Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 114 del 17 dicembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 114/XVII - Trattazione congiunta delle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, del DEFR per il triennio 2026-2028, del D.L. n. 2 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028) e del D.L. n. 3 (Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028). (Reiezione di diciannove ordini del giorno. Ritiro di sette ordini del giorno)

Aggravi (Président) -À la présence de 20 collègues on peut reprendre les travaux. Ordre de jour n° 7 du groupe AVS. La collègue Minelli a demandé la parole.

Minelli (AVS) -Fra le priorità che sono individuate nel DEFR riguardo al settore dei trasporti c'è il nuovo appalto per il servizio di trasporto pubblico locale. Citando testualmente dal DEFR leggiamo: "Proseguiranno le attività per la conversione verso fonti rinnovabili per il settore della mobilità, con l'obiettivo di fornire in futuro una valida alternativa all'impiego dei combustibili fossili nel trasporto pubblico locale".

È appurato, è assodato, che attualmente il servizio di trasporto pubblico locale con autobus è svolto pressoché totalmente utilizzando combustibili fossili, anche se sappiamo che recentemente sono stati acquistati anche degli autobus elettrici e, come è noto a tutti, la Valle d'Aosta si è posta nel 2018 l'obiettivo sfidante di diventare una RegioneFossil fuel freeentro il 2040. Una cosa che sappiamo, ed è stato accennato, - anzi, più che accennato - è stato spiegato durante le audizioni, è che è imminente il nuovo appalto per l'affidamento del servizio, che avrà una durata decennale e che quindi proietterà il servizio stesso a ridosso del 2040.

Noi riteniamo che nel bando per il nuovo appalto debba essere prevista esplicitamente una progressiva conversione degli autobus verso la trazione elettrica ed è il motivo per cui si chiede di impegnare il Governo regionale a operare affinché nel prossimo bando per l'affidamento del servizio di trasporto pubblico locale sia individuato, come criterio preferenziale per l'affido, l'utilizzo di autobus elettrici, ponendo la clausola che nel corso dei dieci anni dal momento in cui partirà l'appalto alla sua scadenza si arrivi ad avere almeno l'80% di autobus elettrici. Questo perché crediamo sia importante per seguire in tutti i modi quell'obiettivo della decarbonizzazione, ai fini sia di un miglioramento della situazione delle emissioni, ma anche delle condizioni di salute, ed è una cosa che secondo me troppo spesso si trascura, tenuto conto della correlazione che c'è tra questo e altri obiettivi come appunto quello della salute.

Président -Pour la réponse, la parole à l'assesseur Bertschy.

Bertschy (UV) -Anche per quest'ordine del giorno - e mi fa anche strano dirlo sempre - siamo assolutamente in linea, ma molto più avanti, nel senso che ci stiamo già lavorando. Voi ce lo presentate come problema, come tema di discussione e siamo contenti di parlarne, però, se aspettassimo il mese di dicembre 2025 per parlare di questi temi, saremmo in ritardo. È un lungo percorso, che è già iniziato, con tanti incontri, compresi quelli con gli Enti locali e ci saranno ulteriori incontri per aggiornare la progettualità e i piani d'ambito di un servizio di grande importanza per il futuro, con gli obiettivi che ci siamo detti più volte. Il trasporto pubblico è sicuramente uno di quei servizi che può dare alla nostra Regione ulteriore attrattività e soprattutto buone risposte per chi vive sul nostro territorio.

L'obiettivo di rendere il servizio completamente allineato alle esigenze che le direttive europee e i codici dei contratti hanno stabilito nel tempo è evidentemente fatto nostro, ripeto, già da tempo, anche perché ci dobbiamo lavorare per riuscire a fare di questo servizio un servizio che ci proietti, con la visione che abbiamo sempre dimostrato, alla Regione Fossil fuel free entro il 2040. È un pilastro della nostra pianificazione strategica, fa parte del programma elettorale, fa parte della strategia regionale per lo sviluppo sostenibile e ovviamente ci lavoriamo con piena attività politica e tecnica. Il servizio per l'affidamento del TPL dovrà obbligatoriamente lavorare all'introduzione di mezzi a bassa o nulla emissione, perché sarà ed è un requisito fondamentale rispetto ad alcune disposizioni che poi citerò.

Rispetto al vostro approccio, quindi 80% elettrico, noi abbiamo un approccio che è leggermente diverso, o quanto meno più proiettato a rendere la gara neutra e multimodale per garantire la massima efficacia operativa e finanziaria del servizio che andremo a mettere in campo. Dico solo che ieri, che nevicava, l'autobus elettrico acquistato dal Comune di Aosta era fermo ai box, perché in questo momento quel tipo di autobus non è catenabile, tanto per dire, quindi bisogna fare attenzione anche a non essere ideologicamente concentrati solo su un'idea, ma provare a proiettarsi su una visione.

Non solo elettrico. La trazione elettrica è una soluzione di grande valore, ma per il contesto orografico e climatico specifico della Valle d'Aosta altre tecnologie a basse emissioni possono risultare più performanti o mature, soprattutto su tratte extraurbane. Pensiamo, ad esempio, all'impiego di biocarburanti o, in questa fase di transizione futura, al vettore idrogeno, che continua a rappresentare per noi una prospettiva strategica a medio-lungo termine, quindi sì elettrico, ma sì soprattutto a una visione della sostituzione della flotta che vada nella direzione di ridurre le emissioni.

L'obiettivo di decarbonizzazione: l'impegno dell'Assessorato è esattamente imporre un percorso vincolante e progressivo di decarbonizzazione della flotta, stabilendo obiettivi percentuali intermedi e finali di riduzione delle emissioni in linea con glisteptemporali del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e del Green Deal europeo.

Quello che esprimete sta evidentemente, come dicevo, nella volontà politica, ma nel rispetto delle norme. Oggi il Codice dei contratti pubblici, decreto legislativo 36/2023, chiede proprio questo: non bisogna inquinare, quindi il bando dovrà garantire che gli investimenti e le forniture, autobus inclusi, non arrechino nessun danno significativo all'ambiente, come definito dal regolamento UE 2020/852 e gli autobus che saranno utilizzati nell'ambito del nuovo contratto dovranno quindi dimostrare un contributo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'uso sostenibile e protezione delle risorse idriche, garantendo al contempo che non venga arrecato danno ad altri obiettivi ambientali. Questo include non solo leemissioniallo scarico, ma anche l'intero ciclo di vita del mezzo, compresa la gestione delle batterie a fine vita per i mezzi elettrici.

L'altro criterio che va rispettato è quello dei Criteri Ambientali Minimi (CAM). Il nuovo codice rende l'applicazione dei criteri ambientali minimi obbligatoria per l'affidamento di tutti i contratti pubblici, inclusi i servizi di TPL. I CAM per l'acquisto,leasing, noleggio di veicoli adibiti al trasporto su strada, come stabiliti dal Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, stabiliscono requisiti tecnici molto stringenti. Essi definiscono le classi di veicoli a basse o zero emissioni (ZEV e LEV) ammissibili.

Oltre a rispettare questi aspetti, quindi noi stiamo lavorando per far sì che il bando includa requisiti vincolanti e progressivi di rinnovo della flotta con mezzi a bassa o nulla emissione, valutando tutte le tecnologie mature adatte al nostro territorio: elettrico, biocarburanti avanzati e idrogeno; l'obbligatoria applicazione e verifica del principio DNSH; l'integrale adozione dei criteri ambientali (CAM), con l'utilizzo di criteri premiali per massimizzare la sostenibilità dell'offerta.

Il lavoro quindi continuerà in questa direzione. Sono ovviamente a disposizione poi per illustrare, alla conclusione del lavoro, quanto verrà predisposto.

Rimangono alcune scelte da fare. Come le dicevo stamattina, c'è la questione legata, per esempio, a una modalità diversa di contrattualizzazione delle aziende. Oggi il nostro prezzo è formulato tra costo al chilometro e i titoli di viaggio, in futuro… alcuni territori hanno fatto scelte diverse, è immaginabile ed è possibile, per rendere più flessibile la gestione delle politiche tariffarie, una visione diversa rispetto appunto a chi gestirà i titoli di viaggio.

Presidente -Ha chiesto la parola la collega Minelli.

Minelli (AVS) -Devo dire che, ascoltando l'incipitdella risposta dell'assessore Bertschy, mi sarei aspettata che mi dicesse: "Noi non abbiamo pensato un 80%, ma un 100%", perché lei dice: "Voi fate delle proposte, ma noi siamo sempre molto più avanti". Oltretutto dice: "Se dovessimo aspettare il 20 - in realtà oggi è il 16 di dicembre - per parlare di questi argomenti, in buona sostanza staremmo freschi". Io ricordo che non è da oggi che parliamo di questi argomenti, ne abbiamo parlato tantissime volte, non lo avete fatto solo voi, lo abbiamo fatto anche noi, a partire dal momento in cui si è discusso sia della legge sulla mobilità sostenibile - e parliamo di sei anni fa -, sia quando si è discusso del PEAR.

Al di là di questo, lei dice - e mi sembra anche con un accento un tantino polemico - che l'autobus elettrico comprato dal Comune di Aosta non è catenabile. Allora male, se si sono comprati autobus in Valle d'Aosta che non sono catenabili, perché esistono… anzi, è consigliato per gli autobus elettrici di montare effettivamente le catene da neve. Ci sono catene a montaggio esterno, tipo ragno, o a fissaggio rapido, come le König K-Summit, chesono le catene più utilizzate per gli autobus elettrici. Io non so se quell'autobus non le monta effettivamente, è probabile, perché se me lo dice lei ci credo, ma penso che sia stato un errore quell'acquisto, perché non viviamo in Sicilia, viviamo in Valle d'Aosta e normalmente, anche se sempre di meno, nevica anche qui!

Al di là di questo, ho ascoltato quello che lei ha detto sui servizi, che sono allineati a quello che i codici europei hanno stabilito da tempo... poi lei dice: "Noi abbiamo un approccio diverso, proiettato a rendere la gara neutra" ed è una posizione che tenete e che è rispettabile. Io penso però che se l'obiettivo - ma evidentemente è un obiettivo che ci si è dati senza che ci si creda fino in fondo - è quello di andare davvero verso una decarbonizzazione anticipata anche rispetto a quella che aveva previsto l'Europa, al 2050, cioè al 2040, ci sono delle scelte, che possono essere complicate, questo è indiscutibile, ma che devono essere fatte! Se si decide di andare in una direzione diversa, che è quella di pensare ad altri tipi di alimentazione, ivi compresa quella che poi nel DEFR riproponete come obiettivo aggiornato, quella del TPL a idrogeno, io penso che allora il raggiungimento di quell'obiettivo si allontani ancora nel tempo, perché, lo avete scritto voi, non noi - anche se lo avevamo detto - che quel tipo di tecnologia non è al momento matura. Questa è l'espressione che si trova nel DEFR.

Noi crediamo che si debba pensare anche a inserire nell'appalto del trasporto pubblico locale quel criterio che ho definito preferenziale, perché sappiamo che in zone anche molto più fredde di dove abitiamo noi adesso si utilizzano gli autobus elettrici, quindi si può fare. Mi sembra anche che i test, di cui ci avevate detto qualche cosa lungo il 2025, degli autobus che sono stati utilizzati in via sperimentale in Regione Valle d'Aosta abbiano dato dei risultati che sono positivi. Oltretutto ricordo che si ricaricano automaticamente in discesa e che poi, quando ci sono i capolinea, è possibile ricaricare questi autobus. Capisco però che le scelte, gli obiettivi e i modi per perseguirli siano diversi da quelli che vengono proposti.

Non ritiriamo l'ordine del giorno e lo portiamo al voto.

Presidente -Mi consenta la battuta, collega: la maturazione di eventuali diritti pubblicitari mi auguro che vada nei fondi dei gruppi. A parte la battuta, la parola al collega Perron.

Perron (LEGA VDA) -Ci asterremo su quest'ordine del giorno. Alcuni punti. Punto primo: sullaFossil Fuel free, ne avevamo già parlato, lo ricorderà l'assessore Sapinet, che adesso non vedo in aula, ma chi era in Commissione si ricorderà: siamo stati i primi a dire - e io sarei pronto a scommetterci - che non ce la faremo mai ad arrivare a quei livelli, perché non è possibile scendere così tanto di percentuale sulla CO2 che facciamo e per noi la CO2 non è un grave problema, perché ne facciamo 1 milione di tonnellate in Valle, che è un'inezia. In più esportiamo energia pulita, che ci pagano ovviamente bene, proprio per favorire la transizione energetica a livello nazionale, perché un chilo di CO2 prodotto a Carema è uguale e identico a un chilo di CO2 prodotto a Pont-Saint-Martin, a Courmayeur o a Châtillon. Non cambia nulla, è un fenomeno globale.

Bene quindi la transizione energetica, chiaramente anche a noi non piace inquinare, meglio che ci siano mezzi che non inquinano, nel senso che ci sono tanti altri inquinanti, la CO2, tra l'altro, non è un inquinante, è un climalterante, sono due cose diverse.

AllaFossil Fuel free2040 - lo dicevamo quando c'era l'ex assessore Chatrian, un sacco di volte - non ce la faremo mai. Siamo oltre i livelli europei, che già intanto l'Europa sta smontando, perché è notizia di pochi giorni fa comunque che anche il blocco dei motori termici del 2035 viene rivisto, cosa che abbiamo detto noi qua dentro in tutte le lingue, di nuovo. Non perché siamo dei geni, ma perché non abbiamo l'ideologia che ci acceca come la Sinistra di oggi, che se non parla di quello non ha più alcun tipo di tematica.

Su questo un monito, lo abbiamo sempre detto ai colleghi autonomisti: non seguiteli, su queste strade, ragionate autonomamente. Il criterio di cui parlava prima l'assessore Bertschy tecnicamente è quello di neutralità tecnologica, cioè a noi interessa arrivare a degli obiettivi, poi come ci si arriva si può vedere in vari modi. La Lega anche su questo… mi ricordo, facevamo dellecallcon il senatore Arrigoni, che oggi è nel GSE, persona estremamente competente, e abbiamo sempre detto le stesse cose: neutralità tecnologica. Ci sono anche i biocarburanti, ad esempio, in Europa. Anche in Valle d'Aosta si stanno provando dei biocarburanti a impatto zero sulla CO2, che permettono l'utilizzo dei motori diesel, quindi ci sono anche altre soluzioni. Non abbiamo il dogma, iltotem, il feticcio dell'elettrico; tra l'altro, poi c'è tutto il tema delle batterie.

Possiamo muoverci in Valle in autonomia anche su questo, senza diventare ideologici a tutti i costi, quindi dove riusciamo, benissimo, però anche noi in questo caso di certo non seguiremo questi dogmi, preferiamo ragionare con la nostra testa e devo dire che tutto quanto adesso ci sta dando ragione, perché anche in Europa le cose stanno cambiando, perché francamente erano fuori da ogni logica.

Ci asterremo quindi su quest'ordine del giorno per le motivazioni che abbiamo testé addotto.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Zucchi.

Zucchi (FdI) -Mi rendo conto che la mia richiesta sia irrituale, perché volevo avere un chiarimento. Forse non sono stato bene attento io, quindi chiedo all'Assessore una risposta, un chiarimento prima dell'eventuale mio intervento sul punto: se questo capitolato sia già stato portato avanti, sia già stato definito, oppure no, perché, se è stato già definito ed è già stato portato avanti ai portatori di interesse, è un conto; se non lo è, vorrei sapere se il capitolato, così come qualcuno mi aveva detto, che sarebbe stato predisposto entro l'autunno di quest'anno, sia stato predisposto, oppure se ci sono stati dei ritardi.

Spiego il senso del mio intervento: perché, se il capitolato non è ancora stato definito e necessita ancora di alcuni aggiustamenti, logicamente ha un senso la richiesta del gruppo della consigliera Minelli, i cui contenuti noi non condividiamo, ma è un fatto; sarebbe peggio se il capitolato fosse già stato predisposto, perché logicamente questa discussione non dovrebbe neanche esistere. Di fronte a un capitolato già perfezionato, quanto meno con delle linee guida già definite, è logico che prendere del tempo o cincischiare su queste argomentazioni lo troverei molto privo di senso.

Presidente -Per il tempo del gruppo, prego Assessore. Lo so, però formalmente… abbia pazienza.

Bertschy (UV) -Oggi parliamo di una parte del servizio che è quella legata agli automezzi. Noi stiamo preparando, siamo sulle linee guida generali… il capitolato è assolutamente in fase di… uscirà credo nella primavera. Questo è un aspetto importante, ma la cosa più importante è la rivisitazione del sistema dei servizi, che risponde a una visione corretta di un periodo del passato e siamo in una società in profonda trasformazione. C'è tutta una serie di aspetti che possono essere presi in considerazione ed è quello che abbiamo chiesto, soprattutto agli Enti locali - vedremo che cosa perverrà, per andare a costruire il piano d'ambito - e anche ai portatori di interesse, perché c'è un tema legato al turismo, c'è un tema legato ad altri aspetti e vorremmo che facesse parte di questo disegno che porteremo in gara.

Per quello che dicevo, una volta completato, io do la disponibilità a venire a illustrarlo in Commissione.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, procederei col voto. La votazione è aperta.

Chiedo ai colleghi di esprimersi. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 5

Maggioranza: 18

Favorevoli: 5

Astenuti: 30 (Aggravi, Baccega, Baccini, Bellora, Bertschy, Borre, Carrel, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Lotto, Machet, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Perron, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 7 del gruppo Fratelli d'Italia. Ha chiesto la parola il collega Zucchi, ne ha facoltà.

Zucchi (FdI) -Reputiamo, anche e non solo per le posizioni espresse dalle comunità interessate, Cogne e Pila, che le forze politiche presenti in questo Consiglio, e non solo, che, per lo sviluppo della nostra Regione, si debba andare oltre e apprendere dagli errori per rilanciare immediatamente e approfittare di questa situazione fortemente negativa per riportarla in un bilancio positivo.

Pensiamo che, nel doveroso senso e spirito di rilancio del settore, che consideriamo attraente e primario nella nostra Regione, cioè il settore turistico, si debba a tutti i costi perseguire la strada di verificare le condizioni fino al limite della prova contraria, per cui occorre collegare i due comprensori, che, come dicevo, meritano un'attenzione e una risposta. È necessario un nuovo rilancio per giungere a un collegamento fra le località non solo Cogne e Pila, ma anche il Comune capoluogo.

Noi - mi riferisco alle forze di maggioranza, questa è una frase estrapolata dal 2011 in questo Consiglio, dove reduci di quel Consiglio siamo rimasti in cinque, si ricorderanno i consiglieri Viérin Laurent, Viérin Marco, l'allora assessore Aurelio Marguerettaz e naturalmente il mio collega Lattanzi - abbiamo sottoscritto insieme un patto per la città capoluogo, definendola "Capitale dell'autonomia".

Riteniamo che Aosta debba avere un ruolo centrale nel rilancio turistico e debba passare dallo spirito di vocazione turistica alla realtà turistica, all'azione turistica. In questo modo siamo indotti a trovare ogni soluzione, che i tecnici dovranno illustrarci, per verificare, fino a prova contraria, se sia possibile unire Aosta, Pila e Cogne, senza soluzione di continuità, per dare un'offerta ai nostri turisti in una città, quella di Aosta, che necessita di attrarre con delle nuove offerte i turisti, unendo le peculiarità importantissime e culturali della nostra città capoluogo, su cui abbiamo investito politicamente, e non solo, attraverso le iniziative che sia la Regione che il Comune stanno ponendo in essere e per mettere a disposizione una vera offerta che possa consentire alla città di reggere la concorrenza degli altri comprensori e dei nostricompetitor.

Potrei andare avanti, perché di queste iniziative noi ne facemmo diverse. Nel 2011 il nostro gruppo pose all'attenzione dell'allora maggioranza soverchiante, l'Union Valdôtaine, un progetto che noi abbiamo visto con estremo piacere dopo quattordici anni avere assunto gli onori della cronaca.

Vedo anche il collega Martinet, che allora non era ancora sindaco, ma partecipò a degli incontri che noi facemmo in sede di Pila, dove tutti ci guardavano un po' come dei marziani e definirono quella che era la nostra iniziativa, un nostro punto qualificante dell'allora nostra entrata in maggioranza, senza essere sinergici in Giunta, perché credevamo, allora come oggi, alla necessità di un collegamento tra Aosta, Pila e Cogne. Sono passati quattordici anni. Io ho partecipato all'inaugurazione della Stella, dove si sono succeduti il presidente Testolin, l'assessore Bertschy e l'assessore Grosjacques e tutti quanti, di fronte a una platea plaudente rispetto a quelle che sono state le intenzioni, cioè le intenzioni dell'inaugurazione, ma anche di andare oltre, cioè di andare verso la costruzione del collegamento di Cogne che noi ipotizzavamo già quattordici anni fa e di cui non possiamo che essere contenti… siamo stati un po' precursori, ma sono passati quattordici anni rispetto a un'iniziativa per cui siete andati un po' lentini dal punto di vista della realizzazione di unassetche noi abbiamo ritenuto da tempo essenziale per l'offerta turistica del comprensorio Aosta-Pila-Cogne.

Ci fa piacere quindi che, dalle affermazioni chiare del Presidente, perché io ho ascoltato, ero presente… un po' defilato, ma ho visto molti… tutti gli astanti plaudenti rispetto alla possibilità di arrivare finalmente a questo agognato collegamento con la località di Cogne, per cui ricordo che c'è stata anche recentemente un'iniziativa congiunta da parte di tutto il Consiglio comunale neo-eletto di Cogne, che ha espresso un indirizzo molto chiaro a noi rivolto, rivolto alla maggioranza e comunque a tutto il Consiglio regionale, di andare fermamente verso questa direzione.

Ora, io non vorrei dover aspettare altri quattordici anni per arrivare a una definizione di un progetto che quanto meno è essenziale, anche dalle parole dei massimi responsabili di questa Giunta proferite il giorno dell'inaugurazione di unassetche effettivamente è notevole e che, devo dire, è stato anche compiuto in tempi rapidi, perché la Stella, così definita, sicuramente qualifica ulteriormente l'offerta del comprensorio di Pila, come è stato ricordato anche dal recente ammodernamento della località al raggiungimento del bosco, quindi qualifica ulteriormente l'offerta turistica del nostro comprensorio. Io lo posso definire il comprensorio di Aosta, perché qual è la città che a 18-20 minuti può permettere agli sciatori di recarsi…? Ecco, noi dicemmo undici anni fa e lo diciamo convinti tutt'oggi… quindi noi siamo contenti e riteniamo che sia opportuno arrivare a porre i paletti e i cronoprogrammi seri per arrivare a questa conclusione.

Francamente io mi chiedo come voi possiate, rispetto alle impegnative, chiedere di ritirare quest'ordine del giorno, o addirittura astenervi, perché abbiamo preso le vostre affermazioni fatte al momento del taglio del nastro. I punti sono molto chiari: chiedere un'immediata ricognizione tecnica e un cronoprogramma per arrivare, così come, né più né meno, avete fatto con l'operazione della Stella, a una definizione di quest'opera, che tutti gli operatori turistici di Cogne, e a questo punto voi stessi, avete affermato, compreso il Consiglio, io mi auguro e immagino che sia essenziale e che ci sia quindi senza "Se" e senza "Ma" una decisione e un conseguente cronoprogramma per arrivare a questa realizzazione, all'interno di questa legislatura, di quest'opera, che più che mai è essenziale e che attende da tanto tempo. Siamo contenti che voi finalmente, dopo quattordici anni, siete arrivati alle conclusioni a cui eravamo arrivati noi quattordici anni fa. Questo forse è anche il sintomo che molto spesso non si prendono in considerazione, come gli ordini del giorno di questi due-tre giorni hanno dimostrato… cioè che non sempre le proposte vengono valutate per la loro correttezza e per la loro importanza, ma certe volte, quasi sempre, viene invocata la logica delle parti, cioè non è importante tanto il contenuto che viene espresso quanto chi propone questi progetti e queste proposte.

Noi, se fossimo chiamati al vostro posto, per poter esaminare delle proposte come quella che oggi io sottopongo - e che spero e penso voi non possiate negare, perché sono le stesse cose che avete detto -, ci comporteremmo in un modo diverso, perché noi, di fronte a queste proposte, avremmo un atteggiamento sicuramente più collaborativo, più orientato al futuro, rispetto a chi, per una logica partitica, si arrocca sulle proprie posizioni e, piuttosto di darla vinta a quelli che si ritengono degli avversari politici, si arrocca su delle posizioni che lasciano il tempo che trovano.

Io non so se mi rivolgo al Presidente, al Vicepresidente o all'assessore Grosjacques, perché sono intervenuti tutti e tre, oltre al presidente della Pila. Spero che ci sia una risposta prodromica a questa nostra iniziativa, quattordici anni dopo, e che ci sia una consapevolezza nota a tutto il Consiglio affinché quest'opera, che è richiesta da tutti gli operatori, venga posta in essere con immediatezza all'interno delle necessità tecniche, ma anche con le necessità di esecuzione, come del resto avete dimostrato nell'esecuzione della Stella.

Presidente -La parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (UV) -Grazie collega Zucchi. Visto che l'ultima volta mi ha sgridato e mi ha detto che non è qua per blandire, io la ringrazio veramente tanto per questa iniziativa. La trovo assolutamente utile a farci nuovamente parlare del tema e, al di là delle battute, credo sia assolutamente interessante poter completare i ragionamenti che abbiamo fatto ormai in più occasioni.

Io non conoscevo gli aspetti che lei ha citato e sono contento che siamo tutti convinti, perché non era così nel tempo, non solo la politica, sa bene quanto le opere di questo tipo sono divisive, anche nelle comunità locali, anche sul territorio, quindi il tempo di maturazione a volte è dovuto anche alla comprensione di certe strategie.

Quello che io le posso dire è che parliamo di questo tema dal 2019, quando l'abbiamo inserito nel piano regionale dei trasporti. Abbiamo cominciato, tra l'altro, su sollecitazione di una parte della Comunità anche di Cogne, a parlarne, lo abbiamo inserito nei documenti di programmazione, è previsto nel DEFR e abbiamo iniziato a lavorare seriamente su questo tema nella fase di costruzione dell'impianto, perché, fino alla mancata realizzazione dei due tronchi che ci portano alla Stella del Couis, non avremmo poi potuto fare valutazioni successive.

Quando abbiamo iniziato a immaginare l'impianto di arroccamento, la nuova telecabina Pila-Platta de Grevon, abbiamo sempre immaginato una fase 2 di questo investimento, tant'è vero che alla fine dello scorso inverno la società Pila ha avviato lo studio, che completerà nel corso del mese di gennaio, che ci permetterà di avere un Docfap con tutti gli elementi necessari a fare le valutazioni di tipo ambientale, di tipo tecnico, di tipo finanziario, per dare la possibilità alla politica di assumere le sue decisioni.

Ci sono aspetti anche autorizzativi, aspetti ambientali che vanno evidentemente considerati, quindi, da un lato, i ruoli correttamente sono diversi: a noi tocca amministrare, governare e presentare dei progetti di sviluppo, tenendo in considerazione che tra il dire e il fare ci sono tante cose da mettere in campo. Lo studio, per quello che sappiamo, presenta una serie di possibilità e credo che anche qui avremo modo, una volta completato e consegnato alla società, di prenderne visione. È per quello che sommessamente vi dico semplicemente che la parte 1 e 2 del vostro impegno è in corso ormai da tempo e avremo modo di lavorarci insieme, sicuramente con tutti coloro che ritengono che questa sia un'opera importante per il territorio, per il Comune di Aosta, per il Comune di Gressan, per il Comune di Cogne, ma noi aggiungiamo - ed è quello che abbiamo sottolineato - che diventa molto importante - ed è per questo che con il Presidente e con il collega Grosjacques ne abbiamo anche parlato in occasione dell'inaugurazione - una proposta in più a livello turistico, che ci permetterà di presentare a tutti coloro che amano, frequentano e vogliono venire in Valle d'Aosta qualcosa di grande eccellenza come oggi rappresenta Skyway per noi.

Rispetto a questo collegamento, rispetto al passato gli eventi alluvionali della scorsa estate hanno sicuramente dato un ulteriore impulso perché, pur non sostituendosi assolutamente a un percorso di emergenza, può costituire una via alternativa importante anche in certe fasi. Oggi però noi lo vediamo come impianto di collegamento per costruire un percorso serio e definitivo tra i tre Comuni e per dare ancor maggior valore agli investimenti fatti su Pila, perché nel ragionamento che si farà si terrà in considerazione anche quello che oggi andrà verificato, anche a livello di comprensori sciistici, dalla parte di Cogne. Stiamo quindi lavorando su questo e a breve avremo un documento, esattamente come quello che voi ritenete importante, in discussione, che ci presenterà le possibilità, i costi e le difficoltà ancora a livello autorizzativo da superare per andare nella programmazione definitiva dell'opera.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Torrione.

Torrione (AVS) -Questi sono i classici temi in cui il confronto arricchisce tutti quanti. È chiaro che su questo aspetto l'iniziativa del collega Zucchi è assolutamente corretta, io forse la integrerei, perché è giusto ricordare che di soluzioni di collegamento con Cogne ce ne sono due, in realtà: non c'è soltanto quella funiviaria, c'è anche quella che diverse persone sostengono essere quella da ripristinare: il famoso trenino di Cogne. Approfondivo, nel senso che la vostra richiesta di studio di fattibilità io la estenderei, cioè andare a dire qual è la miglior soluzione, sotto tutti gli aspetti, di attrattività turistica e anche per la sicurezza, che si deve mettere in campo.

È chiaro che poi lì si possono avere opinioni diverse. La nostra opinione personale è che, anche un po' in linea con l'idea di non costruire nuovi impianti il più possibile, ma di riutilizzare quelli già fatti… è vero che purtroppo sulla questione del trenino di soldi ne abbiamo spesi - e forse il termine corretto non è "spesi" ma è "buttati via", sarebbe più corretto dirlo -, però è anche vero che questa è una soluzione che, dal punto di vista naturale, è meno impattante. Comunque il pezzo della funivia andrebbe studiato per non toccare la parte di "Natura 2000", quindi ci sono posizioni diverse in questo senso.

Poi uno può discutere se è maggiore l'attrattività di un impianto funiviario o quella di un trenino, il collegamento Aosta/Cogne sarebbe garantito lo stesso, perché basta scendere alla stazione intermedia di Plan Praz, prendere il trenino, e si arriva a Cogne lo stesso. Tra l'altro, anche sulla parte di Cogne ci sono delle ipotesi di utilizzare dei progetti, sulla carta ovviamente, di poter fare dei collegamenti rapidi di treno per collegare le frazioni Epinel, eccetera, a Cogne. Ci sono diverse ipotesi. La nostra proposta quindi è quella di estendere lo studio di fattibilità, con un confronto ampio, per vedere quale delle due soluzioni è la più indicata. Semplicemente questo è l'oggetto del nostro intervento.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Zucchi.

Zucchi (FdI) -Grazie per l'intervento, collega Torrione, ma desidero specificare che questi sono i motivi per i quali gli ordini del giorno hanno comunque una valenza politica e anche visioni differenti. Forse lei non ha visto tutti gli ordini del giorno, ma quello che è immediatamente a seguire di questo parla, da parte nostra, di un tema affine, ma che è stato separato apposta, perché noi non ravvediamo un'alternativa tra un complesso turistico, come quello che noi ravvediamo nel collegamento funiviario, rispetto al tema della sicurezza.

Poi, nell'illustrazione dell'ordine del giorno che segue, cercherò di spiegarne le ragioni. Il motivo per il quale in quest'ordine del giorno noi non abbiamo messo l'alternativa è dato dal fatto che noi abbiamo una visione turistica per gli sciatori, essendo difficile per noi ipotizzare che in caso di emergenza una funivia possa servire per l'evacuazione 24 ore su 24 della novantenne, del bambino che non scia, delle altitudini e dei problemi che sono connessi a un impianto che comunque va a 2800 metri.

Il fatto che le cose siano separate dal nostro punto di vista ha una logica, quindi io mi soffermerei sull'ordine del giorno che tratta dell'effettuazione del collegamento Aosta/Pila, quindi la nuova Stella, a Cogne, i cui contorni però, assessore Bertschy, a noi non sono chiari. Noi non conosciamo nulla di quello che è in questo momentoin itinere. Non conosciamo nulla noi, non conosce nulla l'Amministrazione di Cogne, che, come ho ricordato prima, ha espresso chiaramente una forte posizione di voler accelerare su questo tipo di progetto. Noi quindi non sappiamo se effettivamente questi studi siano stati avviati, a che punto siano, dove addirittura contemplino l'impianto… sto parlando del discorso di Cogne, si è sentito di parlare di Epinel, si è sentito parlare di Cretaz, si è sentito parlare dell'ambiente sotto vicino alla palestra attuale del Comune di Cogne. Noi non abbiamo l'evidenza e vorremmo poter partecipare immediatamente, subito dopo alla produzione di queste argomentazioni tecniche, che sono comunque contenute nei punti 1 e 2, su cui siamo lieti che lei sia d'accordo, ma che vorremmo conoscere. Vorremmo conoscerli noi, come credo tutti quanti i colleghi: sapere qual è la soluzione tecnica, o le soluzioni tecniche, e i costi di realizzazione, i tempi di realizzazione, i costi di gestione, su cui poi, io credo, questa Assise dovrà compiere una scelta, una valutazione, perché se è vero, come è vero, che la società Pila, che ha avuto l'incarico di produrre lo studio che è stato anche evidenziato nelle nostre richieste, lo dovrà compiere, è altrettanto vero che siamo noi - voi, naturalmente, ma mi piace pensare che anche tutto il Consiglio sia in qualche maniera interessato - a esprimere una valutazione su una scelta su unassetcosì importante… e che quindi questa cosa, soprattutto, si compia velocemente, perché, vede, il problema è il tempo di realizzazione. L'abbiamo detto tante volte nel corso dei nostri interventi, non solo noi, ma anche i colleghi. Qui con la tendenza di prendere tutto per buono, per cui si dice: "Sì, ci stiamo pensando, l'abbiamo già valutato, lo facciamo"… noi non vogliamo arrivare al punto per cui a gennaio, febbraio, magari dal 2026 o 2027 ancora brancoliamo nel buio, perché i precedenti, i vostri precedenti purtroppo sono negativi, sono edificanti in senso negativo. Qui non è più il tempo di andare a temporeggiare. Se è vero che voi avete assegnato alla Pila il compito di eseguire questo studio, è altrettanto vero che noi vorremmo avere dei tempi certi per i quali questo studio venga posto all'attenzione della Commissione e di tutti i Consiglieri.

Per questo motivo, differentemente dall'iniziativa precedente, dove con l'assessore Grosjacques il tema era differente, noi per primi abbiamo anticipato la nostra disponibilità al ritiro, poniamo comunque in votazione questo nostro ordine del giorno, perché vogliamo che rimanga una traccia ancora più marcata e più evidente rispetto alle nostre intenzioni, cioè di arrivare quanto meno alla conclusione di questa realizzazione con la speranza di vedere realizzato questo famoso collegamento Cogne/Pila/Cogne, che attende da più di quindici anni.

Presidente -La parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (UV) -Collega Zucchi, io sinceramente faccio un po' fatica a capirla: lei vuol fare il progettista, vuole essere parte del Governo, vuol decidere… oggi c'è un incarico in corso da parte della Pila, che ci metterà a disposizione… sennò tanto vale che… se vogliamo fare anche i progettisti, possiamo fare anche quello qua. Lei probabilmente ha anche questa dote progettuale, gliela riconosciamo e l'abbiamo visto progettare anche bene politicamente, però, detto questo, alla fine… No, ma glielo dico anch'io, perché sennò nel primo intervento forse non ci siamo capiti: abbiamo un DEFR che è documento e legge, al di là degli ordini del giorno. Poi gli ordini del giorno vengono qua e parliamo di politica, ma il DEFR è documento e legge. Attraverso il DEFR noi abbiamo potuto dare un indirizzo alla società, che ha messo a disposizione i soldi e sta completando uno studio. Completato lo studio, verrà messo a disposizione.

Poi lei, progettualmente, visto che fa anche questo, deciderà qual è la linea che le piace di più e la discuteremo tutti insieme. Questa però è la fase politica, perché, se poi ci sostituiamo anche ai progettisti, allora è inutile che diamo degli indirizzi politici.

L'altro aspetto: le posso anche dire che questo Governo di opere ne ha iniziate e finite, realizzate, anche in tempi brevi. Stiamo partendo col progetto del Plateau, a La Thuile stiamo realizzando un impianto, a Courmayeur stiamo realizzando due telecabine e sono in corso degli investimenti anche nella società Monterosa, quindi in questi anni abbiamo iniziato, fatto e finito, e stiamo iniziando a fare altre attività e le finiremo.

Adesso a lei per la sua replica, però, ripeto, se dobbiamo fare anche i progettisti in Consiglio regionale, evidentemente noi facciamo un altro lavoro.

Presidente -Espliciti il fatto personale. Lo dica in modo rapido, le diamo la parola… è solo per non iniziare… prego, la parola al collega Zucchi per esplicitare il fatto personale.

Zucchi (FdI) -L'ho detto fuori microfono, lo dico al microfono. Assessore Bertschy, sono io che capisco il suo nervosismo. Molto probabilmente in attesa del 29 gennaio la vedo sulle spine. Sta di fatto che…

Presidente -Collega, espliciti il fatto personale, perché sennò qui andiamo avanti a fatti personale.

Zucchi (FdI) -…lei mi ha attribuito una frase o una situazione che io non ho mai proferito. Ho chiesto che la Commissione prendesse visione dei progetti. Lei si è sognato che io abbia inteso compiere azioni da progettista, aggiungendo anche dei commenti che, tutto sommato, si poteva anche risparmiare. Ecco, ci tengo soltanto a precisare questo.

Presidente -Pongo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 13

Maggioranza: 18

Favorevoli: 11

Contrari: 2

Astenuti: 22 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Carrel, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 7 del gruppo PD-Federalisti Progressisti. Chi lo illustra? La parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) -Quest'ordine del giorno ha un unico obiettivo, che è un obiettivo che so che non possiamo risolvere solo a livello regionale, perché vuole affrontare la crisi del Servizio sanitario nazionale - e insieme a questa naturalmente quella del sistema sanitario regionale - e ripristinare anche il discorso rispetto al diritto alla salute per tutti i Valdostani e le Valdostane, peraltro come sancito, anche a livello italiano naturalmente dall'articolo 32 della Costituzione, un diritto che è un interesse della collettività e impone alla Regione, così come allo Stato, l'obbligo di garantire l'accesso universale ed equo alle cure.

