ci sono le persone più fragili è un dovere morale prima ancora che politico.
Il mio impegno sarà sempre orientato a questo, fare in modo che le istituzioni e le mie scelte non siano mai lontane, fredde o incomprensibili, ma capaci di vedere chi resta indietro o di non lasciarlo mai da solo.
Se la politica ha ancora un senso per me è proprio questo: dare voce a chi non ce l'ha e costruire scelte che tengano conto, prima di tutto, degli ultimi.
Dalle ore 10:39 assume la Presidenza la vicepresidente Petey
Petey (Presidente) -La parola alla consigliera Forcellati.
Forcellati (PD-FP) -Innanzitutto io desidero cominciare la mia dichiarazione di voto ringraziando il consigliere Sorbara.
Mi è chiara, mi è arrivata chiara la sua dichiarazione di voto, così come è chiaro il suo messaggio, in continuità con quello che lei, come Presidente della Commissione, ha esplicitato nella sua relazione; è una forma di coerenza, che può piacere o non piacere, può infastidire, e io le dico che infastidisce, non noi, e che magari, nel tempo, non so se lei riuscirà ad adeguarsi ai dettami della maggioranza o se continuerà a fare una voce coerente rispetto al suo pensiero, e io apprezzo coloro che in maniera chiara e senza timore... perché abbiamo visto, no, vediamo gli sguardi, vediamo i movimenti del viso, tutto questo mi fa ben sperare da una parte, però capisco anche la sua difficoltà.
Detto questo, faccio molto brevemente la mia dichiarazione di voto. Il voto che ci apprestiamo, ma ognuno di noi fa le proprie considerazioni all'interno del nostro gruppo, ma il voto che ci apprestiamo a esprimere su questo bilancio è un voto di astensione, è una scelta politica, ponderata, dettata, Presidente, da un senso di responsabilità verso le istituzioni e verso un percorso che in gran parte affonda le radici nel lavoro svolto durante la precedente esperienza di Governo di cui abbiamo fatto parte e, oltre a non vergognarcene, anzi, ad andare fieri oltre a questo, chiaramente siamo consapevoli delle difficoltà nelle quali ci mette questo bilancio, ma non ci tiriamo indietro, anzi, abbiamo provato a fare e a portare degli ordini del giorno, come ha fatto il resto della minoranza, non la chiamerò mai opposizione; abbiamo provato, perché nulla è perfetto, e neanche questo bilancio è perfetto, non è perfetto perché l'attenzione agli ultimi, alla fragilità, non è quella che noi avremmo voluto e quindi abbiamo provato a portare dei correttivi.
Il concetto di confronto è un concetto che attiene probabilmente solo al consigliere Sorbara, perché anche io condivido, con il consigliere Perron, il fatto che non mi stupisco delle dinamiche tra maggioranza e opposizione, ci mancherebbe; maggioranza e minoranza, ci mancherebbe. Detto questo, però, se noi diciamo all'inizio, e il Presidente di Commissione dice nella sua relazione iniziale che si basa sul confronto... io penso che quello sia il pensiero della maggioranza, quindi confronto ci deve essere e confronto non c'è stato, c'è stato un veto pregiudiziale su qualunque nostra proposta.
Questa è la ragione della distanza che oggi c'è tra minoranza e maggioranza e il nostro sì - pur avendo fatto parte del precedente Governo, e quindi anche di quanto è scritto in questo DEFR e nella legge di stabilità - il nostro sì non può essere scontato.
Notiamo uno scollamento tra la visione originaria e l'attuale attuazione pratica, vediamo una mancanza d'incisività su argomenti sui quali abbiamo provato a incidere maggiormente.
La nostra astensione è un segnale chiaro: noi siamo qui non per fare ostruzionismo a prescindere, noi siamo qui specialmente su capitoli di spesa che riteniamo vitali per la nostra comunità, perché io ricordo - sempre a me stessa, ancor prima che all'Aula - che noi siamo qui per rispondere a dei bisogni della popolazione, non stiamo facendo un mero esercizio di dialettica politica, ma stiamo approvando un documento che risponde e deve rispondere ai bisogni della popolazione valdostana, e ad alcune fasce della popolazione valdostana non risponde a sufficienza.
Allo stesso tempo, però, non faremo un ostruzionismo pregiudiziale, ma non firmiamo una cambiale in bianco.
È un'astensione politica che indica come questo bilancio sia un atto che rappresenta parte della nostra eredità politica ma dal quale non ci sentiamo pienamente rappresentati per quanto riguarda le nuove sfide e le future priorità.
Personalmente ringrazio per la discussione che c'è stata, la discussione che ci ha permesso di portare all'attenzione di tutti i temi per noi importanti, non ringrazio per la mancanza di confronto vero, leale, sincero, che è stato proposto e non raccolto.
Dalle ore 10:45 riassume la Presidenza il presidente Aggravi.
Aggravi (Presidente) -Ha chiesto la parola il consigliere Domanico.
Domanico (FdI) -Collega consigliere Torrione, sono anch'io un ex sportivo, lei cita sempre il fatto che è uno sportivo, e nel mio sport si diceva che se non vinci, impari.
Io l'altro giorno ho imparato e quindi oggi lei no.
Intervengo oggi con un senso di responsabilità istituzionale, per affrontare un tema che non riguarda soltanto una scelta politica contingente, ma tocca il cuore stesso della credibilità degli accordi, del rispetto degli elettori e della coerenza dell'azione pubblica.
Mi riferisco alla decisione di Forza Italia di votare un bilancio di continuità, un bilancio che non aveva sostenuto nella legislatura precedente, che non ha contribuito a scrivere e che soprattutto si pone in aperta contraddizione con l'accordo politico siglato all'interno del centrodestra.
Il centrodestra è o dovrebbe essere una coalizione fondata su un patto chiaro di lealtà e rispetto degli impegni presi davanti ai cittadini.
Il bilancio non è un documento qualunque, il bilancio è l'atto politico per eccellenza, è la sintesi delle priorità, delle visioni, delle scelte strategiche di una maggioranza.
Votare un bilancio significa riconoscere la coerenza con il proprio programma e allora dobbiamo dirlo con chiarezza: Forza Italia oggi vota un bilancio che ieri contestava, un bilancio che nasce da un'impostazione che non è la sua.
Senza progetto politico non c'è fiducia, senza fiducia le istituzioni si indeboliscono, ed è per questo che il mio voto al bilancio sarà contrario.
Ormai l'avrete capito e penso che ve l'aspettiate, mi piacciono le citazioni.
Ezechiele 2517: "Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dall'iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi".
Presidente -In questo mood dipulp fictionpasso la parola al collega Jordan.
Jordan (UV) -Il bilancio regionale per il 2026 - è stato detto più volte - pareggia a 2 miliardi di euro, un bilancio importante che raggiunge un importo che non si era visto negli anni precedenti, un bilancio generoso che assicura risposte importanti in tanti settori, una crescita di numeri che assicura la copertura delle tante spese correnti, che finanzia i servizi e che mette in campo disposizioni importanti per gli investimenti.
I numeri sono già stati ampiamente citati e tralascerò, voglio aggiungere che sono positivamente soddisfatto del dibattito di questi giorni. Ho apprezzato molto gli interventi, anche dai banchi dell'opposizione, molti suggerimenti, molti stimoli che, al di là del gioco delle parti tra maggioranza e opposizione, credo che dovranno essere presi in considerazione.
Mi soffermerò su alcuni aspetti per evidenziare quanto fatto e quanto previsto, ma anche per indicare gli elementi su cui ritengo importante mettere le nostre attenzioni, e, per brevità e per non dilungarmi, ne cito solo qualcuno, altri immagino che saranno ripresi e messi in evidenza dai miei colleghi.
Non abbiamo potuto farlo in questo periodo, ma colgo positivamente e ottimisticamente gli auspici di condivisione e di collaborazione che sono emersi, proveremo a farlo negli atti successivi, gli atti finanziari.
Alcuni temi: in agricoltura è fondamentale sostenere il settore, un sostegno economico alla produzione, un sostegno economico legato ai costi di produzione, alle difficoltà di lavorazione, ma anche un sostegno alla commercializzazione, con una particolare attenzione ai settori, ad esempio quello zootecnico, che hanno redditività decisamente ridotte rispetto ad altri settori. In questo settore sono necessarie politiche di lunga durata, che sappiano realmente creare i presupposti per il mantenimento del numero delle aziende agricole, perché vi assicuro - e mi riferisco ancora una volta al settore zootecnico - che lì le difficoltà sono tante, i sacrifici sono tanti, e non trovano eguali in altri settori della nostra economia.
Dobbiamo investire sull'aspetto della produttività delle nostre aziende e in questo senso cito alcune priorità che non sono emerse dalla discussione: la ricerca e la sperimentazione, che non sia fine a se stessa, ma che sia funzionale al servizio delle aziende agricole; la selezione genetica, che riesca realmente a migliorare la produttività dei nostri capi; l'assistenza tecnica, che sia concretamente al servizio delle aziende e, per finire, i servizi di prevenzione, da potenziare rispetto ai tanti controlli a cui il settore è sottoposto.
Ritengo importante dare rilievo alla componente di valorizzazione territoriale e ambientale, che è una conseguenza diretta dell'attività agricola, una componente, quella ambientale, che non sempre è legata al tema della produttività. Dobbiamo sostenere le attività agricole che lavorano in contesti dove l'alternativa è l'incolto, dove l'alternativa è l'abbandono, dove l'alternativa è l'assenza di manutenzione, con tutte le conseguenze che ne derivano e che conosciamo; si studino pertanto delle misure che non siano legate alla produttività, come quelle del CSR, si studino nuove forme, nuovi incentivi per favorire un'agricoltura che si occupi delle zone realmente marginali e sensibili dal punto di vista ambientale e paesaggistico.
Ancora, in maniera brevissima, sui Consorzi di miglioramento fondiario, dove è già stato detto: serve una nuova norma, nuovi meccanismi di governance, perché sarà sempre più difficile trovare amministratori di questi Consorzi, ma soprattutto serve un piano d'investimenti pluriennali con risorse ingenti, perché gran parte delle reti sono state costruite negli anni '80 e negli anni '90: sono da sostituire, i costi di manutenzione sono assolutamente alti, quindi si cerchino risorse e si faccia un piano d'investimento che sia razionale e che sia lungimirante.
Nel settore della sanità, dove le risorse ci sono e sono importanti, in questo momento il nostro ruolo, colleghi, è quello di approvare le poste del bilancio, il ruolo dell'Assessore è quello di lavorare con l'Azienda sanitaria per migliorare l'efficacia e l'efficienza del servizio sanitario. Al di là delle diverse rilevazioni di enti, che ci mettono una volta in alto, una volta in basso nelle classifiche, ognuno di noi ha la percezione di quale sia la reale situazione, tutti i giorni ci sono esempi in tal senso e molti sono stati citati anche in questi giorni di dibattito e non ci rincuora sapere che altrove si stia peggio. Si dia attuazione, l'ha detto l'Assessore, al Piano regionale per la salute e il benessere sociale, ma lo si faccia concretamente, portando dei risultati, si migliori il modello organizzativo, si razionalizzino le procedure, i procedimenti dove si può, si riducano le efficienze, questo per far sì che le risposte siano positive, che le risposte ai cittadini siano buone.
Noi non vogliamo una sanità che diventi sempre più privata, non credo che lo voglia nessuno, siamo per una sanità pubblica. Faccio fatica a comprendere la più crescente distinzione tra il privato e pubblico, faccio fatica a capire in quanto le figure professionali sono le stesse che in un momento della giornata si occupano del pubblico e in un altro momento della giornata si occupano del privato, con la conseguenza di lasciare delle liste d'attesa in un caso enorme, nell'altro invece non ci sono.
Si lavori per favorire la sanità pubblica, magari anche con maggior indennizzo all'esclusività delle prestazioni nel caso del pubblico. Si utilizzi la sanità privata per ridurre le liste d'attesa, per ridurre i tanti problemi che ci sono nella sanità.
Lo sappiamo: nel limite delle possibilità e tenuto conto delle così tante variabili che ci sono in questo settore, non sono facilmente gestibili queste politiche, però si governi per gestire i processi anziché continuamente subirne.
Il consigliere Lattanzi ha parlato ieri di un piano d'investimenti che guardi ai dieci anni, io condivido e raccolgo l'intenzione, l'intenzione immagino che sia anche nelle corde dell'Assessore, però deve essere realmente - nonostante le tante difficoltà - attivata e cercare di concretizzare.
Sui fondi europei sono estremamente positive e da segnalare le ottime performance della nostra Regione in termini di progetti e avanzamenti dei fondi europei, ma si continui a migliorare la strategia, che trovi una vera e reale corrispondenza sul territorio e che sia in linea con la programmazione che abbiamo fatto anche in questo inizio di legislatura, che non sia astratta; una strategia che deve trovare, dicevo, corrispondenza tra i diversi piani di sviluppo in tutti i settori economici e non realizzare progetti che sovente sono fini a se stessi. Solo così, con uno sforzo importante, i fondi europei possono realmente diventare uno strumento moltiplicatore di risorse e di sviluppo.
Concludo con il tema della riorganizzazione della pubblica Amministrazione, la riforma è necessaria, non è più rinviabile, dobbiamo avere il coraggio di completare il percorso avviato.
È evidente che sia opportuno rivedere il modello organizzativo degli uffici, serve ridare ai dipendenti motivazione, fiducia, entusiasmo; serve, a mio avviso, anche rivedere la catena di comando, rivedere la distribuzione dei ruoli, delle responsabilità, delle gerarchie.
Riprendendo l'ordine del giorno, il tema è una necessità ancora più che un'opportunità, su questo tema, concordo, la competenza è anche del Consiglio, che non deve solo ratificare, ma deve essere coinvolto nelle scelte. Un coinvolgimento che è stato citato più volte in questi giorni e - mi avvio alla conclusione - che deve estendersi a tutte le tematiche. Il Consiglio deve poter trattare tutte le tematiche e il coinvolgimento è lo strumento principale, uno strumento che più volte è stato chiesto anche dai banchi della maggioranza.
Presidente -La parola alla vicepresidente Petey.
Petey (UV) -In merito al bilancio di previsione mi soffermerò sugli Enti locali e mi preme evidenziare come lo stesso dedichi una particolare attenzione ai comuni, così come peraltro attuato in questi ultimi anni, riconoscendo in modo concreto il ruolo fondamentale che gli enti locali svolgono nel garantire servizi essenziali e presidio del territorio, soprattutto in una realtà complessa come quella della Valle d'Aosta.
