Oggetto del Consiglio n. 109 del 15 dicembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 109/XVII - Illustrazione abbinata del DEFR per il triennio 2026-2028, del D.L. n. 2 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2026/2028) e del D.L. n. 3 (Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028).
Aggravi (Presidente) -Passiamo ora alla trattazione congiunta dei punti 6.01, 6.02 e 6.03.
La parola al relatore di maggioranza, consigliere Sorbara.
Sorbara (FI) -Relazione congiunta del Documento di economia e finanza regionale e dei disegni di legge nn. 2 e 3.
Prima di entrare nel merito dei lavori, desidero rivolgere un sentito ringraziamento agli uffici, che in questo mio nuovo incarico di Presidente della II Commissione mi hanno affiancato sin dall'inizio. In un tempo oggettivamente ristretto, ho potuto contare su grande professionalità, disponibilità e senso delle istituzioni, che hanno consentito di avviare il lavoro della Commissione in modo efficace e ordinato.
Il supporto degli uffici è stato ed è fondamentale per garantire il corretto svolgimento delle nostre attività e rappresenta un elemento essenziale per la qualità del lavoro che siamo chiamati a svolgere. A tutti loro va il mio più sincero ringraziamento.
Non sono ancora trascorsi due mesi completi dall'insediamento della Legislatura e, nonostante ciò, sin dal primo giorno la II Commissione ha scelto di lavorare con intensità, determinazione e senso di responsabilità. Abbiamo incontrato tutti i soggetti coinvolti, senza lasciare fuori nessuno: governo regionale, mondo economico e produttivo, i lavoratori, gli enti locali, il terzo settore e le realtà che rappresentano i cittadini. Abbiamo fatto il massimo, in condizioni oggettivamente compresse, perché era nostro dovere farlo.
Ma c'è un punto fondamentale: questo è stato un percorso necessariamente accelerato. Con il nuovo anno e con un nuovo bilancio il percorso della Commissione è chiaro: costruire un metodo diverso, più ampio, più costruttivo e più produttivo. Un percorso in cui tutti i Consiglieri di maggioranza e di minoranza siano coinvolti fin dalle prime battute, perché un bilancio condiviso è un bilancio più forte, più giusto e realmente rappresentativo del territorio.
L'obiettivo è lavorare insieme, affinché la Valle d'Aosta diventi un modello, un esempio credibile anche per le altre Regioni.
Il DEFR, la legge di stabilità e il bilancio analizzato sono stati oggetto di un confronto aperto con tutte le categorie e un ascolto vero delle esigenze del territorio, in un tempo breve, ma con una determinazione che non ha nulla da invidiare ai tempi lunghi.
Perché il valore della politica non si misura nei mesi, ma nell'intensità con cui si lavora per la propria comunità, e questa Commissione in soli due mesi ha fatto politica nel senso migliore del termine: servizio, responsabilità e coraggio. Coraggio di affrontare le difficoltà, coraggio di mettersi in gioco, coraggio di dire che possiamo e dobbiamo riportare credibilità alla politica del territorio.
Lo abbiamo fatto con la volontà sincera di ridare forza all'idea più nobile della politica, quella che ascolta, che si mette al servizio, che lavora senza risparmiarsi. Lo abbiamo fatto con la passione di chi ama questa Valle e vuole costruire insieme a tutti una comunità forte, trasparente e unita.
Questo percorso dimostra che la politica, quando vuole, sa essere seria, presente, all'altezza della responsabilità che i Valdostani ci affidano.
La Commissione aprirà le porte e pretenderà risposte, solleverà questioni e collocherà al centro chiarezza, coerenza, coesione e visione nel corso del suo intero mandato.
Nel corso delle giornate di audizioni tenutesi in II Commissione, i soggetti ascoltati (rappresentanti degli enti locali, delle categorie economiche, delle organizzazioni sociali e sindacali) hanno espresso un generale apprezzamento per l'impianto strategico delineato nel DEFR 2026-2028 e nei due disegni di legge.
In particolare, gli interlocutori hanno riconosciuto l'equilibrio complessivo della strategia triennale, la coerenza tra interventi programmati e bisogni del territorio, la centralità attribuita alla sicurezza del territorio, l'attenzione alla mobilità, alla ricerca, ai giovani e alla qualità dei servizi, la volontà politica di rafforzare il ruolo degli enti locali e delle aree montane.
Un elemento emerso con particolare forza riguarda la stabilità politica della Regione, considerata dai soggetti auditi un fattore determinante in un periodo caratterizzato da scenari economici nazionali e internazionali molto complessi. Pur dentro un contesto incerto e segnato da pressioni, tensioni geopolitiche e instabilità economica globale, gli interlocutori hanno evidenziato come la particolarità della Valle d'Aosta, il radicamento al territorio, il senso di comunità, il valore delle tradizioni e l'identità culturale rappresentino un punto di forza che favorisce un clima complessivo di serenità e coesione istituzionale.
Secondo molti, questa stabilità rafforza la fiducia degli attori socio-economici, favorisce una programmazione più efficace e continua, consolida la credibilità dell'amministrazione pubblica, permette di affrontare sfide complesse senza tensioni destabilizzanti e crea un contesto favorevole allo sviluppo.
È emersa inoltre, in modo unanime, la necessità di poter continuare a dialogare con la Commissione e con il Consiglio regionale, affinché il rapporto istituzione-territorio sia costante, trasparente, collaborativo e orientato alla costruzione condivisa del futuro.
Molti dei soggetti auditi hanno espresso in modo chiaro la volontà di partecipare attivamente alla futura redazione del bilancio regionale e alla definizione degli obiettivi, non soltanto come portatori d'interesse, ma come parte integrante di un percorso condiviso e strutturato. Secondo i soggetti coinvolti, questo approccio consentirebbe una maggiore aderenza alle politiche pubbliche, ai bisogni reali, una più efficace definizione delle priorità e il rafforzamento di una governance più moderna, aperta e partecipativa.
In tale prospettiva, ambirei a rafforzare l'apertura della Commissione verso il territorio, promuovendo momenti di confronto nei Comuni. Tale impostazione potrebbe rappresentare un impegno concreto dell'amministrazione regionale a qualificare il bilancio come strumento di programmazione condivisa e di coesione territoriale.
In sintesi, dalle audizioni emerge un quadro molto chiaro: la stabilità politica, l'identità territoriale, il valore delle tradizioni, la capacità di ascolto e il dialogo continuo tra istituzioni e attori locali sono considerati pilastri fondamentali per garantire una Regione solida, serena e in grado di affrontare con fiducia le sfide del triennio.
Il Documento di economia e finanza regionale 2026-2028 delinea il quadro strategico che guiderà l'azione politica amministrativa della Regione nei prossimi anni. Il documento conferma una visione fondata su sostenibilità, coesione territoriale, modernizzazione dei servizi pubblici e rafforzamento del presidio del territorio. Questa relazione intende sintetizzare gli orientamenti politici principali e le priorità strategiche del triennio, in coerenza con gli obiettivi generali della legislatura e con le sfide che attendono la Valle d'Aosta.
Linee politiche generali. Il DEFR riafferma i grandi assi della programmazione regionale, ponendo al centro lo sviluppo economico e il lavoro, la tutela e il presidio del territorio, la qualità dei servizi alla persona, la sicurezza e l'accessibilità fisica e digitale. In un contesto segnato dalla conclusione della XVI legislatura e dall'avvio della XVII, l'impegno politico mira a consolidare quanto avviato e a rafforzare la capacità di risposta della Regione di fronte alle emergenze ambientali, sociali ed economiche.
Tutela del territorio e sicurezza. Gli eventi calamitosi degli ultimi anni hanno evidenziato la vulnerabilità del territorio alpino e la necessità di un presidio costante. La programmazione prevede interventi per la mitigazione del dissesto idrologico, messa in sicurezza di versanti e valli laterali, manutenzione straordinaria e ordinaria della rete viaria e potenziamento della Protezione civile, del corpo forestale, dei vigili del fuoco e del soccorso alpino. Si tratta di una priorità politica cruciale. La sicurezza del territorio rappresenta la condizione essenziale per la sicurezza dei cittadini e per la continuità della vita economica e sociale della regione.
Sviluppo delle aree montane. La politica della montagna assume carattere trasversale e strategico. Nel triennio 2026-2028 la Regione intende garantire agli enti locali risorse stabili e pluriennali, migliorare l'equità nella distribuzione delle risorse finanziarie, sostenere i servizi essenziali, rafforzare le opportunità di sviluppo economico nei territori più fragili. La finalità generale è contrastare la perdita demografica nelle aree periferiche e mantenere viva la presenza umana nelle vallate, elemento fondamentale per la tutela del territorio e l'identità regionale.
Transizione ecologica, energia e adattamento climatico. Il triennio sarà caratterizzato da una forte spinta verso la sostenibilità, con interventi relativi a: attuazione e aggiornamento del Piano 2030; sviluppo delle energie rinnovabili e delle comunità energetiche; sostegno energetico delle imprese e delle abitazioni; progetti PNRR per la produzione di idrogeno verde e supporto ai Comuni.
Parallelamente, la Valle d'Aosta si conferma laboratorio avanzato di adattamento climatico in ambiente alpino, grazie alle attività su criosfera, ghiacciai, rischi montani e osservazione satellitare. Queste politiche rappresentano un investimento strategico della resilienza, la sicurezza e la modernizzazione del territorio.
Innovazione, ricerca scientifica e competitività. Tra le priorità emergono l'attuazione della strategia di specializzazione intelligente e la creazione del Centro unificato di ricerca scientifica della Valle, destinato a integrare ricerca ambientale, energetica, climatica e tecnologica. L'obiettivo è consolidare un ecosistema regionale della ricerca capace di attrarre competenze, generare innovazione e sostenere la competitività del tessuto economico valdostano.
Politiche per il lavoro, la formazione e i giovani. Le linee strategiche nel settore lavoro e formazione mirano a: promuovere il lavoro di qualità, sviluppare percorsi formativi legati alla transizione energetica e digitale e rafforzare le politiche giovanili con strumenti innovativi. Particolare attenzione è riservata all'orientamento, alla riqualificazione professionale e alla creazione di nuove opportunità occupazionali nei settori strategici.