Il programma di legislatura e il DEFR riconoscono l'equità sociale e il benessere della comunità come temi cardine, ma le criticità del sistema sanitario regionale, purtroppo non dico nulla di nuovo e non me ne vorrà naturalmente l'Assessore, ma bisogna tornare continuamente su questi argomenti, sono: tempi di attesa insostenibili per le prestazioni specialistiche, ognuno di noi può portare casi personali, parenti, amici, semplici conoscenti, con tempi di attesa che vanno dai sei mesi all'anno, all'anno e mezzo; carenza di personale medico e sanitario; difficoltà di accesso alle cure sul territorio. Questa è una situazione che ha un impatto drammatico sulle fasce di popolazione, ed è qui l'ordine del giorno… un po' diverso rispetto alle giuste, corrette, ma anche consapevoli di tutti noi, penso, maggioranza compresa e Giunta compresa, difficoltà che a livello nazionale e a livello regionale abbiamo rispetto alla sanità. Queste caratteristiche però generano, soprattutto nella popolazione meno abbiente, un'ulteriore difficoltà, perché, se ormai è uso da parte io penso di tutte e tutti noi di accedere, laddove ne abbiamo la necessità, a prestazioni specialisticheintramoeniao prestazioni specialistiche in ambito privato e avere risposte in tempi brevissimi, così non è possibile per coloro che sono molto in difficoltà, o semplicemente in difficoltà dal punto di vista economico. I dati Istat ci dicono che mediamente circa l'8% della nostra popolazione rinuncia o rimanda prestazioni sanitarie essenziali, principalmente a causa di costi, liste d'attesa e aggiungo, nella nostra Regione, distanza - posso fare degli esempi concreti, ma penso che tutti noi li possiamo fare - dai luoghi in cui la prestazione specialistica può essere effettuata. Ci sono punte superiori al 10-12% della popolazione, noi siamo intorno al 7,3%. Questi sono dati Istat, quindi io non li discuto neanche, ci mancherebbe.

Cosa succede? Perché ci è venuto in mente di presentare quest'ordine del giorno? Perché alla presentazione dei premi del volontariato giustamente, correttamente, tra gli altri sono stati dati anche dei premi a un'associazione che ha un intento lodevolissimo, che si chiama appunto "Diritto alla salute". L'USL, peraltro molto cortesemente, ma anche molto correttamente, ha messo a disposizione dei piccoli locali, ma comunque dei locali nel consultorio di Pont-Suaz e quest'associazione coinvolge una quarantina di professionisti, medici ma non solo medici, psicoterapeuti, medici specialisti, personale sanitario che in maniera gratuita offre quello che può fare, naturalmente, perché non ha le attrezzature adeguate - e ci mancherebbe, sennò sarebbe una sanità parallela -, però offre prestazioni specialistiche gratuite a persone meno abbienti, che aggiungono a una fragilità di tipo sociale una fragilità di tipo economico, spesso, naturalmente, queste due fragilità camminano insieme. Benissimo, lodevolissima quest'associazione che io, devo dire la verità, non conoscevo, l'ho conosciuta forse qualche tempo prima, ma l'ho vista poi in ambito del premio del volontariato, ma ci dobbiamo chiedere: questo non può essere un percorso parallelo, e non lo è, alla sanità pubblica.

Allora che cosa chiediamo con quest'ordine del giorno? A noi sembra che sia urgente e necessario un piano straordinario come si cerca di fare, io lo capisco, per le liste d'attesa, ma in questo piano straordinario anche tempi certi per il ripristino dei parametri previsti a livello nazionale, che oggi è vero in Valle d'Aosta, come dappertutto, forse non proprio in tutte le Regioni, ma direi nel 90% delle Regioni, sono bellamente bypassati.

Un potenziamento strutturale… so che si sta facendo, sono stati anche messi altri milioni rispetto, devo dire la verità, allo stanziamento del 2025. Non una cifra esagerata, ma si fa giustamente quello che si può.

Poi chiediamo anche un tavolo di confronto, permanente, con le associazioni, con coloro che si occupano, in maniera anche volontaristica, di offrire e di lavorare in questo ambito proprio per connettersi e per fare in modo che l'azione sia sinergica, anche se è il Servizio sanitario nazionale che è deputato a svolgere queste funzioni. Benissimo, ben vengano le associazioni di volontariato che in qualche modo cercano di sopperire, proprio per queste fasce deboli, per coloro che non possono accedere alla sanità privata.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -Collega Forcellati, torniamo nuovamente, come già fatto nella scorsa legislatura e negli scorsi Consigli, sia quello del 25 novembre che del 2 dicembre, a parlare di liste d'attesa - tra l'altro, questo è il primo ordine del giorno sulle liste d'attesa, del suo gruppo - e a ribadire che questo fenomeno, quello delle liste d'attesa appunto, purtroppo esisteva ieri, esiste oggi ed è un fenomeno che ci accompagnerà nel lavoro di tutti i giorni, perché purtroppo va di pari passo con la sanità nazionale e regionale, come abbiamo già avuto modo di dire. Questo fenomeno, appunto, va affrontato quotidianamente, riconoscendo che la complessità e la multifattorialità che lo caratterizzano rendono lo stesso il più avversato tema a livello nazionale dai cittadini nonostante le numerose e varie strategie messe in atto dalle amministrazioni pubbliche e dalle aziende sanitarie tutte. Richiamiamo ora questo lungo e continuo impegno, rassicurando già sul fatto che lo stesso comprende anche gli aspetti citati nell'ordine del giorno, quali il piano di contenimento delle liste, la destinazione delle risorse nel potenziamento dei servizi territoriali e nell'assunzione di personale e il coinvolgimento quindi del terzo settore e delle associazioni.

Partiamo quindi dal richiamare l'approvazione del piano operativo per il recupero delle liste d'attesa, da ultimo con la delibera n. 1052 di quest'anno, con la quale sono state fornite indicazioni per garantire il progressivo rientro dei tempi di attesa delle prestazioni nel rispetto appunto delle classi di priorità. Oltre alle indicazioni regionali, sono già in atto misure concrete che intendiamo continuare a sviluppare e a monitorare nei loro effetti.

La ricognizione sullo stato delle liste d'attesa è sistematica e continua ed è svolta con diverse modalità, strumenti di controllo e tempistiche sia dall'Azienda USL, sia dall'Assessorato regionale, ente preposto al controllo. In tal senso, da un lato, il gruppo aziendale di monitoraggio delle liste di attesa si riunisce con cadenza mensile, analizza i dati aggregati, individua discostamenti rispetto agli standard e definisce misure correttive; dall'altro, a livello regionale, come previsto dalla legge, è stata istituita l'unità centrale di gestione dell'assistenza sanitaria e dei tempi e delle liste di attesa. L'unità si riunisce per monitorare e verificare l'attuazione degli adempimenti di legge e svolge altresì funzioni di supporto all'attività del Responsabile unico regionale dell'assistenza sanitaria, cioè il RUAS, che, tra l'altro, abbiamo appena rivotato. È importante chiarire che sul tema delle liste d'attesa l'attenzione deve essere posta non solo sul lato dell'offerta dei servizi, ma anche sul fronte della domanda di prestazioni, tema vecchio come il mondo. In questo senso è importante continuare quindi a lavorare anche sull'appropriatezza prescrittiva, che aiuta a dimensionare la domanda rispetto al bisogno reale. Ricordiamo quindi sinteticamente le misure già in atto e di cui abbiamo parlato nelle ultime due consiliature: uno, il rafforzamento dell'organico del personale dipendente e il reclutamento di personale specialista convenzionato o in libera professione; due, l'attrattività e quindi l'introduzione dell'indennità sanitaria, con il ripristino anche, ultimamente avvenuto, dell'istituto delle RAR, che sono tutte finanziate da questo bilancio; tre, l'ampliamento degli orari di erogazione delle prestazioni ambulatoriali e diagnostiche la sera e il fine settimana, finanziate da questo bilancio, i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, oltre che naturalmente il progetto di ospedale adattabile e flessibile sia a livello di ospedale che come territorio.

Per quanto riguarda le risorse finanziarie dedicate al tema liste di attesa, con la legge n. 22 del 2025 l'Azienda USL è stata autorizzata a utilizzare le somme residue accantonate per l'emergenza sanitaria proprio per porre in essere azioni dirette a favorire il recupero delle liste. Nell'ambito delle risorse trasferite annualmente all'azienda per la garanzia dei LEA, per il 2026 potranno inoltre essere utilizzati 3,5 milioni di euro per la Libera Professione Accessoria (LPA) e di questi almeno 1,5 milioni dovranno essere dedicati esclusivamente per attività dirette a recuperare le liste di attesa, con un incremento di 500.000 euro rispetto a quanto già previsto per il 2025. Inoltre tra gli obiettivi assegnati dalla Giunta regionale al Direttore generale sono stati previsti, sia per il 2025 che per il 2026, specifici indicatori di miglioramento a proposito degli indicatori sulle liste d'attesa. A cascata tali obiettivi determinano gli obiettivi di budget che il Direttore generale assegna a sua volta ai direttori di struttura complessa, quelli che una volta si chiamavano primari.

Per quanto riguarda il punto 3 dell'impegnativa, informiamo che ormai da anni gli uffici dell'Assessorato lavorano in stretta collaborazione con il terzo settore e con tutte le associazioni di riferimento nell'ambito delle varie patologie. Questo dà piena attuazione al principio di sussidiarietà orizzontale di cui al codice del terzo settore e al decreto 502/1992, di cui abbiamo già parlato in aula, ed evidenzia l'importanza del ruolo che tali portatori di interesse rivestono accanto all'amministrazione pubblica. Le associazioni di tutela dei pazienti contribuiscono inoltre in modo fattivo ai lavori dei numerosissimi tavoli tecnici istituiti presso l'Assessorato per settore di intervento o patologia: salute mentale, disturbi cognitivi, demenze, diabete, fibromialgia, epilessia, celiachia. Il loro prezioso contributo permette di orientare maggiormente l'organizzazione dei servizi verso i bisogni più cogenti che vengono raccolti dalle associazioni stesse. L'integrazione con l'attività dell'area Politiche sociali permette inoltre di rispondere in modo completo alle situazioni di bisogno. Riteniamo pertanto, come detto in premessa, che quanto sinteticamente rappresentato vada già nella direzione richiesta e sia meritevole di attenzione, così come la sua iniziativa. Per questo motivo le chiediamo di ritirarla, oppure ci asterremo.

Presidente -Ha chiesto la parola la collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) -Grazie Assessore, ma io devo capire una cosa, perché cinque anni sono lunghi e possono essere anche lunghissimi. Tutto bene, benissimo, fate già tutto questo. È tutto perfetto. Nulla è migliorabile? Nulla è condivisibile? Non sto parlando di quest'ordine del giorno. Il nostro compito… io lo capisco, io capisco che dovete rispondere sempre alle cose che noi chiediamo, ma il problema è che noi continueremo a chiederle finché ci sarà un cittadino o una cittadina che verrà a sollecitarci, perché viene a sollecitare anche voi, come venivano a sollecitare anche me in altri momenti. Voi pazientemente rispondete, quando non hanno risposte, arrivano… ma a noi, i cittadini, a tutti noi, a tutti e 35 chiedono delle cose, il nostro compito è quello di farle proprie, il vostro compito è quello di rispondere, gentilmente.

Ce ne saranno una, due, tre iniziative del Partito Democratico? Al di là del fatto che sono molto diverse, mi sembra di aver capito… e comunque il collega, quando sarà il momento, le illustrerà al meglio. Detto questo, non è che possiamo sentirci in difficoltà perché presentiamo delle cose, che peraltro sono vere, non sono inventate! Vuole che le faccia degli esempi? Sarà normale che chi deve fare, come la sottoscritta, un'ecografia - e non chiede mai nulla, perché ci mancherebbe che proprio noi chiediamo delle vie preferenziali - deve aspettare giugno 2026? È normale? No. Allora il mio compito, in quanto minoranza, è quello di sollecitare. Il vostro compito sarà quello di rispondere ai cittadini, non di rispondere a noi. Voi gentilmente rispondete a noi, ma indirettamente rispondete ai cittadini.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. Invito i colleghi a votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 14

Maggioranza: 18

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 8 dei gruppi Lega e La Renaissance. Ha chiesto la parola il consigliere segretario Bellora, ne ha facoltà.

Bellora (LEGA VDA) -L'ordine del giorno che proponiamo in questa occasione è sicuramente un ordine del giorno ambizioso. Partiamo però dal presupposto che le cose, per riuscire a farle, bisogna in qualche modo iniziarle, quindi credo che possa essere opportuno anche porsi degli obiettivi ambiziosi. C'era quel tale che diceva che chi sostiene di aver raggiunto tutti i suoi obiettivi presumibilmente se li è scelti troppo facili, noi cerchiamo di non correre questo rischio.

Io continuo, a mano a mano che assisto a questa… permettetemi, surreale discussione degli emendamenti che vengono presentati, si risponde: "ritirateli, perché sennò ci asteniamo", poi qualche volta li si ritira, qualche volta ci sono queste astensioni di massa, a ogni passaggio, a ogni tornata assisto a qualcosa di nuovo.

Credo di avere individuato tre categorie, nel senso che le motivazioni del "ritirateli, perché sennò ci asteniamo" possono essere sostanzialmente tre: "lo abbiamo già fatto", "lo stiamo facendo", "lo faremo".

Io sono curiosissimo di sapere cosa risponderete a questa… perché "l'abbiamo già fatto" è impossibile, perché la Facoltà di Medicina all'Università della Valle d'Aosta non esiste; "lo stiamo facendo", o lo avete fatto in segreto, o non lo sappiamo; "lo faremo", magari, mi piacerebbe tanto. Sicuramente la vostra fantasia è sconfinata, quindi magari scopriremo una quarta categoria, non lo so, ma può essere anche piacevole, anche per dare un po' di pepe visto che rimarremo dentro questo edificio per circa dodici ore.

Detto questo, non vado a ripetere quello che abbiamo scritto nell'ordine del giorno, perché do per scontato che almeno sia stato letto da tutti, se non altro per respingerlo.

È pacifico… e in questo mi aggancio a una considerazione che faceva prima l'assessore Marzi e che condivido in pieno relativa all'anomalia dimensionale del nostro ospedale; questo è un discorso che facevo già tanto tempo fa in un'occasione conviviale con il Direttore generale dell'Azienda USL, cioè noi ci troviamo ad avere un ospedale che deve includere tutte le specialità per ovvi motivi territoriali e regionali, sennonché un ospedale che deve includere tutte le specialità normalmente ha un bacino d'utenza di 1-1,5 milioni di persone, qui invece noi abbiamo un bacino di utenza che è di meno del 10% di questo dato. Questo evidentemente cosa comporta? Comporta che anche il bacino di utenza del possibile personale sia estremamente ridotto, quindi abbiamo i problemi delle carenze di infermieri, di OSS, di medici, con i dati che abbiamo specificato nella premessa del nostro ordine del giorno.

La nostra proposta, al di là del fatto che qualunque ampliamento di un'offerta educativa, di un'offerta di studio, di un'offerta universitaria è di per sé un dato positivo, credo che possa anche contribuire a ovviare a questa problematica, perché evidentemente la presenza di una Facoltà di medicina e chirurgia, non per tutte le specialità, ma magari anche solo per esempio per la triennale in Valle d'Aosta potrebbe anche attrarre personale dall'esterno e quindi permettere… non dico di ovviare a questa problematica, ma quanto meno di attenuarla. Del resto, la nostra è una piccola Università, ma con una sede molto prestigiosa, anche in crescita, in palese crescita, quindi credo che, tutto sommato, potrebbe essere utile cercare di unire questa doppia esigenza, cioè quella della carenza di personale sanitario da un lato e quella dell'ampliamento degli orizzonti culturali e scientifici della nostra piccola comunità dall'altro lato. Anche qui cito ancora quello che diceva in precedenza - ed evidentemente lo condivido - l'assessore Marzi, cioè quel bellissimo accordo che si sta cercando di mettere in piedi con la Facoltà di ortopedia dell'Università di Torino, proprio per favorire un settore che evidentemente nella nostra regione ha una particolare importanza. Perché, invece di fare questo intervento, che ripeto è un ottimo intervento ed è una splendida idea, ma è uno, non proviamo a dare sistematicità a questa scelta, quindi appunto a favorire una strutturazione a carattere permanente di una cosa di questo tipo? Del resto, tanto per citare un altro collega che è intervenuto questa mattina, cioè il collega Massimo Lattanzi, lui ci ha evidenziato, ed è un dato su cui, secondo me, bisogna riflettere, che su 4.000 possibili studenti universitari valdostani 3.000 vanno a studiare fuori dalla Valle d'Aosta. Se magari qualcuno di questi 3.000 riuscissimo a trattenerlo qua, con una facoltà - passatemi il termine - accattivante, perché no? Tutte queste ragioni, a mio modo di vedere le cose, possono essere delle buone motivazioni per una scelta che, come dicevo prima, è sicuramente ambiziosa, forse molto ambiziosa, ma è una scelta che, secondo me, potrebbe anche qualificare il nostro Ateneo in termini di attrattiva appunto per chi viene da fuori.

La risultante di queste esigenze, che io ho cercato sommessamente e brevemente di riassumere, va a portare a due distinti percorsi: l'attivazione dell'istituzione di una Facoltà di medicina nella nostra regione, includendo corsi di laurea triennali e magistrali, medicina e chirurgia e la predisposizione di un piano triennale di reclutamento e formazione del personale sanitario, appunto, in sinergia con l'Università, che preveda borse di studio, tirocini obbligatori, strutture regionali e incentivi per il rientro dei laureati valdostani. Quello che accennava prima il collega Lattanzi, cioè, da un lato, la creazione di una facoltà universitaria che arricchisca e migliori l'Università della Valle d'Aosta; dall'altro, la creazione di percorsi che attraggano persone sia per studiare, sia, avendo studiato, per fare pratica e tirocinio presso la nostra Regione. Ripeto: credo sia una proposta ambiziosa, ma che potremmo mettere in cantiere e che darebbe sicuramente dei vantaggi alla nostra comunità.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -Grazie collega Bellora per questa sollecitazione. Da questo punto di vista, stiamo affrontando, insieme all'azienda, la carenza di personale del servizio sanitario che attanaglia, come richiamato sulla precedente iniziativa, il territorio nazionale attraverso azioni continue e concrete di fidelizzazione e di attrattività, che vedono anche rafforzare il rapporto tra sanità e mondo universitario. Tra l'altro, il rapporto tra sanità e mondo universitario è uno dei nessi causali fondamentali della carenza di professionisti medici non soltanto rispetto al concetto di numero chiuso, ma anche legato alle dinamiche, chiamiamole così, di distribuzione dei medici sul territorio. È in questo quadro che, come da lei richiamato e come richiamato anche questa mattina, si colloca il recente progetto Ultra, che cito semplicemente per darne unospelling, perché, di fatto, il nome Ultra lo abbiamo inventato assieme all'Ufficio comunicazione dell'Azienda USL, in particolar modo alla dottoressa Soro, che ringrazio, e significa "Università" inliaisoncon il "Polo Traumatologico Alpino", da cui Ultra, che rappresenta una forma avanzata e operativa di collaborazione con il sistema universitario e della ricerca, con l'obiettivo, ovviamente, di rendere la Valle d'Aosta sempre più attrattiva per la formazione, la ricerca e la permanenza di professionisti sanitari in loco. Con questo progetto l'ospedale diventa infatti sede stabile di attività formative e di ricerca universitaria, con la presenza di specializzandi, percorsi di aggiornamento condivisi e lo sviluppo di competenze avanzate in ambito traumatologico, ortopedico, radiologico e a brevissimo, spero già nelle prossime settimane, anche neurologico, rafforzando in modo concreto l'integrazione con l'Università degli studi di Torino. Perché rafforzare queste collaborazioni con l'Università degli studi di Torino? Perché l'Università della Valle d'Aosta, per le proprie caratteristiche, per il proprio assetto dell'offerta formativa e per le dimensioni del territorio ad oggi non comprende scuole di area medica, né una facoltà di Medicina e Chirurgia. Per la cronaca, la Facoltà di Medicina può essere solo magistrale in quanto di sei anni, possibilità però questa che, ahimè, seppur remota, abbiamo già approfondito.

Per questo motivo la Regione ha costruito nel tempo una rete solida di collaborazioni con le università delle Regioni limitrofe, in particolar modo con l'Università degli studi di Torino e con l'Università del Piemonte orientale. Grazie alla collaborazione con l'Università degli studi di Torino, è attivo, tra l'altro, ad Aosta il corso di laurea in infermieristica, che negli ultimi anni ha raggiunto un risultato di particolare rilievo, con la copertura completa dei 30 posti disponibili in totale controtendenza rispetto al dato nazionale, che registra un calo di interesse verso le professioni sanitarie. Questo risultato è frutto anche delle attività di orientamento e promozione svolte congiuntamente dall'Assessorato e dall'Azienda USL, anche in collaborazione con l'Assessorato del collega Bertschy, la cui efficacia è dimostrata dall'interesse crescente dei giovani verso i percorsi formativi in ambito sanitario presso la nostra Regione. In questa prospettiva stiamo portando inoltre avanti le necessarie valutazioni con l'Università della Valle d'Aosta per integrare sempre più il corso di laurea in Infermieristica nel contesto universitario valdostano. In questo quadro si inseriscono anche i rapporti avviati con istituti di rilevanza nazionale, come l'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico San Raffaele, che contribuiscono ad ampliare le opportunità di collaborazione clinica, formativa e di ricerca, rafforzando la rete di relazioni del servizio sanitario valdostano.

Nell'ambito della formazione, finanziamo inoltre ogni anno posti aggiuntivi per le specializzazioni mediche e borse di studio per le specializzazioni non mediche, oltre a posti riservati per le professioni sanitarie presso altri atenei universitari. Si tratta di opportunità orientate a formare professionisti e a favorirne, come richiamato dalla presentazione della sua iniziativa, il successivo inserimento nel nostro servizio sanitario. L'Assessorato ha inoltre attivato specifici corsi di formazione per operatore socio-sanitario, con l'obiettivo di rafforzare le competenze professionali nel settore socio-sanitario e rispondere in modo concreto ai fabbisogni di queste figure qualificate sul territorio. Riteniamo importante anche precisare che la formazione delle OSS non è ad oggi una competenza universitaria, ma la stessa viene garantita per il tramite di percorsi dedicati e curati, appunto, a livello regionale.

Stiamo inoltre approfondendo la possibilità di ampliare ulteriormente l'offerta formativa sul territorio regionale, valutando l'attivazione ad Aosta di un corso di laurea per tecnici di radiologia nell'ambito delle collaborazioni universitarie già esistenti, che intendiamo consolidare e rafforzare anche con il coinvolgimento dell'Università della Valle d'Aosta. In questo contesto la proposta di istituire un corso di laurea in medicina e chirurgia ad Aosta viene colta con attenzione e responsabilità. Stiamo infatti approfondendo ogni possibile opzione, valutando la sostenibilità, i requisiti normativi e la qualità formativa, magari in una logica francofona e internazionale. In coerenza, tra l'altro, tutto ciò con le caratteristiche e le dimensioni del nostro territorio di montagna. Continuiamo pertanto a lavorare per consolidare e sviluppare rapporti con il mondo universitario sia a livello nazionale che transfrontaliero e siamo consapevoli che ogni valutazione per sviluppare l'offerta formativa in questo settore debba avvenire all'interno di questa rete di rapporti e relazioni, con l'obiettivo di rafforzare il nostro servizio. Questa, tra l'altro, è un'attività che sia al sottoscritto, che al Dipartimento, che alla Direzione generale e alla Direzione strategica comporta tantissima attività e moltissimo tempo. A parte quella che può sembrare una facile ironia, in realtà, noi cogliamo in maniera assolutamente positiva quanto da lei rappresentato. So che lei pensa che questa sia una maniera articolata a livello noumenico per poter rappresentare che ci stiamo lavorando, mi piacerebbe poterle dire di più, ma in realtà ci stiamo lavorando, eccome! Per questo motivo le chiedo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Bellora.

Bellora (LEGA VDA) -Assessore, la ringrazio anche per i toni simpatici, me lo consenta, del suo intervento, che sono sempre da me apprezzati. Io amo l'ironia e amo comunque chi non si prende troppo sul serio. Diciamo che, oltre all'ironia, c'è anche un po' di sarcasmo, se mi consente. In ogni caso nelle tre buste che mi erano state proposte: la uno, la due o la tre, qui siamo tra la due e la tre, cioè siamo tra "lo stiamo facendo" e "lo faremo". Io ne prendo atto e, scendendo ai contenuti, in maniera un po' più seria, di ciò che abbiamo detto fino adesso, le dico subito che la tolgo dall'imbarazzo: non ritiro l'ordine del giorno, ben sapendo che si sta avviando in maniera inesorabile verso il fallimento, ma evidentemente prima o poi magari qualcosa succederà, sicuramente non in questo Consiglio.

È vero, lei ha parlato del corso di laurea in infermieristica, che funziona molto bene e questo è estremamente positivo. Ha parlato di questo sguardo verso un approntamento di corsi per tecnici di radiologia, molto bene. Il fatto che queste cose funzionino e che, tutto sommato, abbiamo la fortuna di essere una Regione che qualche soldo da spendere ce l'ha, come dimostra, per esempio, l'avanzo di bilancio della scorsa legislatura, che è stato poi speso in modi che noi non condividiamo… forse potrebbe essere interessante proseguire su questa strada e continuare a investire su questa strada.

In altre parole, Assessore, visto che parliamo di sanità, noi concordiamo in pieno sulla diagnosi, meno sulla prognosi e per nulla sulla terapia, nel senso che, a nostro modo di vedere le cose, una strada del genere andrebbe percorsa - per usare un termine che va di moda, e che a me non piace -, andrebbe implementata, quindi sicuramente potrebbe portare al pensiero concreto, e non solo astratto, come ho colto dalle sue parole, dell'istituzione di una Facoltà di medicina e chirurgia in Valle d'Aosta.

Prendo quindi atto delle sue rassicurazioni. Le dico in tutta onestà che non mi bastano, ma tanto mi rendo conto di non essere in una posizione di forza, quindi mi limito a porre ai voti l'ordine del giorno.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, procediamo al voto. Apro la votazione. Invito i colleghi a votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 9

Maggioranza: 18

Favorevoli: 9

Astenuti: 26 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 8 del gruppo AVS. Ha chiesto la parola il collega Torrione, ne ha facoltà.

Torrione (AVS) -In parte nasce anche da un interesse personale e dalla passione un po' per la montagna che ho e che mi ha sempre accompagnato e anche per le amicizie che ho di tanta gente che va in montagna.

Quest'ordine del giorno quindi parte ovviamente da alcune considerazioni che sono presenti nel DEFR, al paragrafo 1.4.1, "Innovazione agenda digitale": si parla di "promozione del processo di trasformazione digitale rappresentato nel modello della montagna digitale e di offerta di servizi e sviluppo di competenze digitali".

Inoltre, considerata la grande e continua crescita di presenze di escursionisti e cicloturisti in Valle d'Aosta, anche perché siamo dotati di una rete di sentieri, di strade e di percorsi ciclo-escursionistici importante, e anche in relazione al fatto che è un volano per il turismo non indifferente, perché comunque è un avvicinamento alla montagna… permette anche una destagionalizzazione, quindi è un elemento importante. Quello che evidenziamo - io l'ho usata spesso per programmare le mie gite in montagna - è che esiste, abbastanza datata come concezione, l'app"Sentieri VDA" di Inva. Senza offendere ovviamente nessuno, perché è un'app che c'è da tanti anni, è assolutamente un'app valida, io mi sono anche un po' informato, soprattutto per i tecnici che lavorano e che la utilizzano, quindi parlo di geometri, di quest'ambito. Molto meno utile, perché è un po' macchinosa e difficile da utilizzare, per quanto riguarda invece i semplici escursionisti.

Alla luce di queste considerazioni, quello che noi proponiamo è chiedere all'Assessore agli affari europei, innovazione, PNRR, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili, e anche all'Assessore al turismo, sport e commercio, di incaricare le proprie strutture a progettare un'applicazione digitale, innovativa e accessibile, facilmente accessibile, in linea con i più diffusi standard di usabilità, rivolta a escursionisti, cicloturisti, appassionati di montagna, che integri la funzione essenziale di mappe e percorsi con un qualcosina in più, perché da Valdostani possiamo metterci qualcosa in più, cioè informazioni di tipo culturale e ancora più funzionali alla sicurezza. Non mi ricordo chi in questo Consiglio aveva parlato di valanghe, di rischio incendi, eccetera, ecco, si può pensare che anche quest'app si possa utilizzare per… Per correttezza, di app in commercio, anche molto valide, ce ne sono molte, io ne uso un paio. Ovviamente non faccio nomi, sennò l'Assessore al turismo tira le orecchie anche a me, come alla mia collega, se faccio pubblicità, però si può anche pensare di fare, in collaborazione con chi queste app le produce, unupgradedella stessa app dedicata e destinata alla Valle d'Aosta.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Lotto.

Lotto (CA) -Grazie collega Torrione. Sono contento che mi abbia un po' spiegato il suo ordine del giorno, più di quello che c'era scritto proprio perché per una volta speravo di poter dire: "siamo contrari", invece nella sua ultima parte mi ha cambiato le carte in tavola, nel senso che mi sono appunto confrontato con l'Assessorato del turismo e anche dell'agricoltura. L' approccio che è stato scelto è stato il secondo che lei diceva, quindi non quello di creare un'appa sé stante, che avrebbe una bassa visibilità, che avrebbe dei grandi costi di implementazione e soprattutto di manutenzione, ma di collaborare con piattaforme globali di cui, appunto, non farò il nome, ma che conosciamo entrambi, poi magari in privato ci confrontiamo, sul migliorare i percorsi valdostani sia per gli itinerari a piedi, sia per gli itinerari inmountain bike.

Ci tengo inoltre a sottolineare che sul portale di lovevda.it sono già presenti le tracce Gps, Gpx e i file kml di più di 400 itinerari a piedi, 25 itinerari in mountain bike e 38 percorsi ciclo-turistici che siano facilmente scaricabili e caricabili su computerini di bordo, Gps vari, insomma; quindi l'approccio che è stato scelto dai miei predecessori, e che io condivido, è proprio quello di collaborare con piattaforme terze, o di usare standard globali, per permettere di avere una facilità di utilizzo, utilizzare piattaforme che sono altopdella tecnologia, evitare costi di implementazione e di manutenzione e usare le tecnologie terze per avere il massimo della tecnologia e il massimo della precisione sui sentieri valdostani. A questo punto, come sempre, le propongo di ritirare l'ordine del giorno, oppure noi ci asterremo, però la via che è stata scelta è proprio questa, cioè usare tecnologie terze per avere il massimo della tecnologia, il minimo dei costi e cercare di rendere accessibili a tutti i sentieri della Valle d'Aosta.

Presidente -La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) -Grazie della risposta. Non mi ha risposto solo a un piccolo pezzo che ho citato, che potrebbe essere un po' la differenza che in Valle d'Aosta abbiamo, cioè il fatto di poter inserire nell'appanche degli aspetti culturali. Mi spiego: un escursionista che va a Saint-Barthélemy e che sa che lì c'è il castelliere o sa che c'è il cromlech, che si vede poco, ma se gli viene indicato dov'è… potrebbe essere carino. Sulle app che sono in commercio questa roba non c'è. La realtà aumentata ci permette di fare questo, credo che potrebbe essere interessante studiare e saremmo originali e anche innovativi in tal senso. Comunque, non mi ricordo esattamente il termine che avevate usato durante la prima… "diamo fiducia", non mi ricordo che cosa avevate detto… in questo caso do fiducia, ma la memoria ce l'abbiamo tutti quanti, quindi non ci dimentichiamo di niente e ritiriamo l'ordine del giorno.

Presidente -L'ordine del giorno quindi è ritirato? L'ordine del giorno è ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente -Passiamo ora alla trattazione dell'ottavo ordine del giorno del gruppo Fratelli d'Italia. Ha chiesto la parola il collega Zucchi, ne ha facoltà.

Zucchi (FdI) -Come anticipato nel precedente ordine del giorno, nell'interlocuzione avuta con il collega Torrione, quest'ordine del giorno tratta il tema della sicurezza, mentre quello precedente trattava il tema turistico e del collegamento intervallivo a scopo turistico.

Tutti abbiamo bene in mente quello che è successo, anche successivamente all'alluvione dell'anno scorso a Cogne, che ha comportato una situazione di crisi, che poi si è ripetuta non mi ricordo più in quale mese successivo, chiudendo l'unico collegamento stradale che fa pervenire alla località di Cogne.

Partiamo da una situazione che più o meno è datata rispetto al punto precedente, perché, se il punto precedente era stato oggetto di una nostra valutazione nel 2011, questo data ancora due anni prima, cioè nel 2009 venne a conclusione in una maniera abbastanza traumatica in quest'aula - lo ricordo ancora come se fosse adesso - da parte del collega Empereur la chiusura tombale del progetto fallimentare del trenino Acque Fredde/Plan Praz/Cogne. Con un bagno di denaro ammontante, all'epoca, intorno ai 32 milioni di euro. A mio parere, rimasto un po' impunito, tranne credo soltanto il patema d'animo che non ha portato bene all'ingegner(omissis). Io mi ricordo benissimo quando veniva in Commissione a riferire tutti gli aspetti che poi hanno portato alla chiusura di questo progetto.

Se dal 2009 a oggi la questione dell'abbandono del progetto che ha fagocitato tutti questi denari pubblici non è più stata presa in considerazione, noi adesso crediamo, anche a seguito degli avvenimenti occorsi lo scorso anno, che, per le ragioni di sicurezza e dell'isolamento, sia necessario almeno giungere a una valutazione rispetto a dare una soluzione che non necessariamente prenda in considerazione il tratto in galleria del percorso Plan Praz/Acque Fredde/Cogne, ma che possa andare a individuare una soluzione… e penso che questa sia una soluzione che sia condivisa un po' da tutti ed è sicuramente condivisa da una buona parte della popolazione di Cogne, almeno dall'interlocuzione che abbiamo avuto modo di avere nei periodi immediatamente successivi all'isolamento, che è durato un mese nella località… appunto dare una soluzione strutturale al percorso che porta in quella vallata, perché la strada regionale 47 è l'unico punto di accesso alla vallata di Cogne, se si interrompe quel percorso… Abbiamo visto come purtroppo le precipitazioni atmosferiche e i cambiamenti climatici hanno inciso in una maniera sempre più frequente alle situazioni di frana che in quel percorso, in quel tratto di strada rendono effettivamente difficile e non prevedibile la percorrenza, la sicurezza degli utenti, dei cittadini e dei turisti che si recano in quella località. Ecco, io credo che questa situazione debba essere posta all'attenzione di tutto il Consiglio.

È con questo spirito… io mi immagino che sia l'assessore Sapinet a dover in qualche maniera rispondere a questa che è una nostra sollecitazione con quest'ordine del giorno che è un po' lasco, parte dal percorso della galleria, che purtroppo è stato abbandonato, per capire se, in una logica di ricerca della sicurezza, sia possibile avviare una valutazione tecnica, anche alla luce delle mutate condizioni della tecnologia che nel frattempo sono intervenute, perché sappiamo che negli ultimi vent'anni sono stati fatti passi da gigante nei macchinari dal punto di vista dell'esecuzione delle opere stradali anche in galleria… se è possibile, in un modo o nell'altro, utilizzare quel percorso per dare a Cogne un'alternativa. Qui ci tengo a specificarlo: un'alternativa, non una complementarietà col discorso della funivia, perché, se la funivia ha una logica turistica, questa ha una logica di sicurezza. Una non va insieme all'altra, quindi per noi la logica della ricerca di una soluzione, di dare agli abitanti di Cogne e ai turisti che si sono trovati, come tutti noi ben sappiamo, a rimanere nella località dopo l'alluvione che li ha isolati per un mese nell'abitato di Cogne… credo sia un dovere da parte di tutti noi cercare quantomeno di andare a valutare quelle che possono essere delle soluzioni tecniche per capire se con questo percorso riutilizzato, che possa essere anche riadattato in una maniera confacente alle esigenze che ho cercato di esprimere… possa essere quindi configurabile una soluzione che in tempi medi possa essere affrontata.

Assessore Sapinet, è con questo spirito che abbiamo proposto all'attenzione dell'aula quest'ordine del giorno, perché riteniamo che le mutate vicende dei cambiamenti climatici impongano comunque di affrontare questo tema in una maniera attenta, seria, quindi compiere i primi passi per fare una valutazione, che non necessariamente poi devono essere eseguiti, perché, se precedentemente noi riteniamo che il collegamento intervallivo funiviario sia una situazione che debba essere assolutamente compiuta, noi qui non anticipiamo le soluzioni, perché non sappiamo proprio perché non siamo dei progettisti. Vogliamo quindi capire, alla luce degli studi e delle alternative di valutazione che i tecnici devono fare, se appunto ci sono le possibilità tecniche per poter arrivare a una soluzione che vada a trovare un raggiungimento di quello che i nostri concittadini nella località di Cogne, ma anche tutti quanti i turisti cercano. Non necessariamente, quindi, il tunnel del Drinc. Noi siamo partiti da lì, perché ci sembrava importante partire da quest'opera, che purtroppo ha ingoiato tanti soldi pubblici, ma adesso le vicende che si sono venute a verificare impongono quanto meno una valutazione, dal punto di vista tecnico, dell'Amministrazione.

Presidente -La parola all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) -Grazie collega. Direi che quest'ordine del giorno fa parte di quelli, come si è detto in questi giorni, che danno modo di dibattere e di confrontarsi, di dare alcuni primi spunti sui vari argomenti.

Lei dice: "non necessariamente sulla galleria del Drinc", io ovviamente nella mia risposta mi sono concentrato sull'ordine del giorno, su quanto avete riportato, quindi l'oggetto "Valutazione e approfondimento in Commissione dell'ipotesi di realizzazione del collegamento stradale mediante la galleria del Drinc", quindi iniziamo a concentrarci su quell'aspetto, in base agli elementi che abbiamo oggi in nostro possesso, cercando di essere concreti, pragmatici e anche seri, direi, nei confronti di tutto il territorio regionale.

Abbiamo 500 chilometri di viabilità regionale. Ci siamo concentrati tanto su Cogne, ma non solo, situazioni difficili e complicate come quella sulla regionale di Bionaz, sulla Valle d'Ayas, che in questo momento stiamo riaprendo grazie all'intervento della struttura Interventi operativi; nella valle di Gressoney, le strettoie di Lillianes e di Fontainemore; nella Valsavaranche, nella Val di Rhêmes, nella Valgrisenche, il ponte di Rhêmes, intervento 2026, così come quello di La Magdeleine, quindi tutta una serie di interventi.

In relazione all'ordine del giorno quindi preciso - ma su questo credo che siamo tutti d'accordo - che i collegamenti infrastrutturali hanno una grande importanza per quest'Amministrazione, ma credo per tutti noi, in particolare per la strada regionale 47 di Cogne, che è stata interessata in questi anni da numerosi interventi, numerosi investimenti da parte dell'Amministrazione regionale al fine di ammodernare e migliorare la sicurezza della circolazione stradale. Relativamente quindi all'oggetto, magari non in questo caso, ma va detto che spesso si parlava di questa infrastruttura, del tunnel quasi come una possibile alternativa alla viabilità 47, facendo quasi intendere di poterne fare a meno. Non è il suo caso, ma in giro se n'è sentite un po' di tutti i colori, soprattutto anche in campagna elettorale.

Si rileva e si precisa - e questa è l'occasione che ci dà quest'ordine del giorno - che tale viabilità non consente solo di raggiungere il Comune di Cogne, ma costituisce un collegamento, lo sappiamo bene, con le frazioni del Comune di Aymavilles, come Ozein, Chevril, Vieyes e Sylvenoire, oltre che l'impianto idroelettrico di CVA e alcune attività economiche che sono presenti in loco.

