Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 65 del 26 novembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 65/XVII - Reiezione di risoluzione: "Impegno a disincentivare l'uso strumentale di tematiche riguardanti l'educazione affettiva-sentimentale nelle scuole valdostane".

Aggravi (Presidente) -Punto 43.03 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola per l'illustrazione il collega Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) -Veniamo a questa risoluzione che nasce dalla necessità di ristabilire un po' di equilibrio su quanto si è sentito ieri riguardo a questo tema. Abbiamo visto l'ex assessore Guichardaz che si è prodotto in una serie d'inesattezze, per essere eleganti, inesattezze e imprecisioni su questo tema, dimostrando finalmente un po' una verve politica. L'abbiamo conosciuto come amministratore, oggi lo conosciamo come politico e vediamo che quindi il PD, giustamente, non solo a livello nazionale ma anche qui si espone e fa una dura battaglia su questa tematica.

Cominciamo dalle imprecisioni nella seconda parte dell'intervento.

Ieri ho sentito parlare di decreto-legge Valditara. Non c'è nessun decreto-legge Valditara, qui stiamo parlando di un disegno di legge, attualmente al vaglio del Senato, che ha già ricevuto parere positivo dalla II e dalla IV Commissione permanente. Io quindi ieri non capivo più di cosa si stesse parlando, ma chiaramente ero in buona compagnia, perché penso che avesse perso il filo anche l'ex Assessore, e ciò mi ha un po' rincuorato.

Inoltre, qui ci sono due visioni della scuola e del mondo parecchio diverse. Dalla nostra parte siamo convinti che l'educazione, anche stando alla Costituzione, che chiaramente ha un'ispirazione che è di parte, e quindi noi seguiamo in questo caso fedelmente la Costituzione, a differenza di chi ha nel suo DNA politico il mondo comunista, per cui l'insegnamento...

Non è così? Il PD quindi non viene da una parte, dalle ceneri... Vabbè, scusate, devo ripassare un po' le materie della mia laurea in storia contemporanea, che mi sono portato, guardi, "Il Comunismo dal 1848 in poi".

Ripeto, poi la collega mi smentirà, quindi c'è una radice di fondo per cui l'educazione va fatta; è lo Stato che educa i ragazzi e quindi, se le famiglie sono contrarie a qualcosa, obtorto collo, lo devono prendere, giustamente. Chi sono mai le famiglie? Ma l'ha detto lo stesso assessore Guichardaz, questo, quindi sarà interessante vederlo.

Noi abbiamo una visione diversa su questo tema - e immagino che a qualcuno infastidisca che si debba vagliare e procedere a comparazione di titoli e competenze - che è presente nel dl che poi vi illustrerò, ed è già illustrato nella lunga illustrazione, mi perdonino i colleghi, ci sono un po' di elementi in più, ma almeno sapete cosa c'è in questo benedetto disegno di legge, che è spacciato come un qualcosa di derivazione di Orban, mentre invece è un tema di assoluta libertà. Capisco che non tutti comprendano il termine "Libertà", specie dalla parte sinistra, ma così è.

A qualcuno quindi dà fastidio, ad esempio, che ci sia un vaglio, un controllo di chi entra a scuola e potrebbe fare della formazione. Chiaramente c'è tutto un discorso di lobby e gruppi elettorali che entrano in gioco.

Ma vediamo. Proprio ieri mi sono tirato giù, parola per parola, l'intervento del collega Guichardaz, che sospetto che il dl non l'abbia nemmeno letto, e sospetto che pensava probabilmente di poter fare la propaganda che voleva, ieri, perché nessun altro poteva intervenire. Ci sono le risoluzioni, così parliamo anche noi.

