Oggetto del Consiglio n. 99 del 2 dicembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 99/XVII - Interpellanza: "Via i violenti dalle case popolari".
Aggravi (Presidente) -Punto n. 32 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -Come saprà l'Assessore, con quest'interpellanza interveniamo su un tema che ci è particolarmente caro, che abbiamo trattato anche più volte nella scorsa legislatura, un tema che riguarda la presenza di persone che si rendono protagoniste, purtroppo protagoniste in negativo, di atti sicuramente censurabili, di violenze, di un distorto utilizzo dell'alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica che è loro assegnato e che, purtroppo, continuano a mantenere, in barba a qualsiasi regola di buona non dico educazione ma di civiltà che sta alla base del nostro vivere comune.
Perché diciamo questo? Perché è pervenuta, come sappiamo, una segnalazione da parte dell'Associazione "Casa per tutti" che ha evidenziato il caso di una persona particolarmente violenta, talmente violenta da rendersi protagonista nelle cronache, e leggerò un articolo ovviamente guardando i severi censori della Presidenza, omettendo i nomi delle persone, quindi leggerò un articolo di stampa che si intitola: "Aosta, aggressioni ripetute anche a un poliziotto, arrestato il terrore del Quartiere Cogne. Continui danneggiamenti alle auto parcheggiate, minacce di ogni tipo ai passanti, in una escalation di violenza culminata domenica 28 settembre nella brutale aggressione, con tanto di punteruolo"- così si legge nella denuncia sporta alla Polizia, - "a un pensionato che si stava recando al seggio elettorale della scuola Lexert in via Cavagnet e a un altro passante rifugiatosi nell'auto. Pochi giorni dopo il danneggiamento della vetrina di un minimarket della zona, a seguito delle minacce a un'anziana cliente in negozio: "Ti ammazzo, ti taglio la gola". Due giorni fa l'ennesima violenza, a farne le spese un uomo che passava in un piazzale condominiale. Ieri, martedì 21 ottobre, nessuna esitazione nel prendere a pugni un poliziotto".
Insomma, un personaggio di cui sicuramente non sentiamo la mancanza, tanto è vero che è stato arrestato, adesso non so, per un periodo aveva soggiornato nel reparto di psichiatria, ha aggredito degli altri utenti, quindi un soggetto, di certo, dalle interazioni sociali potremmo dire un po' problematiche.
Questo soggetto è stato segnalato più volte e alla fine si è arrivati - soltanto perché ha aggredito qualcun altro - a un suo fermo, ma quello che rimane, purtroppo, è un altro elemento di quest'articolo, cioè il fatto che questa persona era assegnataria - o per lo meno ne era assegnataria la madre - di un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica, nel quale però la madre pare non risiedere più, quindi alla luce di tutto questo è chiaro che abbiamo voluto ricordare quello che è l'articolo 42 della legge regionale 3/2013.
L'articolo 42 disciplina la decadenza dall'alloggio di chi si renda responsabile di alcuni comportamenti.
Tra questi abbiamo segnalato:
lttera B dell'articolo 42, ovvero: "Abbiano ceduto in tutto o in parte l'alloggio assegnato": la madre che non risiede più nell'alloggio e ci risiede il figlio; lettera C: "Non abitino stabilmente nell'alloggio assegnato, pur avendone la residenza anagrafica o ne mutino la destinazione d'uso, ovvero non l'abbiano occupato stabilmente";
lettere D ed E: e qui, secondo noi, sta il problema: "Abbiano adibito l'alloggio ad attività penalmente rilevanti e tengano comportamenti socialmente pericolosi per l'incolumità pubblica o non rispettino reiteratamente i regolamenti e le norme di comportamento stabilite dagli enti gestori".
Ora è chiaro che immaginare che questa persona non abbia integrato la fattispecie della lettera E - cioè che abbia tenuto comportamenti socialmente pericolosi per l'incolumità pubblica - è abbastanza notorio, ne parlano anche i giornali.
Quello che vorremmo si arrivasse a sancire è proprio che non è il caso di specie che ci interessa particolarmente (ci interessa perché solleva un problema) quello che ci interessa è fare in modo che casi di questo tipo, e questo non è l'unico caso, perché lei, Assessore, si ricorderà che di questi casi ne abbiamo portati diversi: persone che avevano utilizzato l'alloggio per rubare, persone che avevano utilizzato l'alloggio per spacciare, persone che durante la loro permanenza agli arresti domiciliari nell'alloggio avevano lanciato petardi all'interno di una Caserma, si ricorderà anche questo, della Caserma prospiciente il Quartiere Cogne, quindi è evidente che per tutti questi soggetti la lettera E dell'articolo 42 è assolutamente da applicare.
Ecco perché nel merito di questo, con quest'interpellanza, le chiediamo "Se siano stati fatti i dovuti approfondimenti sui fatti segnalati in premessa, sia sulle violenze perpetrate, sia sull'effettiva titolarità dell'alloggio da parte del soggetto in questione" e "Se sia intenzione dell'Amministrazione mettere in campo ogni azione utile per privare dell'alloggio, ai sensi dell'articolo 42, chi si rende responsabili di violenze e/o utilizza l'alloggio in maniera impropria o lo utilizza senza averne titolo".
