Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 91 del 2 dicembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 91/XVII - Interpellanza: "Come si pensa di migliorare l'economia circolare della gestione dei rifiuti: termovalorizzatore è un'ipotesi?"

Aggravi (Presidente) -Punto n. 24 all'ordine del giorno. La parole au conseiller Carrel.

Carrel (ADC) -Quest'iniziativa parte da un aspetto che giustamente è stato presentato nel programma di Governo, andando a sottolineare come una tematica che impegnerà la nostra azione sarà quella relativa all'economia circolare della gestione dei rifiuti, quindi essendo un tema molto delicato e molto importante, che tocca anche direttamente quelle che sono poi le tasche dei cittadini, perché spesso e volentieri in questa campagna elettorale, anche da parte dei candidati di Autonomisti di Centro, abbiamo affrontato il tema dell'importanza che i rifiuti - e quindi la tassa dei rifiuti - hanno sulle famiglie e sulle imprese valdostane, crediamo che porre l'attenzione su questo tema sia importante e fondamentale.

Da un punto di vista legislativo e giuridico è un tema sicuramente molto ampio e molto complesso, sicuramente nella sua risposta ne darà nota e avrà modo di raccontarci i vincoli entro i cui dobbiamo agire per poter dare delle risposte che siano esse concrete.

È un tema che riguarda sicuramente diverse direttive europee, le quali ho analizzate singolarmente, che di fatto vanno in una direzione unica: la prevenzione, quindi ridurre il più possibile il quantitativo dei rifiuti prodotti - e su questo dobbiamo lavorare con gli Enti locali sicuramente, dobbiamo lavorare con le imprese e con i cittadini - dall'altra parte vi è poi il recupero, laddove è possibile, e infine, e solamente infine, lo smaltimento.

Dobbiamo tenere in considerazione, analizzando questo tema, che la discarica di Brissogne ha una data di fine, che sembra essere il 2031, ma le informazioni ci danno questa data sempre più vicina, e dobbiamo tenere in considerazione anche il fatto che, ogni qualvolta come azione politica - che sia Governo o che sia opposizione, parliamo di discarica, tutti la vogliamo ma non la vogliamo sotto casa - quindi ovviamente dobbiamo trovare una soluzione che sia una soluzione che va bene per tutti, ma trovarla è praticamente impossibile.

Partiamo quindi nell'analizzare quest'importante dossier andando ad affrontare la questione dei costi che ricade sulle famiglie e sulle imprese e con quest'interpellanza andiamo proprio a chiedervi: "Se vi sono dei rifiuti che vengono prodotti in Valle d'Aosta che vengono trasportati fuori dalla Regione e, nel caso di risposta affermativa, quali sono i costi complessivi annui di questo smaltimento extra Regione". Questo credo che sia un dato importante dal punto di vista politico per andare ad affrontare il futuro.

Per affrontare il futuro possiamo anche tornare un po' forse a una scelta che è stata sicuramente valutata negativamente da un referendum, ma che era - posso dirlo, o meglio lo dico dalla mia posizione - una scelta lungimirante allora e potrebbe essere ancora attuale oggi, nonostante, ovviamente, le tecnologie siano avanzate, quindi questo è un altro elemento da mettere sul tavolo.

"Se sia quindi intenzione di questo Governo valutare altri sistemi di smaltimento, come ad esempio un termovalorizzatore, per produrre energia e ridurre il costo ai cittadini".

L'obiettivo è avere una Valle d'Aosta che non cede rifiuti, che non vende rifiuti, che non deve sobbarcarsi di costi eccessivi per smaltire i propri rifiuti, migliorare sicuramente la differenziata ma, nello stesso tempo, trovare delle soluzioni che non sono quelle di ammucchiare questi rifiuti costantemente in luoghi diversi, senza affrontare realmente e seriamente il problema.

Président -Pour la réponse la parole à l'assesseur Sapinet.