I trasferimenti di finanza locale con vincolo di destinazione crescono da 156 milioni a 186,5 milioni, mentre i trasferimenti senza vincolo di destinazione sono confermati in 91,5 milioni, a questi si aggiunge il trasferimento straordinario corrente di 12 milioni e mezzo a sostegno delle spese fisse e gestionali del personale.
Come evidenziato l'altro ieri dal Presidente nella sua relazione, ci sono poi risorse di cui i comuni e i territori beneficiano, e voglio in particolare ricordare i 27 milioni di euro destinati alle attività di gestione della protezione civile e i 30 milioni destinati agli interventi per la prevenzione dei dissesti idrogeologici, interventi emergenziali di somma urgenza ormai sempre più frequenti.
I trasferimenti previsti, dunque, non rappresentano solo una voce contabile, ma sono veri strumenti operativi. Parte dei trasferimenti consente anche ai comuni di intervenire in modo tempestivo in un contesto caratterizzato dagli aumenti dei costi di gestione sulle opere minori, spesso escluse dai grandi programmi d'investimento ma decisive per la qualità della vita dei cittadini: manutenzione di strade comunali, edifici pubblici, scuole, impianti sportivi, reti, infrastrutture di prossimità, interventi che non fanno notizia ma che fanno funzionare i territori.
Oltre a tali trasferimenti è altrettanto rilevante il sostegno che il bilancio regionale ha offerto e offre ai comuni per far fronte agli aumenti contrattuali del personale, un trasferimento straordinario di oltre 5 milioni destinato alla parziale copertura dell'incremento delle spese di personale derivante dai rinnovi contrattuali.
In una fase di crescente difficoltà nel reperire e trattenere professionalità qualificate, la Regione, a seguito del rinnovo contrattuale, ha compiuto una scelta di responsabilità, riconoscendo che il funzionamento della macchina del Comparto Unico passa prima di tutto dalle persone che vi lavorano.
Sarà necessario - come peraltro richiesto dagli enti locali - proseguire in tal senso e trovare nuove risorse per far fronte alle maggiori spese derivanti dai servizi gestiti dalle Unités des Communes, così come rivedere la riforma degli enti locali, che porti al rafforzamento dell'autonomia locale con una programmazione pluriennale certa dei trasferimenti e una revisione dei criteri di assegnazione delle risorse per investimenti, con priorità ai servizi essenziali. Su tale riforma, però, i Sindaci dovranno essere parte attiva nella revisione e contribuire a creare un sistema più efficiente e più vicino ai cittadini.
Un bilancio pertanto che sosterrò in quanto riconosce il ruolo fondamentale dei comuni ed è coerente con una visione di leale collaborazione istituzionale e di attenzione concreta ai territori. Una Regione che sa sostenere i propri enti non solo nelle grandi strategie, ma anche nella gestione quotidiana e nelle scelte che incidono direttamente sulla vita delle comunità.
Presidente -La parola al collega Carrel.
Carrel (ADC) -Due giorni - quasi tre, di fatto - di discussione di tre documenti che sono sicuramente già stati discussi e ben definiti politici, tecnici, possiamo sbizzarrirci e lo abbiamo fatto in diversi modi.
Siamo partiti lunedì pomeriggio con un intervento, con una relazione di maggioranza del collega Sorbara che ci ha dato qualche speranza, al di là di Sant'Antonio o San Francesco, perché lunedì era San Francesco e oggi è Sant'Antonio, ma comunque sia il concetto di base era un concetto che ci dava la speranza di poter discutere di questi documenti, di poter portare un contributo e di avere una maggioranza attenta al confronto, attenta al dialogo, ed è una situazione in cui, collega, mi sono trovato e ci siamo trovati nella scorsa legislatura in diversi momenti, perché ricordo che, come gruppo consiliare di Pour l'Autonomie, anche quando eravamo in maggioranza - per esigenze, perché eravamo stati chiamati a sostenere la maggioranza sino alla fine della legislatura - abbiamo più volte ribadito che il metodo doveva essere cambiato in qualche modo, quindi mi ritrovo nelle sue parole e mi ritrovo nel suo spirito.
Mi auguro che lei riesca a portare questo nuovo spirito e questa nuova necessità e vedo, e lo abbiamo notato, che non è il solo all'interno della maggioranza ad aprire a un confronto e alla possibilità di avere una dialettica e un dialogo che sia costruttivo, quindi è una due giorni che si chiude con un 21-14 praticamente su tutti gli ordini del giorno, qualcuno in più, qualcuno in meno, ma comunque sia su una barricata contro le proposte della minoranza, come è sempre stato, quindi nulla di nuovo sotto il sole, ma credo che i numeri nascondano qualcosa di diverso, o meglio, le parole che sono state dette in quest'aula nascondono un atteggiamento che è diverso da Assessore ad Assessore, un atteggiamento che è diverso da certi componenti della maggioranza rispetto ad altri.
Credo quindi che ci sia in qualche modo ancora un po' di speranza. Lunedì ammetto che quando abbiamo iniziato la discussione avevo quasi l'intenzione di fare delle proposte con un ordine del giorno e poi andare ad approvarlo questo bilancio, perché di fatto è un bilancio che è in piena continuità con quello che io, il collega Guichardaz, il PD e noi come Pour l'Autonomie abbiamo approvato, abbiamo vagliato, abbiamo proposto. La discussione però, si è irrigidita, le posizioni sono state chiare sin da subito e a ogni nostra proposta vi era un "niet". Un "niet" differente da Assessore ad Assessore, ho già avuto modo di dirlo, tant'è che su sei ordini del giorno tre li ho ritirati e li ho ritirati con l'accordo con l'Assessore competente a portare i temi in discussione in Commissione e ad affrontare i temi in un certo modo.
Non credo quindi che ci siano le condizioni oggi per approvare questo bilancio, da parte mia vi sarà un voto di astensione, nonostante le aperture di credito che ho fatto con alcuni Assessori, cercando di proporre delle soluzioni, di proporre delle linee politiche che andremo a discutere durante la primavera e sicuramente su questo, nel ruolo di opposizione, in questo momento, è ovvio che andremo a vigilare e andremo a sostenervi, laddove vi sarà necessità, ma andremo soprattutto a verificare che queste azioni vengano poi messe in campo.
Il bilancio è sterile, sono numeri, perché alla fine quando si parla di bilancio si parla di numeri, e lo ha ben rappresentato anche nella sua relazione il neo Assessore al bilancio, vi sono tutta una serie di numeri che possono essere analizzati in mille e mille modi; poi dall'altra parte vi è la politica. La politica è colei che deve tradurre quei numeri in qualcosa di concreto per i Valdostani.
Questa voglia, questa volontà di dibattito e di confronto da parte della maggioranza non l'abbiamo attualmente vista, ma dalle parole di alcuni Consiglieri e di alcuni Assessori che abbiamo sentito riponiamo ferma fiducia per il futuro.
È un'astensione quindi che non è assolutamente un voto contrario, ma è un'astensione che vuol dire "Ci siamo, vogliamo confrontarci, vogliamo portare il nostro contributo", perché ci sono delle forze di opposizione anche autonomiste, o meglio, ci sono forze autonomiste lasciate all'opposizione, questo lo dico e lo sottolineo, perché esistono, per scelta, per necessità, non ritorniamo su questi temi, ma vi è un pensiero autonomista che non è incluso in questo Governo e che ha voglia, ha la possibilità e ha la volontà di mettere a disposizione le proprie idee e i propri pensieri per poter contribuire a rendere questo bilancio, che è un insieme di numeri, qualcosa di diverso dal 21 al 14 che avete voluto mantenere fermo su tutte queste due giornate, ma non per cambiare esclusivamente i numeri, ma per cambiare i risultati che i Valdostani percepiscono in base a questo bilancio, ed è a questo a cui ambiamo, tutta quest'Aula e ogni singolo Consigliere.
Mi auguro vivamente, collega Sorbara, che la relazione che ha scritto sia di buon auspicio per i prossimi sei mesi, in caso contrario, purtroppo, anche lei dovrà fare le sue valutazioni, ma mi auguro che possa trovare le sponde necessarie per poter cambiare un po' il metodo, che è quello che chiedevamo, nel rispetto di ogni Consigliere e di ogni gruppo qui rappresentato, perché tutti insieme possiamo veramente andare a dare le risposte che i Valdostani aspettano.
Presidente -Se i colleghi sono d'accordo farei una breve pausa di 10 minuti. Si riprende alle ore 11:24.
La seduta è sospesa dalle ore 11:14 alle ore 11:26.
Aggravi (Presidente) -Colleghi, riprendiamo i lavori, siamo alle dichiarazioni di voto. Le prenotazioni sono a vostra disposizione.
Giustamente l'opposizione ha chiesto l'alternanza, la maggioranza è intervenuta e quindi reciprocamente chiediamo agli uni e agli altri di alternarsi. Chi intende prenotarsi, colleghi? Chi intende prenotarsi? Perché sennò non posso chiudere la discussione generale... ma procedo con la votazione in questo caso.
Lo dico per l'ultima volta, chi intende prenotarsi? Collega Torrione.
Torrione (AVS) -Le nostre intenzioni sono chiare, in premessa volevo solo spiegare- non so se si può dire tecnicamente - il fatto che abbiamo votato no al DEFR e ci siamo astenuti sugli articoli del bilancio: è la logica per cui noi abbiamo una contrarietà importante rispetto al Documento di Economia e Finanza e il bilancio, di fatto, discende in maniera consequenziale da questo documento, per cui non è colpa del bilancio se il DEFR è fatto così, per dirla un po' in maniera più divertente.
I motivi per cui siamo contrari sono di carattere politico, alcune considerazioni tecniche più che metodologiche, questo non significa che pensiamo che il Documento sia tutto sbagliato, non ci siano cose positive eccetera, però è chiaro che la valutazione è complessiva e lì dobbiamo andare.
Mi ripeto brevemente su alcune cose, perché poi fondamentalmente vorrei aggiungere alcune considerazioni, ripetendo quelle già fatte da alcuni colleghi. I motivi fondamentalmente per cui abbiamo votato contro è che leggiamo in questo documento una mancanza di visione. Il collega Jordan - e non solo il collega Jordan - mi sembra che ne abbia parlato nell'intervento precedente: il fatto che ci possa essere una visione più a lungo termine eccetera, ci sembra che la visione sia un poco più orientata al domani, al dopodomani e non tanto ai decenni successivi, non soltanto rispetto ad alcune manovre specifiche ma in generale proprio rispetto alla manovra.
La politica, dal nostro punto di vista, deve avere sempre uno sguardo orientato al futuro a medio e lungo termine, peraltro - anche qui uno dei miei cavalli di battaglia, quindi probabilmente mi sentirete dirlo spesso - io sono molto preoccupato rispetto alla società in cui viviamo, che mi sembra sempre più orientata al piccolo - ed ecco anche perché la grande attenzione rispetto alla visione di questo DEFR - cioè siamo troppo orientati in maniera individualistica al nostro piccolo orto e al nostro piccolo cerchio d'interessi. Secondo noi bisogna alzare lo sguardo e purtroppo sta anche un po' decadendo quello che una volta... erano fasi più comuni: pensiamo al futuro dei nostri figli, pensiamo alle generazioni future; ecco, queste due considerazioni, secondo me, per usare un esempio su tutti, questa società le sta facendo veramente poco e l'attenzione di questa società rispetto all'ambiente in cui viviamo - quindi non sto facendo una critica specifica al nostro Governo, ma in generale alla nostra società - l'attenzione che stiamo destinando e dedicando all'ambiente naturale è abbastanza un segno pericoloso.
Un altro motivo per cui ovviamente votiamo contro a questo DEFR è per la tempistica, perché peraltro ci viene detto che è una questione congiunturale di quest'anno però, in realtà, se io vado a guardare indietro, è una cosa che si è ripetuta in tanti momenti di approvazione del bilancio, quindi forse è strutturale, non è congiunturale, e la tempistica di poter avere ampio spazio e confronto (per riprendere il termine usato dal collega Carrel) con i tempi dovuti... questo assolutamente è mancato.
Questa volta magari c'è una parziale giustificazione, però se lo si è sempre fatto, o quasi sempre, è chiaro che forse la giustificazione non regge.
La collega Minelli ha citato, secondo me, un esempio virtuoso che si sarebbe potuto fare anche questa volta, cioè quello che è accaduto nel 2020, quando all'insediamento si è deciso di prorogare il DEFR per poi posticipare alla primavera l'approvazione; poteva essere una cosa fatta, se è stato fatto una volta tecnicamente vuol dire che era fattibile. Mi sarebbe piaciuto, sarebbe stato un gesto di grande attenzione verso tutti quanti.
Un altro elemento di criticità è il metodo per una certa superficialità e - senza offendere nessuno - insipienza che traspare da molte pagine quando si ha la sensazione di leggere un documento scritto senza un reale interesse e, a volte, anche senza la reale comprensione del valore di un documento di questo genere, come è già stato sottolineato, e come ho detto anche io nel mio primo intervento, il DEFR è... io, non so come dire, occupando uno spazio di non grande potere e possibilità, mi sento una grossa responsabilità nel ragionare e in questi giorni per parlare del DEFR ho preso appunti, come faccio sempre, e ho ascoltato tutti quanti, perché è un documento importante, assolutamente importante.
Sembra invece un poco un compitino, un copia e incolla purtroppo integrale, con pochi obiettivi strategici e anche declinati in maniera un poco superficiale.
L'altro elemento di grande criticità che mi porto dietro è che le modalità svalorizzano questo Consiglio. Io penso che la frustrazione che un poco ho avuto in questi giorni è la frustrazione che forse spero di condividere con altri colleghi, che comunque sono stati votati dai Valdostani perché ritenuti adatti ad occupare queste poltrone e a portare il loro contributo e le loro idee almeno nel confronto, poi le leggi della democrazia - sono state ben spiegate da tanti altri - dicono altro e io le rispetto in maniera assoluta.
Un confronto in questo Consiglio non c'è stato e - ci sono forse finito per caso, ma ne sono contento - sono nella Commissione regolamento del Consiglio. Beh, prima o poi mi piacerebbe che questa Commissione si riunisse e spero di poter portare un contributo.
Io ho - fra le tante - una mia passione per l'organizzazione e credo che, a parte i ragionamenti politici, secondo me ci sia un problema di funzionamento e di organizzazione del Consiglio e dei lavori del Consiglio che, ripeto, svalorizzano un po' le persone che ci sono e non permettono loro di dare il giusto e adeguato contributo.
