Oggetto del Consiglio n. 83 del 2 dicembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 83/XVII - Interpellanza: "Stato del progetto relativo alla realizzazione del nuovo Tunnel stradale del Monte Bianco all'interno dell'accordo politico Union Valdôtaine-Forza Italia".
Aggravi (Président) -Point n° 17 à l'ordre du jour. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) -Quest'interpellanza nasce da un'esigenza molto semplice e allo stesso tempo profondamente politica: riportare il dibattito dentro il perimetro della realtà dei fatti, ma soprattutto della serietà istituzionale e spiegare con chiarezza perché ciò che è avvenuto con l'accordo tra Union Valdôtaine e Forza Italia rappresenta un corto circuito che riguarda non solo un partito, ma il modo stesso di intendere il rapporto tra Regione, Stato italiano e in questo caso anche Stato francese.
L'accordo politico firmato il 4 novembre scorso tra il presidente dell'Union Valdôtaine Joël Farcoz e il senatore Gasparri afferma che Forza Italia si impegnerà a sostenere la Valle d'Aosta presso il Governo italiano per la realizzazione del nuovo Tunnel del Monte Bianco. È una formula che suona bene, che sembra dare forza, è una formula che crea l'illusione che qualcosa si stia muovendo ma che, nella sostanza, non ha alcun fondamento, né tecnico, né giuridico, né politico, perché una nuova infrastruttura transfrontaliera non può essere annunciata o preannunciata tramite un accordo bilaterale tra due partiti italiani, non si può risolvere promettendo un generico sostegno presso il Governo e non è nemmeno competenza della Farnesina cui Forza Italia fa riferimento. È undossier, come ricordava anche la collega, complesso, binazionale, che dipende dal Ministero dei trasporti, dal Governo francese, dalle società di gestione, da valutazioni ambientali o finanziarie imponenti e da un equilibrio istituzionale che non può essere, colleghi, aggirato, diciamo così, con un comunicato politico.
In altre parole, colleghi, non basta scrivere su un foglio che si farà un tunnel per farlo diventare possibile e soprattutto non si può impegnare una Regione su un'opera che non dipende dalla volontà di chi firma il documento, eppure questo è accaduto e ciò che rende il quadro ancora più preoccupante è il metodo: un metodo che abbiamo visto chiaramente questa mattina nella risposta all'interrogazione del collega Centoz. Mi scuso anticipatamente per eventuali imprecisioni nel riportarla, mi sono trascritto le sue parole, Presidente, lei ha detto più o meno così: "Le dinamiche operative dell'accordo non devono essere illustrate in Consiglio". Ancora lei ha detto: "Il Consiglio sarà solo informato puntualmente delle iniziative avviate tra Regione e Stato" e ha aggiunto infine che "Le relazioni politiche restano prerogative dei movimenti e dei partiti e che sarebbe utile - questo è poi l'invito più paradossale - che anche altri partiti lavorassero su base bilaterale a Roma per difendere il futuro della Valle d'Aosta". Una risposta del genere non è solo evasiva, è rivelatrice, cari colleghi, perché affermare che un accordo politico, che pretende di impegnare la Regione sudossieristituzionali transfrontalieri non debba essere illustrato in Consiglio regionale significa rovesciare il senso stesso dell'autonomia, significa costruire un canale parallelo privato in cui due partiti decidono ciò che compete invece alle Istituzioni. Significa, cari colleghi Consiglieri, togliere al Consiglio il ruolo di organo legislativo e di indirizzo relegandolo a che cosa? A spettatore passivo di iniziative già prese altrove e soprattutto significa ammettere implicitamente che l'accordo Union Valdôtaine-Forza Italia è stato costruito fuori dalle sedi istituzionali - questo lo sappiamo - senza un mandato della Regione - e anche questo lo sappiamo - perché, se non deve essere illustrato al Consiglio, allora ovviamente non è un accordo della Regione, è un accordo eventualmente tra due partiti che fanno parte di questa maggioranza, è un accordo che pretende però di impegnare la Regione. Questo è un po' sconcertante, così come è sconcertante l'idea secondo cui ogni partito, anche quelli di minoranza, Signor Presidente, dovrebbe aprire propri canali bilaterali con Roma per influenzare i dossier valdostani. È un capovolgimento totale dell'ordinamento autonomistico.