A seguito dell'evento alluvionale del giugno 2024 sono stati eseguiti anche diversi interventi in somma urgenza al fine di ripristinare la viabilità per un importo di circa 6 milioni. È già stato previsto, per gli interventi di messa in sicurezza definitiva dei tratti di strada coinvolti dall'evento meteorologico straordinario, un investimento complessivo pari a euro 9.200.000, anche grazie a un'intuizione del personale della struttura Attività geologiche: quella viabilità alternativa che sta risolvendo la questione momentaneamente, ma è molto importante per la sua fruizione durante il periodo estivo. Si evidenzia inoltre che sono programmati ulteriori lavori di manutenzione straordinaria, miglioramento della sicurezza della viabilità, tra cui il prolungamento della galleria di Sisoretper un importo complessivo di circa 4,1 milioni. In ultimo si segnala che a breve verrà inaugurato il nuovo ponte di Chevril per un importo complessivo di circa 6,3 milioni. Questa struttura, che apriremo sabato - questo mi dà l'occasione di ricordarlo -, costituisce un punto conclusivo che si è reso necessario a seguito dei problemi strutturali evidenziati del ponte, un ponte realizzato nel 1959. Nel secondo semestre del 2019 era stata realizzata una soluzione provvisoria mediante la costruzione di un ponte Bailey. L'intervento definitivo ha previsto la costruzione di un nuovo ponte, una luce di 52 metri, una larghezza di 12, realizzato con spalle in cemento armato impalcato d'acciaio, che è stato portato a termine in poco più di due anni di lavoro, perché anche su questo era importante dare i dati corretti, anche nel rispetto di chi ha lavorato nonostante l'evento alluvionale del giugno 2024, e non solo, perché poi ce ne sono stati altri, evento che ha di fatto interrotto per alcuni mesi la realizzazione dell'intervento per poter far fronte alle sopravvenute necessità di ripristinare tempestivamente il collegamento. In relazione agli ultimi anni, lungo la regionale 47 di Cogne sono state stanziate risorse importanti.

Veniamo al collegamento. Il collegamento Pila/Cogne ha una lunghezza di circa 11 chilometri, di cui circa 8 in galleria, a Charemoz (500 metri di galleria), al Drinc (6,7 chilometri), in località Cretaz (circa 985 metri). Ovviamente le gallerie esistenti non sono assolutamente in questa fase utilizzabili per un eventuale collegamento stradale prima di tutto per le dimensioni, per il problema delle infiltrazioni e tutta una serie di situazioni. Dovrebbero essere realizzate nuove gallerie che, considerati anche i tratti di Charemoz e Drinc, sommano circa 7,3 chilometri di lunghezza. Se consideriamo che il Tunnel del Gran San Bernardo ha una lunghezza di circa 5,8, possiamo immaginare quali siano i costi di realizzazione, nonché di manutenzione e di impegno per la gestione di una simile infrastruttura sotterranea, risorse che dovrebbero essere messe in campo per rendere fruibile e per gestire quest'opera. Diverso è invece un utilizzo delle esistenti infrastrutture quale il tunnel tecnologico di sottoservizi, che ieri il collega Carrel ha correttamente citato, su cui ci sono già stati e ci saranno ancora dei confronti con i soggetti interessati, ma qui parliamo di un tunnel tecnologico, un'infrastruttura stradale per la normale viabilità, per la normale circolazione, è ben altra cosa. È poi da capire se all'interno del tunnel tecnologico potrà essere possibile la realizzazione di una viabilità di emergenza; questa però, come le dicevo, è un'altra partita.

Ogni approfondimento potrà essere portato avanti, ma in questa fase credo sia opportuno concentrare risorse umane ed economiche sulla messa in sicurezza dell'attuale tracciato di collegamento tra Cogne e il fondovalle che, come sopra indicato, è strategico, non solo per la comunità di Cogne. Il tutto con il continuo, con il costante coinvolgimento attivo degli Enti locali sia nell'individuazione delle priorità degli interventi da mettere in campo, ma sia anche nella messa in opera di interventi emergenziali, ma soprattutto degli interventi che vanno a dare le soluzioni a quei territori, con un'attenzione, qualcuno la citava, per la tutela della montagna, evitando il suo spopolamento, che passa anche attraverso questi interventi.

Proprio in relazione a ciò, ne cito ancora alcuni,si pone come dicevosulle restanti situazioni presenti nella nostra regione, ho citato l'intervento in corso, la riapertura della Val d'Ayas, dove sappiamo esserci un importante intervento sul comune di Challand-Saint-Victor, di allargamento e, come dicevo prima, sfide da affrontare e da risolvere, come le criticità sulla 44 della Valle del Lys, poi tutte le altre che ho citato ancora. Interventi straordinari che non mancano, soprattutto negli ultimi anni in seguito ai vari eventi calamitosi come quelli successi nell'aprile del 2025, quando circa la totalità delle nostre viabilità sono state coinvolte, ma con un'immediata azione e reazione messa in campo dal sistema Valle d'Aosta in poche settimane molte di queste viabilità erano nuovamente ripristinate.

Queste sono un po' le considerazioni che ad oggi possiamo fare e, ringraziandola di aver portato questo argomento per un primo confronto, immagino che ce ne saranno altri, io chiederei di ritirare l'ordine del giorno; in caso contrario, ci asterremo.

Presidente -La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) -Grazie anche Assessore per la spiegazione. Visto che ero intervenuto precedentemente, non potevo esentarmi dal farlo anche adesso.

In tutto il suo intervento una cosa non è mai emersa. Io poi capisco che parlare di trenino faccia accapponare la pelle, perché i 32 milioni che ha citato il collega Zucchi forse sono anche pochi, perché ho visto anche stime da 50, ma che siano 30 o 50, stiamo parlando di cifre che oggettivamente non fanno bene a noi, non fanno bene all'immagine della Valle d'Aosta, sono soldi ovviamente sprecati e buttati via. Mi rendo conto quindi che è un tema che sembra quasi un po' un tabù: il riparlare di trenino.

Alla luce delle considerazioni, anche alla luce degli avvenimenti calamitosi di cui lei ha parlato… peraltro noi l'abbiamo vissuto direttamente, perché sono state evacuate più di 1.000 persone in elicottero, con dei costi anche non indifferenti. Noi avevamo gruppi di ragazzi che erano in soggiorno in quel periodo a Cogne. Peraltro i contatti con l'allora sindaco sono stati frequenti. È chiaro che, giustamente, vanno messe molte risorse sulla strada 47 e ho un'età tale per cui mi ricordo che ogni inverno si aggiungeva un pezzo di galleria. Andando spesso a sciare in quei posti lì, tra frane, ma soprattutto valanghe, man mano nel tempo si sono aggiunti pezzi di galleria. Una volta non c'erano tutte quelle gallerie, ve lo ricorderete tutti quanti. È chiaro quindi che lì è un problema. La conformazione della valle è quella, gli investimenti che ha citato l'Assessore sono importantissimi, ma va da sé, per forza hanno quei costi lì. Gli interventi sulla strada quindi vanno fatti, però rimane il fatto che l'isolamento è possibile, perché o si mette in galleria tutta la strada, sennò è chiaro che possono succedere avvenimenti, come sono accaduti in passato, che portano all'isolamento del comune di Cogne, con gli enormi problemi che vi sono.

A questo punto io riprendo in mano un pochettino il tabù, cioè, dalle sue parole non è mai emerso, però ragionare di nuovo su un trenino che, a questo punto, avrebbe la duplice funzione, sia turistica che di sicurezza. Peraltro qualcuno mi ha detto che, rispetto alla funivia, per le necessità della sicurezza, della protezione civile, è più funzionale un treno, piuttosto che una funivia, per diversi motivi, per lo spostamento delle persone no, ma per altri motivi è più funzionale il treno. Allora mi chiedo se non sia possibile pensare a uno studio per ripensare questo collegamento, che permetterebbe comunque una sicurezza che evita l'isolamento di Cogne in qualsiasi momento.

Mi rendo conto che si parla di tanti soldi, mi rendo conto che l'argomento, come ho detto prima, fa male a tutti, anche a me mentre ne parlo fa specie pensare a quello che è successo, però forse oggettivamente dobbiamo chiedercelo, perché, se è la soluzione migliore, utilizzeremo di nuovo dei soldi, questa volta magari - e non è polemica, ovviamente - li spenderemo meglio, lo faremo che sia funzionale sia per le esigenze turistiche che per quelle di sicurezza. Io quindi chiedo solo se è possibile ripensarci.

Rispetto all'ipotesi dell'ordine del giorno, ovviamente noi, come peraltro ha già detto l'Assessore, rispetto all'idea di fare una strada al posto del trenino, siamo contrari.

Presidente -La parola al collega Zucchi.

Zucchi (FdI) -Intanto vorrei ringraziare l'assessore Sapinet per il tono e il garbo col quale ha voluto affrontare questo argomento, tono ben diverso da chi l'ha preceduto. Se posso continuare… quindi lo ringrazio veramente, perché ha comunque posto l'attenzione sul nostro intendimento di cercare, ad ampio raggio, una soluzione votata alla sicurezza. Noi ci rendiamo conto… non è mai stata nostra intenzione, perché assolutamente della strada regionale 47 sappiamo benissimo l'importanza e il collegamento con tutte le frazioni intercorrenti, non soltanto dalle frazioni di Aymavilles, La Poyaz, Pont-d'Aël, la strada per Ozein e via andare per Sylvenoire e Vieyes, ci mancherebbe altro, quindi sono più che mai opportuni e trovano il nostro assenso gli investimenti che sono stati programmati per la messa in sicurezza della 47.

Tuttavia, pur ammettendo che la questione del Drinc - ma l'ho detto anche in sede di presentazione dell'ordine del giorno - non fosse quella più felice, ancorché sia stato evidenziato da qualche abitante del Comune di Cogne, molto probabilmente esasperato dalla situazione che si è posta in essere dalla scorsa estate… ci debba comunque trovare uniti nel trovare una soluzione votata all'emergenza.

Se il fatto di andare a individuare, attraverso il tracciato dell'ex trenino che non si è realizzato, una questione tecnica che possa andare a colmare le eventuali, speriamo non più ripetute… ma si teme che queste cose possano succedere visto e considerato che sono sempre più frequenti gli smottamenti del terreno. Riteniamo che, per quanto si possano mettere in sicurezza i vari tratti di strada, quando ci sono degli eventi alluvionali così violenti, come sono quelli che sono successi nella scorsa estate, è ben difficile, perché magari proteggi da una parte e ti viene a crollare il versante della montagna dall'altra, quindi si sa che, quando si è in montagna, le pietre e il terreno circostante tendono a scendere e creare dei disastri, come quelli che sono avvenuti la scorsa estate.

Assessore, se abbiamo ben inteso, ovviamente ci rendiamo conto che il testo dell'ordine del giorno così com'è non abbia motivo di poter sussistere, quindi in questo senso lo ritiriamo, la nostra ricerca è quella di capire se è sua intenzione, come è la nostra, di andare a vedere nel prossimo anno delle possibili soluzioni che vadano, comunque con delle somme e con dei tempi di esecuzione più limitati rispetto a quegli scenari che sono stati giudicati imperseguibili dalle sue affermazioni, a trovare un elemento di sicurezza nel momento in cui ci dovessimo trovare nella stessa identica situazione come quella della scorsa estate, perché l'utilizzo tecnologico di quel tracciato, di quei chilometri di galleria che lei ha delineato, dalla galleria del Drinc al tracciato di Epinel, e l'altro di Acque Fredde, possano comunque trovare una soluzione in caso di emergenza e dare delle risposte che assolutamente, secondo noi, devono essere quanto meno valutate da quest'Amministrazione.

Noi quindi ritiriamo quest'ordine del giorno con la speranza, con l'auspicio e con l'intendimento che lei ci possa portare all'evidenza quelli che possono essere degli studi che vanno nel senso che ho appena indicato.

Presidente -L'ordine del giorno è ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente -Prima di fare una pausa farei ancora l'ordine del giorno n. 8 del gruppo PD-Federalisti Progressisti. La parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) -Sapete che a me piace fare ogni tanto una battuta, tranquillizzo tutti, perché questo è l'ultimo ordine del giorno che presento, però non so, perché poi comincia il collega Guichardaz. È per voi, non certo per noi, noi siamo ben contenti.

Quest'ordine del giorno riprende un po' i temi che sono già stati presentati dalla collega Baccini. Ben presentati, nel senso che i concetti fondamentali sono stati detti. Io riprenderò alcuni aspetti per poi fare un piccolo approfondimento, perché è vero che l'impegnativa è forse simile, ma non uguale.

Brevemente, sappiamo che il commercio di vicinato, come è già stato detto, non solo è un pilastro della nostra economia, ma è anche un presidio di coesione territoriale e sociale. È una funzione importante nei piccoli Paesi montani, dove contrasta lo spopolamento e, quindi, la desertificazione, ma anche nei centri urbani, come Aosta ad esempio, o come i centri urbani del fondovalle, dove contribuisce alla qualità e alla sicurezza della vita. Durante le audizioni abbiamo appunto sentito Confcommercio, che ha detto, in maniera proprio esplicita, la difficoltà della Valle d'Aosta un po' agli onori delle cronache per avere un altissimo numero di esercizi commerciali che si chiudono. I motivi sono disparati, sono naturalmente diversi a seconda che siano nelle valli laterali o appunto nel fondovalle, o nel capoluogo di Regione. Questo è un preoccupante fenomeno, perché porta con sé tutta una serie di problematiche altrettanto importanti.

È vero che la Giunta, con l'articolo 29 della legge regionale n. 1 del 2020, poi attuato con la delibera di Giunta regionale n. 894 del 29 luglio 2024, ha in qualche modo - lo riconosco, lo riconosciamo - non dico posto rimedio, ma creato delle condizioni per fare in modo che ci fosse comunque una risposta, che oggi noi riteniamo un po' parziale per questi due motivi: il primo, è vero che la cifra, 1.200.000, messa a disposizione, non è stata tutta utilizzata, ma il problema rimane e allora forse la risposta non è del tutto giusta, forse lo strumento non lo è del tutto. Allora io sono andata un attimino a capire. Il contributo a fondo perso è di 15.000 euro iniziali e poi di 6.000 euro ogni anno. È un contributo forse esiguo, che non risponde del tutto alla problematica, perché se un inizio di 15.000 euro a fondo perso… e poi l'Assessore oggi ha già illustrato anche tutte le caratteristiche, 150 metri quadri, o 250 a seconda della dislocazione, il numero di addetti, eccetera, eccetera. Per noi però non sono sufficienti questi fondi, proprio perché negli anni successivi c'è una fragilità di fondo, per cui bisogna aumentarli, ma aumentarli dal punto di vista del primo anno e poi negli anni successivi.

Il secondo aspetto - ed è per quello che noi chiediamo dei fondi aggiuntivi in una prima variazione di bilancio, o in una seconda… affrontare il problema, approfondirlo - è legato ai codici Ateco. Se noi sappiamo che nel fondovalle, in Aosta, gli esercizi commerciali sono molto più definiti, così non è nei piccoli esercizi, forse è stato detto anche questa mattina, nelle valli laterali. C'è pertanto tutta una serie di oggetti, ma anche di elementi che vengono portati all'attenzione e venduti, quindi che risolvono un problema, anche un problema contingente, quindi forse l'ampliamento di questi codici Ateco può rispondere meglio alle esigenze della popolazione, ma anche alle esigenze del piccolo commercio, del piccolo commerciante, che non solo ha di che vivere, ma permette alla popolazione di un Paese molto piccolo - e tutti noi pensiamo ai Paesi molto molto piccoli che sono nelle nostre valli laterali - di risolvere se non altro i bisogni essenziali. Questo è il motivo per cui chiediamo uno stanziamento aggiuntivo vincolato, ma anche un approfondimento sulla misura, positiva, che è stata posta in essere, ma che forse va approfondita. Allo stesso tempo probabilmente c'è la necessità, per evitare queste chiusure, o per ridurle e per evitare anche le chiusure nel fondovalle, di misure fiscali agevolate, quindi si può pensare a un confronto permanente, quello che peraltro è stato chiesto nelle audizioni, tra Regione, Enti locali, associazioni di categoria. Forse è stato fatto, forse vale la pena di riproporlo proprio perché tutto ciò che è partecipato poi viene portato avanti.

Presidente -La parola all'assessore Grosjacques.

Grosjacques (UV) -Come avevo detto questa mattina rispondendo all'iniziativa della collega Baccini e avendo dato tutta una serie di dati, cercherò di non ripetermi, anche perché la collega Forcellati ha sostanzialmente ripreso l'intervento della collega, senza aggiungere grandi motivi di discussione, anche perché questa mattina avevo già - spero di averlo fatto con dovizia di particolari - elencato quali erano i presupposti per i quali nel 2020 è nata questa misura. L'individuazione dei codici Ateco cioè risponde a una necessità di salvaguardare il piccolo esercizio di vicinato, in particolare in quei Comuni dove questi vengono considerati un presidio, anche un centro di aggregazione, tant'è che nel 2024 abbiamo ampliato la misura, dando la possibilità di poter intervenire alle attività commerciali di 36 o 37 Comuni non di prima fascia turistica, avendo associato anche altri tipi di attività. Mi sento di dire, quindi, che, per quel che riguarda gli esercizi di vicinato, tutti i generi alimentari e di prima necessità sono coperti dai codici Ateco, che credo lei abbia avuto la possibilità di vedere.

In più, nel 2025, quindi con la delibera che ha dato attuazione alla misura per l'anno in corso e che ha portato a 1.200.000 euro… lei dice che la misura non funziona perché abbiamo avanzato dei soldi, io direi una cosa diversa: la misura quest'anno ha funzionato, perché rispetto alle richieste riferite ai codici Ateco, che quest'anno abbiamo ampliato… li abbiamo rivisti perché la normativa europea ha in qualche modo modificato alcune tipologie di attività commerciali, ma abbiamo anche ampliato, come ho detto stamattina, alcune tipologie sulle quali probabilmente in sede di prima applicazione non avevamo posto l'accento in modo puntuale, ma che ci sono state evidenziate e che abbiamo ritenuto di dover inserire. La misura quindi ha funzionato, perché quest'anno, per il primo anno, sono stati elargiti i 6.000 euro per i negozi in esercizio e i 15.000 per quelli nuovi, tant'è che, come dicevo stamattina, ci sono state 10 nuove aperture.

Per quel che riguarda Confcommercio, ho letto anch'io con attenzione le audizioni del Presidente di Confcommercio, che pone l'accento sulla positività e sulla ricaduta importante della misura, ma dice anche un'altra cosa, perché qui crediamo che non sia necessario rincorrere le esigenze aumentando di anno in anno, progressivamente, i contributi. Noi dovremmo - uso il condizionale perché non ci siamo ancora riusciti - trovare delle misure strutturali per fermare le emorragie e credo che, rispetto a quello che abbiamo detto nella discussione dell'iniziativa della collega Baccini, con tutta la buona volontà abbiamo preso in mano degli studi che vengono sia da Confesercenti nazionale che da Confcommercio… ma ci sono delle grandi analisi e mi riferisco a quello che ha detto oggi il collega Bellora: Confcommercio ha fatto un'ottima diagnosi, ma la cura non l'ha trovata, tant'è che il Presidente di Confcommercio, rispondendo a una sollecitazione del collega Manfrin, che appunto chiedeva una valutazione su questa misura, ha detto: "Noi, come Confcommercio, a livello nazionale abbiamo deciso che nel mese di gennaio faremo un Consiglio monotematico, perché ogni volta che ci incontriamo di là, mentre beviamo il caffè, ci parliamo tutti degli stessi problemi, ma non siamo ancora riusciti a trovare una soluzione". Credo pertanto che il Centro studi di Confindustria, ma in particolare in questo caso di Confcommercio sia molto proiettato su questi temi, perché poi la percentuale dei negozi sfitti purtroppo è un tema che non possiamo ignorare, ma nello stesso tempo i negozi sfitti non rispondono sempre solo a logiche di occupazione di attività commerciali. Molto spesso i proprietari, anche nella possibilità di fare dei cambi di destinazione d'uso, destinano i loro locali ad altre attività, che evidentemente ritengono, legittimamente, più redditizie.

Nel chiederle di ritirare l'ordine del giorno, perché, rispetto a quello che ci siamo detti oggi e all'attività che viene fatta non aggiunge nulla che non sia in questo momento analizzato e studiato dall'Amministrazione regionale, voglio anche rassicurarla sui contatti e sulle interlocuzioni con le categorie maggiormente rappresentative. L'interlocuzione è quotidiana e certamente l'analisi che viene prodotta è sottoposta con grande attenzione agli uffici.

Ripeto: la crisi del piccolo commercio ha tanti fattori, noi abbiamo pensato… e crediamo anche di esserci in parte riusciti attivando e continuando a sostenere questa misura.

Ben vengano quindi altre soluzioni che in questo momento, proprio in funzione dei grandicompetitordei piccoli esercizi di vicinato, non sono ancora state trovate.

Presidente -Prima di dare la parola alla collega Forcellati, visto che sono stato sollecitato da alcuni colleghi informalmente, è giusto dirlo, invito tutti a non riportare in maniera integrale le dichiarazioni che vengono fatte in Commissione. La differenza tra riportarle su un atto o dirle è il fatto che chi lo dice si assume la responsabilità di quello che dice, riportarle nell'atto firmato da più componenti ovviamente ha un altro significato rispetto a quello che viene detto…

(intervento di alcuni Consiglieri fuori microfono)

…sì, sì, guardo a destra e a sinistra, state pure tranquilli. Non sto difendendo né l'uno, né l'altro, sto solo dicendo che…

(intervento del consigliere Manfrin fuori microfono)

…ma al centro non mi stanno sollecitando, collega Manfrin.

Detto questo, cercheremo di fare chiarezza anche su questo nelle attività di revisione del Regolamento del Consiglio. La parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) -Ho capito quello che ha detto l'Assessore e ringrazio per gli strumenti che sono messi in campo. Io continuo a pensare… forse noi continuiamo a pensare non che non siano sufficienti, ma che forse non siano del tutto adeguati. Mi rassicura il fatto che l'interlocuzione sia quotidiana, ma mi rassicura molto meno il fatto che, con un'interlocuzione praticamente quotidiana, noi continuiamo a vedere una problematica che si amplia.

Io penso che sia da parte delle associazioni di categoria, come è stato detto, sia da parte nostra, da parte della maggioranza, della Giunta, ma da parte di tutti noi si debba scendere in campo forse con altri strumenti: o vanno ampliati quelli che ci sono, o strumenti differenti ed è proprio questo quello che si chiede: di lavorare insieme.

Non ritiriamo l'ordine del giorno e vi ringrazio. È il nostro compito: voi ci chiedete di ritirarli, noi chiediamo che siano messi in votazione. È la norma.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, apro la votazione. La votazione è aperta. Invito i colleghi a votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 35

Votanti: 14

Maggioranza: 18

Favorevoli: 14

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Farei una pausa sino alle ore 17:45.

La seduta è sospesa dalle ore 17:25 alle ore 17:48.

Aggravi (Presidente) -Colleghi, riprenderei i lavori. Siamo all'ordine del giorno n. 9 dei gruppi Lega-Renaissance. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Con quest'ordine del giorno interveniamo recependo un suggerimento, uno spunto che ci è stato fornito in Commissione, su cui peraltro stavamo già lavorando, ma che ci ha permesso di avere della documentazione ulteriore proprio per approfondire il tema, cioè la questione della prestazione assistenziale integrativa. Questo tema era già stato portato dalla collega Foudraz nella scorsa legislatura proprio perché era un tema che avevamo analizzato, che avevamo approfondito e che era in via di definizione in alcune Regioni e Province autonome. Mi ricordo che quello dell'epoca, come questo, che sicuramente avrà una fine analoga, era stato respinto con le consuete scuse e giustificazioni, riteniamo però, alla luce di quello che è accaduto il 18 novembre 2025, che si debba guardare a questa proposta con un'ottica differente.

Cosa è accaduto il 18 novembre 2025? Nella Provincia di Bolzano è stata erogata una prestazione assistenziale integrativa, deliberata dall'Inps proprio in accordo con la Provincia autonoma per il triennio 2025-2027, che consiste nell'erogazione di un beneficio economico a titolo assistenziale da corrispondere in un'unica soluzione ai cittadini che al 31 dicembre dell'anno precedente a quello del pagamento siano residenti nella provincia di Bolzano,over65, titolari di pensione erogata dall'Inps, oppure di pensione sociale, assegno sociale, pensione per persone invalide civili, cieche civili e sorde, pensione alle persone casalinghe il cui importo mensile, al netto della tredicesima mensilità, risulti inferiore a 1.000 euro lordi. Ovviamente devono avere un ISEE non superiore ai 20.000 euro.

Una proposta sicuramente interessante, che permette di andare a incidere in maniera positiva, soprattutto in un momento, come detto, dove l'inflazione ha sicuramente eroso i risparmi delle famiglie e dove spesso le famiglie, che purtroppo non riescono a percepire una pensione che possa superare o possa perlomeno, al lordo, arrivare a 1.000 euro.

Con questa proposta chiediamo quindi al Governo regionale di effettuare una ricognizione, entro il primo trimestre 2026, della platea di chi, risiedendo in Valle d'Aosta, percepisce una pensione per invalidità civile o una pensione di assegno sociale di importo lordo massimo inferiore a 1.000 euro e, sulla base dei dati ottenuti, di valutare la possibilità nelle prossime variazioni di bilancio di integrare tale cifra con una misura di aiuto economico che consenta il raggiungimento di un tetto massimo di 1.000 euro lordi mensili.

Presidente -La parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -È bene premettere che l'intero Consiglio convenga sul fatto che il tema proposto sia reale e delicato in quanto attiene alle condizioni economiche di molte persone con disabilità e di molti anziani in situazioni di fragilità; pertanto il punto di divergenza non è l'obiettivo, ma lo strumento che viene proposto.

Le pensione, compresa quella di invalidità civile e l'assegno sociale, sono prestazioni che derivano da politiche nazionali, per cui è interessante, collega Manfrin, che di fatto la Lega si rifaccia alla Provincia di Bolzano quando partecipa a un Governo nazionale. Perché? Perché queste sono definite dallo Stato attraverso l'Inps, mentre le provvidenze per l'invalidità civile sono a carico della Regione, ai sensi naturalmente della 11/1999, che in questo momento è in fase di modifica.

Introdurre un'integrazione regionale generalizzata e strutturale come quella che viene proposta significherebbe di fatto attribuire alla Regione un ruolo che non le compete, cioè quello di ente previdenziale sostitutivo. Questo rischia di alterare, tra l'altro, l'equilibrio istituzionale e di creare una sovrapposizione impropria tra i livelli di governo.

C'è poi un tema di sostenibilità finanziaria. Una misura di questo tipo non è episodica, ma strutturale e genera una spesa rigida e permanente destinata ad aumentare nel tempo. Ciò ridurrebbe in modo significativo la capacità della Regione di programmare interventi flessibili e di rispondere a nuovi bisogni sociali emergenti. Infatti ha visto che anche a Bolzano di fatto si parla di pochissime persone. Al riguardo si segnala che la spesa per l'erogazione delle provvidenze a favore delle persone con invalidità, che grava interamente sul nostro bilancio contrariamente alle altre Regioni ordinarie, la cui spesa è a carico dell'Inps, è in costante aumento. Infatti, solo per il 2026 è stato previsto uno stanziamento complessivo, ad oggi presente nel bilancio che stiamo analizzando, di ben 35 milioni di euro, cioè il 27% delle risorse poste in capo alle Politiche sociali, quindi alla missione 12. Lo ripeto per i colleghi del Consiglio: 35 milioni di euro, con un incremento di 3 milioni di euro, quindi un +10% rispetto al 2024.

Va inoltre evidenziato un profilo di equità, cioè una soglia fissa uguale per tutti non tiene conto delle profonde differenze tra le situazioni individuali e familiari, né della presenza di altri redditi o prestazioni. Il rischio sarebbe quello di una distribuzione non selettiva delle risorse, che non concentra gli aiuti su chi si trova nelle condizioni di maggiore fragilità.

Per la ragione di cui sopra, valuteremo entro il 2026 la disponibilità a effettuare una ricognizione su un'entità per fasce delle pensioni di invalidità civile erogate a livello regionale.

Per questi motivi le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo.

Sarebbe anche utile però valutare il fatto che ad oggi l'incremento che viene preso in considerazione, cioè l'incremento dei famosi 411 euro… in ogni caso l'integrazione dipenderebbe dal reddito e dal grado di invalidità, per cui si può arrivare a 700 euro al massimo se il cittadino preso in considerazione ha reddito zero e un'invalidità pari al 100%. I 1.000 euro, anche qualora si facessero delle valutazioni del caso, sono oggi al di fuori della portata massima dell'iniziativa di riferimento, che potrebbe essere assolutamente spropositata in termini di spesa.

Presidente -Ci sono altri interventi? Prego, la parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Grazie Assessore per la sua risposta, che tenta, in maniera secondo me non riuscita, di incentrarsi su alcuni passaggi dell'ordine del giorno per giudicarlo irrealizzabile e quindi avere una motivazione per respingerlo. Noi le facciamo i complimenti per il tentativo, ma ovviamente non raccogliamo la provocazione.

Le farò due esempi, perché innanzitutto lei si è attaccato al fatto che io ho citato quanto accaduto in Provincia di Bolzano, ma io l'ho citato perché è una misurauna tantumche viene data una volta all'anno, esattamente nella direzione che noi abbiamo indicato in quest'ordine del giorno, il che non significa fare come è stato fatto lì, con quelle modalità, ma significa invece dire: "Vedete che c'è una necessità? Al punto tale che anche in Provincia di Bolzano si è ritenuto di intervenire in questa maniera".

Primo punto: ovviamente non si parla di un'erogazione come avviene nella Provincia di Bolzano, ma si parla di un'erogazione che avviene in maniera similare, ovvero andando a intercettare quelle persone che hanno quel tipo di necessità.

Secondo punto. Lei giustamente ha desunto, oppure ha ipotizzato di desumere in automatico, semplicemente per avere, come dicevo prima, le modalità di respingimento e le giustificazioni per un respingimento di questa iniziativa, ma in realtà lei dice che, secondo l'impegnativa che abbiamo messo, noi abbiamo scritto che dovremmo dare 1.000 euro lordi a tutti, a prescindere, senza fare nessun tipo di valutazione, senza andare a verificare caso per caso. Io non lo leggo in questa impegnativa. Se lei l'ha letta così, mi dispiace, probabilmente allora non siamo stati chiari noi. Se vuole, io le chiarisco maggiormente. Lei sa che, quando ci sono i testi di legge… c'è un testo di legge e poi ci sono le relazioni che servono per specificare meglio qual è il contenuto del testo di legge. In questo caso c'è un ordine del giorno che, al netto della ricognizione - e sono felice che su questo perlomeno abbia convenuto -, dice che si debba valutare la possibilità, che non vuol dire erogare, nelle prossime operazioni di bilancio di integrare tale cifra con una misura di aiuto economico che consenta il raggiungimento di un tetto massimo di 1.000 euro mensili, il che non significa che si debba arrivare a quella cifra, il che non significa che debba essere per tutti uguale, il che non significa che debba essere una misura identica per tutti, o che si debba utilizzare l'Inps. È quindi evidente che, Assessore, lei ci ha provato, lo capisco, è umano, ma noi ovviamente riteniamo che questa sia un'iniziativa che va nella direzione corretta di andare a supportare le persone che hanno maggiori difficoltà, quindi ovviamente la porteremo al voto.

Presidente -Se non ci sono interventi, pongo al voto l'ordine del giorno. Apro la votazione. Chiedo ai colleghi di esprimersi. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 10

Maggioranza: 18

Favorevoli: 10

Astenuti: 25 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9 del gruppo AVS. La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Nel documento di economia e finanza a più riprese si pone l'accento sull'importanza di valorizzare la media montagna attraverso la promozione degli aspetti ambientali, paesaggistici, storico-culturali, enogastronomici, eccetera, ed è un'impostazione che riteniamo condivisibile.

Durante le audizioni sulla manovra finanziaria è stata evidenziata, da parte dell'Assessore competente, anche la volontà di implementare le attività legate al settore delle politiche giovanili e alla valorizzazione delle aree montane nel futuro.

Nella descrizione dell'obiettivo "Sviluppo e valorizzazione delle aree montane", a pagina 122 si ricordano poi le iniziative del 2025, che sono state legate alle azioni di comunicazione e sensibilizzazione, che verosimilmente saranno riproposte in forme diverse anche per l'avvenire.

Nel programma di legislatura di cui il DEFR costituisce ovviamente lo strumento della declinazione delle linee politiche per ogni triennio, nella parte riservata al turismo c'è un accento interessante sulla valorizzazione dell'intera rete sentieristica presente nella nostra regione, nonché delle guide escursionistiche e naturalistiche.

Sempre nel programma di governo, nella parte riservata alle politiche educative, leggiamo: "Le système scolaire éducatif doit être de plus en plus caractérisé par des éléments permettant de valoriser les spécificités et les spécialisations présentes sur les territoires en matière d'art, d'agriculture, de tourisme et de sport". Sia nel DEFR, sia nel programma di legislatura, ci si propone poi di promuovere la destagionalizzazione di varie attività.

Negli anni passati ci sono stati degli importanti investimenti regionali nella realizzazione e nella promozione della rete escursionistica, in particolare del Cammino balteo, di tratti della via Francigena e dei sentieri in vari comuni della Regione. Purtroppo rileviamo che i bambini, i ragazzi e, più in generale, molti giovani valdostani non sembrano praticare in modo significativo l'escursionismo nel loro tempo libero o nell'ambito della pratica sportiva pur vivendo in una regione montana, in cui il camminare dovrebbe essere un'attività naturale e riconosciuta come consueta. Pensiamo sia importante promuovere l'escursionismo fra i giovani in quanto attività che concorre al benessere fisico e psicologico degli individui, che favorisce la socializzazione e la conoscenza del territorio di appartenenza, un'attività che ha anche dei costi contenuti e comunque più sostenibili rispetto ad altre pratiche sportive, che non sono economicamente accessibili per tutti, nonostante, anche in questo senso, per esempio, rispetto allo sci, siano stati fatti degli interventi per permettere a più persone di poterlo praticare.

Per questi motivi l'impegno dell'ordine del giorno è rivolto agli Assessori competenti, che sono almeno tre, da quanto ho potuto evidenziare poc'anzi, affinché con l'ausilio delle strutture dei vari dipartimenti elaborino entro fine agosto 2026, o comunque prima del prossimo anno scolastico, un articolato progetto di promozione dell'escursionismo della media montagna da rivolgere alle istituzioni di ogni ordine e grado della nostra Regione, con l'obiettivo di favorire nella popolazione giovanile la conoscenza del territorio nei suoi aspetti ambientali, paesaggistici, storico-culturali, nonché la pratica di un'attività sportiva tipica di una regione di montagna, che ha un valore educativo e formativo che credo sia evidente. C'è una tempistica e c'è una ragione per cui abbiamo messo: "entro fine agosto 2026", perché con la ripresa dell'anno scolastico a settembre le scuole, entro il 14 o il 15 di settembre, sono chiamate a definire la programmazione educativa e didattica, compresi i progetti che riguardano uscite di tipo didattico, visite di istruzione, attività sportive e quant'altro.

Président -La parole à l'assesseur Lavevaz.

Lavevaz (UV) -Credo che questa sia una giusta, condivisibile, anche sana, visto il tema, sollecitazione su delle iniziative sicuramente che sono positive. Credo che qualsiasi attività atta a far conoscere meglio il nostro territorio, ma soprattutto semplicemente a far uscire i ragazzi sul territorio e camminare sia da valorizzare. Ho tre ragazzi in casa, adolescenti o pseudo-tali e capisco molto bene la difficoltà che c'è a farli uscire sul territorio per camminare, semplicemente. Tuttavia, abbiamo tutta una serie di iniziative che sono già state fatte in tal senso, in questi anni, altre che saranno fatte, quindi io credo che, da questo punto di vista, molto si stia facendo in questo senso: ad esempio, per quanto riguarda la scuola secondaria di secondo grado, ci sono delle gite che sono organizzate in rifugio con le guide, per i ragazzi di prima ed escursioni estive per la quarta e la quinta, che sono volte all'avvicinamento alla montagna e, soprattutto, anche alle professioni della montagna, quindi all'accompagnatore di media montagna e alla guida alpina.

Per le scuole primarie alcune istituzioni hanno organizzato delle giornate dedicate a escursioni o anche all'avvicinamento all'arrampicata. Nelle scuole medie c'è l'attività, ad esempio, delleClasses de Sport, nelle quali so che anche le guide alpine intervengono, proprio per sensibilizzare un po', in senso molto generale, sull'attivitàoutdoor.

Ovviamente parlo a nome anche degli Assessori miei colleghi che lei ha citato: non le voglio dare la risposta didefaultche stiamo facendo, quindi ci asteniamo, ma voglio cogliere la giusta sollecitazione che credo venga dalla sua iniziativa: quella di cercare un maggiore coordinamento tra queste attività che vengono fatte e dare loro anche una maggiore stabilità nel tempo, in maniera più strutturata.

Colgo quindi le sollecitazioni e cercheremo appunto di mettere in atto queste migliorie per i prossimi anni scolastici.

Presidente -La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Assessore, lei sa che siamo a conoscenza delle iniziative in corso, molte delle quali sono comprese anche nelCatalogue de l'offre formativedella Regione. Conosco personalmente alcune di queste attività, che con piacere ho sempre svolto con i miei alunni, comprese le attività dell'arrampicata, le giornate con l'UVGAM, con l'Associazione delle guide, le ciaspolate in montagna, i corsi di sci, eccetera. Qui però la nostra sollecitazione è un'altra, che non è neanche una richiesta di maggiore coordinazione tra quanto già esiste: è proprio una sollecitazione a pensare a un progetto nuovo, diverso, che sia caratterizzante anche dell'offerta formativa della nostra Regione e che nei miei pensieri riguarda veramente più Assessorati, un po' sulla scia di quel progetto che ha avuto successo e che è il progetto legato allo sci, che ha coinvolto, lo sappiamo, anche lì almeno tre Assessorati: "Sci…Volare a scuola", che ha avuto un riscontro.

"Camminare con la scuola, zaino in spalla", ho intitolato l'ordine del giorno. Io penso addirittura che, essendo meno costoso rispetto a tutta la richiesta che ci può essere per quello che riguarda l'altro progetto, che vuol dire i maestri di sci, gli impianti, l'utilizzo degli autobus, perché poi i ragazzi vengono anche trasportati da una zona all'altra della Valle… è anche meno complicato pensare di mettere in piedi un progetto articolato, che le strutture possono progettare, che preveda, per esempio, la possibilità e l'invito per tutti ad avere uno zaino e un paio di scarpe, che hanno sicuramente un costo, ma guardate che se fate - io l'ho fatto nella mia scuola, finché ci sono stata, e l'hanno fatto anche le mie colleghe anni dopo - una ricognizione di quanti ragazzini abbiano un paio di pedule, un paio di scarponcini per camminare in montagna, in una regione che è quasi totalmente montuosa, vi accorgerete che sono pochissimi! C'è gente che non sa camminare su un sentiero di montagna, non sa come muoversi; io credo sia una cosa che non può continuare. Poi è chiaro che non si può obbligare nessuno a fare niente, però un'incentivazione della Regione in questo senso a me sembrerebbe anche molto qualificante per la Regione stessa.