Ultimo elemento -l'ho già detto, è quello che probabilmente tocca di più la maggioranza - è che ci sono alcuni punti diversi di questo DEFR che noi purtroppo non condividiamo, ovviamente si hanno vedute diverse. Mi ha fatto sorridere lo stupore dell'assessore Bertschy, stamattina, in una chiacchierata informale in cui si è stupito che io fossi contrario alla questione di Cime Bianche, però non ho capito come abbia fatto a stupirsi, perché mi sembrava abbastanza coerente con quello che in questi anni abbiamo e ho sempre detto, insomma.
Peraltro noi ci fregiamo di aver avuto da parte dell'Union Valdôtaine in sede di consultazione un grande merito, cioè ci è stato riconosciuto il merito di essere gli unici che si meritavano (e che erano sicuri) di finire all'opposizione. Durante le consultazioni, l'articolo di giornale di Martinet è stato carino e divertente, ha scritto: "Ma forse andiamo verso una maggioranza a 33". I due chi erano? Ovviamente eravamo noi, perché la divergenza su alcuni punti era chiara - almeno le posizioni sono chiare, credo nel rispetto delle idee di tutti - e li elenco soltanto, anche se li conoscete benissimo: ovviamente noi, rispetto al raddoppio del Tunnel, per semplificarlo così, siamo contrari; sulla Aosta-Pré-Saint-Didier assolutamente siamo per un ripristino della tratta; Cime Bianche l'ho già citato; i collegamenti intervallivi è un altro aspetto importante e l'ente strumentale anche.
Ultima battuta, visto che io faccio la parte meno aulica, io faccio una citazione meno aulica, avrei voluto dire due cose sull'intervento di Sorbara che ci aveva illuso un po' tutti quanti, a parte l'errore di Santo, "Gabbato lo Santo", "Passata la festa, gabbato lo Santo", credo che possa essere anche un po' uno slogan di questa situazione.
Grazie e scusate il ritardo della chiusura dell'intervento.
Presidente -Grazie collega. Chi vuole intervenire? La parola alla collega Borre.
Borre (UV) -Merci Président, merci pour les travaux en ces trois jours.
Il bilancio di previsione e il Documento di Economia e Finanza regionale 2026-2028 lo ritengo uno tra i momenti più importanti dell'attività politica e amministrativa di qualsiasi ente, dagli enti più locali da cui provengo alla massima Assise politica di questa regione.
È un documento che rappresenta un atto di programmazione che abbiamo detto essere solido, coerente, che conferma la linea di responsabilità e divisione di questa maggioranza, l'ha detto il Governo, l'ha detto la minoranza e l'hanno detto alcuni colleghi di maggioranza che mi hanno preceduto.
In un quadro economico complesso, questi documenti dimostrano la capacità della Regione di coniugare equilibrio dei conti (per nulla scontato: non in tutte le Regioni d'Italia, non in tutti gli Enti locali questo accade), tutela dei servizi essenziali, ma, soprattutto, uno sguardo gettato a politiche di sviluppo.
A seguito delle audizioni dei portatori d'interessi, delle associazioni e dei sindacati in sede di II Commissione, il quadro che emerge è a tratti piuttosto diverso rispetto a quello rappresentato dai colleghi dell'opposizione in questi giorni; per alcuni interventi, addirittura, è stata rimarcata la soddisfazione di una buona programmazione, rispetto agli interventi puntuali del passato, della scorsa consiliatura, e anche alle previsioni rispetto all'orizzonte futuro.
È un bilancio che vede come prime tre voci di bilancio, in termini di percentuali di incidenza sul triennio, la missione 13, tutela della salute, con il 21% delle risorse, che assieme alle politiche sociali raggiunge quasi il 30% delle risorse investite; la missione 14, istruzione e diritto allo studio che, insieme alle politiche giovanili e alla cultura, raggiunge il 20% delle risorse; con a seguire la missione 18, la relazione con le autonomie territoriali e locali.
Eccola qui, quindi, la visione di questa maggioranza, la prospettiva della quale tanti colleghi hanno rimarcato la mancanza. Un elemento qualificante - l'ha detto la consigliera Petey prima - è il rapporto con gli Enti locali.
Questo bilancio riconosce il ruolo centrale dei Comuni come il primo livello di risposta ai bisogni della comunità. Le risorse stanziate rafforzano la cooperazione istituzionale e sostengono i territori a seconda delle loro esigenze, puntuali ma anche particolari.
È stata citata da più parti la legge "Aosta capitale" - ricordo, nasce da un Governo dell'Union Valdôtaine nel 2011 - e la Giunta nello scorso quinquennio ha garantito con attenzione e anche puntualità le nuove esigenze rispetto alla continuità del finanziamento, soprattutto per quello che riguarda la parte corrente rispetto al fatto che gli investimenti erano leggermente indietro rispetto alla loro realizzazione.
In quest'aula abbiamo capito e siamo tutti convinti dell'importanza strategica del capoluogo di regione e che adesso vadano attribuite delle risorse speciali, ma magari con un ripensamento e un'attualizzazione rispetto al come rimodulare e prevedere una legge specifica per Aosta, magari interpretandola non più solo come Aosta capitale ma con una visione più di Plaine, dove tanti servizi comunque si sviluppano a oggi.
Anche sul fronte dello sviluppo economico il bilancio conferma una forte attenzione al sistema delle imprese, anche questo confermato da diversi interventi in aula durante la II Commissione. Le risorse sono orientate a sostenere competitività, innovazione, internazionalizzazione e transizione ecologica e digitale.
La Regione sceglie di accompagnare le imprese, soprattutto le piccole e medie, non solo con contributi, ma con politiche strutturali capaci di creare un contesto favorevole agli investimenti, all'occupazione di qualità e alla crescita del valore aggiunto sui territori.
Ci tengo anche a rimarcare un interesse rispetto all'impegno rivolto ai giovani, che rappresentano una priorità trasversale di questo bilancio. Bisogna fare attenzione a non banalizzare il concetto "I giovani se ne vanno perché in Valle d'Aosta non ci sono gli spazi per loro". Le politiche per i giovani non sono interventi residuali, ma rappresentano a tutti gli effetti un investimento strategico sul futuro della nostra regione.
Le risorse dedicate a formazione lavoro e innovazione mirano a offrire ai giovani reali prospettive di crescita personale e professionale, cercando di ridurre il rischio di fuga dei talenti, che però non dobbiamo per forza demonizzare come un aspetto del tutto negativo. Può diventare un elemento caratterizzante e di forte valore, permettere ai ragazzi di andare e agevolare poi il loro ritorno a seguito dell'esperienza fatta altrove per sviluppare qui e mettere a disposizione del nostro territorio le competenze acquisite.
Possiamo dire che queste risorse sono il meglio che ci possa essere? Questo credo non avvenga mai. C'è margine di miglioramento? Sono realizzati tutti i desiderata del Governo e della maggioranza? Beh, questo credo che non sia possibile, però c'è una differenza importante, che è quella che ho sempre rimarcato anche da Assessore alle finanze, ed è la differenza tra chi, con le risorse che ha deve fare delle scelte senza lasciare indietro niente e nessuno e chi invece può soffermarsi rispetto a delle critiche, delle richieste più puntuali e circoscritte.
Ringrazio la minoranza, perché in tutti i suoi ordini del giorno, e anche oggi, ha rimarcato come questi temi fossero stati presi in considerazione dal Governo, quindi sentendosi rispondere e dire: "Lo abbiamo già fatto, lo stiamo facendo", ad alcuni interventi è stato risposto "Siamo addirittura oltre", non ho ritrovato nelle dichiarazioni di oggi la stessa soddisfazione; giustamente, per il gioco delle parti, ognuno fa il suo pezzettino, l'importante per quest'Aula è che poi il risultato si porti a casa per i cittadini.
Il bilancio di previsione è uno strumento di programmazione triennale, quindi disegna un orizzonte temporale che non lascia spazio a cambiamenti repentini e invasivi così, di colpo, quindi sì, i bilanci, tendenzialmente soprattutto quelli di previsione, vanno in continuità con la consiliatura precedente, tendenzialmente lo si vede anche a livello nazionale, anche quando cambia di molto la componente politica c'è un elemento di continuità molto forte.
Ho sempre creduto però che la vera dinamicità dello strumento contabile finanziario, a seguito delle basi gettate dal bilancio di previsione, fosse un buon utilizzo delle variazioni di bilancio degli assestamenti, quindi, se il bilancio di previsione getta le basi per rendere subito operativa la macchina, è fondamentale un attento e puntuale utilizzo delle variazioni durante l'esercizio come strumento utile a modellare e soprattutto a togliere la staticità che è intrisa proprio per natura nella programmazione (incomprensibile).
Presidente -Chi intende intervenire? Chiedo ai colleghi chi voglia intervenire, altrimenti riprendiamo le fasi di voto. Ha chiesto la parola il collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) -Intervengo per una dichiarazione di voto che sarà necessariamente un po' più politica, provenendo dalla minoranza, e tra l'altro dico anche alcune cose che avrei voluto dire nella discussione generale, ma il Presidente mi ha preso in contropiede bloccando la discussione mentre ero alla stampante intento a raccogliere i fogli, quindi dico anche qualcosa e cerco di chiarire fino in fondo il senso politico anche della nostra posizione, che avrei voluto evidenziare ieri mattina o l'altro ieri mattina, oramai siamo qua da un po'.
È una posizione che si colloca in modo diverso rispetto a quella di chi è stato all'opposizione negli ultimi cinque anni, ed è anche diversa, per qualche sfumatura, rispetto a quella di chi, pur trovandosi oggi in minoranza, ha partecipato al Governo regionale per una parte significativa della legislatura, come il collega Carrel.
Noi veniamo da cinque anni di Governo pieno di questa regione e questo pesa, nel bene o nel male, nel modo in cui leggiamo questi documenti e nel modo in cui votiamo o avremmo potuto votare.
Il collega Centoz ha già spiegato in modo puntuale e rigoroso le ragioni per cui il nostro gruppo si è astenuto sul DEFR e sul disegno di legge regionale n. 2, per cui si conferma oggi l'astensione anche sul bilancio di previsione. Non intendo ripetere quelle argomentazioni che considero agli atti e politicamente chiare, vorrei però soffermarmi su un elemento che sta un po' ai margini dei documenti ma che, in realtà, ne costituisce uno dei nodi politici centrali.
In politica, lo sappiamo, la riconoscenza non esiste, lo sappiamo tutti, però, Presidente e colleghi dell'attuale maggioranza, esiste il rispetto, o quantomeno questo dovrebbe esistere: il rispetto per l'avversario che credo non sia mai mancato in questi cinque anni, malgrado le schermaglie che fanno parte del teatrino, e il rispetto per chi ha lavorato fianco a fianco condividendo responsabilità, scelte difficili, conflitti, risultati e, permettetemi, anche preoccupazioni e patemi.
Ero in Giunta e in ogni Giunta emergeva l'ansia anche di fattori esterni che potevano e che possono intervenire nell'azione amministrativa, ed è questo rispetto che è mancato su alcuni passaggi, nei gesti più che negli atti.
In questo caso, collega Borre, non è mancata la mancanza di rispetto, lo dico perché in questi giorni, negli interventi di diversi colleghi di maggioranza, ho ascoltato parole di apprezzamento sincero svolto dalla precedente legislatura, anche da parte di Forza Italia che si è ravveduta, evidentemente; colleghi che allora erano Sindaci o Assessori comunali che sono intervenuti prima di me hanno ricordato il dialogo costante con il territorio, l'attenzione alle esigenze degli amministratori locali, la disponibilità all'ascolto, la capacità di tenere insieme visione regionale e bisogni concreti della comunità.
È un riconoscimento che vi fa onore, fa onore a chi lo esprime e che fotografa correttamente ciò che è stato fatto, collega Petey, collega Martinet, collega Borre, ed è proprio da qui che nasce anche la difficoltà, per qualcuno, di comprendere fino in fondo la nostra astensione perché sì, questi atti li abbiamo scritti noi, li ho contribuiti a scrivere anche io quando ero Assessore, proprio per questo il punto non è il merito dei documenti, il punto è che in politica, come dicevo, contano gli atti ma ho imparato che contano anche i gesti, contano le azioni, le attenzioni, quella che potremmo chiamare, senza ironia, anche una ritualità istituzionale fatta di rispetto reciproco, di riconoscimento del lavoro svolto, di consapevolezza anche del percorso condiviso, e se oggi questo bilancio viene descritto come un bilancio importante, ancora chi è intervenuto prima di me lo ha detto, se il DEFR viene raccontato come un documento che delinea sviluppo, benessere, prospettive di investimento, allora è giusto ricordare che quella storia è una storia collettiva, colleghi, una storia costruita insieme che oggi consente, a chi rimane dalla precedente legislatura, di rivendicare i risultati, ma è una storia che non nasce oggi, almeno riconoscetelo!
Ieri il collega Bertschy ricordava l'importanza strategica degli investimenti sugli impianti a fune e sul trasporto, il collega Marzi ha riconosciuto con franchezza delle difficoltà della sanità, delle liste d'attesa, dei numeri, ma ha riconosciuto anche implicitamente che la sanità valdostana è stata in questi anni una priorità politica costante della maggioranza. Oggi, tra l'altro, abbiamo votato anche un articolo, l'unico articolo proprio sulla sanità.
Il collega Lavevaz ha riconosciuto una necessaria continuità nella scuola e nella cultura, il buon lavoro svolto in quell'ambito nella precedente legislatura. Il collega Grosjacques ieri ha evocato una certa continuità di fondo nei progetti, rimarcando come si sia dato peso al suo settore investendo risorse, energie importanti e condivise, soprattutto.
Il collega Jordan questa mattina ha richiamato il valore della sanità come diritto universale, altri colleghi hanno parlato di coesione territoriale, di attenzione alle comunità locali. Tutto questo non nasce oggi e negarlo sarebbe ingeneroso, ed è proprio perché riconosciamo pienamente il valore di questo lavoro che la nostra astensione non è un atto di distacco, al contrario di altri colleghi che hanno contestato giustamente nel merito delle scelte politiche: avete indirizzi diversi, avete modi di concepire la realtà diversi, ma per noi è un atto politico di coerenza, perché questi documenti non sono neutri, pur nella loro esigenza di sintesi e dell'esigenza di costruire un DEFR e un bilancio di transizione - lo voglio ricordare: non è un bilancio tecnico - non esistono bilanci tecnici, ma sono bilanci che abbiamo scritto, così come il DEFR, sapendo che sarebbero stati implementati nella legislatura successiva; è forse per quello che, a differenza dei precedenti, non avevano, forse lo spessore, la completezza che probabilmente dei documenti di programmazione triennale - veniva ricordato prima - dovrebbero avere. Raccontano ancora una visione precisa, quella di un autonomismo progressista che ha messo al centro, e lo voglio ricordare, la scuola pubblica, la cultura come bene comune, le politiche sociali come investimento, la sanità come diritto universale- grazie di nuovo collega Jordan e grazie Assessore per tenere duro su questo concetto e su questo che per noi è un valore fondamentale - e la coesione territoriale come fondamento dell'autonomia.