Abbiamo sentito dire ieri che: "Il disegno di legge non riguarda la tutela della famiglia, mette in sordina la scuola", "L'affettività e la sessualità sono stati per anni rimossi dalla scuola" - mi chiedo dove fosse il PD prima - "Per anni rimossi dalla scuola", tira fuori il tema del "Consenso". Non lo so, qui si parlava "Dei rapporti sessuali che vanno insegnati in un certo modo a scuola". Tutte parole sue,ipse dixit: "Le famiglie sono le prime a chiedere aiuto, vogliono essere aiutate, vogliono percorsi, pericoloso lasciare questo campo alla pornografia" - onestamente non capisco a cosa alluda - "Altro che affidare alla famiglia questi temi, ci pensiamo noi. Percorsi seri, noi in Valle d'Aosta"... Chiaramente rivendica le sue iniziative di prima, e questo è legittimo. "E oggi tutto questo è a rischio". C'è quindi proprio un tema dei Barbari che arrivano, come Brenno che prese Roma, e quindi stanno per mandare tutto all'aria, tutto questo grande lavoro di civiltà che è stato fatto.

Ovviamente poi la risposta dell'assessore attuale Lavevaz, invece, è molto concisa, perché praticamente ci dice che le scuole continuano a operare con lo studente al centro, tutto avviene da più di dieci anni, c'è una questione del consenso, c'è la questione dell'alleanza scuola-famiglia, e apre poi a quella che sarà l'impegnativa della risoluzione. Vedremo che cosa si dirà su questo tema.

Riprende la parola l'ex assessore Guichardaz, che vede censura e propaganda, e dice: "In attesa di questo decreto, che spero non uscirà mai" - è un disegno di legge, non è un decreto - "E sarebbe un regresso sul modello ungherese, o peggio".

Di fronte a questa propaganda, perché questa è propaganda, vediamo cosa c'è in realtà nel dl. Non starò a leggere tutto perché i colleghi sono ampiamente capaci di documentarsi, ma chiaramente anche io faccio come il collega Bellora: andiamo a prenderci alla fonte le cose, così le leggiamo e le possiamo anche interpretare. In realtà è molto semplice: sono tre articoli e si comprendono facilmente.

Sta di fatto che ho messo nell'impegnativa che "Già in queste linee guida attuali le indicazioni nazionali per il curricolo scuola dell'infanzia e scuola di primo grado prevedono tutti gli elementi per cui i docenti si possano occupare di tematiche relative alla sessualità in biologia e anche di altri progetti che devono passare al vaglio dei genitori". Se questa è una misura da regime, io non lo so voi come intendiate i regimi, perché un regime che ti chiede il consenso su qualcosa ovviamente non è un regime. Ma immagino che siano tematiche un po' troppo complesse da comprendere.

Avete quindi tutto, io ho il tempo contato, nella risoluzione. Non solo la parte più scolastica, ci sono le linee guida dell'insegnamento trasversale per l'educazione civica già a partire dal 2024, che mettono tutte le tematiche, come gravi emergenze educative, atti di bullismo, cyberbullismo, violenza contro le donne. I Barbari quindi, in realtà, sanno benissimo di cosa parlano e hanno già messo tutto.

Poi i vari articoli li ho specificati. Ripeto, sono di corsa, ma vedete che sono due articoli nel dl di cui si è parlato ieri, che parlano di "Consenso informato preventivo previa messa a disposizione, per opportuna visione, del materiale didattico", quindi la possibilità che le famiglie vedano prima che cosa verrà detto e possano decidere liberamente. Ripeto, le famiglie, non qualcuno che si arroga il diritto di fare ciò che vuole con la scuola. Le famiglie, sacrosanto.

Poi al punto 2 vedete che tutto è subordinato alla deliberazione del Collegio docenti e il Collegio docenti poi deve in qualche modo "Comprovare l'esperienza professionale, scientifica o accademica delle materie oggetto dell'intervento".

Fin lì non abbiamo nessun problema, tant'è che, e vediamo il caso molto specifico di ciò che potrebbe accadere, vediamo che ad esempio in Valle d'Aosta... Punto primo, c'è la notizia ANSA per cui la Salis sul Comune di Genova vuole fare una sua strada. Faccia pure e vada, sono affari loro. Ma allo stesso tempo anche in Valle d'Aosta, nell'ambito del Pride Week, che come sappiamo è stato sovvenzionato anche con soldi pubblici, vedete tranquillamente il "Laboratorio di educazione emotivo-relazionale per riflettere sul consenso", a cura di associazione Almaterra APS, con tutto il corollario di schwa, cioè lingua inclusiva, cioè quella che noi definiamo l'ideologia, ideologia gender, che esiste, che è la strumentalizzazione di un qualcosa di scientifico, che voi non conoscete.

