Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 108 del 15 dicembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 108/XVII - Interrogazione a risposta immediata: "Inquinamento da forte concentrazione di gas fluorurati a Verrès".

Aggravi (Président) -Point n° 6.05 à l'ordre du jour. A demandé la parole la conseillère Minelli.

Minelli (AVS) -La settimana scorsa, più precisamente l'8 dicembre, abbiamo appreso dal Tg3, dalla testata regionale, che nella classifica stilata da Greenpeace nelle emissioni di gas fluorurati, o F-gas, collegati ai PFAS (i composti chimici usati nell'industria che risultano essere altamente inquinanti e potenzialmente pericolosi per la salute) il Comune di Verrès occupa il settimo posto.

Secondo i dati di Greenpeace, tra il 2007 e il 2023, nel cielo sopra il Comune della bassa Valle si sono accumulate 65 tonnellate di F-gas, un dato importante, che ha creato preoccupazione sul territorio, perché è noto che i gas derivanti dai PFAS possono avere degli effetti in particolare su fegato e tiroide, ma possono influire anche su obesità, fertilità e sviluppo di neoplasie.

Di PFAS e di concentrazione nelle acque in alcune zone della Valle d'Aosta, tra Aosta e Châtillon, avevamo parlato a febbraio di quest'anno, quando avevo presentato una mozione, poi respinta, che chiedeva di prevedere una comunicazione pubblica puntuale, periodica, da parte di Arpa, sul monitoraggio da contaminazione di sostanze, ma per quello che riguardava le acque. Poi mi era stato spiegato che erano pubblicati sul sito i risultati del 2024, che riguardavano le falde. Là si parlava, in quel momento, di acque potabili, e adesso il problema riguarda l'atmosfera.

Interroghiamo pertanto il governo per conoscere "Se sono stati effettuati dei controlli da parte di Arpa o dell'Usl regionale riguardo alle cause-effetti di concentrazioni così elevate di F-gas nella zona di Verrès".

Président -Pour la réponse, a demandé la parole l'assesseur Sapinet.

Sapinet (UV) -Il documento si basa sulle informazioni presenti nel registro europeo noto come PRTR, Registro delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti. È un database elettronico pubblico, che raccoglie le informazioni sulle emissioni di sostanze inquinanti nell'aria, nell'acqua, nel suolo, nonché sui trasferimenti di rifiuti e acque reflue fuori sito. È stato istituito dal regolamento CE 166/2006 e rappresenta uno strumento di trasparenza ambientale e di controllo pubblico sulle performance ambientali delle imprese.

Non tutte le imprese hanno l'obbligo di trasmettere tali informazioni, le tipologie di attività obbligate a comunicare i dati al Registro europeo sono quelle elencate nell'allegato 1. Le attività delle aziende installate sul territorio regionale rientrano nelle seguenti categorie: categoria 2 (produzione e trasformazione dei metalli), categoria 4 (gestione rifiuti), categoria 6 (industria alimentare e bevande).

La Regione Valle d'Aosta viene inclusa nell'analisi nazionale, ma non viene evidenziata né tra le aree con le emissioni più elevate, né tra i casi di studio o le aree di particolare attenzione.

Il quantitativo emesso in Valle d'Aosta riportato nello studio deriva dalla dichiarazione inviata dalla società Magnesium di Verrès, a socio unico, che utilizza il tetrafluoroetano, denominato R-134a, come gas di copertura nella fusione del magnesio. Tale gas viene utilizzato principalmente per il condizionamento delle auto, per la refrigerazione domestica e commerciale (frigoriferi, congelatori, per fare un esempio), pompe di calore, chiller industriale, propellente per aerosol e inalatori medicali.

In particolare, negli ultimi anni, per motivi di mercato, la Magnesium sta spostando sempre più la produzione verso la componentistica per auto in alluminio e utilizza sempre meno componenti in magnesio. Pertanto, il consumo è in forte diminuzione.

In Italia non esiste ancora una legge che vieti la produzione e l'uso di PFAS. Esistono limiti per le acque potabili, ma non per le emissioni aeree.

Ai fini della salute pubblica, non vi sono disposizioni normative in materia relativamente alla definizione di limiti, poiché in questo caso il gas in questione ha un effetto riconosciuto sull'ambiente legato solo al potenziale climalterante. Non avendo effetti tossici normativamente riconosciuti, per questo tipo di sostanze non sono previsti limiti di emissioni nelle autorizzazioni; agiscono quindi altri meccanismi di contenimento delle emissioni, come l'ETS.

Le cause dell'origine di tale F-gas sono quelle descritte poc'anzi, non essendo stati ancora definiti i valori, i limiti e le metodiche di rilievo da parte dei componenti organismi nazionali ed europei, a fronte di un costo assai elevato delle analisi che devono essere affidate a laboratori specializzati esterni, perché Arpa non ha effettuato controlli sul posto.

Come già evidenziato nella precedente interrogazione circa il rapporto sulla contaminazione da PFAS dell'acqua potabile in tutte le Regioni d'Italia, la situazione è all'attenzione del governo regionale.

Président -La parole à la collègue Minelli.

Minelli (AVS) -Meno male che la questione è all'attenzione del governo regionale, perché lei ci ha spiegato la normativa, da dove derivano i controlli che vengono fatti in generale, quindi questa ricerca prende spunto da dati che vengono pubblicati, però, di fatto, controlli da parte delle autorità preposte a livello locale non ce ne sono, perché non esiste un obbligo. Io credo che perlomeno sarebbe opportuno che ci fosse un'informativa da parte della Regione sulla situazione, perché quando i cittadini sentono che c'è un accumulo di 65 tonnellate di questi gas - se poi lei mi aggiunge anche che questo deriva dalla comunicazione di una sola azienda, cioè dalla Magnesium, che per fortuna si sta orientando su produzioni diverse - io capisco che la gente si preoccupa. Soprattutto perché gli effetti possono essere gravi per la salute.

Quindi io invito a fare almeno una comunicazione in questo senso.