Noi pertanto non ritiriamo l'ordine del giorno, anche perché ha una tempistica stabilita, coerente con la programmazione scolastica. Io confido che l'Assessore, nella sua apertura, riesca poi a coinvolgere anche gli altri, e mi piacerebbe veramente che questo progetto in qualche modo vedesse la luce prossimamente, almeno in questa legislatura, se non entro agosto 2026.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, pongo al voto l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 12

Maggioranza: 17

Favorevoli: 12

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Andrei all'ordine del giorno n. 9 del gruppo Fratelli d'Italia. Ha chiesto la parola il vicepresidente Lattanzi, ne ha facoltà.

Lattanzi (FdI) -Sarò brevissimo perché in audizione abbiamo avuto modo un po' da tutti i settori di sentire la richiesta appunto di addivenire alla soluzione di un tema su cui peraltro la Regione Valle d'Aosta in maniera autonoma aveva legiferato addirittura venti giorni prima della legge nazionale, tra l'altro, con due spiriti diversi, perché la legge nazionale sullestaff house, le case per il personale del settore turistico-alberghiero, ma più ampiamente anche per il settore dell'edilizia, per il settore dell'artigianato, che abbiamo sentito avevano più o meno lo stesso bisogno… avevamo appunto sottolineato che la legge valdostana già c'era, era stata partorita anticipatamente a quella nazionale - che, ripeto, aveva uno spirito diverso, perché quella nazionale prevede contributi, mentre questa prevede ristrutturazioni e riqualificazioni di immobili -, quindi in quel momento abbiamo condiviso che, in realtà, non mancava la legge, ma l'attuazione della stessa. Chiedo alla Giunta e all'Assessore competente se è possibile avere in questo senso delle tempistiche.

Presidente -La parola all'assessore Grosjacques.

Grosjacques (UV) -Grazie Presidente e grazie al collega Lattanzi per quest'ordine del giorno che ci consente di fare un po' il punto sull'attuazione della legge n. 16 del 2025, che ovviamente - credo che anche per lei sia un refuso - non viene attuata tramite una legge, ma tramite delle delibere, perché ho letto che viene chiesta la legge attuativa, in realtà si tratta di delibere attuative. La nostra legge è un po' diversa rispetto a quella dello Stato, nello stesso tempo il Ministero del turismo ha fatto un decreto la cui prima parte è adesso in pubblicazione, mentre quella legata ai contributi per la riqualificazione degli edifici sarà a febbraio 2026.

Intanto l'ordine del giorno, del quale ovviamente, non credo di annunciare nulla di nuovo, chiederò il ritiro, è molto generico, anche perché parla di carenza di alloggi per lavoratori e studenti, mentre, come lei saprà, la legge n. 16 del 2025 ha un ambito più ristretto, che è quello del personale dipendente di imprese alberghiere, commerciali o esercenti attività di somministrazione di alimenti e bevande attive sul territorio regionale, nonché di altre attività strettamente correlate al settore turistico. Questo perché nella legge, all'articolo 8, viene data la possibilità, per questo tipo di investimenti, di poter beneficiare dei mutui della legge n. 19 del 2001, che è strettamente legata alle attività turistico-ricettive e commerciali, una nuova disposizione, quindi, per consentire a chi fa l'investimento di poter ottenere il mutuo. La legge attuativa consta di tre delibere, piuttosto complesse, un po' sulla falsariga della delibera della legge n. 25 del 2025, quella che ha introdotto i contributi a fondo perso per l'efficientamento energetico sempre delle stesse attività.

Qui le delibere sono tre: una dal punto di vista urbanistico perché, all'articolo 5, la delibera sulla quale sta lavorando la struttura urbanistica dovrà disciplinare le modalità per l'ampliamento del 20% delle strutture che sono previste dalla legge. Dopodiché ci saranno due delibere: una all'articolo 7, che dovrà disciplinare i requisiti e le caratteristiche delle camere e delle unità abitative destinate all'alloggio del personale. Oggi, nel periodo transitorio, si fa riferimento alla legge n. 33 del 1984, che è quella che disciplina le misure delle attività turistico-ricettive, ma ovviamente ci vorrà una disciplina a sé, perché, a seconda delle esigenze che si presenteranno, le superfici dovranno essere diverse e all'articolo 10 la Giunta regionale, con propria deliberazione, stabilirà i requisiti igienico-sanitari degli edifici medesimi, quindi quelli che dovranno essere oggetto di questo intervento. Tre delibere sulle quali stiamo lavorando, siamo in dirittura d'arrivo e contiamo di scaricarle nel mese di gennaio, dopo un confronto, che è già avvenuto e che èwork in progresscon le associazioni maggiormente rappresentative di categoria.

Per quel che riguarda la sua richiesta di portarla in Commissione, questo è previsto dagli articoli 5, 7 e 10 della legge, perché servirà il parere obbligatorio sia delle Commissioni competenti che del CELVA. Ci sarà quindi ovviamente sul testo che arriverà in Commissione la possibilità di dare dei contributi, se ritenuti necessari, per migliorare questa che è una legge innovativa e che ha tra gli scopi non ultimo quello di poter riuscire ad arginare il decremento di popolazione soprattutto nei comuni di montagna. Diciamo quindi che stiamo arrivando in dirittura e lo porteremo ovviamente all'attenzione delle Commissioni competenti, che dovranno dare un parere in merito.

Presidente -La parola al proponente Lattanzi.

Lattanzi (FdI) -Grazie Assessore. Sono veramente soddisfatto della risposta, perché essere in dirittura d'arrivo è già qualcosa di molto importante e dare poi la possibilità alle Commissioni di lavorare sulle delibere attuative è altrettanto importante. È vero, ha ragione, lo spirito della mia iniziativa era quello di allargare l'applicazione di questa legge anche alle altre categorie, non specificamente in maniera ristretta al turismo, che ho riconosciuto essere una legge innovativa e anche, ripeto, migliore di quella nazionale, lo dico senza aver paura di essere smentito, perché è così e va riconosciuto. Non so poi se quella sarà la sede, le Commissioni, per poter verificare la possibilità di ampliare ad altri settori che non siano quelli strettamente turistici, perché questo è stato richiesto dai settori economici, come dicevo, anche attigui.

Se non con questa legge, allora dovremo andarlo a fare con un'altra. Va bene. Io comunque ritiro l'ordine del giorno e la ringrazio per il chiarimento.

Presidente -L'ordine del giorno è ritirato. Passiamo ora all'ordine del giorno n. 9 del gruppo PD-Federalisti Progressisti. Ha chiesto la parola il collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Non potendo discutere insieme gli ordini del giorno in modo unitario, anche se hanno argomenti simili, che possono essere affrontati insieme, mi vedo costretto a esporre quest'ordine del giorno ripetendo anche dei concetti in parte già esplicitati nell'iniziativa del collega Perron, in particolare a beneficio di verbale. Chiedo scusa se ripeterò brevemente alcune considerazioni che ho avuto modo di fare intervenendo prima durante la sua esposizione.

Con quest'ordine del giorno affrontiamo un tema che nel DEFR è presente in modo esplicito, ma che merita, a nostro avviso, un approfondimento politico e programmatico più netto: quello della distribuzione territoriale dell'offerta di istruzione secondaria superiore.

Il DEFR 2026-2028 richiama correttamente il tema del dimensionamento della rete scolastica in relazione al calo demografico e alla qualità dell'offerta formativa. È un passaggio necessario, ma non sufficiente se non viene accompagnato da una riflessione più ampia sugli effetti territoriali delle scelte compiute negli ultimi anni.

Come ho detto intervenendo in occasione dell'ordine del giorno della Lega questa mattina, negli ultimi anni infatti l'offerta di istruzione secondaria superiore si è progressivamente concentrata in pochi poli territoriali, una scelta che, come abbiamo detto, aveva sicuramente una sua razionalità organizzativa, ma che ha prodotto anche delle conseguenze evidenti, soprattutto in termini di accessibilità, in primo luogo, ma anche di equità territoriale, di tenuta sociale di alcune aree della Regione. Ripeto che la concentrazione ad Aosta e a Verrès, dei poli scolastici superiori in particolare, ha inciso in modo significativo sulla Bassa Valle, sulle valli laterali ovviamente, sulla Media Valle, ma anche sull'Alta Valle. In particolare il centro Valle, come si diceva questa mattina, ha conosciuto una progressiva perdita di presidi scolastici superiori, con la chiusura progressiva di scuole a Châtillon e Saint-Vincent e il mantenimento poi di un numero limitato di realtà paritarie, pur importanti come l'IPRA-École Hôtelière Fondation, chiamiamolo come vogliamo, e il Don Bosco di Châtillon.

Dopo un lungo periodo di sperimentazione di questo modello, riteniamo che sia maturo il momento per fermarsi, analizzare con lucidità ciò che ha funzionato in questa riforma, in questo accorpamento e ciò che invece ha prodotto squilibri e di avviare una valutazione strutturata e aggiornata della distribuzione territoriale dell'offerta scolastica superiore. In questo senso il riferimento che ho fatto questa mattina all'articolo 9 della recente variazione di bilancio, quella di quest'estate, relativo alla progettazione di un polo scolastico a Pont-Saint-Martin con valenza sportiva e legata al mondo della montagna, va letto come un primo segnale di questa riflessione più ampia. Sia chiaro che quest'ordine del giorno non chiede di tornare indietro in modo nostalgico, cioè non è un tornare al modello precedentetout court, né di moltiplicare poli scolastici senza una visione; chiede invece di dotarsi di uno studio organico serio e fondato su dati, che permetta di integrare la dimensione territoriale nel dimensionamento della rete scolastica. All'interno di questa riflessione, quindi, l'ordine del giorno propone di valutare la fattibilità di poli scolastici decentrati, tra cui un polo a Pont-Saint-Martin, anche con indirizzo sportivo, per cui, tra l'altro, è stata stanziata quest'estate una cifra importante per un primo documento di fattibilità. Come ho brevemente anticipato questa mattina, Pont-Saint-Martin rappresenta un caso emblematico. Lasciamo stare la parte delle attrezzature sportive, di cui abbiamo parlato, ma è una realtà di confine, baricentrica per la Bassa Valle, che potrebbe svolgere una funzione importante non solo per l'istruzione, ma anche per il contrasto allo spopolamento, per la vitalità del territorio e per la costruzione di un'offerta scolastica coerente con le vocazioni locali, come dicevo stamattina: lo sport e la montagna.

Presidente -La parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) -Io invece, per economia di tempo e per rispetto della pazienza di tutti, non ripeterò quello che ho detto stamattina, anche perché ho affrontato un po' i tre ordini del giorno, ovviamente, insieme, quindi le considerazioni che abbiamo fatto valgonotout courtanche per quest'ordine del giorno. Non voglio mancare di rispetto, ovviamente, al suo ordine del giorno rispetto agli altri. Va da sé che ovviamente il ragionamento è del tutto orizzontale, quindi anche su questo, come per gli altri, al netto di quello del collega Carrel, che è stato ritirato, ci asteniamo in attesa di una valutazione che verrà fatta, come detto, nel corso di quest'anno.

Presidente -Ha chiesto la parola la collega Minelli.

Minelli (AVS) -Quest'ordine del giorno non è proprio concepito come quello precedente, notiamo che c'è una diversa articolazione nell'impegno e si chiede, al primo punto, di predisporre uno studio organico sulla distribuzione territoriale dell'offerta di istruzione secondaria superiore - che è un po' quello che abbiamo detto quando abbiamo commentato l'altro, perlomeno noi abbiamo espresso quella posizione - poi però si fa riferimento alla valutazione di fattibilità di poli scolastici decentrati. Si entra nel merito facendo riferimento, ma non poteva essere diversamente, al polo di Pont-Saint-Martin, anche con indirizzo sportivo, perché era quello che era stato votato nell'assestamento di luglio, destinando anche una somma specifica al Comune di Pont-Saint-Martin, e allora si era parlato di un'istituzione scolastica che avesse quell'indirizzo sportivo, dal segmento di scuola secondaria di primo grado fino appunto alla quinta superiore, per intenderci.

Le valutazioni sono un po' le stesse. Noi crediamo che si debba fare un discorso davvero molto articolato su tutto questo e, dal mio punto di vista, c'è anche una perplessità a pensare al segmento di scuola secondaria di primo grado che abbia questa valenza sportiva: lo dico perché bisogna fare i conti anche con la realtà. Lì c'è una scuola a indirizzo musicale e bisogna tenerne conto. Pensare a un indirizzo di altro tipo significa rivedere l'impostazione che è stata data.

Sperando e confidando che quella riflessione si faccia, cioè quella valutazione che l'Assessore diceva di voler fare sull'intero sistema scolastico della Valle d'Aosta… a questo punto non soltanto delle scuole superiori - se si prevede anche una scuola media a indirizzo sportivo, cosa che, dal mio punto di vista, è complessa vista la realtà -… su questo appunto noi ci asteniamo.

Presidente -La parola al collega Perron.

Perron (LEGA VDA) -Saremo molto brevi. Anche noi siamo d'accordo su quest'ordine del giorno, quindi ve lo voteremo.

Sarebbe un po' interessante ricostruire la genesi della scelta dei due grossi poli scolastici nel corso degli anni. Qui ci sono persone in Consiglio molto più longeve politicamente di me e mi pare che si possa ricostruire. Io avevo un po' ricostruito, ma non ho più ben presente com'era andata.

La scelta dei due poli mi pare piuttosto antica. Poi posso dirle anche, collega Guichardaz, che sarebbe stato interessante se l'avessimo portata noi questa cosa, magari qualche mese fa, quando lei era Assessore, e che cosa avrebbe detto riguardo a rivedere un po' tutta la cosa, perché giustamente lei era Assessore, però la politica funziona anche così… quindi non lo so, su questo sarebbe interessante appunto capire un po' nel passato come andò. In questo caso pesco anche nel mazzo… a questo punto magari il Segretario del Consiglio attuale, che fu Assessore in vari periodi, 2008-2013 mi pare, ma ho ricostruito sommariamente, quindi Laurent Viérin magari… anche questa mi pare che fu una delle politiche scelte all'epoca, quando lei era Assessore all'istruzione, però potrei essere piuttosto impreciso. Nel caso, sarebbe interessante capire come mai avevamo scelto i due poli, scelta che, a questo punto, io dico, se magari all'epoca aveva una suaratio, oggi io penso che dobbiamo ampiamente mettere in discussione, sarebbe anche interessante ricostruire. Lo so che i tempi stringono, la giornata è lunga. Se non è oggi, anche più avanti sarebbe interessante capire questo. Voteremo a favore.

Presidente -La parola al proponente Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Intervengo brevemente. Intanto con il senno del poi si può pensare tutto, ma non so che ragionamenti abbia fatto la maggioranza nelle sue riunioni, in cui credo abbiano articolato ordine del giorno per ordine del giorno, tutti e 57, uno per uno li avranno analizzati con la dovuta cura e attenzione e poi avranno deciso che non valesse la pena, dopo averli analizzati, ripeto, con la dovuta attenzione e cura anche per l'opposizione… per rinviarli e rigettarli. Immagino quindi che anche questo sia stato analizzato.

Diciamo che confido nella riflessione su cui l'assessore Lavevaz ha dato garanzia. Peraltro per cinque anni abbiamo parlato in maggioranza di scuola, abbiamo parlato di efficacia anche dell'offerta scolastica, eccetera, adesso, a prescindere dalle singole posizioni, scuola media, indirizzo a curvatura sportiva… alla fine però la necessità di una revisione del sistema scolastico e dell'offerta per le cose che ci siamo detti credo più e più volte, cioè che la scuola è un presidio del territorio e permette al territorio di sopravvivere, sia le scuole di fondovalle, così come le piccole scuole di montagna… credo che la sensibilità a questo punto sia abbastanza trasversale.

Accetteremo quindi la vostra astensione, diciamo di tipo politico, ma, da quello che lei ha detto a me e al collega Perron - e mi sembra anche intervenendo con altri colleghi in questi giorni -, ci sarà occasione, penso in V Commissione, di fare, in questi anni che arriveranno un'approfondita analisi, anche magari usufruendo del fatto che in maggioranza vi sono degli ex colleghi, che probabilmente hanno una memoria storica, rispetto ai fatti che noi non abbiamo.

Presidente -Se non ci sono interventi, pongo l'ordine del giorno al voto. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 11

Maggioranza: 18

Favorevoli: 11

Astenuti: 23 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 10 dei gruppi Lega-La Renaissance. La parola alla collega Baccini.

Baccini (LRV) -Con quest'ordine del giorno affrontiamo un tema centrale per il presente e il futuro della nostra Regione: la mobilità interna e la qualità della vita dei cittadini valdostani.

La viabilità in Valle d'Aosta, e in particolare lungo l'asse della strada statale 26, rappresenta da anni una delle principali criticità del nostro territorio. La strada statale 26 non è soltanto una strada, è una vera e propria arteria vitale che collega comuni, servizi, luoghi di lavoro, scuole e attività economiche. Proprio per questo motivo il suo sovraccarico quotidiano si traduce in disagi diffusi, rallentamenti, aumento dei tempi di percorrenza e un impatto significativo sulla vita di chi si sposta ogni giorno nella Plaine e nell'area urbana di Aosta. Non parliamo solo di traffico, parliamo di tempo sottratto alle famiglie, di costi indiretti per le imprese, di maggior inquinamento e di stress.

Accanto a questa situazione esiste però un dato evidente: la Valle d'Aosta dispone già di un'infrastruttura che potrebbe svolgere un ruolo decisivo nel decongestionare la strada statale 26, ovvero l'autostrada lungo l'asse regionale, un'infrastruttura moderna, sicura, che collega Pont-Saint-Martin a Courmayeur e che, se utilizzata in modo più diffuso per gli spostamenti locali, potrebbe alleggerire in maniera significativa il traffico ordinario. Il problema, tuttavia, è noto a tutti: i costi elevati dei pedaggi rappresentano un deterrente concreto per i residenti. Oggi, infatti, l'autostrada viene percepita come una soluzione adatta soprattutto al traffico di lunga percorrenza o turistico, non come uno strumento quotidiano al servizio della comunità valdostana ed è proprio qui che si inserisce il senso di questa iniziativa: noi riteniamo che l'autostrada debba poter diventare per i residenti una vera e propria tangenziale regionale, funzionale agli spostamenti interni e alternativa reale alla strada statale 26.

Per questo l'ordine del giorno impegna il Governo regionale a predisporre ogni iniziativa utile per introdurre una scontistica strutturata, anche attraverso formule di abbonamento riservate ai residenti, lungo tutto il tratto autostradale valdostano. Non si tratta di un'idea astratta o irrealizzabile. La gestione delle tratte autostradali valdostane è affidata alle società SAV e RAV, all'interno delle quali la Regione autonoma Valle d'Aosta è già presente con i propri rappresentanti. Questo elemento non è secondario, significa che la Regione ha titolo, responsabilità e strumenti per avviare un confronto serio con i concessionari, finalizzato a individuare soluzioni equilibrate e sostenibili. Guardare a modelli innovativi, come un sistema di tipofree flow, accessi dedicati e tariffe agevolate per i residenti, significa anche proiettare la Valle d'Aosta verso una mobilità più moderna, capace di rispondere alle esigenze di un territorio alpino complesso ma fortemente attraversato.

I benefici di una scelta di questo tipo sarebbero molteplici: una riduzione sensibile del traffico sulla statale, un miglioramento della sicurezza stradale, una diminuzione dei tempi di percorrenza per i cittadini e gli operatori economici, un impatto ambientale più contenuto grazie a una circolazione più fluida e meno congestionata e, non ultimo, una percezione più concreta di una Regione che utilizza in modo intelligente le proprie infrastrutture. Quest'ordine del giorno chiede una politica di buon senso, che metta al centro i residenti e che valorizzi ciò che già esiste, senza nuovo consumo di suolo.

Presidente -Per il Governo, la parola al presidente Testolin.

Testolin (UV) -Intanto ringrazio la Consigliera per darci modo con questa iniziativa di fare alcune considerazioni rispetto a una tematica che è da sempre molto attenzionata sia all'interno che all'esterno di quest'aula.

Alcune considerazioni di ordine generale, che però servono per inquadrare un attimo la problematica nel rapporto con i concessionari, concessionari che gestiscono una tratta autostradale, che, così come è nella realtà, secondo la loro visione è una via di comunicazione per grandi percorrenze, quindi ha la necessità di essere una via percorribile con fluidità e in maniera agevolata da parte di chi ad esempio da Roma viaggia sino a Parigi, tanto per avere un'idea. Inoltre, i concessionari hanno scarso interesse ad aumentare la presenza sulla propria tratta di riferimento autostradale con un traffico internazionale che possa appesantire il traffico interno, per certi versi alleggerendo la statale. Questo è un inquadramento che ci troviamo ad affrontare con la concessionaria, peraltro come soci di minoranza all'interno di una società che, come tutte le società, ha l'obiettivo di mantenere un equilibrio tra le entrate e i costi e all'interno della quale i nostri rappresentanti, così come la politica in senso più generale, hanno sempre cercato di portare a casa soluzioni e agevolazioni per l'utenza domestica che potessero trovare un beneficio, come è stato esplicitato nell'ordine del giorno, nell'alleggerimento del traffico sulla statale, nel miglioramento delle tempistiche di trasferimento e nell'abbattimento degli impatti ambientali. Tanto è vero che si sono portate a casa due sorte di agevolazioni, di cui più o meno siamo tutti a conoscenza: una consiste nell'avere una tratta prestabilita, all'interno della quale in origine venivano riconosciuti quattro transiti di sconto, su otto transiti predefiniti, quindi, partendo da Pont-Saint-Martin e arrivando ad Aosta, se si facevano otto passaggi, se ne pagavo quattro. Successivamente, grazie a un confronto sempre molto serrato con i concessionari, siamo passati a due scontate ogni quattro e adesso siamo al 50%, cioè ogni due tratte percorse una è abbuonata, in modo da non dover sostanzialmente appesantire un utilizzo per poter usufruire di questo passaggio. Per dare solo due risultati, anche se non molto attuali, ma che datano fine 2023, negli undici mesi presi in considerazione facevano parte di questo accordo circa 6.346 Telepass, che hanno utilizzato per un totale di circa 90.750 volte l'autostrada durante l'anno, con una media di 272 passaggi giornalieri.

La seconda invece prevede la gratuità della cosiddetta "tangenziale di Aosta", con ingresso ad Aosta Est ed uscita ad Aosta Ovest-Saint-Pierre, che ha lo scopo di alleggerire il traffico nel passaggio attraverso la città, uno sconto per i residenti titolari di Telepass, che è sostenuto anche parzialmente, da un contributo regionale e che permette di avere la gratuità della tangenziale con un riscontro che è stato decisamente importante. Il rinnovo, peraltro, è avvenuto nel 2024 fino al 31 dicembre del 2026, perché tutte queste agevolazioni hanno bisogno di unplacetda parte del concessore, cioè del Ministero, che autorizza il concessionario a svolgere questo tipo di scontistica. I numeri ci dicono che nel 2024 sono stati registrati circa 521.800 passaggi, con una media di circa 1.429 passaggi al giorno. Quest'anno fino a novembre la media è aumentata a 1.509.

Questi sforzi, che sono sicuramente stati apprezzati dalla popolazione e in generale hanno dato risultati anche importanti dal punto di vista dell'alleggerimento del traffico extra-autostradale, non sono comunque, anche a nostro avviso, sufficienti, tanto è vero che con il collega Bertschy abbiamo reiterato delle richieste alle due società concessionarie per valutare opportunità di miglioramento ulteriore di questo passaggio, che noi abbiamo intravisto e ipotizzato nell'identificazione di una scontistica che vada sull'andata e ritorno, ma senza il vincolo di una tratta fissa, il che permetterebbe di avere una flessibilità maggiore: quando invece di entrare a Pont-Saint-Martin si entra ad esempio a Châtillon, si dovrebbe applicare ugualmente questo tipo di scontistica. È un confronto che abbiamo avviato ormai più di un anno fa e con il quale ci siamo anche addentrati in tematiche più tecniche, perché molte volte l'attuazione di questo tipo di interventi è subordinato alla realizzabilità da un punto di vista tecnico. Non più tardi di un paio di mesi fa abbiamo avuto i primi contatti con alcuni dei responsabili della società Telepass, che gestisce i meccanismi, e recentemente abbiamo avuto un ulteriore confronto con loro per valutare la realizzabilità da un punto di vista tecnico, che ci permetterà di andare a un nuovo confronto con le società consci di queste opportunità, che vorremo andare a realizzare. È chiaro che tutto questo sottostà a quegli aspetti che ho introdotto in apertura di replica e che vanno a cozzare in qualche modo rispetto alle prerogative dei due concessionari, che non valutano così positivamente un aumento del traffico, perché evidentemente per loro l'aumento del traffico comporta anche ulteriori spese e quindi devono fare delle valutazioni e la contrattazione dovrà essere in funzione di equilibri che dovremo andare a trovare. Questo è un percorso che, come altri, necessita di tempo. Il tempo in questi anni ci ha permesso comunque di portare a casa miglioramenti e di mantenere situazioni importanti di scontistica e di fruibilità, soprattutto della tangenziale vera e propria, e che non vanno a incidere invece, come altri interventi che sono un po' più radicali, come ilfree flow, che necessita però, anche da un punto di vista dell'allestimento, di infrastrutture che siano dedicate a questo tipo di passaggio. Questo per dire che il lavoro che stiamo facendo speriamo possa portare a miglioramenti sensibili nel prossimo futuro e quella che è stata una suggestione di questa iniziativa la teniamo comunque come un'ipotesi da sottoporre in aggiunta a quelle che possono essere considerazioni di confronto che metteremo sul tavolo dei concessionari.

Detto questo, sull'iniziativa ci asterremo pur prendendone buona nota.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, apro la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 8

Maggioranza: 18

Favorevoli: 8

Astenuti: 26 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Siamo all'ordine del giorno n. 10 del gruppo AVS. Ha chiesto la parola la collega Minelli.

Minelli (AVS) -A proposito del tema della dispersione scolastica, il DEFR afferma: "Si rende necessario ottimizzare le importanti risorse assegnate alle scuole dal PNRR e da altri fondi statali ed europei per contrastare la dispersione scolastica attraverso percorsi dimentoringe di orientamento volti a potenziare le competenze di base degli studenti, per creare ambienti di apprendimento innovativi e stimolanti, col coinvolgimento di famiglie e territorio".

I dati sulla dispersione della nostra Regione si attestano al 10,4% per l'anno 2023. Sono dati in miglioramento rispetto all'anno precedente, ma sono ancora alti sia rispetto alla media nazionale, ma soprattutto rispetto alla media europea. Il fenomeno della dispersione da noi assume la duplice forma della dispersione scolastica intesa come allontanamento dall'istruzione senza aver conseguito un diploma entro i 24 anni e poi anche della dispersione implicita, cioè si ottiene un diploma, ma con dei livelli di competenza che vengono definiti inadeguati.

È un problema che, secondo noi, deve essere affrontato, però non a partire dalla scuola secondaria di secondo grado, bensì da quella di primo grado, sia attraverso degli opportuni percorsi di orientamento che siano più strutturati ed efficaci, perché spesso il problema nasce a partire dal fatto che si "sbaglia" scuola e indirizzo di studi, sia mediante percorsi di sostegno allo studio e di aiuto nei compiti, gestiti anche a livello territoriale, con un'attenzione supplementare per gli alunni residenti nelle vallate laterali, che spesso non hanno la possibilità di poter frequentare attività di sostegno nello studio nei loro Comuni di residenza, ma soltanto nel fondovalle, dove ha sede la scuola o nelle biblioteche o in altre realtà e ci sono realtà importanti come gli oratori interparrocchiali o altre forme. Ci sono anche le ripetizioni che vengono date da insegnanti che lavorano privatamente.

Esiste - lo conosciamo ed è un progetto importante - il progetto denominato "Rete Doposcuola Lab", che è stato avviato da Fondazione comunitaria, in collaborazione con l'Amministrazione regionale, con alcune Amministrazioni comunali (Aymavilles, Sarre, Gignod, Charvensod, Châtillon, Saint-Vincent, Verrès e Donnas) e diversi enti del terzo settore, un progetto che è sicuramente utile e positivo e che coinvolge i bambini e i ragazzi della scuola primaria e qui anche secondaria di primo grado, che ha visto per l'anno scolastico in corso, il 2025-2026, l'iscrizione di 105 alunni.

Noi crediamo però che sia importante prevedere un'azione più incisiva e soprattutto più capillare e diffusa sul territorio, concertata tra istituzioni scolastiche di base, Sovrintendenza agli studi, sistema degli Enti locali, associazioni di volontariato ed enti del terzo settore, finalizzata a creare dei servizi che siano simili a quello che ho appena descritto, Rete Doposcuola Lab, per l'aiuto e il sostegno all'apprendimento in un'ottica di prevenzione e di contrasto alla dispersione e anche all'abbandono scolastico.

Con queste premesse si vuole impegnare in particolare due Assessori: l'Assessore all'istruzione e l'Assessore alle politiche giovanili a promuovere un tavolo di lavoro interistituzionale, che coinvolga, oltre ovviamente agli Assessorati, la parte della Sovrintendenza, il CELVA, le istituzioni scolastiche del territorio, le associazioni di volontariato e gli enti del terzo settore, con l'obiettivo di implementare in qualche modo quel progetto, che funziona, sul territorio, oppure a elaborare - ho usato e/o elaborare - un altro progetto sperimentale di sostegno all'apprendimento e di contrasto precoce alla dispersione che sia rivoltoin primisagli alunni residenti nei comuni più periferici.

Ci tengo in particolare a sottolineare quest'ultimo aspetto, perché, sia da insegnante che da genitore, oltre che da persona che vive in quelle realtà, so che è un problema reale. In alcune occasioni, in alcune realtà si è cercato di organizzarsi in maniera più o meno artigianale, anche con un aiuto da parte di volontari in loco, come persone che sono in pensione, che hanno svolto la professione di insegnante, o parenti che in qualche modo hanno delle competenze, però io credo sia necessario pensare a una strutturazione di questo e proporlo appunto magari al sistema degli Enti locali, in modo da ragionare insieme su una questione che è di sicura importanza per la Regione.

Presidente -La parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) -Anche questa è un'iniziativa di giusta sollecitazione su un tema assolutamente interessante e di attualità, tanto più che la presenza dei servizi doposcuola ha dimostrato di essere efficace nel creare un ambiente formativo più accogliente, un'accoglienza che aiuta a combattere la dispersione scolastica, lo vediamo nei fatti. I ragazzi che si sentono presi in carico in modo più completo sono anche quelli più disponibili poi ad affrontare le difficoltà che incontrano lungo il loro percorso scolastico.

Il progetto Doposcuola Lab, che ha citato la collega, della Fondazione comunitaria è un ottimo esempio di questa cooperazione tra terzo settore ed enti territoriali. La Regione, come giustamente ha detto lei, è stata coinvolta anzitutto nella fase iniziale, quando il progetto è partito ormai cinque anni fa, poi questo ha continuato a svilupparsi negli anni, anche con risultati numerici a volte un po' altalenanti, ma come è normale che sia, a causa di fattori anche molto diversi. È sicuramente auspicabile ed è nostra intenzione continuare su questa strada e mettere in campo iniziative simili, andando anche a reperire fondi per sostenere iniziative come il Doposcuola Lab - ovviamente parlo anche a nome del collega Lotto - e lo abbiamo di fatto definito e anche scritto sul DEFR. Lo stesso Doposcuola Lab vive grazie a fondi che non sono squisitamente fondi regionali, ma con risorse individuate dalla Fondazione comunitaria stessa in stretta collaborazione poi con gli Enti locali.

Credo che questo modello, il modello Doposcuola Lab, sia interessante in particolare perché è armonico, come ha già anche detto lei, rispetto all'azione di intervenire sui territori e non solo in modo centralizzato nei luoghi più strutturati e più abitati.

L'idea, per chiudere, è quella di riprendere questo confronto con Fondazione comunitaria in queste prossime settimane per comprendere se ci sia la possibilità di proseguire in questo senso, o con progetti simili, analizzando innanzitutto le potenzialità e le criticità che si sono sviluppate in questi anni di progetto, criticità che possono essere sia logistiche, sia amministrative.

Annovererei quindi anche questa iniziativa fra quelle che sono già in corso. Apprezzando la sollecitazione, ci asterremo.

Presidente -La parola alla proponente Minelli.

Minelli (AVS) -Ormai questo è un mantra e arriveremo fino alla fine così. Devo dire che prima i colleghi - non so se era il collega Bellora o il collega Zucchi - parlavano di clima un po' surreale. Purtroppo io non riesco neanche più a vederlo come surreale, perché non è la prima volta che ci troviamo in una situazione del genere e sinceramente posso capirlo da un punto di vista di scelta tecnica, avete i numeri per andare avanti senza pensare di dover chiedere nessun tipo di supporto a chi è in minoranza, però obiettivamente è qualche cosa che, a mio avviso, ha proprio poco senso.

Al di là di questo, lei ha detto che verrà ripreso un confronto con Fondazione comunitaria, che è la principale promotrice di quel progetto, o comunque se ne fa carico insieme ad altri soggetti che vi partecipano: va bene, è giusto, io credo però, e su questo insisto, che sia opportuno un coinvolgimento del territorio e quindi degli Enti locali, che poi rappresentano le realtà territoriali.

In passato in alcune situazioni - io penso alla mia valle e l'assessora Girod se lo ricorderà bene, perché penso che fosse già in amministrazione - esistevano progetti di tipo non educativo in questo senso, legato al sostegno allo studio o all'esecuzione dei compiti, ma legati al tempo libero. Esistevano progetti intercomunali di ludoteca, per esempio, che hanno dato dei risultati per quello che riguardava la socializzazione, il tempo libero, la possibilità di far stare insieme ragazzi che obiettivamente sono sempre di meno nei nostri comuni e che quindi, da un punto di vista delle attività ludiche, sono anche isolati.

Io credo che, se si vuole fare un discorso di valorizzazione del vivere nei territori e di contrasto allo spopolamento, non bisogna pensare soltanto ad azioni, che sono importanti, come la sicurezza dal punto di vista idrogeologico, la possibilità di avere alloggi a prezzi equi, ma bisogna anche pensare che, se il futuro è dato dai ragazzi, questi devono poter svolgere le loro attività, compresa quella di studio, nel modo più agevole possibile. Io noto sempre una differenza tra chi vive nei fondovalle, nelle zone dove già ci sono delle possibilità date, come dicevo, per esempio, dalle biblioteche, dove i ragazzi vanno insieme a studiare, alle volte sono seguiti da qualcuno, alle volte autonomamente, però ci sono anche dei servizi di aiuto, e chi invece è costretto magari a ridiscendere dopo una giornata di scuola per fare delle ripetizioni che non può trovare in loco.

Visto che lei, Assessore, ha detto che questa è un'iniziativa giusta e che si può in qualche modo prendere in considerazione, confido che anche su questo ci sia davvero poi una concretizzazione e un'apertura. Mi rendo conto che stanno diventando tante le cose su cui dite: "già stiamo facendo" oppure "faremo", "accogliamo", noi portiamo in ogni caso al voto, anche perché ne rimanga traccia, e poi periodicamente su tutte queste questioni è ovvio che torneremo per avere degli aggiornamenti.

Presidente -Se non ci sono interventi, pongo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. Invito i colleghi a votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 13

Maggioranza: 17

Favorevoli: 13

Astenuti: 20 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 10 del gruppo Fratelli d'Italia. Per l'illustrazione, la parola al collega Zucchi.

Zucchi (FdI) -Semplicemente, essendo l'oggetto di quest'ordine del giorno già stato proposto dai colleghi del Partito Democratico - gli argomenti erano simili, quasi equipollenti - e anche tenuto conto della discussione, ritiriamo quest'ordine del giorno, con l'intento di riproporre con il nuovo anno un'iniziativa consiliare in modo tale da testare le volontà che sono state espresse questa mattina dall'Assessore in sede di replica.

Presidente -Passiamo ora all'ordine del giorno n. 10 del gruppo PD-Federalisti Progressisti. Ha chiesto la parola per l'illustrazione il collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Quest'ordine del giorno si inserisce pienamente nel quadro delineato dal DEFR 2026-2028, che promuove politiche integrate in materia di istruzione, formazione, cultura, lavoro e inclusione sociale, superando una logica settoriale, puntando su interventi capaci di tenere insieme dimensione educativa, sociale e culturale. La musica e le arti, come è noto, non sono soltanto strumenti espressivi o linguaggi simbolici. Molte esperienze consolidate in Italia e in Europa rappresentano vere e proprie politiche pubbliche di inclusione, capaci di costruire comunità, continuità educative e percorsi di cittadinanza attiva. Anche in Valle d'Aosta esistono basi solide su cui lavorare. Penso innanzitutto al ruolo della SFOM, che negli anni ha saputo costruire percorsi formativi di qualità, inclusivi e accessibili, accompagnando molte persone con disabilità nello studio e nella pratica musicale. Tuttavia, come spesso accade, al termine di questi percorsi formativi emerge una criticità evidente: la difficoltà a trovare contesti strutturati, continuativi e soprattutto riconosciuti nei quali poter proseguire un'esperienza artistica non occasionale e questo non è un problema solo valdostano, in molte Regioni e in diversi Paesi europei si è posto lo stesso tema e la risposta è arrivata attraverso la costruzione di orchestre sociali e inclusive, pensate non come episodici progetti, ma come spazi stabili di espressione, responsabilità condivise e qualità artistica.

Esperienze come la Symphonic Taxi Orchestra, o altre orchestre sociali attive in contesti urbani e regionali, dimostrano che la musica può diventare uno strumento potente di inclusione reale, capace di valorizzare le competenze delle persone con disabilità, senza infantilizzarle o relegarle a ruoli marginali, ma riconoscendo loro la piena dignità artistica e sociale. È in questo contesto più ampio che si colloca, per esempio, l'esperienza del Festival Present! di Arvier, al quale ho avuto modo di assistere sia lo scorso anno, sia quest'anno. Il Present! non è soltanto un festival culturale, ma è un laboratorio vivo di pratiche inclusive, dove la musica e le arti performative diventano luoghi di incontro tra differenze; questo anche senza retorica e senza sovrastrutture.

Non a caso nel corso delle diverse edizioni hanno partecipato anche rappresentanti della Giunta regionale. Quest'anno c'era anche l'assessore Marzi, per esempio, e mi sembra che l'anno scorso abbia partecipato anche l'assessore Bertschy, a testimonianza dell'attenzione istituzionale verso un'esperienza riconosciuta come seria e significativa. Present! dimostra che anche in Valle d'Aosta le competenze, le sensibilità e le energie esistono già. Ciò che manca oggi, colleghi, è una cornice regionale strutturata che sappia dare continuità a queste esperienze, metterle in rete, accompagnarle nel tempo e trasformarle in una vera politica pubblica. Ricordo solo che Present! in questi due anni è stato finanziato attraverso la legge 69, quindi attraverso un bando. Credo anche parzialmente fosse intervenuto l'Assessorato dell'assessore Bertschy, adesso non mi ricordo a che titolo. È esattamente questo un po' l'obiettivo dell'ordine del giorno che proponiamo. Ovviamente non si chiede l'istituzione immediata di un'orchestra regionale in senso formale, ma si chiede piuttosto di avviare, come è scritto nell'impegnativa, una progettazione consapevole e progressiva di un'orchestra sociale regionale, di costruire un percorso di coprogettazione con le istituzioni musicali, quindi la SFOM, il Conservatorio e altre istituzioni, il terzo settore e le associazioni delle persone con disabilità; di predisporre uno studio di fattibilità e un cronoprogramma pluriennale; di prevedere, quando il progetto sarà maturo, risorse a quel punto dedicate e strutturali, superando la logica dell'evento e del finanziamento occasionale, o comunque del finanziamento a bando legato a leggi, tra l'altro, che fanno riferimento più alla cultura che non, in termini più generali e trasversali, al lavoro, all'inclusione, eccetera.

