Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 103 del 2 dicembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 103/XVII - Reiezione di risoluzione: "Sì al reintegro degli autisti-soccorritori e modifica della dgr".

Aggravi (Presidente) -Punto n. 35.01 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione della risoluzione ha chiesto la parola il collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Come quest'Aula avrà avuto modo di conoscere, abbiamo trattato approfonditamente - tanto la settimana scorsa quanto oggi in apertura di seduta - la questione del reintegro dei lavoratori, degli operatori, che fanno gli autisti e soccorritori, che si sono visti interrompere il contratto di lavoro con l'Azienda USL.

Nell'interrogazione a cui è stata data risposta questa mattina, l'Assessore ha evidenziato che c'era la disponibilità da parte dell'Azienda di fare in modo che questi potessero venire ammessi agli esami imminenti, al corso imminente e - tanto perché l'Aula lo sappia - il corso imminente vede gli esami domani, quindi è altro che imminente, quindi avrebbero potuto partecipare agli esami previsti per domani, ma comunque sarebbero stati sottoposti agli obblighi che la DGR prevede, ovvero il fatto di dover fare comunque le famose 100 ore di volontariato.

Su questo chiaramente noi non siamo d'accordo, l'abbiamo detto in maniera chiara: non siamo d'accordo innanzitutto per una motivazione morale: sicuramente, siamo nel mese di dicembre, abbiamo diverse famiglie che rimarranno senza lavoro e che dovranno affrontare questo bellissimo periodo sicuramente senza avere perlomeno sostegno di un emolumento. Io penso che umanamente sia assolutamente la cosa peggiore che si possa fare a qualcuno in un momento del genere.

In secondo luogo, è evidente che ci troviamo ad affrontare una crisi del nostro sistema di emergenza-urgenza. Parlando e approfondendo il tema con i lavoratori abbiamo scoperto che, in realtà, il nostro sistema di emergenza-urgenza è già in carenza di circa 30 operatori e questa carenza, che viene acuita dalla fuoriuscita di ulteriori operatori - 8 da quanto ci ha riferito l'Assessore in risposta alla scorsa interpellanza nello scorso Consiglio - non può che scaricarsi sul servizio, perché se noi immaginassimo che è iniziata la stagione invernale... avremo un grossissimo afflusso di turisti e quindi aumenteranno il numero di persone presenti sul nostro territorio, e con gli sport invernali inevitabilmente aumenteranno anche gli infortuni, se noi sommiamo tutti questi dati e a questi dati togliamo ulteriori operatori, autisti e soccorritori è evidente che i rischi che tutte queste criticità si condensino sui ritardi e su dei problemi proprio legati al servizio, è sotto gli occhi di tutti.

Oltre a questo credo sia importante ribadire un elemento: "Perché noi chiediamo la modifica della delibera?" È stato detto più volte: lei, Assessore, ci ha detto - e non so se sia stato un lapsus o se effettivamente lo abbia detto per informare l'Aula di questo - che la DGR in questione che stabiliva questo tipo di regole è stata concordata tra Azienda USL, Associazioni di volontariato e rappresentanti sindacali.

Il problema è che i rappresentanti sindacali, i rappresentanti dei lavoratori, in realtà in questo processo non sono mai stati coinvolti, e prova ne è la lettera che ci è stata trasmessa, perché sono convinto che, se ci fosse stato un tavolo di confronto su queste potenziali assunzioni con i sindacati, evidentemente queste criticità i sindacati le avrebbero fatte valere ben prima.

Abbiamo già evidenziato le criticità rispetto a questa delibera che riguardano il codice del terzo settore rispetto a quello che, per esempio, è un obbligo di fare del volontariato quando il volontariato deve essere assolutamente non obbligatorio, deve essere libero, non può essere subordinato a un pagamento, neanche in maniera indiretta, questo è quello che dice l'articolo 17.

E poi il decreto legislativo 81/2015, cioè la disciplina organica dei contratti di lavoro, la parità di trattamento tra lavoratori somministrati: ci sono lavoratori somministrati che lavorano e che fanno il medesimo servizio, con il medesimo inquadramento, che non devono fare questo tipo di aggiornamento e questo tipo di obbligo di volontariato, e altri che invece sono obbligati a farlo, con un rischio ulteriore, perché immaginate che se ci sono 8 persone che oggi non potranno più lavorare ce ne sono altrettante che dovranno comunque continuare a lavorare e che dovranno comunque continuare a rispettare quegli obblighi che sono imposti; immaginiamo una persona che si fa le sue ore di servizio e poi è costretta a correre e fare magari un servizio ulteriore per rispettare quelle famose 100 ore di volontariato con un conseguente aggravio di stanchezza, questo è evidente.

Poi abbiamo tutta una serie di violazioni rispetto allo Statuto dei lavoratori, che sono state peraltro anche evidenziate dalla lettera del sindacato, dell'Organizzazione sindacale della CGIL.

