Oggetto del Consiglio n. 95 del 2 dicembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 95/XVII - Interpellanza: "Stato dell'arte della legge regionale sul Terzo Settore".
Aggravi (Président) -Point n° 28 à l'ordre du jour. La parole au conseiller Torrione.
Torrione (AVS) -Il 17 giugno del 2025 è stato presentato in V Commissione un DDL, il n. 198 che, come altri, non ha poi proseguito l'iter ed è decaduto per la chiusura della legislatura.
Ovviamente ci permettiamo di ricordare l'importanza - peraltro poi ne abbiamo parlato anche in altre sedi con l'Assessore competente, quindi ovviamente ripeto alcune cose già dette - e l'urgenza che tale legge venga approvata quale recepimento a livello regionale della riforma del Terzo Settore.
Il Codice del Terzo Settore assegna infatti alle Regioni in questo senso un ruolo non trascurabile, perché - oltre allo spazio dell'autonomia regionale previsto dal sistema di riparto delle competenze fra Stato e Regioni, già delineato in Costituzione - il Codice del Terzo Settore rinvia esplicitamente all'autonomia regionale in alcune fasi attuative.
Peraltro tra i temi importanti vi sono i rapporti con la pubblica Amministrazione, l'articolo 55 del Codice, che rimanda chiaramente al ruolo che ciascuna amministrazione, anche territoriale, deve svolgere nell'assicurare il coinvolgimento attivo degli Enti nel Terzo Settore nell'esercizio delle proprie funzioni, anche declinando - nel rispetto di quanto previsto anche dalla legge 241/90 - un proprio procedimento di quella che viene definita la cosiddetta Amministrazione condivisa, che implica gli elementi a monte della coprogrammazione e a valle della possibile coprogettazione.
Altri elementi importanti sono le misure di carattere fiscale e la possibilità di definire misure di vantaggio per i tributi regionali, anche qui articolo 82 del Codice del Terzo Settore¸la possibilità dell'istituzione dell'Ufficio regionale del Registro Unico del Terzo settore, articolo 45, e la possibilità dell'accesso al Fondo sociale europeo, articolo 69.
L'approvazione del Codice del Terzo Settore: il 117/2017 e il 112/2017 sull'impresa sociale hanno, di fatto, assecondato, in una logica possiamo definire unitaria, facendo rientrare nella competenza legislativa statale che cosa? La definizione di qualifica di ente del Terzo Settore, un gruppo significativo di misure di promozione e l'impianto di questo sistema pubblicistico di controllo.
In realtà bisogna anche ricordare che, dopo l'approvazione di questa riforma, che ha abrogato buona parte delle legislazioni delle discipline legislative precedenti, si è attivato un dibattito molto, molto intenso in diverse Regioni. Regioni che attualmente hanno fatto una legge regionale sono la Toscana, il Molise, l'Emilia Romagna, il Piemonte, Bolzano con Provincia Autonoma, e la Puglia.
In particolare la Regione Toscana è stata una prima regione a farlo in maniera molto precisa, quindi c'è stata una sorta di stratificazione negli anni nelle varie proposte e poi approvazioni di leggi regionali.
Noi quindi ci auspichiamo che anche la Regione Valle d'Aosta si affretti ad avviare l'iter di approvazione di questa legge che, ovviamente, può usufruire del vantaggio del fatto che molte Regioni l'hanno fatto, quindi fondamentalmente possiamo fare un "Copia, incolla e migliora", come si suol dire, adeguato.
Chiaramente il concetto di amministrazione condivisa è un concetto a noi estremamente chiaro e a noi molto gradito, è un concetto che è contenuto in molte delle normative regionali finora approvate e che ci auspichiamo che entri a pieno titolo anche in quella regionale.
È un concetto che è insito nella configurazione degli enti del terzo settore, che la riforma stessa definisce come enti privati che promuovono e realizzano attività di interesse generale; è un passaggio non marginale, perché l'attribuzione agli Enti del terzo settore di questa definizione non è proprio del tutto marginale, anzi.
Vengono date agli enti del Terzo Settore delle finalità analoghe o quantomeno parallele a quelle della pubblica Amministrazione.
Quello che poi chiarisce un po' tutto il concetto che sto cercando di esprimere è nell'articolo 55 del Codice del Terzo Settore, nel quale si spiega che pubblica Amministrazione ed enti del Terzo Settore non sono né antagonisti, né concorrenti, né soggetti opposti in un processo di compravendita. Si tratta di alleati naturali, di soggetti uniti dall'intento di realizzare delle attività di interesse generale a beneficio della comunità.