Mobilità. Il triennio sarà segnato da risultati di grande rilievo: riapertura della linea ferroviaria Aosta-Ivrea, avanzamento dei lavori di elettrificazione e raddoppio dei binari, nuovo appalto per il trasporto pubblico locale, valorizzazione commerciale dell'aeroporto regionale, sviluppo di progetti intervallivi per migliorare la mobilità internazionale. La mobilità è intesa come leva per l'inclusione sociale, lo sviluppo economico e la transizione ecologica.
Sanità e benessere sociale. Le priorità in ambito socio-sanitario comprendono l'attuazione del Piano regionale per la salute e il benessere sociale, la riorganizzazione dei servizi territoriali, l'avvio operativo per la realizzazione del nuovo ospedale Umberto Parini. L'obiettivo politico è potenziare la qualità e l'accessibilità dei servizi, garantendo un sistema sanitario moderno e adeguato alle esigenze della popolazione.
Rapporti con l'Unione europea e cooperazione internazionale. La Regione intende rafforzare la partecipazione dei programmi europei 2021-2027, la cooperazione transfrontaliera Espace Mont-Blanc, la presenza a Bruxelles e il ruolo di Eusalp come cornice per le politiche alpine. L'Europa rappresenta un orizzonte essenziale di finanziamento, dialogo e innovazione.
Governance enti locali e società partecipate. L'azione prevede armonizzazione normativa per gli enti locali, revisione della finanza locale, rafforzamento della governance delle partecipate tramite Finaosta, maggiore coordinamento nella definizione e nel monitoraggio degli obiettivi. Questa direzione punta a una pubblica amministrazione più efficiente, trasparente e responsabile.
Bilancio di previsione 2026-2028. Il disegno di legge n. 3 della XVII legislatura presenta il bilancio di previsione 2026-2028 della Regione autonoma. L'atto costituisce il principale strumento di programmazione economico-finanziaria della Regione e si colloca all'interno del quadro normativo del decreto legislativo 118/2011, che disciplina l'armonizzazione contabile delle Regioni e degli enti locali. Il bilancio triennale definisce le entrate, articolate per titoli e per fonti di provenienza, le spese suddivise per titoli (correnti, investimenti e finanziari), e per missioni, aree d'intervento, la riclassificazione delle risorse secondo il principio della competenza finanziaria potenziata, gli allegati obbligatori di bilancio e l'approvazione del programma regionale dei lavori pubblici 2026-2028.
La struttura del bilancio riflette le dinamiche macroeconomiche, l'andamento della finanza pubblica nazionale, l'impatto dei fondi europei e del PNRR e il ruolo delle autonomie speciali nel sistema tributario italiano.
Totale del bilancio. La consistenza totale del bilancio regionale, comprensiva di residui, fondi vincolati e partite di giro, è prevista per l'anno 2026 in 2.015 milioni, per il 2027 in 1.739 milioni, per il 2028 in 1.662 milioni. Si osserva un decremento del volume complessivo, spiegato principalmente da due motivazioni: la progressiva riduzione dei trasferimenti europei e dei fondi PNRR e la diminuzione dell'utilizzo dell'avanzo vincolato nei secondi due anni.
Composizione delle entrate finali. Le entrate finali, escluse le partite di giro, risultano pari a: nel 2026 1.662 milioni, nel 2027 1.567 milioni, nel 2028 1.540 milioni. L'andamento decrescente rispecchia la fisiologica contrazione dei fondi statali e comunitari dopo il picco 2021-2026 del ciclo PNRR e dei programmi Unione europea.
Il tema del venir meno del ciclo PNRR è un tema comune alle pubbliche amministrazioni italiane e si cominciano a intravedere gli effetti anche nei bilanci; un tema che è stato affrontato anche nei lavori della II Commissione e che nei prossimi anni dovrà trovare un adeguato indirizzo, sia in termini di effetti conseguenti all'aumento della spesa corrente, sia in termini di presa in carico di servizi attivati con fondi PNRR.
Ruolo del fondo pluriennale vincolato. Il fondo pluriennale vincolato rappresenta risorse già acquisite negli anni precedenti, ma impegnate su progetti pluriennali, soprattutto investimenti. Nel 2026, 217 milioni; nel 2027, 59 milioni; nel 2028, 8 milioni. La forte diminuzione segnala la progressiva conclusione d'interventi avviati e la riduzione dei nuovi cicli d'investimento vincolato.
Analisi delle entrate. Le entrate regionali sono suddivise in 5 capitoli, secondo la classificazione nazionale.
Entrate tributarie: rappresentano oltre l'80% delle entrate finali e costituiscono il pilastro dell'autonomia finanziaria valdostana. Gli importi previsti sono: 2026 1.362 milioni; 2027 1.371 milioni; 2028 1.373 milioni.
Quali sono le componenti principali? Tributi propri, circa 158 milioni nel 2026, che comprendono Irap, addizionale regionale Irpef, tassa auto, tassa sulla casa da gioco, contributi discariche, imposte provinciali legate ai veicoli. L'aumento del gettito Irap di circa 6 milioni è legato al miglioramento delle attività economiche.
Tributi devoluti dallo Stato, circa 1.203 milioni nel 2026. La Valle d'Aosta riceve 9 o 10 decimi di numerosi tributi erariali, tra cui Irpef, Ires, Iva, accise carburanti, imposta di registro e bolla ipotecaria. Nel 2026 aumentano l'Ires, +17,5 milioni rispetto alle previsioni precedenti, e le accise, +3 milioni. Diminuiscono invece il gettito Irpef per misure fiscali nazionali e il gettito Iva, per un forte aumento dei rimborsi relativi al 2024.
Spese correnti nette e investimenti. Le spese correnti nette, al netto del contributo dello Stato, risultano nel 2026 1,354 miliardi, nel 2027 1,307 miliardi, nel 2028 1,307 miliardi.
Gli investimenti (ricompresi titolo 2 più titolo 3): 2026 458,6 milioni; 2027 234 milioni; 2028 156 milioni.
Il peso degli investimenti passa dal 23,2% nel bilancio di previsione 2024 al 25,29% nel 2026, circa 2 punti percentuali.
Spesa per missione. Le missioni più rilevanti sono:
tutela della salute: oltre 21% del totale del triennio, che include spesa sanitaria corrente, investimenti ospedalieri e servizi territoriali;
istruzione e diritto allo studio: 12,94% del totale, che si articola in. istruzione primaria, secondaria, formazione, università e diritto allo studio;
relazioni con le autonomie territoriali: l'11,34% del totale, che comprende trasferimenti ai Comuni e il contributo alla finanza pubblica, allo Stato, circa 82,2 milioni annui;
Missioni sociali e familiari: missione 12, "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia", circa il 6,9% del totale; sostegni economici, politiche abitative e inclusione;
Missione 10 "Trasporti", oltre il 6,6%, trasporto pubblico locale, infrastrutture varie.
Capitolo investimenti: nel 2026 la Regione riesce ad allocare quasi un quarto del bilancio in investimenti, grazie naturalmente anche ai fondi europei e al PNRR. Dal 2027 la quota scende rapidamente, per riduzione del rientro da Finaosta, conclusione di molti progetti PNRR e diminuzione del fondo pluriennale vincolato.
La spesa corrente rimane suppergiù stabile, supportata da sanità e welfare, istruzione, trasferimenti agli enti locali, costi di funzionamento dell'amministrazione.
Priorità politiche emergono dal bilancio: salute come asse centrale del welfare regionale; forte sostegno all'istruzione; un ruolo strategico dei Comuni; un impegno sulle politiche ambientali e la mobilità sostenibile e riduzione degli investimenti dopo il 2026.
Equilibrio finanziario: la Regione mantiene un bilancio pareggiato, nessun incremento del debito, alto livello di autonomia tributaria.
Punti di attenzione per il futuro: impatto delle riforme fiscali nazionali sulla compartecipazione dei tributi; riduzione dei fondi Unione europea post-2026 e rialzo della spesa sanitaria dovuta a dinamiche demografiche e all'aumento consistente dei prezzi dei farmaci.
Il bilancio di previsione 2026 della Valle d'Aosta è solido, attento e orientato alla conclusione del ciclo di investimenti straordinari legati al PNRR, mostra una Regione con una finanza stabile, senza ricorso all'indebitamento e con priorità chiare: sanità, istruzione, enti locali, politiche sociali, investimenti in crescita e forte capacità di programmazione pluriennale. Si tratta di un documento complesso ma equilibrato, che offre continuità alla gestione finanziaria regionale e prepara il terreno al nuovo ciclo di programmazioni Ue 2028-2034.
Il bilancio non è solo un insieme di numeri, ma una scelta di responsabilità collettiva, per questo, dal prossimo anno mi piacerebbe avviare un percorso diverso, capillare, partecipato e brillante, che parta fin dall'inizio dell'anno; un percorso che coinvolga tutti i Consiglieri regionali, di maggioranza e di minoranza, perché il bilancio della Valle d'Aosta non è e non deve mai essere il bilancio di una sola parte politica, ma il bilancio dell'intera comunità valdostana.
Desidererei costruire un metodo che metta al centro il confronto vero, l'ascolto reale del territorio, la collegialità delle scelte e la massima trasparenza possibile nei processi decisionali. Un metodo che renda ogni Consigliere non solo spettatore, ma protagonista responsabile, e che renda ogni cittadino non un destinatario passivo delle scelte, ma qualcuno che sa cosa stiamo facendo e perché lo stiamo facendo.
Sicuramente non è un percorso semplice, richiede coraggio, richiede determinazione, richiede la volontà autentica di costruire fiducia tra istituzioni e cittadini.
La Valle d'Aosta merita una politica che non abbia paura di guardare oltre l'ordinario, oltre gli equilibri, oltre i tempi stretti. Una politica che abbia l'ambizione di costruire un modello nuovo, un metodo nuovo, un sapere nuovo. Perché la Valle d'Aosta può diventare un riferimento nazionale di buona politica, un territorio che non solo amministra, ma ispira, un territorio che non solo gestisce, ma progetta il futuro, un territorio che dimostra con i fatti che, quando la politica decide di essere seria, presente e coraggiosa, allora può davvero essere all'altezza della responsabilità che i Valdostani ci affidano.
Costruire un bilancio che non sia soltanto un documento contabile, ma una visione condivisa, una visione capace di unire, di rappresentare tutti e di rendere la Valle d'Aosta un esempio credibile anche per le altre Regioni del Paese.