Il punto è quello di chiederci: ma davvero questi operatori hanno necessità di queste ore per essere in grado di fornire un servizio? Perché la questione è tutta qui: questi operatori fanno esattamente né più né meno che quello che fanno con l'Associazione di volontariato, cioè lo stesso servizio di soccorso e di guida dei mezzi, lo fanno tanto con l'USL quanto con l'Associazione di servizio.

Allora se io svolgo 200 ore di lavoro al mese facendo esattamente questo, che bisogno ho poi di andare a svolgere 100 ore durante l'anno di servizio di volontariato per dimostrare che posso fare questo servizio e mantenere il mio tesserino, se tanto comunque quest'opera io la faccio lo stesso per lavoro?

Allora su questo io credo che sia importante fare un po' di storia, perché i lavoratori in questione sono stati assunti nel 2019 tramite l'agenzia interinale, con contratti a tempo determinato, con incarico di autista-soccorritore presso la struttura semplice emergenza territoriale 118, affiancando medici e infermieri sulle ambulanze medicalizzate della USL, ambulanze di base come operatori della centrale operativa.

Il requisito di ingresso per l'agenzia interinale allora era possedere l'abilitazione di soccorso rilasciata dalla Croce Rossa Italiana, dall'ANPAS o dal corso OTAST che era quello slegato dal volontariato senza bisogno di rinnovi.

La figura che questi operatori sono andati a integrare è l'OTS, che è assunto a tempo indeterminato dall'Azienda USL tramite concorso, che non ha nessun legame con le Organizzazioni di volontariato e nessun obbligo verso di esse, dal momento che l'assunzione dell'Azienda ha provveduto a formare professionalmente questo personale come OTS, quindi quando viene assunto la formazione viene erogata dall'azienda. Questo peraltro è un preciso obbligo, cioè è l'Azienda che deve formare i lavoratori, non è un'associazione esterna di diritto privato che deve formare i lavoratori che poi lavorano nel servizio pubblico.

La DGR regionale che regolava la formazione di volontari, in vigore fino al 23, prevedeva che il lavoratore che prestava servizio presso il sistema di emergenza urgenza ed era iscritto presso un'organizzazione di volontariato non avesse l'obbligo di prestare le ore di servizio ai fini del rinnovo della tessera, infatti questi lavoratori non avevano l'obbligo di effettuare le ore e la tessera veniva loro rinnovata automaticamente.

La logica era che questo volontario non aveva bisogno di effettuare un minimo di ore annuale di soccorso per mantenere l'abilità e le skill, in quanto effettivamente, come detto, lo faceva di lavoro, quindi facendolo di lavoro non c'era bisogno di mantenere questa abilitazione.

Con la nuova delibera sono state inserite le varie categorie con obblighi diversi da una all'altra: il lavoratore assunto direttamente dall'Azienda, il lavoratore assunto a tempo determinato e indeterminato con forme di lavoro flessibile interinale, e il lavoratore assunto direttamente dall'Organizzazione di volontariato. Sempre con la nuova delibera, sono iniziati i progetti chiamati inizialmente "Aree interne", dove sappiamo che vengono assunti direttamente lavoratori con contratto di lavoro diverso presso le associazioni di volontariato per svolgere un servizio di ambulanza di base, anche loro con l'obbligo, ma questo non è il caso, perché in questo caso l'attività viene prestata direttamente in Azienda USL.

È evidente quindi che, di fronte a tutto questo, noi non possiamo rimanere silenti; ecco perché riportando esclusivamente i dati e quello che abbiamo discusso e quello che è emerso nel confronto con i lavoratori, abbiamo presentato questa risoluzione per chiedere e mettere nero su bianco, che con questa risoluzione, nel caso in cui venisse approvata, si impegna il Governo regionale a modificare le disposizioni che prevedono il volontariato obbligatorio quale requisito per il mantenimento dell'abilitazione conseguita a seguito della formazione e a predisporre ogni atto utile per integrare gli autisti e i soccorritori a cui è stato interrotto il contratto, anche utilizzando le deroghe previste dalla stessa DGR.

Presidente -Dopo l'illustrazione, per il Governo la parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -Il tema, che giustamente continua a occupare il Consiglio, vista la delicatezza della situazione, è appunto quello di alcuni volontari del soccorso che, in virtù del titolo di riferimento, e quindi al possesso della relativa tessera di volontariato del soccorso da almeno 12 mesi, hanno lavorato nell'ambito del servizio di emergenza-urgenza dell'Azienda USL in qualità di operatore tecnico specializzato in regime di somministrazione.

La perdita - che è già avvenuta - della tessera regionale di volontario del soccorso, dovuta al mancato svolgimento del monte ore minimo previsto, e cioè 100 ore annue, delle quali eventualmente 50 sono recuperabili entro giugno dell'anno successivo, ha comportato già il venir meno del requisito necessario per il reclutamento da parte dell'agenzia di somministrazione.