Questa visione ha radici profonde, la Valle d'Aosta nasce da una scelta di campo, nasce - per qualcuno potrà sembrare una nostalgica reminiscenza - dall'antifascismo e dalla resistenza, nasce da donne e uomini che hanno scelto di essere partigiani, cioè di prendere parte.
I padri della nostra autonomia, Chanoux, Viglino, Chabod, Salvadori, che vengono citati e celebrati ogni anno, non hanno mai concepito l'autonomia come una neutralità rassicurante o come un "Ni droite ni gauche", inteso come indifferenza, ma hanno scelto da che parte stare, perché sapevano che in certi momenti della storia non scegliere è già una scelta.
Alla luce di questa storia, il cambio di maggioranza non può essere considerato un fatto neutro, cambiare maggioranza significa scegliere, colleghi, un orizzonte politico diverso, significa decidere quali valori mettere al centro, passare da un autonomismo progressista e legittimo a un autonomismo conservatore non è un dettaglio, ma almeno abbiate il coraggio di ammetterlo.
Président -La parole au collègue Viérin Laurent.
Viérin L. (UV) -Quelques considérations aussi sur cet important document. J'ai écouté avec attention, comme je crois tous les collègues, ces trois jours de discussions, qui ont été sûrement intéressantes, sur le DEFR et sur le budget ; c'est, bien, évidemment, le budget, un des moments - et quelqu'un d'autre l'a déjà rappelé - les plus importants pour une administration publique. Mais c'est aussi un moment important qui arrive dans un moment de l'année électorale particulier et, sur cela, je crois qu'une réflexion - d'autres l'ont déjà rappelé - il faudra l'entamer.
Le DEFR qui a été approuvé - ou mieux réapprouvé, parce qu'il avait déjà été approuvé une première fois avant la fin de la législature - est un budget qui bien évidemment avait déjà été tracé, c'est normal, car le mois d'octobre (le 28 d'octobre, au moment où ce Conseil a débuté les travaux) est un moment où les travaux de préparation au budget sont évidemment commencés.
Il faut donc souligner sûrement le travail important de la IIème Commission qui a travaillé assidument en essayant de mettre sur pied toute une série de concertations, quand même d'auditions, pour arriver à présenter ce budget à cette assemblée, comme bien évidemment, les bureaux de l'Assessorat et l'Assesseur et le Gouvernement.
Questa dichiarazione di voto sicuramente ci dà e mi dà la possibilità di esprimere alcune considerazioni, alcune di merito, anche se tanto è stato detto su questo bilancio di previsione, ma anche qualche considerazione politica.
Per quanto riguarda il merito, senza tornare su argomenti già citati, bisogna dire che va riconosciuto che la Valle d'Aosta ha - dico nuovamente, perché abbiamo vissuto altri momenti più difficili - risorse adeguate per esercitare la nostra autonomia, e questo è il primo dato politico che va rilevato, un'autonomia che significa responsabilità, ma significa anche investire sul territorio, investire in sanità, in scuola, in servizi, in investimenti, in caso di necessità o di problematiche che si sono verificate, purtroppo e soprattutto nell'ultimo periodo, quindi senza andare a scomodare il 1981, che giustamente il collega Martinet ricordava, in quel momento importantissimo in cui l'autonomia come concetto è stata trasformata anche in autonomia finanziaria che, si sa bene, non c'è nessun'autonomia che non può essere esercitata se non ci sono le risorse adeguate, quando si parla di investire in strade, in sicurezza, in giovani, in formazione delle nuove generazioni, perché - al di là dei punti di vista nell'essere federalisti, autonomisti o meno - questa nostra autonomia che abbiamo la fortuna di avere va coltivata e va in qualche modo sostenuta, e non sempre questo è avvenuto.
Senza quindi tornare ai decenni che si sono succeduti sicuramente abbiamo vissuto momenti, dopo gli anni che il collega Zucchi ricordava, difficili, dove il nostro bilancio era arrivato quasi a essere dimezzato con tagli che nel risanamento della finanza pubblica hanno investito la nostra Valle e hanno creato delle enormi difficoltà, quello non va dimenticato.
Senza citare la bulimia o altri concetti che sono stati citati, noi dobbiamo oggi difendere questa prerogativa di un'autonomia che deve essere per forza anche finanziaria, e questo era stato capito da chi ha coltivato l'autonomia nei decenni.
Significa poter decidere, significa fare le scelte, poi chiaramente chi amministra ha una visione, chi è in opposizione magari ha visioni più sfumate, lo vediamo anche nel voto delle opposizioni: abbiamo un voto variegato su questo bilancio, quindi non c'è quell'unanimità d'intenti o di idee neanche nelle opposizioni, né da una parte, né dall'altra perché tra un voto contrario e un'astensione ci sono delle differenze. Mi rifaccio alle dichiarazioni di voto che fino ad adesso sono state fatte, abbiamo visto che ci sono posizioni sfumate.
Nel merito quindi questa considerazione sicuramente va rilevata: dal 2010 in avanti, a seguito della crisi, fino ad arrivare agli anni recenti, ricordo che siamo stati in grande difficoltà.
Ogni bilancio sicuramente è migliorabile, ma è un bilancio d'inizio legislatura che traccia un aperçu del futuro e che dà una prima impronta, chiaramente - lo dicevo - in un anno anomalo, e sicuramente si parlava di I Commissione nelle scorse adunanze del Consiglio, sicuramente questa questione delle elezioni - altri colleghi lo hanno ricordato - in concomitanza con un periodo autunnale di predisposizione del bilancio è un ossimoro che in qualche modo andrà risolto, perché sicuramente c'è la continuità - al di là del fatto che uno può essere la continuità di se stesso - ma potrebbe anche non succedere, e anche nella continuità di se stessi bisogna seguire delle procedure, come l'approvazione del DEFR che deve essere in qualche modo approvato prima del bilancio e che ha costretto comunque a un lavoro che è stato un lavoro in poco tempo, che va riconosciuto.
Sicuramente la prospettiva è quella che darà la possibilità, visto che tanti colleghi hanno parlato di mancanza di condivisione, alcuni colleghi di possibilità d'incidere... poi a volte bisognerebbe anche capire, perché qualcuno, il collega Centoz, dice che non c'è stata condivisione, altri colleghi dicono che il bilancio l'avete costruito voi, quindi magari non vi siete condivisi tra di voi. Questo lo dico come battuta, ma alla fine realmente è quello che è accaduto, ma fa parte del paradosso, al di là del cambio di maggioranza di Governo, fa parte del paradosso del periodo in cui ci si trova a costruire un bilancio in emergenza, al di là della continuità che giustamente viene rilevata.
L'Assessore quindi l'ha riassunto in un bilancio che è un po' tecnico e un po' politico, ma che riassume effettivamente questa possibilità di un lavoro che inizia in estate, quando si va a prevedere l'allocazione delle risorse e ciò che ogni Dicastero, o comunque Assessorato, per usare il termine giusto, va a mettere in piedi.
È sicuramente un bilancio che traccia un primo inizio ma, se vogliamo parlare di condivisione, credo che la condivisione inizierà dopo questo bilancio, perché il primo bilancio della legislatura è sempre difficile - anche per la formazione dei Governi - può trovare delle sintesi, ma è sempre difficile, è un inizio ma sarà il lavoro delle Commissioni, sarà il lavoro del Consiglio che potrà sollevare i dibattiti che sarebbe stato interessante fare sugli ordini del giorno, ma sinceramente 57 ordini del giorno, anche per i tempi, non hanno dato a tutti la possibilità d'intervenire se non a chi strettamente collegato: ai proponenti, al Governo e a chi magari poteva incidere, perché sono stati temi estremamente interessanti: i temi scolastici sullo 0-6 anni, sui plessi e sulla distribuzione territoriale, su cui sicuramente torneremo, e la questione degli investimenti funiviari e il collegamento con Cogne che, è vero, è partito da spunti del 2010, ma che è stato, secondo il mio modesto parere, un grande lavoro che ha già visto una prima parte realizzata in tempi record, che è stata data in termini di prospettiva dal Presidente e dagli Assessori e che noi vediamo veramente come un qualcosa che può cambiare una parte di Valle d'Aosta o comunque l'indotto, non solo turistico, ma anche per le popolazioni; temi , come dicevo, interessanti, come Turismo, grandi eventi, l'agricoltura.
Sarà sicuramente il prosieguo di questa legislatura occasione nelle Commissioni e in quest'aula per dibattere dei grandi temi che sicuramente nel gioco delle parti... capisco ex assessore Guichardaz, che ogni volta che c'è un cambio - ma vale per tutti - ci sia la nemesi o ci sia comunque un riconoscimento del proprio lavoro, ma ognuno poi, nell'espletamento del proprio mandato, cerca di portare avanti il proprio lavoro e non sempre effettivamente quello che è stato fatto prima viene riconosciuto, anche spesso negli Assessorati si vive un po' così di sindrome del passato, non sempre cercando di riconoscere quello che è stato fatto. Succede e succederà sempre.
Capisco e capiamo, ci sono stati spunti molto interessanti ma ricordiamoci che questa è una nuova legislatura, al di là della continuità che viene rilevata - concludo, Presidente - è una nuova legislatura, ci sono delle nuove risorse, anche se sono state in questo Consiglio, ci sono nuove risorse che non sono mai appartenute a questo Consiglio e quindi solo il lavoro di tutti noi potrà effettivamente scindere appartenenze partitiche o visioni magari più di parte su certi temi da quelle che ci possono accomunare e su quelle dovremmo fare in qualche modo non dico fronte comune, ma sinergie e sintesi per arrivare in quest'aula e portare avanti un bilancio degno di questa Regione; sulle le altre saremo divisi - evviva - e su questo chi governa continuerà a governare e chi sta all'opposizione cercherà magari di rimanerci o di cambiare il proprio ruolo, ma non è solo il momento del bilancio, questo - voglio sottolineare e concludo - è il momento di sintesi per cercare delle convergenze, ma c'è tutto l'anno per cercare di trovare delle soluzioni per i Valdostani, che è il vero ruolo che noi siamo chiamati a svolgere.
Presidente -Chi intende fare dichiarazioni di voto? Invito i colleghi a prenotarsi altrimenti riprendiamo il percorso di votazione dell'oggetto 6.03.
Lo dico per l'ultima volta chi intende prenotarsi? La parola al collega Zucchi.
Zucchi (FdI) -Presidente, ho atteso ancora un momento con la speranza che qualche altro collega intervenisse, perché è sempre interessante poter prendere spunto dagli interventi dei colleghi che precedono questa fase importante che è quella della dichiarazione di voto, tuttavia già molti colleghi sono intervenuti e mi hanno dato anche lo spunto per poter in qualche modo riprendere le loro affermazioni, le loro valutazioni, le loro impressioni.
Prima di entrare nel merito dell'analisi rapida dei documenti in esame - sui quali noi abbiamo già pronunciato il nostro voto contrario e che confermo, a nome personale e a nome del gruppo - tengo a fare anche io un passaggio su quella che è stata l'attività che noi abbiamo compiuto negli ultimi due giorni e che è stata ricordata pressoché dalla totalità dei Consiglieri, quantomeno di opposizione, che sono intervenuti.
Io in questo senso mi associo alle valutazioni del collega Perron, quindi non è certamente una questione di peana o di reprimenda rispetto a delle scelte che la Giunta ha compiuto nell'affrontare i 57 ordini del giorno in una maniera simile, una maniera che io giudico inopportuna, anche se sicuramente legittima.
In questo avevo già visto, come la consigliera Minelli, tutti i contenuti degli ordini del giorno di tutti i gruppi presentati che andavano in una logica di contribuire all'apertura di un dialogo che potesse essere utile in una fase difficile, come è stata appena ricordata dal consigliere Viérin, perché noi ci rendiamo conto, non siamo degli sprovveduti, che in questa fase sia difficile poter intervenire, ma un atteggiamento da parte della Giunta, (non so di chi sia stata l'indicazione di andare verso questo atteggiamento, se del Presidente o comunque di tutta la maggioranza) di andare verso un voto di astensione, che io ricordo che il voto di astensione sì ha delle nuance diverse, ma è sempre un voto negativo, più edulcorato ma è sempre un voto negativo, non a caso i giornali di oggi riportano che tutti gli ordini del giorno dell'opposizione sono stati bocciati e molti ritirati perché abbiamo fatto noi un'apertura di credito nei confronti della maggioranza, interloquendo con gli Assessori che, chi più chi meno, ci hanno dato la sensazione di poter affrontare in una fase futura un momento di condivisione, come è stata delineata all'inizio della relazione dal consigliere Sorbara.
Qui mi rivolgo al presidente Aggravi perché, oltre a vedere i contenuti degli ordini del giorno, io mi sono andato anche a riguardare gli interventi dello scorso anno e veramente glielo voglio dire, senza vis polemica, che ho ascoltato il suo intervento che l'anno scorso lei ha fatto da questi banchi, forse proprio da questa poltrona o giù di lì, perché l'ho ascoltato, e io credo che sul concetto che lei ha espresso un anno fa con significati anche molto più pesanti rispetto a quanto tutte le forze di opposizione hanno espresso ieri, che l'hanno fatto in una maniera un poco più suadente, lei aveva parlato di arroganza e di atteggiamento assolutamente non opportuno di fronte agli sforzi, io glielo dico non per in qualche modo indurla a un contraddittorio, ma con la speranza vera e viva (perché so quanto lei su questi punti che ha espresso l'anno scorso possa essere sensibile) che possa essere un ponte utile, dalla posizione che occupa, per correggere un'attitudine che, secondo noi, la maggioranza ha posto in essere e l'ha messa in una maniera inopportuna e improvvida, perché se si vuole un dialogo bisogna cercare di tessere in modo reciproco le reciproche intenzioni di migliorare le cose.
Gliel'ho voluto dire veramente senza vis polemica, perché ho ascoltato le sue parole e non cambierei una virgola di quello che ha detto l'anno scorso.
Adesso, sull'analisi dei documenti noi abbiamo espresso il nostro voto contrario, pur avendo nel momento dell'insediamento della Giunta dato un'apertura di credito, si parla spesso di questo elemento, alla Giunta, perché il programma della Giunta conteneva degli elementi che noi giudicavamo e giudichiamo ancora positivi, perché non vediamo in questo bilancio una correlazione tra le intenzioni e i fatti.
