Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 102 del 2 dicembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 102/XVII - Approvazione di mozione: "Un sostegno concreto ai genitori separati".

Aggravi (Presidente) -Punto 35 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione della mozione la parola al collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Con questa mozione vogliamo caldeggiare la possibilità dell'istituzione in Valle d'Aosta del progetto come richiamato: "La casa dei papà".

Come sappiamo, le statistiche nazionali e regionali ci restituiscono un quadro inequivocabile.

Il numero delle separazioni e dei divorzi è in costante crescita anche nella nostra regione, peraltro la nostra regione risulta essere quella sulla quale incide in maniera maggiore a livello nazionale, e sappiamo anche quando una coppia con figli minori si separa, molto spesso è il padre la parte soccombente, quindi è il padre che deve lasciare l'abitazione familiare e trovarsi da un giorno all'altro nella condizione di dover sostenere contemporaneamente il pagamento di un canone di locazione per la nuova casa, l'assegno di mantenimento per i figli determinato dal Giudice (spesso in misura rigida e non sempre proporzionata alla reale capacità contributiva) e tutte le spese ordinarie di vita che prima venivano condivise.

Il risultato è che migliaia di padri separati, soprattutto quelli appartenenti alle fasce medio-basse di reddito, scivolano rapidamente verso una condizione di nuova povertà, talvolta fino al rischio di trovarsi senza un tetto.

Non si tratta quindi di una questione ideologica o di parte, si tratta di riconoscere una fragilità sociale che esiste, che è documentata da studi e da esperienze concrete e che merita una risposta istituzionale rapida e concreta.

In molte regioni e Comuni italiani - dal Piemonte alla Lombardia, dal Veneto alla Toscana - è già una realtà il progetto "La casa dei papà", con strutture abitative messe a disposizione gratuitamente o a canone calmierato per periodi transitori dai 6 ai 18 mesi, accompagnati da percorsi di supporto psicologico, orientamento al lavoro e riacquisizione dell'autonomia economica.

Questi progetti hanno dimostrato di funzionare, riducono il disagio abitativo, prevengono situazioni di marginalità estrema (prima il collega Domanico parlava della questione dei suicidi e questo evidentemente è uno dei mezzi anche di prevenzione: sappiamo benissimo che la questione "Deprivazione" porta a dei gesti estremi) e soprattutto tutelano il rapporto padre-figli, evitando che le difficoltà economiche si trasformino in allontanamento affettivo.

La Valle d'Aosta, quindi, non può rimanere indietro in questo settore; abbiamo le competenze, abbiamo le risorse e abbiamo soprattutto il dovere morale di intervenire. Non stiamo chiedendo di privilegiare una categoria dei cittadini rispetto a un'altra, ma stiamo chiedendo di colmare una lacuna che oggi espone centinaia di padri, e indirettamente i loro figli, a una sofferenza evitabile.

Con questa mozione, chiediamo quindi all'Assessore competente di attivarsi senza indugio per studiare, progettare e realizzare anche nella nostra regione il progetto "La casa dei papà", definendo criteri di accesso equi e trasparenti, prevedendo quel necessario accompagnamento socio-psicologico che rende questi interventi davvero efficaci.

Approvare questa mozione significherebbe dare un segnale concreto di attenzione verso una fascia di popolazione che, troppo spesso, resta invisibile, ma che ha il diritto di essere sostenuta nel momento di massima difficoltà.

Presidente -Grazie collega. È aperta la discussione generale, la parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -Cogliendo in maniera assolutamente propositiva l'iniziativa del collega Manfrin e prendendo anche in considerazione che la semplice applicazione dell'impegnativa dell'iniziativa rappresentata rischierebbe di non cogliere tutte quante le possibilità, siamo a presentare una proposta emendativa alla mozione che prevede nelle premesse d'inserire un nuovo punto, che sarebbe: "Considerata la rilevanza che il Consiglio regionale riconosce al tema in esame, anche rispetto al percorso avviato nell'ambito del tavolo delle politiche familiari, propedeutico alla concertazione per l'elaborazione di un futuro testo di legge quadro sulle politiche familiari", aggiungiamo anche: "Rilevato che il Consiglio regionale attribuisce particolare importanza affinché la regia della gestione di questi servizi sia e rimanga pubblica" e chiediamo di variare l'impegnativa come segue: "Il Consiglio regionale impegna la V Commissione consiliare ad avviare, con il supporto delle strutture regionali competenti, un percorso di analisi volto a valutare l'applicabilità e la sostenibilità sul territorio regionale del progetto 'La casa dei papà' o di altre iniziative dirette a sostenere i padri separati nelle difficoltà abitative" perché, ripetiamo, siamo tutti consapevoli dell'estrema delicatezza della situazione.

Presidente -Chiedo al proponente un cenno se l'emendamento può andare bene.

Se ci sono colleghi che vogliono intervenire... La parola al collega Torrione.

Torrione (AVS) -Anticipo il nostro voto, che non è sicuramente favorevole a questa mozione, anche perché a parte che rileviamo una piccola contraddizione fra le premesse, che sono generiche, mentre poi la richiesta parla solo di papà, forse dobbiamo anche pensare di fare una "Casa delle mamme", perché comunque ci sono genitori... È vero che la stragrande maggioranza dei casi prevede che l'affido vienga dato alle mamme, ma ci sono anche casi in cui l'affido viene dato anche ai papà, quindi nello stesso tempo potremmo pensare di fare anche una "Casa delle mamme".

La nostra valutazione quindi rispetto a questa proposta e anche agli emendamenti è sfavorevole.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Bellora, ne ha facoltà.