Sapinet (UV) -Grazie, collega Carrel, ci dà modo poi di rispondere con dati, con percentuali e dare anche degli aggiornamenti che definirei abbastanza interessanti.

Con riferimento all'iniziativa in oggetto, che quindi concerne il programma di Governo in materia di economia circolare di gestione rifiuti, nelle premesse viene citato anche l'aumento dei costi che gravano sui cittadini e impresa.

A questo proposito vorrei ricordare quanto emerge dal rapporto annuale di Cittadinanza Attiva, che probabilmente nei giorni scorsi avete visto sulle varie testate e sui giornali online, dove appunto soltanto in Valle d'Aosta, insieme a Regione Molise e Regione Sardegna, la spesa per la gestione dei rifiuti ha registrato una riduzione rispetto all'annualità precedente, quindi nella nostra regione, rispetto al 2024, la diminuzione è pari all'8,4%. I dati sono stati resi noti, come dicevo, e divulgati nelle scorse settimane.

Numeri quindi e percentuali positivi e incoraggianti che - ovviamente non dobbiamo fermarci qui - premiano anche quanto citava lei, ovvero il lavoro che si porta avanti in stretto contatto con gli Enti locali.

Ha citato anche la discarica di Brissogne: mi sono fatto dare l'ultimo dato dall'ultima relazione trimestrale che è stata trasmessa da ENVAL, che quindi vede come tempo di esaurimento di discarica il 2035; questo è l'ultimo dato e la data di scadenza ovviamente cambia con il prosieguo perché sta, come dicevamo, diminuendo la percentuale che noi andiamo a conferire in discarica, come ho già citato grazie all'iniziativa del collega Perron lo scorso Consiglio.

L'avviare il 12 febbraio del 2025 i nuovi servizi nell'Alta Valle ha già permesso di guadagnare alcuni punti percentuali, ma questo non vuol dire che il problema non ci sia, anzi, il problema c'è e va assolutamente affrontato.

Riguardo al primo quesito: "Sì, affermativo" una parte dei rifiuti prodotti nella nostra regione viene conferita fuori regione, si tratta principalmente delle frazioni provenienti dalla raccolta differenziata che, per legge e per organizzazione delle filiere nazionali del recupero, devono essere inviate ai Consorzi di riferimento o a impianti specializzati che si trovano fuori regione.

Parliamo quindi di FORSU, Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano, gli imballaggi in plastica e in plastica dura, verde e legno, pneumatici fuori uso, materassi, farmaci, toner, vernici, altre frazioni minori e lo spazzamento stradale.

Per queste tipologie di rifiuto il conferimento extraregionale rappresenta la modalità ordinaria di trattamento, poiché i relativi impianti di riciclo o recupero non sono presenti nella nostra regione.

Per quanto concerne i costi, la concessione in essere con la società ENVAL, in qualità di gestore dell'impianto, si basa su un piano economico finanziario, che definisce gli equilibri complessivi di gestione.

In questo modello i costi di dettaglio non vengono formalizzati in atti amministrativi annuali, ma sono oggetto di verifica in occasione delle procedure di riequilibrio o di revisione del PEF.

Sulla base dei dati gestionali comunicati dal concessionario, l'onere complessivo stimato per il 2024, relativo al trasporto, al conferimento extra regionale delle frazioni della raccolta differenziata, è pari a 2.265.000 euro

Si vuole sottolineare anche un punto che spesso genera confusione e la sua iniziativa ci permette di farlo: i dati economici della concessione, ovvero costi e ricavi, sono disponibili su richiesta del concedente ma non è corretto leggerli come se si trattasse di un bilancio ordinario per capire chi ci guadagna e chi ci perde.

In una concessione basata su un PEF, infatti, il margine dell'impresa non è un guadagno libero, ma è definito dal contratto.