La Valle d'Aosta, per dimensioni, tradizioni culturali e capacità di integrazione tra politiche diverse, può diventare un laboratorio avanzato di inclusione proprio attraverso la musica, capace di valorizzare ciò che già esiste e di guardare con intelligenza alle esperienze più significative sviluppate altrove.

Quest'ordine del giorno va esattamente in questa direzione, e non è un proclama, non vuole essere un'entrata a gamba tesa, probabilmente non lo accetterete, ma quello che interessa è che sul tema ci sia un'espressione di volontà allo stato attuale e che, ovviamente, poi si vada nella direzione di tenere in considerazione una progettualità che voi stessi, lo stesso Assessorato della sanità, del lavoro, dell'istruzione e prima al sistema educativo avevano considerato come un'esperienza che potesse guardare più avanti.

Presidente -La parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) -Prendo l'iniziativa esattamente come lei ha detto, nel senso che questo è un ordine del giorno che va a sollecitare un aspetto assolutamente molto interessante. Io condivido sostanzialmente tutto quello che lei ha detto, nel senso che sulla sensibilità musicale, sull'inclusione, sul valore della musica quanto a inclusione sono assolutamente e totalmente in linea con quanto lei ha detto.

Ovviamente in queste prime settimane di lavoro ho già cominciato a incontrare i vari attori del sistema musicale valdostano per cercare di prendere tutte le informazioni necessarie, perché poi si ha l'abitudine, spesso, quando uno inizia un nuovo mandato, di voler stravolgere tutto, voler aprire tavoli… ecco, io ho cercato in queste prime settimane di ascoltare sostanzialmente un pochettino tutti - il mondo musicale è molto articolato, come lei sa, ovviamente - e quindi provare poi a fare sintesi e capire quali possono essere le strade da percorrere per fare un po' di chiarezza, perché a volte mi sono accorto in questi anni, anche in altri ruoli che ho avuto nel tempo, che anche nel sistema musicale valdostano a volte ci fosse un po' di compartimentazione, se così posso dire, un po' di mancanza di dialogo tra i diversi attori del sistema, eccetera. Così, approfondendo quello che già è stato fatto, ho scoperto che era già stato fatto un bel lavoro, coordinato dalla SFOM, ma non solo, con l'Università, l'Istituto musicale, A.R.CO.VA., la Federation des Harmonies, eccetera, uno studio che era stato chiamato "Suite", che andava proprio ad analizzare tutti i vari aspetti del sistema scolastico in senso lato, musicale, in Valle d'Aosta. Non ho ancora avuto tempo di leggerlo, me l'hanno dato ieri mattina, ma sarà un documento interessante, perché fa già una fotografia molto articolata di quello che è già stato fatto a livello di studio e di ragionamento. Da qua vorrei partire perché, al netto di questo, che è venuto fuori ovviamente da una delle chiacchierate fatte con i vari responsabili delle varie strutture, mi hanno detto: "Sì, hai delle idee, però guarda che qualcosa effettivamente è già stato fatto" e mi hanno portato delle documentazioni. A questo si lega l'aspetto che lei ha sottolineato: quello di rendere strutturale un'orchestra, come lei ha sottolineato, che può avere una connotazione più sociale, così come ritengo sia anche importante dare una strutturazione in qualche modo più articolata al sistema bandistico valdostano, che può avere un cappello con l'Orchestre d'Harmonie, anche quella una delle eccellenze valdostane, che è rimasta un esempio ormai, non proprio sola ma quasi, a livello nazionale di questo tipo di orchestre che vengono in qualche modo dal territorio.

Le due cose potrebbero andare avanti in maniera parallela e per tutte e due la mia idea, come sollecitava anche lei in buona sostanza, è di dare una struttura al progetto, cioè non andare a bando ogni anno ma dare una strutturazione. Questo credo che lo possiamo fare attraverso magari una o due leggine che vadano a strutturare questi aspetti, a me non piace mettere in una stessa legge tante piccole cose, piuttosto si fanno due leggi piccole che diano dignità ai diversi aspetti. È sicuramente un aspetto che ho a cuore, che voglio portare avanti, quindi le chiederei, come è stato fatto precedentemente, un atto di fiducia anche in questo senso, e di ritirare l'iniziativa, o comunque noi ci asterremo per il fatto che è un aspetto che stiamo già affrontando, ancorché nelle prime settimane di mandato non è che possiamo avere affrontato tutto, ma su questi aspetti le assicuro che abbiamo già avuto dei confronti e li stiamo portando avanti.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Torrione.

Torrione (AVS) -Devo ammettere che, pur avendo lavorato tanto con il tema della disabilità, conosco poco l'esperienza delle orchestre sociali, quindi in realtà intervengo per fare una domanda che non volevo fare in diretta, perché stavi ascoltando, cioè per me è importante che qualsiasi attività - e la nuova normativa lo dice ancora più chiaramente - siano tutte iniziative di inclusione, ovvero non si prevedano attività settoriali specifiche per persone con disabilità, o ragazzi con disabilità, ma che includano ovviamente tutti, perché queste sono le esperienze più arricchenti e verso cui dobbiamo tendere per evitare fenomeni, scusate il termine, di ghettizzazione e di non reale inclusione. Se si tratta quindi di un'esperienza di questo tipo, noi siamo assolutamente favorevoli; se si tratta un'iniziativa invece specifica per ragazzi o persone con disabilità, siamo un pochettino più in difficoltà a essere d'accordo. Volevo capire questa cosa.

Presidente -La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Per rispondere al collega Torrione, sono esperienze, tra l'altro, molto coinvolgenti. Spero che l'anno prossimo questo festival… ma, al di là del festival poi esistono delle esperienze, adesso penso a Esagramma, per esempio, se lei cerca su Internet… tra l'altro, quest'anno è stata anche ospite direttamente del festival. Sono orchestre inclusive, nelle quali suonano, sempre supportati generalmente da un musicista, o insegnanti o già laureati, o persone che comunque praticano la musica a livello professionale, che affiancano ragazzi e persone con disabilità. Sono esperienze estremamente interessanti, che, tra l'altro, hanno anche una visione non solo verso la parte artistica ed espressiva, ma anche verso una sorta di professionalizzazione, perché sono orchestre che, tra l'altro, suonano in giro per l'Italia, per l'Europa e che hanno anche un certoappeal. Tra l'altro, suonano bene, perché quest'anno - me lo può confermare l'assessore Marzi, che era in prima fila durante il concerto di conclusione del festival - quest'orchestra, così come il coro inclusivo… tra l'altro, il coro coinvolge persone col Parkinson, con l'Alzheimer, eccetera, quindi anche quelle delle esperienze estremamente interessanti sotto il profilo proprio dell'inclusione di persone con disabilità di vario genere. Suonano bene e sono anche piacevoli da ascoltare, quindi questo può essere anche un ulteriore sbocco di tipo professionale.

Sono contento che l'Assessore abbia questa sensibilità, nel senso che apprezzo il fatto che lei in questi giorni abbia ascoltato le diverse realtà musicali valdostane. La Valle d'Aosta - lo dicevo da Assessore ma lo ripeto adesso - credo non abbia eguali in giro per l'Italia, ma forse neanche in Europa in termini di sensibilità, di alfabetizzazione musicale, penso che non abbia da invidiare a nessun'altra realtà veramente questa capacità di esprimere attraverso la musica sensibilità ed è una tradizione nostra, tipicamente regionale.

Abbiamo delle bande, lei ha citato le bande, che hanno più di 250 anni di vita continuativa. La banda di Châtillon è una banda antichissima, la banda di Aosta credo sopravviva da 150-160 anni. Insomma, è una tradizione estremamente importante e il sistema musicale valdostano, attraverso le scuole medie a indirizzo musicale, il liceo musicale, un Conservatorio… in una Regione piccola come la Valle d'Aosta, con 120.000 abitanti, il fatto di avere un Conservatorio, così come una scuola di orientamento musicale, significa comunque che l'attenzione da sempre - quindi non è né dell'assessore Lavevaz, né dell'assessore Guichardaz, né di chi c'è stato prima - è sempre stata una costante.

Io devo dire che vado sulla fiducia rispetto a questa sua richiesta di tempo. Ritiriamo quest'ordine del giorno, che, quando lei avrà sentito un po' di più questo mondo, riproporremo in forma eventualmente di mozione, o di progetto di proposta di legge.

Le dico solo che sono due cose diverse: l'orchestra professionale che lei ha citato, quella composta da professionisti, che credo suonerà in occasione del Concert du nouvel an, e quest'orchestra sono proprio due entità completamente diverse, che hanno alla base proprio ispirazioni e costruzione, oltre all'aspetto espressivo e musicale, completamente diverse. Questa è un'orchestra che coinvolge trasversalmente ed è questo l'aspetto anche entusiasmante di questa esperienza, molte sensibilità, molti Assessorati, quindi è comunque qualcosa che potrebbe diventare in Valle d'Aosta un'esperienza pilota, interessante anche per il resto del Paese.

Ritiro quindi l'ordine del giorno.

Presidente -L'ordine del giorno è stato ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Siamo ora all'ordine del giorno n. 11 del gruppo Lega-La Renaissance. Il collega Manfrin si era prenotato… ma vede che può già procedere con l'illustrazione dell'ordine del giorno.

Manfrin (LEGA VDA) -Innanzitutto, prima di procedere all'illustrazione, desidero ringraziare per quest'ordine del giorno il già collega Diego Lucianaz, col quale già da qualche mese eravamo al lavoro su questo tema e ovviamente abbiamo anche citato l'interpellanza dello scorso Consiglio, portata dal collega Zucchi, che verteva proprio su questo tema, cioè sulla questione della circolare che va ad applicare la cosiddetta "legge Lorenzin". Proprio su questo tema si erano evidenziate alcune criticità rispetto al contenuto della circolare che va ad applicare la legge Lorenzin: quella che riguarda appunto le vaccinazioni. Già la volta scorsa, in sede di interpellanza, l'Assessore aveva risposto in una certa qual maniera… io credo che, se i colleghi non sono interessati possono anche uscire dall'aula… mi spiace fare le veci del Presidente, ma così almeno chi non è interessato può anche andare a chiacchierare fuori…

Presidente -Prego collega, può continuare.

Manfrin (LEGA VDA) -…dicevo, quando appunto venne discusso questo tema la scorsa volta, l'Assessore diede una risposta di assoluta circostanza e con numerose inesattezze, inesattezze che abbiamo poi voluto cogliere e riassumere all'interno di questo testo.

Rispetto, per esempio, a quanto è stato il contenuto della circolare che abbiamo voluto citare nel testo di quest'ordine del giorno, è evidente che ci sono delle disposizioni che contrastano palesemente con la legge Lorenzin, che individua nel 31 marzo il termine di presentazione degli elenchi da parte della scuola e nel 10 giugno il tempo di risposta dell'ASL che segnala chi non è in regola con le disposizioni, consentendo entro il 10 luglio la possibilità per i genitori e i bambini non in regola di fornire alla scuola idonea documentazione alla frequenza ed entro il 20 luglio di ritrasmettere la stessa, limitando la decadenza dell'iscrizione solo a fronte della mancata produzione di documentazione.

Non c'è quindi, come ha citato e come dispone la circolare, una decadenza dell'iscrizione se la documentazione che viene presentata non è sufficiente, o non risponde a quanto richiesto, perché la documentazione richiesta semplicemente chiede una risposta.

Il rapporto fra la scuola, le famiglie e ovviamente l'AUSL travalica quello che viene previsto, sempre nella legge Lorenzin, perché il ruolo dell'istituzione scolastica, a norma di legge, si conclude nelle summenzionate comunicazioni e in nessuna parte della Lorenzin - questo è evidente dalla lettura soprattutto dell'articolo 3bis - viene evidenziato che gli alunni nel mentre non possano fare le lezioni, ovvero, quando c'è questa richiesta di certificazione, da nessuna parte si legge che questi debbano essere sospesi e a questi debba essere impedito di partecipare alle lezioni. Dopodiché nella parte del contenuto della circolare in cui si evidenzia che gli alunni potranno frequentare solo dopo l'acquisizione dell'esito dei controlli, anche qui abbiamo una chiara travalicazione della previsione che la legge in oggetto prevede. Poi la cosa che abbiamo trovato particolarmente curiosa è proprio la presenza di questo cosiddetto "modello A", che il servizio vaccinale dovrebbe rilasciare ai genitori da portare alle istituzioni scolastiche, che poi sarebbero tenute a contattare nuovamente l'AUSL e verificare ulteriormente lo stato vaccinale del minore, anche in questo caso ponendosi al di fuori delle disposizioni della norma citata, perché questa prevede che l'istituzione scolastica si limiti semplicemente a trasmetterein primisl'elenco degli iscritti e, in secondo luogo, la documentazione prodotta dai genitori, senza svolgere nessun ruolo di sorveglianza. Si va a dare un compito alla scuola che esonda rispetto alle previsioni.

Ancora: nella circolare viene precisato che le istituzioni scolastiche non debbano accettare richieste di appuntamento - questo è specificato -, vecchi certificati vaccinali, certificati redatti da pediatri e medici di medicina generale relativi a esoneri e differimenti delle vaccinazioni, o qualsiasi altro documento diverso dal modello A, anche qui evidentemente interpretando in maniera eccedente rispetto a quanto disposto, perché viene spiegato proprio all'articolo 3bis della legge che abbiamo citato che "invitano i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari dei minori indicati nei suddetti elenchi a depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni - e qui c'è una parte che prosegue - ovvero l'esonero, l'omissione o il differimento delle stesse, in relazione a quanto previsto dall'articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all'azienda sanitaria locale territorialmente competente".

Da nessuna parte della norma in questo articolo, ma anche nel resto del testo, viene citato questo fantomatico modello A.

Inoltre, sempre secondo la circolare che abbiamo richiamato in premessa, la mancata presentazione di questo modello A, o l'esito negativo del controllo vaccinale da parte della scuola comporterebbe la decadenza dell'iscrizione, senza tener conto che nel citato modello A… non è previsto né dalla norma nazionale, come specificato dall'articolo 3bis, il genitore presenta idonea documentazione… e l'iscrizione non può decadere. È chiaro quindi che un genitore che si trovasse nelle condizioni di vedere decadere l'iscrizione del proprio figlio a fronte del fatto che ha dato corso a quello che la legge prevede… su questo si compirebbe un evidente abuso e un'evidente esondazione rispetto a quello che viene previsto dalla norma.

A fronte di questo, quindi, con quest'ordine del giorno che lei sicuramente respingerà, un po' perché avete deciso come maggioranza di respingere qualsiasi cosa, un po' soprattutto perché lei personalmente, ovviamente, è a favore di qualsiasi limitazione e obbligo che vada in questa direzione… e i rapporti che abbiamo già evidenziato nella scorsa legislatura con alcuni personaggi a capo di fondazioni a cui vengono dati degli incarichi, anche da parte della nostra sanità, lo testimoniano… ma, a prescindere da questo, credo sia giusto lasciare traccia all'interno di questo Consiglio che questo problema si è sollevato e che, invece di prendere atto di questo problema, invece di dar corso alle segnalazioni, si è preferito girare la testa dall'altra parte.

Con quest'ordine del giorno quindi impegniamo l'Assessore competente a predisporre la modifica delle circolari citate, garantendo il rispetto della legge del 31 luglio, n. 219, e rimuovendo le disposizioni in contrasto con essa.

Presidente -La parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -La recente riorganizzazione del servizio vaccinale da parte dell'Azienda USL ha introdotto, a partire dall'anno scolastico 2025-2026, la possibilità di accesso diretto alla vaccinazione senza necessità di prenotazione. Tale modalità, non prevista in precedenza, è stata adottata per rispondere alle criticità emerse negli anni passati, quando il sistema delle prenotazioni consentiva nei fatti continui rinvii o cancellazioni, con il rischio che la vaccinazione non venisse completata e con conseguenti difficoltà per le scuole e disparità tra le famiglie.

L'introduzione dell'accesso diretto è stata pensata specificatamente a beneficio dei genitori per semplificare l'iter vaccinale, ridurre i tempi di attesa e garantire la possibilità di adempiere agli obblighi vaccinali in modo semplice e immediato. In tale contesto anche l'adozione del cosiddetto "modello A" risponde all'esigenza di uniformare e semplificare la documentazione, accorciando i tempi di verifica e facilitando i controlli, sempre nell'ottica di agevolare le famiglie e le istituzioni scolastiche.

Ciò premesso, si precisa quanto segue. Le circolari regionali sono state ovviamente emanate con l'obiettivo di assicurare la corretta applicazione della normativa nazionale adattandone le modalità operative al contesto locale e alle esigenze di semplificazione e tutela della salute pubblica. Le procedure adottate perseguono l'obiettivo di salvaguardare la salute collettiva, con particolare attenzione ai soggetti più fragili, garantendo quindi inclusione scolastica e sicurezza. Le modalità di scambio degli elenchi tra scuola e Azienda USL e l'utilizzo del modello A sono strumenti di semplificazione e uniformità documentale, senza oneri aggiuntivi per le famiglie, nel rispetto dei diritti previsti dalla normativa nazionale. Le tempistiche operative sono state definite in modo da assicurare il rispetto dei termini previsti dalla normativa nazionale, tenendo conto ovviamente delle nostre specificità.

Alla luce di quanto sopra esposto, si conferma che le circolari regionali, coordinate con il collega Lavevaz e i suoi uffici, rappresentano uno strumento di attuazione efficace e conforme alla disposizione nazionale, volto a garantire la tutela della salute pubblica e alla corretta applicazione della normativa vigente. In tal senso, come già anticipato nella precedente iniziativa, dato che non è l'applicazione della normativa nazionale a livello regionale a essere cambiata, riteniamo l'ordine del giorno superfluo e superato: superato perché non è la norma che ha creato questa vostra particolare sensibilità al tema, ma in realtà è la semplificazione apportata allo strumento per applicare la norma, quindi l'accesso diretto alla vaccinazione, che ha creato di fatto questa attenzione.

Tra l'altro, collega Manfrin, nel chiedere naturalmente di ritirare l'ordine del giorno, che è a dir poco ridondante visto che solo quindici giorni fa su un'iniziativa del collega Zucchi abbiamo appunto trattato specificatamente il tema - se lei non lo dovesse ritirare, naturalmente ci asterremo -, è stato anche preso l'impegno, per il primo trimestre del 2026, da parte della Presidente della V Commissione, che ringraziamo, di convocare in V Commissione tutti i coordinatori coinvolti, a partire dal veterinario regionale, passando per la Sovrintendente agli studi, fino all'Avvocatura e via discorrendo, che avranno assolutamente la possibilità di spiegare un percorso articolato e condiviso, che, di fatto, non ha fatto null'altro che applicare una normativa e applicarla con specificità legate sia alla complessità che alla semplificazione che in una Regione come la nostra può essere portata avanti. Questo mettendo da parte il fatto che, avendo creato l'accesso diretto per la possibilità di vaccinare, naturalmente si è venuti meno rispetto ad alcune difficoltà e speriamo che il fatto di aver semplificato e tolto delle difficoltà abbia creato anche una maggiore possibilità di risolvere i problemi. A quanto pare, sembra quasi che il fatto di aver tolto la possibilità di avere dei problemi di fatto invece abbia reso alcune famiglie più scontente su quanto portato avanti, ma non era assolutamente nostra intenzione.

Presidente -Qualcuno intende prendere la parola? La parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Grazie Assessore per la sua risposta, non per il suo contenuto, sul quale ovviamente continuo a non concordare, e le dico una cosa su tutte: se vogliamo andare nella sua direzione… lei ha detto: "noi semplicemente abbiamo creato un percorso che faciliti l'applicazione di quella legge", vogliamo darlo per buono? Ammesso e non concesso, non glielo do per buono, ma va bene, ipotizziamo che sia così… benissimo, questo è un tema, ma ce n'è un altro. Lei ci dice che quest'applicazione di questa circolare non differisce rispetto a quello che viene previsto dalla legge. Ora, io le leggerò quello che viene specificato nella circolare, cioè che "le istituzioni scolastiche non devono accettare richieste di appuntamento - lei ha detto che vengono annullate, quindi non ci sono, va benissimo -, vecchi certificati vaccinali, certificati redatti da pediatri e medici di medicina generale relativi a esoneri e differimenti delle vaccinazioni, o qualsiasi altro documento diverso dal modello A".

Allora, se lei dice in una circolare che le istituzioni scolastiche non devono accettare neanche degli esoneri o dei differimenti, che sono documenti ufficiali redatti da un medico, ma questo fantomatico modello A capisce che dice una cosa che contrasta con la norma nazionale? Perché la norma nazionale dice, come le ho letto prima, gliela rileggo: "i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori e i soggetti affidatari dei minori indicati nei suddetti elenchi depositano entro il 10 luglio la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni, ovvero l'esonero - c'è, è previsto - l'omissione o il differimento delle stesse in relazione a quanto previsto dall'articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all'azienda sanitaria locale territorialmente competente". È evidente che se lei dice, da una parte, che non si accettano queste esenzioni e dall'altra parte invece la norma nazionale dice che è così… la circolare dice esattamente questo: "Non si accetta nient'altro che non sia il modello A", questo c'è scritto nella circolare, invece lei dice: "No, va bene così, perché questa segue la legge". Non è così, Assessore, è evidente. Da una parte si possono accettare gli esoneri, dall'altra voi dite: "non ci interessano, vogliamo soltanto il modello A". Questo è evidente che cozzi e su questo noi non siamo d'accordo. Ovviamente quindi noi voteremo convintamente questa iniziativa e metteremo di fronte al fatto compiuto chi vuole rispettare la legge e chi invece ritiene di trovare delle scorciatoie e di aggirarle.

Presidente -Se non ci sono interventi, pongo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 8

Maggioranza: 18

Favorevoli: 8

Astenuti: 26 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 11 del gruppo AVS. La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -A proposito del tema dei rifiuti, il documento di economia e finanza elenca le azioni previste, sottolineando in particolare che "dovrà essere necessariamente data attuazione alle azioni previste nel piano regionale per la gestione dei rifiuti. Particolarmente importante in tale ambito è il coinvolgimento attivo della popolazione, dei turisti e delle associazioni di categoria".

Sempre il DEFR sottolinea che "per raggiungere gli obiettivi strategici, risulta fondamentale integrare in modo sinergico il supporto tecnico e scientifico fornito dai soggetti istituzionali che affiancano gli uffici regionali nelle attività correlate alla tutela dell'ambiente e del territorio, quali la definizione delle strategie, il supporto tecnico scientifico, lo studio e il monitoraggio delle principali matrici ambientali e dell'evoluzione delle dinamiche del territorio".

Nell'ambito di questo lavoro e più in generale dell'economia circolare, un importante ruolo è ricoperto dall'Osservatorio regionale dei rifiuti istituito dalla legge 31/2007, che ne definisce in modo puntuale le funzioni. Ricordo in particolare alcuni dei punti dell'articolo 17, al comma 2, in particolare i punti b), c), d), e) e m), secondo cui l'Osservatorio regionale dei rifiuti vigila sulla riorganizzazione dei servizi di gestione dei rifiuti urbani in conformità alle disposizioni di cui alla legge - stiamo parlando della legge del 2007 - e del piano regionale di gestione dei rifiuti; vigila sulle modalità di pianificazione dei servizi a livello dei sub-ATO e sull'attuazione dei relativi piani; provvede alla raccolta e all'elaborazione dei dati inerenti ai flussi dei rifiuti urbani assimilati e dei rifiuti speciali assimilabili agli urbani; provvede al monitoraggio sui costi di gestione; provvede alla pubblicazione entro il 31 marzo di ogni anno di un rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali assimilabili agli urbani, riportante la situazione per ogni sub-ATO.

Ora, per quanto riguarda l'annualità 2024, non è stato redatto, nel corso del 2025, fino ad oggi, il rapporto previsto a norma di legge sulla gestione dei rifiuti urbani e degli speciali assimilabili agli urbani, riportante, come dice la legge, la situazione per ogni sub-ATO. Abbiamo verificato che nel 2025 l'Osservatorio si è riunito una sola volta. Proprio per i suoi compiti e anche per la composizione che, come dice la legge, è piuttosto ampia e variegata, quest'organismo costituisce un valido supporto alla definizione e alla gestione delle politiche in tema di rifiuti ed economia circolare e dovrebbe anche avere quel ruolo legato alla determinazione delle tariffe, consultivo ovviamente, ma c'è anche quell'aspetto. A nostro avviso, quindi l'ORR dovrebbe partecipare a tavoli tecnici, a gruppi di lavoro che si occupano di individuare azioni e soluzioni operative per la gestione dei rifiuti, come avviene peraltro in altre Regioni. Sappiamo anche che è stato istituito un tavolo tecnico che si occupa di questa materia, di cui però l'Osservatorio dei rifiuti non fa parte.

L'ordine del giorno quindi è una richiesta di impegno al Governo a sollecitare innanzitutto la pubblicazione di quel rapporto sulla gestione dei rifiuti riguardante il 2024 e poi a valorizzare di più il ruolo di questo organismo, prevedendone la presenza ai tavoli tecnici che sono in essere e che operano nell'ambito delle politiche della gestione dei rifiuti e dell'economia circolare in senso lato.

Presidente -La parola all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) -Una risposta che farà chiarezza un po' su questo 2025, sia sulla prima impegnativa che sulla seconda, dove lei dice: "Avete convocato solo una volta, nel 2025": sì. Va detto, perché bisogna poi dirle tutte, che nell'ultimo anno e mezzo della scorsa legislatura l'Osservatorio si è riunito cinque volte, quindi cinque volte in un anno e mezzo. È vero, nel 2025 solo una volta, ma capisce bene che il 2025 è anno elettorale, anno comunque anomalo e diverso, ma verremo alla risposta. Comunque condivido con lei che va riunito con regolarità ed è questo poi l'impegno che ci prenderemo, ma lo vedremo con la seconda impegnativa.

Riguardo alla prima, i dati per la redazione del rapporto dei rifiuti sono a disposizione normalmente nel primo trimestre dell'anno successivo, quindi solo a disposizione, però risultano definitivi solo dopo la scadenza per le presentazioni del modello unico di dichiarazione ambientale, che è la comunicazione che gli enti e le imprese presentano ogni anno indicando quanti e quali rifiuti hanno prodotto o quali hanno gestito durante il corso dell'anno precedente. Per l'anno 2025, riferendosi all'annata precedente, quindi del 2024, è avvenuta solo il 28 giugno del 2025. La bozza è stata quindi predisposta nel corso del periodo estivo, ma la fine della legislatura ha fatto sì che non ci sia stato il tempo utile per presentare questi dati all'Osservatorio nonostante l'impegno messo per avere i documenti in bozza. L'Amministrazione inoltre, appena definiti anche i nuovi presidenti delleUnités, riconoscendo l'importanza di tale strumento, si è subito mossa per la richiesta dei nominativi dei nuovi rappresentanti politici degli Enti locali, ottenendo l'ultimo riscontro in data 15 dicembre 2025, data dalla quale sarà possibile procedere, attraverso propria deliberazione, alla sostituzione dei componenti decaduti e successivamente si potrà convocare una nuova seduta e procedere quindi all'esame del rapporto sui rifiuti 2024 al fine di una sua successiva pubblicazione. Questa è la motivazione per la quale c'è questo passaggio in quest'annualità.

Riguardo alla seconda impegnativa, il Governo regionale è ben consapevole della funzione che l'Osservatorio assume quale tavolo di confronto e discussione sulla tematica rifiuti e di coordinamento tra rappresentanti di enti, quindi parte tecnica, e anche la parte politica, associazioni di categoria, associazioni ambientalistiche, associazioni dei consumatori e dell'Osservatorio. Si ricorda a tal proposito che il precedente Osservatorio è stato ricostituito con la delibera n. 318 del 25 marzo 2024. Da quella data in poi, come le dicevo, quindi negli ultimi 18 mesi, è stato convocato ben cinque volte: il 23 aprile 2024, il 19 luglio 2024, il 20 settembre 2024, il 6 dicembre 2024 e il 16 luglio 2025. Riconosco però con lei l'importanza poi di avere una convocazione regolare, com'è stato, e lo dimostrano i fatti, nel 2024, con tre-quattro convocazioni annue, che faremo, anche perché il momento di dibattito e di confronto all'interno dell'Osservatorio è estremamente importante e costruttivo e direi anche positivo. Dicevo quindi che il 2025 è stato condizionato, come abbiamo detto, dalla fine della legislatura, quindi ci attiveremo a breve termine per la nuova convocazione.

All'attività dell'Osservatorio, va ricordato, si affianca anche quella del tavolo tecnico, che ha ovviamente un ruolo più operativo, un tavolo tecnico che si è già riunito in data 1° dicembre 2025, questo a dimostrazione che l'attività politica e amministrativa non ha subito pause. Alla luce di quanto detto, quindi, invito al ritiro dell'ordine del giorno, altrimenti ci asterremo.

Presidente -La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Assessore, cosa vuole che le dica? Lei mi dice: "In un anno e mezzo l'Osservatorio regionale per i rifiuti si è riunito cinque volte". Partiamo dal 25 marzo del 2024, se non sbaglio, oggi è il 17 dicembre 2025: se nel 2024 si è riunito, come dalle date che lei mi ha elencato, quattro volte…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…no, no, sono cinque volte, quattro… a contare ce la facciamo ancora, anche se siamo stanchi. Quattro sono nel 2024, una a luglio 2025. Ho capito bene? È così. Se allora nel 2024 quell'organismo si è riunito quattro volte, io credo che l'abbia fatto perché doveva espletare dei compiti e sappiamo anche quali sono, perché io adesso nell'ordine del giorno ho elencato alcuni punti del comma 2 dell'articolo 17 della legge 31/2007, ma sono molti i compiti che deve svolgere quest'organismo, molti di più di quelli che sono stati indicati.

Lei dice poi: "Nel 2025 una volta, anno elettorale, anno anomalo". Se permette, mi viene da sorridere, perché io non so come le elezioni, fino al momento in cui…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…ho capito, ma prima lei mi ha detto che si è riunito a luglio 2025, se non sbaglio, le elezioni sono state a settembre… dopo sì, ma prima no. Da gennaio a luglio, se non sono completamente andata, ci sono sette mesi, più di metà anno. Io non sto discutendo nella coda dell'anno, non discutiamo, ma prima doveva essere riunito!

Al di là di questo, non è poi così fondamentale quante volte si riunisce, il problema è un altro: il problema è che avete istituito un tavolo tecnico, che fa, lo ha detto lei, una serie di compiti che sono diversi, perché è un tavolo più operativo, e che si è riunito anche già adesso, dopo le elezioni, il 1° dicembre, quindi sta lavorando.

All'interno di quel tavolo operativo non sono ancora riuscita a capire, ma ne avevamo già parlato, come mai quest'organismo non è stato ricompreso, perché credo che possiamo fare tutti i tavoli che vogliamo, ma, se c'è un organismo che è istituito per legge - perché il tavolo tecnico non discende da una legge, avete deciso con una delibera di fare un tavolo tecnico, che nessuno mette in dubbio che lavori e che possa fare molte cose utili - io credo che all'interno di quel tavolo debba essere ricompreso un organismo che è previsto per legge e che, da quello che capisco io, viene svuotato in gran parte dei suoi compiti. Non mi sembra una cosa corretta, anche perché facciamo dei tavoli tecnici, rischiamo di fare anche dei doppioni di organismi e uno che dovrebbe funzionare - e che forse avrebbe anche voglia di funzionare -, poi però non è messo nelle condizioni.

Al di là delle nomine dei rappresentanti che sono venute più tardi e via di questo passo, almeno nelle riunioni di questo tavolo tecnico prevedete anche il ruolo dell'Osservatorio, tant'è vero che il secondo impegno dell'ordine del giorno prevedeva quello: "valorizzare il ruolo dell'Osservatorio prevedendone la presenza ai tavoli tecnici".

In conclusione però quello che non sono riuscita a capire bene, per cui brevemente le richiedo, mi faccia solo un cenno… adesso che state aspettando la ricostituzione, diciamo così, con tutti i membri nominati dai Comuni, se questo rapporto sulla gestione, i cui dati sono arrivati in ritardo, me lo ha spiegato lei, si prevedrà di farlo almeno prima del prossimo trimestre, perché lì dovremmo già avere quello successivo e non c'è neanche quello precedente.

Presidente -Ha chiesto la parola l'assessore Sapinet come gruppo.

Sapinet (UV) -Solo alcune precisazioni. L'anomalia nel 2025, come le ho detto, sta non solo nel periodo precedente alle elezioni, ma anche nel periodo successivo, perché, per convocare l'Osservatorio, ci vanno i nominativi e i nominativi sono stati trasmessi solo, gli ultimi, il 15 dicembre, per quello non è… sennò avremmo fatto una convocazione in più.

Poi, per quanto riguarda il ruolo dell'Osservatorio, lo dice la parola, l'Osservatorio ha un ruolo di vigilanza, l'Osservatorio osserva. Il tavolo tecnico abbiamo deciso noi di costituirlo e di un tavolo tecnico in quanto tale fanno parte i Sindaci e la parte tecnica che lavora presso leUnités. Questa è una decisione politica, che lei probabilmente non condivide ma che non può dire non è corretta, può dire che non la condivide. Se lei dice che questa è una scorrettezza, dice una falsità. Questa è una decisione che noi abbiamo preso, che lei non condivide, però io me ne faccio una ragione e vivo comunque sereno.

Per quanto riguarda l'analisi che mi chiedeva, sicuramente verrà fatta entro il primo trimestre.

Presidente -Bene, ci sono altri interventi? Pongo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 10

Maggioranza: 17

Favorevoli: 5

Contrari: 5

Astenuti: 23 (Aggravi, Baccega, Baccini, Bellora, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Manfrin, Marquis, Martinet, Marzi, Perron, Petey, Sapinet, Sorbara, Trione, Tuccari, Viérin Marco, Zucchi)

L'ordine del giorno non è approvato.

Vogliamo ancora fare un ordine del giorno, così chiudiamo il circo… il ciclo?

(ilarità dell'Assemblea)

…abbiate pazienza ma, visto che si parla di osservatori, osservando, in alcuni momenti, mi perdo. Colpa mia. Ordine del giorno n. 11 del gruppo PD-Federalisti Progressisti. Ha chiesto la parola il collega Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-FP) -Giuro che non la faccio arrabbiare, cercherò di essere rapido e di non fare circo.

Quest'ordine del giorno nasce proprio dall'ascolto dell'assessore Grosjacques in II Commissione, dall'ascolto delle sue parole quando ha illustrato le strategie sul turismo e proprio il senso del DEFR e dall'ascolto, tra l'altro, ribadito e rafforzato anche in occasione della recente assemblea dell'ADAVA presso l'Università della Valle d'Aosta. In entrambe le sedi lei ha evidenziato con chiarezza il ruolo sempre più centrale dell'École Hôtelière de Châtillon, la Fondazione turistica, come luogo di formazione, ha detto, degli addetti al turismo, ma anche come realtà in evoluzione chiamata a svolgere un ruolo più ampio, più qualificato e più ambizioso nel sistema formativo valdostano, un ruolo che guarda, come lei ha più volte sottolineato, non soltanto alla formazione professionale di base, ma allo sviluppo di competenze superiori, dimanagement, di innovazione in un settore, quello turistico, che tutti riconosciamo come asse strategico fondamentale per la Valle d'Aosta.

Proprio per questo, in Commissione mi è venuto spontaneo porre una domanda molto semplice e molto concreta. Le chiesi: a fronte di questo sviluppo, di questa crescita, di questa centralità riconosciuta anche nei documenti programmatori come il DEFR, è previsto un adeguamento strutturale della dotazione finanziaria della scuola? La risposta dell'assessore Grosjacques è stata corretta e onesta, glielo devo riconoscere, lei disse: "fino ad oggi non vi è stato un aumento significativo della dotazione, anche perché negli ultimi anni sono stati saldati importanti progetti FSE e Interreg che hanno consentito di sostenere attività e iniziative". Più o meno lei ha dato una risposta di questo genere. Tra l'altro, progetti che ricordo bene perché sono stati in parte avviati e gestiti quando avevo la delega al turismo. È qui che si colloca il punto politico di quest'ordine del giorno. I progetti FSE, Interreg, o altri tipi di progetti sono strumenti preziosi, lo ha riconosciuto anche lei, indispensabili per l'innovazione e lo sviluppo, ma per loro natura sono straordinari, difficilmente rendicontabili, lo sappiamo, temporanei, cioè non possono garantire stabilità nel tempo.

Una scuola come l'École Hôtelière, come ci ricorda lei spesso, che ha unagovernancemista pubblico-privata, ma che è finanziata quasi interamente dalla Regione, anche se il Consiglio d'amministrazione è massimamente composto da rappresentanti delle associazioni e che fa parte a pieno titolo del sistema formativo regionale, che, come lei ha ricordato, sta ampliando in modo significativo il proprio campo d'azione, non può contare sempre su progetti che per loro natura sono estemporanei - e lo dico anche per esperienza diretta -, perché, quando avevo la delega al sistema educativo, abbiamo progressivamente aumentato negli anni le dotazioni delle scuole pubbliche, lei lo sa bene perché era in Giunta, ma abbiamo anche adeguato i fondi per le scuole paritarie, comprese quelle non direttamente regionali, per far fronte agli aumenti contrattuali, ai costi fissi e agli oneri normativi. Lo abbiamo fatto anche nell'ultimo anno della scorsa legislatura, proprio in variazione, proprio perché le scuole paritarie, come lei mi insegna e come credo possa confermare anche l'assessore Lavevaz, non beneficiano automaticamente dei meccanismi di compensazione previsti per la scuola pubblica, cioè non hanno la possibilità di attingere a fondi di riserva, accantonamenti per adeguamenti contrattuali, strumenti di copertura strutturali. Questo meccanismo, tra l'altro, riguarda anche altre realtà del nostro sistema, l'Institut Agricole, per esempio, il "Don Bosco" di Châtillon, che è privato ma è finanziato in maniera considerevole dalla Regione, il liceo linguistico di Courmayeur, per il quale infatti è stato previsto, proprio nell'ultima variazione, un incremento delle risorse. Queste sono tutte realtà diverse, ma accomunate da una forte partecipazione pubblica e da un ruolo riconosciuto nel sistema formativo valdostano. Adeguamenti che, lo sappiamo bene, sono spesso il frutto di negoziazioni annuali, della sensibilità e della forza del singolo Assessore nella costruzione del bilancio. Lo dico con cognizione di causa, non avendo neppure io, peraltro, incrementato la dotazione annuale dell'École Hôtelière quando sedevo al suo posto nel CdA, quindi lo dico anche per togliere ogni forma di rivendicazione, perché neanche io contribuii ad aumentare questa dotazione all'incirca sui 4 milioni di euro, oscillante tra i 3,950 e i 4,50. È proprio questo il punto che intendo porre oggi. La dotazione dell'École Hôtelière è sostanzialmente immutata da almeno cinque anni, a fronte di una crescita evidente, come lei ha testimoniato, delle attività, delle ambizioni, del prestigio e della responsabilità della scuola. Di conseguenza, il tema è aprire una discussione seria su meccanismi strutturali di aggiornamento delle dotazioni finanziarie che non dipendano ogni anno dalla forza e dalla sensibilità del singolo Assessore, dalla ricerca di avanzi di bilancio o da interventi a rincorsa. Questo potrebbe essere ed è un tema che già io mi sono posto quando avevo la delega al sistema educativo rispetto alle paritarie, un sistema che in qualche modo possa andare sulla falsa riga di ciò che avviene per le scuole pubbliche, le quali usufruiscono comunque di incrementi che non dipendono dalla volontà o da questo negoziato, che alla fine rischia di diventare anche un negoziato faticoso da parte del singolo Amministratore. Non può quindi essere una concessione e non può essere ogni volta uno sforzo straordinario, dovrebbe diventare programmazione, deve diventare criterio e deve diventare sistema.