Casi come questi potrebbero tranquillamente riverberarsi in Valle d'Aosta. Si può tranquillamente fare. Ecco che con un consenso informato le cose sarebbero molto più chiare e permetterebbero la libertà e la tutela anche delle famiglie.

Su tutto questo quindi chiediamo a questo punto a questa nuova Giunta in generale...

Faccio un'appendice. È interessante notare come poi quest'associazione, ad esempio, proprio da articoli recenti, fatto salvo il garantismo assoluto, quest'associazione di persone che vogliono andare, immagino, dai ragazzi a spiegare come funziona il mondo, come bisogna essereinclusive, eccetera... titoli di giornali, la Repubblica, giornale non nostro: "Sfruttata e aggredita dall'associazione femminista, ex lavoratrice porta Almaterra in tribunale". Fatto salvo il garantismo, ecco da chi arrivano sempre le lezioni. Ma conosciamo la vostra parte politica, io in particolare, perché dieci anni di scuola con voi mi hanno poi permesso di andare da tutt'altra parte, ben volentieri.

Preso atto di tutto ciò - e mi scuso per aver parlato un po' rapidamente, ma la carne al fuoco era tanta - proprio prendiamo atto della risposta dell'assessore Lavevaz, che apre alla possibilità di monitorare quest'attività, testualmente "Questa è una cosa sicuramente interessante da fare, avere un quadro complessivo generale, non essendoci una linea generale ben definita".

Bene, con questo noi impegniamo la Giunta regionale "A disincentivare in ogni sede l'uso strumentale delle tematiche riguardanti l'educazione affettivo-sentimentale a opera di soggetti inidonei e politicizzati, nonché a effettuare la ricognizione" - a cui lei stesso ha aperto, che era proposta dallo stesso collega Guichardaz, quindi sarebbe bellissimo portare in Commissione questi temi - "Delle attività svolte e da svolgere nelle scuole valdostane di ogni ordine e grado sul tema, aprendo un approfondimento nella competente Commissione consiliare".

Presidente -La parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) -Io non volevo rovinare la storica tradizione che non c'è il due senza tre, quindi dopo due risoluzioni approvate arrivava anche la terza. Ci ho provato ma non ci riusciamo, nel senso che ho provato a ipotizzare degli emendamenti ma rimaneva poco, quindi non riusciamo a emendare.

Io credo che la finalità l'abbia ben espressa il collega Perron, che era la finalità di dare uno spazio politico a una visione diversa rispetto a quella che ieri era stata espressa da un'altra parte politica. Rimanendo però sulla risoluzione, ritengo che la risoluzione sia un poco ultronea.

Sul primo punto direi quasi che è lapalissiano, nel senso che dire: "Disincentivare l'uso strumentale e l'educazione affettiva-sentimentale a opera di soggetti idonei politicizzati"... francamente mi sembra ovvio che sia così. Nel senso che è giusto che sia così, ma questo lo direi e lo pretenderei a destra e a manca. Perché in questi ultimi mesi abbiamo sentito delle dichiarazioni - non qua, ma in ambito nazionale, insomma il dibattito è stato decisamente ampio sul tema - che erano degne di Ibleto di Challant, che gli storici conoscono come grande condottiero medievale. Altre invece erano dichiarazioni magari un po' troppo colorate, dall'altro lato.

Una giusta mediazione su un tema così delicato credo quindi che vada sicuramente trovata, come ieri dicevamo che il mondo della scuola italiana è molto indietro sul lato dell'attività psicologica strutturale all'interno delle classi, allo stesso modo siamo indietro e manca una norma di riferimento, tant'è che, nel bene o nel male, il Parlamento sta cercando di fare una norma.

Noi non siamo Senatori, non siamo Deputati, quindi non ci esprimiamo sulla norma che sta nascendo, ci esprimeremo dopo, quando avremo il risultato, quando avremo, come dicevo ieri, i decreti attuativi e vedremo come si può attuare nella nostra realtà una tale norma.

