Oggetto del Consiglio n. 82 del 2 dicembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 82/XVII - Interpellanza: "Coinvolgimento di Enti locali, operatori e popolazione nella scelta fra le due opzioni di chiusura del Tunnel del Monte Bianco".
Aggravi (Presidente) -Punto n. 16 all'ordine del giorno. La parole à la collègue Minelli.
Minelli (AVS) -Sono all'ordine del giorno di questo Consiglio due interpellanze sulla questione del Tunnel del Monte Bianco: la nostra, che vado ora a illustrare, e quella che è al punto successivo presentata dal gruppo del Partito Democratico. Mi pare, ma i colleghi del PD mi diranno se sbaglio, che sono due modi diversi di affrontare il problema. Noi lo diciamo da tempo in iniziative pubbliche, lo abbiamo ribadito anche durante la recente campagna elettorale: siamo contrari al raddoppio del Tunnel stradale del Monte Bianco e quindi, per essere proprio chiari, noi speriamo anche che l'accordo che c'è stato tra l'Union Valdôtaine e Forza Italia su questo punto rimanga lettera morta. Un eventuale raddoppio, secondo noi, sarebbe un danno sotto vari aspetti per la nostra Regione, come lo sarebbe per l'intera valle di Chamonix, che, infatti, e lo abbiamo visto, è fieramente contraria. Del resto, allo stato attuale, ad oggi, non esiste nessun progetto di raddoppio, nemmeno delle avvisaglie di avvio di una progettazione, se ne parla ed è tutto lì.
Mentre - e vengo invece qui al contenuto della nostra interpellanza - c'è un'importante decisione che bisogna prendere e che riguarda le modalità di prosecuzione dei lavori di risanamento della volta e del Tunnel del Monte Bianco. Sono stati condotti lo scorso anno, lo sappiamo tutti, e sono in corso adesso cantieri test e la Commissione intergovernativa Italia-Francia, che poi deve prendere le decisioni sul tunnel, deve fare una scelta fra le due opzioni. Le alternative prospettate, come è noto, sono due: chiusura per 15 settimane consecutive in autunno per un periodo di 15 anni, chiusura totale della galleria per tre anni e mezzo consecutivi. È una scelta che implica delle conseguenze importanti sulle attività economiche e sulla mobilità transfrontaliera ed è quindi opportuno che la CIG arrivi a una decisione sentendo ovviamente i tecnici, però anche le Istituzioni, gli Enti locali e la popolazione.
Come diciamo nell'interpellanza, ci risulta che sul versante francese alcune forme di consultazione sono state avviate e anche sul sito ufficiale della società del Traforo del Monte Bianco ci sono alcuni accenni. Sul versante valdostano a noi non risulta che sia decollata un'indagine e comunque essa rischia di non svolgersi tempestivamente, visto che già a metà dicembre la Commissione intergovernativa valuterà le due opzioni: chiusura 15 anni, chiusura 3 anni e mezzo. Non sappiamo se ci sarà una decisione, però, a nostro avviso, sarebbe meglio arrivarci preparati ed è il motivo per cui interpelliamo il Governo regionale per sapere: "se ha invitato i Sindaci e le Amministrazioni comunali della Valdigne a esprimersi rispetto alle due opzioni proposte dalla Commissione intergovernativa sulle modalità di prosecuzione dei lavori; se e quali associazioni di operatori economici sono state coinvolte nell'indagine su queste due possibili alternative; quali azioni intende assumere affinché la consultazione coinvolga l'intera popolazione valdostana considerata l'importanza del tema".
Président -Pour la réponse, la parole au président Testolin.
Testolin (UV) -Per rispondere a quest'interpellanza, sono necessarie alcune precisazioni fondamentali. A beneficio anche dei nuovi Consiglieri, va in primo luogo ricordato che la gestione e il controllo del Traforo del Tunnel del Monte Bianco sono affidati a una Commissione intergovernativa a cui competono in particolare responsabilità in materia di sicurezza, manutenzione e lavori.
La Presidenza della Regione partecipa ai lavori della Commissione intergovernativa dal 2000, nell'ambito delle competenze prefettizie che le sono attribuite dallo Stato speciale di autonomia, Statuto speciale di autonomia. In particolare la CIG ha istituito fin dal 2021 un gruppo di lavoro binazionale, denominato "Gruppo Informazione e Comunicazione", presieduto dalla Prefettura dell'Alta Savoia e, appunto, dalla Presidenza della Regione, al fine di coordinare le operazioni di informazione e comunicazione agli utenti dei lavori di rinnovamento del traforo e dei relativi periodi di chiusura della galleria stessa.
In esecuzione di questo mandato, la Presidenza della Regione ha effettuato negli anni 2023, 2024 e 2025 degli specifici incontri con tutti i soggetti interessati sul territorio valdostano, Enti locali, parti sociali, operatori stradali e autostradali, Forze di Polizia, nonché i Parlamentari valdostani e i Consiglieri regionali per condividere le informazioni sugli interventi realizzati e in programma, sugli impatti della chiusura del Traforo, sull'economia valdostana e sulla situazione ambientale.