Oggi parliamo dell'École Hôtelière, ma in realtà stiamo parlando - e questo è un po' un pretesto - del modello di finanziamento delle scuole paritarie e delle realtà formative agovernancepubblica e parapubblica. Poi so che probabilmente anche quest'ordine del giorno verrà rigettato, ma io pongo qui un problema di cui sono stato in qualche modo anche sensibilizzato quando avevo altre deleghe: il tema legato al fatto che la dotazione finanziaria delle singole scuole, che siano paritarie o scuole pubbliche, deve essere una dotazione che segue un meccanismo di incremento e un meccanismo anche di soccorso che sia uguale per tutti, perché altrimenti abbiamo delle scuole paritarie, vedi il "Don Bosco", vedi il liceo di Courmayeur e altre scuole di carattere paritario, l'IPRA ad esempio, che non seguono questi meccanismi e che alle volte si trovano in affanno nel momento in cui devono in qualche modo far fronte a inevitabili aumenti di costi fissi, inevitabili aumenti contrattuali, che spesso non dipendono neanche dalla Regione, perché gli aumenti poi dipendono anche dalle negoziazioni che vengono fatte a livello nazionale.

Presidente -La parola all'assessore Grosjacques.

Grosjacques (UV) -Io, anche aderendo al quadro che ha fatto lei, collega Guichardaz, direi che però, ancora prima del fondo strutturale, sarebbe bene interrogarci - e noi come Consiglio d'amministrazione l'abbiamo fatto - su che cosa vogliamo per il futuro dell'École Hôtelière. Lo abbiamo fatto in più occasioni, l'abbiamo in qualche modo focalizzato nel Consiglio di amministrazione del 2 di dicembre, tant'è che io in assemblea ADAVA ho portato quelle che più che le mie idee sono le idee di coloro che insieme a me amministrano la Fondazione, quindi la professoressa Vernetto per conto dell'Assessorato dell'istruzione e cultura e i tre rappresentanti di Coldiretti, Confcommercio e ADAVA, ADAVA che ha la Presidenza.

La domanda quindi è se continuare a proporre un modello tradizionale, che ormai risulterebbe parzialmente superato, oppure scegliere un percorso di rinnovamento capace di guardare al futuro e di interpretare l'ospitalità a 360 gradi, valorizzando le competenze dimanagemente superando una formazione limitata a cucina e sala. Sto leggendo quello che ho detto in assemblea ADAVA. Questo perché il settore turistico-ricettivo in questo momento sconta un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro ed è quindi indispensabile ripensare il ruolo della scuola, rendendolo attuale e capace di formare figure qualificate e pronte a rispondere alle reali esigenze delle imprese, anche tenuto conto del fatto che a livello nazionale questi istituti sono in flessione, come buona parte degli istituti tecnici, almeno per qualche indirizzo. Noi qui siamo cresciuti per diversi anni, quest'anno abbiamo tenuto, come lei sa meglio di me, per aver amministrato questa Fondazione prima di me… abbiamo anche i corsi IeFP, quindi abbiamo una base di alunni e un convitto che ci garantiscono anche l'iscrizione di alunni e alunne provenienti da fuori Valle.

Per quel che riguarda però la dotazione finanziaria, in questo momento non vi è la necessità. La necessità quasi certamente si proporrà nel momento in cui bisognerà fare degli investimenti in parecchi settori per lavorare su un nuovo modello, che è quello che le ho descritto, e che dovrà essere ovviamente frutto di lavoro e di confronto con tutti i portatori d'interesse. Oggi il contributo è di 4.060.000 euro, al quale si aggiungono assegnazioni straordinarie per scopi determinati, quali quelle derivanti da programmi europei, ma, soprattutto, l'analisi dei bilanci e dellecalldegli ultimi due anni mostra che gli stessi siano costantemente in avanzo di amministrazione e in misura crescente: nel 2023 l'avanzo ammontava a 57.521 euro, mentre nel 2024 è salito a 1.208.000 euro. Inoltre bisogna ricordare che gli utili portati a nuovo devono essere impiegati ai sensi della legge regionale 20/1991, quindi quella costitutiva della Fondazione, esclusivamente per l'attività della Fondazione o per l'incremento del patrimonio della stessa.

C'è quindi ovviamente la volontà del Governo regionale, di tutta la maggioranza, ma credo di poter dire di tutto il Consiglio regionale, non solo a mantenere il contributo ma ad accrescerlo o a implementarlo quando e se se ne presenterà la necessità, ma ovviamente in seguito a un processo di riorganizzazione che vogliamo porti alla formazione di nuove figure professionali, che sono quelle che servono nel nostro settore turistico-ricettivo. Ovviamente, per fare questo, abbiamo bisogno anche dei portatori d'interesse, perché i primi che devono far interessare… io direi di più: innamorare, i ragazzi e le ragazze di questo mestiere sono proprio coloro che lo esercitano e che hanno i contatti con i nostri alunni e alunne proprio per glistageche proponiamo tutti gli anni.

In questo momento quindi non vi è la necessità, ma ovviamente l'impegno è di lavorare affinché questa Fondazione, quindi questa École Hôtelière, che sta già dando grandi risultati ed è riconosciuta a livello nazionale come una delle migliori scuole del settore, possa cambiare pelle e andare verso le esigenze del settore. Dal punto di vista del fondo strutturale, oggi non vi è la necessità di crearlo, ma certamente saremo pronti a rispondere alle esigenze che verranno proposte dal Consiglio di amministrazione, del quale, proprio per effetto della legge e della carica che ricopro, sono membro.

Le chiedo quindi di ritirare l'ordine del giorno, pur condividendone ovviamente i presupposti, proprio perché in questo momento non vi è la necessità di attuare quello che il suo gruppo ha scritto nell'impegnativa.

Presidente -La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Non so che decisione prenderanno i colleghi del Partito Democratico riguardo al ritiro o meno di quest'ordine del giorno. Se verrà posto in votazione, noi su quest'ordine del giorno ci asterremo, e spiego il perché. Credo sia una realtà, quella dell'École Hôtelière di Châtillon - com'è stato ricordato sia dal proponente, sia dall'assessore Grosjacques - di eccellenza, una realtà che conosco molto bene per averci avuto a che fare a livello personale tramite l'iscrizione di un figlio, che ha ricevuto molto da quella scuola. Mi sento però di dire che è da ripensare il modello di scuola, non inteso come tipologia di scuola -forse anche, su alcune cose, perché esistevano qualche tempo fa degli indirizzi che non ci sono più e che forse vale anche la pena di ripensare - però io credo (ma questo deriva anche proprio da una riflessione che ho maturato negli anni e che ha delle radici in quello che io penso comunque della scuola) che quella deve essere una scuola pubblica, prima di tutto. Lo dico non perché uno crede che non ci debba essere la parte privata o non ci debba essere il raccordo con le imprese, che invece è necessario perché poi abbiamo bisogno di persone che vadano a lavorare; ma non credo che dobbiamo essere fautori di una scuola che risponda soprattutto alle esigenze delle imprese. Una scuola mantiene sempre il suo ruolo, che è comunque educativo, anche nell'ambito dell'istruzione professionale.

Io però penso che ci sia un problema di cui non abbastanza si parla: in quel tipo di scuola che cosa rischia di succedere? Perché poi succede..: gli insegnanti che a un certo punto, per questioni legate al sistema pensionistico e via di questo passo, quando possono, se riescono, si trasferiscono nel pubblico perché hanno delle garanzie maggiori di stabilità, per quello che riguarda poi anche, nel tempo, una diversa retribuzione, non tanto per quello che riguarda lo stipendio, perché insomma non c'è quella differenza, ma per quello che riguarda gli aspetti legati alla pensione. C'è unturnoverdi insegnanti, lo sappiamo, e c'è anche una ricerca alle volte - è successo, lo so - spasmodica a trovare qualcuno che insegni, che sia presente già all'inizio della scuola, che continui. Negli ultimi anni è cresciuto il numero di ragazzi che magari sono usciti da poco da quella scuola e poi vanno lì a insegnare. Può funzionare, però stiamo parlando comunque di persone che non hanno fatto un percorso formativo, che non è solo quello della parte pratica, c'è anche tutta una parte teorica anche nell'aspetto professionalizzante, che ha un ruolo.

Io quindi penso che a monte di questo discorso dell'istituzione di un fondo annuale, ci debba essere un ragionamento, che bisogna fare tutti insieme credo, è ovvio che lo farà soprattutto chi è al governo e chi decide, ma il contributo può venire da parte di tutti, su come deve essere impostato il futuro di questa scuola. Dal mio punto di vista, è importante anche pensare a una trasformazione, non so se chiamarla così, della scuola da scuola paritaria, com'è ora, in istruzione pubblica a tutti gli effetti.

Presidente -La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Grazie Assessore per la sua spiegazione. Come le ho detto, era abbastanza un'iniziativa che "parla alla nuora perché suocera ascolti". Siccome il sistema paritario è un sistema che in Valle d'Aosta ha trovato un suo consolidamento e si è anche emancipato rispetto a ciò che si può immaginare di come le scuole paritarie possano essere in alcuni casi considerate, io credo che, per l'esperienza che ho avuto io presso la scuola alberghiera, invece il modello digovernancepubblico-privato, soprattutto nel caso del turismo… ma avevo pure intenzione, tra l'altro, di presentare un ordine del giorno per quanto riguardava l'Institut agricole, ma ho evitato per non aumentare troppo le iniziative… io credo sia un modello, quello della partecipazione pubblica-privata, seppur massimamente contribuito dal pubblico, non del tutto campato in aria.

Almeno l'esperienza che ho avuto io è stata un'esperienza positiva e mi piacerebbe - lo dico sinceramente, non credo sia un ragionamento non progressista o chissà che cosa - che questo tipo di governance potesse anche essere in qualche modo trasferito anche verso altre esperienze; questo perché? Perché io l'ho sempre detto, anche quando avevo la delega del sistema educativo: è importante che la scuola si occupi dei ragazzi, che si occupi non solo della costruzione delle competenze, ma di un progetto educativo in senso più generale, però è anche vero che una scuola di tipo professionalizzante e professionale non può non avere un aggancio con il mondo delle imprese e non può non ascoltare il mondo delle imprese rispetto a delle esigenze, che sono delle esigenze che in qualche modo possono essere trasferite anche sulla base proprio delle sensibilità e delle necessità del mondo delle imprese, perché poi si costruiscono… che ne so? agricoltori o comunque agrotecnici esperti in agricoltura e poi magari gli agricoltori sono gli ultimi, o gli allevatori, o coloro che lavorano nella zootecnia, ad avere parola magari diretta rispetto a questo modello. Io quindi penso, per l'esperienza che ho avuto, che la scuola pubblica sia importante, ma il modello valdostano di scuole paritarie a partecipazione pubblica è un modello che, secondo me, può insegnare e può essere anche questo, sempre col dovuto controllo e indirizzo da parte comunque della Regione - perché poi sappiamo benissimo che la Sovrintendenza, laddove si parla di parificazione, interviene e riconosce la parità dei programmi -, ma anche per quanto riguarda la parte IFP, ovviamente, c'è sempre un intervento da parte dell'Assessorato competente; questo è anche uno stimolo, secondo me, da considerare. Diciamo che accogliamo la sua richiesta, nel senso che era, anche per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda, una necessità comunque di sollevare un'esigenza di stabilire dei meccanismi di finanziamento, che, per quanto io possa aver avuto delle limitate conoscenze, però anche nella mia delega al sistema educativo mi venivano spesso rappresentati come un disagio, perché le scuole paritarie riconosciute, le scuole paritarie che usufruiscono, come sappiamo, di una percentuale di sostentamento e di sostegno da parte della Regione proprio per la loro natura di scuole paritarie spesso e volentieri devono fare i conti con delle finanze e dei finanziamenti che non sono mai garantiti e non sono mai regolari malgrado facciano parte a pieno titolo del sistema proprio scolastico regionale, sostituendo e intervenendo anche nel processo educativo.

Ritiriamo quindi quest'ordine del giorno e la ringraziamo per le sue rassicurazioni.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente -Come deciso nella Conferenza dei Capigruppo, i lavori consiliari sono sospesi. Ci riaggiorniamo alle 21:01.

La seduta è sospesa dalle ore 20:16 alle ore 21:08.

Aggravi (Presidente) -Riprendiamo i lavori del Consiglio, invito i colleghi a prendere posto. Siamo all'ordine del giorno n. 12 dei gruppi Lega e La Renaissance. Per l'illustrazione, la parola alla collega Baccini.

Baccini (LRV) -Con quest'ultimo ordine del giorno intendiamo portare in aula uno dei nodi strategici per il futuro della nostra Regione e cioè il rapporto tra formazione e lavoro, in particolare la crescente difficoltà delle imprese valdostane nel reperire manodopera qualificata e figure professionali specializzate. Si tratta di una problematica reale, concreta, che ci viene segnalata con sempre maggiore insistenza dalle imprese artigiane e da tutte quelle realtà produttive che operano in settori ad alta specializzazione. Oggi molte aziende faticano a sostituire la forza lavoro che va in pensione o a far fronte a nuove opportunità di mercato proprio per la mancanza di personale formato. Questo è un paradosso che non possiamo ignorare: da un lato, infatti, le imprese che cercano lavoratori e non li trovano; dall'altro, giovani che faticano a inserirsi stabilmente nel mondo del lavoro. È evidente che qualcosa nel collegamento tra sistema formativo e tessuto produttivo non sta funzionando come dovrebbe.

Gli indirizzi di formazione attualmente esistenti coprono settori importanti, tra cui turismo, sala/bar, meccanica, elettrico, idraulico, agricoltura, produzioni alimentari e servizi alla persona, ma è altrettanto evidente che non riescono a soddisfare pienamente la domanda reale del mercato del lavoro e in alcuni casi neppure le aspirazioni e l'attitudine dei giovani valdostani, in particolare si registra una forte carenza di operai specializzati e figure tecniche, saldatori, falegnami, lattonieri, losisti e molte altre professionalità fondamentali per l'economia locale, mestieri che richiedono competenze specifiche, esperienza pratica e percorsi formativi mirati, ma che oggi rischiano di scomparire o di essere coperti solo parzialmente. Questa situazione non è solo un problema per le imprese, ma rappresenta un rischio per l'intero sistema economico regionale: senza un adeguato ricambio generazionale e senza nuove competenze, anche i settori storicamente forti della Valle d'Aosta rischiano di perdere competitività, capacità di innovazione, continuità nel tempo. Per questo riteniamo che la formazione professionale debba tornare a essere una leva strategica delle politiche regionali. In questo contesto il ruolo di Progetto Formazione è fondamentale. Parliamo di un soggetto che rappresenta un punto di riferimento per la formazione professionale in Valle d'Aosta, con competenze, strutture ed esperienza che possono essere valorizzate ulteriormente per costruire percorsi formativi mirati, flessibili e realmente spendibili.

L'ordine del giorno chiede un'analisi approfondita delle(incomprensibile)necessità del territorio, una ricognizione puntuale dei fabbisogni delle imprese, dei settori in sofferenza e delle professionalità mancanti. Solo partendo da dati concreti è possibile costruire percorsi formativi efficaci e duraturi.

Sulla base di quest'analisi, chiediamo al Governo regionale di predisporre gli approfondimenti necessari per attivare percorsi di formazione legati alla produzione specializzata, anche attraverso l'utilizzo di Progetto Formazione. L'obiettivo non è moltiplicare i corsi sulla carta, ma creare opportunità formative che portino a un'occupazione reale e stabile.

Presidente -Per la risposta, la parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (UV) -È un tema, questo, d'attualità, per certi versi, ma del quale ci si sta occupando da tempo, non solo in Valle d'Aosta, in generale in Europa e anche in Italia. Il punto terminale del discorso è cercare di collegare meglio i bisogni formativi delle imprese con i percorsi di formazione, ma intorno a quest'obiettivo ci sono alcuni aspetti molto importanti: da un lato, la difficoltà oggi di orientare i ragazzi. In Valle d'Aosta abbiamo fatto negli ultimi anni un deciso passo in avanti creando percorsi di orientamento e il salone di orientamento che ci sarà nuovamente a febbraio mette in condizione tutti gli enti e tutte le istituzioni di presentarsi ai ragazzi della scuola media e poi dà delle opportunità per i ragazzi che devono scegliere il percorsopostuniversitario di conoscere tutti gli agenti formatori che ci sono in Regione, appunto, tutti i percorsi di istruzione e di formazione professionale. L'obiettivo, quel punto di arrivo c'è stato alla fine di un percorso importante che ha visto coinvolto il Consiglio regionale, le politiche del lavoro, il Consiglio politiche del lavoro e che ci vede ancora fortemente coinvolti. Tra i temi c'è sicuramente quello di orientare meglio i ragazzi, di creare dei percorsi di formazione più adatti alle imprese, sapendo bene che però, in una regione in cui il calo demografico è importante, è difficile poi orientare, avere percorsi formativi che possano essere sostenibili in termini didattici e in termini finanziari, perché più percorsi offriamo, più disperdiamo l'iscrizione e meno sono sostenibili i percorsi.

Quello che abbiamo cercato di fare in questa fase, coinvolgendo le associazioni di categoria è cercare di orientare bene, ma soprattutto di raccogliere questi bisogni. Abbiamo creato nell'ultimo periodo, in particolare nei corsi IeFP, dei nuovi percorsi e abbiamo cercato di dedicare, nell'ultimo anno in particolare, percorsi biennali che si pongono l'obiettivo di recuperare i ragazzi che abbandonano la scuola, perché questo è un altro tema che ha necessità di trovare risposte.

C'è stato a questo proposito un percorso che ha coinvolto tutti gli enti di formazione, che hanno presentato progetti: per esempio, ci sono progetti sull'operatore edile, sull'operatore termoidraulico, sull'operatore di servizi di acconciatura, di trattamenti estetici, sull'operatore di servizi delle produzioni in cucina e operatore di servizi di sala/bar. Sono percorsi che avranno circa due anni di formazione in alternanza scuola-lavoro, in attività di orientamento e inizieranno se reperiranno le iscrizioni necessarie entro febbraio-marzo 2026.

Nel frattempo vanno avanti i percorsi IeFP, che sono quelli dell'installatore e manutentore impianti elettrici e civili, dell'operatore di servizi delle produzioni in cucina, dell'operatore di servizi sala/bar, dell'operatore delle lavorazioni in carrozzeria, l'operatore meccatronico, dell'autoriparazione, accorciatore, estetista, il tecnico dello sviluppo e gestione dei progetti e i servizi digitali, il tecnico degli impianti elettrici e il tecnico agricolo. C'è quindi un'offerta molto importante. Tutti questi ragazzi hanno, alla conclusione di questi percorsi, delle opportunità di lavoro perché c'è esigenza di questi percorsi, il tema quindi è sicuramente un tema di attualità.

C'è la necessità - forse lo diceva la collega Minelli nel suo intervento nell'ordine del giorno precedente - anche di un cambio, un deciso cambio culturale anche da parte del mondo delle imprese. I ragazzi hanno bisogno di essere sostenuti, inseriti, una volta qualificati, e accompagnati verso il lavoro con un'attenzione diversa da quella del passato. È cambiato sicuramente l'approccio dei ragazzi col mondo del lavoro, ma perché è cambiata anche l'educazione in famiglia rispetto al lavoro in generale, ma direi rispetto alla vita.

Sono quindi tanti i temi che vanno tenuti in considerazione per far sì che la Valle d'Aosta possa offrire un mercato del lavoro pubblico e privato interessante, stimolante, che dia delle opportunità ai giovani, che permetta ai giovani di formarsi nei settori in cui c'è bisogno di opportunità, ma che faccia sì che, in generale, il mondo del lavoro valdostano venga sostenuto da parte di tutti gli attori nella maniera migliore possibile, per creare un mondo del lavoro che dia la migliore risposta ai giovani, che sono il presente e il futuro.

Nel vostro ordine del giorno citate Project Formation. In questo momento Project Formation è un ente di formazione come tutti gli altri, seppur composto in gran parte da capitale pubblico. Negli obiettivi che abbiamo dato a questo nuovo consiglio di amministrazione, insieme a Finaosta, c'è anche l'obiettivo di valutare in via un po' definitiva l'attualemissiondi questo ente di formazione che, appunto, per poter sviluppare la sua attività, raggiunge, come tutti gli enti di informazione, progetti che acquisisce attraverso il mercato, bandi di formazione e le attività che è in grado di mettere in campo.

Projet Formation sta facendo un ottimo lavoro e si sta adoperando all'interno di queste politiche per creare le condizioni di un attento percorso di formazione per i nostri giovani, però al momento, per dare la sua validità formativa, partecipa, appunto, come tutti gli enti di formazione, alle attività di formazione sul territorio. È quindi sicuramente un interlocutore privilegiato e avremo necessità di completare queste valutazioni sullamissiondell'ente, proprio cercando di capire cosa si potrà fare per renderlo ancora più vicino alle necessità che anche l'Amministrazione regionale e gli Assessorati della formazione e del lavoro hanno di sviluppare politiche che incontrino i giovani.

Sull'ordine del giorno quindi, come voi sapete, noi ci asterremo. Questi approfondimenti continueremo a farli, sia col coinvolgimento di Projet Formation, ma soprattutto all'interno del nuovo Consiglio delle politiche del lavoro, che stiamo ricomponendo, tutti gli enti e le associazioni stanno nominando i propri rappresentanti. Faremo in modo di dare piena disponibilità per far sì che questi bisogni vengano raccolti e, allo stesso tempo, per creare anche la giusta informazione sulle difficoltà che oggi ci sono a mantenere in piedi così tanti percorsi formativi in un momento in cui - lo si è detto in un paio di occasioni durante questo confronto in aula - comunque la scelta di un percorso di formazione professionale è ancora troppo legata a scelte che non vengono fatte nella fase di prima scelta della formazione dei ragazzi, molte volte si tratta di percorsi di recupero, di percorsi che arrivano dopo un insuccesso scolastico.

Noi abbiamo cercato in questi anni di fare in modo che la formazione professionale potesse avere stessa dignità, stesse risorse, stesse opportunità e anche stessi investimenti di qualsiasi altro percorso scolastico, perché non esistono, almeno a nostro avviso, percorsi di serie A o serie B, esiste il percorso migliore per la scelta dei nostri giovani, che debbono essere consapevoli di quello che possono fare e allo stesso tempo però essere sostenuti, una volta che fanno un percorso, con tutte quelle condizioni che permettano di apprendere, da un lato, una professione, di qualificarsi e di avere poi delle giuste soddisfazioni nel mondo del lavoro.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) -Voteremo convintamente quest'ordine del giorno perché, come anche l'Assessore sa, è un tema che abbiamo affrontato più volte, è un tema che la Lega ha più volte sollecitato. Andando un po' a ritroso, ad esempio, gli IeFP, che ricordo è da un po' di anni che ci sono, sono un ottimo strumento per recuperare tanti ragazzi e formarli verso le professioni.

Le abbiamo riconosciuto anche un buon lavoro su questo. Lei lo sa, Assessore, che non abbiamo mai fatto né polemiche, né ostruzionismo quando nella scorsa legislatura abbiamo sollecitato e poi voi avete portato sul tavolo delle riforme, quindi su questo ci siamo quasi sempre trovati d'accordo.

La domanda che le faccio è la seguente però, ci avevamo ragionato più volte: è possibile che non riusciamo ad avere una previsione di fabbisogni dei lavoratori sui vari settori, magari anche avendo l'aiuto delle associazioni di categoria? Non riusciamo in qualche modo a fare una programmazione biennale magari, annuale o biennale, su quanti profili ci serviranno in determinati settori? Che poi è quello che viene anche adombrato con quest'iniziativa, è chiaro che uno deve capire un po' su questi settori lavorativi. Questa è la domanda che avevamo fatto anche, ricordo, nelle commissioni a Confindustria, Confartigianato, eccetera. Io penso che quello potrebbe essere un punto importante, perché, se sapessimo che dobbiamo formare "X" lavoratori, che c'è quel tipo di esigenza, potremmo attivare corsiad hoc, che magari danno risposte specifiche. Non è facile, sicuramente. Ecco, le rimetto la domanda, poi ci sarà modo di approfondire, ma ricordo che più volte su questo tema ci siamo fatti delle domande e mi ricordo che ne avevo parlato anche con dei sindacati, che questa cosa se la chiedono. Tenga lì lo spunto, al di là di come andrà quest'ordine del giorno, lo sappiamo: è possibile avere un fabbisogno di massima su almeno alcuni settori, in modo da prevedere prima, o formare, in un anno o in un biennio, magari un IeFP apposito, per riuscire a indirizzare i ragazzi direttamente al mondo del lavoro? Lascio con questa domanda. Voteremo l'ordine del giorno.

Presidente -Se non ci sono altri interventi, apro la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 8

Maggioranza: 17

Favorevoli: 8

Astenuti: 25 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 12 dei colleghi di AVS. La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) -Il tema è quello deicaregiverfamiliari, un tema sempre più portante, sempre più importante, rispetto al quale noi facciamo un ordine del giorno specifico, ma mi piace mettere in premessa un po' quello che ho detto nel mio intervento sul DEFR. Mi piacerebbe che le tante cose che ci sono da fare in ambito di politiche sociali venissero fatte non separatamente, ma con una visione d'insieme, che permettesse di ottimizzare e di migliorare tutto quanto il sistema, quindi con una visione e con un ragionamento di sistema.

Nello specifico della legge sui caregiver familiari, nel DEFR e nel programma di legislatura si evidenzia in più punti la necessità e la volontà di una revisione del sistema regionale dei servizi socio-assistenziali sia per le persone con disabilità, sia per le persone anziane. Inoltre, sia i documenti che la normativa nazionale in materia di disabilità, la legge 227/2021, il decreto 62 del 2024, che hanno recepito, com'è già stato detto più volte, i principi della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, sia le normative in materia di persone anziane, cito la legge regionale del 26 maggio 2025, n. 14, sull'invecchiamento attivo, riconoscono l'importanza dei caregiver e delle figure educative, professionali e non nell'elaborazione di progetti di vita e nel garantire il più possibile un altro tema che ovviamente emerge sempre quando si parla in questi anni di disabilità e di persone anziane: il tema della domiciliarità. Inoltre, c'è una sentenza: la C38/24 dell'11 settembre 2025 in cui la Corte di giustizia dell'Unione europea ha precisato quali sono i confini applicativi della normativa definita antidiscriminatoria, estendendo quindi quelli che tecnicamente vengono chiamati "accomodamenti ragionevoli" anche a lavoratori e lavoratrici caregiver, ovvero a coloro che, pur non presentando una disabilità personale, prestano assistenza a una persona con disabilità. Inoltre, ci sono diverse Regioni che hanno già approvato leggi specifiche, cito l'Emilia-Romagna, il Lazio, la Lombardia e la Toscana, a integrazione della legge, ormai un po' datata, del 1992: la legge n. 104, che tutti quanti conosciamo, che riconoscono queste leggi regionali e sostengono il ruolo sociale dei caregiver familiari offrendo dei supporti attraverso formazione, servizi e interventi di tipo economico. Purtroppo - non so quali sono state allora le motivazioni, non ho studiato sufficientemente - il Consiglio regionale della passata legislatura ha respinto una proposta di legge presentata da PCP: la 167/2024, che era stata peraltro frutto di un'ampia concertazione con familiari e associazioni che si occupano di disabilità.

Detto questo, considerato che il contesto normativo attuale, e anche più recente, indica sempre più con chiarezza di principi - ma anche in alcuni casi, come ho già detto, di obbligatorietà di percorso, perché le norme statali in qualche modo obbligano la Regione a intervenire - la necessità di una via differente da perseguire a livello normativo.

Il nostro ordine del giorno quindi impegna il Governo regionale, nell'ambito dell'annunciata revisione delwelfare, del sistema dei servizi socio-assistenziali e della in fase di definizione legge n. 14 in materia di disabilità, a predisporre nel più breve tempo possibile una proposta di bozza normativa sui caregiver familiari da esaminare e discutere in V Commissione, al fine di arrivare, attraverso un nuovo percorso di ampia concertazione, alla definizione della legge regionale per la promozione e il riconoscimento di quest'importantissima figura.

Ci mettiamo dentro, in maniera un po' magari melodrammatica, la delicatezza e la condizione di molti familiari, appunto, una volta erano semplicemente i parenti delle persone con disabilità, adesso gli è stato dato il nome di "caregiver", molto più importante, però conosciamo anche personalmente tante famiglie che hanno letteralmente sacrificato la propria vita per le persone con disabilità e tanti figli che stanno sacrificando la vita per i propri genitori anziani. Il riconoscimento di questa figura quindi è, a nostro avviso, fondamentale.

Mi scuso se mi ripeto, non vorrei che fosse fatto in maniera settoriale, ma fosse inserito in quell'ampia riforma delle politiche sociali che noi abbiamo auspicato e che ci piacerebbe che il Governo regionale sposasse come principio generale.

Presidente -La parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -Nel ringraziare il collega per aver riproposto questo tema, come da lui già evidenziato nella scorsa legislatura, il Governo regionale ha già espresso di condividere e riconoscere pienamente il valore umano…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…sociale ed economico della figura del caregiver familiare. Sono persone che ogni giorno, con impegno e dedizione, si prendono cura di un familiare non autosufficiente. Il loro impegno rappresenta un pilastro insostituibile nel nostro sistema diwelfarevisto che, come evidenziato nella relazione alla proposta di legge, degli attuali dati demografici e delle previsioni per il futuro, sostenere i caregiver è anche una scelta strategica perché significa tutelare le persone più fragili, prevenire l'isolamento e ilburnoutdi chi assiste e valorizzare, inoltre, un ruolo che ha ricadute concrete sul benessere della nostra comunità.

Il riconoscimento, ma poi soprattutto le azioni di sostegno e supporto dei caregiver familiari sono una questione al centro di un ampio dibattito che supera - ed è questo uno dei motivi principali per i quali avevamo cercato di suggerire di non sovranormare a livello regionale - i confini regionali e su cui vi è una crescente consapevolezza rispetto a bisogni, ma anche a opportunità sempre più evidenti. Per questo motivo da anni la Regione, indipendentemente dal fatto che non ci sia una legge di riferimento, anche grazie alle risorse statali stanziate nell'ambito del Fondo nazionale non autosufficienza, sostiene tale lavoro di cura riconoscendo ai caregiver delle persone con disabilità con necessità di sostegno molto elevato delle erogazioni economiche mensili variabili da 440 a 2.000 euro in base alle condizioni socio-sanitarie delle persone. Le risorse erogate annualmente per tale finalità già oggi ammontano a circa 850.000 euro e hanno permesso di sostenere il lavoro di cura prestato a 70 caregiver.

Il Governo nazionale ha già normato, con l'articolo 39 del decreto legislativo 29/2024 in merito alle disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane… la figura del caregiver familiare delle persone anziane, invece, riconoscendone il valore sociale ed economico.

Anche a seguito della recente approvazione a livello statale del piano per la non autosufficienza e per la disabilità per il periodo 2026-2028, la Ministra per la disabilità, la ministra Locatelli, ha annunciato l'imminente presentazione di un disegno di legge governativo volto al riconoscimento e alla tutela dei caregiver familiari, per il quale sono già state stanziate anche risorse a livello di bilancio statale. Come lei sicuramente già saprà, è della fine di novembre 2025 una prima esternazione in tal senso, che, tra l'altro, esplicita, nelle quattro declinazioni che dovrebbero avere i caregiver cifre molto lontane da quello che stanzia la Regione. La Ministra, peraltro - e qui arriviamo al secondo motivo per il quale la PL di riferimento da lei richiamata della scorsa legislatura -, è stata, come di fatto, sospesa, ha sottolineato anche l'importanza di uniformare le procedure di riconoscimento a livello nazionale al fine di garantire un accesso equo alle tutele. In poche parole siamo in un momento molto particolare nel quale, grazie anche al lavoro che la ministra Locatelli sta compiendo in tal senso, che si collega a 360 gradi sia sul tema della riforma del concetto di anziani che di quello di persone con disabilità, è stato chiaramente espresso che su questo tema conviene aspettare una legislazione nazionale per arrivare a un'uniformità, almeno in termini di riconoscimento di una figura così importante per le comunità, ma ad oggi non ancora di fatto mai normata.

In parallelo, venendo invece al tema della riforma del 62/2024, si conferma che è in corso - ne abbiamo già parlato - una strutturata azione per la revisione della legge regionale 14/2008, un processo di scrittura partecipata che vede il coinvolgimento di molti attori, non solo istituzionali, ma anche del privato sociale, del volontariato e delle organizzazioni del terzo settore. Tale intervento di modifica deriva dalla necessità - che, di fatto, però stiamo trasformando in un'opportunità - di adeguare le nostre disposizioni, i nostri servizi, le nostre programmazioni e anche lo stesso approccio non solo alla recente riforma della disabilità, ma anche a vari altri provvedimenti nazionali e internazionali approvati dopo il 2008, di cui abbiamo già fortemente parlato, a partire dalla Convenzione ONU fino ad arrivare appunto al 62/2024, le disposizioni sul dopo di noi e, ultima ma non ultima, proprio l'indicazione normativa relativa ai caregiver familiari.

La stesura della legge regionale 14/2008 è in fase avanzata e ha già coinvolto tutti glistakeholderinteressati, comprese le associazioni di familiari delle persone con disabilità essendo previste importanti innovazioni normative, ma questo lei già lo sa, perché abbiamo avuto occasione di confrontarci in tal senso, come naturalmente in riferimento al tema del caregiver familiare, peraltro in larga misura già incardinato dal legislatore nel progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, strumento centrale della riforma.

Abbiamo avuto modo di affrontare questo tema, tra l'altro, anche durante l'audizione che abbiamo svolto proprio come Assessorato in II Commissione.

Per questo motivo, visto tutto quanto in essere, noi consigliamo innanzitutto di tenere assolutamente a mente il tema dei caregiver rispetto sicuramente alla modifica della legge regionale 14/2008, che è la legge regionale sulla disabilità, che ho appena finito di descrivere a che livello di modifica sia. Tenga presente che noi avevamo già iniziato anche un processo di riforma della 11/1999, la legge sull'invalidità, che abbiamo sospeso perché abbiamo collegato alla riforma della 14/2008.

Il tema dei caregiver, a maggior ragione in questo momento storico, a mio modesto avviso - ed è il motivo per il quale le chiedo di ritirare l'ordine del giorno altrimenti ci asterremo -, è assolutamente collegato a questa rivoluzione copernicana che aspettavamo da tempo e della quale la ministra Locatelli è stata assolutamente foriera di energia.

Presidente -La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) -Farò una cosa che poi forse ricorderò in sede di dichiarazione di voto, quindi anche in questo caso farò un atto di… fiducia. Non mi ricordo mai il termine che Fratelli d'Italia ha usato con l'assessore Lotto, che mi piaceva di più, ma adesso non mi viene in mente, se poi me lo suggerite… apertura di credito… no, forse non so se mi piace di più, ma va bene, comunque il concetto è abbastanza chiaro, nel senso che io riconosco che nelle parole dell'assessore Marzi c'è la conoscenza della questione e credo, spero, la condivisione che il problema va affrontato in maniera complessiva, perché la figura del caregiver tocca in maniera sistematica tutto il tema delicatissimo, che io ho già anche sollevato, delle badanti o dei badanti, che peraltro vengono identificati come quelli per le persone anziane. Non è corretto, ma anche qui nell'uso normale viene utilizzato questo termine. Tocca il tema degli assistenti personali, che anche qui viene utilizzato per le persone con disabilità.

La figura del caregiver è unica, non c'è il caregiver per e il caregiver per. Bisogna, come io ho già suggerito e mi sono permesso di suggerire, pensare di normare una nuova figura professionale che permetta di portare avanti quello che la Convenzione ONU e le altre normative ci stanno dicendo che dobbiamo fare, perché, purtroppo, le figure che al momento ci sono, alcune professionali, vanno benissimo e sono importanti, le figure educative, gli educatori professionali, le OSS, eccetera, ma la figura della badante e dell'assistente personale non è sufficientemente normata e non sono le persone, dal mio punto di vista, adatte per portare avanti il tema della Convenzione ONU, che vale non soltanto, appunto, per le persone con disabilità, ma per tutti.

Mi sembra quindi di aver colto che la visione d'insieme ci sia. Sono d'accordo con lei che - l'ho messo in premessa - la legge sui caregiver non deve diventare un intervento settoriale.

Io quindi faccio un atto di fiducia, aspettiamo che a livello nazionale esca qualcosa. Se esce qualcosa che - scusatemi il termine poco tecnico - ci piace, lo coglieremo, sennò pensiamo di fare qualcosa magari di diverso e mettiamo insieme questa legge con la legge n. 14, che è in lavorazione, e facciamo una bella riforma complessiva del sistema.

Ritiro quindi l'ordine del giorno.

Presidente -L'ordine del giorno viene ritirato.

Il Consiglio prende atto del ritiro.

Presidente -Passiamo ora all'ordine del giorno n. 12 del gruppo PD-Federalisti Progressisti. Chiedo solo al collega Torrione di togliere la prenotazione. La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Con quest'ordine del giorno non mettiamo in discussione quanto è stato fatto dalla Regione sul fronte dei grandi eventi sportivi, anzi, partiamo proprio da lì. Negli ultimi anni, anche in questa legislatura, noi abbiamo sostenuto, prima dalla maggioranza, in un'occasione anche dall'opposizione, le leggi di finanziamento dei grandi eventi sportivi. Lo abbiamo fatto con convinzione, perché crediamo che lo sport rappresenti una leva importante di promozione territoriale, di sviluppo economico e di rafforzamento dell'immagine della Valle d'Aosta, come peraltro è anche riconosciuto dal DEFR 2026-2028 che avete presentato e che è in questi giorni in discussione.