Ribadisco: sicuramente l'aspetto andava affrontato, quindi è giusto e positivo che il dibattito sia comunque aperto.

Sulla questione invece, torno all'ultroneità dell'impegnativa, della ricognizione: non ho solo fatto un'apertura, ma ho detto che l'avrei fatto, quindi risulta inutile secondo me approvare una risoluzione che impegna a fare una cosa sulla quale ci siamo già impegnati pubblicamente qui a fare. Ritengo quindi che sia un aspetto interessante avere un quadro generale, come giustamente ha detto anche lei, della situazione attuale in maniera molto puntuale.

Sarà una documentazione che sarà utile poi eventualmente alla Commissione, se la Commissione lo riterrà. Come abbiamo sempre detto, ancora ultimamente, non è giusto secondo me, anche su questi temi, che sia la Giunta a impegnare la Commissione a fare qualcosa.

La libertà e l'autonomia della Commissione sono sovrane, quindi ovviamente ci sarà la possibilità eventualmente in Commissione di portare le risultanze di queste indagini, ovviamente senza nessun tipo di problema.

Per il resto io non voglio entrare, almeno per ora, nella discussione perché, come dicevo, a oggi su quest'aspetto il lavoro è dei nostri Parlamentari. Io ho un punto di vista, ho delle idee, ma che non voglio mettere oggi nel dibattito, perché non avrebbe senso, sarà oggetto poi di discussioni future sui decreti attuativi, sull'attuazione della norma che verrà licenziata dal nostro Parlamento.

Presidente -Ci sono interventi? Ha chiesto la parola il collega Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-FP) -Vedo che, oltre all'ossessione sui temi della sessualità, avete anche l'ossessione sul comunismo, tanto da scriverci una tesi, collega Perron, che immagino racconterà di grandi scorpacciate di bambini, almeno fino alla Bolognina. Oltre che l'ossessione, tra l'altro, su di me che, la informo, non conto più nulla, da quando l'Union Valdôtaine si è alleata con Forza Italia. Si aggiorni. Ricordo che Forza Italia, mi faccia sdrammatizzare un attimo, è quella delle Olgettine, della nipote di Mubarak, a proposito di consenso e di minorenni. Questo per sdrammatizzare un po'.

Su questo tema... Vedo che la questione l'avete già rimossa e dimenticata, quindi...

Presidente -Colleghi, per favore.

Guichardaz (PD-FP) -...probabilmente avete dimenticato un po' quel periodo in cui effettivamente il consenso informato era qualcosa di non richiesto. Mentre invece adesso partecipate a pieno titolo a tutta la questione legata al consenso nella Commissione, insieme a Valditara, a raccontare quanto sia pericolosa la scuola.

Per tornare al tema, su questo tema noi ci siamo sempre esposti senza timori. Questo penso che me lo possa riconoscere: anche quando ero Assessore, non è che allora sulla questione dell'educazione sessuale o altro ho fatto finta, perché ero in maggioranza, di non avere una posizione. Peraltro non so se ho detto dl o ddl, se ho detto dl mi scuso. Usate la matita blu. È un disegno di legge, lo sappiamo benissimo, tant'è...

No, no, tant'è che ieri ho anche ribadito che per fortuna l'emendamento Latini, che è una vostra Deputata, è stato eliminato, credo sempre dalla vostra Deputata, all'interno di questo disegno di legge, penso perché qualcuno le ha detto che forse allargare il divieto alle scuole medie e il consenso informato alle scuole superiori e addirittura ai maggiorenni è leggermente eccessivo. Per quello ho citato Orban ieri. Poi avrò anche detto dl, mi sono fatto probabilmente prendere dall'eccitazione.

Fatto sta che questa risoluzione arriva in un momento in cui il dibattito nazionale sull'educazione affettiva e sulle relazioni sta deragliando oggettivamente verso toni e argomenti che, sinceramente, pensavo appartenessero al secolo scorso, anzi addirittura a un'altra era geologica. Abbiamo un Ministro della Giustizia, questa è attualità, che sostiene - è qualcosa di qualche giorno fa - che la violenza di genere sarebbe nel codice genetico degli uomini, colleghi. Consolidando l'idea che noi uomini proprio non ce la possiamo fare, che abbiamo proprio dentro questo machismo alla Flintstone.

