Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 52 del 26 novembre 2025 - Resoconto

OGGETTO N. 52/XVII - Interpellanza: "Misure di contrasto alle povertà".

Aggravi (Presidente) -Punto 37 all'ordine del giorno. La parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) -Per certi versi stiamo su un tema simile. Se però pensiamo che il tema sia esclusivamente sociale ci sbagliamo, perché questo, come quello precedente piuttosto che quelli successivi, è un tema politico.

Stiamo parlando di povertà e anticipo subito, perché poi l'Assessore ce lo dirà, che so che il piano povertà è stato discusso o comunque presentato in Giunta nei giorni scorsi il nuovo Piano povertà 2026-2028 e che è all'esame del Cipe, delle Consulte, immagino, per poi essere approvato, appunto, prossimamente.

Bene, quindi, molto bene. Il problema però non si risolve, perché ad oggi non sappiamo nulla di questo Piano povertà, ma soprattutto non solo non sappiamo nulla, non abbiamo neanche contezza del perché in questi ultimi quindici anni la povertà in Valle d'Aosta sia passata dal 3 al 10%; e 10% sono dei numeri importanti.

Mi permetto, non per essere professorale, di cercare di capire e di descrivere l'indice, e io sto parlando di diverse povertà, le povertà, non la povertà, perché non esiste solo la povertà economica, esiste la povertà, naturalmente, anche sanitaria, come ci ha raccontato la collega Minelli, ma esiste la povertà energetica e, ne ha appena parlato il collega Manfrin, la povertà abitativa, la povertà sociale. Ecco, io mi aspetto che questo nuovo Piano povertà, che è di circa 9 milioni di euro, mi sembra, tocchi tutti questi argomenti, perché di queste cose noi parliamo in Valle d'Aosta.

Rispetto a questo indice di esclusione, di rischio di esclusione, è un indicatore tecnico che va a misurare la percentuale di abitanti che si trovano in condizione di povertà relativa, perché quando noi parliamo di povertà sembra che parliamo solo di quelle persone che non hanno nulla, non hanno reddito, quindi stiamo parlando, in quel caso, di povertà assoluta.

Povertà relativa: perché hanno un reddito disponibile inferiore al 60% del dato nazionale mediano, quindi è un dato diverso da quello della povertà assoluta, che dice appunto che la persona non ha reddito o ha un reddito assolutamente insufficiente per anche, banalmente, mettere il pane a tavola.

Il Piano povertà, che forse ci descriverà l'Assessore nel suo intervento, immagino che sia un piano che tocchi tutti i tipi di povertà, se vogliamo essere al passo con i tempi. La povertà energetica, ad esempio, è un tema importantissimo nella nostra Regione, perché ci sono persone, e ne abbiamo parlato, ma ne riparleremo nel prossimo Consiglio, ci sono famiglie che non riescono a pagare le spese condominiali nelle nostre case ERP e, nonostante questo, sono obbligate, perché se no hanno una sola bollettazione, per esempio, e quindi questo genera una grave difficoltà.

Ma noi abbiamo le famiglie anche cosiddette non in case ERP, che purtroppo non riescono a pagare quelle spese condominiali elevatissime.

Abbiamo un problema di povertà abitativa, cioè persone che non riescono a pagare affitti, anche se noi abbiamo il contributo affitti, sicuramente importante, e devo dare merito rispetto, invece, alla legge di stabilità nazionale, che non prevede, per esempio, contributi affitti, mentre noi, la nostra Regione, questo l'ha previsto; con però degli Isee bassissimi, quindi persone che non riescono comunque ad accedere. Perché? Perché hanno un Isee un po' più alto, ma sempre molto basso, che non permette loro di raggiungere, naturalmente, e di poter fare domanda.

È importante capire quindi, da parte nostra, quali siano le strategie reali e concrete per i prossimi anni. I prossimi saranno anni difficili anche per la nostra Regione, perché la povertà sarà sempre maggiore, perché la platea di persone che purtroppo non accedono a contributi o che purtroppo non accedono alle cure mediche, che purtroppo non accedono, non nella nostra Regione, ma anche, per quanto riguarda gli studi superiori, all'istruzione, aumenterà.

Allora è importante capire, la Regione, questo Governo, in quale direzione vuole andare. Mi sembra di aver sentito e letto nel programma di Governo, nella descrizione del Presidente della Giunta, una particolare attenzione a coloro che sono in difficoltà. Io vorrei che fosse chiaro che oggi le difficoltà devono essere considerate, io dico sempre, a livello complessivo, quindi non focalizzandosi solo sulla difficoltà economica, ma prendendo in considerazione naturalmente tutte le difficoltà che portano le famiglie a decidere, dico una parola forse grossa, di non vivere dignitosamente e di non dare la possibilità di un futuro dignitoso ai propri figli.