Tra l'altro, proprio il fatto che sia stata data la possibilità di recuperare la metà di queste ore nel semestre dell'anno successivo è, nel corso del 2024, già un'attenzione condivisa che abbiamo recepito andando appunto ad aumentare questo tipo di possibilità.

Partiamo quindi da questa possibilità, e cioè da un requisito che dà titolo a svolgere un certo tipo di attività.

In analogia, per semplificare, potremmo fare l'esempio del possesso della patente di guida per un veicolo, senza la patente non è più possibile guidare e, ahimè, purtroppo questa tessera è già stata persa nell'autunno del 2025.

Quando la tessera non è più valida viene pertanto meno il presupposto essenziale vincolante per avere attivo un contratto di somministrazione e quindi per lavorare come operatore tecnico specializzato per l'Azienda USL, e questo è quanto, ahimè, già accaduto.

Per dare una dimensione al tema che stiamo trattando è utile però anche riportare i dati degli operatori che, alla data odierna, prestano servizio presso l'Azienda USL, anche per scindere gli ambiti, perché giustamente, collega Manfrin, lei parla di crisi di questa parte del settore, ma ne siamo assolutamente consapevoli, ed è per quello che esistono questo tipo di deliberazioni, ed è per quello che siamo impegnati tutti i giorni a cercare soluzioni che, di fatto, hanno portato ai numeri che seguono: sono assunti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato n. 44 OTS, risultano in servizio con contratto di somministrazione numero 38 operatori tecnici specializzati.

Purtroppo il primo di novembre scorso non è stato rinnovato il contratto a 9 lavoratori somministrati. Complessivamente sono 529 i volontari che operano in ambulanza sul territorio regionale.

L'Azienda, proprio a dimostrazione della difficoltà in cui si è trovata, in questo momento è impegnata alla formalizzazione e al reclutamento di due nuovi lavoratori in contratto di somministrazione.

È opportuno e corretto, però, precisare quanto riportato nelle premesse dell'iniziativa, nel senso che non abbiamo detto che gli operatori potranno essere reintegrati dopo l'effettuazione del corso, ma abbiamo affermato che, verificando le disposizioni regionali in materia, riteniamo - come tra l'altro sostenuto anche dall'Azienda - che gli stessi potranno sostenere direttamente l'esame finale del corso che si terrà a breve termine, questo a tutela proprio del percorso che queste persone hanno svolto, tra l'altro un percorso assolutamente professionalizzante e tutte loro sono altamente specifiche, hanno competenze assolutamente specifiche.

Rimane però fermo il principio, come espressamente previsto dalle disposizioni regionali, che per maturare il requisito necessario alla stipula di un contratto di somministrazione è necessario aver svolto almeno 12 mesi di attività da volontario del soccorso.

Venendo quindi all'impegnativa n. 1: per come è formulata, questa impegnativa non può essere sostenuta in quanto la regola che viene citata rientra nell'ambito delle regole della formazione, ma solo finalizzata al mondo del volontariato.

Al termine di un percorso formativo è previsto un esame quale condizione per il rilascio di una tessera regionale di volontariato che serve a esercitare appunto l'attività di volontario.

Questo percorso è antecedente rispetto all'esame di riferimento.

Quello su cui stiamo intervenendo è il fatto che siccome queste persone hanno una formazione e hanno già svolto un percorso, gli diamo la possibilità di fare direttamente l'esame senza ripetere interamente il percorso.

Resta però il vincolo dei 12 mesi di formazione per avere la tessera, che comunque è collegato all'articolo 14 delle delibere che abbiamo richiamato.

Per mantenere questa tessera valida come volontario le disposizioni regionali - che lei tra l'altro ha richiamato, e che si sono condivise con le organizzazioni di volontariato - prevedono che si debba svolgere 100 ore di attività di volontariato e 10 di aggiornamento, e che la metà di tutto ciò può essere svolta anche entro il mese di giugno dell'anno successivo.

Questa è una deroga successiva alla prima deliberazione del 2023.

Comprensibilmente, non sarebbe accettabile concludere un percorso di formazione, quindi ricevere un'abilitazione e poi, senza proseguire la dovuta e prevista esperienza di servizio, rimanere sempre qualificato come volontario presso l'organizzazione di volontariato che ha concesso la tessera stessa.

La richiesta di modifica attiene alla sola dimensione del volontariato e pertanto non è percorribile, fermo restando che ipotesi di modifiche non sono emerse nel tavolo tecnico di riferimento da parte delle Organizzazioni di volontariato e che comunque non avrebbero potuto sanare la situazione attuale.

Il benedetto tavolo che viene continuamente richiamato da tutti è un tavolo interistituzionale che permette di fare delle analisi sugli attuali atti vigenti che sono stati concordati - io non ho mai detto che erano presenti i sindacati - dalle Organizzazioni di volontariato, l'Azienda USL, appunto responsabile della formazione, e l'Assessorato.