Magari, dice il collega Manfrin.

Abbiamo una Ministra delle Pari opportunità, la ministra Roccella, che dichiara che non c'è alcuna relazione tra educazione affettiva e riduzione della violenza e che cita addirittura i Paesi scandinavi per dire che anche lì ci sono dei casi di violenza, se non pari ai nostri quasi pari ai nostri, però omettendo di dire che quelli fanno educazione all'affettività senza alcun timore da decenni, e che lì si denunciano i comportamenti inopportuni, per stare sul leggero, che vengono magari pure insegnati a scuola quando si parla di rispetto e di relazioni sane ed equilibrate.

Poi abbiamo un Ministro dell'Istruzione che propone un ddl - non un dl - costruito per mettere la scuola sotto tutela: moduli, controlli, consenso dettagliato sui contenuti e, cosa non irrilevante, divieto totale di parlare di affettività e sessualità nelle scuole dell'infanzia e della primaria; divieto che resta nel ddl - non nel dl - dopo il ritiro dell'emendamento Latini che, come le avevo detto prima, avrebbe addirittura esteso tale divieto alle scuole medie, perché i poveri bambini delle scuole medie sono tutti dei poveretti che non hanno mai sentito parlare di sessualità, di sesso, eccetera.

La informo che dai 10-11 anni... poi adesso, tra l'altro, è stato eliminato pure quel filtro che avrebbero dovuto mettere nei siti pornografici, non ho ancora capito perché, per i minori. Poi magari ce lo spiegherà perché questa è questione d'interesse. È stato eliminato recentemente, quindi l'abbiamo portato, mi sembra, addirittura al 2027. Tanto per dire della tutela di queste povere menti, che avete paura che vengano con la schwa, come l'alimentate voi, e che possano essere condizionati.

Insomma, più che un quadro normativo sembra un manifesto - l'ho letto molto bene, non si preoccupi - di sfiducia nei confronti della scuola e dentro questo clima, colleghi, questa risoluzione che, al netto della forma, ripropone, l'ho detto ieri, la solita logica: un'idea di scuola da sorvegliare, da frenare, da trattare come un luogo pericoloso ogni volta che tocca temi complessi, ogni volta che tocca il tema del corpo, delle emozioni e delle relazioni.

Io questa sfiducia non solo non la condivido, ma la ritengo anche pericolosa, e parlo da genitore, oltre che da ex Assessore alla Scuola. Io non ho mai pensato, quando le mie figlie andavano a scuola, che gli insegnanti fossero pericolosi. Glielo posso garantire. Non ho mai temuto le ostetriche, non ho mai temuto gli psicologi, gli operatori dell'USL, i professionisti, che entrano nelle classi con competenza e misura, e non ho mai temuto l'educazione affettiva o l'educazione sessuale o i progetti che a scuola facevano. Lo dico con franchezza: non ho mai pensato che la scuola fosse un luogo dove si plagia qualcuno. Poi magari io son comunista, o derivo da quella tradizione, ma mi sono sempre fidato ciecamente della scuola e ho affidato i miei figli. Magari ho sbagliato.

Quando lei avrà dei figli, vorrà dire che farà l'homeschoolingo l'unschooling, come magari è possibile fare, ma io ho sempre pensato che i ragazzi, e le mie figlie, potevano tranquillamente andare a scuola, perché credo nella responsabilità dei docenti, credo nella loro capacità di tenere insieme complessità, equilibrio e rispetto.

Il problema, però, lasciatemi dire, non è il consenso informato, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda. Il problema è l'uso politico del consenso informato per far passare l'idea che la scuola sia un luogo da tenere sotto controllo, che dietro ogni percorso ci sia un'ideologia, che le famiglie vadano protette, da che cosa? Da fantomatici rischi. È un fantasma utile, certo, perché crea sospetto, perché rallenta... ma perché blocca, perché blocca.