Questo avrà delle ricadute importantissime sulle prossime generazioni e una Regione che dice che non vuole lasciare indietro nessuno deve avere in mente che oggi circa 10.000 dei nostri corregionali, dei valdostani, è in una situazione per cui è già indietro.

Presidente -La parola all'assessore Marzi.

Marzi (CA) -L'Amministrazione regionale intende naturalmente procedere all'approvazione del Piano regionale per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2026-2028 nella seduta della Giunta regionale del 28 novembre, quindi dopodomani, in continuità con la precedente programmazione 2023-2025. Il Piano regionale per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2026-2028, in continuità con il precedente piano, intende potenziare le differenti misure attive sul territorio regionale, promuovendo l'avvio di ulteriori servizi e interventi finalizzati a garantire quelli che tecnicamente, lei sa, si chiamano LEPS, cioè i livelli essenziali delle prestazioni sociali, che l'Italia attendeva di applicare dal 2000, ma ha dovuto aspettare arrivasse il PNRR, così come definiti appunto dal Piano nazionale per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2024-2026.

Le misure e gli interventi a contrasto della povertà per il triennio 2026-2028 sono stati definiti in coerenza con le linee guida nazionali e con i fabbisogni rilevati a livello territoriale in Valle d'Aosta, nell'ambito di un processo di programmazione partecipata che ha coinvolto i rappresentanti del tavolo interistituzionale per la programmazione integrata degli interventi di contrasto alla povertà, all'interno dell'accordo di programma del piano di zona.

Il Piano regionale per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2026-2028 è stato, inoltre, approvato dall'ufficio di piano del piano di zona e dal PEL. Di fatto, il tavolo di concertazione ha visto la partecipazione di tutti i Comuni valdostani, compreso il Comune di Aosta, a partire dall'estate 2025.

Il Piano regionale per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2026-2028 è stato oggetto di revisione e potenziamento rispetto alla precedente programmazione 2023-2025, al fine di rispondere al fabbisogno territoriale delle famiglie a basso reddito e a rischio di esclusione sociale.

Tra le principali azioni previste dal piano medesimo e dalla programmazione regionale complessiva, si evidenziano:

- un ulteriore rafforzamento del servizio di emporio solidale, finalizzato a contrastare la povertà alimentare e lo spreco alimentare attraverso il coordinamento, il consolidamento e l'allargamento della rete di attori e servizi che, a diverso titolo, sono attivi in questo ambito;

- il consolidamento e il potenziamento dei servizi di "housing first", finalizzati a garantire soluzioni abitative temporanee e promuovere l'autonomia di persone e nuclei in condizioni di vulnerabilità e marginalità sociali. Ad esempio le strutture presenti ad Aosta, che lei conosce bene in quanto ex Assessora ai servizi sociali del Comune stesso, Quart, Montjovet, Donnas e, non ultimo, Aymavilles, vista l'inaugurazione proprio questo sabato del Centro giovani, che di fatto già sta ospitando iniziative di housing first, nonché la continuità del servizio di cohousing in favore di persone anziane autosufficienti che non possono permanere nel proprio ambiente di origine a causa di situazioni di solitudine o di assenza di alloggio, abbandono, indigenza, o per difficoltà di gestione e autoorganizzazione. Uno per tutti, citiamo l'esempio della struttura a Sarre;

- lo sviluppo di un servizio di seconda accoglienza rivolto ai nuclei in condizione di vulnerabilità e marginalità sociale;

- il potenziamento di un servizio territoriale di supporto educativo e di misure di inserimento sociale e occupazionale in favore di persone in situazione di povertà e di esclusione sociale;

- la contiguità e il potenziamento del progetto di odontoiatria sociale, quale misura di tutela della salute per le fasce più fragili della popolazione;

al fine, tutto ciò, di rafforzare l'accesso ai servizi sociali, agli aiuti economici e ai contributi regionali destinati alle persone e alle famiglie in condizioni di fragilità.