Desidero rivolgere un ringraziamento sincero e profondo a tutte le persone e alle realtà esterne che, con disponibilità e spirito costruttivo, hanno partecipato ai lavori della II Commissione: le istituzioni regionali, le società partecipate, enti economici, rappresentanze economiche e produttive, le associazioni agricole, associazioni di consumatori, terzo settore, sindacati e servizi pubblici.
Ma un ringraziamento speciale va anche a chi ha reso possibile questo percorso intero: la II Commissione, il vicepresidente della II Commissione, il segretario della II Commissione, i commissari della II Commissione e tutti i Consiglieri regionali, di maggioranza e di minoranza, che hanno partecipato con serietà e senso delle istituzioni.
La Valle d'Aosta è una terra che vive nelle proprie radici, una Regione che custodisce una storia profonda, una cultura viva e un'identità forte, costruita nel tempo attraverso il lavoro, le tradizioni e la lingua, il senso di comunità e il rapporto indissolubile con il proprio territorio montano.
Le istituzioni della Valle d'Aosta rappresentano questa identità e hanno il compito di tutelarla e rafforzarla, nel rispetto dell'autonomia e in un dialogo leale e responsabile con lo Stato. Un'autonomia che non sia di chiusura, ma strumento di responsabilità, di partecipazione e di servizio verso i cittadini.
Proprio per questo, il confronto costante con il livello nazionale è essenziale per il bene della nostra regione. La Valle d'Aosta cresce quando sa dialogare, collaborare e portare con autorevolezza la propria specificità all'interno delle scelte del Paese, nella consapevolezza che il bene della comunità valdostana si rafforza dentro una visione condivisa e responsabile.
La forza della nostra comunità sta nelle persone, sta nei paesi, nelle valli, nei legami che tengono insieme le generazioni. In questo percorso, gli anziani rappresentano le nostre vere origini. Sono memoria, esperienza, radici profonde. Custodiscono ciò che siamo stati e rendono possibile ciò che siamo oggi. Senza memoria non c'è identità e senza identità non c'è libertà.
Allo stesso tempo, una comunità è viva solo se sa guardare avanti. La Valle d'Aosta dovrà investire nella scuola, nella formazione, nell'innovazione, nello sport e, soprattutto, nei giovani: dovrà credere in loro, accompagnarli, offrire opportunità concrete di crescita e di lavoro, perché i giovani non sono un problema da gestire, ma una risorsa da liberare. Sono il presente che chiede fiducia e responsabilità.
In questo cammino, il lavoro resta il fondamento della dignità della persona, così come l'attenzione ai territori montani, ai servizi, ai collegamenti e alla mobilità, condizioni indispensabili per garantire coesione, sviluppo e pari opportunità in ogni parte della regione.
Ma una comunità si misura soprattutto da come sa stare accanto a chi è più fragile, agli ultimi, alle persone sole, a chi non è accompagnato. Giuseppe Toniolo ci ha insegnato che la libertà non è mai individualismo, ma responsabilità verso il bene comune; una libertà che non divide, ma unisce, che non esclude, ma si fa carico, che trova il suo senso più alto quando diventa servizio.
San Francesco d'Assisi, con un messaggio che attraversa i secoli e parla a credenti e a non credenti, ci ricorda che nessuno si salva da solo. Nel suo sguardo sugli ultimi, nel Cantico delle creature, c'è una visione profonda di fraternità, di rispetto e di cura. Una comunità è forte solo quando riconosce dignità in ogni persona.
La libertà non è stare soli, la libertà è scegliere di restare. Restare quando è difficile, restare quando qualcuno è fragile, restare quando sarebbe più comodo andare avanti da soli. Una comunità si riconosce da questo, non dal fatto che tutto sia facile, ma dalla volontà di non abbandonare nessuno, di lottare per restare insieme, di trasformare la responsabilità in legame e la libertà in cura.
Tenere insieme anziani e giovani, memoria e futuro, radici e speranza, è l'atto più alto con cui una regione sceglie di essere comunità. Perché una comunità è davvero libera solo quando nessuno viene lasciato indietro e ogni generazione cammina insieme all'altra.
Grazie dell'attenzione, grazie a tutti e buon lavoro.
Presidente -Grazie collega. Per la relazione di minoranza, la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -Mi consenta, innanzitutto, di ringraziare ovviamente i colleghi di minoranza per aver avuto fiducia nel lavoro che ho cercato di fare, di sintesi sulla posizione di un bilancio che, chiaramente, vede plurime opposizioni, che hanno obiettivamente ed evidentemente posizioni diverse, ma espliciterò poi, a seguire, un po' meglio il metodo di lavoro adottato.
Mi consenta anche di ringraziare lei personalmente, Presidente, per un metodo di lavoro che ha introdotto, su cui abbiamo cercato di sensibilizzare l'Ufficio di Presidenza negli anni passati all'opposizione, che oggi ha consentito di lavorare in maniera sicuramente più efficace, perlomeno da questa parte dei banchi, e di questo, appunto, la voglio assolutamente ringraziare.
Prima di passare alla lettura di una parte di relazione - non per niente questa si è sempre un po' definita la liturgia del bilancio, dove c'è questa lettura infinita di relazioni, che ognuno ha sotto gli occhi e che diventa anche un po' stucchevole per alcuni tratti - credo che sia importante parlare di un tema che ha accomunato i lavori della Commissione e che ha accomunato, come posizione, tutta l'opposizione, tutta la minoranza.
Il tema è uno ed è importante. Ogni volta che abbiamo letto qualche giornale, ogni volta che abbiamo audito qualche persona all'interno di quest'aula, qualche portatore d'interesse, l'esordio è sempre stato generalmente: "Questo è un bilancio tecnico". Ora, mi si consenta, in maniera condivisa con l'opposizione, di dire che questo non è un bilancio tecnico e che chiunque dica l'opposto evidentemente mente sapendo di mentire; questo è di per sé evidente, è chiarissima questa cosa che questo non sia un bilancio tecnico.
Non esistono bilanci tecnici, anche perché - a meno che non ci siano situazioni eccezionali - la politica, l'amministrazione, nasce esattamente per dare un'allocazione, per vedere quali siano le priorità dove collocare le imposte che i cittadini danno all'istituzione. È quindi evidente che il primo ruolo della politica è quello di mettere le risorse là dove si ritiene vi sia più bisogno, e immaginare che questo sia fatto in maniera tecnica significa abdicare al ruolo che la politica deve avere. È quindi impossibile che questo sia un bilancio tecnico.
Peraltro è impossibile, abbiamo diversi indicatori, perché questo bilancio evidentemente non può essere stato fatto, ci ricordiamo, da una maggioranza che nasce tre giorni prima e che il giorno dopo, per bocca di un neo Assessore, dice: "Abbiamo approvato un bilancio". È chiaro che non è stato fatto in quei tre giorni, neanche volendo sarebbe stato fatto in quei tre giorni, e ne abbiamo diverse prove.
La questione e la prima prova è che abbiamo parlato - questo è di tutta evidenza - con quelli che una volta facevano parte della Giunta e che oggi non ne fanno più parte, che sanno benissimo che il lavoro per costituire questo nuovo bilancio è iniziato ben prima, già ad agosto, e a settembre si è concretizzato. È quindi evidente che sia impossibile dire che questo è un bilancio tecnico, perché gli stessi membri dell'allora maggioranza, che tendenzialmente avrebbe dovuto avere un colore politico differente, poi vedremo se effettivamente sarà così... Ma è chiaro che, se questo lavoro è iniziato prima, questo non può essere definito tecnico.
Dicevo, ci sono delle prove, sono prove incontrovertibili e ne parlerò più diffusamente in un intervento che sarà più politico. Questo dev'essere un intervento che ovviamente cerca di tenere un po' le parti di tutta la minoranza, mi scuserò se non ci riuscirò proprio nello specifico, ma il tentativo comunque spero venga apprezzato.
Dicevo, ci sono due elementi che portiamo ovviamente a testimonianza del fatto che questo non sia un bilancio tecnico, ma che siano state fatte delle precise scelte politiche.
La prima è una riunione che è stata fatta il 5 di settembre, di cui abbiamo contezza, con una categoria di persone alle quali è stato assicurato che avrebbero avuto un aumento di stipendio. Questo è stato scritto nella chat comune, ero stato preavvisato di questa riunione, queste persone hanno fatto una riunione con i massimi vertici regionali - non starò qui a fare dei nomi, m se ci sarà necessità lo farò - e queste persone si sono recate appunto a questo incontro e gli è stato detto: "Guardate, abbiamo già predisposto i fondi necessari per il vostro aumento; anche se dovesse cambiare il governo, il nuovo non farebbe in tempo a modificare le poste di bilancio e, quindi, state tranquilli che questo aumento arriverà". Infatti noi quest'aumento lo troviamo nella legge di stabilità È quindi chiaro che se tutto questo fosse semplicemente il frutto del prendo questi soldi e li sposto avanti, questo non sarebbe stato possibile. Invece questa è stata una precisa scelta politica.
Poi abbiamo un altro elemento, e su questo abbiamo anche fatto delle domande importanti in sede di audizioni, tanto con l'Assessore alle Finanze quanto con i diretti interessati all'interno di quest'Aula. Cioè, per esempio, prendiamo l'articolo 11, sull'ente strumentale, su quello che in teoria fa presagire l'arrivo, la venuta del futuro ente strumentale, cioè il fatto che vengano poste delle risorse per i dipendenti, ma queste risorse si fermano al 2027. A domanda precisa, ma perché al 2027 e non al 2028, se questo è un bilancio triennale, la risposta è: "Beh, qui dovrebbe arrivare l'ente strumentale".
È chiaro allora che questo può essere frutto soltanto di una scelta politica, non può essere una scelta tecnica. Un tecnico non s'inventa di mettere in un bilancio triennale delle risorse che si fermano a due anni, evidentemente dà uno sguardo diverso.
Se allora questa è una scelta politica, è evidente che nessuno - perché questo di solito è uno scudo dietro il quale ci si nasconde - potrà andare a dire: "Guarda, io avrei tanto voluto aiutare la tua categoria, le tue attività, la tua parte sociale, però è un bilancio tecnico, non ho potuto". Questo non si può fare, sgombriamo il campo.
Peraltro abbiamo avuto modo, ma anche qui probabilmente ne parleremo diffusamente, di scoprire che i Sindaci in Valle d'Aosta non fanno politica, ma fanno semplicemente amministrazione. Assolutamente quindi i Sindaci non hanno tessere in tasca e non fanno politica. Peraltro sabato abbiamo avuto anche una conversazione con alcuni Sindaci, che hanno tranquillamente smentito il fatto, ma tant'è, questo rimane ovviamente nei verbali delle commissioni.