La realtà, quella che vediamo tutti i giorni nella scuola, per quanto mi riguarda - anche vista la mia esperienza da Assessore - è diversa. Le famiglie chiedono aiuto, non l'ho sentito da uno o due, come dicevo ieri, ho sentito da decine di famiglie chiedere aiuto, si sentono disarmate. Gli insegnanti, i dirigenti, il personale scolastico chiedono supporto, i docenti chiedono strumenti e, soprattutto tra i ragazzi - recentissimo un sondaggio che è stato pubblicato sul Sole24Ore - il 90% chiede educazione affettiva e sessuale a scuola. Il 90% dei ragazzi.

Dopodiché parliamo, dentro queste aule: noi adulti oramai arrivati, che pensiamo di essere i portatori della verità, che invece vogliamo il consenso informato, vogliamo bloccare sostanzialmente tutto un processo di educazione, ma non sessuale. Togliamo via questa cosa che vi fa così ribrezzo e per la quale voi avete una certa ossessione: parliamo di educazione affettiva, parliamo di educazione alle relazioni. È una cosa così spaventosa, tanto da citare la schwa e tutti questi esempi che, tra l'altro, non c'entrano un tubo con la Valle d'Aosta? Perché voi citate esempi piemontesi, non so da dove arrivano quelli lì, Almaterra. Qua è diverso, qua è diverso…

...Ma non me ne "frega" niente di Almaterra, non m'interessa. Qua è diverso. L'avete citato, va bene, va bene, l'avete citato.

Per quanto ci riguarda, quindi, noi ovviamente ci asterremo o voteremo contro, adesso valuteremo come, ma perché? Perché non riteniamo che la scuola sia questo luogo così pericoloso per i nostri ragazzi, al di là di tutte le considerazioni che abbiamo fatto prima.

Président -A demandé la parole la conseillère Machet.

Machet (UV) -Je pense que les résolutions qu'on a affrontées aujourd'hui se lient strictement à la question de la violence de genre.

Alors je reviens un peu à la journée de hier, nous avons eu l'occasion d'écouter de nombreuses interventions sur ce thème, des interventions importantes, toutes détaillées et dignes d'attention. Les statistiques ont également été citées et selon les premiers résultats de la recherche ISTAT 2025, environ 6,4 millions d'Italiennes ont subi au moins un acte de violence physique ou sexuelle au cours de la vie, soit le 31,9% de la population féminine italienne. Nous, les Conseillères régionales, ici, nous sommes en 8, je vous laisse faire les proportions. C'est terrible, c'est une statistique terrible.

Nous n'avons pas la solution miracle. Nous ne pouvons pas nous arrêter d'essayer de trouver des solutions. Il faut agir dans le quotidien et je propose un point de réflexion.

Selon moi, il faut rendre la justice encore plus accessible aux femmes, aux filles, par l'implémentation de services juridiques spécialisés gratuits et l'augmentation du nombre de femmes dans le processus de mise en application des lois et des services de base. Il faut poursuivre et augmenter la formation des prestataires des services de base, soit que ce soient la police, les avocats, les associations, les services sociaux, le personnel de santé, pour assurer qu'ils suivent des normes et des protocoles de qualité, confidentiels, sensibles et adaptés à la situation.

Proposer des ressources publiques adéquates pour mettre en ?uvre les lois politiques existantes qui reconnaissent les coûts, les conséquences dévastatrices des violences à l'égard des femmes. Travailler pour et avec les jeunes comme acteurs du changement pour mettre terme à la violence à l'égard des femmes et assurer que le système éducatif favorise les relations de genre basées sur le respect mutuel et sur la non-violence. Mobiliser les hommes, les garçons, les familles, les écoles afin qu'ils prennent position contre la violence à l'égard des femmes et des filles et qui favorisent l'égalité en matière de genre.

Et cela doit se faire sans hésitation, sans tomber dans le piège d'une néfaste rhétorique politique, que nous voyons un peu dans cette salle aujourd'hui, et attribuer les interventions ou à la droite ou à la gauche.