All'interno della delibera e dell'accordo che ha portato a queste delibere, è previsto che all'articolo 15, comma V, ci sia la possibilità di andare a sanare, rispetto al tema delle 100 ore, eventuali situazioni specifiche per motivi di studio, lavoro, malattia, che possono accadere a qualsiasi tipo di persona ma che, di fatto, avrebbero dovuto e avrebbero potuto sanare una situazione pregressa.

Per cui anche se quel tavolo avesse avuto - e non ha - la possibilità d'intervenire sulla modifica di riferimento delle delibere, queste modifiche varrebbero per il futuro e non per il passato, sempre per fare ordine e per cercare di trattare con assoluto rispetto le persone che si trovano in difficoltà, perché alcune volte le persone che si trovano in difficoltà giustamente cercano le risposte più semplici che però, in alcuni casi, non esistono e non risolvono la loro situazione.

Rispetto invece al punto 2 della sua deliberazione e della sua impegnativa, il percorso è quello che abbiamo già ampiamente illustrato in tutte le iniziative del Consiglio, compreso quello odierno.

Quello che si può fare, ai sensi del comma V dell'articolo 15, è già in corso tra le organizzazioni di volontariato e l'Azienda.

Il richiamo all'articolo 15, comma I lettera C, secondo periodo, concerne le disposizioni che disciplinano il mondo del volontariato e le attività che rimangono possibili senza disporre della tessera, ma sempre e solo nel mondo del volontariato. Pertanto le deroghe che voi richiamate in questo caso non valgono, in quanto riguardano i volontari che operano all'interno del mondo del volontariato. Codesti operatori, purtroppo, avendo perso la tessera, già non fanno più parte di questo mondo.

Come già rimarcato, per quanto riguarda il rapporto di somministrazione con l'Azienda USL le regole sono diverse e prevedono che la persona debba essere un volontario del soccorso con tessera valida.

Se il presupposto del possesso della tessera viene meno - e ciò è già accaduto - non è più possibile operare in somministrazione per l'Azienda USL.

In ogni caso, ricordiamo che l'Azienda e ciascun Presidente delle organizzazioni di volontariato coinvolte stanno vagliando le richieste che sono state avanzate da alcuni operatori che richiamano quindi i casi particolari che ho citato poc'anzi.

Per essere i più semplici e concreti possibili, il fatto di far parte di un mondo del volontariato, di aver fatto un esame e di avere almeno 12 mesi di attività dà la possibilità di avere una tessera valida; questa tessera valida consente ai volontari che lo vogliano di potersi presentare anche come lavoratori somministrati in questo mondo, all'interno del mondo della USL, ma il fatto che la tessera sia già scaduta fa sì che, di fatto, l'unica possibilità a oggi sia quella che prevede, ai sensi del comma V dell'articolo 15, che se ci sono specifiche situazioni (che sono situazioni che ognuno di noi può riscontrare nella sua vita privata) può essere di fatto sanata la situazione della tessera e quindi può continuare anche il contratto di somministrazione.

Per i lavoratori per i quali ciò non dovesse essere possibile ci sarà la possibilità - ed è una possibilità sulla quale abbiamo lavorato proprio nel rispetto della difficoltà che queste persone stanno vivendo - di arrivare immediatamente a fare l'esame per poter avere la tessera, ma di fatto questa tessera sarà valida dopo i primi 12 mesi, e quindi dopo i primi 12 mesi, coloro i quali lo sentissero come possibilità/necessità avranno la possibilità anche di ricominciare a lavorare per l'Azienda USL tramite contratto di somministrazione.

Ricordiamo anche che - proprio perché a proposito di questo ambito siamo perfettamente consapevoli della centralità che queste professioniste e questi professionisti hanno nel mondo dell'emergenza-urgenza - è stato quest'estate reso disponibile un concorso che sarà svolto all'inizio dell'anno 2026 e che speriamo vada non soltanto a sanare le necessità dell'Azienda, ma anche a creare una graduatoria che possa dare la possibilità di semplificare questo tipo di processi.

Per questo motivo le chiediamo di ritirare la risoluzione, altrimenti ci asterremo.

Presidente -Ricordo ai colleghi che sulle risoluzioni è possibile un solo intervento per gruppo. La parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) -Io credo che da quello che è emerso, sia dall'illustrazione del collega Manfrin, che dalle parole dell'assessore Marzi, sia chiaro a tutti che siamo in presenza di una situazione estremamente ingarbugliata, una situazione complicata e delicata.