Detto questo, procedo ovviamente con la relazione. Come detto, la relazione di minoranza si prefigge l'obiettivo di evidenziare in maniera costruttiva e analitica quanto emerso tanto dall'analisi dei documenti quanto dal confronto in Commissione sui disegni di legge regionale n. 2 e n. 3, concernenti il bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-28 e la legge di stabilità regionale per il triennio 2026-28 della Regione autonoma Valle d'Aosta.
Spero di non deludere qualcuno, ma, come ho scritto, e in maniera molto più sintetica, non procederò alla lettura della parte di relazione che trovate sul dl n. 2; è ovviamente negli atti che sono allegati, è una relazione pubblica che chiunque può leggere, ma proprio per la sua natura più politica - quindi l'articolato contiene evidentemente degli interventi che sono politici - si presta evidentemente a diverse letture, che lo si guardi con una visione o con un'altra, rispetto alla traiettoria che le norme che sono inserite nel dl n. 2 disegnano. Proprio per questo motivo, ritenendo che vi debba essere la massima libertà da parte di tutti i membri di questo Consiglio, ma soprattutto, in questo caso, dell'opposizione, ho volutamente inserito semplicemente un tracciato tecnico di quello che gli articoli prevedono, delle coperture, lasciando poi ai singoli gruppi la possibilità di evidenziare qual è il loro pensiero rispetto a questo o a quell'articolo. Su questa discussione politica quindi ho ritenuto che fosse utile e importante lasciare la massima libertà.
Passerò quindi al disegno di legge n. 3, che concerne il bilancio di previsione finanziario della Regione per il triennio 2026-28.
In questo si evidenzia il principio che tale documento, ovviamente redatto nel rispetto dei principi di armonizzazione contabile e coerente col Documento di economia e finanza regionale, pareggia, come abbiamo visto, a euro 2 miliardi e 15 milioni, inclusi i residui differiti, i fondi pluriennali, il vincolato e le partite di giro.
Pur riconoscendo, e questo credo sia importante, la formale aderenza alle norme contabili e la prosecuzione di un approccio programmato che lega il bilancio al Programma regionale dei lavori pubblici e dei servizi di architettura e ingegneria per il triennio 2026-28, con questa relazione abbiamo voluto evidenziare diversi rilievi emersi sia nell'analisi del testo sottoposto all'esame del Consiglio regionale, sia nel confronto delle audizioni avvenuto in II Commissione.
Da un lato risulta con forza l'insufficienza di risorse destinate alle politiche sociali più incisive e al sostegno delle fasce più deboli, in un contesto di decrescita complessiva delle entrate; dall'altro, risulta evidente l'eccessiva dipendenza da trasferimenti esterni, la rigidità della spesa corrente e la mancanza di misure strutturali per ridurre la pressione fiscale e stimolare la crescita economica privata. Tali posizioni convergono a ritenere che il bilancio non affronti adeguatamente le sfide strutturali che la nostra Regione deve affrontare, quali l'invecchiamento demografico, la tutela del nostro territorio e la competitività di sistema, privilegiando una gestione conservativa che rischia di perpetuare squilibri preesistenti.
Si sottolinea, inoltre, la contabilizzazione pluriennale degli investimenti che, se da un lato garantisce trasparenza sull'esigibilità, dall'altro può mascherare ritardi nell'attuazione di progetti cruciali, come evidenziato dal trend decrescente del fondo pluriennale vincolato, da 217 milioni nel 2026 a soli 8 milioni nel 2028. L'utilizzo anticipato dell'avanzo di amministrazione vincolato, 23 milioni per il 2026, appare come una misura tampone insufficiente a compensare la contrazione delle risorse finali.
Le entrate finali di competenza, per quanto riguarda il quadro delle entrate, per il 2026 ammontano a 1.662 milioni di euro, in lieve crescita rispetto ai 1.626 del 2025, ma con un andamento decrescente nei due anni successivi, 1567 nel 2027 e 1540 nel 2028, principalmente è dovuto alla riduzione dei fondi statali, europei ed extratributari, incluse le partite di giro.
Fondo pluriennale vincolato e avanzo vincolato: il totale raggiunge 2.016 milioni per il 2026, in aumento rispetto ai 1.897 milioni per il 2025, ma con una prospettiva di contrazione che solleva interrogativi sulle disponibilità finanziarie regionali future.
A fronte di quanto esposto, non si può che riassumere il concetto di fondo con una definizione: vulnerabilità. Da una parte, emerge in maniera preponderante la dipendenza da fondi europei e PNRR che, pur temporaneamente incrementati, non garantiscono continuità per investimenti sociali e ambientali duraturi; dall'altra, si evidenzia come l'aumento del fondo pluriennale vincolato da 150 a 217 milioni rifletta una gestione inefficiente delle risorse pregresse, con rischi di sottoutilizzo e di un'eccessiva esposizione alle variabili esterne. Ricordo questo, peraltro, che era uno dei leitmotiv che il collega Marquis ci sollevava a ogni piè sospinto.
Il Titolo I "Entrate di natura tributaria, contributiva e perequativa", con 1.362 milioni per il 2026, 82% delle entrate finali, mostra una crescita di 44 milioni rispetto al 2025, trainata da tributi propri, 158 milioni, e compartecipazioni erariali, 1.203 milioni.
I trasferimenti correnti, previsti in 52 milioni per il 2026 e ridotti a 38 nel 2028, rappresentano solo il 3% delle entrate finali e dipendono principalmente da fondi statali, PNRR e programmazione europea. Risulta in maniera evidente, quindi, la decrescita nelle disponibilità future, l'insufficienza per politiche di residenza sociale - ad esempio i 3,8 milioni di PNRR e gli 8,3 milioni di fondi strutturali - e l'inefficienza del cofinanziamento, con risorse aggiuntive iscritte solo in variazioni che alimentano incertezza programmatica. Il trasferimento compensativo Irap 3,2 milioni e la restituzione di compensazioni pregresse, 8,4 milioni, appaiono come correttivi tardivi non strutturali.
Per le entrate extratributarie, con 188 milioni per il 2026, 11% delle entrate finali, in crescita ma decrescenti negli anni successivi, questo titolo include: entrate patrimoniali (mobilità sanitaria attiva per 14 milioni, demanio idrico per 37,3 milioni) e rimborsi (contributi Comuni al risanamento, 32,4 milioni, e rientro a Finaosta 84,8 milioni nel 2026). Anche qui si osserva il trend decrescente come segnale di debolezza nel recupero crediti e nella valorizzazione del patrimonio, oltreché un'opportunità mancata per ridurre la pressione fiscale, con un'eccessiva dipendenza da rientri sporadici.
Per le entrate in conto capitale, ridotte a 45 milioni nel 2026, meno del 3%, con ulteriori cali, queste entrate si basano su contributi statali PNRR, 13 milioni, ed europei, 13,4 milioni. Si rileva l'inadeguatezza per gli investimenti infrastrutturali in coincidenza con la scadenza PNRR del 2026, come rischio per diverse progettualità e la mancanza di leva privata per amplificare tali risorse.
Le entrate da riduzione di attività finanziarie, stimate in 15-16 milioni annui, l'1%, legate ai prelievi da conti tesoreria per fondi europei, appaiono come una mera contabilizzazione tecnica, che non contribuisce a una vera diversificazione delle fonti.
Per quanto riguarda la cessione di prestiti, osserviamo in maniera positiva l'assenza di ricorso al debito.
Nel quadro delle spese, le spese totali per il 2026 ammontano a, come detto, 2 miliardi e 15 milioni di euro, con un'incidenza preponderante della corrente. Come dicevamo prima, c'è una grave questione, ne parlavamo prima coi colleghi di Fratelli d'Italia: si diceva che c'era una spesa per investimenti in crescita, ma questo era un po' un dato in controtendenza rispetto a quello che avevamo detto.
1.437 milioni è la spesa corrente, 74,71% netta. Al netto di partite di giro e impegni pregressi, il fondo pluriennale, contributo e finanza pubblica, 82,2 milioni annui, le risorse disponibili nette sono 1,37 miliardi nel 2026, in lieve crescita ma insufficiente.
Nonostante i proclami e gli annunci circa la spesa per investimenti, 458 milioni, quindi 25,29%, è di tutta evidenza che quella corrente rimane la voce principale, mentre si osserva una rigidità complessiva con rimborso prestiti di 5,7 milioni, che non riduce sufficientemente il debito residuo.
La distribuzione per le missioni evidenzia la priorità su tutela della salute (21,01%), istruzione (12,94%), e relazioni con autonomie locali (11,34), per un totale del 45,3%. Queste tre voci quindi contribuiscono a fare quasi il 50% della spesa nel nostro bilancio. Tuttavia, permangono diversi squilibri: a partire dalla riduzione, su tutti, dei trasporti, del 6,68%, e delle politiche giovanili, del 2,78%, mentre permane un'eccessiva percentuale dei fondi accantonamenti (7,12%), che contribuisce a un'inefficienza generale.
C'è poi la distribuzione della spesa corrente di investimento. Come detto, la spesa corrente netta, 74,71% nel 2026, migliora lievemente rispetto al 76,80% del 2025, ma resta dominante con investimenti decrescenti da 458 a 156 milioni.
Si osserva come - nonostante la concentrazione corrente in salute e istruzione sia stabile, soprattutto sulla parte sanitari - non si osservino miglioramenti apprezzabili, al di là di quanto a cadenze regolari viene dichiarato pubblicamente. Questo anche rispetto a quanto è stato detto precedentemente, quindi evidentemente questa grossa capacità di spesa, questa grossa volontà di spesa sulla parte sanitaria poi non ha un rientro, perlomeno in termini generali.
In conclusione, pur apprezzando la stabilità formale del documento, si ritiene il bilancio inadeguato alle esigenze della Valle d'Aosta e si esprime l'auspicio che le formulazioni emendative che vadano nella direzione di concretizzare una maggiore equità sociale, efficienza e autonomia, possano trovare accoglimento al termine di un dibattito costruttivo e scevro da condizionamenti partitici.