Tout ce qui est entrepris pour la lutte contre la violence ne doit pas être instrumentalisé. Ne tombons pas dans le piège de la catégorisation des actions de lutte contre la violence. Nous avons besoin de faire une révolution culturelle et il faut la faire à partir d'ici.

Ci chiedete allora, giustamente, di disincentivare l'uso strumentale di queste tematiche, ma presentate una risoluzione che ha il sapore di strumentalizzazione. Questo l'Union Valdôtaine non lo accetta e non cavalca questi temi.

Presidente -Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (AVS) -Sarò molto breve perché ho apprezzato in particolare l'ultima parte dell'intervento della collega Machet e l'intervento del collega Guichardaz, che mi sembra abbiano evidenziato bene anche la nostra posizione.

Questa è una risoluzione strumentale, è una risoluzione strumentale che non è condivisibile in molte delle sue premesse e l'illustrazione che l'ha accompagnata l'ha chiaramente evidenziato. Non è condivisibile, poi, nemmeno nella costruzione dell'impegno, che è direttamente conseguente a una visione della scuola e del ruolo educativo dell'istituzione scuola, così come la visione che voi avete dell'educazione affettiva e sentimentale, che è diametralmente opposta a quella che abbiamo noi.

Molto semplicemente quindi noi voteremo contro questa risoluzione.

Presidente -Ha chiesto la parola il collega Torrione, ne ha facoltà.

Torrione (AVS) -Anch'io sarò brevissimo...

Presidente -Chiedo scusa, stesso gruppo. È intervenuta la collega Minelli. Se ci sono altri interventi, sennò chiudo la discussione...

No. Se si prenota, collega, va bene. Io aspettavo di vedere la prenotazione. Prego collega Perron.

Perron (LEGA VDA) -Ho segnato parecchie cose, sono contento che ci sia stato un po' di dibattito, avevamo quasi intenzione di ritirare la risoluzione per l'apertura che ci aveva fatto l'assessore Lavevaz, che ci aveva convinti. Giustamente avevamo ripreso le sue parole, quindi non era così difficile. Ma dopo l'intervento della collega Machet, che ha chiarito meglio in questo modo la visione molto più affine a quella dei colleghi della sinistra riguardo a questo tema, porteremo la risoluzione al voto.

Nei minuti restanti cercherò, un po' in ordine sparso, di ripetere o di riprendere alcuni spunti che sono arrivati. Questa risoluzione sarebbe strumentale? Questa risoluzione è politica, penso di essere nel posto giusto e non nel bar. Giustamente lei ieri, ex assessore Guichardaz, aveva detto che questi sono temi politici, anche lei l'ha fatta esattamente con lo stesso motivo per cui la facciamo noi. Solo che ieri parlava senza contraddittorio, oggi si sente anche la nostra campana, che mi sembra quanto...

Lei sapeva benissimo che nell'interpellanza avrebbe detto quello che voleva, ci sono le risoluzioni e, così, adesso abbiamo ribattuto noi. Lei ha continuato a ripetere le stesse cose di ieri. Ma io non riesco a capire che cosa sia che non vi torna su quanto trovate nella risoluzione, che vi certifica che già a oggi e già questo governo ha inserito tutte le questioni inerenti all'educazione sessuale, per prima cosa, perché è già nei programmi esistenti, da anni lo fanno, quel di biologia ...esatto, quindi l'educazione sessuale sulle tematiche strettamente biologiche c'è da anni. Dovete smetterla con la strumentalizzazione per cui si toglie l'educazione sessuale. Mi mandano i miei colleghi dei libri, se volete ve li porto, andateveli a cercare, e ci sono le cose fin dalle elementari, e si sale. Non solo, delle maestre mi inviano anche le varie tematiche che in maniera molto delicata arrivano alle tematiche…

Ma come adesso? È così da sempre, e questo disegno di legge, collega Guichardaz, non va a modificare assolutamente nulla. Lei non l'ha neanche letto...

Ah sì? Mi spiace, allora ha perso dei pezzi, ha perso dei pezzi, come ha dimostrato prima. Ma che problema ha col consenso informato? Che problema avete? Non si toglie nulla, si chiede un consenso alle famiglie. Come si fa a definire una norma del genere liberticida, in qualche modo fascista o da regime? Ma è una cosa folle, è una strumentalizzazione che non ha alcun senso e che grida vendetta.

