Oggetto del Consiglio n. 89 del 2 dicembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 89/XVII - Interpellanza: "Presenza degli operatori/collaboratori scolastici in ogni plesso".
Petey (Présidente) -Point n° 22 à l'ordre du jour. La parole à la conseillère Minelli.
Minelli (AVS) -Con quest'iniziativa portiamo invece l'attenzione sulla figura del collaboratore scolastico, o, per usare un termine che oggi è più corretto e più appropriato, la figura dell'operatore scolastico.
Il Ministero dell'Istruzione e del merito nella scorsa primavera ha annunciato che sarebbe stata introdotta stabilmente la figura dell'operatore scolastico in ogni plesso, a partire dall'anno scolastico 2025-2026, figura che sostituirà progressivamente quella del collaboratore, con delle funzioni che saranno anche più qualificate e comprenderanno: l'assistenza di base agli alunni con disabilità, il supporto tecnico organizzativo, mansioni di vigilanza e cura degli ambienti scolastici.
Ora credo che tutti noi sappiamo - qui poi ci sono anche tanti ex amministratori comunali - che in tanti, veramente tanti plessi della nostra regione, in particolare quelli dei piccoli Comuni delle valli laterali, sedi di scuola dell'infanzia o di scuola primaria, queste figure professionali non sono previste, o comunque laddove invece ci sono, difficilmente sono presenti per tutto l'arco della durata dell'orario scolastico.
Spesso c'è la cuoca che fa anche attività, chiamiamola così, di portineria se necessario, però c'è per un tempo limitato. In tutte le altre situazioni l'unico adulto talvolta presente dall'inizio alla fine dell'orario è l'insegnante, alle volte, nelle scuole soprattutto quelle dell'infanzia, è un insegnante unico.
Come è facile immaginare, questa situazione può portare anche all'interruzione delle attività didattiche per svolgere delle mansioni che - secondo il contratto collettivo nazionale di lavoro della scuola - sono invece proprie dei collaboratori operatori, compresa l'assistenza ai bambini più piccoli nell'uso dei servizi igienici e nella cura dell'igiene personale.
Va poi ricordato, inoltre, che in molte scuole del nostro territorio ci sono degli insegnanti che praticamente svolgono anche le funzioni di portinai, lasciando in alcune occasioni i bambini forzatamente da soli, anche soltanto per spostarsi di poco per aprire le porte dei plessi a genitori o ad altre persone, per rispondere al telefono e via di questo passo.
È una cosa che, dal nostro punto di vista, non va bene, anche se comprendiamo le difficoltà che ci stanno dietro, però diventa problematica nel caso di un improvviso problema di salute dell'insegnante, perché può succedere - una caduta accidentale, un malore, qualsiasi cosa - e qui poi si pone un problema serio per quello che riguarda la sicurezza e la tutela dei minori, con potenziali conseguenze per gli stessi, oltre che naturalmente per l'insegnante stesso.
Sono delle criticità che i docenti hanno più volte segnalato alle loro rappresentanze sindacali che, a loro volta, lo hanno rimarcato, abbiamo ricevuto, credo l'abbiate vista, anche una nota di un sindacato, però questo è un problema, ancorché difficile, che va affrontato in maniera seria e finora non ha portato ovunque a delle soluzioni efficaci. Sono state trovate delle soluzioni tampone in certi casi però è qualche cosa che, secondo me, bisogna prendere seriamente in carico, perché quando c'è assenza o carenza di operatori si va incontro anche a una perdita di continuità del servizio e, nel caso di alunni con disabilità, anche a un supporto che non è del tutto adeguato.
Con queste premesse chiediamo di conoscere quanti sono i plessi scolastici della Valle d'Aosta e quanti non possono contare sulla presenza di un collaboratore o operatore per tutta la durata delle attività scolastiche; quali soluzioni alternative vengono adottate laddove non ci sono queste figure; se è intenzione del Governo prevedere - di concerto ovviamente con gli Enti locali, perché sappiamo che poi sul territorio ci sono loro - le misure opportune per garantire al personale docente, agli alunni, ma anche alle loro famiglie, delle condizioni di assistenza il più possibile adeguate, che tengano conto della sicurezza in tutti i plessi della regione.