Ora noi sappiamo che - l'ho detto poc'anzi - un bilancio fatto in questo momento non può che essere tecnico, tuttavia ci sono degli elementi che ci lasciano ancora molto, molto perplessi, e sono costituiti da due elementi che brillano in negativo e che sono una reiterata presenza e ricorso all'avanzo di amministrazione, che non è uno spot ed è una situazione isolata, ma è una questione che si ripresenta da anni e anni in questa Amministrazione, con questa maggioranza, e sulla quale noi esprimiamo il nostro sconcerto, il nostro disappunto.
Ne parlavo con il collega Guichardaz nella giornata di ieri, anche facendo tesoro di quelle che sono state le sue esperienze nell'Assessorato, noi ci chiediamo come si possa, in presenza di un continuo, costante, massiccio avanzo di amministrazione, operare in una logica di programmazione, cioè ci chiediamo come un Assessore possa - e mi rivolgo a lei, vedo che mi guarda, assessore Grosjacques - pensare di sperare che nell'assestamento di bilancio del prossimo anno o negli anni a venire lei possa avere la disponibilità - che deriva dalla volontà a questo punto della Giunta di poter disporre delle somme superiori - e in questo caso poter programmare in una logica d'indipendenza, di piena garanzia, di somme che debbano essere precostituite, che devono essere garantite prima, non aspettate dopo, perché un avanzo di amministrazione, il continuo ricorso agli assestamenti e alle variazioni è una questione che ci lascia molto, ma molto preoccupati, in quanto la reiterazione di questo concetto - e qui l'abbiamo visto negli ultimi anni - è veramente un effetto di pericolosità, e non è che lo dico io, lo dicono tutti i manuali di economia e che sono applicati a come si deve amministrare un ente pubblico, che è diverso da un ente privato.
Il primo punto negativo che ci fa esprimere una posizione estremamente negativa è la presenza cospicua di questi avanzi di amministrazione su cui si fa molto affidamento, sulla quale anche noi speriamo e pensiamo che certi contenuti che abbiamo evidenziato negli ordini del giorno possano trovare comunque punto di caduta, quindi in questo senso, in una logica di collaborazione, speriamo che questo avvenga, ma questa continua presenza di avanzo di amministrazione è un effetto assolutamente nefasto.
Nel bilancio di previsione del 2025, l'altro punto ovviamente è la sproporzione evidente che è evidenziata dai numeri; i numeri sono numeri, non sono delle opinioni, si possono in qualche modo anche cambiare alcune valutazioni, ma i numeri di solito sono numeri, e quando vediamo che c'è una percentuale del 75% oggi, ma che domani non si sa, e che viene prevista al 90% di rapporto tra spese correnti e investimenti, logicamente noi ci preoccupiamo, adesso io non vedo il collega Presidente della II Commissione Sorbara, però io credo che chi fa parte di Forza Italia e del centrodestra non abbia bisogno di chissà quanto apprendistato per capire che per il centrodestra è importante basarci in una politica che va verso una maggiore attenzione agli investimenti rispetto alle spese correnti - quindi gli ordini del giorno sui quali lui si è astenuto perché doveva prendere visione, doveva capire bene di che cosa si trattasse... - e non necessiti di chissà quale apprendistato o apprendimento, almeno per chi fa parte di una coalizione comunque a livello nazionale intendo, o comunque di un partito, che vede in questi concetti, concetti di punta, prioritari.
C'è quindi questo squilibrio tra spesa corrente e investimenti e il dato più critico di questo bilancio è questo persistente sbilanciamento a favore della spesa corrente, a discapito degli investimenti.
Si continua a destinare la parte prevalente delle risorse alla gestione dell'esistente, mentre la spesa per gli investimenti rimane residuale, frammentata e priva di una visione strategica, questo lo è nei numeri.
Speriamo che in una logica che vada in modo graduale a ridurre il discorso legato agli avanzi di amministrazione, questa tendenza vada a correggersi, così come hanno dichiarato i vari Assessori che si sono succeduti, ma allo stato attuale la tendenza è questa e questa tendenza sicuramente ci fa esprimere una valutazione negativa.
Questo bilancio quindi non guarda al futuro del territorio, ma al mantenimento dell'assetto attuale, noi pensiamo che ci sia quasi una volontà di mantenere in questo contesto, perché non è soltanto in questo bilancio ma anche negli altri bilanci, è un discorso legato a una prosecuzione di continuità.
Concludo. Per Fratelli d'Italia il bilancio 2025 non può essere valutato positivamente, non perché manchino le risorse, ma perché manca il coraggio di utilizzarle per cambiare, investire e programmare; un bilancio - che non è solo documento contabile, per quanto solido possa essere dal punto di vista dei numeri - è la rappresentazione delle priorità politiche e oggi, purtroppo, le priorità che emergono sono quelle della conservazione e non dello sviluppo.
Per questo motivo noi voteremo contro i documenti di questa seduta di bilancio.
Presidente -Grazie collega. La ringrazio anche per la citazione e con altrettanta non volontà di vis polemica l'unica cosa che le posso dire è che rispetto a quella seduta, se lei andrà a rivedere i video e quant'altro, il clima, anche nelle risposte, era ben diverso, però la ringrazio della sollecitazione e ne farò tesoro.
Ha chiesto la parola la Consigliera Machet, ne ha facoltà.
Machet (UV) -È difficile prendere la parola dopo degli interventi così interessanti e quello che voglio esprimere su questo bilancio è che si tratta di un bilancio solido, serio e responsabile.
Abbiamo dibattuto a lungo se si trattasse di un bilancio tecnico o non tecnico, io credo che la spiegazione che ha dato la collega Borre sulla bontà di questo bilancio sia una delle cose da portarsi a casa in questo contesto.
Abbiamo avuto dei contributi interessanti, dei contributi importanti, che hanno arricchito non solo chi ci segue, ma hanno arricchito anche me che sono qui da poco e ho avuto modo di fare una carrellata, vedendo le varie prospettive delle tematiche dedicate e importanti che sono affrontate in questo contesto.
Alcune sono già state prese in considerazione e sono da prendere in considerazione in maniera certamente più importante, altre - e lo dico con un po' di leggerezza - mi sono apparse un po' il catalogo di Natale, quando le zie ci portavano il catalogo del negozio di giocattoli e noi cerchiavamo tutto: "Metti anche quello, metti anche quello, metti anche quello".
Io credo che questo non sia lo spirito, non condannateci sul fatto che manca la programmazione, qualcuno dice: "Va beh, avete deciso così in maniera draconiana di astenervi su tutto". No, abbiamo fatto attenzione punto per punto a quello che è stato proposto ma nell'assistere da questa posizione mi è parso ogni tanto di seguire una partita di ping pong tra chi rivendica il monopolio del cuore e chi invece assurge alla difesa sulla sicurezza, contro non meglio individuati pericoli dei maranza, si è sentito un po' di tutto.
Allora io invito tutti a un poco più di serietà, vi ringraziamo per i contributi che ci avete dato e sicuramente ne faremo buon uso, in tante di queste nostre astensioni che sono state analizzate in maniera puntuale, in maniera puntuale vi è stato risposto che molti di questi desiderata, molte di queste programmazioni sono già state fatte; in altri contesti invece è facile proporre 47 punti e dire: "Ma io ho l'autostrada gratis, rifacciamo Château Vallaise", certamente sono dei temi che vengono affrontati, ma devono essere affrontati con serietà, perché quello che non dobbiamo fare qui è prendere in giro chi ci ascolta, in primis, e chi ci ha dato fiducia.
Di questo bilancio è stato detto tanto, io voglio solo ricordare un punto: i 47 milioni che sono stati messi nel triennio per finanziare la legge 17/2016, quella che riguarda gli interventi sull'agricoltura, oltre a 3 milioni e mezzo che affiancano poi quelli che sono invece gli interventi comunitari, 47 milioni di euro per il triennio.
Innovazione, efficientamento energetico e fonti rinnovabili sono i temi à la une per quanto riguarda l'agricoltura in tutti i suoi settori, in particolare la zootecnia. È di questi giorni comunque già delle iniziative importanti, attraverso dei contributi, che vengono fatte.
Penso che - oltre a questi importanti fondi che sono stati messi e che saranno messi - dobbiamo concentrarci anche sulle cose molto più semplici, sulla base. Abbiamo dei ragazzi oggi - e nelle aziende non è vero che manchino i giovani, ce ne sono ancora tanti - che ancora delegano un amico o il commercialista all'utilizzo della PEC. Facciamo formazione, aiutiamo questi ragazzi a formarsi, magari se vanno in stalla due volte al giorno o si occupano di fienagione 14 ore al giorno, quando lo fanno d'estate, però dobbiamo trovare il tempo di aiutare loro ad avere accesso a questi contributi, e non sempre attraverso degli intermediari.
Abbiamo parlato del lupo, io penso che l'assessore Girod nelle prime tre righe del suo intervento abbia chiarito molto bene il suo pensiero, che condivido, è un tema importante che sarà sviluppato, ma abbiamo, molto banalmente, ancora i cinghiali che stanno facendo dei danni e sui quali sicuramente il nostro Governo si sta impegnando.
Abbiamo il problema a reperire del personale a lavorare e abbiamo un importantissimo problema, che io sono sicura che in questi anni affronteremo, che è quello della qualità della vita di chi fa questo mestiere, perché non si tratta solo di pareggiare i conti a fine anno - bisogna anche essere sinceri, i conti si pareggiano con i sostegni che arrivano dalla Regione e dall'Unione Europea - ma si tratta anche a volte di cercare di vivere meglio e di far vivere meglio, perché altrimenti è una vita difficile da condurre.
È un bilancio che respira autonomia e federalismo, quindi non solo l'abbiamo esercitato ma dobbiamo continuare a coltivarlo, ed è in questo solco che sicuramente l'Unione Valdôtaine e io daremo voto positivo.
Presidente -La parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -Non volevo intervenire ma la collega mi ha sollecitato da questo punto di vista e a questo punto credo che sia assolutamente necessario.
Ritenevo che in questi giorni di dibattito fosse sufficiente il panorama delle proposte che avevamo formulato e che sono state respinte una dopo l'altra, pensavo, anche a sentire gli interventi dei colleghi, che si fossero un po' delineate le direttrici sulle quali ormai avremmo concluso questa giornata, invece la collega Machet ritiene che non fosse sufficiente così, che non fosse sufficiente da parte di una maggioranza decidere di bocciare tutto indistintamente, a prescindere, dopo aver parlato in maniera diffusa di dialogo e di collaborazione, ma di dover anche aggiungere ovviamente il carico.
Allora, giustamente, il collega Perron, quando lei parlava della questione dei maranza - come se fosse una questione lontana dal nostro sentire e che si riferisse ad altre zone - giustamente diceva e suggeriva che probabilmente a Torgnon i maranza ancora non sono arrivati, e questa è una possibilità, ma a chi può pensare che questo sia un fenomeno che magari riguarda anche e soltanto Aosta e cintura, potenzialmente, vorrei ricordare un evento di qualche anno fa: nel 2019 eravamo in quest'aula e io feci un'interrogazione perché in una scuola della Bassa Valle, ovvero di Verrès, c'era un gruppo di ragazzi, esattamente con le caratteristiche dei maranza, che avevano deciso che siccome a loro non è che interessasse molto andare a scuola, e che siccome le loro famiglie non è che gli stessero molto dietro perché non è che gliene importasse granché, era meglio passare le giornate a taglieggiare i compagni di classe e, non contenti, anche i professori, arrivando addirittura a danneggiarne un'automobile a uno che si era permesso di riprenderli.
Questo stesso gruppo di persone, collega Machet, una volta finiti gli obblighi scolastici - non perché avessero piacere di avere un titolo di studio, ma perché altrimenti li andavano a prendere a casa per portarli a scuola - una volta usciti da scuola hanno pensato bene di infestare le feste dei coscritti che noi amiamo, con tutte le manifestazioni di contorno, macchine comprese - qualcuno un po' meno ma va bene - hanno pensato di infestare queste feste che si facevano sul territorio arrivando, e glielo dico e glielo racconto perché probabilmente lei non ha seguito le cronache, a utilizzare dei taser per tramortire un padre al quale poi sono andati il giorno dopo a dire che se avesse provato a presentare una denuncia - oltre ad avergli spaccato la mascella e averlo tramortito con il taser - si sarebbero anche rivalsi su sua figlia.
Tutto questo succede a Verrès, non nella periferia degradata di Milano o di Torino, a Verrès.
Ora se lei ritiene che questo non sia un problema, sappia che quando eravamo qui, io questa cosa l'ho già detta. Ai tempi il Presidente, nonché facente funzioni di Prefetto, era il collega Lavevaz che disse che non c'era alcuna evidenza di un aumento di questo fenomeno in Valle d'Aosta.
Io avevo portato a mio supporto il rapporto di Transcrime del Ministro degli Interni, che evidenziava invece un aumento esponenziale.
Sa cosa è successo? Qualche tempo dopo quei personaggi sono stati arrestati perché, dopo aver spaccato la faccia alla persona sbagliata, un altro maranza peraltro, questo li è andati a cercare assieme al fratello e questi, per rispondere, lo hanno accoltellato.
Questo è quello che succede all'interno della nostra regione. Ora capisce se ce lo raccontasse qualcuno che vive a Torino o a Milano diremmo: "Va beh, purtroppo ormai c'è un retroterra culturale tale per il quale questa è una cosa che passa sotto silenzio" ma è una cosa che è successa in Valle d'Aosta a Verrès, neanche ad Aosta, a Verrès!
Allora se noi di questi problemi non prendiamo contezza e li soffochiamo sul nascere con azioni di prevenzione nelle scuole, a livello culturale, ma anche di sicurezza, probabilmente questi fenomeni si diffonderanno e continueranno a diffondersi e arriveremo al punto tale nel quale città come Milano e Torino si svegliano e dicono: "Ormai le periferie sono in mano ad altri".
Non è quindi un qualcuno che si inventa qualcosa che non esiste o qualcuno che fa, e anche questo ho ritenuto fosse molto offensivo, la lista della spesa.
Vede, lei come noi, all'interno di quest'aula vive una realtà di cui fa parte questo pezzo di Aula ma fa parte anche un pezzo fuori e ognuno vive un pezzo di realtà professionale: lei ha parlato di questioni di poca attenzione verso l'Amministrazione, ci sono persone che hanno 30 anni di esperienza nell'Amministrazione ed è particolarmente insultante buttare via l'esperienza che è stata accumulata nel tempo, classificandola in questa maniera, ma quello che portiamo all'interno di quest'aula sono i problemi che noi rileviamo sul territorio, i problemi delle persone che probabilmente qualcuno non riesce a intercettare e di cui giustamente ci facciamo portatori.