Se in un anno l'impresa dovesse risultare in utile, maggiore o minore rispetto alle previsioni, questo non significa automaticamente che stia guadagnando di più o che la Regione stia perdendo qualcosa. Nelle fasi di revisioni e di riequilibrio del PEF gli scostamenti vengono corretti e si torna ai parametri previsti.

Il gestore non è in mercato libero e non può fare profitti variabili, ma il sistema è regolato e i conti si aggiustano in modo trasparente, affinché vengano rispettati gli equilibri stabiliti dalla concessione.

Riguardo al secondo quesito: quando nel programma di Governo si parla di valutare gli altri sistemi di smaltimento, occorre partire dal quadro definito dal Piano regionale dei rifiuti approvato con la legge regionale n. 4/2022.

Il Piano non si limita infatti a confermare l'impiantistica esistente, ma individua precisamente quali alternative sono ritenute sostenibili per una regione come la nostra, quindi: il trattamento integrato aerobico-anaerobico della FORSU e dei fanghi, l'ottimizzazione dei processi di digestione per produrre biogas e ridurre i conferimenti esterni, il recupero di materia tramite selezione spinta e compostaggio di qualità.

A questo percorso si affianca il confronto avviato nell'Osservatorio regionale dei rifiuti, dove è già iniziata la discussione sulle possibili implementazioni e sul miglioramento dell'impianto esistente.

Dal verbale dell'ultima riunione emerge con chiarezza che l'impianto assolve le finalità per cui è stato progettato, ovvero garantire il pretrattamento del rifiuto residuo prima dell'invio in discarica, e che esistono margini di ottimizzazione del layout operativo per aumentare i tassi di recupero.

Il confronto ha inoltre evidenziato:

la necessità di valutare con attenzione i costi e benefici di eventuali nuove linee;

l'importanza di migliorare la qualità dei materiali differenziati conferiti, questo l'abbiamo detto più volte: percentuali di quantità interessanti che vanno migliorando, ma dobbiamo lavorare e lavorare tanto ancora sulla qualità, perché è un elemento che incide direttamente anche sulla qualità del rifiuto residuo;

il ruolo decisivo della riorganizzazione dei sistemi di raccolta differenziata e delle politiche di riduzione dei rifiuti a monte.

Questi sono gli altri sistemi che la Regione ha già scelto per approfondire soluzioni che riducono il rifiuto residuo, migliorando la chiusura del ciclo sul nostro territorio, e che permettono di contenere i costi.

Nel contesto di questo impianto strategico è comunque legittimo il suo quesito, legittimo interrogarsi anche su ulteriori ipotesi, come la valorizzazione termica dei rifiuti.

Le verifiche tecniche in corso, svolte sinora, mostrano che questa tecnologia, pur essendo efficace per i grandi bacini di rifiuti, presenta attualmente, per la Valle d'Aosta, alcuni limiti strutturali dove vengono richiesti: investimenti molto elevati, un funzionamento continuo a pieno regime e una quantità di rifiuti che noi non produciamo; verifiche, come dicevo, e monitoraggio sull'evoluzione di queste tecnologie che porteremo avanti in parallelo con l'attività ordinaria.

Da alcune recenti analisi, si evidenzia che impianti di termovalorizzazione troppo piccoli rischiano di non essere sostenibili sotto certe capacità. Per dare un dato, noi stiamo andando sotto le 20.000 tonnellate - eravamo sulle 20.000 tonnellate all'anno, oggi stiamo scendendo appunto grazie a quell'attività che citavo poc'anzi. Quindi vengono in questo momento, in base ai dati in nostro possesso, attualmente considerate fuori scala perché non garantiscono continuità operativa né equilibrio economico.

Un secondo punto critico riguarda il calo, come dicevo, progressivo dei rifiuti indifferenziati, che è un punto assolutamente positivo ma è visto come una criticità per quanto le dicevo prima: più raccolta differenziata, più riciclo, più selezione e compostaggio diventano efficienti e, come dicevo, meno rifiuto residuo rimane da avviare alla valorizzazione termica; questo può, in prospettiva, rendere difficile mantenere a pieno regime un inceneritore dimensionato per quantità maggiori, con conseguente aumento dei costi e peggior rapporto costi benefici.