Il DEFR individua chiaramente nello sport e negli eventi di rilievo uno strumento strategico da collegare alle politiche turistiche, alla valorizzazione del territorio e alla capacità della Regione di posizionarsi in un contesto alpino e internazionale competitivo. Lo stesso programma di legislatura richiama il valore dello sport come fattore di attrattività, di visibilità e di sviluppo. Proprio per questo però riteniamo che sia arrivato il momento di compiere un salto di qualità. Oggi il sostegno ai grandi eventi sportivi avviene prevalentemente attraverso provvedimenti puntuali, cioè attraverso singole leggi di finanziamento, interventi specifici e scelte spesso legate proprio all'occasione, alla contingenza. Sono strumenti che hanno consentito di portare in Valle d'Aosta eventi importanti, ma che mostrano sempre di più i loro limiti. Io ne ho stampati alcuni: il n. 179, disegno di legge, interventi per la "Coppa del mondo di sci alpino femminile" a La Thuile, il finanziamento straordinario al Comune di Nus per i "Campionati italiani assoluti" di Saint-Barthélemy, gli interventi regionali all'organizzazione e svolgimento del "Trail running Monterosa Walserwaeg" e poi il recentissimo "Trofeo CONI Winter per l'anno 2025".

Noi però crediamo che non sia più tempo di scelte estemporanee e di interventi aspote, se i grandi eventi sportivi sono davvero una politica pubblica strategica - e noi crediamo che lo siano -, allora devono poggiare, a nostro parere, su una cornice normativa organica, chiara e stabile, che costruisca un vero sistema, quindi su una legge regionale quadro sui grandi eventi sportivi, che dovrebbe servire a che cosa? A definire in modo trasparente i criteri di individuazione e di selezione dei grandi eventi, in modo trasparente chiarire le modalità attraverso cui la Regione decide di sostenere, acquisire o candidarsi a eventi di rilievo nazionale e internazionale, individuare con precisione le strutture organizzative coinvolte, i ruoli e le responsabilità di ciascun soggetto, definire poi le fonti di finanziamento, strumenti di sostegno e modalità di utilizzo delle risorse pubbliche, garantire anche procedure più snelle, ma anche però più chiare e controllabili, nell'interesse proprio della collettività.

L'obiettivo ovviamente non è complicare, ma razionalizzare e non è neanche rallentare, ma programmare meglio e anche- questo lo voglio dire - non è ridurre l'ambizione, altrimenti non avremmo votato le leggi che le ho elencato, ma renderla sostenibile, leggibile e soprattutto coerente nel tempo.

In molte altre Regioni - penso a realtà che hanno fatto dello sport e dei grandi eventi un elemento strutturale della propria strategia di sviluppo, penso per esempio al Piemonte, che prima di noi è stata Regione europea dello sport, mi sembra nel 2022 - esistono già leggi che consentono di superare l'approccio episodico e di massimizzare le ricadute economiche, turistiche e sociali degli eventi, evitando improvvisazioni e anche sovrapposizioni.

Quest'ordine del giorno quindi si inserisce, inoltre, in un ragionamento più ampio che stiamo anche portando avanti come gruppo e che riguarda anche lagovernancecomplessiva dello sport e il ruolo della Sport Commission regionale, di cui parlerò successivamente. Sono tasselli di uno stesso disegno, cioè di costruire politiche sportive anche più mature, più coordinate e più credibili.

Presidente -La parola all'assessore Grosjacques.

Grosjacques (UV) -In termini generali, i grandi eventi, che non sono ovviamente solo sportivi, sono da ritenere, come evidenziato dallo stesso proponente dell'ordine del giorno, uno strumento molto efficace per promuovere il territorio valdostano e veicolare l'immagine della destinazione Valle d'Aosta sui mercati nazionali e internazionali, oltre che per generare benefici economici immediati per l'indotto diretto dagli stessi generato. Non ripercorrerò quindi quello che abbiamo fatto, insieme per altro, per organizzare grandi manifestazioni, soprattutto nel 2025, ma anche negli anni precedenti.

Allo stato la maggior parte degli eventi sportivi che si realizzano nella nostra regione possono beneficiare delle misure di sostegno previste dalla legge 3/2004, della quale abbiamo avuto modo di discutere ieri in un ordine del giorno del collega Carrel. Laddove la realizzazione di un evento sportivo non possa essere sostenuta finanziariamente attraverso la legge 3/2004 per la tipologia del soggetto organizzatore o perché l'intensità del sostegno non è sufficiente, così come previsto dalla legge n. 3 appunto, sono ad oggi perseguibili due vie alternative per fare in modo che l'evento possa aver luogo: in prima battuta, il ricorso a un contratto di servizi promo-pubblicitari secondo la disciplina recata dal Codice dei contratti pubblici attraverso il dettato della legge regionale 6/2001; in alternativa, com'è stato fatto recentemente, l'adozione di una legge regionale speciale di sostegno finanziario all'operazione dimarketingterritoriale finalizzata esclusivamente a coprire la differenza tra i costi sostenuti e i ricavi ottenuti dall'organizzazione dell'evento. A questo proposito le dico, ma credo che lei lo sappia bene, nella gestione degli eventi o con una legge, o con l'altra legge, oppure, in terza battuta, con un disegno di legge come quello che lei ha citato, non vi sono sovrapposizioni né improvvisazioni, perché credo che quello che è stato fatto in questi anni abbia dato sempre dei grandi risultati sia in termini di organizzazione ma anche di ricadute promo-pubblicitarie.

Con riferimento alla seconda ipotesi che ho citato, quindi l'adozione di una legge regionale, è già stata data indicazione alle strutture regionali competenti di verificare la fattibilità di un disegno di legge regionale che preveda istituti di carattere generale che possano consentire la finanziabilità di grandi eventi sportivi, tenendo conto delle differenze che possono sussistere rispetto alla tipologia di evento e di soggetto organizzatore - anche quello - e nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato.

Tenuto conto quindi che le strutture hanno già avviato le procedure per arrivare a un disegno di legge, così com'è previsto e richiesto dall'ordine del giorno, le chiedo di ritirare l'ordine del giorno, altrimenti ci asterremo.

Presidente -La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Guardi, intanto non discuto la validità, come le ho detto, altrimenti non l'avremmo votata e non avremmo votato, credo, all'unanimità forse, l'ultima legge sul "CONI Winter". Siamo quindi assolutamente concordi sul fatto che lo sport sia un elemento importante, ma non solo sotto il profilo promozionale, cioè della promozione del territorio, anche proprio come promozione dello sport in quanto gesto atletico e in quanto anche modalità educativa, civica e tutto ciò che lo sport porta con sé.

Se però bastasse la legge regionale 3/2004, come lei aveva già evidenziato rispondendo, mi sembra, al collega Carrel, probabilmente non avremmo avuto la necessità di rincorrere gli eventi, perché quello abbiamo fatto: abbiamo dovuto veramente correre dietro a questi eventi, tant'è che abbiamo sempre votato queste leggi in estrema urgenza, in prossimità di ogni evento, con il rischio, sempre, tra l'altro, che poi tutta un'organizzazione, come lei appunto spiegava prima, da parte degli uffici, le garanzie date tra l'altro aglisponsor, ai territori, eccetera, potessero magari essere vanificate per qualche motivazione che votare una legge in prossimità dell'evento può sempre determinare, per varie ragioni che conosciamo tutti. È andata bene fino adesso.

Credo che, come dicevo prima - e ne ho parlato anche, tra l'altro, con alcuni colleghi -, occorra però proprio concentrarsi su un testo di legge specifico sui grandi eventi, proprio per definire quello che le dicevo prima, cioè dei criteri anche di individuazione e selezione di questi grandi eventi, perché finora li abbiamo condivisi, abbiamo condiviso il "Giro d'Italia", il "CONI Winter", prima ancora la "Coppa del mondo", che poi per varie ragioni, metereologiche e altro, non ha trovato il giusto percorso, però credo sia opportuno anche capire, insieme al piano di marketing che lei ci ha garantito essere in dirittura d'arrivo, anche quali sono le modalità di selezione, cioè come vengono selezionati questi grandi eventi, con quale prassi e con quale procedura, chi nell'ambito di questi eventi si interfaccia direttamente con gli organizzatori, chi sono gli organizzatori. Il "Giro d'Italia" è una cosa, la "Coppa del mondo" è un'altra cosa, sappiamo benissimo quali sono gli enti, da una parte RCS, dall'altra, sappiamo, FISI e FIS, però in altri casi sappiamo essere magari dei soggetti privati di cui alle volte non conosciamo neanche né l'affidabilità, né altro.

La necessità quindi di una legge io credo sia oramai impellente e di una specifica legge sui grandi eventi. Questo lo dico anche in vista probabilmente di altri eventi, sui quali valuteremo eventualmente a quel punto come esprimerci in sede di voto, perché, ripeto, cominciano a diventare veramente un po' tanti e tutti, spesso, sulla fiducia, cioè noi affidiamo il nostro voto su organizzazioni che concernono, tra l'altro, l'utilizzo di risorse non indifferenti: parliamo di centinaia di migliaia di euro, in alcuni casi anche di milioni di euro con tutto l'indotto.

Ovviamente quindi io non ritiro l'ordine del giorno, proprio per lasciarne traccia, però mi fido e confido sul fatto che i suoi uffici, lei e la sua maggioranza mettiate mano a questo tema, perché è un tema che credo sia anche trasversale ed è utile per la promozione della nostra immagine. Quando c'è di mezzo l'immagine della Valle d'Aosta, credo che non ci siano maggioranze o minoranze che tengano.

Presidente -Se non ci sono richieste di intervento, apro la fase di voto. La votazione è aperta. Invito i colleghi a votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 13

Favorevoli: 13

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 13 del gruppo AVS. Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (AVS) -Parliamo con quest'ordine del giorno di potenziamento del patrimonio abitativo pubblico.

Siamo partiti dal dato delle famiglie in lista d'attesa nella graduatoria per l'assegnazione di un alloggio, appunto, di edilizia pubblica che, per quello che ci risultava, era di 600. Ieri l'assessore Baccega ci ha detto che sono circa 400, è una cosa che andremo a verificare, mi chiedo però - mi è venuto insomma da pensarlo, poi magari a pensar male si fa peccato - se il numero fluttui a seconda che si stia all'opposizione o al governo perché, assessore Baccega, poco prima delle elezioni lei ha più volte ripetuto in quest'aula quel dato tuonando, ce lo ricordiamo bene - penso che se lo ricordi anche l'assessore Marzi - sia contro l'ARER, sia contro il Governo! Adesso lei però fa parte di quel Governo, che in gran parte è identico a quello passato.

Poi lei ha anche detto ieri nella sua replica, mi pare, a un certo punto che c'è stata una svolta data dall'ingresso di Forza Italia in maggioranza. È una svolta che forse avete visto soltanto voi, perché qui e fuori di qui le posso assicurare che quella svolta, specialmente riguardo alla manovra di bilancio, non l'abbiamo vista.

Oltre a queste 600 o 400 famiglie a basso reddito, sappiamo poi che c'è anche una forte richiesta di abitazioni in affitto da parte di molte persone, nuclei familiari, che hanno un reddito medio basso, non solo basso, che però è superiore a quello che permetterebbe loro di accedere alle graduatorie ERP. Tutti sappiamo che in molti Comuni, ad Aosta in particolare, ma non soltanto, è diventato difficile trovare un alloggio per un affitto pluriennale anche a causa, non l'unica ma una delle cause, dell'aumento di questi affitti brevi che sono prevalentemente destinati al turismo. Numerose sono poi anche le richieste per i contributi all'affitto, 2.696 domande nel 2024, che sono la dimostrazione di come per le famiglie stia diventando difficile sostenere le spese per la locazione di un alloggio da proprietari privati.

Nel DEFR indicate gli interventi di edilizia residenziale pubblica, peraltro alcuni sono previsti da molti anni e appaiono insufficienti a rispondere alle esigenze che abbiamo elencato, ed è il motivo per cui l'ordine del giorno impegna il Governo a elaborare, in accordo con ARER, Comune di Aosta e CELVA, un piano pluriennale di potenziamento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e di portarlo all'approvazione del Consiglio regionale entro il primo semestre del 2026.

Nel corso di questa lunga discussione degli ordini del giorno, sono già stati presentati da parte di altri gruppi ordini del giorno simili, che abbiamo votato, perché andavano nella stessa direzione. Rispetto all'ordine del giorno che è stato presentato dal Partito Democratico, c'è forse una differenza che riguarda, oltre a ciò che prevedevano loro, e cioè di fare una relazione su tutta la situazione e anche di prevedere una serie di misure, qualche cosa forse di un po' più strutturato, che è il piano pluriennale del potenziamento del patrimonio di edilizia.

C'è anche un'indicazione temporale, che può sembrare troppo stringente, il primo semestre del 2026, siamo a fine 2025. Però questo è un tema di cui si è tanto e a lungo parlato. Credo sia stato rilevato in tante iniziative che hanno portato anche persone che adesso sono al governo, come appunto il collega Baccega, a battersi, e io credo che i tempi siano maturi per fare uno sforzo ulteriore rispetto a tutte le cose che già ci avete spiegato che si stanno facendo, a pensare veramente a un piano di potenziamento dell'edilizia di cui tante famiglie e tante persone hanno un estremo bisogno.

Presidente -La parola all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) -Grazie collega Minelli. Due considerazioni magari più di ordine politico su un lavoro che si porta avanti. A volte lo si porta avanti nello stesso schieramento, ma succede anche di fare delle attività nella stessa direzione, su schieramenti diversi. Lo è stato e lo è per ARER, lo è stato, penso, ad esempio, per il grande lavoro che abbiamo fatto nella scorsa legislatura sulla legge sull'urbanistica, non che adesso il collega Baccega abbia bisogno dell'avvocato difensore, anzi, però c'è da dire che su ARER c'è stato un confronto continuo che ha poi generato anche delle azioni che abbiamo condiviso. Ieri, nel rispondere all'iniziativa del PD, ho citato le risorse, tra cui anche i 2 milioni in assestamento, più altri, così com'è stato sulla legge sull'urbanistica, cito ad esempio il collega Distort, con il quale c'è stato un lungo confronto su fronti opposti, ma finalizzato sicuramente a una crescita di quello che è e quello che dev'essere il dialogo e il confronto politico.

Parlando delle risorse, l'ho detto ieri ma lo ricordo: 3 milioni stanziati in questo bilancio su specifico capitolo destinato ad ARER, 2 milioni previsti nell'ultimo assestamento sempre a favore di ARER per interventi di recupero e manutenzione straordinaria, recente convenzione Regione-ARER per i 30 alloggi.

Veniamo al vostro ordine del giorno, quindi dalle premesse già esplicitate in sede di esame dell'ordine del giorno, come dicevo ieri, il potenziamento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica gestito da ARER è una delle priorità di questo Governo. La recente deliberazione, la n. 1.633, che abbiamo approvato come Governo il 12 dicembre, contiene gli indirizzi al Consiglio di amministrazione dell'ARER per l'attività del prossimo anno, il 2026, quindi si muove in tal senso in due direzioni: da una parte, attraverso nuovi accordi quadro per la manutenzione e la riqualificazione di alloggi sfitti da rendere nuovamente assegnabili ai cittadini utilmente inseriti nelle graduatorie per l'assegnazione di un alloggio; dall'altra, attraverso interventi di nuova realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sia nel quartiere Cogne, quindi i 30 nuovi alloggi che abbiamo già citato presso le ex soffitte Casa Giacchetti, ma sia portando l'intervento sul Quartiere Dora, con il progetto di 80 nuovi alloggi, per i quali si è nella fase di acquisizione del progetto di fattibilità tecnico-economica e di reperimento delle risorse. Una delibera quindi che, di fatto, dà il via all'importante obiettivo di questi 80 alloggi nel Quartiere Dora.

Nel corso del 2026 saranno inoltre ultimati i 72 nuovi alloggi delle Case Fresia e Gazzera facenti parte del quinto lotto degli interventi di riqualificazione del Quartiere Cogne e gli stessi alloggi verranno quindi assegnati entro la fine del prossimo anno. A questi si aggiungono anche i 63 alloggi del piano di ristrutturazione e riqualificazione del progetto "Sicuro, verde e sociale", finanziato con i fondi ministeriali, i cui lavori sono in via di ultimazione. I risultati di quest'attività, portata avanti da ARER con il supporto delle competenti strutture dell'Amministrazione regionale, sono positivi: la graduatoria dei richiedenti un alloggio di edilizia residenziale pubblica al 1° gennaio di quest'anno contava 589 nuclei familiari in lista d'attesa; si chiude a fine anno a quota 400. Questo è un numero recente, recentissimo, frutto dell'ulteriore verifica dei requisiti che è stata messa in atto, quindi un dato aggiornato.

Il punto annuale delle opere pubbliche dell'ARER rappresenta quindi uno strumento di programmazione importante, i cui risultati stanno dando risposte ai nuclei in graduatoria. Come ribadito anche in precedenza, c'è la massima disponibilità al confronto in commissione sullo stato di realizzazione degli interventi in corso di ultimazione e quelli programmati e anche - lo faremo come l'abbiamo fatto nella scorsa legislatura - sui progetti che hanno interessato il quartiere e che hanno richiesto, è vero, risorse anche in una fase di assestamento, 10 milioni, lo ricordava il collega Manfrin ieri. Va anche detto che è stata una grande opportunità: quella del 110, che ha permesso di avere risorse importanti, importantissime sul quartiere, insieme a tutta una serie di altri progetti e di altre risorse messe in campo dal Comune di Aosta. A fronte quindi di quest'impegno, si annuncia l'astensione della maggioranza sull'ordine del giorno se questo non verrà ritirato.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Baccega.

Baccega (FI) -Giusto per chiarire le affermazioni fatte ieri durante la replica al bilancio.

Sono 407 le persone che sono in graduatoria, nella graduatoria 2024 aggiornata al novembre 2025, quindi recentissimo. Nel frattempo si è aperto un altro bando che dovrà essere valutato e ci sarà l'approfondimento. Aggiungo anche che di questi 407 probabilmente 24, che sono in attesa della verifica dei requisiti, potranno avere l'alloggio da qui a breve.

È vero che io ho incalzato parecchio la maggioranza nella scorsa legislatura, molto vero, però devo dire che i colleghi hanno voluto un approfondimento molto serio e molto approfondito rispetto al percorso, tant'è che la delibera che è stata approvata dalla Giunta vede anche il mio voto favorevole. Da questo punto di vista, ovviamente ci sono, se lei vede, in quella delibera 80 nuovi alloggi che saranno realizzati nell'area UMI-4, vicino alla Croix Noire.

È un risultato che noi avevamo più volte sollecitato, come avevamo sollecitato gli investimenti per poter avere delle risorse per realizzare, all'interno degli alloggi, delle ristrutturazioni. L'Assessore e l'ARER, hanno avviato gli accordi quadro e questo è il risultato che ha permesso di avere una riduzione finalmente della graduatoria.

C'è ancora molto da fare, questo è vero, ma siamo pronti a continuare a lavorare e a collaborare.

Presidente -La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Grazie Assessore per la risposta, Assessori, perché avete risposto in due.

Comincio da una affermazione che ha fatto l'assessore Sapinet, che ha detto: facciamo considerazioni anche di ordine politico, ricordandoci che, a seconda del ruolo che si occupa, si possono fare delle azioni sia stando nei banchi del Governo, sia stando all'opposizione, sollecitando e via di questo passo. È esattamente quello che in questi due giorni abbiamo cercato di fare noi, tutti noi, e credo che gli ordini del giorno che sono stati presentati un po' da tutti i gruppi avevano ben poco di polemico nella loro formulazione, avevano degli intenti che mi sono sembrati costruttivi, propositivi a partire dai documenti che voi avete presentato, che correttamente dovevate presentare voi perché erano i documenti della manovra di bilancio, al di là del fatto che di tecnico, a mio avviso, avessero ben poco, e lo abbiamo sottolineato tutti quanti. È però quello che abbiamo cercato di fare, ma la risposta l'abbiamo vista e, a mio avviso, è anche un po' assurda, ma questa è la scelta che avete fatto.

Per quello che riguarda il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, l'assessore Sapinet ha ricordato che è una delle priorità di questo Governo e ha ricordato la delibera del 12 dicembre, quella che dà gli indirizzi, che credo bene sia stata votata anche dall'assessore Baccega, altrimenti avreste avuto già un problema serio a distanza di poco tempo dal vostro insediamento.

Andremo a riascoltare l'elenco di tutti gli alloggi che avete citato. Ricordo che gli 80 al Quartiere Dora sono alloggi di cui abbiamo già parlato, non è una novità assoluta, la delibera dà il via all'operazione, però sono numeri che già avevamo preso in considerazione.

Sulla questione delle graduatorie l'assessore Sapinet ha ricordato al 1° gennaio 2026 589 domande in attesa, a fine anno 407. Obiettivamente c'è una differenza. Io rilevo - e penso che possiamo concordare tutti quanti su questo - che 407 domande, che vuol dire 407 famiglie, che poi possono essere mononucleari o famiglie più grandi, sono obiettivamente una cifra che giustamente vi deve far ritenere questo dell'abitazione un tema assolutamente prioritario.

Non ritiriamo però l'ordine del giorno proprio perché quello che chiedevamo era un passo in più e cioè un piano pluriennale, una programmazione, una programmazione che è stata chiesta anche per tante altre cose in vari ordini del giorno, perché ci deve essere, ma è quello che abbiamo detto anche riguardo al DEFR e a tutta la manovra di bilancio, a nostro avviso, proprio questo. In qualche ordine del giorno, non ricordo, o forse c'è ancora, non lo so… c'era qualche cosa riguardante anche gli interventi della politica dell'edilizia scolastica ed è importante perché dobbiamo avere contezza delle priorità, che cosa si intende fare prima e che cosa si intende fare dopo.

Monitoreremo ovviamente questa situazione e credo che nel prosieguo di questa legislatura, anche se non ci sarà più una persona così attenta e puntuale nelle sue iniziative riguardo all'edilizia residenziale pubblica com'è stato il consigliere Baccega, che adesso veste i panni di Assessore, ci sarà sicuramente, immagino, qualcun altro che lo farà.

Presidente -La votazione è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 13

Maggioranza: 18

Favorevoli: 13

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 13 del gruppo PD-Federalisti Progressisti. Per l'illustrazione, la parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Quest'ordine del giorno si intitola: "Reperimento delle risorse per il restauro e la restituzione di Château Vallaise di Arnad". È bene, siccome non compare il titolo e qualcuno mi ha detto: "ma fino alla fine non ho capito quale fosse l'argomento" magari… quindi ho dato il titolo.

Con quest'ordine del giorno affrontiamo un tema che non nasce oggi e che, per quanto mi riguarda, ha una storia lunga e ben definita. Per cinque anni ho avuto la delega alle attività e ai beni culturali della Regione e Château Vallaise di Arnad è uno dei beni sui quali nel tempo abbiamo più volte ragionato, consapevoli del suo valore straordinario e della potenzialità che rappresenta per la Bassa Valle, per l'intero patrimonio culturale regionale.

Negli ultimi anni la Regione ha investito in modo significativo nel recupero e nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale pubblico, penso agli interventi, ormai conclusi o in fase avanzata, su beni di assoluto rilievo, come il Castello di Aymavilles, il Mega Museo dell'area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, il Castello di Sarriod de La Tour, il Castello di Quart, che penso a breve sarà restituito, spero, alla fruizione pubblica, e più recentemente Palais Roncas, restituito alla città di Aosta dopo un complesso e importante intervento di recupero. Penso all'acquisto del Castello di Introd, che è oggetto anch'esso di una progettualità finalizzata al recupero e alla valorizzazione. Penso al Forte di Bard, che in questi anni ha subito una serie di interventi sia di manutenzione, sia di adattamento alle nuove esigenze, ultimo ma non ultimo il nuovo museo dei ragazzi, che è stato inaugurato da poco.

Poi sicuramente ne dimentico altri, ma devo dire che in cinque anni effettivamente sono stati raccolti anche progetti e interventi cominciati prima e conclusi, di cui ho avuto l'onore anche di poterli inaugurare. Si tratta di operazioni che hanno richiesto tempo, risorse, competenze tecniche e anche una visione chiara, ma che oggi rappresentano un patrimonio restituito alla collettività e inserito stabilmente nei circuiti culturali e turistici regionali. È proprio all'interno di questa traiettoria che si colloca Château Vallaise. Château Vallaise è un bene di proprietà regionale, come sapete, è stato acquisito ormai da tempo, rappresenta uno degli esempi più interessanti e più significativi di architettura nobiliare seicentesca in Valle d'Aosta. Invito veramente tutti ad andarsi a fare un giro a Château Vallaise perché è una meraviglia incredibile. Non è un castello d'impianto medioevale, a funzione difensiva, ma una residenza di rappresentanza, spesso definita una sorta di Versailles valdostana per l'impianto monumentale, la ricchezza decorativa, ogni sala è ricoperta di affreschi meravigliosi e l'organizzazione degli spazi.

Nel corso degli anni, dopo l'acquisizione, la Regione ha avviato studi, analisi conoscitive e valutazioni progettuali anche attraverso strumenti di finanziamento non esclusivamente regionali, in alcuni casi legati a programmi di tipo europeo. È stata quindi una gestazione lunga, non improvvisata, che ha consentito, tra l'altro, di conoscere il bene, di valutarne le potenzialità e la complessità, ma che non si è ancora tradotta in un intervento strutturale di restauro.

Oggi Château Vallaise non è pienamente fruibile, anzi non lo è quasi per nulla, e non è inserito stabilmente nei circuiti culturali regionali proprio perché necessita di interventi importanti di recupero e di messa in sicurezza. È qui che si pone, secondo noi, una questione di priorità politica. Il DEFR 2026-2028 individua con chiarezza la valorizzazione del patrimonio culturale come uno degli assi strategici dello sviluppo regionale, non solo in termini di tutela, ma come leva di attrattività turistica, di coesione sociale e di riequilibrio territoriale. Diceva prima anche l'assessore Grosjacques come il patrimonio culturale sia un importante elemento di attrattività, oltre che di narrazione della nostra identità. Lo stesso programma di legislatura vostro proprio richiama la necessità di proseguire nel patrimonio pubblico regionale una volta completati i grandi cantieri avviati negli anni precedenti, quindi non solo il DEFR che avevamo scritto noi, ma anche il programma di legislatura si impegna a implementare e a portare avanti questo grande lavoro di recupero del patrimonio pubblico regionale.

Oggi, inoltre, ci troviamo in una fase nuova. Il bilancio regionale, come avete detto e com'è stato detto in apertura, ha raggiunto una dimensione importante, superiore ai 2 miliardi di euro, e questo crediamo apra finalmente spazi reali per investimenti strutturali anche su interventi complessi di riqualificazione, valorizzazione e restauri, interventi rinviati sicuramente per una questione di fattibilità, perché devo ammettere che negli uffici, oltre ad avere le risorse, poi devi però avere le persone che stiano dietro a questi lavori, che sono estremamente complessi e che richiedono una professionalità incredibile, che i nostri uffici possiedono ma ovviamente noi facciamo i conti con quello che abbiamo, anche in termini di personale. Si tratta quindi di interventi che richiedono sia risorse umane per la fattibilità, ma anche risorse di tipo economico, che credo possano trovarsi anche negli avanzi di bilancio, anche nella prossima variazione e anche all'interno di questa disponibilità che potrebbe trovare, si è calcolato, l'entità di questi interventi variabile dai 16 ai 20 milioni di euro. È una cifra importante, però è una cifra che credo valga la pena proprio anche in ordine alla volontà di valorizzare sempre di più la Bassa Valle nei suoi aspetti importantissimi anche da un punto di vista culturale e turistico.

Lo dico sinceramente, molto serenamente: se fossi rimasto in maggioranza e avessi continuato a mantenere la delega alla cultura, avrei lavorato - l'ho scritto e l'abbiamo scritto sul DEFR - affinché Château Vallaise fosse inserito già nella prossima variazione di bilancio tra le grandi priorità da affrontare, definendo un percorso chiaro e programmato, lo può chiedere agli uffici, che credo possano confermare quest'intendimento.

Con quest'ordine del giorno quindi chiediamo esattamente questo, cioè avviare il restauro individuando e reperendo le risorse necessarie, inserire queste risorse negli strumenti di programmazione finanziaria regionale, valutare in modo strutturale, magari anche il ricorso a fondi statali ed europei dedicati, perché, per questo tipo di opere, esistono anche delle fonti di finanziamento parallele importanti che si possono reperire. Non si tratta quindi di aprire un nuovo fronte, ma di completare coerentemente una strategia che la Regione ha già dimostrato di saper portare avanti con serietà e visione. Restituire Château Vallaise alla collettività significa quindi valorizzare un patrimonio pubblico di grande valore, rafforzare, come dicevo, l'offerta culturale della Bassa Valle, affiancando questo meraviglioso castello, questa meravigliosa residenza al Forte di Bard e contribuire chiaramente a una politica culturale regionale più equilibrata e diffusa.

Presidente -La parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) -In effetti, questo è uno dei gioielli che l'Amministrazione regionale con lungimiranza nel 2010 ha acquistato da un privato e adesso, ovviamente, ci ritroviamo a dover completare un po' l'opera, che è comunque già iniziata negli anni, dal 2010 a oggi sono stati fatti tanti interventi, alcuni conservativi o comunque di mantenimento almeno della situazione esistente. In particolare, ovviamente, il più urgente è stato il rifacimento dei tetti, perché, fra l'altro, oltre all'acquisizione del Castello in sé, sono stati acquisiti anche tutti gli edifici annessi, di competenza insomma. Sono stati rimessi a norma alcuni spazi interni, è stato fatto tutto un lavoro di restauro della parte esterna, diciamo della parte agricola, della parte dei terreni ed è stato fatto uno studio per il restauro dell'impianto pittorico, che già da solo richiederà qualche milione di euro, probabilmente, di intervento per essere recuperato e restaurato.

Come ha detto lei, è effettivamente una residenza di grandissimo valore storico-artistico. Da lei ho ereditato la gestione dei nostri tesori, diciamo così, e in queste prime settimane ho dedicato un pomeriggio per fare un primo viaggio, sulla carta, dei lavori che sono in corso e di quelli che sono in progettazione, quindi guardando un po' conti, progetti, eccetera. Nelle prossime settimane spero, almeno nei weekend, di fare un giro sui cantieri e in quei due o tre siti che invece addirittura non ho mai visto, ci sono alcuni siti che non ho proprio mai visto.

La carne sul fuoco è tantissima, ovviamente, come lei sa molto bene, quindi in questa fase, prima di impegnarci a reperire risorse nel corso di questo bilancio, credo sia più serio, almeno da parte mia, ma parlo a nome di tutta la maggioranza, fare dei ragionamenti compiuti e definiti su quello che abbiamo attualmente aperto.

Lei ha parlato di Aymavilles, Sarriod de La Tour e Quart come progetti terminati, in realtà non è proprio così, come lei sa. Vabbè, Aymavilles sì, il castello è terminato, ma abbiamo ancora il parcheggio addirittura da progettare, è in fase di progettazione, ci sono degli studi di fattibilità per completare ovviamente l'offerta al castello. Sarriod de La Tour: abbiamo approvato una delibera qualche settimana fa sull'impianto museale interno. Castello di Quart: lì, nella fotografia che ho avuto, è completata la parte infrastrutturale, ma c'è tutta la parte ovviamente di arredo museale, di sistemazione interna, che è ancora tutta da fare, quindi probabilmente, prima di aprire nuovi cantieri, dobbiamo definire bene cosa vogliamo e quando vogliamo terminare quello che abbiamo già avviato.

Io credo sia più corretto e più responsabile fare questo tipo di ragionamento, fermo restando che Château Vallaise ovviamente l'abbiamo inserito nel programma di legislatura e sarà sicuramente uno degli aspetti che affronteremo nel corso di questa legislatura, ma, ripeto, in questo momento non sarebbe serio approvare un ordine del giorno che ci impegna a mettere delle risorse quest'anno su questo Castello, non avendo ancora deciso o, meglio, pienamente definito quali sono le priorità sui grandi interventi che già sono avviati e che devono essere conclusi per essere effettivamente restituiti alla popolazione valdostana.

Presidente -La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Grazie, Assessore, intanto per aver confermato questa continuità, che, devo dire, mi lascia confortato, perché fa piacere, io credo, per un amministratore vedere che ciò che è stato fatto prima non viene rinnegato successivamente. Non è così scontato, collega, ci sono state delle situazioni per cui anche solo per intitolarsi una piazza, per intitolarsi un'opera, eccetera, qualcuno ha accantonato ciò che è stato fatto. In lei devo riconoscere comunque che questa continuità, che lei peraltro incamera caritatis, chiacchierando, ha detto nei limiti del possibile di poter mantenere, mi pare la stia, quanto meno nelle intenzioni, portando avanti.

Io le consiglierei, se posso permettermi, di mettere da parte queste risorse, cioè prenda 20 milioni, se le avanzano, e li metta lì tranquillamente, perché, come diceva qualcuno in fase di intervento in discussione generale, adesso i soldi ci sono e a tendere questi soldi verranno sempre meno, soprattutto per interventi come questi, che presuppongono comunque una preventiva individuazione delle risorse finanziarie, perché, come sappiamo, adesso non è più possibile immaginare di mettere delle risorse anche in avanzamento lavori. Ci pensi quindi e invito anche l'assessore Bertschy, che è molto sensibile rispetto…

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

…no, no, che è molto sensibile anche all'offerta culturale della Bassa Valle, che ne guadagnerebbe, ne stra-guadagnerebbe di allearsi con l'assessore Lavevaz e di fare unblitznella prossima variazione di bilancio.

L'altra cosa che le proporrei è di organizzare un paio di sopralluoghi con chi del Consiglio… sarebbe una buona abitudine anche da ripristinare. Io mi ricordo nella mia prima legislatura fummo portati a visitare, per esempio, il cantiere del nuovo ospedale. Visitammo in anteprima, non so se si ricorda, la famosa tomba del guerriero celtico e fu, secondo me, un'esperienza estremamente interessante. È anche un modo probabilmente per socializzare, lo dico tra virgolette, usando questo brutto termine, anchein progressrispetto a delle operazioni, che, come ho sempre detto, non appartengono né alla minoranza, né alla maggioranza, ma appartengono alla comunità, perché sono opere che… il Castello di Aymavilles lo sa bene il collega Laurent Viérin, che fu uno dei promotori di questo restauro, recupero e ristrutturazione… così come altri monumenti rimarranno poi anche per i posteri, quindi successivamente a noi continueranno a essere ricordati e continueremo forse a essere ricordati - anzi, non credo - per avere messo mano alla valorizzazione, al recupero, al restauro e alla conservazione di questo patrimonio, che è profondamente identitario.

Continueremo a sollecitare nel corso della legislatura comunque un'attenzione rispetto a quest'operazione. Non ritiriamo l'ordine del giorno anche per lasciare comunque a verbale che abbiamo presentato quest'iniziativa, sulla quale comunque voi vi siete impegnati e io di questo sono contento.

Presidente -Aprirei il voto sull'ordine del giorno. Invito i colleghi a votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 13

Maggioranza: 18

Favorevoli: 13

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Ordine del giorno n. 14 del gruppo PD-Federalisti Progressisti. La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Da adesso in poi sarò assoluto protagonista e quindi credo che userò tutto il tempo a disposizione per incollarvi qua fino a mezzanotte visto che abbiamo convocato in notturna, quindi immagino che abbiate voglia di restare qua in buona compagnia.

Quest'ordine del giorno si intitola: "Potenziamento dei finanziamenti al BREL e al Guichet linguistique". Presento quest'ordine del giorno non come un atto episodico, ma come il naturale proseguimento di un percorso politico e amministrativo che nella precedente legislatura abbiamo avuto modo di seguire direttamente negli ultimi cinque anni. In quel periodo abbiamo lavorato, senza particolare clamore ma con metodo - e lei lo sa bene perché le è stato spiegato tutto il percorso e la riflessione - a una riorganizzazione complessiva delle politiche di tutela e valorizzazione del patrimonio etnolinguistico valdostano, un lavoro fatto, come dicevo prima, senza clamore ma con metodo per stratificazioni successive, che ha riguardato innanzitutto il riordino dei contributi alle associazioni culturali, lesociétés savantes, molte delle quali operano proprio sulla valorizzazione…

Presidente -Colleghi, per favore.

Guichardaz (PD-FP) -…del francese, del francoprovenzale, delle lingue walser, rendendo più accessibile e coerente il sistema di finanziamento, includendo realtà che prima ne restavano ai margini, come, ad esempio, l'associazione che si occupa del patois di Gaby, l'Atelier de Gaby, che è entrato a pieno titolo all'interno dell'elenco delle associazioni; tra l'altro, oggi usufruisce anche dei finanziamenti che sono stabiliti per chi è all'interno di quell'elenco.

Parallelamente questo Consiglio, ricordo semplicemente, ha approvato una scelta per me molto significativa: la legge sul Centre d'études francoprovençales e sullo Charaban, che ha finalmente riconosciuto e rafforzato due pilastri della nostra politica linguistica, emancipandoli da una condizione di fragilità amministrativa e affidando loro una missione chiara di studio, produzione culturale, trasmissione viva delle lingue storiche, tra l'altro, anche dei finanziamenti certi e stabili, che prima invece dipendevano sempre, all'interno del minestrone dellesociétés savantes, da punteggi, bandi, eccetera.

Quel percorso però non era pensato come concluso. Nei documenti programmatori e nel lavoro di Assessorato era chiaro che il passaggio successivo dovesse riguardare proprio il rafforzamento strutturale del BREL e delGuichet linguistique, che sono due strumenti, come lei sa molto bene, sicuramente meglio di me, centrali, ma oggi messi sotto pressione da un evidente squilibrio di funzioni svolte e risorse disponibili, non solo finanziarie ma anche umane.

Il BREL, come tutti sanno, è un servizio interno all'Amministrazione regionale, dipende dall'Assessorato della cultura, che svolge un ruolo essenziale di ricerca, coordinamento, consulenza agli Enti locali e supporto alle politiche linguistiche, mentre il Guichet linguistique è finanziato attraverso fondi statali per la tutela delle minoranze linguistiche previsti dalla legge nazionale, la 482/1999, un finanziamento importante, che va preservato anche per il valore simbolico e istituzionale, ma che negli anni sappiamo si è progressivamente ridotto e reso più incerto. Glielo dico, credo sia importante: l'idea non è mai stata quella di sostituire il contributo statale, almeno l'idea che avevamo noi, anche interfacciandoci con chi lavora attualmente lì, ma di affiancarlo con maggiore decisione, rafforzando il ruolo regionale e costruendo un sistema più solido, coordinato e resiliente, un sistema capace di lavorare in rete con il Centre d'études, con le associazioni culturali, con il mondo della scuola, con la produzione artistica e con la società nel suo complesso, evitando che le politiche linguistiche restino confinate a una dimensione residuale e difensiva.

Su questo punto trovo, lo dico con convinzione, una coerenza significativa nel programma di legislatura della maggioranza, nel vostro programma. Nei documenti che ho letto e che abbiamo discusso si afferma chiaramente che "la tutela e la valorizzazione delle lingue storiche - quindi il francese, il francoprovenzale, il walser - costituiscono un fondamento dell'autonomia valdostana e non un orpello identitario". Mi ha fatto molto piacere leggerlo. Si parla quindi di lingue vive, l'avete scritto nel vostro programma di legislatura, da trasmettere, da utilizzare, da rendere accessibili anche alle nuove generazioni attraverso strumenti contemporanei, nella scuola, nella cultura e nella comunicazione istituzionale. È una sfida, ma è una bella sfida.