Bellora (LEGA VDA) -Brevissimamente, vista anche l'ora. Io trovo francamente desolanti determinate prese di posizione su questo tipo di argomenti.

Io credo che la disgregazione della famiglia sia una tragedia che non ha genere, non è un problema di papà, di mamme, di uomini e di donne, è un problema di un disagio familiare, che si traduce in un disagio economico, perché poi, purtroppo, l'aspetto economico è quello che ci porta sempre ad avere un momento di difficoltà, perché poi alla fine... ne parlava prima il consigliere Domanico con riferimento ai suicidi, ne parlavamo adesso con riferimento alle difficoltà per la distruzione di una famiglia.

Fare delle distinzioni di genere di questo tipo io lo trovo francamente da un lato sterile, e dall'altro lato, consentitemelo, di pessimo gusto. La divisione, la sofferenza di una famiglia e le difficoltà economiche per mantenere dei figli non hanno sesso, possono essere un problema che riguarda gli uomini, così come possono essere un problema che riguarda le donne.

Trovo veramente sbagliatissimo fare una distinzione di genere di questo tipo.

A me la mozione proposta, non perché l'abbia firmata io, anche io, ma la mozione sembra di grande equilibrio e di grande buon senso, così come dobbiamo occuparci giustamente e ci occupiamo giustamente di tutto ciò che ha a che fare con la prevaricazione del genere maschile sul genere femminile, così dobbiamo prendere atto che quando è il genere maschile a essere in difficoltà, credo che sia giusto intervenire; diversamente significa veramente dividere un terreno delicatissimo come quello della famiglia in tifoserie, che è proprio qualcosa che è il contrario del buon senso.

Arturo Carlo Jemolo, che era un grandissimo giurista, diceva che la famiglia è un'isola che il mare del diritto può solo sfiorare, perché evidentemente la si può solo lambire e bisogna cercare di avere il massimo equilibrio e la massima delicatezza su questioni di questo genere.

Io credo che, veramente, dividersi in parti, in fazioni, in tifoserie su questo genere di discorsi sia fare torto a un'istituzione importantissima, per la nostra società, come quella della famiglia.

Presidente -Ci sono altri interventi? La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Faccio i complimenti al collega Bellora per l'arringa di cui ha voluto metterci a parte.

Lei trova desolante le prese di posizione di qualcuno e dice che ci si divide in tifoserie. Io dico invece che se si vuole fare un discorso serio riguardo a un tema importante, complesso e delicato come quello delle separazioni che colpiscono tutti - in particolare poi direi i soggetti più deboli, al di là di quello che sia il loro sesso - e i figli, bisognerebbe fare un discorso diverso, e cioè pensare di proporre la possibilità di avere delle locazioni a prezzo agevolato per chi è in difficoltà, sia padre sia madre.

Questo mi sembra invece piuttosto di parte e si va a toccare una questione di genere che toccate voi e non chi fa una critica in questo senso.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) -Soltanto per aggiungere che accogliamo in maniera favorevole ovviamente un'apertura finalmente su uno dei temi che anche nella scorsa legislatura più volte abbiamo portato, insieme a tante altre iniziative, e che ci hanno visto la porta sempre sbarrata, quindi che questa volta un'iniziativa di questo tipo abbia un accoglimento è, secondo noi, un fattore positivo e probabilmente non avere più la sinistra in questa maggioranza permette finalmente, su certe visioni, di essere più razionali, più consapevoli e sbarazzarci di tanta ideologia che non serve a nulla.

Presidente -Ha chiesto la parola la collega Forcellati, ne ha facoltà.

Forcellati (PD-FP) -Vero quello che diceva il collega Manfrin, cioè che siamo leader in Italia, la Valle d'Aosta insieme alla Liguria e il Lazio in particolare, siamo leader nelle separazioni e nei divorzi.

Oggi una coppia su due in Valle d'Aosta, quasi - sono dati Istat - si separa; la separazione - verissimo anche quello che diceva il collega Perron - è un trauma, è un momento della vita assolutamente molto difficile per tutti i componenti della famiglia, per gli adulti e per i bambini.

Ora non abbiamo bisogno però di fare delle tifoserie, non abbiamo bisogno di dire: "Diamo spazio esclusivo", perché ricordo anche al collega Bellora, mi perdonerà, perché qui non siamo nell'aula di Tribunale, ma c'è una legge, la 54/2006 (mi sembra) che stabilisce tutta una serie di regole nella separazione, c'è un accordo tra l'Ordine degli avvocati e il Tribunale di Aosta per suddividere tutto quanto riguarda le spese accessorie, ma non solo, e - laddove c'è un accordo tra i genitori e laddove non ci sono organi che spingono da una parte o dall'altra della coppia che si separa - la separazione diventa sempre triste, sempre difficile, sempre con sofferenza, ma non crea, non genera traumi irrisolvibili.

E sono d'accordo con la collega Minelli, noi dobbiamo cercare di agevolare le famiglie io dico, le mamme e i papà, i minori che giustamente devono trascorrere del tempo con il papà e con la mamma, perché devono mantenere una relazione stabile, lo dice anche la legge, una relazione profonda con entrambi i genitori, laddove non ci sono patologie piuttosto che situazioni pericolose soprattutto per i minori.

Questo direi che è il nostro compito: vigilare e permettere a quelle coppie fragili, in difficoltà dal punto di vista economico, di affrontare la separazione, intesa come un impoverimento, perché la separazione è un impoverimento per entrambi i genitori.

Presidente -Chiudo la discussione generale. Ci sono altri interventi? Sennò passo alla votazione della mozione emendata. Apro la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Astenuti: 5 (Centoz, Forcellati, Guichardaz, Minelli e Torrione).

La mozione è approvata.