Di qui, appunto, l'Amministrazione condivisa di cui si è parlato, che praticamente implica concetti - che a noi, che veniamo da quel mondo, sono estremamente chiari - di sussidiarietà verticale e anche orizzontale.
Scrivere questa legge, quindi, a livello regionale, implica la possibilità di creare le condizioni affinché questo processo di collaborazione fra la pubblica Amministrazione e il Terzo Settore possa realizzarsi in maniera efficace, attraverso la creazione di sinergie fra gli attori del terzo settore, gli attori istituzionali, e altri soggetti portatori d'interesse.
Come ho detto ieri anche in Commissione, l'ente strumentale vogliamo capirlo meglio, perché nella possibile legge regionale sul Terzo Settore anche l'ente strumentale entra come ragionamento.
È un percorso, quindi, di consolidamento della legittimazione degli Enti del terzo settore come pilastro di un'azione pubblica allargata, di saldatura fra il principio di sussidiarietà verticale e principio di sussidiarietà orizzontale, come peraltro compendianti nell'articolo 118 della Costituzione, che non vede più l'attore pubblico come unico erogatore di beni e servizi a tutela dei diritti civili e sociali.
Una legge - e qui faccio un piccolo allegato locale - la cui urgenza di approvazione deriva anche da alcuni elementi congiunturali locali. Ovviamente non solo, ma qui lo sono particolarmente sentiti, avendo noi sentito il Centro servizi per il volontariato, che ci ha peraltro presentato queste difficoltà.
Ricordiamo infatti che il centro servizi per il volontariato, a seguito della riforma di questo terzo settore e al conseguente obbligo per le associazioni di volontariato di iscrizione al Registro unico nazionale del terzo settore, il famigerato RUNTS, ha dovuto ampliare in maniera significativa il proprio impegno, di servizio e di supporto a tutto il mondo del volontariato.
Ricordiamo inoltre che il sostegno economico del CSV è legato essenzialmente alle erogazioni che arrivano dal Fondo unico nazionale, che è alimentato da contributi annuali delle fondazioni di origine bancaria e amministrato dalla Fondazione ONC.
Ricordiamo anche però che questo fondo negli ultimi anni si è drasticamente ridotto, limitando peraltro le risorse pervenute al CSV.
In Valle d'Aosta, la realtà del volontariato è molto diffusa in ogni Comune, è una caratteristica peculiare della nostra regione. Sono 240 le associazioni di volontariato, di cui la maggior parte di dimensioni medio piccole e quindi non sufficientemente dotate degli strumenti e del personale per poter adempiere agli obblighi procedurali e burocratici dell'iscrizione al RUNTS, quindi che cosa hanno fatto? Fondamentalmente si sono rivolte al Centro servizi per il volontariato, che però non ha le risorse adeguate per poter garantire l'assunzione di personale in modo sufficiente per ottemperare a tutti gli obblighi.
Finisco con le domande. Le domande sono: "Se è intenzione della maggioranza riportare la legge regionale in V Commissione e con che tempistica. In caso affermativo quale sarà lo spirito della maggioranza con cui vorrà presentare questa legge" e, domanda specifica, "Se il CSV è stato audito in V Commissione dalla precedente legislatura". In ultimo "Se è intenzione dell'Amministrazione regionale inserire nella suddetta legge adeguati finanziamenti strutturali al CSV, alla luce dell'importante e continuo incremento di richieste di supporto avanzate dalle associazioni di volontariato".
Président -Pour la réponse la parole à l'assesseur Marzi.
Marzi (CA) -Si prevede naturalmente, come abbiamo anticipato ieri in Commissione bilancio, di concludere l'iter di approvazione del disegno di legge entro il primo semestre dell'anno prossimo.
Appena insediati, abbiamo immediatamente infatti riavviato l'iter del disegno di legge che, come richiamato anche da lei, era già stato presentato al Consiglio, ma naturalmente decaduto al termine della scorsa legislatura.
Il testo è stato quindi inoltrato agli uffici regionali competenti per le valutazioni degli aspetti sia finanziari che legislativi e a seguito dei quali sarà riapprovato in Giunta e re inoltrato quindi al Consiglio regionale.
Il testo era stato approvato nella seduta della Giunta del 16 giugno e il 20 giugno 2025 era stato posto all'attenzione dell'allora V Commissione consiliare.