Quest'ordine del giorno, quindi, si colloca esattamente dentro quella cornice. Non chiede operazioni ideologiche, né rivendicazioni simboliche, chiede una cosa molto concreta, cioè che, a fronte di un ampliamento evidente delle funzioni, davanti a una domanda crescente di servizi, le risorse destinate al BREL e al Guichet non restino sostanzialmente immutate, con il rischio di comprometterne la continuità e l'efficacia. Come ricordavo, a livello nazionale viene sempre più messo in discussione il finanziamento della legge n. 482, che in questi anni è stata drasticamente ridotta.

Chiede, inoltre, che si ragioni sempre di più in termini di programmazione pluriennale, in coerenza con il DEFR e con il programma di legislatura, perché le politiche linguistiche non possono vivere, come ho già avuto occasione di dire prima, di aggiustamenti annuali o di risposte emergenziali. Hanno bisogno di stabilità, di visione, di coerenza nel tempo, come abbiamo cercato di fare con lesociétés savantes, stabilizzando i fondi, anzi aumentandoli, con il Centre d'études, per il quale, tra l'altro, abbiamo anche fatto degli investimenti e collaborato a investimenti di tipo strutturale, con lo Charaban. Soprattutto hanno bisogno di un disegno di riforma complessivo che non dipenda dalla sensibilità del singolo Assessore - su questo non mi stanco di dirlo e l'ho già detto in occasione di altri ordini del giorno - o dello Stato, tanto meno dello Stato, o dalla disponibilità di risorse umane e finanziarie, anno per anno. Non credo che si debba fare come a Bolzano, che, se ben ricordo, ha rinunciato per una questione ideologica alle risorse della n. 482. Credo invece che sia positivo che lo Stato riconosca come un valore anche economico le lingue minoritarie.

Occorre rinforzare e riorganizzare sempre di più e sempre meglio - essendo lei, Assessore, tra l'altro unpatoisant, ha sicuramente anche delle sensibilità ulteriori e più fini delle mie rispetto a questo tema - le strutture che si occupano di politiche identitarie. Occorre quindi, a prescindere dal voto positivo - lo dico subito - di quest'ordine del giorno, ragionare anche su una progressiva riorganizzazione e/o ricostituzione di quelle agenzie che furono soppresse in un passato neanche troppo remoto, mi pare all'inizio degli anni Duemila, in ossequio a una politica, non so se si ricorda, di riduzione e di eliminazione dei cosiddetti "enti inutili", l'operazione che portò, tra l'altro, alla soppressione dell'IRRE e dell'IRRSAE, se ben ricordate, nel 2009. Forse c'era proprio il collega Laurent Viérin all'epoca, che dovette fare un po' il boia di questi enti considerati dallo Stato come enti inutili, ma che sono tutto fuorché degli enti inutili.

Per questo ritengo quest'ordine del giorno non solo legittimo, ma coerente con il lavoro fatto in passato, con gli indirizzi del DEFR e con gli impegni dichiarati dalla maggioranza nel programma di legislatura, un invito a dare continuità a un percorso già avviato, rafforzandone i pilastri amministrativi e finanziari.

Presidente -La parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) -Je remercie le collègue Guichardaz pour cette initiative qui me fait faire un petit saut dans le passé, parce qu'il me paraît de retourner un peu aux temps où j'avais assumé l'intérim à l'Assessorat de l'environnement et on me faisait, quelques semaines après le commencement de l'intérim, des interpellations un peu posthumes par rapport aux questions qu'on avait laissées sur la table. Je suis d'ailleurs très soulagé du fait que votre sensibilité par rapport au BREL et au Guichet linguistique est haute. Vous avez eu l'honneur de guider pendant les dernières cinq années cet important bureau, cette importante ex structure de notre Assessorat. Des années dans lesquelles, vous l'avez rappelé, les ressources ne sont pas augmentées mais, au contraire, elles sont un peu diminuées, en particulier pour des contributions de l'État national, de la loi n° 482, que vous avez bien rappelées. Ne doutez pas donc: le BREL est d'or et déjà l'objet d'une attention de ma part, du Gouvernement et de la majorité absolument importante, à savoir déjà dans l'organisation des structures, où évidemment il y a des choses qui ne sont pas encore évidentes, mais sur lesquelles on est en train de travailler. Le BREL, évidemment, fera tant plus l'objet de notre attention pour des situations économiques dans le moment où cela sera nécessaire.

Évidemment nous avons des idées, nous avons des idées importantes, le fait d'avoir ajouté ce petit appendice au nom de l'Assessorat, l'Assessorat de l'instruction, culture et politiques identitaires, c'est exactement par le biais du BREL qu'on pense de relancer un peu les politiques identitaires de notre Région, donc relancer même toutes les politiques identitaires de notre Région dans le sens plus général possible. Je crois que sur cet aspect, sans crainte d'être démenti, on pourra faire bien plus de ce qu'on a fait dans les dernières années et on a toute l'envie de le faire par le biais du BREL.

Président -La parole au collègue Perron.

Perron (LEGA VDA) -Interveniamo anche su quest'ordine del giorno. Innanzitutto ringraziamo in questo caso il collega Guichardaz, diciamo che, mentre tutti gli organismi viventi in genere vanno in letargo d'inverno, oggi vediamo lei che si riattiva, mentre l'abbiamo visto letargico altre volte: ecco, questo è interessante ed è parecchio divertente, comunque siamo qua per lavorare, giustamente, andiamo avantiusque ad finem, andiamo fino alla fine, quindi bene.

Su questo tema il nostro gruppo ha già fatto iniziative in passato con i colleghi, in particolare il collega Lavy quando c'era Lucianaz con noi, eccetera. Siamo un partito identitario, quindi per noi è un tema sempre importante, che coincide con i nostri interessi, pur essendo noi un partito nazionale notoriamente sovranista, non c'è una contraddizione in questo. Voteremo quindi l'ordine del giorno perché, secondo noi, sono tematiche importanti, l'abbiamo già dimostrato in passato.

Diciamo che ci piacerebbe un attimo capire, se siamo riusciti a inserirci nel dibattito, esattamente se questi fondi diminuiti al BREL nel corso della legislatura… se sono diminuiti, siano stati nazionali o regionali, perché ovviamente… ecco, potrete risponderci: "sono diminuiti i fondi nazionali", quindi ci chiediamo però a questo punto se - e a questo punto l'assessore Lavevaz potrà darci anche un'altra risposta - non potevano essere implementati prima questi fondi regionali oppure no…

(intervento dell'assessore Lavevaz fuori microfono)

…ah, non so. Chiedo anche a lei. A questo punto potevano essere implementati prima questi fondi oppure no? Perché è chiaro che la domanda sorge legittima: al punto 1, appunto, si chiede di implementare i fondi. Lo chiediamo allora al proponente, ma anche a lei, Assessore, se vuol dirci qualcosa… comunque era una maggioranza vostra e quindi, se non sono stati implementati prima abbastanza, al di là di chi ci fosse all'Assessorato, qualcosa è mancato, mi pare evidente.

Noi quindi voteremo l'ordine del giorno, ma ci attendiamo qualche chiarimento in più su questo.

Presidente -La parola al proponente Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Non ho capito poi alla fine se lo votate o non lo votate, perché non l'ha detto…

(interventi di alcuni Consiglieri fuori microfono)

…ci pensate. Abbiamo ancora fino a mezzanotte per convincervi di votare quest'ordine del giorno.

Per quanto riguarda i finanziamenti della n. 482, sono diminuiti ovunque, ovviamente non solo da noi. Non lo so se per una mancanza di sensibilità del Governo sovranista o… comunque ci siete voi a presidio, quindi immagino che probabilmente solleciterete un ripristino di questi fondi.

Non è solo una questione di risorse finanziarie, il collega Lavevaz lo sa bene. Tra l'altro, ho confidato nel fatto che lui sia, oltre che unpatoisant, anche un buon parlante francese, che abbia probabilmente questo slancio, che io peraltro non è che non avessi, ma probabilmente non ho la stessa cultura che avete coltivato e che coltivate voi in quanto autonomisti, tanto da, appunto, connotare, tra l'altro, l'Assessorato… ed è il motivo per cui le ho fatto anche questa sollecitazione, perché, avendolo chiamato "Politiche identità" e non quel "casino" inestricabile che avevo dato io come nome all'Assessorato, pensavo e penso di trovare in lei una buona apertura. Con questo, io ho premesso che lei è molto più in gamba di me, Probabilmente sarà molto più in gamba di me a valorizzare sia il BREL che il Guichet. Quello che io ho provato a ricostruire prima però, e non è Guichardaz in quanto Guichardaz… ma sempre e comunque, lo sapete perfettamente, sono lavori fatti con le strutture, sono ragionamenti che sono stati fatti anche in maggioranza in cui voi eravate prima di cambiare indirizzo, di spostarvi dalla Sinistra alla Destra estrema. Sono lavori che sono stati fatti per costruire le basi solide, quindi, quando io ho accennato che abbiamo messo in piedi una legislazione che stabilizzasse i finanziamenti per lesociétés savantes, li aumentasse, semplificasse le prassi di accesso ai contributi, quando abbiamo emancipato il Centre d'études francoprovençales e lo Charaban, come due elementi, uno artistico e l'altro di studio, nell'intendimento di costruire una struttura che potesse valorizzare a beneficio dei posteri, quindi a beneficio vostro… quest'aspetto identitario è stato un lavoro forte, anche di rifinanziamento. È chiaro che con i soldi, "l'argent fait la guerre", non bastano i soldi alle volte, perché alle volte si sprecano, però noi pensiamo che le risorse debbano essere affiancate a quelle statali…

Presidente -Colleghi, per favore.

Guichardaz (PD-FP) -…perché dicevo contrariamente a quanto è stato fatto a Bolzano? A Bolzano hanno rinunciato ai fondi della n. 482 perché volevano probabilmente dare un segnale anche di autonomia e di forte identità. Io continuo a dire che, invece, quei fondi servono, anche se pochi e sempre più in diminuzione, a giustificare in qualche modo anche un aggancio rispetto a una tutela di un'autonomia che è legata fortemente al nostro patrimonio linguistico, che è ciò che connota la nostra Regione.

Io quindi penso che quest'ordine del giorno possa essere votato, sono contento che anche i colleghi della Lega lo votino e, qualora non lo votaste, sono contento del fatto che il collega Lavevaz si sia preso l'impegno di portare avanti non quello che è stato fatto prima, ma di portare avanti il sol dell'avvenire delle politiche identitarie. Probabilmente vedremo nei prossimi anni un grande sviluppo di quest'ambito, insieme ad altri, sui quali io so lei sta già lavorando.

Presidente -Metto in votazione l'ordine del giorno. Chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 13

Maggioranza: 18

Favorevoli: 13

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo ora all'ordine del giorno n. 15 del gruppo PD-Federalisti Progressisti. Ha chiesto la parola il collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Il collega Grosjacques mi fa "stringi, stringi". Come vede, sono distribuiti equamente sia la logorrea che l'interessamento per questi ordini del giorno, quindi non mi voglio vendicare. Lei diceva prima: "Ma ti vuoi vendicare?". No, non mi voglio vendicare, ma è un modo per sollecitare anche e per ricordare ai colleghi alcuni impegni che i colleghi stessi si sono assunti con il DEFR, tra l'altro, e prima attraverso tutta una serie di impegni che, tra l'altro, abbiamo discusso anche abbondantemente in maggioranza, quando c'è stato il cambio di delega.

Con quest'ordine del giorno che si intitola… non me lo ricordo, comunque… "Individuazione della Sport Commission"… esattamente il titolo…

Presidente -"Ultimazione dei lavori e attivazione della Sport Commission regionale".

Guichardaz (PD-FP) -…"Ultimazione dei lavori e attivazione della Sport Commission regionale". Chiediamo una cosa semplice ma decisiva: chiudere finalmente il percorso e rendere pienamente operativa la Sport Commission regionale, dandole un assetto organizzativo chiaro, funzioni definite e strumenti di lavoro stabili, in coerenza proprio con gli indirizzi del DEFR 2026-2028, che riconosce, come dicevo prima, nello sport, negli eventi e nella promozione territoriale una leva strategica per lo sviluppo turistico, economico e sociale della Valle d'Aosta.

Non è una bandierina e neanche un dettaglio tecnico, è un passaggio, un passaggio inevitabile, perché noi in questi anni abbiamo sostenuto, anche con il nostro voto, quando eravamo in maggioranza e oggi all'opposizione, scelte importanti sullo sport e sugli eventi che lei ci ha anche riconosciuto e ha riconosciuto anche in occasione della discussione prima. Continuiamo a riconoscerne il valore, non è una bandierina identitaria, glielo dico. Sappiamo cosa significa portare qua appuntamenti di rilievo, quanto lavoro c'è dietro, quante ricadute ci possono essere, se l'evento è inserito con una strategia, non resta semplicemente un episodio. Proprio per questo crediamo che non sia più tempo di procedere aspot, affidandoci volta per volta a soluzioni emergenziali, alla buona volontà dei singoli uffici, ai rapporti personali o a un coordinamento che nasce e muore intorno alla singola manifestazione. Quello che le dicevo prima. Serve un metodo, serve una struttura che non sostituisca, colleghi, la Pubblica Amministrazione, ma la affianchi, la semplifichi e la metta nelle condizioni di fare meglio. La Sport Commission, se disegnata bene, e voi lo sapete meglio di me, perché ne abbiamo discusso quanto meno quando io avevo la delega, poi mi sembra che la cosa sia un po' tramontata, è esattamente questo: un punto unico di contatto riconoscibile e competente, che coordina i soggetti coinvolti, accompagna gli organizzatori, mette a sistema le informazioni, anticipa i problemi invece di inseguirli e soprattutto aiuta la Regione a scegliere, negoziare e gestire i grandi eventi con criteri trasparenti e con una logica di ritorno territoriale.

Non stiamo inventando nulla. In diverse realtà italiane l'idea di Sport Commission viene descritta proprio come una funzione operativa finalizzata a promuovere il territorio, lelocatione l'impiantistica sportiva come attrattori di eventi nazionali e internazionali, cioè come una cabina di regia che lavora sulle capacità attrattive e sull'organizzazione. In Piemonte, per esempio, in atti recenti si richiama proprio la Sport Commission come leva per rafforzare collaborazione epartnershipdel territorio e per agevolare l'organizzazione di eventi sportivi di carattere nazionale e internazionale. Anche in esperienze più locali, come quella promossa dalla Camera di Commercio di Varese, la Sport Commission viene impostata come coordinamento operativo con attività che vanno dalla mappatura di impianti e opportunità, alla costruzione di eventi a finalità turistica, fino al raccordo tra attori pubblici e privati.

Ecco il punto: una Sport Commission funziona quando diventa infrastruttura immateriale, diciamo così, stabile, e quindi non un titolo semplicemente evocativo. Può migliorare l'organizzazione dei grandi eventi in almeno quattro modi molto concreti:

- il primo è un'interfaccia unica. Per un organizzatore, per una federazione, per un promotore, sapere con chi si parla fa la differenza, un solo canale d'accesso che poi coordina internamente autorizzazioni, logistica, disponibilità degli impianti, rapporti con gli Enti locali, trasporti, sicurezza, comunicazione, ospitalità. Questo, ovviamente lei lo sa meglio di me, non elimina i passaggi amministrativi, ma li rende più lineari, prevedibili e rapidi;

- secondo, costruisce competenze e memoria. Gli eventi passano ma gli standard, lechecklist, i modelli di accordo, i contatti, lelesson learned, devono restare, senza una struttura dedicata, ogni evento ricomincia da capo e ogni volta si pagano tempi e inefficienze. Una Sport Commission, invece, accumula esperienze e le trasferisce ai soggetti del territorio, facendo crescere il sistema Valle d'Aosta;

- terzo, rende possibile una vera strategia anche di acquisizione degli eventi, perché attrarre eventi non è solo dire sì o no è capire quali sono coerenti con l'identità del territorio, quali periodi dell'anno rafforzano la destagionalizzazione, quali discipline dialogano con il nostro prodotto turistico, quali lasciano eredità e con quali condizioni economiche e contrattuali è giusto impegnare risorse pubbliche. Qui la Sport Commission può prepararedossier, supportare negoziazioni e impostare criteri misurabili:

- quarto, consolida lepartnership. Grandi eventi significa sempre più spesso rete, Comuni, operatori turistici, impiantisti, volontariato, scuole, associazioni, federazioni, media parte.

Sono tutte cose che sa perfettamente perché le fate voi quotidianamente, ma le fate all'interno di una struttura amministrativa che si dovrebbe occupare di coordinamento, di indirizzo e non di organizzazione diretta. Peraltro, come diceva lei prima, l'organizzazione diretta non dovrebbe rientrare nellamissiondiretta dell'Assessorato. Se invece c'è una struttura che lavora tutto l'anno, le partnership, come dicevo prima, diventano durature, la Regione non è costretta ogni volta a inventarsi unagovernance. Glielo dico anche perché lei è lì da più tempo di me, ma purtroppo ho subito anch'io questa stessa difficoltà.

In II Commissione, tra l'altro, su mia specifica richiesta, l'assessore Grosjacques ha peraltro riferito che è stata attivata una collaborazione interna all'Assessorato proprio con il compito di lavorare alla costituzione di una Sport Commission regionale. Ebbene, prendiamo atto di questa volontà e la consideriamo un fatto positivo. Proprio per questo oggi chiediamo di trasformare quel lavoro in un esito concreto, con tempi certi, con un perimetro di funzioni, con un assetto operativo formalizzato e con un momento di restituzione al Consiglio proprio sullo stato di avanzamento.

Quest'ordine del giorno quindi non pretende oggi sicuramente di definire tutti i dettagli, perché quelli si costruiscono ovviamente con il tempo. Lei, tra l'altro, ha anticipato che questa risorsa sta lavorando. Io mi ricordo, mi presentò, tra l'altro, una ricerca e un progetto di Sport Commission che avremmo dovuto realizzare nel quinquennio, ma adesso ovviamente è lei che ha preso il testimone, quindi penso che questa scelta politica sulla quale state lavorando è una scelta che io penso possa essere assunta pubblicamente, così come lei l'ha assunta in II Commissione.

Presidente -La parola all'assessore Grosjacques.

Grosjacques (UV) -Siamo, almeno per quel che mi riguarda, all'ultimo ordine del giorno, mi consenta una battuta: mi associo a quello che ha detto il collega Perron, ho visto che c'è stata una mutazione genetica da parte del collega Guichardaz, perché in due interventi consecutivi ha lodato le iniziative della Regione Piemonte, governata dalla Destra, quindi direi che l'orario fa anche bene, perché vengono fuori queste caratteristiche nascoste.

Mancava solo un ordine del giorno sugli accompagnatori di media montagna, collega Guichardaz, che è stato un po' il punto forte della sua campagna elettorale, poi diciamo che ha sviscerato tutta l'attività dell'Assessorato, ma questo mi ha dato la possibilità anche di mettere in evidenza l'attività che le strutture fanno.

Ha già detto praticamente tutto lei, quindi ha descritto in modo puntuale i contenuti della Sport Commission. Io voglio precisare però che, dopo la sua uscita dall'Assessorato per un'altra delega, non solo l'idea non è tramontata, ma con la deliberazione n. 659 del 10 giugno 2024, che ha votato anche lei, la Giunta regionale ha deciso di approvare la progettazione e lo sviluppo mediante un supporto specialistico di affiancamento tecnico, di iniziative sportive di interesse promozionale e turistico, funzionali a perseguire gli obiettivi seguenti: attrarre, coordinare e organizzare grandi eventi sportivi in Valle d'Aosta; promuovere la Valle d'Aosta come sede ideale per ritiri e allenamenti di squadre sportive, anche nazionali, in particolare di sport invernali ed effettuare un'analisi e valutazione dell'operato delle principali Sport Commission italiane, con la finalità di verificare la sussistenza dei presupposti necessari per la realizzazione di un organismo similare in Valle d'Aosta, in linea con l'obiettivo strategico previsto dal DEFR 2024-2026.

Come già comunicato in II Commissione durante la presentazione del bilancio, la decorrenza del contratto con la persona individuata è stata fissata nella data del 1° dicembre 2024 e la durata dello stesso è di due anni. Manca quindi poco meno di un anno alla conclusione del lavoro affidato, nel cui ambito è in corso di predisposizione la proposta di realizzazione della Sport Commission, in cui saranno delineati l'ambito di collocazione dell'organo, le finalità, gli obiettivi, il modello organizzativo e le risorse opportune da assegnare, esattamente con i contenuti che lei ha correttamente e approfonditamente delineato. Tutto questo quindi sulla scorta di iniziative similari operative in altri contesti. Direi che, da questo punto di vista, il lavoro sta andando avanti, la persona è una persona che di sport conosce tutte le sfaccettature per essere stato prima un atleta e adesso un collaboratore per quel che riguarda l'organizzazione dei grandi eventi, quindi direi che ci aspettiamo quanto meno una bozza, sulla quale poi andare a discutere, che abbia tutti i contenuti che lei ha elencato nella sua esposizione.

Presidente -La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Guardi, non ho mai nascosto prima, quando ero Assessore al turismo, sport e commercio, una certa ammirazione per la Regione Piemonte, perché poi io sono abbastanza laico quando occorre riconoscere il buon lavoro svolto dagli amministratori locali, diciamo così, regionali. Non ricordo se l'assessore si chiamava Ricca, forse… era della Lega, ma aveva fatto un ottimo lavoro sia promuovendo la candidatura a Regione europea dello sport del Piemonte prima di noi, che fu, tra l'altro, l'occasione, nel 2022, per promuovere anche una certa azione per quanto riguarda lo sport, che poi ha trovato seguito anche dopo, tant'è vero che tutti gli strumenti che furono messi in atto in occasione di quella candidatura… se lei cerca il sito "piemontesport", ad esempio, fu mantenuto e non fu eliminato, così come non fu eliminata tutta una serie di azioni che furono messe in atto proprio in quell'occasione. Fu anche l'occasione per coordinare meglio le iniziative, per mettere ordine all'interno del tema proprio dell'organizzazione dei grandi eventi, eccetera. Cito quindi il Piemonte e riconosco un'azione, così come mi è capitato di riconoscere non solo all'Emilia-Romagna o alla Toscana, diciamo Regioni affini, ma anche, per esempio, al Veneto, al Friuli per quanto riguarda anche certe attività di promozione anche del territorio, che prescindono, credo, dalla collocazione politica.

Mi conforta sapere, ma ci tenevo che lei lo dicesse qua, perché poi in II Commissione uno può dire quello che vuole, ma, nel momento in cui noi facciamo opposizione, a meno che voi non ci dobbiate indicare i tempi e le modalità di fare opposizione… poi magari nella sua vita non avrà mai occasione, avendo scelto l'Union Valdôtaine al posto che il Partito Democratico o altri partiti più piccolini, di fare opposizione, ma, siccome questo dobbiamo fare, cerchiamo di farlo nei limiti del possibile, quindi di essere da pungolo. Io penso, senza eccedere in trionfalismi, che è di tutta evidenza che più che parlare di cose che conosciamo… e l'auspicio è che si possa continuare, poi lei basta che mi dica: "Ciò che è stato fatto prima(incomprensibile)", eccetera.

Ha citato gli accompagnatori di media montagna: mi fa piacere perché, insieme alla legge sulle locazioni turistiche e l'imposta di soggiorno, fu l'ultimo atto che presentai prima di lasciare la delega, non so se si ricorda, in Giunta, e che depositai. Si è dimenticato gli altri due testi di legge che poi sono stati giustamente utilizzati e cavalcati anche in maniera devo dire intelligente da un punto di vista di risultati, tutto il lavoro prodromico e tutto il lavoro prima l'avevamo fatto noi, ma va bene.

Bene quindi, sono contento che la risorsa che lei ha individuato, oltre a procacciare grandi eventi… tra l'altro, ho visto questa risorsa al telegiornale, è stato estremamente bravo a raccontare il suo lavoro quotidiano di individuazione di rapporti, eccetera. Basta formalizzare questa cosa. Lui è in pensione, quindi non credo che potrebbe entrare a pieno titolo all'interno di una Sport Commission, ma, siccome esistono, sono realtà che velocizzano il lavoro e tolgono oneri anche di tipo amministrativo e organizzativo all'Amministrazione regionale, che dovrebbe fare altro - e questo lei lo sa perché ne abbiamo parlato mille volte -, io sono stato lì e sapevo benissimo la fatica che richiedeva anche il doversi prendere carico di tanti oneri che dovrebbero spettare ad altri… insomma, sono contento, aspettiamo e vi solleciteremo periodicamente qualora questa Sport Commission non veda la luce.

Presidente -Pongo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta, chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 8

Maggioranza: 18

Favorevoli: 4

Contrari: 4

Astenuti: 26 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Minelli, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Torrione, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Viérin Marco, Zucchi)

L'ordine del giorno non è approvato.

Passiamo all'ordine del giorno n. 16 del gruppo PD-Federalisti Progressisti. La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Quest'ordine del giorno nasce da un'esigenza molto semplice ma tutt'altro che marginale: ricondurre il tema delle liste d'attesa dentro un quadro di governo strutturato, trasparente e misurabile, in coerenza con lo stesso DEFR 2026-2028, che indica come obiettivo prioritario dell'azione regionale in ambito sanitario proprio il tema delle liste d'attesa e del loro contenimento.

Il documento di economia e finanza regionale afferma con chiarezza che "il miglioramento dell'accessibilità, dell'equità e della qualità dei servizi sanitari rappresenta uno degli assi strategici della legislatura" e lo fa richiamando non solo il tema delle risorse, ma soprattutto quello "dell'organizzazione, del monitoraggio delleperformancee della capacità del sistema di rispondere in modo efficace ai bisogni di salute della popolazione". Dentro questo quadro le liste d'attesa non sono un tema secondario, né solo tecnico, l'abbiamo detto in tutte le salse, prima, dopo, durante, sono uno dei principali - e lei l'ha ribadito ancora oggi - punti di contatto e spesso di frizione - lei ha usato, mi sembra, anche questo termine - tra il sistema sanitario e i cittadini. I tempi di attesa per visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni ambulatoriali incidono direttamente sull'effettività del diritto alla salute e altrettanto sulla fiducia delle persone nei confronti del servizio sanitario pubblico.

Quest'ordine del giorno, ovviamente, non nasce con uno spirito emergenziale, né con l'illusione di soluzioni semplicistiche, neanche con l'illusione che venga votato peraltro, anzi, parte proprio dalla consapevolezza, richiamata anche proprio nel testo dell'ordine del giorno, che il superamento dei tempi massimi di attesa previsti dalla normativa nazionale e regionale comporta, come ho avuto occasione di dire durante l'esposizione dell'interpellanza che le ho fatto la volta scorsa, l'attivazione di specifici strumenti di tutela per i cittadini, strumenti che però risultano spesso poco conosciuti, applicati in modo disomogeneo o percepiti come difficilmente accessibili.

L'altra volta le ho detto che ho prenotato una visita e la Signorina con la quale ho parlato mi ha detto che aveva due brutte notizie da darmi: la prima è che mi prenotava la visita per il 24 agosto e la seconda brutta è che era nell'anno 2027. È stata anche simpatica. Alla fine però la stessa Signorina non mi ha dato indicazioni su quali strumenti di tutela io potessi utilizzare non per anticipare questa visita, perché penso che sia "inanticipabile", ma quanto meno per poter ricorrere ad altre strutture, altre modalità per poter fare questa visita in tempi ragionevoli, magari nel privato.

Il punto politico che vogliamo porre è chiaro: il governo delle liste d'attesa non può ridursi a interventi episodici o a risposte contingenti, deve invece inserirsi in una strategia strutturale che indichi almeno tre dimensioni fondamentali:

- la prima è quella del monitoraggio costante e trasparente dei tempi di attesa per le principali prestazioni sanitarie, che lei ha già ribadito in più di un'occasione fate, in modo che i dati siano non solo raccolti, ma diventino uno strumento di governo e di valutazione delle politiche pubbliche, come peraltro richiesto dallo stesso DEFR. Lei qua mi dirà: "lo facciamo", immagino, perché lo ha già detto;

- la seconda riguarda la piena effettiva applicazione però dei meccanismi di tutela e questo non compare da nessuna parte, questo glielo dico, non c'è neanche nel DEFR: questi meccanismi di tutela che sono previsti in caso di superamento dei tempi massimi di attesa. Il mio caso, per esempio, è il caso di due anni di attesa per una visita, probabilmente, se qualcuno mi avesse detto che esistono degli strumenti di tutela, io li avrei adottati. Non basta quindi che questi strumenti rimangano nella carta, devono essere chiari, uniformi, facilmente comprensibili e realmente accessibili per i cittadini, senza caricare su di loro l'onere di districarsi tra procedure complesse e poco trasparenti. Non devono cioè essere loro che devono trovare qualcuno che possa fare una PEC o devono andare dall'Associazione dei consumatori o si devono "sbattere"… magari l'anziano che ha bisogno di una visita e gliela rinviano di due anni;

- la terza dimensione è quella della comunicazione e dell'informazione, che il DEFR richiama esplicitamente, questo sì, come elemento essenziale delle politiche pubbliche. Informare correttamente i cittadini sui loro diritti, sulle modalità di accesso alle prestazioni e sulle tutele disponibili non è un elemento accessorio, ma una parte integrante della qualità del servizio sanitario.

Infine, quest'ordine del giorno insiste su un aspetto che considero centrale: la necessità di una rendicontazione periodica al Consiglio regionale, V Commissione o anche magari durante un Consiglio convocato appositamente, per capire, per ridefinire un pochettino il tema delle liste d'attesa, che è un tormentone, credo, che viene ripresentato tutte le volte, in tutti i Consigli regionali. Rendere misurabili e verificabili gli obiettivi, come chiede il DEFR, significa anche rafforzare il ruolo di indirizzo e controllo dell'Assemblea, consentendo un confronto basato su dati, risultati, effetti concreti delle politiche adottate.

Non c'è ovviamente in questo testo dell'ordine del giorno alcuna volontà di sovrapporsi alle competenze regionali, né di mettere in discussione il lavoro quotidiano di chi opera nel sistema sanitario, né di mettere in discussione il lavoro del suo Assessorato, ma nemmeno di mettere in discussione il suo lavoro, collega Marzi, che credo stia facendo con senso di responsabilità, con applicazione e con dedizione. Tra l'altro, credo che il lavoro da Assessore alla sanità sia attualmente, forse, il lavoro più complicato in termini anche di rapporti con le persone, di rapporti anche quotidiani con i problemi, che purtroppo sappiamo benissimo essere difficilmente risolvibili, quanto meno in tempi brevi. L'obiettivo di quest'ordine del giorno è quindi non di mettere in discussione né il lavoro che sta facendo sulle liste d'attesa - glielo riconosciamo -, ma di definire delle procedure che aiutino concretamente i cittadini qualora i tempi di attesa siano, per vari motivi, motivi organizzativi, motivi di carenza di personale, eccetera, sforati.

Presidente -La parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -Collega, mi veniva da iniziare dicendoin cauda venenum, ma invece credo chedulcis in fundo… Provo a dare in tre pagine sinteticamente uno spunto diverso rispetto a quanto già detto a lei lo scorso Consiglio, quindi quindici giorni fa, e alla collega nel pomeriggio, sempre sullo stesso tema.

Il sistema di governo delle liste di attesa è in atto fin dal periodopostCovid. Siamo consapevoli che i risultati concreti, come da lei richiamato, non sono sempre evidenti e che resta ancora molto da fare per raggiungere gli obiettivi prefissati, ma di fatto esiste una regia. In tal senso per alcune discipline rimane ancora non possibile erogare le prestazioni nei tempi previsti dai codici di priorità e ciò esattamente al pari di quanto avviene a livello nazionale e di quanto, ahimè, avviene da circa trent'anni. Il monitoraggio però è costante, così come la trasparenza.

Ricordiamo, inoltre, che Agenas, e questo risponde alla sua prima domanda di puntualizzazione - Agenas è il braccio operativo del Ministero della salute italiano -, metterà a breve a disposizione pubblica, sul portale della trasparenza, i dati mensili delle liste di attesa nelle varie regioni, comprensivi di tutti gli indicatori utili a evidenziarne l'andamento, andamento che, di fatto, va e andrà dal difficile al drammatico.

Per quanto riguarda la situazione delle liste d'attesa delle Regioni italiane, sembra di assistere al cartellino di un arbitro quando ti espelle. Okay? Lo dico già così, e continuerà a essere così. Come abbiamo già ampiamente illustrato in risposta al precedente ordine del giorno n. 7 del suo gruppo, l'impegno sul tema trattato è però continuo e costante, in maniera organizzata e dovuta per legge. In tal senso e riprendendo i temi già trattati, ricordiamo in particolare il lavoro del Gruppo aziendale di monitoraggio sulle liste d'attesa - questo per dare un coordinamento amministrativo, come da lei richiesto-, l'attività dell'Unità centrale di gestione dell'assistenza sanitaria e dei tempi e delle liste di attesa a livello regionale, il ruolo del Responsabile unico regionale dell'assistenza sanitaria, che è una figura che, dopo il decreto-legge ultimo del Governo sulle liste d'attesa, ha sostituito quello che era inizialmente previsto e che, di fatto, era un commissario dello Stato all'interno di tutte quante le Regioni per la sanità pubblica.

Per quanto riguarda i meccanismi di tutela verso il cittadino che non riceve le prestazioni di primo accesso entro i termini massimi previsti dalla priorità clinica indicata, l'Azienda USL dà evidenza dei percorsi di tutela disponibili nel proprio sito istituzionale, nella sezione "Tempi di attesa". Tra l'altro, per curiosità, mentre lei presentava l'ordine del giorno sono andato a vedere i tempi per raggiungere questo spazio: sono pochissimi secondi e mi sono permesso di condividere con lei direttamente illink, in maniera tale per cui lei possa gestirlo e anche condividerlo con tutte le persone che le chiedono in tal senso e che lo chiedono anche a me.

Esistono tuttavia situazioni in settori specifici dove le risorse professionali da dedicare indipendentemente dal canale utilizzato, quindi che sia l'LPA piuttosto che l'intramoenia, continuano a mancare e dove, pertanto, è assolutamente difficile riuscire a dare risposte ai cittadini nei tempi previsti, un esempio per tutti, una delle liste d'attesa più complesse d'Italia: la dermatologia. Da pochissimi giorni abbiamo tre dermatologi dipendenti della nostra sanità pubblica, fino a pochi giorni fa ce n'era uno, di conseguenza, le liste d'attesa ne seguivano…

Per quanto riguarda infine la richiesta di riferire periodicamente al Consiglio regionale sullo stato delle liste d'attesa, evidenziamo che il semplice fatto che siamo, di fatto, alla seconda iniziativa sul tema in una stessa giornata e alla terza iniziativa di riferimento in tre Consiglidati, riteniamo essere assolutamente uno sforzo di trasparenza sia da parte di chi chiede che da parte di chi prova a rispondere. Naturalmente questo lo dico anche rispetto all'ordine del giorno precedente: il fatto di dare risposte e di evidenziare un tentativo di gestione del fenomeno continuativo non vuol dire che noi rappresentiamo che si diano delle soluzioni, anche perché altrimenti lo chiameremmo problema, perché i problemi hanno delle soluzioni, mentre i fenomeni, in un livello di complessità umana, hanno delle capacità di analisi e di individuazione di miglioramenti. Per questo motivo le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo.

Presidente -La parola al collega Guichardaz.

Guichardaz (PD-FP) -Concludiamo nei termini questa bella serata trascorsa insieme.

Quando mi ha mandato il messaggio, ho temuto che mi mandasse una serie di improperi e di parolacce, invece mi ha mandato illink, in cui compare anche come accedere al percorso di tutela. Bene, bene che esista, sono contento. Le comunico solo che, per esempio, mio padre digita ancora i numeri di telefono su un Nokia credo di mille anni fa, alla fine cioè devi essere o un mezzo informatico e saper districarti all'interno del sito dell'USL, altrimenti niente, ti paghi la visita privata o aspetti, alle volte un anno e mezzo, un anno, o dei tempi beati, altrimenti vai a Torino e, caso strano, a Torino ti fanno una risonanza il giorno dopo. È possibile che lo facciano perché? Perché con il meccanismo della mobilità passiva e del pagamento delle prestazioni è probabile che in Piemonte, o diciamo nei luoghi convenzionati, abbiano più interesse a favorire l'accesso di chi viene da fuori che non dei loro stessi cittadini. Questa è una roba anche eticamente poco bella, nel senso che poi alla fine si sa, perché mi è capitato di sentirlo, avendo usufruito anch'io di prestazioni in terra straniera in tempi rapidissimi, di parlare con persone che erano lì in sala d'attesa e che avevano fatto la prenotazione magari otto mesi prima, io invece, da Valdostano in Piemonte, in tre giorni avevo avuto questa prestazione: lo dico perché alla fine è difficile amministrare le liste d'attesa, ma è una lotta tra poveri, poi chi ci ricade in mezzo sono sempre i cittadini, in un modo o nell'altro.

Le do poi un consiglio. Oltre a quello di magari addestrare la Signorina delfront office, del CUP, che, poverina, si prenderà insulti credo quotidianamente e sarebbe opportuno darle anche un'indennità rispetto, credo, al fatto che faccia da parafulmine, facciano da parafulmine rispetto alle incavolature dell'utenza… magari fare davvero un protocollo per cui queste persone si sentano legittimate a dare indicazioni rispetto a questi percorsi di tutela, dicano cioè: "Guardi, telefoni a questo numero di telefono, il CUP telefonico - 0165, non so che numero è - e chieda come fare a ottenere - come scritto peraltro in mezzo a questo sito, questo link che mi ha mandato -, superati certi limiti d'attesa intollerabili, la prestazione in LPA o in LPI", okay?

Sarebbe anche solo un segnale, un piccolo segnale, in direzione non solo di una trasparenza, ma di un aiuto.

Io sono convinto che lei stia lavorando bene. Se vuole un consiglio, vada pian pianino, perché, se lei entro breve risolve il problema delle liste d'attesa e rimette in ordine la sanità, gliela scippano. Glielo dico proprio con amicizia, nel senso che, quando lei metterà a posto questo difficilissimo ambito, probabilmente qualcuno arriverà a prenderglielo e, se le hanno dato la possibilità di fare l'Assessore, tra l'altro mono gruppo, nella scorsa legislatura e anche oggi, l'Assessore alla sanità, evidentemente è perché la sanità, la forza di maggioranza, quella che ha firmato l'accordo con Gasparri, in questo momento non ha nessuna intenzione di prendersela. Vada quindi pian pianino, risolva i problemi, cioè metta comunque in atto per quanto possibile tutte le strategie di trasparenza, eccetera, ma si prenda il tempo di fare il lavoro bene, le consiglio di farlo in cinque anni.

Presidente -Pongo in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. Chiedo ai colleghi di votare. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 13

Maggioranza: 18

Favorevoli: 13

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco)

L'ordine del giorno non è approvato.

Questo era l'ultimo ordine del giorno. Io proporrei ai colleghi, prima di sospendere la seduta, di prendere atto delle relazioni della sezione di controllo della Corte dei conti, punti 5.01, 5.02, 5.03, 5.04, 5.05 e 5.06.

Il Consiglio prende atto.

Aggiornerei a domani la seduta con le dichiarazioni di voto, le votazioni e l'esame dei punti all'ordine del giorno residui. Auguro a tutti una buonanotte a questo punto, ringraziando vivamente i nostri dipendenti, che sono stati con noi sino ad ora. Grazie e buonanotte.

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La seduta termina alle ore 23:12.