Presidente -La parola all'assessore Lavevaz.
Lavevaz (UV) -Anche questo è un tema "Caldo" che è stato affrontato, credo, da tutti gli ultimi Assessori all'Istruzione e alla sanità, insieme anche ai Comuni che credo spesso abbiano sollecitato in merito a questo problema che in molti peraltro qua conosciamo.
Venendo alle risposte, i numeri sono che le 18 istituzioni scolastiche di base, quindi infanzia, primaria e secondaria di primo grado, contano 106 plessi sul nostro territorio e di questi 106 plessi, a seguito della ricognizione effettuata nei giorni scorsi, 73, quindi 73 su 106, risultano senza un collaboratore scolastico per tutta la durata dell'attività, quindi pari a circa 69%.
Su quali siano le soluzioni alternative che vengono adottate qua la situazione - come giustamente lei ha già accennato, è poi cosa nota - è molto disomogenea ovviamente sul territorio, com'è facilmente intuibile.
Da una parte c'è il Comune di Aosta che copre le carenze affidando a ditte esterne i servizi di guardiania e in alcuni plessi integra questo servizio con la presenza di lavoratori individuati nell'ambito dei progetti d'inclusione attiva che aveva citato anche il collega Manfrin questa mattina nell'ambito di un'altra iniziativa; si tratta ovviamente di uno strumento di politica attiva che è finalizzato a sostenere l'inserimento lavorativo e il riavvicinamento sul mercato di persone a rischio di esclusione e a rischio di esclusione proprio lavorativa e sociale.
Questo stesso progetto è utilizzato anche nell'ambito di alcuni Comuni sul territorio, ovviamente guardando i numeri non sono tanti, ma sono comunque progetti che hanno un buon riscontro, nel senso che nella maggior parte dei casi sono ritenuti utili dai dirigenti scolastici, anche se spesso ovviamente non consentono, per una questione di orario, una copertura complessiva dell'orario scolastico.
Ovviamente, in caso di malattia, come è abbastanza facilmente intuibile, questo personale non viene peraltro sostituito.
In caso contrario, invece - dove non ci siano né ditte né questi progetti di inclusione attiva - l'ente locale, come in parte ha già citato lei, concorda con la scuola dei momenti di compresenza, vigilanza (non so tanto come definirla) da parte del personale comunale; in molti casi lo stesso Comune provvede a installare degli eventuali sistemi di sicurezza proprio nel caso in cui ci sia un'insegnante che deve rimanere da solo o comunque una situazione in cui non è garantibile una compresenza.
Detto questo, venendo alla risposta del terzo quesito, cioè "Se è intenzione prevedere di far qualcosa in buona sostanza, semplificando", direi chiaramente sì, nel senso che, come dicevo prima, è una questione che è già stata posta molto spesso negli ultimi anni ed è altresì vero che negli ultimi anni, direi nell'ultimo decennio in particolare, c'è stato un aumento molto importante anche degli alunni, dei ragazzi, necessitanti di un aiuto o di un'assistenza anche durante la pausa mensa o durante l'assistenza scolastica, quindi è diventato questo un problema che va in qualche modo affrontato e organizzato, possibilmente insieme agli Enti locali, nei modi che bisognerà concordare, perché la competenza comunque è in parte degli Enti locali, in parte dell'attività invece scolastica, perché poi lì il confine è spesso molto labile, perché in particolare sulla scuola dell'infanzia ad esempio la mensa, l'orario della pausa pranzo, è comunque attività scolastica, quindi ci sono anche delle differenze sottili che, nella gestione delle responsabilità e di chi deve prendersi in carico il problema, non sono secondarie.
Per quanto riguarda invece il primo punto che lei ha citato nella premessa, facendo riferimento all'iniziativa del Ministero dell'Istruzione e del merito, che ha annunciato quest'introduzione in maniera stabile dell'operatore scolastico - come lei ben sa, ovviamente, ma lo ricordo a beneficio di tutti - da noi la situazione è un poco diversa perché il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, il cosiddetto ATA, da noi rientra nel personale del Comparto, non è inquadrato all'interno del contratto del mondo della scuola ma è all'interno del contratto del Comparto Unico; questo significa che, rispetto al resto del Paese, ovviamente il contratto, gli inquadramenti e le condizioni lavorative sono definite dal contratto del Comparto, dalla contrattazione della pubblica Amministrazione.
