Oggetto del Consiglio n. 51 del 26 novembre 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 51/XVII - Interpellanza: "Basta aumenti di affitto e spese per le case popolari".
Aggravi (Presidente) -Punto 36 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -Ci ritroviamo, come ci eravamo lasciati nella scorsa legislatura, con un tema sicuramente interessante. Lo ripeto per chi non avesse assistito alle puntate precedenti, ma nella scorsa legislatura, verso la fine, quindi intorno al mese di luglio, avevamo preso atto del deposito di una petizione che aveva raccolto più di 500 firme, poi fra un esame e un altro erano sotto le 500, ma in ogni caso indicativamente le firme presenti erano circa 500, relative a quello che era stato lo spaventoso aumento degli affitti degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Ebbene, mi permetto di leggere il testo che ha raccolto, tengo a sottolinearlo, questa petizione aveva raccolto ben 500 firme, non fra persone che non abitavano nelle case popolari, ma esattamente proprio fra le persone che vi abitavano, quindi è maggiormente significativo, perché un conto è raccogliere 500 firme su una platea di 100.000 abitanti potenziali, che hanno più di 18 anni, quindi che possono firmare e sono titolati a farlo; e diverso è farlo su una platea molto più ristretta, di persone che abitano negli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Che cosa chiedevano queste 500 persone? Il testo che vado a leggervi. Il titolo è: "Basta aumenti di affitto e spese per le case popolari". "Dopo gli spaventosi aumenti delle spese a carico degli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con la DGR 932 del 2024 il Governo regionale ha deciso di aumentare anche gli affitti delle case popolari di 50 centesimi al metro quadro, rendendo per molte persone in condizioni di difficoltà impossibile fare fronte alle spese sopraggiunte. Per questo motivo, i sottoscritti cittadini chiedono che si blocchi l'aumento deliberato e si prenda atto una volta per tutte che le case popolari non sono un mezzo per fare cassa, bensì un diritto per chi è in condizioni di necessità e che, come tale, deve essere garantito senza doversi indebitare per avere un tetto sopra la testa, consentendo di pagare un affitto e delle spese commisurate al proprio reddito". Questo è il testo della petizione.
Ora, perché si origina tutto questo? Per un combinato disposto di due elementi: il primo elemento, che era contenuto anche all'interno di questa petizione, era che c'è stato un aumento, appunto, deliberato dalla Giunta regionale, di 50 centesimi al metro quadro, e che quindi nel 2024 si era pagato di più; l'altro è una questione legata, invece, ai consumi. È una cosa di cui molti di quelli che tifano per il green dovrebbero essere a conoscenza, perché spesso si dice "che bello, che green, è sostenibile" e poi non si conosce che cosa c'è dietro a tutto questo sistema.
Qual è la questione? Principalmente, negli alloggi che sono stati collegati col teleriscaldamento è accaduto questo: invece di arrivare a un abbattimento dei costi, si è arrivati a un aumento e sapete perché? Per due ordini di motivi.
Il primo: quando ancora non c'era il teleriscaldamento e ognuno aveva la propria caldaietta, una persona apriva la caldaietta e consumava, chiudeva la caldaietta, decideva di stare al freddo e al gelo, a seconda di quello che preferiva, e non spendeva niente. Con il teleriscaldamento, invece, si è utilizzato questo bel sistema di avere un riscaldamento centralizzato, col conseguente aumento e suddivisione di una parte, che è circa del 25-30%, per tutti i condomini; quindi anche se tu spegni il tuo sistema e non ti riscaldi comunque paghi il 30% della parte indivisa del condominio. Questa è una bella evoluzione per chi, se vive nelle case popolari, ovviamente non ha di che campare. Insomma, non ha grossi margini di possibilità.
Il secondo: il mezzo del teleriscaldamento, come abbiamo più volte denunciato all'interno di quest'aula, è molto più costoso rispetto ai mezzi tradizionali. Assennatezza vuole che una persona che ha già grossi problemi economici e deve vivere - perché ricordiamoci sempre che per entrare nell'edilizia residenziale pubblica bisogna avere un Isee inferiore agli 8.500 euro, quindi di sicuro non si è dei sultani del Brunei - in quella condizione, possa scegliere a quale operatore fare riferimento, con chi fare il contratto, a quale modalità, la più conveniente per se stesso, aderire per scaldare la propria casa.
Invece no: a insindacabile giudizio, dittatoriale, di chi gestisce le case popolari, si è imposto che ci fosse il teleriscaldamento, "o ti attacchi o ti sbattiamo fuori di casa". Queste sono le lettere minatorie che sono state mandate alle persone, che abbiamo portato anche all'interno di quest'aula, di questa discussione.