Già questa mattina, quando ne abbiamo discusso, noi abbiamo rilevato la necessità che si istituisse un tavolo, e non parlo del tavolo che già esiste, Assessore, che vede la presenza dei volontari e degli organismi istituzionali, ma un tavolo per mettere attorno tutte le persone, tutti i soggetti coinvolti, e per poter analizzare nel suo insieme una situazione che, come dico, è molto complessa; però a monte di questa situazione che si è creata - e io non voglio entrare nel merito anche delle singole situazioni perché non sarebbe corretto - c'è chi non ha potuto fare le ore, chi non ha voluto farle (non lo so, e non è una cosa che in questo momento mi interessa), però quello che c'è è che a monte esiste una deliberazione, anzi ce ne sono due, quella del 23 e poi quella del 24, che a mio avviso, a nostro avviso, hanno una potenzialità di elementi discriminatori, e su questo credo che occorra riflettere e interrogarsi, perché se riguardano la questione del volontariato è un conto, se devono essere applicate anche a dei lavoratori è un altro conto.

Io credo che bisognerebbe o si sarebbe dovuto, perché ormai mi sembra di capire che non verrà accettato, fermarsi un momento prima e fare una riflessione su quelle deliberazioni.

Lei, Assessore, ha detto più volte: "Sono stati trovati degli accordi con le associazioni di volontariato": lo abbiamo capito, così come abbiamo capito che se esiste una norma, la norma vada rispettata. Questo ce lo ha chiarito e mi sembra che sia pacifico, il problema però è quella norma, è se quella norma ha tutti i profili di correttezza e di legittimità che possono essere accettati in tutte le situazioni.

Mi pare che per quello che riguarda il lavoro di queste persone (che sono state assunte con contratto interinale, che sono dei somministrati e che hanno comunque fatto una formazione nel momento in cui sono stati assunti dalla USL), la situazione sia un po' diversa.

Continuiamo a credere che sarebbe ancora il tempo di fermare la situazione e di trovare la possibilità di comporre quello che, secondo me, diventerà un contenzioso, e la cosa mi preoccupa perché se si aprono delle vertenze in questo senso, come dicevo stamattina, alla fine poi ci rimettono tutti.

Anche se in parte, per come è stata formulata la risoluzione, ci sono degli aspetti su cui abbiamo qualche dubbio, qualche perplessità, però riteniamo che la richiesta di andare a rivedere quella delibera da cui tutto ha origine sia condivisibile, quindi anche - come dicevo - con qualche perplessità sulla formulazione, soprattutto anche sul tecnicismo del secondo impegno, però noi voteremo questa risoluzione.

Presidente -Qualcun altro intende intervenire? Sennò chiudo la discussione generale. Ha chiesto la parola il collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) -Vede, Assessore, glielo dirò in maniera molto tranquilla, io non sono assolutamente d'accordo, rispetto a quello che lei ha detto, per due motivi molto semplici.

Rispetto alla volontà di andare a cercare il pelo nell'uovo, come spesso si cerca di fare quando ci sono iniziative che sollevano delle criticità, io comprendo la strategia, ma questa volta non posso condividerla nella maniera più assoluta. Non si parla oggi di politica, si parla, purtroppo, da una parte della pelle di diversi lavoratori, e dall'altra parte di un servizio assolutamente essenziale per la nostra regione.

Basterebbe il dato che lei ha fornito quando ha replicato alla presentazione della risoluzione per evidenziare quali criticità abbia il nostro servizio.

Lei ha detto che di 38 operatori tecnici specializzati, 9 hanno lasciato il servizio, sono stati lasciati a casa, e di questi attualmente due, due diversi, sono in fase di reclutamento da parte delle Agenzie interinali.

Questi due, come la matematica insegna, non potranno mai sostituire i 9 in meno e oltre a questo lei sa benissimo come le ho detto, che già questo servizio era grandemente sottodimensionato, è grandemente sottodimensionato.

Lei ci ha detto che non si può agire e modificare la delibera perché qui non si parla di volontariato. Qui si parla di volontariato, Assessore, ed è proprio la commistione fra il volontariato e il lavoro che è il problema. Gliel'ho già evidenziato la volta scorsa, ma lo ripeto a beneficio di tutta l'Aula: noi abbiamo una USL che dà dei soldi alle associazioni di volontariato. Dà questi soldi e a queste associazioni chiede un servizio? Queste associazioni vengono a un tavolo e le dicono che nella sua delibera lei deve obbligare dei dipendenti dell'USL a fornire 100 ore di servizio che sono gli stessi che poi le Associazioni devono fornire alla USL per avere il pagamento.

Capisce che questo meccanismo circolare non favorisce il volontariato, crea una commistione pericolosa che si fonda sui soldi, non sulla volontà di aiutare gli altri.

Qui non parliamo di volontariato, il volontariato è quando viene fatto in maniera libera, questo non è fatto in maniera libera, questo è volontariato obbligatorio, quindi non parliamo di volontariato.

Voi vi siete seduti con le associazioni di volontariato e avete detto che non c'era la volontà, che non sono emerse volontà di modifica della DGR.