Il Piano regionale per gli interventi e i servizi che abbiamo appena citato e, in generale, la programmazione regionale prevedono il consolidamento e lo sviluppo delle seguenti misure:

1. il finanziamento di parte del servizio sociale professionale per garantire la presa in carico delle persone e dei nuclei in situazioni di povertà;

2. la continuità e il potenziamento delle attività del punto unico di accesso (PUA), altro LEPS che è stato approvato e di fatto reso operativo negli ultimi anni, con l'obiettivo di favorire l'accesso ai servizi di orientamento dei cittadini e l'integrazione socio-sanitaria, perché di fatto il PUA è anche il luogo fisico e metafisico nel quale si incontrano professionisti, sia sanitari che sociali;

3. la continuità e il potenziamento del servizio di pronto intervento sociale (PRIS), che siamo stati una delle pochissime Regioni ad aver attuato, anche questo un LEPS;

4. il potenziamento del Centro servizi per la povertà stazione di posta, che ci ha visto, tra l'altro, collaborare con il Comune di Aosta e con lei, attraverso un progetto dedicato da parte del PNRR, quale presidio territoriale per l'accompagnamento e l'accoglienza dei servizi;

5. la continuità nell'erogazione, ai sensi della legge regionale 23 del 2010, di contributi economici in favore di persone e nuclei familiari che, non versando in condizioni di povertà cronica, si trovano però ad affrontare situazioni contingenti che richiedono un servizio tempestivo. Questo vale sia per povertà sociali che per persone con disabilità o per situazioni specifiche;

6. la continuità nell'erogazione di contributi a favore dei nuclei familiari che dispongono di una situazione economica inferiore all'importo del minimo vitale;

7. la continuità nell'erogazione di contributi per il finanziamento di progetti destinati a persone che versano in situazioni di povertà ed esclusione sociale;

8. la continuità nell'erogazione del fondo di pronto soccorso sociale.

Di fatto, quindi, il Piano regionale per gli interventi che abbiamo appena citato prevede il concorso di fonti di finanziamento differenziate per la realizzazione delle azioni che abbiamo appena descritto, che sono, di fatto, come fonti finanziarie: il Fondo nazionale per le politiche sociali, il Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, i fondi regionali e, non ultimo, un suo collega lo sa benissimo, il Fondo sociale europeo Plus e il Fondo di rotazione.

Il sistema regionale di contrasto alla povertà, quindi, è strutturato in modo flessibile e aperto all'integrazione di ulteriori risorse statali, comunitarie e regionali, che speriamo arrivino, che potranno quindi essere attivate in funzione di ulteriori finanziamenti statali o comunitari e delle emergenze di nuovi fabbisogni territoriali. In tal senso abbiamo già iniziato un'interlocuzione col collega Lotto.

Però, le risorse previste per la realizzazione delle attività e degli interventi stabiliti dal Piano regionale per gli interventi e i servizi contro la povertà 2026-2028 ammontano di fatto a 9.309.000 euro, ai quali si sommano ulteriori risorse regionali a valere sulla 23/2010, pari a 650.000 euro.

Président -Pour la réplique, la parole à la collègue Forcellati.

Forcellati (PD-FP) -Grazie Assessore per l'elenco di tutti quelli che sono stati, sono e saranno gli interventi.

Come lei ha citato più volte, non so se per condividere o per mettermi in difficoltà, io so benissimo di alcuni interventi, ne sono perfettamente a conoscenza, essendo stata l'Assessore alle Politiche sociali del Comune di Aosta negli ultimi cinque anni, ma questa interpellanza è fatta apposta perché tutto quello che si sta facendo non è sufficiente.

Vogliamo parlare della prima accoglienza, dei posti? Vogliamo dire che non sono mai disponibili perché sono pieni? Vogliamo parlare del dormitorio, che non ha posti, perché è sempre pieno? Poi non parliamo dell'accoglienza dormitorio per le donne, che ha pochissimi posti e, quei pochi, molto spesso pieni, perché oggi abbiamo anche questa problematica.

Vogliamo parlare del PRIS, che è presente perché il Comune di Aosta ha messo a disposizione uno spazio al quartiere Dora, nello spazio dedicato alla coprogettazione?

E mi fermo qui. Ma vogliamo parlare anche del PUA? Peraltro gestito in coprogettazione dalla Regione, con una cooperativa sociale, con risorse assolutamente insufficienti.

Io sono perfettamente a conoscenza anche degli sforzi che si fanno e che fa questa Regione per contrastare la povertà, per dare strumenti. Quindi, io non voglio né demonizzare, ma neanche legittimare solo questi interventi, c'è bisogno di un maggiore investimento e anche di ulteriori diversificazioni.

Vogliamo parlare dell'housing first, dove ci sarà un servizio ma, per esserci questo servizio, noi abbiamo tolto un piano del dormitorio? Perché sennò il servizio non ci sarebbe stato.

Per carità, tutto poi condiviso, concordato, spostate le persone, che però dal centro naturalmente sono andate in viale Gran San Bernardo, ma non ha importanza. Io penso che quanto si stia facendo abbia delle ricadute positive sul tessuto sociale della nostra Regione. Dico che purtroppo non sono sufficienti, quindi io mi aspetto, da questo nuovo Piano povertà 2026-2028, che lei sommariamente - naturalmente, ci mancherebbe - ci ha descritto, molto molto di più.