Il combinato disposto di queste due bellissime realtà ha fatto sì che molte persone arrivassero a non riuscire a pagare l'affitto. Ci sono stati, peraltro, anche parecchi sfratti, abbiamo parlato anche di questo, ma è soltanto per dare un po' di informazioni in più.
Poi, sicuramente l'assessore Marzi ci dirà che non è vero, che gli sfratti non ci sono stati, che si è fatta prevenzione, che c'è la morosità incolpevole dopo che abbiamo battuto il pugno per un bel po' di anni… Io mi ricordo che la prima richiesta di istituire la morosità incolpevole è stata formulata dal sottoscritto, quando sono arrivato qui nel 2018, ma al netto di questo, e al netto di quello che ci potrà raccontare, i dati sono incontrovertibili, quello che rimane è questo.
A fronte di questa presentazione, siccome non c'erano i tempi tecnici per esaminare la petizione, che aveva comunque un numero considerevole di firme, presentammo all'epoca un ordine del giorno collegato alla variazione di bilancio, che aveva come impegnativa esattamente quello che le persone chiedevano in questa petizione; e riporto l'allora risposta dell'assessore Marzi, dal resoconto.
L'assessore Marzi disse: "Nelle more di entrata in vigore della nuova legge sulle politiche abitative - peraltro legge sulle politiche abitative che in quel momento non poteva vedere la luce e, infatti, non ha visto la luce - si è previsto di non stabilire alcun aumento dei canoni ERP, rinviandone di fatto l'aggiornamento all'anno 2026"; quindi, la nuova legge che oggi è in discussione eliminerà ogni attuale riferimento all'OMI, quindi di modalità di calcolo automatico dei canoni, facendo sicuramente dei ragionamenti rispetto alla situazione reddituale degli assegnatari.
La simpatica legge che era in discussione, oltre a raccogliere la bozza che ci venne sottoposta, oltre a raccogliere le mie veementi critiche, ricordo che raccolse le veementi critiche anche del collega Baccega, che oggi siede dalla stessa parte del Governo Marzi… cioè la stessa parte non del Governo Marzi suo, ma dalla stessa parte del Governo in cui c'è anche l'assessore Marzi.
Ritengo, quindi, che probabilmente quella legge possa e debba avere una revisione, anche alla luce della nuova composizione della maggioranza, immagino; se, invece, sarà uguale qualcuno si dovrà smentire e rimangiare quello che aveva detto ai tempi e ovviamente non mancheremo di farglielo notare, ma, al netto di questo, quello che evidenziamo è proprio che, a fronte di questa manovra che potremmo definire preelettorale, essendo finite le elezioni e avendo raggiunto l'assessore Marzi il suo scopo, adesso ci può dire, anche soltanto per regolarci e capire che cosa succederà nel futuro, se la cancellazione dell'aumento dei canoni ERP potrà essere estesa anche al 2026, come dichiarava lei in questa risposta, data a quest'ordine del giorno che venne discusso ai tempi, oppure se, invece, "avuta la grazia, gabbato lo santo", volete procedere con gli aumenti e quindi prenderemo atto di quella che sarà la risposta e metteremo in campo le necessarie contromisure.
Président -La parole à l'assesseur Marzi.
Marzi (CA) -Venendo alla domanda n. 1, in maniera sintetica, con la terza variazione di bilancio, come da lei richiamato, approvato nel luglio del 2025, il Consiglio regionale ha differito di un anno l'aggiornamento dei canoni di locazione ERP basata sui valori OMI, dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare, bloccandone quindi gli adeguamenti e mantenendo l'applicazione dell'ISEE aggiornato. Questa scelta è stata, quindi, adottata per tutelare le famiglie in un contesto di forte crescita dei valori immobiliari e di progressiva perdita del potere d'acquisto. In sostanza, accade che l'aumento degli affitti nel settore privato determina aumenti sui valori OMI, che a loro volta impattano sull'ERP, con l'effetto finale, in molti casi, di aumentare i canoni, per una deliberazione che lei conosce perfettamente, del 2016.
Nel nuovo testo di legge in materia di politiche abitative, che ci impegniamo a ripresentare nel 2026, questa previsione è stata esplicitamente eliminata e non sarebbe, quindi, più vincolante il riferimento ai valori OMI per la determinazione dei canoni di locazione ERP.
Prima inesattezza delle svariate che ha dato nella sua simpatica vetrina mattutina è che in realtà lei è stato tra quelli, come capogruppo della Lega, che non hanno voluto che la proposta di legge di variazione della legge n. 3 fosse portata in Consiglio, avendo di fatto altre priorità, tra le quali probabilmente c'era anche il fatto che voleva naturalmente essere qui in questo simpatico momento a continuare a puntare il dito.
Altro aspetto politico rilevante, visto che tra ieri pomeriggio e stamattina ha detto due volte "l'Assessore Marzi voleva essere qui": come lei e come buona parte dei candidati, ci siamo candidati appunto per essere eletti.