Continuate a fare della propaganda su queste cose, ma non è così. Non leggete nemmeno quello che vi viene scritto qua, quindi è davvero una tristezza vedere propaganda su questo tipo... La propaganda la fate voi, non certamente noi, su questo tema. La propaganda è totalmente vostra e chiunque si riascolterà l'intervento nuovamente del collega Guichardaz, che adesso non mi sta più ascoltando, tra l'altro non ho un'ossessione con lei, lei mi sta anche simpatico, non c'è nessun problema, però chiaramente lei è il PD, è il nemico ideologico della mia parte, quindi riprendo quello che lei dice e lo riporto in Consiglio, mi pare la normalità più assoluta.

La correggo anche sul fatto che non ho l'ossessione per il comunismo, ma siccome la scuola e tutto il mondo della cultura è da almeno settant'anni appannaggio della sinistra, con quella che Gramsci definiva "l'egemonia culturale"... Io all'Università di Torino - non so la collega Minelli cos'abbia studiato a storia contemporanea a Torino - io portavo il manifesto del Partito comunista. Lei l'ha mai studiato, il manifesto del Partito comunista? L'avete mai letto tutto? Lei, ex assessore Guichardaz, l'ha mai studiato o letto? Lo conosce? Io sì, perché all'università era appannaggio della cultura di sinistra.

Che quindi adesso voi ci facciate la ramanzina dicendo che questo Governo vuole in qualche modo prenderemanu militariil mondo della scuola quando parla di consenso informato è semplicemente una fake news. Voi state andando avanti su questa cosa con delle fake news, totale propaganda, e chiunque si ascolterà il dibattito di oggi capirà che avete parlato di tutto tranne che nel merito, perché questo è quello che è avvenuto.

Oggi almeno abbiamo parlato anche noi, abbiamo tutto lì, avete tutto lì, scritto nero su bianco, che le cose dell'educazione sessuale già si fanno e si continueranno a fare, altre progettualità si faranno, ma con un consenso informato, che è la cosa più sana che esista, a tutela della scuola, della libertà e delle famiglie. Perché se c'è una famiglia che invece non vuole affrontare certi temi, io non mi arrogo il diritto di piegarla a fare quello che vogliamo noi, a fare quello che vuole uno Stato o un governo. No, ha un margine di libertà. Voi non la concepite, la libertà, e quindi siamo su due mondi differenti. Molto bene così...

Ah, le elementari le lasciamo fuori, vista la politicizzazione che viene fatta? Sì, l'infanzia... Le maestre già fanno, chieda alle maestre, lei è stato Assessore all'Istruzione, vada a guardare, le maestre già fanno. Alle elementari fanno educazione sessuale. Si prenda i libri, l'educazione sessuale c'è, l'educazione sessuale c'è...

C'è tutto, c'è tutto, c'è tutto. Fate delle fake news.

Presidente -Colleghi, se parlate fuori dai microfoni, non vi sentono a casa. Lo dico a tutti e due.

Perron (LEGA VDA) -...Comunque sia, penso che abbiamo dimostrato oggi che da una certa parte c'è un sacco di strumentalizzazione. Abbiamo parlato anche noi, a questo punto mettiamo al voto, così vediamo anche i colleghi della Giunta da che parte sono rivolti, se continuano a guardare a sinistra nella loro visione del mondo, oppure se hanno comunque un minimo cambiato bandiera.

Presidente -Grazie, collega Perron, per questo ultimo invito che porta al voto. Pongo quindi al voto la risoluzione.

Invito i colleghi a votare. Chiudo la votazione.

Presenti: 33

Votanti: 16

Favorevoli: 8

Contrari: 8

Astenuti: 17 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Viérin Laurent e Viérin Marco).

La risoluzione è rigettata.

Era l'ultimo punto all'ordine del giorno. Ringrazio i colleghi e chiudo la seduta, dandovi appuntamento al 2 di dicembre.

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L'adunanza termina alle ore 19:11.