Questo per dire che evidentemente nessuno parte da posizioni preconcette, è inevitabile che ci sia una maggioranza che propone un bilancio e che ci sia, dall'altra parte, un'opposizione che ha diverse soluzioni su come eventualmente allocare in maniera diversa questo bilancio. Noi abbiamo provato a fare delle proposte diverse, sia, immagino, tutti i gruppi consiliari, con degli ordini del giorno, sia - io conosco soltanto questa parte, ovviamente - il gruppo Lega e il gruppo La Renaissance Valdôtaine, con delle proposte di emendamento.
Quello che mi piacerebbe - e colgo su questo lo spunto che il collega Sorbara ha dato precedentemente - è che la necessità, la volontà, la tendenza sia quella di vedere un bilancio partecipato; addirittura, rispetto a quello che ha detto il collega Sorbara prima, si evocava quasi il bilancio partecipato vero e proprio, peraltro un esperimento che viene fatto in alcuni Comuni, dove si chiede ai cittadini di esprimere il proprio giudizio su una parte del bilancio e si dice a quest'assemblea dei cittadini: decidete voi dove allocare le risorse, questo probabilmente è un po' eccessivo, ma sicuramente un bilancio partecipato vede un dibattito che è scevro da condizionamenti politici, vede un dibattito che se ha degli elementi sul tavolo che possono essere votati e che possono portare in direzioni diverse rispetto a quello che il bilancio traccia - soprattutto se qualcuno lo ritiene ancora un bilancio tecnico - ebbene, allora queste possibilità possono essere colte.
Se invece - io spero che non sia così - ci si ridurrà, come sempre, a un dibattito nel quale l'opposizione presenta un sacco d'iniziative e la maggioranza le boccia tutte, perché è giusto che sia così, allora è evidente che questa partecipazione che è stata citata verrà frustrata molto rapidamente.
Presidente -Grazie collega Manfrin. La parola all'assessore Baccega.
Baccega (FI) -Prima del confronto sugli atti relativi al bilancio di previsione, vorrei iniziare con una serie di ringraziamenti al relatore di maggioranza, al relatore di opposizione, ai miei colleghi della Giunta regionale, ai componenti della II Commissione, ovviamente, e a tutti i Consiglieri che hanno seguito con attenzione i lavori della Commissione, alla Presidenza del Consiglio regionale e ai suoi uffici, al Collegio dei revisori dei conti, che ci ha inviato la relazione che è all'attenzione di tutti, al Consiglio permanente degli enti locali, con il quale ci siamo confrontati, al coordinatore, ai dirigenti e al personale degli uffici dell'Assessorato al Bilancio e allo staff della mia segreteria.
Affrontiamo un bilancio tecnico-politico. Da una parte si dice che è tecnico, da una parte si dice che è politico. Io posso tranquillamente affermare che è sicuramente un bilancio tecnico-politico, nella misura in cui, spiego, il bilancio è iniziato nel mese di luglio. Nel mese di luglio gli uffici si sono confrontati - e non potevano farlo certamente con la nuova maggioranza o con una nuova maggioranza - e hanno iniziato a confrontarsi tenendo fede al prospetto di bilancio del bilancio triennale 2025-2027. Ma abbiamo sempre detto in quest'aula che il bilancio in qualche modo si concretizza quando? Quando durante le variazioni di bilancio del primo semestre si arriva alla rendicontazione dell'anno precedente e si applicano tutte quelle risorse che vengono messe a disposizione per migliorare ulteriormente il bilancio.
Questo è il senso che abbiamo sempre dato in quest'aula e credo che si possa continuare in questa direzione.
Vorrei iniziare con questa premessa: gli atti di programmazione per il triennio 2026-2028, e in particolare il bilancio che il governo regionale presenta oggi all'Aula, si collocano in una fase storica particolare, dove l'instabilità geopolitica e i conflitti in Ucraina e in Medioriente stanno creando incertezza e instabilità nel mercato globale, influenzando gli scambi commerciali. Queste criticità incidono anche sul nostro Paese e, conseguentemente, si riflettono anche sulla nostra regione. È opportuno essere determinati e affrontarle con estrema serietà e coraggio, attraverso la progettualità, l'allocazione strategica delle risorse, il lavoro di squadra e la visione di un futuro prospero che le Valdostane e i Valdostani sanno di meritare.
La base per adempiere alle responsabilità che siamo chiamati ad assumerci è rappresentata proprio dal contenuto di questi tre importanti documenti, questi tre importanti atti che stiamo valutando. All'interno di questo quadro complesso emergono dati assolutamente promettenti. Le prospettive dell'economia valdostana restano complessivamente positive, le stime più aggiornate ci dicono che nel 2025 la crescita prosegue, con un PIL regionale che continua ad aumentare, attestandosi intorno ai 5 miliardi di euro, in crescita anche nel 2026. Confrontandoci con altre autonomie speciali e prendendo in considerazione l'ultimo inquadramento macroeconomico con il Nord del Paese, rileviamo che la Valle d'Aosta viaggia sostanzialmente in linea con le altre regioni. In realtà, gli indici che ci riguardano sono leggermente migliori rispetto alla media italiana.
Questo ce lo ha sottolineato anche Confindustria durante l'audizione in Commissione, affermando che, per quanto riguarda l'andamento dell'economia regionale, i dati che emergono dalla loro ultima indagine trimestrale confermano gli indici di metà anno, attestando un miglioramento del clima di fiducia tra le imprese valdostane. Dopo un primo trimestre altalenante, che è in linea con il contesto nazionale e internazionale, Confindustria ci dice ancora che si assiste a un profondo recupero.
Anche l'aggiornamento congiunturale della Banca d'Italia sottolinea che l'economia valdostana continua a crescere, che sono in crescita gli investimenti delle imprese e che crescono i mutui per l'acquisto della prima casa, anche se l'industria parrebbe registrare una leggera flessione in quanto indebolita dalle difficoltà nelle esportazioni, con l'esclusione del comparto delle costruzioni, che tiene ancora molto bene; un comparto che parrebbe registrare una flessione in quanto è indebolito dalle esportazioni, parlo dell'industria, ma con l'esclusione, appunto, del comparto delle costruzioni.
Queste sono previsioni che ci dicono che, pur in un clima d'incertezza nazionale e internazionale, la nostra economia regge. I consumi delle famiglie sono in crescita, a un ritmo moderato ma costante: questo significa che la domanda interna regge, che le famiglie valdostane, pur con prudenza, con estrema prudenza, non stanno tirando il freno a mano.
Anche sul fronte degli investimenti il quadro è coerente con la fase che stiamo vivendo, dopo gli anni eccezionali legati al PNRR nel 2025, basandoci sugli ultimi dati disponibili, aggiornati allo scorso ottobre, è attesa una profonda crescita, alla quale seguirà un fisiologico rallentamento quando verranno meno le risorse del PNRR. Ma il dato importante, quello politico, è che il volume complessivo degli investimenti in Valle d'Aosta resta stabilmente sopra i 1.300 milioni di euro.
In altre parole, si riduce la spinta straordinaria, ma non si ferma la capacità di investire nel futuro.
Un elemento di rassicurazione importante viene poi dall'andamento dei prezzi. L'inflazione, che negli anni scorsi ha eroso il potere d'acquisto di famiglie e imprese, è tornata su livelli pre-pandemia, con aumenti molto contenuti. Questo crea le condizioni per una maggiore programmazione e per scelte di spesa meno condizionate dall'emergenza.
Accanto a ciò abbiamo un settore che si conferma motore della nostra economia: il turismo. I dati più recenti, relativi sia alla stagione invernale sia a quella estiva, ci parlano di un trend espansivo molto robusto, con aumenti a doppia cifra di arrivi e presenze, soprattutto con una crescita particolarmente vivace della componente straniera. Non solo abbiamo recuperato pienamente i flussi esteri del periodo pre-Covid, ma li stiamo superando con un rafforzamento del ruolo del turismo internazionale e dell'extra alberghiero.
Siamo decisamente a conclusione del periodo post-Covid, possiamo affermare che abbiamo una Valle d'Aosta sempre più attrattiva e aperta, capace di valorizzare le proprie eccellenze in tutte le stagioni.
In sintesi, ci muoviamo in un contesto che resta delicato, ma nel quale la Valle d'Aosta dimostra solidità, capacità di adattamento e prospettive di crescita, pur misurate in questo momento.
Il bilancio che oggi sottoponiamo alla vostra attenzione, colleghi, nasce da qui, da un quadro macroeconomico che invita certamente alla prudenza, ma che ci consente di continuare a investire, a sostenere i consumi, a rafforzare i comparti produttivi. È con questo spirito, realistico ma fiducioso e responsabile, che abbiamo costruito le scelte di bilancio che andremo ora a illustrare nel dettaglio, sulla base del programma di maggioranza approvato dal Consiglio regionale e sotto il filo conduttore della sostenibilità, dell'accessibilità e dell'attenzione al territorio e alla comunità, in un'ottica di sviluppo e valorizzazione delle risorse e del patrimonio della nostra regione.
Un'attenzione particolare è dedicata a vivere e a far vivere la montagna, sia attraverso investimenti che ne aumentino la sicurezza e che la tutelino dai cambiamenti climatici, sia tracciando la strada per infrastrutture e servizi che possano rendere il nostro territorio più attrattivo e in grado di garantire stabilità occupazionale e nuove e interessanti opportunità di scelta per le giovani generazioni, stante la significativa disponibilità di posti di lavoro, come rilevato dal basso tasso di disoccupazione, anche femminile.
Entrando nella logica dei numeri, il bilancio pareggia in 2.016 milioni per il 2026, 1.740 milioni per l'anno 2027, 1.662 milioni per l'anno 2028.
Il totale delle entrate di competenza previste per il 2026, senza considerare le partite di giro, è pari a 1.662 milioni di euro, superiore del 2,16% alla previsione formulata per il 2025, pari a 1.626 milioni, e di questi quasi l'82% è rappresentato dalle entrate correnti di natura tributaria.
Le entrate del Titolo I sono previste pari a 1.362 milioni per il 2026, superiori di circa 44 milioni rispetto alle previsioni del 2025, e sono costituite da circa 158 milioni di tributi propri - ricordo che, per la nostra Regione, includono i tributi regionali e i tributi provinciali - e da circa 1.203 milioni di compartecipazione ai tributi erariali, con entrambe le tipologie previste in crescita anche rispetto all'anno precedente.