La Valle d'Aosta, caro presidente Testolin, caro presidente Farcoz e anche caro deputato Manes, non è un insieme dilobbypartitiche e politiche che trattano separatamente con lo Stato, è, fino a prova del contrario - lei ride, caro Presidente, poi risponderà -, un'istituzione, la Valle d'Aosta, una comunità e la relazione con Roma, ma soprattutto la relazione con Parigi deve o dovrebbe quanto meno in una situazione minimamente normale, passare attraverso atti formali, non attraverso accordi fatti in fretta e furia dentro le Segreterie di due partiti. Peraltro, l'ho già detto la volta scorsa, la maggioranza mi sembra che spazi ben oltre l'Union Valdôtaine e Forza Italia, mi chiedo dov'è Stella Alpina, dov'è Azione, dov'è Rassemblement in quest'accordo politico, scomparsi totalmente.
Alla luce di questa risposta, ciò che il Presidente chiama "dialogo politico" somiglia molto di più a una sottrazione di sovranità del Consiglio regionale.
Noi non chiediamo e non vogliamo entrare nelle dinamiche interne dell'Union Valdôtaine o di Forza Italia, chiediamo di sapere però quali impegni siano stati presi a nome della Regione e quanto di quell'accordo sia stato discusso, condiviso e autorizzato nelle Istituzioni, perché un Presidente della Regione non può dire al suo Consiglio: "L'accordo non vi riguarda, vi diremo solo che cosa succederà", non è così che funziona un'autonomia, Presidente e colleghi della maggioranza, non è così che funziona una democrazia parlamentare, non è così che si tutela la Valle d'Aosta. Il punto, allora, diventa inevitabilmente politico, perché quest'accordo non parla solo del Monte Bianco, parla del metodo - e lo dico anche alla luce delle scandalose parole del Presidente lette in risposta al collega Centoz questa mattina -, parla dell'idea che si ha della Regione, parla del rapporto con il Governo nazionale, parla di una maggioranza che ha scelto di legare il proprio destino politico a Forza Italia, salvo poi sottoscrivere un documento che impegna Forza Italia a fare ciò che Forza Italia non può fare e l'Union a sostenere una linea che non è stata condivisa né in Giunta, immagino, perché è stata sottoscritta prima, né in Consiglio, non verrà evidentemente condivisa in Consiglio sulla base delle parole che ha detto questa mattina, né nella comunità valdostana, perché non ci dobbiamo dimenticare che questo Consiglio è comunque l'espressione dell'intera comunità valdostana e soprattutto, colleghi, questa questione parla anche di dignità di un partito che si ispira a Chanoux, ai tanti martiri dell'autonomia, che ha consapevolmente - l'ho già detto la volta scorsa - consegnato a un partito nazionale la propria azione autonomistica e autonomista. È una situazione paradossale, l'accordo Union Valdôtaine-Forza Italia si presenta come un patto che riguarda i rapporti tra Valle d'Aosta e Governo italiano, ma nasce senza la Valle d'Aosta e senza il Governo italiano e per di più pretende di impegnare Parigi senza aver parlato con Parigi. È un atto, come ho detto prima, che prescinde da Forza Italia, prescinde dal Ministero dei trasporti, prescinde dal Ministero degli affari esteri, prescinde dal Governo francese e prescinde soprattutto dalla volontà della nostra Regione. Non coinvolge questo atto nessuno dei soggetti realmente competenti.
A questo punto, lasciatemi dire, che non stiamo discutendo del Tunnel, stiamo discutendo della credibilità delle Istituzioni, stiamo discutendo di che cosa significhi governare una Regione autonoma e stiamo discutendo del ruolo del Consiglio, del senso dell'autonomia, della trasparenza necessaria quando si trattano temi strategici. Un tema come il Monte Bianco merita serietà, impegno, processi chiari, non annunci privi di basi e il Consiglio regionale non può apprendere da un documento politico redatto da due partiti ciò che dovrebbe essere discusso e valutato nelle sedi istituzionali.
Presidente -Per la risposta, la parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) -L'interpellation semble quelque peu confondre le plan politique de l'accord de programme du 4 novembre 2025 avec les aspects administratifs et techniques d'un éventuel doublement du Tunnel du Mont Blanc. L'accord reflète une vision partagée et considère le doublement du Tunnel comme un enjeu stratégique dans le cadre global du système des transports et des passages alpins, tant pour l'économie de la Vallée d'Aoste que pour l'ensemble du territoire national, mais aussi, et surtout en termes de sécurité et de circulation car cela permettrait de ne pas modifier la vitesse ni le volume du trafic. Ces considérations sont plus discutables aujourd'hui, comme en atteste la construction du deuxième tube du Tunnel du Fréjus, inauguré sans difficultés le 29 juillet dernier.