A qualcuno dei candidati capita di essere eletto. Nel caso specifico, a qualcuno dei candidati capita anche di essere eletto e di poter andare pro tempore ad amministrare; quello che sicuramente è una certezza è che a lei non è mai capitato ed è probabilmente anche uno dei motivi per i quali può continuare a dire a tutti che gli asini volano e che di fatto oggi ci sono 40 gradi ed è agosto, anche perché, non avendo mai dovuto amministrare e non dovendosi quindi mai prendere una sola responsabilità, può appunto raccontare favole a chi vuole ascoltarle.
Sarà quindi possibile, tornando alla risposta, una maggiore flessibilità nell'individuazione dei criteri di calcolo dei canoni con parametri più aderenti alle specificità sociali ed economiche del territorio. Naturalmente, nelle more dell'approvazione della nuova legge, di cui io mi auguro a questo punto lei diventi uno dei maggiori promoter, stiamo valutando di prorogare il differimento dell'aggiornamento dei canoni fino all'entrata in vigore della stessa. Questo comporterà la previsione di stanziamenti di risorse a favore dell'ARER, a compensazione del corrispondente mancato introito.
In alternativa, naturalmente valuteremo l'introduzione di tetti massimi di adeguamento dei canoni che siano collegati alla capacità di spesa dei nuclei familiari.
Quanto le ho appena rappresentato, in tutti e due i casi, significa che i tecnici di fatto devono assumersi delle responsabilità, perché devono farlo. Egualmente, un Governo regionale deve fare lo stesso tipo di cosa, perché a oggi una deliberazione del 2016, quindi di tanti anni fa, prevede che certi meccanismi si applichino in maniera automatica.
Probabilmente in quella zona della città la compravendita di case faceva sì che i valori OMI restassero più o meno gli stessi e che, quindi, non creassero degli aumenti di riferimento. Oggi per fortuna quello è diventato di fatto centro storico, anche per i grandissimi interventi che sono stati posti in essere da un punto di vista urbanistico, con investimenti di svariate decine di milioni di euro; quindi i valori OMI, quelli che sintetizzano gli acquisti e le vendite, si sono alzati e di conseguenza, in teoria, essendo restato questo parametro all'interno della deliberazione del 2016, di fatto, in maniera automatica, ci si avvia a questo tipo di aumento.
Naturalmente tutto quello che le ho detto non servirà assolutamente a nulla, perché, come capita sempre, le iniziative vengono fatte scrivendo delle domande sempre molto precise e puntuali, anche perché devono passare il vaglio degli uffici della Presidenza del Consiglio, ma poi di fatto quella che è la presentazione delle stesse, e men che meno la replica, spesso non ha nulla a che vedere con l'iniziativa che viene posta in essere e, anche in questo caso, confidiamo che sia così. Anche perché, avendo appena dimostrato che nel 2025 siamo riusciti a non applicare gli aumenti e avendo appena dichiarato che ci stiamo già muovendo per evitare di farlo nel 2026, la cosa più bella di tutte sarebbe con una nuova legge n. 3, siamo assolutamente certi che lei dovrebbe dare piena soddisfazione alla risposta che le ho appena dato.
Aggiungo un piccolo particolare, che le ho già citato, lei non era ancora in Consiglio comunale, ma qui ci sono dei colleghi che c'erano e che c'erano stati anche prima del 2015: il tema delle famose caldaiette, che lei continua a rappresentare come se fosse una valutazione di libero arbitrio da parte degli assegnatari di edilizia residenziale pubblica, ha in realtà occupato circa dieci anni di dibattito in Consiglio comunale, con l'allora Assessore ai Lavori pubblici che di fatto veniva accusato dalla minoranza, cioè da quella che non governava, del fatto che non veniva garantita la sicurezza nelle case popolari aostane perché c'erano le caldaiette. Di conseguenza, bisognava assolutamente passare ad altri sistemi centralizzati per riscaldare le case stesse. Cosa che poi è avvenuta, ma a quanto pare non ha cambiato le regole del gioco, perché lei sono circa sei-sette anni che contesta il teleriscaldamento, come se di fatto fosse stata una scelta applicata non si sa bene per cosa.
Ma, come vede, qualsiasi cosa venga applicata, di fatto viene poi anche contestata.
Grazie.
Président -Pour la réplique, la parole au collègue Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) -Da dove partire? Assessore, se lei fosse una persona di parola, io potrei anche dichiararmi soddisfatto del fatto che lei preconizzi che questo aumento non avvenga. Il problema è che lei sta parlando soltanto in linea puramente teorica: "Ci stiamo attivando per… ". Siccome il "ci stiamo attivando per" lei, Assessore, lo ha speso già su diversi elementi, mi consenta di essere dubbioso rispetto alla effettiva concretizzazione.
