Oggetto del Consiglio n. 84 del 2 dicembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 84/XVII - Interpellanza: "Stop al lavoro povero".
Aggravi (Président) -Point n° 18 à l'ordre du jour. Per l'illustrazione, la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -Quest'interpellanza prende spunto dalle dichiarazioni del vicepresidente Bertschy alle imprese, dalle sollecitazioni che l'assessore Bertschy ha formulato alle imprese in occasione dell'incontro - la pronuncia del cognome è corretta, me lo confermerà ovviamente l'Assessore che me l'ha detto più volte durante la scorsa legislatura - rispetto alla questione del lavoro povero, dove si sono magnificate le iniziative prese per il lavoro di qualità, il lavoro fatto appunto dalla Commissione che si occupa del lavoro, e da quelli che sono un po' i dati che sono stati elencati.
Io ho ripreso le sue dichiarazioni, Assessore se ne sarà accorto, che citerò a titolo di esempio: "Un pensiero che rivolgo ogni volta alle imprese, ma non solo a loro, è che dobbiamo costruire in questa regione modelli di lavoro attrattivi, ma anche di qualità, perché poi altrimenti la pensione non risponde, ma soprattutto non risponde alla capacità di poter vivere cogliendo tutte le possibilità che abbiamo avuto dalla casa, al cercar di far vivere bene la propria famiglia e a far crescere i propri figli".
Ha concluso lei, Assessore, con "L'alleanza per il lavoro di qualità in questa Regione deve misurarsi anche con l'elemento retributivo, dato che far crescere il PIL attraverso alcuni settori è fondamentale, ma quei settori poi devono dedicare delle attenzioni al modello del lavoro, al capitale umano, alle risorse, perché altrimenti differenziamo ancora più ilgaptra il guadagno dell'impresa e quello della forza lavoro, che invece hanno bisogno di crescere insieme. Uno dei grandi temi di questopostCovid è che purtroppo c'è chi guadagna sempre di più e chi invece non riesce ad alzare neppure un po' il proprio stipendio".
Ora, proprio alla luce di queste dichiarazioni, abbiamo ritenuto interessante la posizione che ha interpretato. Se, come lei ben sa, non condividiamo le istanze che vengono presentate a livello nazionale circa il salario minimo, che, in realtà, sarebbe ovviamente un clamoroso autogol, cioè, invece di aumentare i salari più bassi, finirebbe per appiattire e livellare quelli più alti al minimo, che ovviamente sarebbe ilbenchmarkdi riferimento per le imprese che vogliono aumentare i profitti, quindi con questo sistema non andremo sicuramente a garantire maggiori guadagni ai dipendenti, ma andremo invece ad abbassarli.
A fronte di questo, però riteniamo che invece ci siano alcune azioni positive che la pubblica Amministrazione deve portare avanti, per esempio, io e lei, Assessore, ne abbiamo parlato recentemente durante le ultime audizioni della II Commissione in occasione della discussione, per esempio, degli aumenti di stipendio e di quell'aumento di differenza rispetto alle cooperative, dove le abbiamo formulato una richiesta di estendere questa tipologia di aumenti, per esempio, alle imprese che partecipavano agli appalti pubblici visto che si era deciso di fare un'azione di questo tipo. Scorgo già uno sguardo di nobile cipiglio che mi viene rivolto non da lei, ma da chi ha fatto delle cooperative la propria ragion di vita e che le considera creature proprie da coccolare, le cosiddette "caritatevoli cooperative", che ovviamente non trova la mia corrispondenza, ma, al netto di questo, dicevo che la necessità che le abbiamo esposto potrebbe essere una di quelle strade.
Allora, a fronte di quello che lei ha esposto durante quest'intervento, con quest'interpellanza la interpelliamo per conoscere: "se sia intenzione del Governo regionale effettuare una ricognizione rispetto agli emolumenti dei dipendenti della Pubblica Amministrazione o che dipendono dalla Pubblica Amministrazione per rilevare se sussistano condizioni di lavoro povero e conseguentemente predisporre un adeguamento che tenga conto dell'aumento del costo della vita e consenta una maggiore serenità alle famiglie".