Per quanto riguarda la compartecipazione ai tributi erariali nella misura dei 9 o 10 decimi, la previsione risulta in crescita rispetto all'anno precedente di 25 milioni, per effetto principalmente della crescita prevista di tre tributi: l'Ires cresce di 17 milioni e mezzo; una maggiore entrata prevista a titolo di saldo del gettito relativo all'anno 2024 che la Ragioneria dello Stato erogherà durante l'esercizio 2026 (+12 milioni); una lieve crescita del gettito delle accise sui carburanti.
Per contro, si prevede un leggero ridimensionamento sia del gettito Irpef che del gettito Iva. Il primo ha subito e continuerà a subire gli effetti delle manovre finanziarie dello Stato, che ha accorpato i primi due scaglioni di reddito nel 2022. Il secondo si riduce a causa di un elevato incremento di rimborsi effettuati dallo stato dei contribuenti che vantano crediti Iva. Viene considerato nel criterio di riparto previsto dal nostro ordinamento anche quest'aspetto.
Le entrate da trasferimenti correnti, il Titolo II, sono previste in circa 52 milioni per il 2026 e rappresentano poco più del 3% del totale delle entrate finali. Si tratta principalmente di fondi statali, derivanti anche dall'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nonché di fondi relativi alla programmazione europea, costituiti da una quota eurocomunitaria e da una quota di cofinanziamento statale.
Com'è noto, ulteriori risorse saranno iscritte in bilancio nel corso dell'esercizio, anche per gli anni successivi, con atti amministrativi di variazione al bilancio stesso sulla base degli atti formali di assegnazione delle risorse emanati dalle competenti autorità nazionali ed europee.
Le entrate extratributarie, il Titolo III, rappresentano circa l'11% del totale delle entrate finali e sono previste in 188 milioni per il 2026. Nel 2025 erano 135 milioni. Circa un terzo della previsione di tali entrate è relativo a entrate patrimoniali, nelle quali sono ricomprese le entrate previste per la mobilità sanitaria attiva, per un importo di 14 milioni annui, e i canoni derivanti dalla gestione del demanio idrico, circa 37,3 milioni per il 2026, in leggera crescita negli esercizi successivi.
La parte restante è determinata principalmente dalla previsione di due voci: il recupero dei Comuni per il loro contributo al risanamento della finanza pubblica, per 32,4 milioni; il rientro di fondi dalla gestione speciale presso Finaosta, per euro 84,8 milioni nel 2026, 9 milioni e mezzo nel 2027 ed euro 46.000 nel 2028. Quest'ultimo stanziamento nel triennio spiega un trend decrescente del Titolo 3.
I fondi in gestione speciale, come ha richiesto il consigliere Centoz in Commissione, riguardano allocazioni di risorse in gestione speciale di CVA.
Le entrate in conto capitale sono previste in circa 45 milioni di euro per il 2026, 29 per il 2027 e 12 milioni per il 2028. Queste entrate rappresentano meno del 3% del totale delle entrate finali, è l'importo più significativo e relativo alla tipologia "Contributi e investimenti".
Le entrate da riduzioni per attività finanziarie sono relative alla modalità di contabilizzazione secondo le regole dell'armonizzazione dei bilanci e dei movimenti di prelievo dal conto corrente intestato alla Regione presso la Tesoreria centrale dello Stato, dove vengono accreditati i fondi derivanti dalla programmazione dei fondi europei. L'importo è stato previsto in circa 15 milioni per l'annualità 2026, entrate che rappresentano circa l'1% del totale delle entrate finali.
È già stato detto, ma lo ribadisco anche io in qualità di Assessore, non è previsto il ricorso a nuovo debito per il triennio in esame. Inoltre, non sono previsti nuovi rientri dalla gestione speciale presso Finaosta.
La spesa. Entriamo nella logica della spesa. La spesa è iscritta al Titolo I per 1.437 milioni di euro. La spesa di investimenti cresce a 459 milioni di euro per il 2026. L'incidenza della spesa corrente rispetto alla spesa di investimenti è pari al 74,71%, in miglioramento rispetto all'anno precedente.
La ratio della predisposizione del bilancio è stata orientata ad assicurare in continuità le priorità del governo regionale, così come è rappresentata nel programma di maggioranza approvato dal Consiglio regionale in occasione dell'insediamento della nuova legislatura. Lo sviluppo economico e le politiche per il lavoro, la tutela per il territorio, la sua accessibilità in sicurezza, i servizi alla persona e all'equità sociale, il benessere della comunità e la qualità della vita dei Valdostani sono significativi rispetto al percorso di bilancio che andiamo a individuare.
La crescita delle spese correnti, ovviamente, è piuttosto significativa ed è fondamentalmente legata alle tre missioni: la missione 13 "Tutela della salute", la missione 4 "Istruzione e diritto allo studio" e la missione 18 "Relazioni con le altre autonomie territoriali", ma soprattutto il costo del personale è piuttosto significativo e va a incidere notevolmente nel bilancio regionale. Indicativamente, ma poi lo vedrete nello specifico delle missioni rispetto alle relazioni che adesso il Consiglio vi distribuirà, con le schede di ciascuna missione, il costo totale del personale è intorno ai 290 milioni.
Per questo nelle missioni 1, 2 e 3, "Servizi istituzionali generali e di gestione", "Giustizia e sicurezza" e "Ordine pubblico", vi sono 148.886.000 più 688.000 per il 2026. La parte più significativa, appunto, è quella legata al personale, poi ci sono le spese per la regolazione contabile, circa 15 milioni su ciascun anno nel triennio, e le spese per la gestione e lo sviluppo dei sistemi informativi.
Al funzionamento per il Consiglio regionale, in crescita, sono destinati 8 milioni e mezzo per ciascun anno, nel triennio. Poi ovviamente ci sono le spese per il pagamento delle utenze, i rifiuti, ma è tutto abbastanza declinato.
Alla missione 4 "Istruzione e diritto allo studio" siamo più o meno nella stessa direzione, nel senso che le spese del personale sono le più significative e poi ci sono tutti i trasferimenti alle istituzioni scolastiche, ai Comuni per il personale ausiliario delle istituzioni scolastiche di base, gli investimenti per l'edilizia scolastica, per 52 milioni complessivi, il trasferimento corrente annuo a titolo di concorso delle spese di funzionamento dell'Istituto musicale pareggiato, e la fornitura della gratuità dei libri di testo.
"Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali": sono previsti 49.702.000 euro -anche qui le spese per il personale regionale sono piuttosto importanti - e interventi per il recupero del patrimonio immobiliare d'interesse culturale, storico e artistico: circa 7,8 milioni nel 2026 e 5,2 milioni per ciascuno degli anni successivi.
Trasferimenti correnti all'associazione Forte di Bard a titolo di contributo aggiuntivo per 4,55 milioni. Il trasferimento corrente annuo a titolo di concorso al finanziamento dell'attività della Fondazione Maria Ida Viglino per la cultura musicale della Valle d'Aosta è pari a 2 milioni.
Nelle politiche giovanili si interviene con 102.547.000 euro.
Per la missione n. 7, che è la missione turismo, sono stanziati 25.708.000 euro, 2 milioni per ciascuna annualità relativi alle spese del personale regionale, 3,75 milioni annui destinati a trasferimenti correnti all'Office Régional du Tourisme.
Lo stanziamento per i trasferimenti correnti a sostegno delle attività dell'Associazione Valdostana Maestri di Sci è definito in 372.000 euro per ciascun anno del triennio. I trasferimenti correnti a sostegno dell'attività dell'Unione Valdostana Guide di Alta Montagna prevede uno stanziamento di 320.000 euro all'anno, a cui si aggiungono 190.000 euro per l'erogazione di assegni di anzianità, invalidità e reversibilità a favore delle guide alpine e dei loro superstiti, di cui alla legge regionale n. 7. A questi si aggiungono i trasferimenti di 2,9 milioni per il completamento e la realizzazione della Maison de la Montagne quale sede congiunta delle due associazioni.
Per gli interventi regionali di sostegno finanziario agli investimenti per l'innovazione e la sostenibilità delle attività turistico-ricettive e commerciali, di cui alla legge n. 25, sono stanziati 1 milione e mezzo per ciascun anno del triennio.
10 milioni vengono finanziati per la missione 8 "Assetto del territorio ed edilizia abitativa", decisamente in aumento rispetto al 2025, raddoppia l'importo. 1 milione di euro destinato all'azienda regionale ARER. Lo stanziamento di 4,6 milioni complessivi nel triennio a titolo di contributi all'ARER per interventi di recupero e manutenzione straordinaria di beni immobili adibiti a edilizia residenziale pubblica. Circa 550.000 euro annui riguardano trasferimenti all'ARER a copertura delle rate del mutuo chirografario per il finanziamento d'interventi di riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale.
L'andamento in crescita del triennio è anche dovuto ai 4 milioni stanziati nel 2026 e ai 10 milioni del 2027 per i fondi di rotazione a sostegno dei mutui per la prima abitazione, già autorizzati nel bilancio 2025-2027.
Sviluppo sostenibile, la missione 9 "Tutela del territorio e dell'ambiente": 110 milioni sono stanziati per diversi interventi in ambito di sistemazioni montane, 13 milioni e mezzo per il personale, 18 milioni per quanto riguarda i contributi al Comune di Ayas per la sistemazione idraulica del torrente Évançon.
3 milioni gli stanziamenti a sostegno dell'acquisizione di veicoli a bassa emissione, veicoli a pedalata assistita, veicoli per la micromobilità elettrica e per l'installazione di stazioni di ricarica domestica per i veicoli elettrici.
Nella missione 10 "Trasporto e diritto alla mobilità" vengono stanziati 148 milioni, anche qui in crescita di 5 milioni, dove 2,9 milioni vanno per la gestione dell'aeroporto regionale, 4,7 milioni sgombro neve, 8,1 milioni destinati alla distribuzione del personale regionale, 3,8 milioni destinati al trasporto pubblico delle persone con disabilità, 23 milioni e mezzo per contratti di servizio per il trasporto pubblico locale ferroviario, 23 milioni circa per i contratti di servizio di trasporto pubblico con autobus e servizi integrativi di rilevanza locale.
58 milioni previsti per la missione 11 "Soccorso civile". 15,3 milioni sono destinati alla copertura di spese di personale, 8,1 milioni per il servizio di elisoccorso, poco più di 10 milioni sono investiti nel triennio per la gestione, per il potenziamento e l'adeguamento della CUS (Centrale unica di soccorso), 4,2 milioni per l'acquisto di automezzi da assegnare ai vigili del fuoco professionisti, a cui si aggiungono 870.000 euro per l'acquisto di automezzi da assegnare alla componente volontaria.