Questo ovviamente necessita di un ragionamento diverso a 360 gradi, che andrà affrontato ovviamente in maniera compiuta in tutti gli ordini di scuola, perché poi le situazioni sono ovviamente molto diverse, perché un conto è il bidello, per semplificare e per capirci, all'interno di una delle nostre sei scuole superiori, un'altra cosa è l'assistenza a una scuola dell'infanzia, dove il lavoro è oggettivamente e anche socialmente molto diverso.
Sicuramente è un problema che va affrontato, le cui soluzioni non sono sicuramente semplicissime da trovare.
Présidente -Pour la réplique, la parole à la conseillère Minelli.
Minelli (AVS) -Grazie, Assessore, della risposta. Sì, sappiamo bene che non si tratta di un tema semplice e nemmeno di un tema nuovo. È purtroppo un tema che ritorna negli anni, è un'annosa questione che obiettivamente ha una complessità che tanti hanno dovuto affrontare, però è un problema e noi raccogliamo un fortissimo disagio, soprattutto sul territorio dove davvero ci sono dei momenti in cui questi poveri insegnanti... Alle volte l'insegnante unico è solo a gestire situazioni che sono estremamente complicate, ma anche quando non ci sono necessità speciali - lei faceva riferimento al fatto che sono aumentati in maniera anche esponenziale i bambini che hanno bisogno di un'assistenza di un certo tipo - ma anche quando la situazione è "normale", perché la normalità poi è relativa, può succedere qualsiasi cosa.
Meno male che non è mai capitato niente di così grave, anzi certe volte è anche successo, lo sappiamo, ma mi riferisco a situazioni del passato.
Io credo che si debba dare anche fiducia alle dichiarazioni che vengono fatte e cioè al fatto che si ha l'intenzione di mettere mano in maniera più strutturale e più concreta a questo problema.
Sappiamo anche che, di concerto con gli Enti locali, sono già state adottate delle soluzioni o comunque delle misure tampone, però questo è, secondo me, un argomento che merita un supplemento di attenzione.
Ha fatto riferimento alla questione del contratto del personale ATA, che è diverso per noi rispetto allo Stato, però nella buona sostanza, al di là delle condizioni contrattuali, non cambia, cioè rimane lo stesso il problema dell'assistenza e forse, secondo me, considerato anche credo il valore che questa Regione ha sempre dato - e mi riferisco in particolare al passato - alla scuola e a ciò che sta attorno alla scuola (quindi anche in qualche modo all'assistenza) bisogna pensare d'intervenire in maniera più strutturale, ovviamente parliamo sempre di costi, oltre che di difficoltà operative e anche di tipologia di personale, perché poi in alcuni casi bisognerebbe avere anche delle competenze specifiche che spesso non ci sono. Io credo che questo sia qualche cosa che bisogna prendere in considerazione.
Sicuramente dal nostro punto di vista ci sarà un monitoraggio attento da qui in avanti per capire che cosa si farà. Diamoci anche un tempo per cominciare a studiare delle soluzioni, siamo all'inizio di un anno scolastico, ormai la situazione è iniziata così, è quella che è, però io penso che nel corso di questo anno ci dovrà essere qualche proposta, che ovviamente analizzeremo con attenzione, e credo che debba essere fatta naturalmente in accordo con gli Enti locali, ma anche tenuto conto delle rappresentanze scolastiche, quindi le Organizzazioni sindacali, i dirigenti e tutto il mondo della scuola, che poi coinvolge naturalmente anche le famiglie, perché l'esigenza di sicurezza e di assistenza adeguata è richiesta in maniera sempre più pressante anche dalle famiglie che, magari un tempo, su questo sorvolavano un po' di più.
La scuola era la scuola e adesso ci sono esigenze di altro tipo.
Dalle ore 15:39 riassume la Presidenza il presidente Aggravi