Per forza, se voi aveste modificato la DGR, avreste privato le Associazioni di volontariato di quelli che gli forniscono i servizi obbligatori per poter poi avere i soldi dalla USL, perché lei si ricorderà benissimo che le discipline e le convenzioni precedenti prevedevano che la USL pagasse anche a fronte di nessun servizio: "Io ti do dei soldi all'inizio dell'anno, mi dai un'ora? Dieci ore? Mille ore?", i soldi sono quelli. Poi si è modificato sulla base dei servizi che vengono erogati, e qui arriviamo a questa bellissima disposizione, però qui parliamo di dipendenti che sono assunti dalla USL, sempre tramite l'agenzia interinale, su cui nessuna associazione di volontariato può dire: "No, lui non può lavorare", e state dicendo che delle associazioni di volontariato possono a loro insindacabile giudizio giudicare quali siano i casi gravi e quali non lo siano.

Allora io le dico - senza approfondire, ma sono certo che se chiederà le carte gliele passeranno - che tutti questi operatori, tanti di questi operatori, hanno presentato i giustificativi, alcuni hanno avuto gravi problemi familiari, gravissimi direi, eppure questa deroga non è stata applicata anche qui dalle stesse associazioni di volontariato che, in realtà, avrebbero avuto la possibilità di farlo.

Qui ci sono due impegnative che sono molto semplici: abbiamo la necessità di modificare le disposizioni che prevedono questo vincolo di volontariato obbligatorio, non è una cosa impossibile, lei sa benissimo, Assessore, che una delibera di Giunta... si entra in Giunta, la si modifica e, una volta modificata, è operativa. Siccome non ci sono delle leggi che impongono di obbligare il volontariato per chi lavora per l'USL, sa benissimo che questa cosa qui è modificabile in un minuto.

Certo che se chiede all'oste se il vino è buono, tendenzialmente la risposta la sappiamo già, ma se noi andiamo a dire all'oste che "O è così o è così", perché il nostro servizio di emergenza-urgenza ha necessità di queste persone, allora forse il vino diventa un po' meno buono, però non ci si può far dettare le regole dalle associazioni di volontariato, soprattutto se è in gioco la salute delle persone e la vita delle persone che ci lavorano.

Il secondo elemento è la questione di mettere in campo ogni azione utile. Certo, se la scelta di reintegrare dipende dal fatto che l'associazione di volontariato prenda atto del fatto che ci sono delle gravi motivazioni - e possono evidentemente essere dimostrate - ma che comunque passano da una concertazione, da chi fornisce quei fondi alle associazioni di volontariato, io credo che una voce in capitolo il suo Assessorato e l'USL ce l'abbiano; nel momento in cui l'Assessorato e la USL si siedono al tavolo con chi prende 800.000 euro, un milioncino all'anno, per fare del volontariato - e anche questo è un discorso abbastanza curioso che va approfondito, come ho già ampiamente dimostrato nella scorsa legislatura - a fronte di questo è chiaro che se mi siedo al tavolo io dico: "Senti, sai che c'è? Cerchiamo di trovare una soluzione, perché qui c'è la vita delle persone in gioco da una parte e dall'altra parte il servizio di emergenza-urgenza", quindi io credo che non si possa dire che non c'è voce in capitolo nella maniera più assoluta.

A maggior ragione. mi rivolgo a quest'Aula perché so - per fortuna i lavoratori hanno riferito - che non soltanto questo è un qualcosa, un sentimento, una necessità condivisa da chi da questo servizio è stato espulso, ma è una necessità sentita anche da molti - magari non tutti - di quegli stessi lavoratori che comunque hanno fatto le ore che dovevano fare ma che sono costretti a farle, e loro stessi, anche quelli che sono rimasti all'interno del servizio, vorrebbero che questa disposizione venisse cambiata, quindi non è soltanto la necessità di pochi, è la necessità di tanti e siccome in questi giorni, a cominciare dalla scorsa volta in cui siamo venuti in questo Consiglio, molti di questi lavoratori sono stati avvicinati da alcuni Consiglieri, dicendo: "Oh, ma come è patetico il tuo caso, ma non ti preoccupare, ma come provo pietà per te, non ti preoccupare, ci penso io, adesso prendo io la situazione in mano", allora io direi che oggi con questo mettiamo nero su bianco la volontà delle persone. O questa DGR si modifica oppure no.

Chi ha la volontà di modificarla, chi ha la volontà di reintegrare i lavoratori, oggi farà un tipo di votazione, chi non ce l'ha potrà votare contro, astenersi, fare quello che vuole, ma poi dopo non potrà andare a piangere fuori, non potrà andare dagli amici fuori a dire: "Eh no, guarda, io avrei tanto voluto, però sai, il paragrafo, la lettera, la virgola"...Non funziona così. C'è questa possibilità, se c'è questa possibilità che passa, si esprime la volontà politica: questo Consiglio esprima la volontà politica di andare a modificare quella delibera e di andare a integrare i lavoratori altrimenti no, però poi dopo non è che si dice: "Sì, no, ma io l'avrei fatto, lo farò, facciamo una riunione di partito e poi diciamo", abbiamo sentito anche questo, "Il nostro movimento chiederà una riunione della maggioranza è così, vedremo, faremo".