Anche perché - e vengo a un elemento che lei ha dato - lei dice che i tecnici si devono prendere delle responsabilità. Questa è una sua caratteristica precipua: lei, tanto quando eravamo in Comune ad Aosta, tanto quanto siamo arrivati in questa assise, ha fondamentalmente un obiettivo personale, quello di avere meno scocciature possibili. E come si esplica tutta questa sua simpatica e divertente strategia? Nel fare in modo che quello che lei amministra venga, da una parte, programmato da lei, e dall'altra parte gestito da altri, acciocché quello che è di buono che avviene in gestione sia ascrivibile a suo merito, mentre, quando ci sono delle criticità, è tutto riferibile a quelli che lo stanno gestendo male e non secondo le sue indicazioni.
Caro Assessore, forse lei era ed è convinto che questo sia un sistema abbastanza nascosto, di cui nessuno poteva rendersi conto, ma guardi che l'abbiamo tanata, quindi questo sistema a noi non fa assolutamente né caldo né freddo, perché l'abbiamo scoperto.
Al netto di questo, veniamo a quello che ha detto sulla revisione della legge 3/2013. Assessore, nonché ex capogruppo di Stella Alpina, mi stupisce che lei dica che il sottoscritto non ha voluto la legge 3/2013 nella scorsa legislatura. Sa perché? Perché c'ero io, c'era lei, c'era il Presidente Testolin e c'erano altri colleghi, e io ero a quel tavolo e c'erano parecchie leggi a quel tavolo, e quando si discuteva di quali leggi discutere all'interno di quest'aula, io non l'ho sentita parlare per una sola volta. Lei è stato silente più di Albus Silente, all'interno di quella riunione dei capigruppo, quando lei aveva numerose leggi che portavano la sua firma e non ha voluto presentarne e difenderne neanche una.
Quindi, se c'è qualcuno che ha il demerito di non aver portato la legge 3/2013 in quest'aula in discussione, non dico in approvazione ma almeno in discussione, questo è esclusivamente riferibile a lei; e io, le dirò di più, sono felice che questo non sia successo, perché quella legge che ci ha presentato era un obbrobrio, e sono felice anche che questa nuova composizione della maggioranza vedrà, spero, una modifica, perché alcune delle persone che le siedono a una certa vicinanza in questo momento erano assolutamente critiche rispetto a quel testo.
Al netto degli sgravi rispetto agli affitti, che voglio ancora vedere… perché lei fa affidamento sui tecnici, ma i tecnici su cui fa affidamento lei, che gestiscono l'ARER, oggi guardano all'ARER non come a un ente che deve gestire delle case popolari per persone in difficoltà e in fragilità, ma come se fosse una gallina dalle uova d'oro, da cui deve semplicemente prendere gli affitti. "Ma io sono disabile", "paga l'affitto", "ma io ho questa difficoltà", "paga l'affitto", "ma io non riesco a pagare", "paga lo stesso". Questo è quello che fa l'ARER oggi, sbattendosene delle necessità delle persone.
E questo è quello a cui lei fa riferimento, perché a lei questo modo piace, perché la colpa del tecnico non è sua. Ma non si preoccupi, che noi a queste responsabilità la inchioderemo, perché non ci fermiamo qui, naturalmente.
Rispetto alla crescita dei valori immobiliari - e chiudo per carità di patria - sono felice di annunciare innanzitutto che il meraviglioso piano di ristrutturazione del quartiere Cogne e di altre case popolari che lei ha messo in piedi intanto è costato 10 milioni di euro ai contribuenti valdostani, prima cosa, perché non siete stati capaci di presentarlo in tempo e di gestirlo; poi è costato tre-quattro anni di sofferenza alle persone che in quelle case popolari ci abitavano, li avete rinchiusi in casa per tre o quattro anni senza fargli vedere la luce del sole, coi piccioni che sono stati sfrattati dai sottotetti dove abitavano, senza un sistema di dissuasione, che oggi stanno girando dappertutto e hanno trasformato il quartiere Cogne, e non soltanto, in una zona in cui andare a liberarsi dei propri bisogni.
Infine, dopo tutto questo, dopo i costi, dopo aver fatto dei cappotti su due pareti su quattro… se lo ricorda, vero, Assessore, che avete fatto il cappotto delle case popolari su due pareti su quattro, peggiorando lo stato delle cose, facendo un cappotto che era smanicato? Mi aspetto in inverno di vederla con lo stesso cappotto: un bel cappotto che le copre la parte davanti, ma senza le maniche, per vedere che effetto fa.
Dopo tutto questo dite loro: "Sapete che c'è? Con questi lavori abbiamo anche migliorato le case: pagate di più". Complimenti, Assessore.