En ce qui concerne la question posée par les conseillers Guichardaz, Centoz et Forcellati, il n'existe à ce jour aucune discussion formelle, technique ou administrative avec le Ministère compétent concernant la conception d'un nouveau Tunnel, ni avec le Ministère français correspondant, puisque ces aspects, comme il vient de dire justement le conseiller Guichardaz, ne relèvent pas de la compétence institutionnelle de la Région. De même, les études techniques, les analyses préliminaires, les vérifications et les évaluations d'impact environnemental relatives à d'éventuels travaux de ce type ne relèvent pas de la compétence régionale, mais bien decelle de l'État, voire des deux États.
Enfin, en ce qui concerne le quatrième point, nous sommes convaincus que les développements généraux de l'accord politique du 4 novembre seront évidemment d'intérêt pour l'ensemble de la communauté valdôtaine. En tout cas, le Gouvernement régional sera pleinement disponible pour partager avec le Conseil les progrès du dossier en question, dans la mesure de ce qui relève de nos compétences et de nos connaissances.
Pour conclure, nous considérons comme extrêmement prometteur l'engagement pris par le ministre Tajani concernant l'organisation de la prochaine rencontre bilatérale France-Italie dans notre région, dans le cadre du Traité du Quirinal. Cette initiative place notre territoire au c?ur des enjeux transfrontaliers majeurs, parmi lesquels figurent le Tunnel du Mont-Blanc et la réalisation d'un second tube, qui pourront ainsi bénéficier de l'attention qu'ils méritent.
Président -La parole au collègue Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) -Non entriamo nel merito dell'utilità o meno del Tunnel del Monte Bianco. Abbiamo rilevato, come ho avuto modo di dire prima, in quest'iniziativa dei fatti politici che lei questa mattina ha confermato rispondendo al collega; sono dei fatti, a nostro parere, piuttosto gravi, nel senso che confermano un'idea di politica che pensavamo e speravamo di aver accantonato, una politica che si fa nelle Segreterie dei partiti, non di tutti i partiti, perché poi alla fine chi è un partito evidentemente che si fa da traino per tutti gli altri… gli altri accettano in maniera quasi supina le condizioni che un partito detta alla maggioranza. Dopodiché lei nella sua risposta dice che non esiste alcuna discussione, non esiste alcun tipo di interlocuzione con la Francia, non è competenza della Regione, è competenza dei due Stati ed esprime con una certa soddisfazione il fatto che il ministro Tajani verrà nella nostra regione probabilmente a fare e a raccontare quanto Forza Italia si sta impegnando nel cercare di convincere il Governo. Se si legge bene questo accordo, è Forza Italia che si fa portatrice con il Governo nazionale di una sensibilizzazione nei confronti evidentemente di Ministri che contano di più in questa partita, perché parliamo del Ministero dei trasporti, Ministeri che hanno probabilmente maggiore capacità anche di intercettare un processo che - e vorrei tranquillizzare la collega Minelli - credo non troverà una sua esplicitazione, anche perché il coinvolgimento delle comunità… probabilmente qualcuno è capace di farlo in maniera diversa rispetto all'Italia e alla Valle d'Aosta… Mi pare di capire che il processo sia piuttosto deciso ed è un processo che non va sicuramente al momento nella direzione di immaginare una seconda canna, che potrebbe essere, per quanto mi riguarda, con le dovute garanzie di limitazione del traffico e degli accessi, anche una forma di maggior sicurezza di questo collegamento internazionale che è strategico per l'Italia e anche per la Valle d'Aosta e la sua interpellanza questa mattina in qualche modo lo ha messo in evidenza.
Quello che ho rilevato questa mattina è che sostanzialmente non c'è nulla, siete nelle fasi evidentemente di avvio, mi sembra che siano passati e che stiano trascorrendo i famosi trenta giorni, abbiamo ancora due giorni per capire com'è che strutturerete questa cabina di regia, che dovrebbe avere il compito di traghettare al 2027 le magnifiche e meravigliose sorti di questa Regione nei rapporti con il Governo nazionale. Mi fa piacere che lei sia disponibile - questo suo afflato democratico mi tocca particolarmente - àpartageri risultati delle sue future interlocuzioni e del lavoro che lei, insieme al presidente Farcoz, al deputato Manes e credo anche alla Segretaria di Forza Italia e al rappresentante degli Enti locali di Forza Italia, riuscirete a raggiungere in questa Regione.
Diciamo che noi non attenderemo che lei abbia degli elementi da portare in questa Assise, insisteremo affinché - visto che l'avete voluto fare, avete voluto consegnare la Valle d'Aosta a un indirizzo diverso - volta per volta lei ci racconti quali sono stati e quali sono i risultati.