Presidente -Le dico anche che, nel limite del possibile, nessuno censurerà quello che lei dice, perché quello che lei dice è sua responsabilità, altra cosa sono le iniziative, però nessuno di noi si chiama Catone di secondo nome.
La parola all'assessore Marzi.
Marzi (CA) -È innanzitutto doveroso sottolineare che - data l'identificabilità del caso e la presenza di un procedimento giudiziario in corso - non è possibile entrare nel merito dei dettagli rispetto ai fatti specifici. In ogni caso confermiamo che fin da subito tutti gli enti coinvolti hanno collaborato attivamente per fare rete con l'obiettivo di comprendere la situazione e d'individuare le possibili soluzioni percorribili.
Questa sinergia istituzionale ha consentito di affrontare e risolvere questa situazione di particolare complessità e fragilità sanitaria e sociale, garantendo il più possibile la tutela dei residenti e la salvaguardia del vivere civile.
Sono state quindi effettuate le dovute verifiche in merito alle segnalazioni ricevute, sia sulle violenze perpetrate, sia sulla titolarità dell'alloggio da parte della persona in questione. Ne è emerso che in realtà il titolare del contratto di affitto non è la persona che ha commesso gli atti violenti e che lo stesso, allo stato attuale, non risiede nell'alloggio, evidenziando come di fatto le responsabilità da attribuire siano diverse tra due soggetti diversi: la gravità di chi ha commesso gli atti illeciti e chi non ha osservato il regolamento in veste d'inquilino di Edilizia Residenziale Pubblica.
Le procedure sono comunque state avviate secondo la normativa vigente e l'istruttoria sarà sottoposta alla Commissione per le politiche abitative che, come lei sa, è presieduta da un Magistrato per il previsto parere che è obbligatorio e vincolante.
Sono comunque state attivate le procedure di decadenza dell'assegnazione, previste dalla 3/2013, in presenza di comportamenti socialmente pericolosi o di utilizzo improprio dell'alloggio, nei casi di violenza o attività penalmente rilevanti o di utilizzo senza titolo.
Le situazioni sono monitorate costantemente e ogni azione utile sarà messa in campo per garantire la sicurezza e il rispetto della legalità.
Presidente -La parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -La ringrazio, Assessore, per la sua risposta.
Per una volta posso dichiararmi soddisfatto rispetto alla segnalata da parte sua attivazione delle procedure di decadenza, poi vedremo cosa dirà l'insindacabile e ineffabile giudizio della Commissione politiche abitative, ma riteniamo che questo sia esattamente il caso di specie.
Quello che però vorrei evidenziare con lei, Assessore, è che questa situazione solleva un po' un problema, cioè innanzitutto cosa ci facesse questa persona qui, perché non le sfuggirà - ma è ricompreso nella segnalazione che l'Associazione "Casa per tutti" aveva mandato - che le segnalazioni dei problemi legati a questo soggetto non sono iniziate con le sue violenze, cioè con le violenze per le quali è stato arrestato, ma sono iniziate molto prima, tant'è vero che ci sono molti articoli che lo testimoniano. Queste violenze e questi comportamenti assolutamente errati, peraltro fatti da persone che lei giustamente vuole coprire, non coprire nel senso che vuole nascondere qualcosa, ma non vuole scoprire eventualmente l'identità... io non ho problemi a dire che questa persona è il figlio dell'assegnataria di questo alloggio, che utilizzava l'alloggio pur non essendone titolare, poi sappiamo bene cosa dispongano le norme per eventuali ospitalità e quant'altro, ma evidentemente questa persona utilizzava quell'alloggio, la madre non era all'interno di quell'alloggio, eppure nonostante questo molestava le persone che erano residenti nel condominio e tutti i passanti e, nonostante ci fossero segnalazioni, si è dovuti arrivare addirittura a due aggressioni, con l'aggressione finale a un poliziotto e il conseguente arresto per poter mettere perlomeno in attivo un procedimento di decadenza.
Questo credo che sia un segnale che ci deve dire che forse un'operazione di verifica delle persone residenti negli alloggi va fatta, va fatto un approfondimento rispetto alle persone che occupano gli alloggi, vanno fatte delle verifiche puntuali che a oggi non sono state fatte, perché, ovviamente, chi utilizza questi sistemi, chi adibisce l'alloggio ad attività penalmente rilevanti, o magari anche i garage - lei lo sa benissimo - forse è ora che venga segnalato e forse è ora che smetta di occupare abusivamente una proprietà di tutti e pagata con i soldi di tutti, semplicemente perché così nessuno fa niente.
Io ho segnalato plurimi casi, sono felice che perlomeno questo sia arrivato a un'istruttoria, ci auguriamo che tutti gli altri che segnaleremo in futuro possano avere lo stesso trattamento.