No, non esiste, non esiste, questo è un punto di caduta.

Chi vuole esprimersi si esprima, altrimenti taccia come ha fatto fino adesso.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Marzi, interviene come gruppo.

Marzi (CA) -Collega Manfrin, io parlo ovviamente a questo punto non più come Assessore, ma come membro di un gruppo, quindi un discorso più politico, proprio perché immaginavo che lei avrebbe rappresentato quanto ha appena espresso.

Secondo me è necessario, per motivare un voto di astensione, fare un grande distinguo tra gli aspetti di natura amministrativa e gli aspetti di natura politica perché, secondo me, anche se si sta antipatici alle persone che sono in difficoltà, una delle cose che con le persone che sono in difficoltà e che hanno perso il lavoro non bisogna assolutamente fare - e non dico che tutti l'abbiano fatto - è prenderle in giro, a maggior ragione nel momento in cui sono in difficoltà.

Il sottoscritto, a nome del Governo, della maggioranza, del Consiglio, ha sempre raccontato la verità.

La verità fondamentalmente parte da un presupposto: non sono le risoluzioni che cambiano le delibere, le delibere regionali, collega Manfrin, non me lo faccia dire, lei lo sa, non lo dica, possono anche essere cambiate ma non sono mai retroattive, per cui nessuna delibera, di fatto, potrebbe essere oggi fatta anche votando questa risoluzione che va a sanare una situazione.

Ho ripetuto, è già successo, è già successo, è già successo "N" mila volte, quindi di conseguenza il Governo non ha mai detto questo, la maggioranza non ha mai detto questo, quindi di conseguenza io non so chi l'abbia detto, ma se lo ha detto, ha detto delle cose non corrette, soprattutto nei confronti di persone che erano in difficoltà.

Aggiungo un altro pezzo, che è un pezzo - secondo me - fondamentale, che di fatto, nel famoso tavolo di riferimento, io non so come dirlo, ma l'ho ripetuto "N" volte, e non è politichese, è italiano: è stato chiaramente espresso che non possono sussistere motivazioni di natura amministrativa nei confronti di nessun dipendente di questa Regione perché possa scrivere una delibera che vada a togliere una roba che è stata concertata e che, di fatto, aveva dei requisiti ben precisi.

Punto, è così. Nessuno potrà mai scrivere un atto (o ha mai potuto scriverlo) nel quale venga detta una roba che non si può fare, infatti a quel tavolo nessuno ha chiesto di farlo, perché non si può fare, non si è mai potuto fare.

Nel momento in cui si è analizzato quell'atto e si è ragionato di eventuali sviluppi nel mondo del volontariato rispetto a questo tema, l'unica possibilità che c'è è di tornare a quelli che una volta erano i vecchi corsi-concorsi, dove però si creava tutta una serie di problematiche, perché poi coloro i quali giustamente lavoravano sempre all'interno della ditta pensavano che poi dopo si potessero comunque vetare - richiamo il collega Centoz, pochi giorni fa - i concorsi, a proposito dell'ente pubblico, che sono gli unici strumenti per essere assunti nel pubblico, quindi anche quel sistema non aveva funzionato.

Per cui a oggi, restando così le cose, queste delibere sono il miglior compromesso per garantire al mondo del volontariato, che non è fatto soltanto da questi 38 volontari che hanno anche deciso di scegliere di essere lavoratori somministrati dell'USL, è fatto anche dagli altri 550, e i fondi che vengono individuati dentro questa benedetta convenzione, che è prodromica rispetto alle delibere, sono fondi che vengono dati alle organizzazioni di volontariato per poter svolgere un ruolo centrale all'interno del mondo dell'emergenza- urgenza, non soltanto in Valle d'Aosta, ma in tutto il resto d'Italia.

Collega Manfrin, poi non me ne voglia, io glielo dico in maniera assolutamente tranquilla, abbiamo vari professionisti sanitari, ne abbiamo tantissimi di professionisti sanitari, ne parliamo tutte le volte che abbiamo dovuto trattare il tema dell'attrattività, soprattutto per la 27/2023, bene, manca un professionista sanitario e manca un professionista sanitario che si chiama OTS, quindi, secondo me, tutti noi che facciamo politica, ma a maggior ragione coloro che lo fanno all'interno di partiti nazionali (che hanno la possibilità di normare questa professione, invece di raccontare cose) dovrebbero impegnarsi a livello nazionale a superare un enorme vulnus, che c'è, perché si arrivi ad avere questo tipo di professione sancita dalla legge, perché, se di fatto, a livello nazionale, i Governi di destra, di sinistra, alti, bassi, di centro, fossero riusciti nel corso degli anni a sanare questo problema e a superare il problema che c'è nell'incastro nazionale tra professionisti e volontariato, magari anche in Regione Valle d'Aosta, dove non possiamo, non abbiamo la facoltà di inventarci dei professionisti sanitari, magari oggi non ci troveremmo in questa situazione; e lo dico soprattutto perché naturalmente tutti coloro i quali hanno rapporti diretti con partiti nazionali, ripeto, di destra, sinistra, centro, qualsiasi roba, dovrebbero farsi testimoni di questo tipo di problematica.