Pensare di dire: "Beh, sapete che c'è? Questa è la lista della spesa" è veramente molto insultante, anche perché se lei avesse ascoltato le risposte che la Giunta ha dato su molte iniziative, non è soltanto quello che è stato detto da qualcuno "Lo stiamo già facendo" o "L'abbiamo già fatto", ma su molte cose si è espresso un parere di andare in quella direzione.
Banalmente la questione presentata dalla collega Baccini sui costi autostradali e sulla cosiddetta tangenziale di Aosta, banalmente la questione dell'innalzamento del limite Isee che a oggi non c'è, "Lo faremo", forse un giorno vedremo, non basta dire "Lo faremo" per far averlo fatto, era Renzi che diceva queste cose qui.
C'è il problema della scuola? Parliamone, e solo per il fatto di averne parlato era fatto; non è così, non funziona così, le cose vanno fatte e una volta che sono fatte, poi, se sono fatte bene, le si può considerare fatte.
Il problema è che all'interno di quest'aula io ho visto le poche persone che si sono permesse di arrivare qui e di ridicolizzare iniziative altrui e poi qui non ci sono più tornate, quindi, a beneficio di tutti rispettiamo il lavoro che viene fatto qui, le proposte che vengono fatte da chicchessia hanno tutte il loro valore e poi ci sono sicuramente proposte provocatorie che sono state fatte nel tempo, questo lo riconosciamo tutti, senza dubbio, ma quelle che c'erano in questo Consiglio, è stato riconosciuto da più parti - e ringrazio la collega Forcellati che da questo punto di vista l'ha detto in maniera chiara - le proposte erano state fatte qui e non ce n'era una politica o meno, tutte le proposte fanno parte della politica, ma erano tutte proposte che andavano nella direzione di dare un'alternativa o di creare delle novità, delle innovazioni, quindi non c'erano provocazioni politiche, al netto del fatto che mi sono particolarmente divertito a rievocare alcuni interventi dei colleghi di Forza Italia all'interno di quest'aula su alcune iniziative - ma questo ovviamente è un piacere personale, ma al netto di questo se qualcuno ritiene di dover fare delle proposte penso che abbia diritto che queste proposte vengano rispettate, che vengano trattate come tali e non che si dica: "Va beh ma tanto è la lista della spesa e mia zia faceva il cerchio sulle cose che voleva", non funziona così.
Visto che giustamente ci siamo, ringrazio e ne approfitto anche per ringraziare il collega Jordan che in questa consiliatura ha acquisito una notevole statura perché non immaginavo, collega Jordan, che lei avesse il coraggio di dire quello che ha detto, né nella prima seduta e neanche oggi, quindi la ringrazio davvero, non sono ironico, gliel'assicuro, la ringrazio davvero per il suo coraggio e spero che lei si mantenga così.
Ringrazio anche il collega Sorbara che da questa pretesa volontà di stare dalla parte degli ultimi ha pensato di bocciare proposte che andavano nella direzione di aiutare gli ultimi, e mi auguro che prima o poi, nel prosieguo di questa legislatura, si renda conto che a un certo punto quegli ultimi con cui ho parlato e che gli hanno assicurato il loro appoggio, e che sicuramente saranno frustrati nel vederla relegata ai banchi di semplici Consiglieri di maggioranza, mentre chi ha preso 500 voti in meno di lei invece siede ai banchi del Governo - ma questa purtroppo è politica, quindi facciamo dell'esperienza tesoro - chissà che magari nel prosieguo di questa consiliatura non si renda conto che i deboli magari vogliono un'altra direzione o magari avrebbero avuto e voluto un segnale anche soltanto in questo bilancio, magari dicendo che effettivamente su alcuni temi bisogna dare più attenzione, anche perché giustamente si è parlato, e ho voluto ribadirlo, di un documento di programmazione come il DEFR che è preso pari pari da quello approvato dal PD senza che qualcuno abbia approvato a lanciare uno spunto dicendo: "Ma sapete che c'è? Almeno scriviamo un intendimento diverso, migliore".
Nulla di tutto questo è stato fatto, mi auguro che gli ultimi possano trovare maggiore soddisfazione con lei.
Ecco perché, e vengo alla conclusione, così come abbiamo dimostrato con attenzione verso i temi, verso gli articoli e verso i contenuti, non abbiamo dato un voto aprioristico, ostile verso tutto, ma abbiamo voluto valutare articolo per articolo, tema per tema, quello che poteva o non poteva essere utile o poteva o non poteva essere coerente con la proposta politica che abbiamo fatto. Abbiamo votato favorevolmente su alcuni articoli, ci siamo astenuti su altri, coerentemente ci asterremo sul complesso.
Presidente -Si è prenotato il collega Viérin Marco, ne ha facoltà.
Viérin M. (CA) -Credo che tanto è stato detto e descritto sia sul DEFR che sul bilancio in questi giorni di dibattito. Tutte analisi che possono avere una logica, un senso politico ma anche un senso realmente amministrativo, quindi ringrazio anche i colleghi dell'opposizione per il lavoro svolto, anche per i 57 ordini del giorno, che saranno sicuramente utili a tutti.
Come è già stato citato da qualche altro collega, è un bilancio che arriva dopo due mesi dalle elezioni e quindi è chiaro che alcuni suggerimenti, alcune sensazioni e alcune idee possono essere affinate nel prossimo futuro, ma è chiaro che questo è un bilancio comunque tecnico, come motivato sia dal presidente Testolin che dall'assessore Baccega e dallo stesso relatore Sorbara, e in parte confermato anche dal collega Centoz nella sua dichiarazione di voto, dove ha dichiarato in maniera molto chiara che è un qualcosa che arriva anche da quello che fu e, come nella sua discussione generale che ha ripreso: politiche sociali +10%, bilancio in ordine, conti in ordine. Anche dal collega Lattanzi, onestamente, per fare un destra e sinistra di citazioni.
Il collega Lattanzi, e lo ringrazio, ha affermato nel suo dibattito in sede di discussione generale: "Il bilancio vero sarà l'assestamento, un bilancio attorniato da un contesto nazionale e internazionale in un'Europa insicura e incerta", io condivido appieno, quindi un bilancio che andrà affinato, come ha detto bene anche nella sua relazione il Presidente della Regione, nel 2026 e nel 2027.
Ma questo bilancio già oggi ha alcuni segnali chiari e ha alcune indicazioni chiare: una forte attenzione alla famiglia, alle difficoltà che deve affrontare ogni giorno; una forte attenzione ai servizi della persona; una forte attenzione al futuro dei nostri comuni e del loro ruolo fondamentale per il territorio valdostano, come citato da molti colleghi dell'opposizione ma anche da molti colleghi della maggioranza; una forte attenzione alla sicurezza e alla salvaguardia del nostro territorio, cosa particolarmente sostenuta - guardo al centrodestra - e condivisibile, e una forte attenzione sulla nostra autonomia e sulla crescita della stessa nel prossimo futuro, e qui ringrazio il collega Laurent Viérin: ho cancellato questo capitolo perché già lui stesso ha esplicitato bene quelle che furono e quelle che saranno le questioni in merito alla nostra autonomia.
È chiaro però che anche noi come centro autonomista riteniamo di prestare forte attenzione sui confronti e sulle azioni che verranno intraprese nel 2026 e 2027, soprattutto su alcuni temi per noi sostanziali, ad esempio l'obiettivo di trasformazione della città di Aosta in una vera città alpina - cosa già citata anche dal collega Carrel, che ringrazio - una città quindi più accogliente, più coinvolgente, più accessibile per i cittadini valdostani e soprattutto anche per i turisti, grande fonte per tutta la vita economica della nostra Valle e quindi della nostra città, realizzando alcuni veri parcheggi che diano un accesso diretto al centro storico della città, perché finché non avremo parcheggi che diano accesso diretto al centro storico vivremo sempre il problema dell'accesso alla nostra città.
Più decoro, un decoro che richiami con forza all'essere una vera città di montagna, una città alpina, io non la chiamerei più Aosta capitale, noi per veicolare Aosta dobbiamo chiamarla alpina, e ringrazio il sindaco Rocco che su questa terminologia ha basato anche la sua campagna elettorale, cosa su cui ci siamo confrontati per vari mesi perché io questo termine lo ritengo molto più opportuno per una Valle d'Aosta che verrà.
Noi dobbiamo richiamare in tutto sia la Valle che la città capitale Aosta alpina e Valle alpina, perché altrimenti non avremo un marchio che sia attraente.
Mantenere la viabilità esistente, potenziandola in alcune vallate laterali, ma soprattutto ridisegnare quella del centro valle, che oggi è diventata quasi insostenibile sia per la città di Aosta che per i comuni della Plaine, tra cui ricercare una soluzione per trasformare l'attuale tratto autostradale tra Quart e Aymavilles in vera tangenziale, realizzando almeno due nuovi accessi, uno ad Aosta-Charvensod e uno nella zona di Sarre, Gressan e Jovençan, e ringrazio il Presidente della Regione, che ieri ci ha fornito dei dati molto interessanti sulle percorrenze in merito alle agevolazioni che già esistono. Oltretutto quest'idea viene da lontano, mi ricordo che già oltre 25 anni fa arrivò dai banchi del sottoscritto e di altri colleghi allora all'opposizione e diciamo che in questi anni un qualcosa è stato fatto, però dobbiamo arrivare a trasformare quel tratto autostradale in vera tangenziale per poterla utilizzare come meglio crediamo e meglio pensiamo.
Fare una forte riflessione sul tema rifiuti, una valutazione di nuove tecnologie di trattamento che garantiscano una sostenibilità ambientale ma anche un'economia per avere una maggiore chiarezza sugli oneri a carico dei cittadini utenti, aspetto caro al collega Manfrin, quindi per lo meno su questo ci troviamo, e la ringrazio.
Inoltre per il futuro, come sostenuto da vari colleghi in questi giorni, si dovrà porre forte attenzione anche al fenomeno dello spopolamento di montagna, al ricercare possibili sviluppi della nostra Università - come è stato sostenuto dal collega Bellora ed è stato riconosciuto anche dai banchi della Giunta - e alle entrate del bilancio regionale, sia cercando di far aumentare quelle in conto capitale che diminuire quelle della fiscalità, se vogliamo sostenere la vivibilità di montagna, ma anche, ancora, alla crescita economica, che passa attraverso la crescita imprenditoriale, io direi più privata.
Permettetemi quindi di esprimere un concetto che già avevo espresso in passato: io credo che dobbiamo guardare a un rilancio del ruolo di Finaosta. Finaosta era nata con degli obiettivi, quindi dobbiamo certamente riportare à la une gli obiettivi di Finaosta che erano quelli che doveva dare degli spunti, sostenere soprattutto l'imprenditoria privata per dare più certezze e anche meno burocrazia ed essere più veloci nelle risposte, quindi su Finaosta sicuramente dovremo fare un ragionamento.
Permettetemi di dire che ogni bilancio può essere migliorato, certamente, lo hanno detto anche altri colleghi di maggioranza, si possono avere anche idee diverse, ma l'importante è la loro interpretazione e la loro velocizzazione per il prossimo futuro.
Io credo che noi, gruppo Centro autonomista, saremmo disposti al confronto e possiamo anche dirvi che nella maggioranza saremo da pungolo e soprattutto saremo una forza politica che cercherà di sostenere le idee che perverranno da parte di tutta la maggioranza per dare soprattutto velocità e gambe alle idee, perché il problema vero che oggi viviamo - e qualcuno l'ha citato anche all'opposizione - è che si decide di dare avvio o realizzare un progetto ma alla fine poi i tempi sono biblici e questi obiettivi arrivano quando magari la necessità è già perlomeno a metà sfumata.
L'obiettivo è dare celerità alle idee e ai progetti. Grazie ancora, voteremo a favore di questo bilancio.
Presidente -Ha chiesto la parola il collega Bellora, ne ha facoltà.
Bellora (LEGA VDA) -Devo dire che io, come mi è stato simpaticamente sottolineato da un Assessore, sono da pochissimo tempo in questo Consiglio e questo sicuramente è un vantaggio, io gli ho risposto che lui era lì da troppo tempo; ma al di là delle schermaglie che sono anche divertenti e che io trovo simpatiche, soprattutto quando vengono fatte senza nessun intento aggressivo ma anche magari con la voglia di sdrammatizzare un attimo la situazione, devo dire che però questo diventa anche forse un osservatorio privilegiato per vedere qualcosa che forse chi è da molto tempo qui dentro non vede, o magari vede di meno.
Per esempio mi è piaciuta molto un'osservazione dell'assessore Grosjacques, che poi è stata ripresa oggi dal Segretario Laurent Viérin, cioè la iattura che sono le elezioni in autunno, perché veramente - immagino per tutti - ma per chi, appunto come me e come altri in questo Consesso, entra per la prima volta in un contesto del genere, si trova subito di fronte una specie di muro che è il bilancio, bilancio che non ha mai visto, non ha mai fatto, non ha mai guardato, quindi evidentemente è un po' come dover iniziare a fare una scalata di fronte a una parete dritta, quindi non hai né il tempo di imparare né il tempo di muoverti.
Per questo motivo il mio intervento non sarà un intervento tecnico, perché evidentemente, lo dico molto apertamente e senza vergognarmene, non ne ho né le capacità né la competenza, magari potrò averla l'anno prossimo o fra due, ma non ce l'ho quest'anno, ed è più che altro una raccolta - se me lo consentite - di impressioni relative alle cose che ho visto in quest'aula.
Ho già detto che non tutto quello che ha proposto la maggioranza secondo me è da bocciare e da buttare via, perché per esempio ho apprezzato, lo dicevo prima, quegli interventi relativi al fatto che le elezioni si svolgano in un momento come questo.
Ho visto altre cose che francamente mi sono piaciute di meno, per esempio - me lo si consenta - non mi è piaciuto l'atteggiamento - non lo vedo in aula e mi dispiace -ipocrita di un componente della maggioranza che ci parla di dialogo, ci dice che bisogna tenere conto di tutti i contributi e poi quella stessa maggioranza boccia inesorabilmente, e mi verrebbe da dire acriticamente, tutte le proposte provenienti dall'opposizione, 57 ordini del giorno bocciati su 57, al netto di quelli ritirati. Alla faccia del dialogo.
Poi questa medesima persona ha in aula tirato giù tutti i santi del paradiso, non nel senso tradizionale di imprecare, ma nel senso di, secondo me, citare a sproposito delle immagini che forse meriterebbero... Io, pur non essendo un credente, non amo molto la banalizzazione delle immagini religiose.