Il testo del disegno di legge è frutto della concertazione svolta nella precedente legislatura, oltre che con le varie strutture regionali competenti sul tema nei vari tavoli di lavoro nell'ambito del piano di zona, che hanno coinvolto gli enti del terzo settore e gli Enti locali.
Nella redazione del testo, l'Amministrazione è stata supportata dalle competenze di una giurista della scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna di Pisa; è stato continuo il confronto con le varie anime del terzo settore, cooperative sociali, fondazioni e associazioni di promozione sociale e organizzazione di volontariato, tra le quali il Coordinamento Solidarietà della Valle d'Aosta, più noto come CSV, l'ente attualmente accreditato per la gestione dei servizi di volontariato della nostra regione.
Il testo del disegno di legge è stato pertanto costruito sulle basi dei fabbisogni espressi dai vari enti, nell'ottica di renderlo il più possibile rispondente ai bisogni territoriali.
Il disegno di legge recepisce le osservazioni e i fabbisogni presentati dagli enti del terzo settore e dagli Enti locali e nei vari tavoli di concertazione sono stati quindi recepiti.
Nello specifico, con la proposta di legge, in coerenza con gli indirizzi e i principi del decreto legislativo 117/2017, il cosiddetto Codice del terzo settore, si potenzia e si rende strutturale il sostegno dato dall'Amministrazione regionale agli enti del terzo settore, con particolare attenzione alle organizzazioni di volontariato, alle associazioni di promozione sociale e, appunto, al Centro Servizi di Volontariato, CSV, accreditato sul territorio regionale.
Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale, infatti, svolgono indispensabili funzioni solidaristiche che, come Amministrazione regionale, intendiamo promuovere per sostenere e diffondere la cultura e le attività del volontariato stesso.
In questi termini il testo prevede spazi strutturali di confronto e consultazione tra l'Amministrazione regionale e gli enti del terzo settore, tra cui Amministrazione condivisa, e a tal fine si prevede l'istituzione di specifici organi quali la Consulta regionale del terzo settore, l'Osservatorio regionale del terzo settore sull'economia sociale e sull'amministrazione condivisa.
Inoltre si prevede di garantire sostegni economici strutturali in favore degli enti del terzo settore, quali contributi per le iniziative finalizzate all'innovazione sociale di particolare interesse regionale, finanziamenti per la promozione della cultura e delle attività di volontariato e finanziamenti al Centro Servizi per il Volontariato, al fine di sostenere le funzioni di promozione del volontariato e di supporto che il Centro assicura alle associazioni sul territorio regionale.
A questo proposito, sul discutendo bilancio regionale della Regione per il triennio 2026-2028, si prevede uno specifico stanziamento complessivo di euro 750.000, pari quindi a 250.000 euro per ognuna delle annualità del triennio preso in esame.
Président -Pour la réplique la parole au conseiller Torrione.
Torrione (AVS) -Grazie, Assessore, per le risposte che, peraltro, come ha detto lei, erano già state anticipate in V Commissione.
Non ho molte altre considerazioni da fare, se non due, una - però posso peccare io sul fatto che sono nuovo di quest'ambiente - a me pare che siccome la legge è stata frutto di già un'ampia concertazione e sembrerebbe essere praticamente quasi pronta, sei mesi mi sembrano un poco tanti, però... No no, lo so anche perché io ho lavorato con la pubblica Amministrazione dall'altra parte per tanti anni, quindi capisco che il tempo scorre in maniera differente a seconda del lato in cui ci si trova in quel momento, quindi lo so perfettamente; rimangono comunque, secondo me, tanti.
Non ho sentito tanto citare la parte invece che riguarda le cooperative sociali, che sono l'altro elemento importante del terzo settore, e soprattutto rispetto ai due grandi temi della co-programmazione e della coprogettazione che nel mio intervento precedente ho richiamato come elementi per i quali le cooperative sociali e le associazioni di volontariato sono ampiamente titolati a portare avanti l'interesse generale della collettività, in collaborazione, come viene previsto, con la pubblica Amministrazione.
Mi piacerebbe quindi che nella legge questa parte venisse considerata, peraltro sul tema della co-programmazione, e in particolare della coprogettazione, vanno sicuramente audite le parti, nella fattispecie le centrali cooperative eccetera, perché ci sono alcune grosse perplessità in tal senso.
Rinnovo quindi il mio invito a inserire nella legge, ma poi sarà frutto del lavoro della Commissione e spero di poter intervenire in tale dibattito.