Alla missione 12, e qui entriamo nel vivo dell'opportunità che il bilancio dà ai servizi sociali, alle politiche sociali e alla famiglia. Le risorse sono cresciute da 124 milioni del 2025 a 137.515.000 nel 2026. Questo mi sembra un dato significativo per tutta una serie di servizi che vengono erogati a favore delle persone, che vanno nella direzione del sostegno dei servizi sociali regionali.
Alla missione 13 "Tutela della salute", qui passiamo davvero a un dato importante, 418 milioni di euro, dove la spesa sanitaria di parte corrente, oggetto di trasferimento annuale, cresce da 339,7 milioni a 345 milioni, di cui in particolare 12 milioni di euro sono destinati all'indennità sanitaria temporanea e 5,6 milioni al riconoscimento dei miglioramenti economici previsti per il personale in regime di convenzione.
L'importo di euro 336,4 milioni è destinato al finanziamento per ogni anno del servizio sanitario regionale a garanzia dei LEA, dei Livelli essenziali di assistenza, e 2 milioni e mezzo sono annualmente destinati al finanziamento aggiuntivo corrente dei livelli superiori di assistenza ai LEA. La spesa per investimenti in ambito sanitario trasferita all'USL è confermata anche per questo triennio in 6,7 milioni all'anno.
A questi importi si aggiunge il finanziamento dell'ospedale per un'autorizzazione complessiva di 188,5 milioni, come esplicitato nell'emendamento al ddl di stabilità. La parte di tale importo accantonata e riproposta nell'anno 2026 è pari a euro 41 milioni, non presenti nel 2027, ciò che spiega la dinamica decrescente degli stanziamenti della missione. Guardo voi perché siete molto interessati.
La missione 14 "Sviluppo economico e competitività" vede 42.437.000 euro. Credo che per poter sostenere le Confidi, che stanno dando risposte importanti e significative ai comparti industriali e commerciali, c'è uno stanziamento di 4,8 milioni di euro all'anno.
Specificatamente per l'artigianato sono destinati 9,2 milioni, per il programma "Ricerca e innovazione" 8,9 milioni, 1 milione di euro su ciascuna annualità da trasferire alla struttura Valle d'Aosta s.r.l. per l'esecuzione d'interventi. Lo stanziamento da erogare agli enti locali per la gestione dello sportello unico viene concordato in 4,1 milioni all'anno.
Vedo che il tempo purtroppo non mi è amico, perché sono andato anche un po' lungo.
La missione 16 "Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca" vede uno stanziamento di 28 milioni, anche qui in crescita rispetto al 2025, ma troverete nelle schede che riceverete le specifiche per i vari interventi.
La missione 17 "Energia e diversificazione delle fonti" vede anche qui un incremento significativo, 16.749.000. Di questi, 13.650.000 sono relativi al Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 e agli investimenti a valere sul PR Valle d'Aosta FESR 2021-2027.
Presidente, ancora un minuto, per favore, per completare...
La ringrazio.
C'è la Missione 18, di cui certamente ci parlerà il Presidente. Ma anche qui, per quanto riguarda la Finanza locale, il finanziamento complessivo che cresce da 262,4 milioni a 292 milioni di euro per il 2026. A questo si aggiunge la riproposizione, anche per l'anno 2026, del trasferimento corrente per i comuni per euro 12 milioni. Per l'Unités des Communes Valdotaines euro 500.000, già autorizzato dalla finanza locale.
Io do per letto da parte vostra anche il proseguo di questa relazione che vi trasmetterà adesso l'Ufficio di Presidenza e auspicando di essere stato chiaro, ma credo che proprio quello che diceva poco fa il relatore di minoranza, cosa traccia il Bilancio? Il bilancio tratta risorse che vanno a disposizione di quanto ho significato in questa relazione.
Presidente -Le concediamo ancora un minuto, collega.
Baccega (FI) -La ringrazio. C'è la missione 18, di cui certamente ci parlerà il Presidente, ma anche qui, per quanto riguarda la finanza locale, il finanziamento complessivo cresce da 262,4 milioni a 292 milioni di euro per il 2026.
A questo si aggiunge la riproposizione, anche per l'anno 2026, del trasferimento corrente per i Comuni, euro 12 milioni, e per le Unités des Communes Valdôtaines di euro 500.000, già autorizzato dalla finanza locale.
Io do per letto da parte vostra anche il prosieguo di questa relazione che vi trasmetterà adesso l'Ufficio di Presidenza, auspicando di essere stato chiaro. Credo che sia proprio quello che diceva poco fa il relatore di minoranza, cosa traccia il bilancio? Il bilancio tratta risorse che vanno a disposizione di quanto ho significato in questa relazione. Poi uno può non essere d'accordo, uno può modificare, può valutare dei cambiamenti, però siamo qui per confrontarci e lo faremo con grande disponibilità.
Presidente -Confermo che la sua relazione è stata trasmessa ai colleghi. Do la parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) -Darò anche io lettura della mia relazione, un po' più breve, per poi fare due considerazioni finali.
Il bilancio che presentiamo al Consiglio regionale - pur nel rappresentare compiutamente le attività e gli interventi che l'Amministrazione prevede di portare avanti nel corso del prossimo triennio - quest'anno riveste una chiara caratterizzazione tecnica, stante la conclusione dell'ultima parte dell'anno, della precedente legislatura e il recente avvio della nuova.
Un bilancio che costituisce, dunque, una cornice aderente alle linee programmatiche di governo, in continuità con le scelte operate nella scorsa legislatura, che pone l'attenzione su tematiche cardine già oggetto di evidenza, ma che dovrà essere necessariamente rifinito e caratterizzato, nel prosieguo dell'anno, con opportune variazioni; interventi che andranno a recepire le istanze che ci sono pervenute nel frattempo dalla Comunità e che saranno oggetto di valutazione da parte di questo Consiglio, così come vale per le richieste che ci sono state rappresentate dagli enti locali.
Un bilancio che - nella sua rifinitura - nel dare contenuti alle linee programmatiche, nell'andare puntualmente ad allocare le necessarie risorse finanziarie - dovrà, poi, tener conto delle diverse caratterizzazioni tematiche che saranno portate avanti dai vari Assessorati.
Fra le righe di questo bilancio - in completa aderenza con gli obiettivi strategici delineati dal Documento di economia e finanza, che abbiamo sottoposto all'approvazione - ritroviamo un forte impegno a dare concretezza a tematiche che riteniamo fondamentali per lo sviluppo della nostra Comunità (che proprio nel DEFR trovano evidenza quali specifici obiettivi nei diversi settori) e che ritroviamo nei documenti di programmazione finanziaria degli ultimi anni.
Si tratta di sostenibilità, di resilienza nelle diverse declinazioni, di sviluppo economico e lavoro, tutela, cura, sicurezza e presidio del territorio, servizi alla persona, equità sociale, benessere e qualità della vita dei Valdostani.
Nel corso di questo 2025, che si avvia alla conclusione, abbiamo assistito nuovamente a eventi calamitosi che hanno colpito il nostro territorio e la reazione è stata immediata al fine di ripristinare le condizioni generali di sicurezza e la transitabilità della rete viaria. Dunque, anche tenuto conto della ricorrenza di questi eventi, deve trovare conferma il sostegno agli interventi durante le emergenze, ma anche alle azioni mirate a contrastare, arginare e mitigare i dissesti idrogeologici, mettendo in sicurezza i versanti e le valli laterali e garantendo la massima accessibilità possibile, oltre che la programmazione di opere destinate alla prevenzione, laddove possibile, ovviamente.
Di ciò ritroviamo evidenza nel bilancio alla specifica missione 11, che riguarda gli interventi inerenti alle attività di protezione civile per la previsione, la prevenzione, per il soccorso e il superamento delle emergenze e per fronteggiare le calamità naturali. Ben 27 milioni nel triennio sono stati destinati alle specifiche attività gestite dalla protezione civile, come disciplinate dalla legge regionale 5/2001, mentre altri 30 milioni nell'ambito della missione 9 sono relativi agli interventi emergenziali e di somma urgenza, sempre di competenza della stessa protezione civile.
Per il servizio antincendio, di cui alla legge regionale 37/2009, sono poi stati previsti altri 13 milioni, e 36 milioni invece, sempre nel triennio, sono stati destinati agli interventi di sistemazione idraulica forestale e di difesa del suolo, che si traducono anche in lavoro per gli operai che vengono assunti a questo fine.
Per il finanziamento d'interventi in ambito forestale realizzati direttamente dai cantieri, sono previsti 8 milioni di euro annui.
Come già più volte evidenziato, in tale quadro finalizzato a garantire sicurezza è necessario, nel solco tracciato in questi anni, proseguire nel percorso di valorizzazione delle strutture che costituiscono in senso ampio presidi di sicurezza sul territorio - sia quelle pubbliche, quindi Vigili del fuoco, Protezione civile, Corpo forestale, Soccorso alpino valdostano, sia quelle private, quindi professionisti della montagna, agricoltori, volontari, presenti sul territorio - che si sono dimostrate fondamentali sia nell'immediatezza della criticità sia nel periodo successivo.
Importanti investimenti sono previsti nel bilancio per il servizio dell'elisoccorso notturno, oltre che per il potenziamento e l'ammodernamento delle strutture a supporto della Protezione civile anche a livello di rete regionale e di telecomunicazioni.
In tale contesto, 25 milioni sono i fondi destinati nel triennio al servizio di trasporto a mezzo di elicottero, in particolar modo per quanto concerne l'elisoccorso notturno, una delle iniziative caratterizzanti l'attenzione al territorio, soprattutto alle testate di valle; alla centrale unica di soccorso della nostra regione, fiore all'occhiello del nostro sistema di protezione civile, sono destinati circa 10 milioni nel triennio.
A tal proposito è prevista anche l'implementazione di 10 unità di personale del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco per la copertura di una postazione in CUS che possa completare e arricchire il ruolo della centrale nella sua veste di gestione e organizzazione degli interventi.
6 milioni sono stati previsti per le attività del Soccorso alpino e 4 milioni e mezzo nel triennio per il servizio di soccorso sulle piste.