Ho sentito anche ex Assessori che veramente mi pare fatichino a elaborare il lutto di non esserlo più, perché continuavano a ripetere "Quando ero Assessore, quando ero Assessore, io se fossi Assessore farei"; ecco, forse un bagno di realtà può essere utile in questi contesti.
Poi però adesso, al di là di quella che può essere l'ironia più o meno facile, e lo ribadisco, sempre e comunque rispettosa, poi però secondo me si è arrivati un limite che io faccio un po' fatica ad accettare, e mi riferisco evidentemente all'intervento della consigliera Machet, perché nel momento in cui ci si viene a dire che ci manca la serietà, questo no, questo non lo accetto, perché io credo che tutte le proposte vadano considerate, vadano rispettate e vadano apprezzate.
Quando mi si viene a dire che non siamo seri in questo atteggiamento, no, noi credo che siamo stati molto seri e abbiamo avuto, secondo me, profondo rispetto di quest'Assemblea e abbiamo evidentemente fatto delle considerazioni e delle proposte che meritavano o no considerazione.
Vede, un grande avvocato, che purtroppo non c'è più, e con il quale ho avuto la fortuna di lavorare mi insegnò una cosa, mi disse: "Guarda, vincere è bello, ma non è il caso di stravincere". Avete i numeri, li avete, potete fare quello che volete, potete approvare quello che volete, potete bocciarci tutto quello che volete, e infatti ce l'avete bocciato; non c'era bisogno secondo me, di questa - consentitemelo - caduta di stile parlando di mancanza di serietà, soprattutto di mancanza di serietà su problematiche - come ha detto molto bene il collega Manfrin, sottolineando quello che aveva detto il collega Perron - che ci sono, perché la criminalità... vogliamo chiamarli maranza, vogliamo chiamarli bulli, non lo so, chiamiamoli come vogliamo, ma ci sono; almeno una volta si diceva che la Valle d'Aosta finisce a Pont-Saint-Martin, adesso scopriamo che finisce a Torgnon.
Cerchiamo di guardarci intorno e di vedere che purtroppo non siamo più un'isola felice, allora se l'opposizione porta dei contributi su determinati argomenti, ascoltiamoli invece di arroccarci su questa supponenza del "Noi abbiamo i voti, quindi non solo non vi approviamo niente ma addirittura riteniamo che non siate neppure seri", questo è francamente un punto che non mi è piaciuto.
Chiudo con un'annotazione sul bilancio che, come dicevo, non può essere un'annotazione di merito perché non ne ho le competenze, e lo dico molto francamente, ma è un'annotazione di metodo. Un bilancio che era stato approvato, proposto eccetera da una maggioranza composta dagli Autonomisti più il PD diventa un bilancio che viene approvato e proposto dagli Autonomisti più Forza Italia, con una Forza Italia che si era opposta - io non ero qui ma seguivo i resoconti consiliari - anche con parole di fuoco a questo bilancio e poi, ironia della sorte, perché la sorte è un regista straordinario - e mette addirittura un suo esponente come Assessore al bilancio che evidentemente, come qualsiasi oste, deve dirci che il vino è buono, visto che lo vende lui.
Questo, secondo me, è un segnale che non mi è piaciuto e che mi dispiace avere visto, anche perché quello stesso partito in campagna elettorale non era stato certamente tenero, né con la precedente maggioranza né con il precedente bilancio.
Una parola che viene abusata e di cui si ci si riempie spesso la bocca come la parola coerenza credo che almeno noi, da sconfitti, da perdenti, da 57 ordini del giorno proposti e 57 ordini del giorno bocciati, noi questa parola la possiamo usare e la rivendichiamo perché la parola "Coerenza" è figlia della parola "Libertà", libertà che evidentemente è alla base di un pensiero liberale che, non a caso, anche lessicalmente richiama il concetto, quindi io credo che almeno su questo noi possiamo sicuramente essere lieti di dichiarare che non ci esprimeremo, ci asterremo su questo bilancio, visto che alcune cose, alcuni passaggi comunque li condividiamo, nel complesso questo bilancio non lo condividiamo ma soprattutto non siamo costretti a fare acrobazie o per dirci che non ci piace quello che avevamo fatto nella scorsa legislatura, o per dirci che ci piace quello che nella scorsa legislatura avevamo detto che non ci piaceva.
È una piccola soddisfazione ma, credetemi, me la tengo stretta.
Presidente -Prima di dare la parola al collega Manfrin faccio soltanto una considerazione: visti i lavori, se i colleghi sono d'accordo io proseguirei con la trattazione del punto per cercare di chiudere i punti all'ordine del giorno.
La parola al collega Marquis.
Marquis (FI) -Siamo arrivati al termine della discussione di questo bilancio e quindi è arrivato il momento della sintesi e della dichiarazione politica da parte anche del nostro gruppo.
Due parole nel merito e poi qualche considerazione di carattere politico: credo che i numeri debbano essere trattati in modo oggettivo, ho sentito in questi giorni e ho letto anche delle affermazioni sulla stampa nella giornata di oggi che sostanzialmente c'è una grossa preoccupazione perché questa Regione non ha le disponibilità finanziarie per gli investimenti.
Credo che bisogna fare subito chiarezza perché la Regione Valle d'Aosta non ha mai avuto nei tempi recenti tante risorse di investimento come quelle che sono allocate in questi anni e come quelle che saranno allocate nel triennio 2026-2028, questo è un dato di fatto.
Bisogna tenere conto che non deve spaventare, così com'è compilato, il bilancio sulla seconda annualità, perché questo è fisiologico, tutti gli anni, se andate a vedere i triennali sul secondo e sul terzo anno ci sono meno risorse per gli investimenti.
Nell'anno successivo le risorse tornano tutte allocate perché ci sono i trasferimenti dello Stato sugli investimenti, ci sono i trasferimenti dei fondi europei e c'è la collocazione dell'avanzo di amministrazione, che anche quest'anno è previsto in 270 milioni di avanzo libero disponibile, quindi c'è la garanzia che per i prossimi anni ci sono risorse per soddisfare i bisogni dei Valdostani, dei bisogni sempre più complessi, sempre più grandi, di questo bisogna prenderne atto, perché viviamo un momento difficile, è stato detto anche da tutte le forze politiche intervenute in aula che c'è anche chi sta peggio che in Regione Valle d'Aosta nel resto del Paese, quindi dobbiamo prendere atto che si parte da una situazione positiva, ci sono le risorse per far fronte alle necessità della nostra comunità. Sta a noi, come maggioranza regionale, di prevederne un utilizzo razionale e un utilizzo finalizzato per soddisfare queste esigenze.
Noi in questi giorni di discussione siamo stati chiamati da più parti in causa, anche adesso nelle dichiarazioni di voto ci sono state delle sollecitazioni che obbligano a delle risposte. Noi crediamo fermamente che il DEFR sia un Documento programmatico che deve trovare attuazione nel bilancio.
Ci sono dei contenuti all'interno di questo documento che non solo guardano al presente, ma che tracciano gli orizzonti della Valle d'Aosta del futuro, e mi riferisco ai grandi temi, perché è qui che dobbiamo porre attenzione per garantire l'alimentazione del bilancio regionale per il periodo post triennio, e i grandi temi cosa sono? Sono le concessioni di derivazione idroelettrica, sono i problemi della mobilità, del tunnel del Monte Bianco, del traforo del Gran San Bernardo. Bisogna garantire la mobilità sul nostro territorio, l'accessibilità ai turisti, la mobilità alle imprese, la mobilità ai cittadini che si devono muovere nelle nostre valli.
Tutto questo, se troverà delle soluzioni, consentirà di alimentare il nostro bilancio per i prossimi anni, perché questi sono i temi che caratterizzeranno la lunga gettata di sguardo, ce ne sono anche altri, però attenzione: bisogna trovare delle soluzioni ai problemi e credo che se c'è stata una riflessione politica che ha portato un cambio di maggioranza deriva anche dal fatto che sono stati dei fatti, dei ragionamenti di prospettiva, di qual è l'opportunità migliore per poter raggiungere dei risultati per garantire del benessere ai cittadini valdostani.
Non si tratta di fare delle scelte di simpatia, sono delle scelte che derivano dalla condivisione di carattere programmatico e di progettualità per quanto concerne la visione su medio-lungo periodo della nostra Valle.
Le risorse quindi ci sono. Abbiamo sì ereditato un bilancio regionale, è già stato sollevato, è stato evidenziato da chi è intervenuto prima di me che purtroppo le elezioni nel periodo autunnale comportano questa situazione. Bisogna prenderne atto, ci sono delle procedure, ci sono delle pratiche che devono avere una loro evoluzione, un loro iter, l'iter c'è stato.
Prendiamo quindi atto del bilancio che è stato predisposto, del DEFR che è stato avanzato, non c'è stato il tempo per fare dei grossi correttivi ma, al di là di tutto, il problema è che il bilancio ha 4.780 voci di spesa, quindi non è che tutte le problematiche trovino soluzione in quelle 4.780 voci, ci sono tante questioni all'interno del DEFR che non hanno un contenuto di spesa ma che si possono già affrontare per garantire la soluzione di problemi strutturali che vive la Valle d'Aosta, perché in questo documento di analisi sono trattati bene e in modo approfondito tanti temi delle questioni strutturali di carattere sociale, di carattere sanitario, di carattere di denatalità, del problema dei giovani... sono tutte questioni sulle quali noi ci spendiamo e siamo pronti a dare il nostro contributo con grande coerenza.
Qui in termini di coerenza, collega avvocato, non prendiamo lezioni da nessuno. Lei mi rendo conto che è appena arrivato, ma i suoi colleghi che sono al suo fianco, il collega Perron e il collega Manfrin, hanno vissuto in aula la scorsa legislatura: tre tentativi di andare in maggioranza a vuoto dicendo che i programmi erano sovrapponibili, questo detto dal Segretario regionale della Lega Valle d'Aosta, e oggi ci vengono a spiegare qual è la coerenza a noi di Forza Italia? Guardi che la coerenza la dimostrano i risultati elettorali.
Io le voglio ricordare che nella scorsa legislatura la Lega partiva da lì e arrivava fino qui, occupava tutto questo angolo; evidentemente c'è qualche problema di natura politica se il risultato è stato quello che è stato in Valle d'Aosta all'interno delle forze del centrodestra, quindi credo che ognuno debba fare delle riflessioni a casa propria piuttosto che giudicare i comportamenti e le attitudini delle altre forze politiche.
Forza Italia è una forza di governo, è una forza che contribuisce a trovare soluzioni ai problemi. Per quanto ci riguarda il nostro obiettivo è rafforzare il tessuto produttivo, è quello di dar forza agli investimenti, perché senza la creazione di ricchezza non si può distribuire risorse sul territorio, non si possono risolvere i problemi degli ultimi e dei più deboli.
Questa è la nostra posizione politica, quindi andiamo oltre rispetto a queste considerazioni, perché credo che ciascuno debba guardare e analizzare la propria situazione di carattere politico.
In definitiva quindi noi esprimiamo, come gruppo di Forza Italia, con piena consapevolezza, un voto favorevole a questo bilancio regionale, un voto che è un voto di prospettiva, perché noi cercheremo di dare il nostro contributo, e ci siamo presi l'onere di assumere la conduzione dell'Assessorato alle finanze proprio perché siamo consapevoli delle difficoltà che ci sono e dei temi da affrontare, perché le difficoltà le conosciamo, la difficoltà di spendere i soldi è una difficoltà conosciuta, quindi il nostro Assessore cercherà di mettere in atto le procedure per ridurre l'avanzo di Amministrazione. Questo è un problema vero perché se c'è stata anoressia, come qualcuno l'ha definita, di capacità di spesa, non è solo dovuto magari alle procedure del codice degli appalti, alla burocrazia, ma a volte anche a delle difficoltà di confronto all'interno della maggioranza, quando ci sono forze politiche che hanno delle visioni diverse rispetto ai temi che guardano alla prospettiva, e per mutuare l'esempio che ha fatto ieri il collega Guichardaz, credo che il passaggio da una coalizione autonomista di estrema sinistra a una coalizione autonomista e di centro possa portare... Lei ieri ha detto che la Regione è passata all'estrema destra, noi siamo Forza Italia, siamo una forza di centro, quindi dico che il passaggio che c'è stato sotto il profilo politico sarà da valutare alla portata e alla disponibilità degli elettori valdostani per i risultati che sarà in grado di offrire.
Noi riteniamo di poter contribuire, soprattutto sui grandi temi e le grandi difficoltà che vive la Valle d'Aosta, di svolgere un ruolo importante, di collegamento con lo Stato per affrontare queste difficili problematiche, pertanto il nostro impegno sarà totale, lo garantiamo e auspichiamo di raggiungere tutti insieme quei risultati che sono i risultati che servono per garantire nei prossimi anni il benessere in Valle d'Aosta e la soddisfazione dei bisogni di tutti i nostri cittadini.
Presidente -Grazie collega. Convoco, non me ne voglia il capogruppo dell'Union, una capigruppo per l'organizzazione dei lavori, così almeno ci organizziamo e possiamo comprendere come proseguire.
La seduta è sospesa dalle ore 13:06 alle ore 13:11.
Aggravi (Presidente) -Grazie colleghi. La capigruppo ha deciso di andare avanti a oltranza per chiudere tutti i punti all'ordine del giorno.
La parola al collega Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) -Direi che è un compito ingrato intervenire dopo una serie d'interventi che ho avuto modo di ascoltare, c'è chi dà lezioni di coerenza, chi di poca serietà, Marco Viérin fa i complimenti a Carrel, Marquis parla ai suoi ex compagni di avventura... però credo che valga la pena fare un ragionamento di natura politica, perché noi oggi abbiamo all'ordine del giorno un bilancio che, ovviamente, come è stato detto bene da qualcuno, è una conseguenza del DEFR.
Ora questo DEFR è stato approvato prima delle elezioni regionali, allora non vi sfuggirà che questo DEFR, essendo stato approvato prima delle elezioni regionali, era in qualche modo conosciuto dall'elettorato, e noi oggi stiamo affrontando il primo bilancio dopo le elezioni.
Allora qual è la conseguenza che dobbiamo trarre? Che la comunità valdostana, a dispetto di altre comunità, è andata a votare con percentuali decisamente superiori. Le altre regioni hanno almeno venti punti percentuali in meno, quindi la comunità valdostana ha ancora una buona considerazione della politica, quindi rispetto alla situazione nazionale l'Union Valdôtaine e gli autonomisti hanno la maggioranza non del 40%, hanno la maggioranza del 62%, quindi quando qualcuno mi dice: "Avete la forza dei numeri", messa in questi termini probabilmente sfugge. Abbiamo la forza dei numeri perché abbiamo il consenso popolare, non abbiamo il consenso popolare di Giorgia che ha la maggioranza ma di una minoranza.