Président -La parole au président Testolin.
Testolin (UV) -Rispondo io, anche se l'incipitarriva dal collega Bertschy, con il quale, peraltro, condivido l'affermazione che ha stimolato la sua interpellanza. Nel senso che, pur con tutte le difficoltà che possono emergere nell'individuazione dei percorsi utiii a valorizzare il lavoro e la professionalità all'interno di qualsiasi contesto, questo deve rappresentare una guida che ci mette nelle condizioni di fornire delle risposte puntuali sul territorio.
Poi, alcune cose risultano più semplici da realizzare per le Amministrazioni quando possono essere gestite direttamente al proprio interno; altre sono meno semplici da sviluppare quando devono essere affrontate in un contesto privatistico, dove chi lavora e chi appalta dei servizi o dei lavori trae delle utilità che, gioco forza, in alcuni casi devono essere condivise con i propri collaboratori.
A questo proposito, credo valga la pena ricordare che, nell'ultimo rinnovo contrattuale del triennio 2022-2024 del CCNL del comparto unico regionale - che comprende, lo ricordo, anche gli Enti locali e gli Enti controllati da parte della Regione - è stato riconosciuto un incremento sensibilmente superiore a quello previsto a livello nazionale: quasi tre volte tanto nell'ultimo rinnovo contrattuale 2022-2024. Questo ha riportato il comparto regionale ad allinearsi sostanzialmente con il comparto funzioni locali a livello globale.
Per quanto riguarda, invece, la predisposizione di quello che sarà, da parte del Comitato regionale per le politiche contrattuali (Co.Re.Po.C.), delle direttive per i prossimi rinnovi contrattuali del personale del comparto unico regionale - dirigente e non dirigente - per il triennio 2025-2027, tema che sarà oggetto di prossime valutazioni, il competente ufficio del Dipartimento personale e organizzazione di supporto al Co.Re.Po.C. avrà cura di verificare i trattamenti economici aggiornati anche alla luce anche degli ultimi rinnovi contrattuali dei due comparti nazionali di riferimento: il comparto funzioni locali e il comparto funzioni centrali.
A questo proposito sarà anche fondamentale confrontarsi con le Amministrazioni del comparto funzioni centrali, che generalmente hanno avuto sempre delle situazioni più interessanti rispetto agli altri comparti. Questo costituirà quindi un elemento motivo di valutazione rispetto alle eventuali disponibilità e possibilità di adeguamento, che sono generalmente collegate anche a fenomeni inflattivi, attraverso meccanismi che prevedono incrementi coerenti con l'aumento del costo della vita.
È opportuno inoltre segnalare che, a livello nazionale, l'articolo 14 del DL 25/2025 ha introdotto meccanismi finalizzati ad armonizzare il trattamento economico accessorio del personale degli Enti locali per equipararlo a quello del personale del comparto funzioni centrali. In particolare l'articolo 14, comma 1bis del citato DL 25/2025, consente alle Amministrazioni, in deroga ai limiti pregressi della spesa del personale, di incrementare il fondo per il trattamento economico accessorio con risorse ulteriori a valere sui bilanci degli enti, al fine di rafforzare la componente variabile del trattamento economico dei dipendenti.
Si tratta di regole tutt'altro che banali perché rientrano in valutazioni che devono necessariamente confrontarsi con i vincoli normativi che disciplinano la possibilità di remunerare il personale in un certo modo. Tali scelte devono sempre essere lette anche alla luca della capacità di spesa, che per qualsiasi ente o azienda non è infinita e deve essere sempre equilibrata rispetto ai numeri e alle possibilità effettive di spesa, non soltanto nel caso dell'Amministrazione regionale ma anche, come ricordavo prima, degli Enti locali e degli altri enti che fanno parte del comparto unico, rispetto ai quali è necessario sviluppare un ragionamento complessivo.