Oltre alla sicurezza, quale concetto di carattere generale, è necessario sostenere con ogni azione possibile la fruibilità e l'accessibilità del nostro territorio per renderlo vivibile e attrattivo, con una particolare attenzione dunque alla mobilità interna. Le azioni finalizzate alla manutenzione del territorio devono andare infatti di pari passo con le infrastrutture che consentono di raggiungere anche le zone più lontane dai nostri centri maggiori.
Dunque, le opere di collegamento viarie e funiviarie, con le dovute attenzioni alla sostenibilità ambientale, saranno sostenute, in continuità con quanto fatto finora, in una visione comprensoriale multifunzionale e di intercomunicazione sempre più ampia.
Nel bilancio troviamo evidenza dei fondi destinati al trasporto pubblico di linea, circa 29 milioni all'anno, e al trasporto ferroviario, per circa 24 milioni all'anno, oltre alla compartecipazione regionale prevista per l'acquisto dei treni. Sono stati confermati e previsti sostanzialmente a copertura delle misure destinate alle politiche di agevolazione tariffaria sui mezzi di trasporto pubblico a favore di una mobilità sostenibile e di una sostenibilità per le famiglie degli utenti di questo servizio.
3 milioni e mezzo annui sono stati stanziati per lo sviluppo della mobilità sostenibile quale finanziamento nelle misure previste nella legge regionale 16/2019. Sono stati poi previsti i fondi per gli interventi per la gestione degli impianti funiviari di cui alla legge regionale 8/2004, che troveranno sicuramente altre risorse in sede di assestamento in corso d'anno, e per il finanziamento delle misure previste dalla legge regionale 20/2008 in materia di concessioni e costruzione di linee funiviarie in servizio pubblico.
Per l'anno 2026, inoltre, è previsto lo stanziamento di 35 milioni a completamento delle risorse regionali già autorizzate per la sottoscrizione dell'aumento di capitale della Cervino, finalizzato al rinnovo del complesso funiviario Breuil Cervinia-Plan Maison-Plateau Rosa.
La trasversalità e la multifunzionalità di tali impianti potranno infatti costituire un importante volano per l'economia di montagna, anche attraverso la loro completa fruibilità nelle diverse stagioni dell'anno, consentendo così di creare interessanti prospettive di stabilità lavorativa e i presupposti per continuare a vivere in montagna, oltre che a vivere la montagna. Una montagna che, se presidiata, è più viva, oltre che più sicura.
Ciò anche nell'ottica delle azioni mirate al contrasto dello spopolamento delle terre alte e del calo demografico. Misure quali i mutui "Prima casa" e gli interventi a favore della riqualificazione e dell'efficientamento energetico degli immobili, i sostegni a favore dell'imprenditoria turistica e alberghiera le ritroviamo in diverse missioni di questo bilancio, affinché si possano creare le condizioni necessarie perché si rimanga a vivere in Valle d'Aosta, si possa creare un nucleo familiare, ristrutturare un immobile e crearsi un'attività a beneficio dell'intero tessuto economico.
Allo stesso tempo, è confermata l'attenzione per quanto concerne gli aiuti in materia di agricoltura e di sviluppo rurale. Il finanziamento complessivo della legge regionale 17/2016, quella appunto degli interventi in agricoltura, vale circa 47 milioni nel triennio. Risorse che si affiancano ai fondi comunitari a disposizione del settore, ai quali le risorse regionali, nell'ordine di 3,5 milioni all'anno, danno completezza di fruibilità.
Una particolare attenzione è stata poi riservata al turismo, attualmente in una fase di pieno sviluppo, con la finalità di valorizzare in maniera trasversale tutti gli elementi caratterizzanti del nostro territorio. A tal proposito, per azioni di promozione del settore turistico sono stati previsti 14 milioni nel triennio, oltre ai 3.750.000 euro annui destinati al finanziamento dell'Office Régional.
Nuove opportunità per lo sviluppo e la crescita, non solo economica ma anche culturale, sono poi attestate nel continuo potenziamento dell'Università della Valle d'Aosta, un'azione di sostegno anche economico e finanziario che dev'essere proseguita: per il funzionamento ordinario dell'ateneo sono stati infatti previsti oltre 10 milioni all'anno.
Ma occorre far crescere la nostra Università anche quanto ai servizi di contorno e di completamento, quali i servizi di ospitalità scolastico-universitaria. A tal proposito è stato previsto il finanziamento - oltre che con risorse regionali, con le risorse FSC - dell'intervento per la realizzazione dello studentato (residenza universitaria) nell'ambito del progetto di valorizzazione del "Palazzo Cogne".
Ma l'attenzione per l'istruzione, la formazione e la ricerca la ritroviamo anche nel sostegno, con evidente significato di complementarietà e trasversalità tra i diversi settori, alla Fondazione per la formazione professionale, agricola e per la sperimentazione, per un importo di 5 milioni e mezzo all'anno, alla Fondazione per la formazione professionale e turistica, circa 4 milioni annui e all'istituto salesiano "Don Bosco" per l'istruzione e la formazione, oltre che per l'accoglienza in regime convittuale, dove sono destinati circa 3 milioni annui.
Inoltre, sostegni sono stati previsti a favore dell'Istituto musicale pareggiato e del Liceo linguistico di Courmayeur, oltre che delle istituzioni scolastiche paritarie primarie e dell'infanzia, interventi che vanno ad aggiungersi alle spese per il personale dirigente e docente in servizio presso le istituzioni scolastiche regionali, che vale circa 125 milioni all'anno.
43 milioni nel triennio sono, invece, le risorse stanziate a favore della società di servizi per il sostegno educativo.
Complessivamente gli interventi a favore dell'istruzione e del diritto allo studio rappresentano quasi il 13% delle risorse stanziate dal bilancio.
Nella missione 13, che riguarda la sanità, troviamo allocati per il prossimo anno 345 milioni, di cui quasi 328 milioni destinati ai finanziamenti dei LEA. L'importo trasferito dall'USL per investimenti ammonta a oltre 6 milioni e mezzo.
42 milioni nel triennio sono destinati per la realizzazione del complesso ospedaliero "Parini", mentre 30 milioni sono previsti per la realizzazione dell'ospedale di comunità di Verrès. Alla tutela della salute è riservato dunque il 21% delle risorse previste.
Quanto alle politiche sociali, oltre 35 milioni annui sono destinati alle provvidenze a sostegno degli invalidi, 21 milioni annui a copertura dei servizi per le persone anziane, mentre per i servizi socio-educativi per la prima infanzia sono oltre 7 milioni annui.
Infine, i trasferimenti di finanza locale con vincolo di destinazione crescono da 156 a 186 milioni, mentre per i trasferimenti senza vincolo di destinazione sono confermati 91 milioni e mezzo.
A questo si aggiunge il trasferimento straordinario corrente di 12 milioni e mezzo a sostegno delle spese fisse e gestionali di personale e il trasferimento straordinario di oltre 5 milioni destinato alla parziale copertura dell'incremento delle spese di personale derivante dai rinnovi contrattuali 2022-24.
In questa relazione si è voluto dunque dare un quadro essenziale, benché non esaustivo, rispetto all'articolata composizione del bilancio regionale, che, come dicevo in apertura, dovrà poi valutare le ulteriori richieste avanzate dagli enti locali, in particolar modo per quanto concerne la copertura dell'incremento delle spese anche di competenza delle Unités, relativamente ai servizi da queste resi, oltre alle altre istanze che caratterizzeranno gli interventi puntuali arricchenti nei vari contesti.
Con questo bilancio si è cercato di dare un giusto equilibrio fra le risorse disponibili e la loro allocazione nei diversi settori, cercando di focalizzarsi sugli interventi maggiormente caratterizzanti. Il lavoro iniziato sarà poi proseguito e arricchito con le iniziative che nel corso del 2026 saranno adottate e portate all'attenzione di questo Consiglio e che consentiranno ancor meglio una caratterizzazione puntuale dei diversi settori di competenza dei diversi Assessorati.
Questo detto, quando si fanno delle relazioni relative al bilancio regionale, in qualche caso si rischia di ripetersi, in qualche caso si rischia di non capirsi.
La mia è stata una relazione che tendenzialmente ha cercato di rendere molto pratico e molto puntuale quello che vogliono dire le risorse allocate su un bilancio e la loro trasformazione in servizi, dai quali le persone possono rendersi conto dell'impegno finanziario che questi servizi assorbono e di cui necessitano per poter essere messi a disposizione della collettività.
Sicuramente ci saranno dei punti di vista diversi e i numeri potranno essere interpretati in maniera diversa. Ci potranno essere un confronto e delle idee diverse. Rimane il fatto che, quando si decide di dare copertura a delle situazioni che si considerano più importanti, bisogna esplicitare e andare ad analizzare i comparti che, invece, devono essere alleggeriti per dare queste risposte.
Poi la valutazione viene evidentemente fatta sull'opportunità o meno da parte di chi deve decidere se le nuove proposte siano effettivamente più premianti e più attinenti ai bisogni del territorio, o se invece - in una sorta di equilibrio generale, perfettibile sicuramente - è da privilegiarsi nel cercare di sostenere in maniera equa e il più possibile attenta ai bisogni che vengono manifestati dalle categorie, dai portatori d'interesse, ma, io dico, dalle famiglie, dai giovani. È un esercizio che possiamo anche banalizzare qualche volta, ma che richiede molta attenzione e, come in una famiglia, richiede anche delle scelte che possono non essere propriamente condivise, ma che magari alla lunga si possono dimostrare più utili di altre.
Questo è un po' lo spirito con il quale abbiamo cercato di dare un'illustrazione, per quanto non esaustiva, del bilancio di questo prossimo anno e del prossimo triennio e abbiamo cercato di renderla soprattutto coerente con una visione politica che arriva da dei percorsi, da scelte già avviate, qualcuna ovviamente innovativa e finalizzata a dare delle risposte nei prossimi anni.
Presidente -Grazie Presidente, invieremo quanto prima ai colleghi anche la relazione del Presidente, che gli uffici hanno ricevuto.
Abbiamo esaurito... Collega Manfrin?
Se lei è d'accordo sospendiamo il Consiglio, che verrà ripreso domani.
Chiedo ai Capigruppo di maggioranza di attendere la sospensione dei colleghi di minoranza prima di avere il confronto informale con l'Amministratore unico del Casinò, come annunciato dal Presidente.
La seduta è conclusa.
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La seduta termina alle ore 17:12.