Allora rispetto a questo riusciamo a dare una rappresentazione dei bisogni, e sapete perché? Perché siamo credibili, allora sicuramente, nel momento in cui voi analizzate il bilancio, sarete in grado di trovare dei capitoli che sono deficitari, dei capitoli dove mancano delle risorse, anche perché abbiamo dovuto coniugare i bisogni di tutti, mentre nella vostra analisi vi concentrate su degli argomenti di dettaglio, importanti ma di dettaglio.
Quando si è seduti su quei banchi bisogna tenere conto dei bisogni di tutti, bisogna tenere conto dei bisogni in sanità, degli Enti locali, dell'agricoltura, delle aziende.
È chiaro che nella costruzione di 57 ordini del giorno voi avete fatto un'analisi puntuale, uno zoom su tutta una serie di aspetti.
Attenzione, quando qualcuno parla di confronto... io non so quale sia il significato che si vuole dare, ma quando c'è un confronto, c'è qualcuno che espone una tesi e c'è qualcuno che risponde e questo confronto c'è stato. Se per voi confronto vuol dire aderire a quello che voi proponete, beh, stiamo facendo politica, voi fate un'azione che è un'azione politica per essere "Interpreti privilegiati" di alcuni argomenti, ma siccome lo siamo anche noi interpreti privilegiati, perché se dobbiamo essere onesti, qualsiasi argomento che avete toccato non è che sia un argomento che conoscete solo voi.
Quando anche l'avvocato, o meglio, il collega Manfrin parla dei problemi di pubblica sicurezza... ma pensate che il Presidente della Regione che è investito di funzioni prefettizie, piuttosto che noi, piuttosto che il Sindaco, non sia al corrente di questi episodi?
Il problema sapete però qual è? Che la narrazione che state facendo è una narrazione che fa male alla Valle d'Aosta, perché le parole e quello che voi dite ovviamente non si limita a questa realtà, se noi dovessimo rappresentare la Valle d'Aosta come una terra di delinquenti farebbe male per esempio alla promozione turistica, perché se uno dovesse ascoltare questo direbbe: "Ma io forse in Valle d'Aosta non ci vado".
Allora un conto è far emergere il problema e cercare di dare una soluzione, un conto è fare una speculazione politica dipingendo la Valle d'Aosta come il Far West, e quello fa male, voi state parlando male di casa vostra, quindi quest'attitudine è un'attitudine che potrebbe premiare dal punto di vista elettorale ma fate una cosa negativa per la nostra comunità, così come dire che questa comunità è irraggiungibile per dire che ci sono dei problemi di viabilità, sicuramente ci sono dei problemi di viabilità ma i problemi di viabilità sono soprattutto causati da che cosa? Dalle infrastrutture nazionali, da un'autostrada che è stata bloccata con degli imbuti che non dipendono da noi.
Allora un conto è dire: cerchiamo di dare delle soluzioni, bene ha fatto il Presidente degli albergatori a dire: "Ma se noi facciamo delle proposte per far sì che le persone, anziché rientrare la domenica sera, rientrino il lunedì mattina?" è una cosa intelligente, anziché parlare male di casa tua.
Noi stiamo discutendo un bilancio e sostanzialmente c'è in parallelo la discussione del bilancio nazionale e qualcuno ha osato dire: "Ma qua avete presentato degli emendamenti". Tre miliardi e mezzo, Giorgetti è arrivato con un emendamento di 3 miliardi e mezzo e, avvocato Bellora, parla di coerenza? Salvini, che voleva crocifiggere la Fornero, è all'interno di un Governo dove, a conti fatti, bisogna lavorare 47 anni.
Ma, se questa è coerenza, io non è che sia Sant'Antonio, che sia San Francesco, sono quasi più su, nel senso che assumo veramente...
Quando parliamo di coerenza... anche perché io un giorno mi sono lasciato andare con i "Melonini" però è evidente, signori miei, che voi vivete non di vita propria, vivete di reputazione riflessa. C'erano i 5 Stelle in quest'aula, quando i 5 Stelle sono scesi, sono spariti e la Lega, è stato detto, erano in 11, e oggi la Lega è... Ma non vale, le persone che sono state elette nella Lega, così come in Forza Italia, così come negli altri partiti nazionali, sono tutte persone degne, ma in realtà l'incidenza sul risultato elettorale è modesta.
L' incidenza, invece, per noi che siamo autonomisti è forte perché la gente sa che noi siamo credibili, noi stiamo cercando di dare delle risposte non alla perfezione, ma noi rispondiamo, siamo sempre lì, non abbiamo bisogno di fare delle interpretazioni nei confronti di altri.
Potrei fare degli altri esempi, vi ricordate i video della Meloni dove diceva che avrebbe tolto le accise? Adesso mi pare che le accise addirittura vengano aumentate e vengano aumentate a chi? Proprio a quelli che hanno il diesel, probabilmente le persone che hanno meno capacità finanziarie.
Il risultato di questo bilancio è un bilancio, come è stato detto, credibile, non è la panacea di tutto, avremo modo, nella prima variazione, di dare delle risposte, avremo modo di confrontarci, confrontarci non vuol dire aderire perché, perdonatemi, ha fatto bene Torrione a dire. Nei confronti, se facciamo dei capovolgimenti di fronte, è stato detto che il programma dell'Union e le intenzioni dell'Union erano tutte condivisibili; se anziché avere Forza Italia in maggioranza ci fossero altri in maggioranza, avreste votato questo bilancio senza fare una piega.
Tranquilli, avreste detto qualcosa, non avreste votato.
Chiudo anche io con una citazione, al contrario, non tocco San Francesco, non tocco Sant'Antonio, dico solo una cosa: tutti gli interventi che ho sentito sono ispirati da buona intenzione. La frase è riconducibile forse a Ovidio e dice: "La strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni".
Presidente -Grazie collega. Ci sono altri interventi? Altrimenti avviamo la fase di voto. La parola all'assessore Baccega.
Baccega (FI) -Io, in conclusione di queste lunghe giornate che hanno individuato il percorso per arrivare al voto sul bilancio e sul DEFR, desidero ringraziare tutti gli intervenuti, tutti i colleghi, sia di maggioranza che di minoranza, perché devo dire che in tutti gli interventi sicuramente qualcosa da tenere in considerazione c'è.
Ringrazio i colleghi di maggioranza che hanno rafforzato il percorso che noi abbiamo avviato, purtroppo a ridosso della nostra elezione ci siamo trovati a dover decidere di andare e proseguire con quel bilancio che era stato pianificato nel bilancio 2025-2027 e che qualcuno dice: "Questo è il nostro bilancio". Colleghi, non è il vostro bilancio, questo è il bilancio dei Valdostani, rafforzato da maggiori entrate, che va nella direzione di essere gestito nel modo migliore per la collettività valdostana, e non è il bilancio di Baccega, ma è il bilancio di un Consiglio regionale che guarda correttamente alle esigenze dei Valdostani. Mi scusi, ma questa cosa qui mi ha veramente dato molto fastidio.
E poi non è che vogliamo mettere in campo le magagne del centrodestra in questo consesso, non è questo il consesso, se volete lo facciamo in un altro momento, fuori; qui noi siamo del centrodestra quella forza moderata che ha voluto raggiungere, insieme all'Union Valdôtaine e agli autonomisti, nella logica della libertà, come diceva poco fa il collega della Lega, la libertà di agire, la libertà di poter dire: "Noi siamo una forza di Governo e abbiamo l'esigenza di andare a governare e abbiamo la forza e le energie per andare a governare", questo è il senso del nostro percorso, perché con il centrodestra abbiamo avuto tutta una serie di altre situazioni.
È vero, abbiamo mandato indietro 57 ordini del giorno, ma già nella scorsa legislatura, quando ci fu un'azione più o meno del genere con N ordini del giorno, io avevo sollecitato: "Facciamone meno che magari qualcuno passa, cerchiamo di mettere insieme delle cose di sostanza piuttosto che...". Ci sono sicuramente delle cose di sostanze nei 57 ordini del giorno e certamente nelle variazioni di bilancio - come ha detto poco fa il collega Marguerettaz - e certamente nelle variazioni di bilancio troveranno spazio alcune cose che anche noi condividiamo e che anche la maggioranza condivide.
Quindi state certi che c'è un lavoro che inizia adesso, inizia a due mesi e mezzo dalle elezioni e proseguirà per 5 anni e porterà a casa tutte le risorse di una logica nuova di questo Consiglio regionale, un autonomismo, un federalismo liberale, moderato, con un partito nazionale moderato che, ovviamente, opera nella logica di poter portare a Roma quelle istanze e quegli obiettivi di ampio respiro per arrivare a importanti riforme.
È un bilancio serio, è un bilancio che dà maggiori risorse, è un bilancio solido che dà anche prospettive future importanti, è un bilancio che dà risposte agli investimenti e questo devo dire: lo votiamo con grande piacere e siamo lieti di essere noi, insieme alle altre forze, ad averlo portato avanti.
Presidente -La parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Deux mots de ma part aussi pour conclure ces trois jours de bilan. Je crois que c'est mon tour de remercier tous ceux qui ont bien voulu intervenir dans ces trois jours de travail, à partir de celles qui ont été des confrontations sérieuses sur des thématiques très profondes - après je ferai encore quelques réflexions sur ces aspects - et je remercie de tout c?ur ceux qui sont intervenus, surtout de la part de la majorité, qui a démontré de savoir bien écouter pour relancer des pensées très importantes qui font partie d'un parcours politique très sérieux, parce qu' on a remarqué des aspects que c'est important de souligner dans certains moments de la vie politique.
Credo che per fare un'analisi complessiva ci siano due aspetti che vadano sottolineati con molta attenzione, uno riviene alla necessità di essere seri e molto equilibrati quando si deve decidere la locazione delle risorse, l'hanno detto con parole e con una verve un po' diversa sia la consigliera Borre che il consigliere Marguerettaz. Quando ci si trova a decidere dove mettere i soldi, bisogna farlo con la cognizione di dover dare risposte a qualsiasi settore che si va a toccare.
Non è un gesto tecnico, è un gesto politico, consigliere Perron, perché io quando parlo d'impossibilità di spostare delle risorse, parto da una scelta che è quella di dare dei contenuti a quello che ho proposto e se tolgo delle risorse, tolgo i contenuti nei quali ho deciso di trovare quell'equilibrio di cui chi deve decidere deve farsi carico, pur portandosi a casa - ma non è una critica, è una valutazione - anche il rischio di dover lasciare indietro qualche cosa e di impegnarsi a trovare, laddove è possibile, soluzioni anche per quelle nicchie di criticità che evidentemente rimangono in qualsiasi tipo d'impostazione si possa dare.
L'altro aspetto lo ha anticipato con una certa verve e un certo vigore il consigliere Marguerettaz nel suo intervento ed è una considerazione che parte proprio dal principio di quale sia il senso degli ordini del giorno: in questi giorni ci siamo veramente chiesti cosa voglia dire il confronto, perché l'ordine del giorno di suo ha un'impostazione politica, non ha certo la pretesa di andare a modificare il bilancio, non ha certo la pretesa di andare a dire: "Tolgo dei soldi di qua, li metto di là", è una buona intenzione, così come già sottolineato, ma io credo che la serietà e quello che ci dà molta tranquillità è il rapporto molto serio nel confronto e nel dibattito dei vari ordini del giorno che ci sono stati. Non sono state delle prese di posizione tout court, ma sono stati dei confronti e anche una messa a disposizione d'informazioni puntuali in molti casi, qualcuna un po' più superficiale, ma d'altronde quello rimane anche nelle caratteristiche di chi si esprime, di chi si espone e di chi si confronta, però i temi che avete messo a disposizione con questi ordini del giorno sono temi che per la stragrande maggioranza sono contenuti nel programma di legislatura. Un programma di legislatura che, a questo punto, ci permettiamo di definire assolutamente condiviso, perché se le vostre priorità trovano riscontro in ordini del giorno che poi alla fine noi abbiamo già definito come priorità politiche, io dico viva Dio, poi possiamo coronarle di fiorellini e abbellirle ancora di più come una finestra nel periodo natalizio, ma sicuramente stiamo lavorando nella stessa direzione.
Mi permetto anche di dire che ogni Assessore, nei suoi interventi, si è portato a casa anche un po' di osservazioni dove magari mancavano dei particolari e dove il confronto e anche lo stimolo che arriva dall'opposizione può essere importante per migliorare il lavoro che si sta facendo, perché sicuramente il parlare e l'ascoltare anche il punto di vista di qualcun altro è qualcosa che arricchisce il lavoro che si sta facendo. È chiaro che poi ognuno tiene famiglia e la politica è fatta di portarsi a casa delle medagliette che poi si possono esibire come proprie.
In questo caso, situazioni avulse da un contesto già ben declinato all'interno del programma di governo, sinceramente non ne sono emerse, di coups de foudre, di colpi di teatro che potevano essere interpretati come qualcosa di assolutamente innovativo, da non perdere e da condividere per andare avanti assieme, in questo caso magari non ne abbiamo percepiti, quindi l'aspetto che volevo sottolineare era squisitamente quello di dire: da un certo punto questo ci conforta, ci dice che stiamo lavorando nella giusta direzione, si è aperto un dialogo al netto dell'approvazione o meno dei punti che abbiamo discusso, ma c'è un'interfaccia molto positiva che troverà il suo sviluppo all'interno delle Commissioni, con l'analisi più dettagliata dei temi che saranno dibattuti, che sono considerati assolutamente importanti e indispensabili, e daranno modo di dare le risposte nel miglior modo possibile alla popolazione, che è quello che penso interessi a tutti in quest'aula e interessa in particolar modo a chi le risposte si è assunto l'onere e l'onore di doverle dare.
Con questo io ringrazio veramente tutta l'Aula, a partire dal Presidente del Consiglio, per i lavori di questa tre giorni anche per la loro conduzione e ne approfitto anche per augurare delle buone festività alla collettività tutta intera.
Presidente -Grazie Presidente. Riattiviamo la fase di voto, quindi porrei al voto l'allegato A del DL3. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 24
Favorevoli: 21
Contrari: 3
Astenuti: 9 (Baccini, Bellora, Centoz, Forcellati, Guichardaz, Manfrin, Minelli, Perron e Torrione).
L'allegato A è approvato. All. B: stesso risultato.
Apro la votazione per la legge nel suo complesso. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 26
Favorevoli: 21
Contrari: 5
Astenuti: 7 (Baccini, Bellora, Centoz, Forcellati, Guichardaz, Manfrin e Perron).
La legge è approvata.