Per quanto ci risulta, in nessun momento la CIG ha chiesto alle rispettive Prefetture di coinvolgere le autorità territoriali, le parti sociali o addirittura la popolazione sui prossimi scenari di chiusura del Monte Bianco, anche perché la CIG è in attesa di ricevere, dai concessionari e dal GEIE del Traforo, i risultati dei cantieri test finora effettuati nel 2024 e nel 2025 al fine di effettuare gli approfondimenti necessari da sottoporre nel 2026 alle valutazioni dei Governi italiano e francese.
Ora, per rispondere alle tre domande poste dagli interpellanti, in assenza di un mandato al sopracitato gruppo di lavoro in tal senso da parte della CIG, la Presidenza della Regione non ha ovviamente intrapreso nessuna iniziativa di consultazione ufficiale degli Enti locali, delle parti sociali e della comunità in merito a possibili scenari di chiusura del Tunnel del Monte Bianco. Peraltro, abbiamo informato il Ministero degli esteri di quanto riportato dalla stampa francese e con tutta probabilità la questione sarà affrontata nel corso della prossima riunione della CIG in programma entro la fine dell'anno.
Da un punto di vista politico, invece, si esprime un parere negativo rispetto alla tipologia di indagine svolta in quanto, oltre alle questioni poste, sarebbe stato utile, se non prioritario, porre una richiesta al territorio di esprimersi anticipatamente sulla volontà di procedere alla realizzazione di una seconda canna che possa garantire maggior sicurezza, attenzione alle dinamiche ambientali e soprattutto una continuità di collegamento transfrontaliero che possa portare a un intervento sull'attuale tunnel in un contesto di continuità di collegamento, garantendo alla popolazione l'utilizzo continuativo di questa infrastruttura.
Président -Pour la réplique, la parole à la collègue Minelli.
Minelli (AVS) -Grazie anche per aver ricordato le funzioni della CIG. Ovviamente noi le informazioni che riusciamo ad avere sono o quelle istituzionali che possiamo raccogliere nel momento in cui ci sono degli incontri, come quelli che lei ha citato e ai quali, quando erano aperti ai Consiglieri, abbiamo assolutamente partecipato.
Se si clicca su Internet "Commissione intergovernativa Tunnel del Monte Bianco", una delle cose che si trovano è un articolo della testata "Aostasera" che è ben documentato e si aprono varilink. Uno di questi link è quello al sondaggio avviato nella circoscrizione del Monte Bianco, parlo di circoscrizione elettorale francese, dal deputato Xavier Roseren e in questo sondaggio, che ha avuto una risposta abbastanza significativa, le persone si sono espresse in maggioranza per l'ipotesi di chiusura prolungata, quella dei tre mesi per 15 anni. Tra l'altro, questo Deputato non è che si è inventato un sondaggio: se si legge - e ho la documentazione che sono riuscita a recuperare -, si vede che la richiesta di fare un sondaggio viene dalla Prefettura, quindi da un organismo che è assolutamente istituzionale. Non ci risultava - e lei conferma - che non c'è stata nessuna consultazione da parte della Regione, infatti lei ci dice: "Se la CIG non dà mandato, non si fa". Resta da capire come mai sul lato francese questo sondaggio sia stato fatto e i Deputati abbiano raccolto l'invito della Prefettura. Ad onor del vero, un piccolo sondaggio in Valle d'Aosta, non istituzionale, è stato fatto: la stessa testata che ho citato ha lanciato un sondaggio, ci sono state 1.642 risposte, che non sono chissà quante, ma non sono nemmeno poche e il 56% delle persone si è espresso per le chiusure trimestrali per 15 anni, il 40% per la chiusura sui tre anni, il 4% ha risposto: "Non saprei". Al momento noi non stiamo parlando di fare a breve il tunnel nuovo, la seconda canna o quello che è, noi siamo in presenza di una situazione che è effettiva, si devono fare dei lavori per consolidare la volta, ci sono in atto questi cantieri, adesso si deve prendere una decisione e lo si deve fare a breve, se andare nella direzione delle chiusure prolungate di tre anni e mezzo oppure delle chiusure per l'autunno in quei 15 anni e non ci sono delle espressioni che invece sarebbe il caso di avere proprio perché è una scelta che ha delle implicazioni che coinvolge gli operatori economici, i cittadini, la comunità.
Se, come sembra dai dati che sono a disposizione, quello che è stato fatto lato francese, lo chiamo sondaggio Roseren, e quello di "Aostasera", sembrerebbe che prevalga l'opzione delle chiusure autunnali per 15 anni; però noi pensiamo che, dal punto di vista della Regione, su questo bisogna assolutamente approfondire, prima ancora - al contrario di quello che lei dice - di chiedere se si è favorevoli alla seconda canna, perché il problema è contingente, adesso bisogna ragionare su quello, quindi non riesco a capire come mai riteniate che non sia opportuno attivarsi in questo senso. Voglio poi approfondire per capire meglio come mai, dall'altra parte, i cugini francesi hanno ricevuto un invito dalla Prefettura.