Gli impianti di taglia intermedia hanno minore economia in quanto i costi a tonnellata divengono più alti, il recupero energetico più modesto, di conseguenza l'impatto potenziale sulle tariffe è significativo rispetto agli impianti di grandi dimensioni.

Questo significa che con l'attuale tecnologia, in base ai dati in nostro possesso in questo momento, per i territori come il nostro la sua sostenibilità economica ambientale resta complessa, soprattutto se i volumi di rifiuto residuo continuano a diminuire secondo gli obiettivi di riciclo e recupero previsti dalla pianificazione territoriale, ma credo che sia doveroso proseguire l'importante attività che stiamo portando avanti con gli Enti locali (che vede appunto una costante diminuzione della percentuale di componenti indifferenziata) ma parallelamente proseguire con il monitoraggio e i progressi tecnologici relativi appunto ai sistemi di raccolta e ai sistemi di valorizzazione e riciclo delle varie tipologie di rifiuto differenziato, in un'ottica di sostenibilità ambientale ed economica.

Président -Pour la réplique la parole au conseiller Carrel.

Carrel (ADC) -Grazie, Assessore, per la risposta. Mi scusi, il dato sulla riduzione dei costi dell'8,4%, non era a mia conoscenza e mi ero soffermato su alcune dichiarazioni che faceva un candidato di Autonomisti di Centro che oggi è in maggioranza che diceva che i costi aumentavano, quindi mi scuso per quest'inesattezza, ma si vede che dopo si sono ridotti.

Credo che sia appunto importante affrontare oggi questo discorso, perché è vero che il 2035 sembra lontano, ma se dobbiamo ancora scegliere - come giustamente ci ha ben evidenziato - quale strategia di smaltimento dei rifiuti vogliamo scegliere, ovviamente dobbiamo farlo oggi per mettere in atto gli investimenti necessari per poter arrivare nel 2035 con le soluzioni.

È ovvio - e condivido con lei - che la prima azione è da porre in essere e che dobbiamo cercare di farla con tutte le nostre forze, quella della prevenzione, quindi ridurre il numero di rifiuti. Sappiamo bene però che questo non sempre è possibile, anche perché da una parte dobbiamo ridurre i rifiuti, dall'altra abbiamo tutta un'altra serie di normative e di obblighi che impongono, di fatto, di aumentare gli imballaggi e il packaging di qualsiasi tipo di prodotto, quindi i rifiuti, bene o male, sotto una certa soglia non potranno essere ridotti.

Dobbiamo capire quindi qual è il trattamento ideale, che sia il trattamento anaerobico, biogas o qualunque sia la proposta tecnica da valutare, ma dobbiamo farlo nel breve tempo perché, comunque sia, un sistema di questo tipo richiede degli anni per poter poi essere realizzato e il 2035 è esattamente tra dieci anni e questa legislatura scade nel 2030.

Credo quindi che sia compito di questo Consiglio regionale trovare una soluzione, avviare gli investimenti durante questa legislatura per poi andare a dare contezza ai Valdostani che devono vedere e capire chiaramente cosa facciamo dei nostri rifiuti e come li gestiamo, ovviamente producendo l'energia, se è possibile, perché comunque sia in questo caso qualunque cosa possa produrre utile o comunque possa essere ancora utile, va sfruttata fino in fondo ma soprattutto dobbiamo cercare di evitare di riempire la nostra Regione di discariche, perché questo credo che sia l'obiettivo di tutti.

Su questo continueremo a lavorare e su questo continueremo a vigilare perché crediamo che sia opportuno approfondire oggi e avere un piano che sia chiaro dove vogliamo andare perché il 2035 è solamente fra dieci anni.