È proprio perché c'è questovacuum, c'è questo buco per cui, di fatto, si cercano le migliori soluzioni possibili per unire i volontari che lavorano sul territorio, cercando di dare delle soluzioni rispetto a tutti coloro i quali svolgono questo servizio, anche come lavoratori dipendenti in qualsiasi Regione, compresa la Regione Autonoma Valle d'Aosta, però è importante dividere l'analisi che questo tema ha portato su tre argomenti diversi: 1) l'importanza e la centralità dell'emergenza-urgenza di ogni operatore, compresi gli OTS che operano in questo settore. Lo sappiamo, lo sappiamo talmente tanto che anche per arrivare a sanare alcuni di questivacuume per arrivare a questo benedetto concorso che si è, di fatto, concretizzato con l'autunno del 2025, e che verrà svolto nel 2026 per 43 soggetti che verranno selezionati, c'è voluta la mano del Signore.

Il Governo regionale sa che questa è una cosa importante? Sì. Opera in questo? Sì. Il percorso che ha portato all'individuazione della firma delle convenzioni del 2023, alla prima delibera del 2023, alla seconda delibera del 2024 è stato un percorso complessissimo, talmente complesso che il coordinatore del Dipartimento sanità e salute, la prima cosa di cui mi ha parlato appena sono diventato Assessore alla sanità è: "Per favore risolviamo questo problema perché sono quattro anni che discutiamo su questo tema senza, trovare nessun tipo di soluzione ed è centrale per la sanità valdostana".

L'importanza è condivisa e la sappiamo. C'è un buco? Assolutamente sì. La migliore delle soluzioni possibili a oggi è quella che è stata individuata con questi due atti che - come richiamato dalla collega Minelli - hanno dei chiarissimi vincoli e sicuramente non possono essere sanati dopo per prima, per cui quello che è successo non è né a vantaggio dell'organizzazione di volontariato, né a vantaggio dei 29, né a vantaggio dei 9, né a svantaggio di chiunque altro, è semplicemente una fotografia di una situazione che se qualcuno ha detto che poteva essere sanata con un colpo di spugna ha raccontato delle cose non vere.

Siccome siamo sensibili a questo genere di problemi e siamo sensibili anche a questo mondo, abbiamo cercato - dopo e in parallelo rispetto all'applicazione dell'articolo 15 comma 5, che dovrebbe andare a verificare eventuali casi straordinari inseriti in queste benedette delibere - lei ha detto che sono 7 i volontari che non dovrebbero essere sanati dall'articolo 15 comma 5 - abbiamo cercato anche di trovare la migliore delle soluzioni possibili per questi 7, cercando di farli andare subito a esami, ma non è il Dipartimento e non è l'USL che può iscrivere a dei corsi. Non siamo noi, sono giustamente le organizzazioni di volontariato.

La normativa, e quindi l'articolo 14, prevede che se anche una persona supera l'esame rimangono i 12 mesi per arrivare ad avere l'efficacia della tessera e quindi rimangono le 100 ore di riferimento, quindi soltanto fra un anno queste persone, qualora decidessero ancora di volerlo fare, potrebbero e potranno cominciare a lavorare nuovamente all'interno dell'Azienda USL.

Questa è la situazione, è sempre stata la situazione, continuerà ad essere la situazione, sia che voi diate retta a qualcuno di noi, o si dia retta a qualcuno di noi che vi dice o che dice la verità, sia che si ascoltino persone che fanno il nostro stesso lavoro che non hanno le idee chiare.

La situazione è questa, era questa la settimana scorsa, è questa a questo Consiglio, sarà questa il prossimo, sarà questa sotto Natale. L'unico consiglio che posso dare a tutte quante le persone coinvolte è quello di non cercare qualcuno che gli racconti le cose che non esistono perché, io non so come dirlo, ma bisogna essere sempre corretti e franchi, anche se si sta sulle scatole, ma dire sempre la verità, a maggior ragione quando si ricopre un ruolo istituzionale e quindi non si rappresenta solo se stessi ma un'intera comunità, indipendentemente dalla simpatia e dall'antipatia.

Presidente -Ci sono altri interventi? Altrimenti chiudo la discussione. Chiudo la discussione e apro la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 32

Votanti: 11

Favorevoli: 11

Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Machet, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent e Viérin Marco).

La risoluzione non è approvata.

Ringrazio tutti i colleghi e i nostri dipendenti per il lavoro fatto. Il Consiglio è concluso.

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L'adunanza termina alle ore 20:12.