Presidente -La parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -Grazie Presidente per la sua risposta, che ovviamente va esattamente nella direzione che avevamo delineato, quindi io sono assolutamente lieto che ci sia questa presa in carico.
Mi corre l'obbligo però di segnalare alcune questioni rispetto a questo, quindi è correttissimo quello che si è detto, è correttissima anche la questione del rinnovo contrattuale del comparto unico che assolutamente riconosciamo, credo sia però opportuno evidenziare come in realtà spesso - come anche ultimamente - è accaduto di avere delle criticità rispetto a questo settore, faccio un esempio su tutti: la questione degli operatori socio-sanitari, che tutti ricordiamo bene, che sono stati esclusi dalla misura di attrattività sanitaria, a cui non è stato riconosciuto un emolumento ulteriore rispetto a quello che era riconosciuto ad altri. Ricordiamo che sia i dirigenti medici, sia le professioni sanitarie sono rientrate all'interno di questa misura, gli operatori socio-sanitari ne sono stati esclusi, poi si è pensato di intervenire tramite le RAR dicendo: "Se lavori di più, ti pago di più". Grazie al piffero, però ovviamente tutti gli altri hanno continuato a fare il loro lavoro e hanno ottenuto delle remunerazioni ulteriori.
Mi corre l'obbligo anche - a questo punto ne approfitto - di tornare a parlare delle caritatevoli cooperative, perché credo sia importante sottolineare una cosa e su questo visto che giustamente il Presidente ci ha detto che è molto più semplice fare le cose in casa propria rispetto che fare quello di altri, giustamente con riferimento alle imprese… credo sia importante segnalare una cosa fondamentale, cioè oggi sono attivi dei Progetti di Inclusione Attiva, i cosiddetti "PIA", che così come descritto appunto sulla parte del lavoro del sito della Regione: "Sono uno strumento di politica attiva realizzato nella forma di cantieri di lavoro per sostenere l'inserimento lavorativo e il riavvicinamento al mercato del lavoro ordinario delle persone a rischio di esclusione sociale e lavorativa". Ebbene, a queste persone, che sono a rischio di esclusione sociale e lavorativa, oltre a non poter beneficiare di un'eventuale disoccupazione o di pesare sul reddito, quando lavorano, viene riconosciuto - io non so se lo sa, Presidente - un emolumento che arriva a 5 euro l'ora. Comprenderà che se noi destiniamo e le caritatevoli cooperative vanno a destinare un emolumento che assomma a 5 euro l'ora per persone a rischio di esclusione sociale lavorativa, non rientriamo nelle necessarie tutele delle persone, soprattutto del lavoro povero, altrimenti ricadiamo nella fattispecie che l'Assessore diceva, ovvero che la pensione non risponde, ma soprattutto non risponde alla capacità di poter vivere cogliendo tutte le responsabilità che abbiamo avuto, dalla casa al cercare di far vivere bene la propria famiglia e far crescere i propri figli. Lei si immagini, per esempio, che alcuni dei soggetti che possono rientrare all'interno dei PIA sono, per esempio, delle madri che escono dalla maternità e devono essere reinserite nel mercato del lavoro.
Si immagini una madre che si riaffaccia al mondo del lavoro e la cui remunerazione assomma a 5 euro l'ora. Immagino che potrà comprendere che non potrà essere soddisfatta, né potrà soddisfare i bisogni primari della propria famiglia.
Sappiamo benissimo che alcune cifre vengono stabilite a livello nazionale per i PIA, ma sappiamo altrettanto bene che ci sono delle possibilità che la Regione possa integrare questo tipo di risorse e quindi dare una maggiore remunerazione a queste persone, sicuramente superiore ai 5 euro l'ora che riteniamo sarebbe assolutamente lecita e legittima: ecco perché ci auguriamo con quest'interpellanza, ringraziando ovviamente per la risposta puntuale il Presidente, che possa essere da pungolo, da stimolo per poter andare in quella direzione e poter tutelare ancora di più proprio le persone che fanno parte delle fasce più deboli.
